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Il vento dal nulla

Fra gli innumerevoli flagelli che possono colpire il nostro pianeta – dal diluvio al fuoco atomico – mancava (nessuno finora ci aveva pensato) il vento. Ma basta porsi il problema per capire che anche il vento potrebbe essere un nemico mortale per l’umanità. Su questa ipotesi semplice e terrificante l’autore, l’ultima rivelazione della science-fiction inglese, ha costruito questo naufragio del nostro mondo in una tempesta di straordinario realismo.
Copertina: Karel Thole

I ventitre giorni della città di Alba

I ventitre giorni della città di Alba by Beppe Fenoglio
«*I ventitre giorni della città di Alba*, rievocanti episodi partigiani o l’inquietudine dei giovani nel dopoguerra, sono racconti pieni di fatti, con una evidenza cinematografica, con una penetrazione psicologica tutta oggettiva e rivelano un temperamento di narratore crudo ma senza ostentazione, senza compiacenze di stile, asciutto ed esatto».
**Italo Calvino**
* * *
Storie partigiane trattate con piglio disincantato, antireto- rico, talora epico-burlesco; storie di Alba e delle Langhe, vicende sanguigne e beffarde, drammi di miserie antiche e di speranze impossibili: con quel suo linguaggio preciso e vero Fenoglio scrive per penetrare il «mistero» della spietatezza dei rapporti umani.

Le venti giornate di Torino

Le venti giornate di Torino erano iniziate il 3 luglio di dieci anni prima: la siccità, l’insonnia collettiva, i cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, le grida misteriose, le statue che sembravano aver preso vita, e soprattutto una orribile catena di omicidi. Poi, dopo venti giorni, tutto era finito, all’improvviso, come era cominciato. E nessuno aveva più voluto parlare di quella storia. Dieci anni dopo, un anonimo investigatore dilettante decide di indagare per scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? E chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca che era stata aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove non si trovavano i testi pubblicati dagli editori, ma scritti di privati cittadini, che rivelavano i loro pensieri più intimi e profondi, molto spesso terribili, e li mettevano in condivisione con altri cittadini come loro. Non passerà molto prima che il protagonista si renda conto che quella orribile stagione si è conclusa solo in apparenza, e che le forze oscure che avevano scatenato quei drammatici giorni di violenza cieca sono ancora presenti e vigili.
**Un romanzo inquietante, profetico in modo inspiegabile,** principale opera di un autore ingiustamente dimenticato. Pubblicato la prima volta nel 1977, ***Le venti giornate di Torino*** fu sostanzialmente ignorato: **torna dopo quarant’anni in libreria. Come se avesse voluto aspettare il momento giusto.**
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### Sinossi
Le venti giornate di Torino erano iniziate il 3 luglio di dieci anni prima: la siccità, l’insonnia collettiva, i cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, le grida misteriose, le statue che sembravano aver preso vita, e soprattutto una orribile catena di omicidi. Poi, dopo venti giorni, tutto era finito, all’improvviso, come era cominciato. E nessuno aveva più voluto parlare di quella storia. Dieci anni dopo, un anonimo investigatore dilettante decide di indagare per scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? E chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca che era stata aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove non si trovavano i testi pubblicati dagli editori, ma scritti di privati cittadini, che rivelavano i loro pensieri più intimi e profondi, molto spesso terribili, e li mettevano in condivisione con altri cittadini come loro. Non passerà molto prima che il protagonista si renda conto che quella orribile stagione si è conclusa solo in apparenza, e che le forze oscure che avevano scatenato quei drammatici giorni di violenza cieca sono ancora presenti e vigili.
**Un romanzo inquietante, profetico in modo inspiegabile,** principale opera di un autore ingiustamente dimenticato. Pubblicato la prima volta nel 1977, ***Le venti giornate di Torino*** fu sostanzialmente ignorato: **torna dopo quarant’anni in libreria. Come se avesse voluto aspettare il momento giusto.**

Il ventaglio di Lady Windermere

Il ventaglio di Lady Windermere (titolo originale Lady Windermere’s Fan) è una commedia in quattro atti di Oscar Wilde rappresentata per la prima volta il 22 febbraio 1892, al Saint James Theatre a Londra.
Ambientata a Londra in epoca contemporanea, la vicenda presenta, come particolarità, di essere sviluppata nell’arco di meno di ventiquattr’ore, avendo inizio un martedì alle 17 e terminando alle 13.30 del giorno dopo.
Già dal primo atto si vede in scena Lady Windermere, ed entrano lentamente gli altri protagonisti. La trama narra di una donna sposata che, corteggiata da un altro uomo, tentenna pensando che il marito abbia un amante. In realtà il marito fedelissimo accudisce solamente questa donna che è in realtà madre di lady Windermere…
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### Sinossi
Il ventaglio di Lady Windermere (titolo originale Lady Windermere’s Fan) è una commedia in quattro atti di Oscar Wilde rappresentata per la prima volta il 22 febbraio 1892, al Saint James Theatre a Londra.
Ambientata a Londra in epoca contemporanea, la vicenda presenta, come particolarità, di essere sviluppata nell’arco di meno di ventiquattr’ore, avendo inizio un martedì alle 17 e terminando alle 13.30 del giorno dopo.
Già dal primo atto si vede in scena Lady Windermere, ed entrano lentamente gli altri protagonisti. La trama narra di una donna sposata che, corteggiata da un altro uomo, tentenna pensando che il marito abbia un amante. In realtà il marito fedelissimo accudisce solamente questa donna che è in realtà madre di lady Windermere…

Venerdì nero

Hart non era fatto per questo tipo di vita. Lavori saltuari, mal pagati e sfiancanti. Hart era un artista, per lo meno lo era stato. Ora è un relitto, un vagabondo, un barbone disprezzato da tutti e al quale nessuno vuol bene. Una volta aveva posseduto uno yacht, aveva viaggiato in lungo e in largo per il mondo, aveva amato, riamato, una donna bella e dolce. Ed ora, perché mai si è messo con una banda di ladri, di delinquenti, di perdigiorno, gente per la quale una volta non avrebbe sprecato nemmeno uno sguardo?
Un romanzo nero nel più puro stile di Goodis. Personaggi alla deriva in un mondo cupo e disperato, personaggi senza speranze di riscatto, di amore e nemmeno di pietà umana.

Vendetta piccante

IN ATTESA DELLA NUOVA SERIE, LA PASSIONE SI SCATENA IN CUCINA. Miranda Storme mai si sarebbe aspettata di incontrare di nuovo Gavin Luciano. Tre anni prima avevano avuto una storia molto intensa, ma lui l’aveva improvvisamente abbandonata lasciandola a pezzi. Adesso Gavin è tornato sui suoi passi e Miranda può concedersi il piacere di vendicarsi… stroncando il ristorante di Gavin sul giornale per il quale lei scrive. Praticamente un incubo per Gavin, che da pochi mesi ha assunto la gestione del ristorante di famiglia per salvarlo dal fallimento. Ma non è tutto, il fatto è che Gavin è rimasto folgorato da questo nuovo incontro e ha deciso di chiedere un’altra chance: otto settimane per dimostrare di essere un buon cuoco in cucina e per riconquistarla… a letto. Una proposta decisamente allettante!
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### Sinossi
IN ATTESA DELLA NUOVA SERIE, LA PASSIONE SI SCATENA IN CUCINA. Miranda Storme mai si sarebbe aspettata di incontrare di nuovo Gavin Luciano. Tre anni prima avevano avuto una storia molto intensa, ma lui l’aveva improvvisamente abbandonata lasciandola a pezzi. Adesso Gavin è tornato sui suoi passi e Miranda può concedersi il piacere di vendicarsi… stroncando il ristorante di Gavin sul giornale per il quale lei scrive. Praticamente un incubo per Gavin, che da pochi mesi ha assunto la gestione del ristorante di famiglia per salvarlo dal fallimento. Ma non è tutto, il fatto è che Gavin è rimasto folgorato da questo nuovo incontro e ha deciso di chiedere un’altra chance: otto settimane per dimostrare di essere un buon cuoco in cucina e per riconquistarla… a letto. Una proposta decisamente allettante!

La vendetta dell’imperatore

Juan Cabrillo e l’equipaggio della Oregon devono affrontare la loro impresa più rischiosa quando, a seguito di un violento colpo in banca durante il Gran Premio di Monaco, i conti della Corporation vengono prosciugati.
Per recuperare i suoi soldi, Juan dovrà unire le forze a quelle di un amico di vecchia data conosciuto durante i giorni alla CIA e scovare un hacker e uno spietato ex ufficiale della Marina militare ucraina.
Ben presto Cabrillo e compagni scopriranno che la rapina era solo il primo passo di un piano che mira alla morte di milioni di persone e al crollo delle maggiori economie del mondo. L’elemento chiave? Un documento dal valore inestimabile creduto perso sin dal disastroso tentativo di invasione della Russia da parte di Napoleone. Duecento anni dopo, il segreto in esso contenuto potrebbe diventare l’arma che metterà in ginocchio l’intera Europa.

(source: Bol.com)

La vendetta del Numero Nove

Siamo arrivati in nove. Loro ci hanno seguiti per darci la caccia, così abbiamo deciso di separarci e di restare nascosti, in attesa di sviluppare i nostri poteri. Io ho trovato rifugio in India, in un santuario isolato in mezzo alle montagne. Non avevo idea di dove fossero gli altri. Poi è arrivata Marina, il Numero Sette, insieme col Numero Sei e con Ella: lei non è una di noi, eppure la sua presenza è una luce di speranza. Significa che non siamo soli. E noi abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile… Perché loro hanno preso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. E li hanno uccisi. Il Numero Quattro è negli Stati Uniti e sta cercando il Numero Nove. Quando l’avrà trovato, ci uniremo a loro. Soltanto così potremo sconfiggere i mostri che hanno distrutto la nostra casa. E che adesso vogliono annientare anche il vostro mondo. Il giorno della resa dei conti è sempre più vicino. Io sono il Numero Otto. E sono pronto a combattere.
(source: Bol.com)

La vendetta del greco

Ella Palmer non ha né la ricchezza né le giuste conoscenze per attirare l’interesse di Cyrus Makris, l’atavico rivale di Nikolai Drakos, eppure la sua innocente bellezza è riuscita nell’incredibile. Portargliela via, quindi, sarà per Nikolai la soddisfazione suprema…
Nik è deciso a usare qualunque mezzo per raggiungere il proprio scopo, e se quello che serve è un ricatto la cosa non lo spaventa minimamente. Una volta raggiunto l’obiettivo, però, lo spietato magnate greco sarà costretto a prendere in considerazione qualcosa di assolutamente imprevisto.
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### Sinossi
Ella Palmer non ha né la ricchezza né le giuste conoscenze per attirare l’interesse di Cyrus Makris, l’atavico rivale di Nikolai Drakos, eppure la sua innocente bellezza è riuscita nell’incredibile. Portargliela via, quindi, sarà per Nikolai la soddisfazione suprema…
Nik è deciso a usare qualunque mezzo per raggiungere il proprio scopo, e se quello che serve è un ricatto la cosa non lo spaventa minimamente. Una volta raggiunto l’obiettivo, però, lo spietato magnate greco sarà costretto a prendere in considerazione qualcosa di assolutamente imprevisto.

Vendetta

Sinossi

Ai nostri giorni una creatura demoniaca fa scempio di quanti le capitano a tiro, in una storia che vede coinvolti un premio Nobel, la sua eredità, e un ragazzo che dovrebbe affrontare quanto nessun altro si sentirebbe di fare. e la vendetta del ranger che tutti gli indiani chiamano Aquila della notte. Un’avventura drammatica che anticipa i temi ecologici di Balla coi lupi e ci mostra un Tex irriducibile vendicatore ma anche profondamente umano.

La velocità dell’angelo

“Rimanemmo in silenzio. Era buio e l’aria era diventata più fresca e dava qualche brivido. Tra le nuvole ancora gonfie di pioggia si poteva intuire l’autunno che si stropicciava le mani ossute, chiamava a raccolta l’aria fredda, le giornate grigie, la malinconia dei rimpianti, e si preparava al suo turno. Cosimo era da qualche parte, invisibile. Forse dovremmo andare a sederci all’interno, pensai. Forse dovresti dirmi come va a finire, pensai ancora. Doveva dirmelo, certo, ma in realtà già lo sapevo, e non avrei voluto sentirlo.”

Il velo magico

Il commissario Laviolette, arrivato a Banon per gustarsi un’omelette ai tartufi, si trova inaspettatamente a dover risolvere l’ennesimo enigma. Un covo di hippy assassinati, una scrofa di nome Roseline e uno spiacevole incidente nei pressi di una tomba protestante sono gli originali elementi di questa vicenda. In un crescendo di suspense, fino alla quasi inaspettata soluzione del delitto, il lettore può tornare a immergersi nella vita di provincia che Pierre Magnan sa descrivere in modo impeccabile.

Il velo dissolto

*The lifted veil* si apre con un’angosciosa sequenza di morte. Latimer, protagonista e voce narrante del romanzo, è dotato di facoltà mentali fuori del comune: può vedere il futuro e leggere le menti degli altri. Grazie alla sua eccezionale chiaroveggenza ha previsto che morirà di lì a un mese, il 20 settembre 1850. Non gli rimane che usare il tempo che lo separa dal giorno fatale per raccontare le strane vicende della sua esistenza, nella speranza di trovare quella solidarietà che non è mai stato capace di suscitare durante tutta la sua vita.
Pubblicato anonimo nel 1859, per non disorientare quei lettori che avevano decretato il successo delle opere d’esordio della scrittrice, *Il velo dissolto* è il soliloquio intenso e allucinato di un uomo perseguitato da una sensibilità straordinaria che, suo malgrado, gli consente di distinguere quel velo impalpabile che nasconde la realtà delle cose e separa l’uomo dalla comprensione di se stesso, dalla conoscenza dell’universo, dalla verità sul tempo. Considerato “anomalo” nella produzione letteraria di George Eliot, questo ambiguo, enigmatico racconto condensa in poche pagine di grande letteratura le contraddizioni dell’epoca vittoriana, legate al rapporto tra individuo e società, fede e ragione, arte e scienza, irrealtà e realtà, vita e morte e ci mostra che l’evoluzione del genere umano avviene soltanto nella consapevolezza e nell’accettazione della natura caotica dell’universo.

Il veleno sulle labbra

Per Hana è l’ultima estate prima di essere ”curata” dalla sua capacità di amare, una procedura programmata per tutti i ragazzi della sua età. Un’estate fatale di tentazioni, dubbi e paure. Un’estate sospesa, trascorsa fra elettrizzanti feste clandestine e noiosissime cene di convenienza con la famiglia del suo prescelto, in attesa della procedura che la libererà per sempre dai disordini creati dal morbo dell’amore. Un’estate in cui anche la sua amicizia con Lena diventa un’incognita, come il suo futuro. Un sorprendente racconto digitale ambientato nel mondo di Delirium.

(source: Bol.com)

Il veleno dei ricordi

Chi racconta ha temporaneamente perso la memoria a causa di un forte trauma. Ricoverato in una clinica in Alaska, su di lui sono state rinvenute persistenti tracce radioattive e il dottor Mills, che lo ha in cura, si convince che l’uomo sia sopravvissuto a un disastro nucleare. Grazie ai frequenti dialoghi con lo psichiatra, in lui riaffiora il volto di una donna, sempre più insistente: non ricorda il suo nome, ma sente di averla amata. In seguito gli tornano alla mente voci e suoni di una città distrutta – che nel romanzo non ha nome, ma è facilmente identificabile con Pripyat, la più vicina al reattore di Chernobyl. Il bisogno di recuperare la propria identità e la speranza di incontrare quella donna misteriosa lo spingono a fuggire dalla clinica per tornare nei luoghi dove è intrappolata la sua memoria.
Nella città apparentemente abbandonata, il protagonista incontra persone in cerca di risposte, tra case deserte piene di ricordi altrui, prati vetrificati e la Centrale che domina la città come un grande mostro dormiente. Nella zona contaminata nuovi ricordi vengono a galla, legati alla donna amata, ma anche a un carissimo amico in comune. Riemergono frammenti del tempo perduto, discussioni appassionate sui libri prediletti, le partite a scacchi, le passeggiate, il lavoro alla Centrale. Tuttavia gli oggetti sembrano restituirgli anche un passato colpevole, l’ombra di un tradimento che si allunga sino al giorno dell’incidente nucleare, ripercorso nel suo drammatico crescendo.
Matteo Fontana dà vita a un flusso narrativo ipnotico, denso e metaforico, che cattura il lettore e lo trascina, insieme al protagonista, verso l’unica possibile espiazione.
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Chi racconta ha temporaneamente perso la memoria a causa di un forte trauma. Ricoverato in una clinica in Alaska, su di lui sono state rinvenute persistenti tracce radioattive e il dottor Mills, che lo ha in cura, si convince che l’uomo sia sopravvissuto a un disastro nucleare. Grazie ai frequenti dialoghi con lo psichiatra, in lui riaffiora il volto di una donna, sempre più insistente: non ricorda il suo nome, ma sente di averla amata. In seguito gli tornano alla mente voci e suoni di una città distrutta – che nel romanzo non ha nome, ma è facilmente identificabile con Pripyat, la più vicina al reattore di Chernobyl. Il bisogno di recuperare la propria identità e la speranza di incontrare quella donna misteriosa lo spingono a fuggire dalla clinica per tornare nei luoghi dove è intrappolata la sua memoria.
Nella città apparentemente abbandonata, il protagonista incontra persone in cerca di risposte, tra case deserte piene di ricordi altrui, prati vetrificati e la Centrale che domina la città come un grande mostro dormiente. Nella zona contaminata nuovi ricordi vengono a galla, legati alla donna amata, ma anche a un carissimo amico in comune. Riemergono frammenti del tempo perduto, discussioni appassionate sui libri prediletti, le partite a scacchi, le passeggiate, il lavoro alla Centrale. Tuttavia gli oggetti sembrano restituirgli anche un passato colpevole, l’ombra di un tradimento che si allunga sino al giorno dell’incidente nucleare, ripercorso nel suo drammatico crescendo.
Matteo Fontana dà vita a un flusso narrativo ipnotico, denso e metaforico, che cattura il lettore e lo trascina, insieme al protagonista, verso l’unica possibile espiazione.