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Casa d’altri

In gioventú, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; ormai sessantenne, il protagonista di Casa d’altri non è che un ‘prete da sagre’, confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove ‘appaiono strane anche le cose più ovvie’. Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, così ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca d’instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una ‘regola’ della Chiesa cattolica. Quale sia questa regola, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, ‘così goffamente da provare vergogna di tutte le parole del mondo’, non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Intanto il lettore si trova coinvolto in una vicenda dal ritmo sempre più serrato, in un intreccio di tensioni e conflitti, in una lingua densa insieme di concretezza e di lirismo. Lo stesso clima di attesa incalzante si ritrova negli altri racconti: da Elogia alla signora Nodier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. Nei temi comuni della solitudine, dell’isolamento, della diversità, c’è la disperazione lucida e modernissima di vivere il proprio tempo e il proprio luogo come ‘casa d’altri’.

(source: Bol.com)

La casa buia

Dorchester è uno dei quartieri più difficili di tutta Boston, un luogo dove non c’è posto per i deboli e per gli innocenti. Territori divisi tra bande ostili le cui strade sono insudiciate da rifiuti, relitti umani, famiglie spezzate e sogni infranti. Da quelle strade è scomparsa Amanda McCready, 4 anni, rapita dalla sua cameretta un sabato sera d’autunno. I notiziari diffondono ininterrottamente gli appelli disperati della madre e tutta la città segue le ricerche della piccola. Quando, dietro richiesta degli zii, gli investigatori Pat Kenzie e Angie Gennaro iniziano a indagare, si rendono conto che le cose sono molto più complicate di quanto potessero apparire. Grazie all’aiuto di Bubba, trafficante d’armi e amico da sempre di Pat e Angie, scoprono che la madre di Amanda, tossicodipendente e corriere della droga a tempo perso, è una che i guai se li va a cercare. E che per molti dei suoi amici, la vita di un bambino vale meno di una lattina di birra. E mentre Amanda rischia di essere risucchiata in un nulla senza ritorno, i due detective si trovano invischiati nel marcio di un’indagine dai contorni incerti in cui rischieranno veramente tutto, la loro relazione sentimentale, la loro incolumità e persino la loro stessa vita. E saranno costretti ad affrontare il lato più oscuro dell’umanità.
(source: Bol.com)

Carthago. Annibale contro Scipione l’Africano. Il romanzo di Roma

Nel 218 a.C. Cartagine non è più la potenza che ha regnato incontrastata per cinquecento anni sul Mediterraneo: la disfatta patita nella Prima guerra punica ha fatto di Roma la nuova signora dei mari e delle terre conosciute fino a Oriente. L’orgoglio dei cartaginesi, però, reclama vendetta. Il giovane Annibale, cresciuto nell’odio per i romani, decide di sfidare apertamente l’Urbe e attacca la città di Sagunto, violando la tregua. Dopo avere approntato un esercito formidabile, che si avvale del supporto degli elefanti, parte per una marcia impossibile che lo porterà a varcare i Pirenei e le Alpi, per scendere nella Gallia Cisalpina e affrontare Roma sul suo territorio. Il piano di Annibale appare folle e senza speranza. Solo un uomo fra i romani sa di trovarsi di fronte al più temibile avversario che la Repubblica abbia mai conosciuto: è Publio Cornelio Scipione, figlio del console Scipione, affascinato dall’abilità e dall’intelligenza dimostrate da Annibale. Quando gli eserciti di Cartagine e di Roma si affrontano nella battaglia del Ticino, il giovane condottiero romano capisce che per poterlo sconfiggere occorre studiare tutto di lui e della sua tattica di guerra. Inizia così un confronto a distanza destinato a durare quindici anni, fino alla resa dei conti a Zama, sulle coste dell’Africa, quando Annibale e Scipione si sfidano in campo aperto, decisi a dimostrare il loro valore in uno scontro che segnerà il destino dei loro popoli.
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Il carteggio Aspern e altri racconti italiani

Roma, Firenze, Venezia – città conosciute e amate da James, e mirabilmente ritratte nel suo Ore italiane – fanno da sfondo alle passioni-ossessioni dei protagonisti di questi racconti, offrendo la forza simbolica dei loro monumenti e delle loro suggestioni. La condanna di Daisy Miller si consuma socialmente e fisicamente nel Colosseo, dove nella Roma dei Cesari si massacravano i cristiani innocenti. A Firenze un paesaggio immutabile riverbera le ossessioni, anch’esse immutabili, del protagonista, insensibile ai cambiamenti e inaccessibile alla storia. Venezia è la “colonna sonora” – scalpiccìo di passi, rintocchi, tonfo di remi, sciabordare d’acque, echi di voci – dei tormentosi e paranoici interrogativi nei quali il protagonista pare destinato a crogiolarsi per il resto della sua vita. La raccolta comprende i racconti: Il carteggio Aspern – Daisy Miller – Il diario di un uomo di cinquant’anni

(source: Bol.com)

La carta vincente

Kincaid Trilogy 1
Arizona, XIX secolo
Chi è Dixie Rawling? La legge del West vieta di fare domande sul passato di una persona. Ma quando Ty Kincaid, inquieto rampollo di una ricca famiglia di allevatori, incontra Dixie e la salva dalle minacce di tre energumeni in un saloon nei pressi di Prescott, non può fare a meno di voler sapere tutto di quella strana, affascinante ragazza che vive di espedienti e passa da un accampamento di minatori all’altro alla ricerca di qualcosa. O di qualcuno? Così, inconsapevolmente, Ty si trova coinvolto nella caccia all’assassino del padre di Dixie, che lei ha giurato di stanare e uccidere con le proprie mani. Sulle tracce del malvivente e dei suoi compari, Ty e Dixie attraversano monti e praterie dell’Arizona, alternando…

Carta Straccia. Il Potere Inutile Dei Giornalisti Italiani

“Carta straccia” non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto all’arma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anch’io: l’informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquant’anni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? All’inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in “Carta straccia”. Dopo un’occhiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e l’apprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un’ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi”. (Giampaolo Pansa).

La carta e il territorio

Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all’inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai “mestieri”, ritratti di personalità di diversi ambienti (fra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell’esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un’atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii. L’arte, il denaro, l’amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana. “Romanzo totale”.

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Carta carbone: Lettere ad amici scrittori

Carta carbone – il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi – raccoglie un centinaio di lettere di Julio Cortázar (1914-1984) ad altri autori: da Vargas Llosa a García Márquez, da Paz a Borges, da Soriano a Onetti, da Victoria Ocampo a Galeano. Con un registro di volta in volta divertente o profondo, impegnato o surreale, formale o amichevole queste lettere – inviate dall’Europa nell’arco dei tre decenni passati da Cortázar lontano dall’Argentina, e arrivateci grazie alla mania di conservarne sempre una copia carbone – compongono il ritratto di un uomo e della sua epoca, di un autore e della sua opera, di un intellettuale e del suo ruolo nella società. È possibile così attraversare la parabola umana e letteraria di Cortázar vivendola «in presa diretta»: gli esordi, i primi riconoscimenti, fino al successo internazionale di Storia di cronopios e famas e di Rayuela, il tutto condito da viaggi, amori, amicizie, battaglie politiche e vicende personali.

Carol

Therese è un’apprendista scenografa che, per mettere insieme qualche soldo, durante il periodo natalizio si fa assumere in un grande magazzino. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente. Tutto per Therese sembra precipitare in una grigia e disperata routine fino al giorno in cui conosce l’affascinante e bellissima Carol che, insinuandosi nella sua vita le fa conoscere l’ebbrezza di un amore diverso… Da questo romanzo il film di Todd Haynes con Cate Blanchett e Rooney Mara

Caro angelo inatteso

*Potrà l’uomo sbagliato conquistare il suo cuore?*
Inghilterra, 1810 circa
Jennifer Winwood è a Londra per la sua prima Stagione, e scoppia di felicità: è fidanzata con un uomo bellissimo di cui è da sempre innamorata e sta per convolare a nozze. Ma viene turbata dalle attenzioni che le riserva l’affascinante e dissoluto Gabriel Fisher, conte di Thornhill, tornato dal Continente dopo due anni di esilio in seguito a uno scandalo. Jennifer si ritrova così vittima di una feroce contesa tra i due uomini, i quali non esitano a usarla per ferirsi a vicenda. E quando sarà costretta a sposare il famigerato conte, le sembrerà che il futuro le riservi solo infelicità.

Carnevale in giallo

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un ‘caso’. Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio.

(source: Bol.com)

Carnevale e altri racconti postumi

«Riuscire a trasformare le vicende della propria vita in racconti è una grande gioia, forse l’unica felicità assoluta che un essere umano possa trovare su questa terra, ma – cosa inspiegabile per i profani – è nel medesimo tempo una privazione, addirittura una sciagura»: sono parole che incontriamo in questo libro della Blixen, raccolta postuma di racconti che ci permetterà di constatare come tutta la sua vita sia stata legata a quella «felicità assoluta» che è il narrare storie. Così scopriamo in questa raccolta che novelle totalmente blixeniane come La famiglia de Cats o Zio Théodore erano già state scritte ben prima della pubblicazione delle Sette storie gotiche. Come anche potremo seguire la scrittrice fino alle sue ultime, importanti prove, innanzitutto Secondo incontro, che è di pochi mesi precedente alla morte ed è prezioso anche perché ci lascia presagire qualcosa del labirintico romanzo a lungo progettato dalla Blixen: Albondocani. Qui troviamo, infine, Carnevale, che accompagnò la Blixen per decenni e segna un vertice allucinatorio nella sua opera. Con questa raccolta, che tocca un po’ tutte le fasi della vita della Blixen e tutti i registri della sua opera – dalla leggerezza marionettistica di Zio Théodore sino alla gravità metafisica di Secondo incontro – si scopriranno tutti quei testi narrativi a cui la Blixen molto teneva ma che il tempo e le circostanze non le permisero di raccogliere in vita. La prima edizione di questa raccolta apparve nel 1975; nel 1985, in occasione del centenario della nascita della Blixen, la raccolta fu ripubblicata con l’aggiunta di quattro racconti.

Carne e sangue

Nella storia della famiglia Stassos, nei cento anni che i suoi componenti vivono sul suolo americano alla ricerca di una felicità ordinaria, Michael Cunningham intreccia i fili di differenti identità, di mondi diversi destinati a entrate in collisione con gli altri e soprattutto con se stessi. Un universo di destini apparentemente liberi di seguire il proprio corso, e invece votati,quasi per diritto di nascita, a muoversi, esplorare, provare gioie laceranti e salvifici dolori.

Carne E Ossa

Sesso. Aspetto. Età. Antenati. Storia clinica. Spesso perfino la morte. È tutto scritto nelle ossa e Tempe Brennan, antropologa forense, di certo sa come leggerle. Ma quando gli scavi nell’antico cimitero indiano di Dewee, in South Carolina, riportano inaspettatamente alla luce uno scheletro recente, l’esame al microscopio mostra una serie di indecifrabili, sottilissime scalfitture lungo la colonna. Il mistero si complica quando un nuovo corpo, ritrovato appeso ad un albero, senza testa e cotto dal sole, rivela identici segni in corrispondenza delle medesime vertebre. Mentre un terzo cadavere, una donna, affiora dalle acque di una palude, Tempe incomincia a mettere insieme le tessere di un puzzle intricato e perverso. man mano che si avvicina alla soluzione, la posta in gioco sale e il rischio per la sua vita si fa più reale. Ma per Tempe la verità è un vizio, più duro delle ossa, più forte della morte.

Carmine Crocco. Un brigante nella grande storia

Umile pastore di Rionero in Vulture, costretto a darsi alla macchia dopo aver disertato l’esercito borbonico, Carmine Crocco divenne il capobanda più temuto dell’Italia meridionale: rispettato come un generale dal suo esercito di briganti, eroe romantico per il popolo dei miserabili che vedeva in lui il Robin Hood del Meridione. La vita di Crocco si intrecciò con i grandi avvenimenti della storia italiana di quegli anni: la spedizione di Garibaldi, il Risorgimento nel Mezzogiorno d’Italia, la reazione borbonica, la protesta sociale dei contadini meridionali, l’esplosione del brigantaggio. Una ricostruzione avvincente, che va oltre la leggenda e narra la vera storia di colui che fu chiamato il Napoleone dei briganti.
★★★★★ «Lascio al lettore il piacere di seguire il racconto vivissimo di una storia che si addentra nel momento più drammatico dell’avvio dell’Italia unita».
ADRIANO PROSPERI
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### Sinossi
Umile pastore di Rionero in Vulture, costretto a darsi alla macchia dopo aver disertato l’esercito borbonico, Carmine Crocco divenne il capobanda più temuto dell’Italia meridionale: rispettato come un generale dal suo esercito di briganti, eroe romantico per il popolo dei miserabili che vedeva in lui il Robin Hood del Meridione. La vita di Crocco si intrecciò con i grandi avvenimenti della storia italiana di quegli anni: la spedizione di Garibaldi, il Risorgimento nel Mezzogiorno d’Italia, la reazione borbonica, la protesta sociale dei contadini meridionali, l’esplosione del brigantaggio. Una ricostruzione avvincente, che va oltre la leggenda e narra la vera storia di colui che fu chiamato il Napoleone dei briganti.
★★★★★ «Lascio al lettore il piacere di seguire il racconto vivissimo di una storia che si addentra nel momento più drammatico dell’avvio dell’Italia unita».
ADRIANO PROSPERI