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L’uomo che scompare

Quattordici racconti brevissimi, quattordici quadretti sapientemente dipinti da un autore che sa altalenare con maestria il surreale e la suspance

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

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“Sono un appassionato lettore di storie cliniche… ma non ho mai letto dei racconti psicologici così intensi come quelli narrati da Oliver Sacks nell’*Uomo che scambiò sua moglie per un cappello*… E’ un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realisti e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo.” (Pietro Citati)

L’uomo che possedeva il mondo

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile. È il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al mausoleo sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande profondità, sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, I’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che possedeva il mondo Urania

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile che porta il nome di “Wanderer-II”. E’ il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al monumento sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande proondità sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee, impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, l’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E’ vivo ed è proprietario di tutta la Terra. Lui non capisce bene come possa un uomo solo possedere un mondo, ma gli assicurano che è così, e che per il bene della Terra è meglio che il pianeta diventi una colonia di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.

L’uomo che odiava i martedì

‘*Con Barbarotti, Nesser ha dato vita a un nuovo personaggio di culto.*’
Der Spiegel

‘*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*’
l’Espresso

‘*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*’
Corriere della Sera

Trentacinque anni dividono la fine inspiegabile di Germund Grooth e Maria Winckler – legati nella vita come nella morte – in fondo a un burrone nei boschi intorno a Kymlinge. Incidente o suicidio? Alcune strane circostanze, però, inducono gli investigatori a pensare che possa trattarsi di omicidio: che cosa si nasconde dietro l’apparente normalità degli ‘altri’, il gruppo degli amici di Germund e Maria fin dai tempi dell’università a Uppsala? Come già in passato, anche oggi la polizia di Kymlinge e il suo malinconico antieroe, l’ispettore di origini italiane Gunnar Barbarotti, brancolano letteralmente nel buio. Affiancato come sempre dalla collega Eva Backman, Barbarotti si vede costretto a scavare nei meandri della mente dei sospettati per far affiorare a poco a poco un segreto orribile che ha lasciato un segno indelebile non solo nella vita delle vittime, ma anche in quella di chi è rimasto. Le mappe interiori dei personaggi si sovrappongono senza fine, disegnando paesaggi imprevedibili e vertiginosi: Dio, il destino, la morte, la colpa sono spesso al centro delle riflessioni dell’ispettore, più dei ‘crudi fatti’ su cui basare le indagini. Vero e proprio noir filosofico, quest’ultima prova di Håkan Nesser scandaglia ancora più a fondo i recessi della psiche umana, sul filo di una verità dura quanto universale: ‘la vita e la morte sono sorelle’.

‘*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*’
Corriere della Sera

‘*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito, privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*’
l’Unità

‘*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*’
Il Sole 24 Ore
(source: Bol.com)

L’UOMO CHE NON SBAGLIAVA MAI

Quando una Confederazione Galattica che da più di cento anni governa su un quadrante di universo ampio mille anni luce deve fare ricorso sempre più spesso alla forza per fronteggiare ogni segno di inquietudine o malcontento, è ovvio che la decadenza è vicina. Ma l’apparato militare della Confederazione costituisce ancora una minaccia quotidiana, come sa benissimo Emil Khadaji, ex-membro delle forze speciali antisommossa e attualmente gestore della taverna Fiore di Giada sul pianeta Greaves. Una minaccia che, tuttavia, proprio su Greaves, un gruppo armato noto come Forze.di Liberazione Shamba è disposto ad affrontare un giorno dopo l’altro, con repentini attacchi di sorpresa che lasciano paralizzati per lunghi mesi molti soldati della guarnigione. Nessuno ha mai visto gli attaccanti, nessuno conosce la loro forza reale, ma c’è chi giura che sono centinaia, anzi migliaia, e solo Emil Khadaji potrebbe smentirli, perché suo è il sorprendente piano destinato a mettere finalmente in ginocchio l’odiata Confederazione.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che credeva di non avere più tempo

New York, ai giorni nostri. Nathan Del Amico è uno degli avvocati più famosi della città. Ha fatto una carriera davvero invidiabile, che però ha pagato a caro prezzo: ha lasciato che un vuoto si insinuasse tra lui e la moglie Mallory e l’ha persa. Lei è tornata a San Diego dai genitori, portando con sé la piccola Bonnie, la figlia che Nathan adora e che ormai riesce a vedere così di rado. È un uomo solo. Un giorno riceve una visita inaspettata: un uomo che non ha mai visto prima, Garrett Goodrich, si presenta nel suo ufficio. È un medico di chiara fama, così sembra, eppure farnetica cose senza senso, sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e dì avere una missione da compiere.
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L’uomo che correva

Un uomo che arriva senza fiato in casa vostra e vi racconta una storia che non sta né in cielo né in terra può essere o pazzo o ubriaco. E l’incidente in cui perde la vita può essere assolutamente casuale, la macchina che fugge dopo l’investimento può essere guidata da uno sciacallo della strada. Tutto “può essere” frutto di coincidenze. Ma se cominciate a dubitare e collegare fatti che in apparenza sembrano sconnessi, diventate un uomo che sa troppo, un uomo segnato.
Contiene:
LA GUERRA CONTINUA – War with the robots (1962)
HARRY HARRISON

Un uomo alto vestito di bianco

È Singapore il fulcro ipnotico di questa storia, o meglio il Raffles Hotel di Singapore, luogo mitico e senza tempo dove soggiornarono celebri scrittori come Conrad e Maugham. Al lussuoso albergo, che sembra abitato da un genius loci che si diverte a intrecciare le vite dei suoi ospiti in trame da romanzo, approda un reporter veneziano in cerca di uno dei suoi più cari amici, il giornalista e scrittore Alexander Blackmouth, misteriosamente scomparso. Tutto ha avuto inizio in una piovosa giornata estiva al Club della Stampa Estera di Londra, quando una strana telefonata dall’Indonesia strappa Alexander dal pranzo con l’amico, spingendolo a lasciare precipitosamente il Club senza poi dare più notizie di sé. Incuriosito e preoccupato, il reporter decide di mettersi sulle sue tracce. L’indagine si trasforma ben presto in un’avventura dal sapore esotico e irresistibile, i cui principali indizi sono le sottolineature di Alexander sui libri più amati, il suo impermeabile abbandonato al club, un messaggio sulla sua segreteria telefonica e dei loschi figuri ingaggiati dalla mafia cinese… Né Penny, la bella sorella del giornalista scomparso, né il suo fedele segretario Jonathan Sage riescono a fornire elementi risolutivi, ma una cosa è certa: la bussola dell’indagine punta decisamente a Oriente e l’Amore, quello con la A maiuscola, potrebbe essere la chiave del mistero che avvolge la figura in dissolvenza di Alexander Blackmouth.
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Uomini, marziani e macchine

“Men, Martians and Machines” è il titolo sotto il quale nel 1955 Eric Frank Russell raccolse in volume le memorabili esplorazioni cosmiche del Capitano McNulty e del suo equipaggio. Allora l’opera non fu tradotta in italiano sia perchè troppo breve sia perchè la FS cosmica era in regresso rispetto a quella “sociologica”. Ma oggi che l'”avventura pura” va riaffermando i suoi diritti, Russell ha completato per noi il suo volume e noi siamo lieti di invitare i lettori a bordo della vecchia “Upskadaska City”. Ma affrettarsi! Perchè a pagina 4, l’astronave sarà già partita.

Gli uomini vuoti

Dopo i bellissimi (per quanto incredibilmente diversi tra loro) Hyperion e I figli della paura (tutto Simmons è edito da Mondadori e merita un posto di rilievo nelle nostre librerie), questo Gli uomini vuoti prova a raccontarci con ritmo serrato e incalzante (scandito da capitoli brevissimi di efficacia esemplare) il crollo e la disintegrazione della chimica celebrale di un ragazzo telepatico che per tutta la vita ha dovuto combattere contro il frastuono di fondo dei pensieri dell’umanità.
Jeremy è sull’orlo di un baratro, perché nessuna mente può reggere alle ondate di sofferenza, angoscia e disperazione che vengono emesse dai cervelli di miliardi di persone, e se per gran parte della sua esistenza è riuscito a farsi scudo di queste emissioni attraverso la presenza forte e confortante di Gail, sua moglie, quando questa muore improvvisamente il baratro diventa evidente sotto di lui, e basta un nulla, un semplice alito di paura, per farlo cadere irreparabilmente.

Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere

Il libro di John Gray si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare. I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l’uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di ‘ritirarsi nella sua caverna’, in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. II dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine.