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Divorzio a Buda

Giudice integerrimo, marito esemplare, strenuo censore di tutti gli aspetti della vita moderna che minacciano di sovvertire l’ordine sociale: all’apparenza Kristof Kömives, il protagonista di questo romanzo del 1935 che anticipa alcuni dei temi del successivo ”Le braci”, sembra essere un uomo privo di difetti. Sotto a questa superficiale sobrietà covano però inconfessabili pulsioni, pronte a venire a galla quando un ex compagno di scuola chiede a Kömives di sciogliere il suo vincolo matrimoniale con la moglie Anna. Una donna che il giudice conosce molto bene…
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Divorziare con stile

Ci sono personaggi che continuano a camminarci in testa anche a libro chiuso, tanto vivi che sembra d’incontrarli in giro. Vincenzo Malinconico è cosí, funziona per contagio. Spara battute a mitraglia e ci costringe a pensare ridendo. Per questo lo seguiamo ovunque senza stancarci mai: mentre pontifica sotto la doccia o mentre esercita (si fa per dire) la professione di avvocato nel suo loft Ikea. Fino al ristorante dove incontra Veronica Starace Tarallo, bella da stordire e per nulla disposta a darla vinta al marito nella causa di separazione. E siamo con lui anche quando esce dalle battaglie sconfitto ma fedele a se stesso: quasi geniale, quasi risolto, quasi felice. Un uomo a cui manca sempre tanto cosí. Mentre vive, Vincenzo Malinconico cerca di capire come la pensa. Per questo discetta su tutto, benché nessuno lo preghi di farlo. Abilissimo nell’analizzare i problemi ma incapace di affrontarli, dotato di un’intelligenza inutile e di un umorismo autoimmune, si abbandona alla divagazione filosofica illuminandoci nell’attimo in cui ci fa saltare sulla sedia dal ridere. Malinconico, insomma, è la sua voce, che riduce ogni avventura a un racconto infinito, ricco di battute fulminanti e di digressioni pretestuose e sublimi. Puri gorgheggi dell’intelletto. Questa volta Vincenzo e la sua voce sono alle prese con due ordini di eventi: il risarcimento del naso di un suo quasi-zio, che in un pomeriggio piovoso è andato a schiantarsi contro la porta a vetri di un tabaccaio; e la causa di separazione di Veronica Starace Tarallo, sensualissima moglie del celebre (al contrario di Malinconico) avvocato Ugo Maria Starace Tarallo, accusata di tradimento virtuale commesso tramite messaggini, che Tarallo (cinico, ricco, spregiudicato e cafone) vorrebbe liquidare con due spiccioli. La Guerra dei Roses tra Veronica e Ugo coinvolgerà Vincenzo (appartenente da anni alla grande famiglia dei divorziati) molto, molto piú del previsto. E una cena con i vecchi compagni di scuola, quasi tutti divorziati, si trasformerà in uno psicodramma collettivo assolutamente esilarante. Perché la vita è fatta anche di separazioni ricorrenti, ma lo stile con cui ci separiamo dalle cose, il modo in cui le lasciamo e riprendiamo a vivere, è – forse – la migliore occasione per capire chi siamo. E non è detto che sia una bella scoperta.

Il divoratore

Denny ha solo sette anni, una madre tossica, un padre folle e alcolizzato, dei compagni di scuola che lo maltrattano e lo considerano pazzo. Quando è solo, per vincere il terrore inventa filastrocche inquietanti. Ha un unico amico, che si fa chiamare Uomo dei Sogni: è un vecchio crudele, trasandato, con un bastone in mano. Se qualcuno fa del male a Denny, l’Uomo dei Sogni non perdona. Arriva e vendica. Pietro di anni ne ha quattordici. È un autistico geniale col dono del disegno. Unico testimone oculare delle aberranti sparizioni di alcuni ragazzini, Pietro fa la sola cosa che gli riesce in modo esemplare: disegna ciò che ha visto. E ciò che ha visto è agghiacciante. Nessuno gli crede, nessuno tranne la sua educatrice professionale. Alice: quei disegni le tolgono il sonno e la precipitano nell’incubo, le ricordano qualcosa che molti anni prima aveva cercato di rimuovere… Ma ora il passato ritorna e travolge. E deve essere fermato.

La distrazione

Ventitré anni dopo il primo successo di De Crescenzo, “Così parlò Bellavista”, torna il suo personaggio più amato. Il professore Bellavista, settantenne, è in pensione come il suo amico Cazzaniga, milanese ormai diventato napoletano. Ma per arrotondare la magra pensione insegna filosofia all’attento e studioso Giacomo, al primitivo ma intuitivo Peppino, e alla bellissima Jessika, liceale al mattino e cubista alla sera. E sarà proprio Jessica a causare la distrazione del professore e a indurlo in tentazione. **

La Distanza Fra Noi

Dopo dieci anni insieme, Ethan Mallory e Rhett Solomon si sono lasciati e sono pronti ad andare avanti con le loro vite. Ma, a causa della crisi del mercato immobiliare di Seattle, sono costretti a vivere da coinquilini, con un consistente mutuo sulle spalle. Per cercare di accelerare le cose, decidono di guadagnare un po’ di soldi extra affittando la camera degli ospiti.
Quando Kieran Frost, barista da Wilde’s, si trasferisce da loro, improvvisamente l’unica cosa che Ethan e Rhett vogliono più di stare alla larga l’uno dall’altro è avvicinarsi al loro coinquilino, giovane, single e sexy. A Kieran non dispiacciono le loro attenzioni, e non gli dispiace certo condividere.
La chimica che c’è fra loro accende qualcos’altro che Ethan e Rhett pensavano fosse morto da tempo… l’attrazione reciproca che li aveva fatti mettere insieme anni prima.
Ma l’aspra gelosia che provano per Kieran potrebbe allontanarli ancora di più…
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### Sinossi
Dopo dieci anni insieme, Ethan Mallory e Rhett Solomon si sono lasciati e sono pronti ad andare avanti con le loro vite. Ma, a causa della crisi del mercato immobiliare di Seattle, sono costretti a vivere da coinquilini, con un consistente mutuo sulle spalle. Per cercare di accelerare le cose, decidono di guadagnare un po’ di soldi extra affittando la camera degli ospiti.
Quando Kieran Frost, barista da Wilde’s, si trasferisce da loro, improvvisamente l’unica cosa che Ethan e Rhett vogliono più di stare alla larga l’uno dall’altro è avvicinarsi al loro coinquilino, giovane, single e sexy. A Kieran non dispiacciono le loro attenzioni, e non gli dispiace certo condividere.
La chimica che c’è fra loro accende qualcos’altro che Ethan e Rhett pensavano fosse morto da tempo… l’attrazione reciproca che li aveva fatti mettere insieme anni prima.
Ma l’aspra gelosia che provano per Kieran potrebbe allontanarli ancora di più…

Disposta a tutto per averti (I Romanzi Classic)

Per ottenere la tutela dell’amato nipote, Mia Carrington deve trovare un marito al più presto e l’unica soluzione per lei possibile sembra Evander Septimus Brody, duca di Pindar, uomo che in passato l’aveva pubblicamente umiliata! Mia non avrebbe mai pensato di dover sposare quell’essere insopportabile, ma sa di poterlo costringere ad accettare la sua audace proposta. Vander si trova così obbligato a subire i piani della giovane per il bene del suo ducato. A una condizione, però: concederà alla sposa solo quattro notti d’amore all’anno e solo quando lei lo supplicherà di concedergliele

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Disobbedienza civile

Tre motivi per leggerlo: Perché è un libro che non ti aspetti:una meditazione sul dissenso, che parla però molto di consensoe propone una collocazione costituzionale dei gruppidi protesta.Perché Hannah Arendt racconta di Socrate, Thoreau e dellaRivoluzione americana per tracciare la differenza che corre tradisobbedienza civile e obiezione di coscienza.Perché è un piccolo, prezioso manifesto sulla partecipazioneattiva, contro la dittatura dei politici e le prepotenze dei governi.“Chi sa di poter dissentire sa anche che, in qualche modo, quando non dissente esprime un tacito assenso.”Hannah Arendt

Il disegno del piviere

Il giovane Kikuji ha da poco sposato Yukiko dopo aver rotto con il suo passato peccaminoso. Il sacrificio di Fumiko, la donna che per amor suo ha deciso di sparire dalla sua vita, lo spinge a ricercare l’amore ideale, puro e inconsumabile. Kikuji non vuole fare l’amore con la sua sposa proprio perché la ama e, paradossalmente, nel matrimonio ritrova la propria castità, anche se con non pochi tormenti. Fumiko continua ad amarlo, lontano e irraggiungibile, come appare dalle sue lettere che costituiscono il nucleo centrale di questo poema in prosa di acuta e raffinata sensibilità.

Disegno a Matita: Corso Rapido

Immagina il disegno come navigare nella nebbia. All’inizio quello che riesci a vedere degli oggetti è solo la loro dimensione e la proporzione tra la loro altezza e la larghezza. A mano a mano che ti avvicini, cominci a scorgerne prima il contorno, poi sempre più particolari, fino ad avere una visione chiara e dettagliata di ciò che hai davanti.
Come si acquisisce questa capacità di visione? Naturalmente con l’esercizio. Con l’esercizio e con una guida che passo dopo passo ti mostri come fare per acquisire le giuste abilità nel disegno a matita.
Ecco cosa imparerai leggendo questo libro.

Disegnare il vento

‘Sin da ragazzo gli piaceva disegnare navi, vascelli alberati, cutter, brigantini, e più c’erano alberi e vele e sartie più godeva, specie a tratteggiare battaglie navali, le nuvolette che fanno i cannoni quando sparano.
– Mi piaceva disegnare il vento, – ha detto quasi commosso, come scoprisse qualcosa di sé che prima non sapeva. – Era un po’ come disegnare la libertà, la forza. La vita. Rendere visibile l’invisibile’.

‘Il padre degli eroi’, Emilio Salgari, è lo scrittore che ha infiammato generazioni di italiani creando centinaia di personaggi avventurosi sospinti dalla forza travolgente d’una eterna giovinezza. Ma il vero eroe è lui, il giornalista veronese appassionato di ciclismo e di scherma, pessimo scolaro e lettore onnivoro, che insegue tormentosi sogni di rivincita scrivendo romanzi d’appendice.
Nominato cavaliere dalla Regina Margherita perché sa ‘istruire dilettando’, vive con la moglie, quattro figli e una pittoresca corte di animali in un caseggiato popolare ai piedi della collina torinese, sfiancato dai ritmi di un lavoro forsennato.
Chi è davvero l’uomo che tiene ad essere chiamato capitano, sostenendo d’aver navigato tutti i mari del mondo? Da dove prende il favoloso repertorio di piante e animali con cui ricrea l’essenza stessa dell’esotismo? Perché i suoi personaggi sono agitati da una ossessiva sete di vendetta?
A cent’anni dalla sua morte (un suicidio degno di un samurai) il romanzo di Ernesto Ferrero va oltre la biografia accostando documenti autentici e d’invenzione, e orchestrando le voci di un coro di testimoni: la moglie Ida, l’ex attrice da lui chiamata Aida, minacciata dalla follia; i figli, i vicini di casa, i pochi amici, i compagni di una bohème più sognata che praticata, esploratori, medici, giornalisti, pittori; ma soprattutto un’intrepida ragazza, Angiolina, che vorrebbe farsi insegnare da lui i segreti della scrittura e lo accompagna nell’ultimo viaggio con una tenera pietà tutta femminile.
Tra Verona, Venezia, Genova e la Torino di Lombroso e De Amicis si consuma il destino paradossale di un uomo solo, prigioniero dei mondi che lui stesso ha creato. La sua vicenda è strettamente intrecciata con le passioni di un’epoca lanciata nelle sue sfide tecnologiche: l’automobile, il cinema, i viaggi in pallone, i primi aerei, l’avveniristica Esposizione Universale che celebra i cinquant’anni dell’Unità d’Italia.
Il ‘forzato della penna’ getta la sua morte in faccia a un mondo da cui si sente escluso.

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Disegnare con la parte destra del cervello. Guida allo sviluppo della creatività e delle doti artistiche

Per molti aspetti, insegnare a disegnare è come insegnare ad andare in bicicletta. È molto difficile da spiegare a parole. Quando si cerca di insegnare a una persona ad andare in bicicletta, si dice: «Devi salire, spingere sui pedali, mantenerti in equilibrio, ed ecco che ti trovi ad andare». Naturalmente, questa non è affatto una spiegazione e probabilmente si finirà col dire: «Aspetta, ora salgo io in bicicletta e ti faccio vedere: guarda come faccio». Così è per il disegno. Saper disegnare dipende dal saper vedere nel modo in cui vede l’artista, e questo modo di vedere arricchisce straordinariamente la nostra vita.TRADOTTO IN TREDICI LINGUE, CON OLTRE DUE MILIONI E MEZZO DI COPIE VENDUTE, TORNA, IN UN’EDIZIONE COMPLETAMENTE RIVISTA E AGGIORNATA, IL MANUALE PIÙ USATO AL MONDO PER IMPARARE A DISEGNARE.Seguendo il rivoluzionario approccio al disegno che l’ha resa celebre, Betty Edwards ha aggiornato il suo notissimo manuale, migliorandolo in base ai recenti sviluppi della ricerca scientifica sul cervello e aggiungendo nuovo materiale sulle tecniche di disegno. Grazie a una serie di immagini esplicative, di suggerimenti pratici e di esercizi intesi a sviluppare la capacità di «vedere artisticamente», ossia di percepire la realtà non secondo gli schemi precostituiti della mente razionale (gestita dall’emisfero sinistro del cervello), bensì attraverso lo sviluppo delle categorie intuitive e della creatività (cui presiede l’emisfero destro), tutti, anche chi è convinto di non avere talento artistico, riusciranno a disegnare. E, soprattutto, impareranno a sviluppare il potenziale creativo e le innate doti artistiche di cui dispongono, mettendo a frutto capacità che potranno rivelarsi utili in ogni ambito della loro vita.

Discorso sul metodo (Mondadori)

L’opera in cui René Descartes (1596-1650) teorizza il nuovo orientamento nel campo del sapere fondato sulla razionalità. Il manifesto della filosofia moderna, il nuovo metodo “per condurre la propria ragione e ricercare la verità nelle scienze”.

Un disastro è per sempre: La serie di Uno splendido disastro

Uno splendido disastro è un fenomeno mondiale e la serie che ha portato al successo Jamie McGuire. Sentimenti inconfessabili, lotte interiori, passione proibita: è difficile non diventarne dipendenti. «Jamie McGuire ha iniziato a scalare le classifiche e non si è più fermata.»la RepubblicaJamie McGuire è autrice delle serie:Uno splendido disastro1 – Uno splendido disastro 2 – Il mio disastro sei tu 3 – Un disastro è per sempre 4 – Uno splendido sbaglio 5 – Un indimenticabile disastro 6 – L’amore è un disastro 7 – Il disastro siamo noi 8 – Il disastro perfetto9 – L’ultimo disastroHappenstance1 – Una meravigliosa bugia2 – Un magnifico equivoco3 – Un’incredibile folliaQuando si ama davvero, è per sempre. «Vuoi sposarmi?» Abby non ha dubbi: è Travis l’uomo che vuole accanto a sé per tutta la vita. Lui è l’unico in grado di leggerle dentro, l’unico a sapere cosa c’è nel profondo della sua anima. «Sì.» La risposta di Travis arriva direttamente dal suo cuore. Un cuore ferito. Un cuore che era chiuso in una corazza impenetrabile finché non è arrivata lei, Abby. Timida e silenziosa, ma la sua insicurezza nasconde in realtà un grande coraggio. Qualcosa di speciale unisce Abby e Travis. Qualcosa di intenso e indescrivibile. Ma lei sa bene che i guai non sono mai troppo lontani con un ragazzo come Travis nei paraggi. Per questo hanno davanti una sola scelta per realizzare il loro sogno: volare a Las Vegas. Quando il fatidico momento si avvicina Abby e Travis inaspettatamente sono nervosi. I loro dubbi si risvegliano all’improvviso: sono giovani e si conoscono da pochi mesi. E soprattutto, lui è il ragazzo sbagliato per eccellenza e lei una ragazza in fuga da sé stessa e da un segreto difficile da confessare. Eppure davanti all’altare, mano nella mano, occhi negli occhi, non c’è più nulla da temere. Ci sono solamente loro e tutto quello che li ha portati fin lì: quella scommessa da cui ogni cosa è cominciata, i tentativi di stare lontani l’una dall’altro, le promesse disattese, la scoperta di essere perdutamente innamorati. Finalmente sono marito e moglie, per sempre. Sono una cosa sola. E quando il passato tormentato di Travis arriva a chiedere il conto, insieme devono imparare ad affrontarlo. Abby è pronta a proteggere il loro amore contro tutto e tutti e Travis sa come ricambiarla. Perché l’oceano è pieno di onde, ma c’è sempre un porto sicuro a cui approdare.

Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone

In novant’anni di storia, dal 1922 al 2011, abbiamo avuto il Ventennio fascista e il quasi-ventennio berlusconiano: per poco meno di metà della nostra vicenda nazionale abbiamo scelto di farci governare da uomini con una evidente, e dichiarata, vocazione autoritaria. Perché? Una risposta possibile è che siamo un popolo incline all’arbitrio, ma nemico della libertà. Vantiamo record di evasione fiscale, abusi edilizi, scempi ambientali. Ma anche di compravendita di voti, qualunquismo: in poche parole una tendenza ad abdicare alle libertà civili su cui molti si sono interrogati. Da Leopardi a Carducci che dichiarava “A questa nazione, giovine di ieri e vecchia di trenta secoli, manca del tutto l’idealità”, fino a Gramsci che lamentava un individualismo pronto a confluire nelle “cricche, le camorre, le mafie, sia popolari sia legate alle classi alte”. Per tacere di Dante con la sua invettiva “Ahi serva Italia, di dolore ostello!” e di Guicciardini con la denuncia del nostro amore per il “particulare”. Con la libertà vera, faticosa, fatta di coscienza e impegno sembriamo trovarci a disagio, pronti a spogliarcene in favore di un qualunque Uomo della Provvidenza. Questo libro, un’indagine colta e curiosa su una pericolosa debolezza del nostro carattere, è anche un appello a ritrovare il senso alto della politica e della condivisione di un destino. La libertà, intesa come il rispetto e la cura dei diritti di tutti, non è un’utopia da sognare ma un traguardo verso cui tendere.
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Diritti e libertà nella storia d’Italia. Conquiste e conflitti 1861-2011

Diritti e libertà accompagnano la nascita del cittadino moderno, definiscono un ordine politico e simbolico interamente nuovo: essi divengono il connotato di un’età, appunto “l’età dei diritti”, come l’ha definita Norberto Bobbio. La dimensione dei diritti, però, ci appare al tempo stesso fondativa e fragilissima, perennemente insidiata da restaurazioni e repressioni. In particolare, negli ultimi quindici anni si è assistito nel nostro paese a un processo graduale che ha portato la classe politica di centro-destra, dall’iniziale tentativo di delegittimazione, a un vero e proprio attacco frontale alla Costituzione. La ricostruzione sintetica che Rodotà qui propone vuole obbedire proprio a questa logica. Non segue e discute le idee sui diritti, ma analizza politiche e comportamenti dai quali è dipesa la loro affermazione o negazione, cercando di rendere evidenti gli intrecci tra riconoscimenti formali di libertà e diritti e condizioni materiali per la loro attuazione. Le vicende delle libertà e dei diritti mostrano la lenta inclusione di un numero crescente di cittadini nel demos e le modalità attraverso le quali si costruisce la moderna cittadinanza, nel succedersi delle diverse “generazioni” dei diritti. Ma rivelano anche tenaci resistenze all’effettività dei diritti proclamati. Serve una grande fede per affermare i diritti nei tempi difficili. E di questo la vicenda delle libertà, che è poi vicenda concretissima di donne e di uomini, è testimonianza continua.
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Il direttore di notte

La fine della guerra fredda non ha certo portato alla scomparsa del mondo dello spionaggio, ora al servizio dei cartelli della droga e del traffico d’armi. Uno dei protagonisti di questa nuova tragica lotta è l’ex agente Pine.