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L’ultimo guardiano

La sfida finale fra Artemis Fowl e l’arcinemica Opal Koboi è alle porte. Grazie all’aiuto del dottor Argon, gnomo psichiatra, e alla propria incredibile intelligenza, Fowl termina in tempo record la terapia che gli permette di lasciarsi alle spalle il complesso di Atlantide, causato da una sovraesposizione alla magia. Dimesso dalla clinica, viene immediatamente coinvolto nel riscatto di Koboi insieme ai compagni di sempre: Spinella Tappo e Leale, e con il prezioso intervento del suoi fratellini gemelli, Myles e Beckett. La versione giovane di Opal, che ha seguito il capitano della polizia elfica Spinella Tappo nel suo viaggio nel tempo con l’intenzione di liberare la se stessa del presente, rischia di essere uccisa dagli gnomi Pip e Kip, con la possibilità di stravolgere la realtà causando la morte non solo del proprio alter ego, ma anche di ogni altro essere vivente (umani e non). Età di lettura: da 10 anni.
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L’ultimo giorno di William Tucker

William Alec Tucker III, un giovane di belle speranze, ha perso la vita in un incidente. Ma qualcuno ha deciso di offrirgli una seconda possibilità grazie alla criogenica e alle tecnologie di fine secolo. Così William risorge e si trova sbalzato in un paradiso molto particolare che si chiama futuro, in un sistema solare rivoluzionato dove lo attendono pericolose avventure. Dalla fascia degli asteroidi alle colture di carne della Contea di Clarke, dai confini del sistema solare alle stelle, la via di Tucker è lastricata di gloria.. e di rischi.
Copertina: Marco PATRITO

L’ultimo dono

Fra il 1986 e il 1987 Sándor Márai, che da più di trent’anni ormai vive negli Stati Uniti, perde i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto perde Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell’Oceano, a proseguire un’esistenza che gli appare ormai priva di senso. Il pensiero stesso della «letteratura» gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure – e fin quasi alla vigilia della morte – il vecchio «scrittore ungherese» (ché questo egli sarà sempre, afferma, ovunque egli vada) continua, nel monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti (la cui acida esattezza ricorda a volte Cioran); lucide riflessioni sulla letteratura (soprattutto quella ungherese, a cui non smette di interessarsi, ma anche Conrad, James, Marco Aurelio, il duca di Sully, Caterina da Siena), sul mondo contemporaneo, sul tema dell’esilio («L’esule che non fa ritorno a casa diventa un personaggio grottesco, se ne sta accoccolato su in alto, come l’anacoreta in cima a una colonna, e aspetta che arrivino i corvi a portargli da mangiare») – e naturalmente sulla prossimità della morte: «La morte è vicinissima, ne sento l’odore. Ma ho ancora qualcosa da spartire con la vita». Sono proprio le estreme, sconvolgenti pagine dell’autore delle “Braci”. Sándor Márai scrive l’ultima frase il 15 gennaio del 1989. Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi e mezzo dopo la morte di Lola, si uccide.
(source: Bol.com)

L’ultimo distretto

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La caccia al deforme e sanguinario Jean-Baptiste Chandonne, il ‘lupo mannaro’ accusato dell’omicidio di nove donne, sembra essersi conclusa con il suo arresto dopo l’aggressione in casa di Kay Scarpetta. Chandonne, però, continua a dichiararsi innocente e attribuisce la colpa a un misterioso complotto internazionale ordito ai suoi danni. E se fosse vero? Se esistesse un secondo uomo, molto vicino a Chandonne, deciso a sfruttarne la deformità fisica e trarne vantaggio per i suoi scopi criminosi? Una sottile inquietudine sembra farsi strada in Kay, anche perché Pete Marino, il capitano di polizia con cui collabora da anni, sembra avere ora con lei uno strano comportamento e il procuratore pare addirittura sospettarla dell’assassinio dell’ultima vittima..

L’ultimo cavaliere

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Sono passati cinquecento anni dalle Grandi Guerre, fomentate dai demoni, che avevano lasciato solo morte e rovina, sterminando quasi completamente il genere umano. I superstiti, un piccolo gruppo di Uomini e di Elfi, fuggiti sotto la guida del giovane Falco – una creatura magica dalle sembianze umane –, avevano trovato rifugio in una valle remota e inaccessibile che lo stesso Falco era riuscito a isolare dai pericoli esterni con la magia, esaurendo tutto il suo potere. Uomini, Elfi e mutanti avevano trovato un luogo che credevano sarebbe stato la loro patria per sempre. Ma si sbagliavano. Avviene infatti ciò che non era immaginabile: dopo cinque secoli, la barriera della nebbia magica che protegge la valle comincia ad affievolirsi e quando Sider Ament, l’unico discendente sopravvissuto dei Cavalieri del Verbo, sorprende alcune creature ostili provenienti dall’esterno che aggrediscono due cercatori di piste, teme il peggio. Il rifugio un tempo sicuro è ora diventato vulnerabile e lui solo è in grado di fronteggiare e sconfiggere i misteriosi nemici che stanno penetrando nel loro mondo. Ben pochi tra gli abitanti, però, sembrano credere al pericolo. Insieme ai due giovani cercatori di piste e a una coraggiosa principessa degli Elfi, Sider guida la difesa della patria, impresa decisamente complicata, aggravata dal tradimento di chi vuole impadronirsi del potere, mentre all’esterno un esercito di Troll si prepara all’invasione. Sider e i suoi compagni scoprono che i nemici sono molto più forti del previsto e che per avere qualche possibilità di salvezza dovranno di nuovo imparare a servirsi delle Pietre Magiche.

Gli ultimi eroi

Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che il re degli elfi ha insinuato nella popolazione sta contaminando ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati. Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto. Grazie al suo coraggio e all’aiuto di una guerriera ribelle, l’origine del morbo viene infine svelata, e un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di un’inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci. L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa. Età di lettura: da 14 anni.

Le ultime ore di Shaleen

Tornano gli eroi di David Gerrold: il computer Harlie e la “Star Wolf”, la leggendaria astronave LS-1187. Ma una grave malattia ha colpito il comandante Hardesty, e l’ibernazione si è resa necessaria. La missione della “Star Wolf” diventa ancora più difficile: evacuare un intero pianeta! L’aiuto dei Morthan, ex-avversari della Terra, questa volta sarà indispensabile.
Copertina di Marco Patrito

Ultime notizie dalla famiglia

Ultime notizie dalla famiglia. Dalla famiglia Malaussène, si intende. Dalla tribù di Belleville che popola, felice, l’immaginazione dei lettori e continua ad accendere quella del suo autore. Daniel Pennac ci fa sapere che la famiglia fa ancora rumore, che lascia echi, scie, code. Come i due testi che mettono le ali a questo volume: “Signor Malussène a teatro”, un esilarante monologo sulla paternità, e “Cristianos y moros”, un racconto breve che fa luce sul Piccolo, sulla sua caparbia volontà di conoscere l’identità del padre naturale. A saga conclusa, insomma, Pennac riapre le pagine dei suoi romanzi per evocare nuove figure, nuovi umori, nuove situazioni, per ridare la parola al coro della sua balzana famiglia e rispondere con la sua saggezza discreta al caos abissale del nostro tempo.

L’ultima traccia

L’autrice racconta in prima persona la sua storia di donna tormentata e maltrattata da un marito psicopatico. Trova finalmente il coraggio di scappare portandosi dietro i due figli, che qualche mese dopo però vengono scovati e rapiti dal padre. Sola, disperata, Hannah giunge in uno degli immensi parchi nazionali americani e riscopre in sé i potenti istinti del cacciatore imparati dal nonno: il sapersi orientare sempre, il riconoscere le tracce e i segni lasciati da animali o persone sul terreno. Doti che Hannah trasforma in un lavoro – rintraccia le persone, solitamente anziani e bambini – ma soprattutto in una potente filosofia spirituale in cui la ricerca dell’altro diventa ricerca interiore delle proprie radici e di sé.
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L’ultima terra oscura

Nel labirintico Savastrom, il santuario del potere di Alwayr, il mercenario Phails e il Mago Dolane combattono una battaglia ambigua e dalle mille trame: due pedine necessarie e risolutive su una scacchiera di ombre e illusioni, in un gioco di specchi, di trucchi e di vividi sogni, al centro di una sfida tra un potere assoluto e sbiadito dal tempo, una tecnologia consumata e letale e il fascino del libero arbitrio.
Premio Italia 1990, L’ultima terra oscura, prequel de L’alba di Alwayr, è un romanzo urban fantasy ante litteram, un viaggio incalzante e visivo in un mondo impoverito e allo stremo delle forze, ma illuminato dall’improvviso bagliore dell’amicizia e della speranza.
Mariangela Cerrino è nata a Torino, dove inizia giovanissima lo studio della storia americana presso il Centro di Studi Americani. Esordisce come autrice a diciassette anni, con la casa editrice Sonzogno di Milano, per la quale pubblica, con lo pseudonimo di May I. Cherry, una lunga serie di romanzi ambientati nell’epopea americana che si avvalgono delle copertine di Guido Crepax.
Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, ha pubblicato e pubblica romanzi storici, fantasy e thriller con le maggiori case editrici italiane ed europee; per TimeCrime Fanucci ha pubblicato Il ministero delle ultime ombre, con Golem Edizioni Il margine dell’alba e il romanzo sci-fi L’alba di Alwayr.
Si occupa di storia, cultura, musica e tradizioni dell’area celtica, occitana e francoprovenzale legate alla sua terra d’origine (Valle di Susa, Savoia e Delfinato), oltre che di antiche culture, religioni e mitologie.
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### Sinossi
Nel labirintico Savastrom, il santuario del potere di Alwayr, il mercenario Phails e il Mago Dolane combattono una battaglia ambigua e dalle mille trame: due pedine necessarie e risolutive su una scacchiera di ombre e illusioni, in un gioco di specchi, di trucchi e di vividi sogni, al centro di una sfida tra un potere assoluto e sbiadito dal tempo, una tecnologia consumata e letale e il fascino del libero arbitrio.
Premio Italia 1990, L’ultima terra oscura, prequel de L’alba di Alwayr, è un romanzo urban fantasy ante litteram, un viaggio incalzante e visivo in un mondo impoverito e allo stremo delle forze, ma illuminato dall’improvviso bagliore dell’amicizia e della speranza.
Mariangela Cerrino è nata a Torino, dove inizia giovanissima lo studio della storia americana presso il Centro di Studi Americani. Esordisce come autrice a diciassette anni, con la casa editrice Sonzogno di Milano, per la quale pubblica, con lo pseudonimo di May I. Cherry, una lunga serie di romanzi ambientati nell’epopea americana che si avvalgono delle copertine di Guido Crepax.
Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, ha pubblicato e pubblica romanzi storici, fantasy e thriller con le maggiori case editrici italiane ed europee; per TimeCrime Fanucci ha pubblicato Il ministero delle ultime ombre, con Golem Edizioni Il margine dell’alba e il romanzo sci-fi L’alba di Alwayr.
Si occupa di storia, cultura, musica e tradizioni dell’area celtica, occitana e francoprovenzale legate alla sua terra d’origine (Valle di Susa, Savoia e Delfinato), oltre che di antiche culture, religioni e mitologie.

L’ultima tentazione di Cristo

In questo romanzo grandioso e di profondo impatto emotivo, Kazantzakis, uno dei più grandi scrittori del Ventesimo secolo, rivisita il Vangelo secondo una visione laica di Cristo. Kazantzakis racconta l’amore e la passione di un uomo: Gesù di Nazaret. Figlio di un falegname, l’uomo Gesù vorrebbe amare una donna e avere una famiglia, ma la voce di Dio risuona dirompente nel suo animo, lo arma di una forza superiore a quella di mille eserciti, gli impone rinunce e sofferenze. Il conflitto interiore dell’uomo, la lotta fra carne e spirito, l’istinto di ribellarsi e il desiderio insopprimibile di unirsi a Dio vengono evocati in un affresco narrativo che celebra il supremo sacrificio di Cristo. Sulla croce, ormai moribondo, Gesù ha una visione di come sarebbe stata la sua vita se non avesse seguito il richiamo di Dio. È l’ultima tentazione, quella che Cristo respinge morendo per l’intero genere umano. Per la scrittrice Michela Murgia, “un testo fondamentale per la mia formazione.”

L’ultima stazione

Kathy Bristol non ama la vita mondana, e non coltiva le relazioni sociali. Kathy Bristol preferisce il rischio della caccia. La selvaggina, animali o uomini, l’attira irresistibilmente. Se non fosse così non si sarebbe scelta quel mestiere, e non lo farebbe con tanto entusiasmo da dichiarare di essere disposta a seguire Irvin Webb fino alla Stazione Tombaugh, l’ultima Stazione, se questo fosse necessario per scoprire in che modo il giovane Singleton ha avuto l’incidente sull’astronave. Ma quando lo disse, Kathy non credeva di dover arrivare realmente sul picco ghiacciato di Plutone, dove i terrestri avevano installato, da una decina d’anni, la loro più importante base scientifica per studiare lo spazio oltre l’estremo pianeta del Sistema. E soprattutto non credeva di doverci arrivare in quelle condizioni, in lotta coi secondi e con le gocce di idrogeno liquido, col rischio di arrivare quando già il pianeta aveva incominciato la sua corsa d’allontanamento diventando irraggiungibile. E non credeva di dover fare tanta fatica per convincere Webb a soccorrere il misterioso naufrago che andava alla deriva in una specie di astronave fantasma. Ma tutte queste cose invece succedono, finché Kathy si trova a sperare che l’astronauta ritenuto troppo rude e insensibile, lo sia abbastanza da riuscire ad atterrare sulla sfuggente superficie ghiacciata di Plutone anche così malridotto comè stato da quel brusco passaggio in caduta libera che il cervello elettronico dell’astronave, stranamente, non ha segnalato come avrebbe dovuto.
Copertina di: Karel Thole

L’ultima speranza della Terra

È MARTE la risposta al problema della peste verde che va soffocando la Terra? È MARTE la via d’uscita dalla nebbia sempre più fitta che va ricoprendo i continenti? È MARTE la possibilità d’un ritorno alla vita dopo l’anarchia e il caos che vanno distruggendo ogni resto di civiltà? Ma se l’ULTIMA SPERANZA DELLA TERRA è su MARTE, perché intorno alle notizie provenienti dal Pianeta Rosso viene disperatamente tenuto il più stretto segreto? Su un tema tradizionale, Lan Wright ha scritto un romanzo diverso: una storia perfettamente coerente, magistralmente articolata, e rigorosamente condotta fino alla più imprevista delle conclusioni.
Copertina di Karel Thole

L’ultima partita a carte

Nel 1938 Rigoni Stern non aveva ancora diciassette anni. La sua richiesta di entrare in marina crollò miseramente alla domanda: “Sai nuotare?”. Decise allora di arruolarsi fra gli alpini: il suo posto era decisamente quello, fra i muli e le vette, la neve, gli sci e il freddo. Fece il suo addestramento sulle montagne valdostane, in quota, a destreggiarsi fra gli scherzi dei “veci” e i crepacci verdeazzurri, leggendo i poeti del Trecento e incidendo nel ghiaccio il nome della morosa. Nel frattempo l’Italia di Mussolini entrava in guerra, e quei ragazzi con gli sci ai piedi si trovarono di colpo a combattere contro i francesi; poi, trasportati su un Adriatico imbufalito,contro i greci.