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Ortodossia

Ortodossia by G. K. Chesterton
In seguito alla pubblicazione nel 1905 di Eretici – una raccolta di saggi in cui l’autore attacca con stile brillante e corrosivo i dogmi della sua epoca – G.K. Chesterton fu sfidato dalla critica a indicare quale fosse la propria visione del mondo. Tre anni più tardi, nel 1908, diede alle stampe Ortodossia. In quest’opera, ricchissima di idee e di suggestioni, lo scrittore inglese esprime la sua incrollabile fede cristiana, di cui argomenta con rigore, ma senza rinunciare al gusto per il paradosso, l’assoluta ragionevolezza. Tutte le obiezioni e le accuse che vengono di norma rivolte al cristianesimo sono affrontate con schiettezza, discusse e infine puntualmente rovesciate. Il risultato, spesso sorprendente, è la dimostrazione che anche i punti più astrusi della dottrina colgono una verità profonda dell’essere umano. In particolare, nel cristianesimo l’autore individua un insieme di valori spirituali e morali in grado di difendere l’uomo da ciò che, minando la bellezza e la santità della vita, lo rende infelice: le ingiustizie del capitalismo, le teorie materialiste e deterministe (in particolare l’evoluzionismo), le eresie del passato e del presente. Il cristianesimo, per Chesterton, è la sola risposta possibile a quell’aspirazione al Vero, al Bene, al Bello, al Giusto, che abita nel cuore di ognuno di noi.

Orrore a Helsinki

Una Helsinki prenatalizia, imbiancata di neve e sfavillante di luminarie, risonante di canti e festeggiamenti per la celebrazione di Santa Lucia, il simbolo della luce.
Nella città del Natale comincia l’orrore.
L’assassino colpisce dovunque, anche durante la processione.
Le sue vittime hanno precise caratteristiche fisiche e vengono uccise sempre con lo stesso osceno e umiliante rituale.
Dove condurranno le indagini del commissario Laine e del suo aiutante Kalle?

Oro veneziano

Una nuova indagine per Marco Pisani, avogadore a Venezia.
1. È uno degli ultimi giorni di Carnevale quando suor Maria Angelica, monaca di clausura a Murano, viene trovata barbaramente uccisa nel suo appartamento segreto di Venezia. Mentre la città è in festa, tra balli in maschera nei palazzi e per i campi, spettacoli nei teatri e cortei notturni, l’avogadore Marco Pisani non tarda molto a scoprire che la religiosa aveva una doppia vita. Coadiuvato dall’amico avvocato Daniele Zen, dal segretario Jacopo Tiralli e dal medico e patologo Guido Valentini, Pisani pensa di aver individuato il colpevole. Tuttavia, invece della soluzione, dovrà fare i conti con altri due delitti efferati. Nulla sembra accomunare i tre crimini se non la sparizione di denaro e gioielli e la presenza di un medaglione d’oro contrassegnato da strani simboli. Come se ciò non bastasse, la fidanzata Chiara Renier, donna d’affari con doti di veggente, ha perso il suo Dono: nelle sue visioni le appaiono solo grottesche maschere di Pulcinella e un muro nero…
In una città che vive ormai sull’orlo della rovina, sfruttando la propria bellezza come una cortigiana, Pisani sembra avere imboccato un vicolo cieco. Saranno il caso e l’attenzione ai dettagli sua e del medico Valentini a metterlo infine sulla buona strada e a svelargli l’imprevedibile, complessa soluzione. Portandolo però a un passo dalla morte.

L’oro del mondo

“Viviamo per quelle poche pagliuzze di felicità che rimangono in fondo alla memoria come l’oro sul fondo della bàtea”: sulle rive del Ticino i cercatori d’oro sperano di scovare nel fiume un poco di fortuna e lo fanno accanto a bracconieri, ambulanti e barcaioli, Così, in una specie di frontiera americana alla Mark Twain, tra la città di Milano e la pianura del Piemonte, tutti tentano di voltare le spalle alle macerie del conflitto appena finito. Li osserva un giovane Huckleberry Finn padano, il protagonista dai tratti autobiografici di una storia emblematica dell’ultimo dopoguerra, quando gran parte della popolazione al nord soffre la fame, bestiario umano di opportunismi, odi, sacrifici e speranze, Torna uno dei romanzi più belli bell’autore della “Chimera” con un testo inedito in ricordo di Giulio Einaudi, l’editore che scelse “L’oro del mondo” tra gli ultimi libri voluti da lui personalmente nella non più sua casa editrice. Questa narrazione picaresca (che apre squarci su epoche e piani diversi con temi come l’eccidio di Cefalonia e i compromessi dell’industria culturale e letteraria) va alla ricerca del carattere nazionale degli italiani individuato nelle contraddizioni di quegli anni quando il Paese è ancora diviso e invischiato tra fascisti e antifascisti anche se “il limite tra il giusto e l’ingiusto non è mai cancellato”.
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L’oro dei Medici

Granducato di Toscana, 1597. L’Italia è ormai caduta in mano agli eserciti stranieri, ma fastosa è la sua cultura e floridi i suoi commerci oltre i confini. L’Europa ne riconosce e ne ammira lo splendore e l’eccellenza. I banchieri più potenti al servizio dei sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la guida di un’illustre famiglia di mercanti e banchieri: i Medici. Il loro oro fa invidia a tanti e chi non riesce ad averlo in prestito, tenta di sottrarlo in modo subdolo e illecito. Organizzando, ad esempio, il rapimento dei figli del granduca Ferdinando I. Rapimento, di cui verrà subito a conoscenza il fratellastro di Ferdinando, don Giovanni de’ Medici, geniale architetto, ingegnere, poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante delle belle donne. Così, tra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche, Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato, condurrà un’indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli in un’epica battaglia navale al largo delle coste toscane.
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### Sinossi
Granducato di Toscana, 1597. L’Italia è ormai caduta in mano agli eserciti stranieri, ma fastosa è la sua cultura e floridi i suoi commerci oltre i confini. L’Europa ne riconosce e ne ammira lo splendore e l’eccellenza. I banchieri più potenti al servizio dei sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la guida di un’illustre famiglia di mercanti e banchieri: i Medici. Il loro oro fa invidia a tanti e chi non riesce ad averlo in prestito, tenta di sottrarlo in modo subdolo e illecito. Organizzando, ad esempio, il rapimento dei figli del granduca Ferdinando I. Rapimento, di cui verrà subito a conoscenza il fratellastro di Ferdinando, don Giovanni de’ Medici, geniale architetto, ingegnere, poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante delle belle donne. Così, tra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche, Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato, condurrà un’indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli in un’epica battaglia navale al largo delle coste toscane.

Oro

Da sempre simbolo di ricchezza, bellezza, divinità, potere. Ma anche di risparmio e di scambio. Chi lo possiede lo conserva al sicuro in scrigni, casseforti, forzieri e caveaux. Perché? L’oro è un mistero che resiste da seimila anni. Oggi, nell’era del denaro di carta e del denaro virtuale, l’oro dovrebbe apparirci anacronistico. Eppure non è dimenticato affatto da chi cerca un porto sicuro per i propri risparmi. A cominciare dagli Stati e dalle banche centrali, l’oro resta il bene-rifugio per eccellenza, perno delle economie e dei sistemi monetari.

L’orizzonte

Jean Bosmans ha l’abitudine di annotare su un taccuino tutti i frammenti di memoria che si affacciano alla sua mente. Cosí, a partire da un nome di donna, ricorda l’incontro avvenuto a fine anni Sessanta con Margaret Le Coz, una ragazza ventenne frequentata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi. Con Margaret, Jean ha condiviso il sentimento di essere seguito, spiato, aspettato ogni giorno, o meglio braccato. Lei da un uomo dal viso magro, gli zigomi butterati e un abito sempre troppo stretto: un certo Boyaval; lui da una donna crudele dai capelli rossi, forse sua madre.
Margaret è una giovane donna bella e misteriosa, vulnerabile, segreta, silenziosa. Di lei si sa soltanto che è nata a Berlino, che è arrivata in Francia con la madre, che non ha mai conosciuto il padre e che è cresciuta in vari collegi. È una donna che fugge. E durante una delle sue fughe incontra Boyaval che inizia a perseguitarla. Fugge ancora, ma l’uomo non le dà tregua, cosí come la incalzano alcuni misteri che provengono dal suo profondo passato, zone d’ombra che di punto in bianco la convincono a nascondersi, ad abbandonare tutto senza avvertire nessuno. Una sera Margaret non si sente piú sicura, abbandona precipitosamente Parigi e parte per Berlino dove sparisce senza lasciare traccia.
Quarant’anni dopo la partenza di Margaret, Jean Bosmans, diventato nel frattempo uno scrittore, decide di ritrovarla: parte per Berlino dove un ragazzo incontrato per caso gli conferma che una donna con quel nome possiede una libreria lí vicino. Jean si siede in un caffè all’aperto prima di andare a incontrarla. Le ultime pagine sono splendide e sembrano sollevate da un vento venuto da chi sa dove.

(source: Bol.com)

Orizzonte del liberalismo

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002, “Orizzonte del liberalismo”, della filosofa spagnola Maria Zambrano, viene presentato in una nuova edizione arricchita dalla prefazione di Salvatore Veca. “Che cosa è la politica? Da quale radice scaturisce? Cosa significa la politica di fronte alla vita: la segue o la blocca, la afferma o la nega?”. Queste sono le domande che Maria Zambrano si poneva nella sua opera prima, “Orizzonte del liberalismo”, pubblicata nel 1930. Domande che nascevano da una situazione in Spagna e in Europa tra le più drammatiche del secolo scorso, a cui la filosofa offre e ipotizza una soluzione: il liberalismo.
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L’orizzonte (L’Arcipelago Einaudi Vol. 195)

Jean Bosmans ha l’abitudine di annotare su un taccuino tutti i frammenti di memoria che si affacciano alla sua mente. Cosí, a partire da un nome di donna, ricorda l’incontro avvenuto a fine anni Sessanta con Margaret Le Coz, una ragazza ventenne frequentata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi. Con Margaret, Jean ha condiviso il sentimento di essere seguito, spiato, aspettato ogni giorno, o meglio braccato. Lei da un uomo dal viso magro, gli zigomi butterati e un abito sempre troppo stretto: un certo Boyaval; lui da una donna crudele dai capelli rossi, forse sua madre.
Margaret è una giovane donna bella e misteriosa, vulnerabile, segreta, silenziosa. Di lei si sa soltanto che è nata a Berlino, che è arrivata in Francia con la madre, che non ha mai conosciuto il padre e che è cresciuta in vari collegi. È una donna che fugge. E durante una delle sue fughe incontra Boyaval che inizia a perseguitarla. Fugge ancora, ma l’uomo non le dà tregua, cosí come la incalzano alcuni misteri che provengono dal suo profondo passato, zone d’ombra che di punto in bianco la convincono a nascondersi, ad abbandonare tutto senza avvertire nessuno. Una sera Margaret non si sente piú sicura, abbandona precipitosamente Parigi e parte per Berlino dove sparisce senza lasciare traccia.
Quarant’anni dopo la partenza di Margaret, Jean Bosmans, diventato nel frattempo uno scrittore, decide di ritrovarla: parte per Berlino dove un ragazzo incontrato per caso gli conferma che una donna con quel nome possiede una libreria lí vicino. Jean si siede in un caffè all’aperto prima di andare a incontrarla. Le ultime pagine sono splendide e sembrano sollevate da un vento venuto da chi sa dove.
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### Recensione
In uno tra i saggi più celebri di Angelus Novus, Walter Benjamin racconta come in ogni grande città “muoversi attraverso il traffico comporti per il singolo una serie di choc e di collisioni”. Agli incroci, sui marciapiedi, per Benjamin – che qui legge Baudelaire che a sua volta legge Poe – il passante è continuamente sottoposto a improvvise accelerazioni del battito cardiaco. L’uomo della metropoli è immerso nella folla “come in un serbatoio di energia elettrica”. Naturalmente lo choc primario è costituito dalle macchine, dai tram che nella neonata epoca della riproducibilità tecnica benjaminiana appartengono ancora al regno del mostruoso, dell’incongruo. Ma non solo. Lo choc e la collisione non scaturiscono soltanto dall’incontro tra natura e artificio. Lo choc e la collisione sono anche di chi cammina in mezzo ai propri simili. La folla urbana – la folla di Londra, di Parigi – sembra essere un agglomerato vibrante animato da continue tensioni. Un urto sul marciapiedi all’uscita del teatro, un incontro di sguardi subito distolto, il bagliore improvviso di un cappotto poi inghiottito nel buio dei Boulevards. Nelle città bruciano tutti i giorni, in ogni istante, migliaia di incontri, migliaia di tracce elettriche governate dall’infinita possibilità combinatoria dei grandi numeri. L’orizzonte, ultimo romanzo di Patrick Modiano, parla esattamente di questo. La Parigi degli anni Sessanta cui si muovono i personaggi è in tutto e per tutto una “città della folla”. L’orizzonte del titolo è un orizzonte fatto di piccoli choc urbani, persone che emergono dall’opacità del proprio passato, illuminandosi nella luce intermittente dell’incontro fortuito per poi ritornare nel cono d’ombra da cui erano uscite. Esattamente così avviene tra i due protagonisti. Lui, un libraio, discreto in modo quasi patologico, inseguito da una donna dai capelli rossi in impermeabile verde bottiglia, probabilmente la madre in continua ricerca di soldi. Lei, una ragazza di cui non si sa quasi nulla se non che è in fuga da un corteggiatore non corrisposto e da un segreto di cui non è possibile avere la chiave. Esattamente così avviene con tutti i personaggi. Sagome appena intraviste. Porte subito richiuse su un’ intimità familiare mai rivelata fino in fondo. In mezzo a loro, la città. Una città invece perfettamente determinata nella sua ragnatela topografica di strade, negozi e caffè, come se solo allo spazio geografico spettasse, nel libro, il dono della chiarezza e della verità della scrittura. Una scacchiera di luce su cui si gioca, in sintesi, una partita di ombre. Una partita d’amore tra l’uomo e la ragazza. Una partita tra loro due e i loro pedinatori, sempre all’angolo ad aspettarli, sempre riconoscibili – tra la folla – nel colpo al cuore di un impermeabile verde bottiglia o di un cappello da uomo su un volto butterato. Una partita tra Colpa e Persecuzione che fa di L’orizzonte ben più di un semplice romanzo giallo, portandolo direttamente a toccare – attraverso l’opacità dei suoi non-detti – le radici più dolorose e intimamente riposte del nostro inconscio.
recensione di “www.bookdetector.com”
### Sinossi
Jean Bosmans ha l’abitudine di annotare su un taccuino tutti i frammenti di memoria che si affacciano alla sua mente. Cosí, a partire da un nome di donna, ricorda l’incontro avvenuto a fine anni Sessanta con Margaret Le Coz, una ragazza ventenne frequentata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi. Con Margaret, Jean ha condiviso il sentimento di essere seguito, spiato, aspettato ogni giorno, o meglio braccato. Lei da un uomo dal viso magro, gli zigomi butterati e un abito sempre troppo stretto: un certo Boyaval; lui da una donna crudele dai capelli rossi, forse sua madre.
Margaret è una giovane donna bella e misteriosa, vulnerabile, segreta, silenziosa. Di lei si sa soltanto che è nata a Berlino, che è arrivata in Francia con la madre, che non ha mai conosciuto il padre e che è cresciuta in vari collegi. È una donna che fugge. E durante una delle sue fughe incontra Boyaval che inizia a perseguitarla. Fugge ancora, ma l’uomo non le dà tregua, cosí come la incalzano alcuni misteri che provengono dal suo profondo passato, zone d’ombra che di punto in bianco la convincono a nascondersi, ad abbandonare tutto senza avvertire nessuno. Una sera Margaret non si sente piú sicura, abbandona precipitosamente Parigi e parte per Berlino dove sparisce senza lasciare traccia.
Quarant’anni dopo la partenza di Margaret, Jean Bosmans, diventato nel frattempo uno scrittore, decide di ritrovarla: parte per Berlino dove un ragazzo incontrato per caso gli conferma che una donna con quel nome possiede una libreria lí vicino. Jean si siede in un caffè all’aperto prima di andare a incontrarla. Le ultime pagine sono splendide e sembrano sollevate da un vento venuto da chi sa dove.

Orion e la morte del tempo

Orion non è un uomo come tutti gli altri: tanto per cominciare, è immortale. Scelto dai Creatori per essere il loro campione nei frangenti più pericolosi e contro nemici insidiosissimi, è costretto ad andare alla deriva nel tempo per battersi contro i pericoli che si annidano in epoche e secoli nascosti. Insieme ad Anya, una ragazza che condivide la sua sorte, è costretto questa volta a lottare non solo contro le forze ostili ai Creatori, gli enigmatici esseri che reggono le fila del suo destino, ma contro i Creatori stessi per riconquistare la libertà. E la partita si decide in un’era lontanissima, dove la morte del tempo non è più metafora ma realtà.

Orion (Urania)

Alle tre del pomeriggio, John O’Ryan è seduto in un ristorante di Manhattan senza un pensiero al mondo. Dopo aver notato una splendida ragazza dagli occhi grigi e un paio di bizzarri individui molto interessati a lei, si vede recapitare un insolito dessert sotto forma di una bomba a mano pronta a esplodere. John sospetta di essere coinvolto in una lotta senza quartiere, e ha ragione: solo che non si tratta di nemici ordinari ma di due entità millenarie che si disputano il futuro del genere umano. Per fortuna, neanche John O’Ryan è solo quel che sembra: quando deciderà di scoprire il segreto della sua vera identità, dovrà tuffarsi in varie epoche del passato fino a dare un senso al conflitto che vorrebbe vederlo come una semplice pedina, mentre lui si sente un semidio. Orion è uno dei più bei romanzi d’azione della fantascienza americana.

Le origini della seconda guerra mondiale

Il primo settembre 1939 le truppe tedesche attaccavano la Polonia, due giorni dopo Francia e Gran Bretagna dichiaravano guerra alla Germania. Iniziava un conflitto europeo che due anni dopo, con l’ingresso di Urss, Giappone e Stati Uniti, avrebbe raggiunto le dimensioni di una guerra mondiale. Il volume ricostruisce puntualmente le ragioni all’origine del conflitto, mettendo in luce come esso non fu soltanto la “guerra di Hitler”, ma più in generale l’esito di una fondamentale instabilità del quadro internazionale che vedeva il declino dei vecchi imperi coloniali di Gran Bretagna e Francia e l’emergere di nuove potenze ambiziose e aggressive come la Germania, l’Italia e il Giappone.
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L’origine della politica. Hannah Arendt o Simone Weil?

Da dove nasce la politica? Cosa la lega alla terribile guerra – quella intorno a Troia – che la precede e in qualche modo la determina? Qual è il suo rapporto con la libertà e con il male, con la giustizia e con il potere? Sono le domande essenziali che attraversano questo libro di Roberto Esposito, che ora viene riproposto con una nuova introduzione. Qui la ricerca sull’origine della politica fa tutt’uno con quella sul suo destino. Ma l’elemento di particolare interesse è che tali domande sono poste alle due maggiori pensatrici del XX secolo, Hannah Arendt e Simone Weil, da uno dei loro più sensibili interpreti. Da questo punto di vista il libro costituisce il primo “corpo a corpo” tra due pensieri che della politica hanno fatto il loro oggetto privilegiato. E tuttavia, nonostante la loro singolare prossimità spirituale e anche biografica – entrambe donne, entrambe ebree, entrambe segnate dall’esperienza della persecuzione e dell’esilio -, Hannah Arendt e Simone Weil danno risposte profondamente diverse ai grandi interrogativi che ancora ci inquietano. La Grecia, Roma, la tradizione cristiana, la modernità, il totalitarismo novecentesco sono i “luoghi del tempo” in cui si snoda questo appassionante confronto a distanza.
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Origin

Edizione speciale con la firma dell’autore

Chiunque tu sia.
In qualunque cosa tu creda.
Tutto sta per cambiare.
Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile.

Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

Dan Brown ha ambientato la nuova, emozionante avventura del suo personaggio di maggior successo, Robert Langdon, nelle suggestive cornici di Bilbao, Barcellona e Madrid, fra capolavori dell’arte, edifici storici, testi classici e simboli enigmatici. Brillante riflessione sull’eterno conflitto tra scienza e fede e sulle sfide che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale ci pongono quotidianamente, Origin è un romanzo ricco di spunti colti e di invenzioni narrative, in cui passato e futuro si incontrano in una contemporaneità sorprendente.

(source: Bol.com)

Orgoglio ferito

Renford Kline è etero… giusto? Ha smesso di sperimentare al college ed è andato avanti. Non riesce però a spiegarsi le fantasie indecenti su Brian Daystar, che lo colgono proprio quando dovrebbe concentrarsi sul passaggio della sua carriera da avvocato a professore. Quando Brian arriva a New York, Renford sa di essere nei guai: tutto del ragazzo lo attrae – dal corpo tonico ai bellissimi capelli neri – ma Renford è etero… giusto?
Brian Daystar ha bisogno di una pausa. Sta lavorando senza sosta per trasformare il suo ranch in Montana in un posto sicuro per i giovani a rischio. È così assorbito dal progetto che nemmeno gli importa che il suo ragazzo, una giovane star del country, lo stia tradendo. Il loro rapporto è finito da tempo, ma forse serviranno i sentimenti che prova per Renford a fargli accettare la fine di quella relazione.
Entrambi dovranno prendere una decisione. Renford dovrà imparare ad accettare chi è davvero e Brian dovrà scegliere se rinunciare alla possibilità di essere felice o afferrarla.
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### Sinossi
Renford Kline è etero… giusto? Ha smesso di sperimentare al college ed è andato avanti. Non riesce però a spiegarsi le fantasie indecenti su Brian Daystar, che lo colgono proprio quando dovrebbe concentrarsi sul passaggio della sua carriera da avvocato a professore. Quando Brian arriva a New York, Renford sa di essere nei guai: tutto del ragazzo lo attrae – dal corpo tonico ai bellissimi capelli neri – ma Renford è etero… giusto?
Brian Daystar ha bisogno di una pausa. Sta lavorando senza sosta per trasformare il suo ranch in Montana in un posto sicuro per i giovani a rischio. È così assorbito dal progetto che nemmeno gli importa che il suo ragazzo, una giovane star del country, lo stia tradendo. Il loro rapporto è finito da tempo, ma forse serviranno i sentimenti che prova per Renford a fargli accettare la fine di quella relazione.
Entrambi dovranno prendere una decisione. Renford dovrà imparare ad accettare chi è davvero e Brian dovrà scegliere se rinunciare alla possibilità di essere felice o afferrarla.