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L’orlo della voragine

Che cosa faremmo se la civiltà che conosciamo, con le sue macchine, le sue comunicazioni, le sue comodità, scomparisse dal giorno alla notte? A questa domanda, che ha affascinato decine di scrittori di fs. e milioni di lettori, dà ora la sua risposta McIntosh in un romanzo di eccellente fattura, svelto, movimentato, ben raccontato, che arricchisce il filone della fantascienza catastrofica di una suggestiva immagine: le “isole di terra” circondate da enormi crepacci nelle quali i superstiti tentano di riorganizzare la vita.
Copertina: Karel Thole

Orizzonti e limiti della scienza. 10ª cattedra dei non credenti

Dai cieli all’uomo. Shakespeare e Galileo, Bruno e Newton all’alba della nostra modernità hanno scorto nella volta celeste un Grande Libro in cui erano scritti, “in caratteri matematici”, leggi di natura e destini di individui, popoli e imperi. Oggi che i nostri cieli sono solcati dai satelliti artificiali, qualcuno considera come un Libro il nostro genoma: un Libro non meno enigmatico, in cui dobbiamo decifrare se ci toccherà in futuro salute o malattia, virtù o vizio, prosperità o sventura. Nel volume saggi di: George Coyne e Francesco Bertola, Julian Chela Flores e Edoardo Boncinelli, Alberto Oliverio e Giuliano Avanzini, Giulio Giorello e Bruno Forte, Carlo Maria Martini.
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Le origini del rituale nella chiesa e nella massoneria

*Gli articoli qui riuniti originariamente furono *
*pubblicati sulla rivista “Lucifer” fondata dalla *
*signora Blavatsky e probabilmente sono il risultato di altrettante conversazioni sull’argomento.*
*Nulla da dire sull’importanza del lavoro: il lettore scrupoloso lo vedrà da sé.*
*Piuttosto mette  conto di rilevare, per gli ignari ed i semplici, che la vera Massoneria non è quella *
*semplice, superficiale e malfamata che amici *
*ignoranti e nemici interessati fanno conoscere ma è quella vera Saggezza o Sapienza Antica *
*che è esistita, esiste ed esisterà sempre in quanto *
*risponde a quelle domande che, ad un certo punto della sua evoluzione, un individuo *
*rivolge a se stesso: *
*“Chi sono? *
*Cosa sono venuto a fare in questo mondo? *
*Qual è il compito mio, lo scopo della mia vita?*

Le origini del pensiero greco

“È sul piano politico che in Grecia la Ragione si è in primo luogo espressa, costituita, formata” Il cammino dal mito alla razionalità, dalla tirannide alla democrazia, nel capolavoro di uno dei maggiori studiosi dell’antichità classica. “Non era forse un po’ troppo azzardato pretendere di delineare in pochi capitoli le origini del pensiero greco, ossia di abbozzare il quadro delle mutazioni intellettuali che si producono tra il XII secolo prima della nostra era, quando crollano i reami micenei, e il V secolo, il momento in cui si colloca il fiorire di una città come Atene? Settecento anni da sorvolare, la massima parte dei quali, dal XII all’VIII secolo, rappresentata dal periodo battezzato dagli storici dell’antichità come “secoli oscuri’ giacché, scomparsa in quell’epoca la pratica della scrittura, non disponiamo per conoscerla di nessuna fonte grafica, di nessun testo. Su un’estensione temporale di questo genere non era dunque possibile procedere come uno storico o un archeologo, che mobilitano per la loro indagine tutte le risorse della loro disciplina. Nella forma di un semplice saggio, la cui ambizione non era di chiudere il dibattito con una ricerca esaustiva ma di rilanciarlo orientando la riflessione su una nuova strada, ho così tentato di ridisegnare le grandi linee di un’evoluzione che, dalla monarchia micenea alla città democratica, ha segnato il declino del mito e l’avvento dei saperi razionali. Di questa rivoluzione intellettuale ho proposto un’interpretazione globale che mi sembrava, nella sua coerenza, conforme ai principali dati di fatto di cui disponiamo. Qual è, mi sono dunque chiesto, l’origine del pensiero razionale in Occidente? Come è avvenuta la sua nascita nel mondo greco?”

(source: Bol.com)

Dell’origine e dell’ufficio della letteratura

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Il 22 gennaio del 1809 il Foscolo dava inizio al suo insegnamento presso l’Università di Pavia con questa orazione inaugurale che la tradizione accademica voleva affidata al professore di eloquenza. Nell’impostazione dell’orazione non è difficile cogliere echi vichiani, ma nel contempo, anche motivi di originalità, che rendono l’orazione significativa soprattutto oggi, quando pare che si vada perdendo l’interesse per alcuni temi su cui l’intera cultura occidentale ha costruito la sua stessa identità attraverso i secoli ed i millenni. E la dimenticanza della propria storia non è che una rinuncia alla propria identità.
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L’origine delle specie

“C’è qualcosa di grandioso in questa concezione per cui la vita, con le sue diverse forze, è stata originariamente infusa in poche forme o in una sola; e da un inizio così semplice, innumerevoli forme bellissime e meravigliose si sono evolute, e tuttora si evolvono.” Con queste parole, nel 1859, Charles Darwin concludeva la prima edizione dell’Origine delle specie.
Come la rivoluzione copernicana aveva sottratto la terra dal suo posto immobile al centro dell’universo, così la rivoluzione darwiniana avrebbe portato al superamento del concetto della fissità delle specie, mostrando come tutte le forme viventi si sono evolute – e continuano a evolversi – le une dalle altre attraverso il meccanismo completamente naturale della selezione del più adatto.
In una nuova traduzione e con l’integrazione delle successive risposte alle critiche viene qui proposto questo testo fondamentale nella sua prima edizione.

L’orgia di Praga

Sulle tracce del manoscritto inedito di un martire di lingua Yiddish, lo scrittore americano Nathan Zuckerman a metà degli anni Settanta si reca nella Praga dell’occupazione sovietica. Lì, in una nazione strangolata dal totalitarismo comunista, scopre una dimensione letteraria che non gli appartiene, segnata come dalla prevaricazione istituzionalizzata. E lì, fra gli scrittori oppressi insieme ai quali si trova ben presto invischiato in una serie di avventure bizzarre e struggenti, scopre anche una forma intrigante e perversa di eroismo. “L’orgia di Praga”, che riproduce le pagine dei taccuini sui quali Zuckerman annota il suo soggiorno fra quegli artisti proscritti, funge da epilogo alla trilogia composta da “Lo scrittore fantasma”, “Zuckerman scatenato” e “La lezione di anatomia”, e appone un sigillo sensazionale all’intricata struttura dell’opera magna di Roth sulle conseguenze impreviste dell’arte.

Organizzare il coraggio. La nostra vita contro la ‘ndrangheta

Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, ha sfidato la malavita organizzata e per questo ha dovuto rinunciare alla propria vita e alla propria libertà. Da solo ha denunciato, combattuto, ricercato la verità fino a far condannare oltre quaranta persone, dalla piccola manovalanza della ‘ndrangheta fino ai massimi vertici dell’organizzazione e della cupola politica che spesso si lega alla delinquenza. Dal 1997 Masciari e la sua famiglia rientrano nel Programma speciale di protezione e devono abbandonare la loro casa e la loro terra. Niente più lavoro e affetti, ma una continua serie di spostamenti che sembrano un abbandono continuo e prolungato. In questi anni Masciari diventa testimone di giustizia. Ma attorno a lui trova un muro di gomma che vorrebbe isolarlo. Nonostante la situazione in cui si è costretto a vivere (senza scorte, senza prospettive per il futuro) Masciari andrà sempre a testimoniare facendo nomi e cognomi, non tacendo nulla della sua drammatica esperienza di imprenditore fatto fallire per mano delle famiglie di ‘ndrangheta. Ad accorgersi di lui e della sua famiglia sarà però la società civile che interviene numerosa e solidissima, sostituendosi alle scorte e alle carenze dello Stato. Grazie a loro Pino Masciari è ancora vivo e la sua storia ha preso una strada di libertà. Con lui, la moglie Marisa e i due figli. Una famiglia che ha sofferto per la propria scelta di giustizia. Questo libro è la loro storia.
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Orestea

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L'”Orestea” è, scrive Savino nella sua Nota, “un indimenticabile pezzo di maestria teatrale”. II fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell’ambiguità, in un dramma di nascosti rancori e di sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; il variare sapiente del ritmo e l’uso della ‘suspense’, che inceppa l’azione sospesa sull’orlo del gesto, quadro plastico d’orrore teso: ecco gli elementi di questa ‘maestria’. La volontà degli eroi di Eschilo è un rovello interiore, non più un dio che dall’esterno guida e sospinge. Il dovere di scegliere è il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? Soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia? Nota storica e note di Ezio Savino.

Ordine e disordine

Scegliere tra il Bene e il Male, o tra l’Amore e l’Odio, è fin troppo facile; si sa già chi dovrebbe vincere. Ordine e Disordine invece sono forze contrapposte, ma meno irriducibili, più inclini al compromesso, e ognuna delle due ha i suoi pregi e i suoi difetti. Da che parte schierarsi? La risposta verrà dal cuore, ma prima di scegliere forse è meglio pensarci un po’…
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### Sinossi
Scegliere tra il Bene e il Male, o tra l’Amore e l’Odio, è fin troppo facile; si sa già chi dovrebbe vincere. Ordine e Disordine invece sono forze contrapposte, ma meno irriducibili, più inclini al compromesso, e ognuna delle due ha i suoi pregi e i suoi difetti. Da che parte schierarsi? La risposta verrà dal cuore, ma prima di scegliere forse è meglio pensarci un po’…

L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi

Nella ricostruzione di Gian Antonio Stella, ricca di fatti, personaggi, aneddoti, documenti, storie ignote o sconvolgenti, compare l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare ancora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così. Il libro è qui presentato in edizione aggiornata.
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L’orda

Quando gli “albanesi” eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli “albanesi” eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d’aspetto di terza classe. Quando gli “albanesi” eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli “albanesi” eravamo noi, era solo ieri.
In questa ricostruzione di Gian Antonio Stella (ampliata e aggiornata rispetto alla prima edizione del 2002), ricca di fatti, personaggi, avventure, documenti, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c’è finalmente l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare an cora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così.
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### Sinossi
Quando gli “albanesi” eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli “albanesi” eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d’aspetto di terza classe. Quando gli “albanesi” eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli “albanesi” eravamo noi, era solo ieri.
In questa ricostruzione di Gian Antonio Stella (ampliata e aggiornata rispetto alla prima edizione del 2002), ricca di fatti, personaggi, avventure, documenti, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c’è finalmente l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare an cora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così.

Orchi – 3. I guerrieri della tempesta

Continua l’odissea dei Figli del Lupo: l’incessante serie di avventure alla ricerca dei cinque manufatti denominati ”stelle” si snoda attraverso le regioni desolate della terra che gli invasori chiamano Centrasia. Caos, morte e distruzione regnano in quello che fu il paradiso incontaminato di Maras-Dantia. Neppure la natura, spogliata dell’arcana magia che un tempo la pervadeva, è stata risparmiata dalla furia devastatrice degli umani.
Terzo e ultimo volume della saga Orchi, I guerrieri della tempesta trascina il lettore in un epico viaggio alla ricerca della verità, costellato di colpi di scena e combattimenti sanguinosi, grandiose azioni corali e laceranti dissidi interiori, descritti con lo stile incalzante e serrato che è ormai l’inconfondibile marchio della trilogia.

(source: Bol.com)

Orchi – 2. Le legioni del tuono

Nella terra di Maras-Dantia la guerra tra umani e razze antiche sembra non conoscere sosta e i Figli del Lupo sono nell’occhio del ciclone. Soli, braccati, bollati dell’infamante accusa di diserzione, vagano per le regioni che gli umani chiamano Centrasia alla ricerca di risposte a interrogativi sempre più pressanti: cosa sono in realtà i manufatti chiamati stelle? Qual è il loro effettivo potere? Perché l’ambizione di possederli ossessiona Jennesta, la spietata regina dell’Orda?
La speranza di un mondo in cui la magia occupi il posto che le compete nell’ordine naturale, un mondo nel quale le razze antiche possano finalmente convivere in pace, libere dalla pestilenziale minaccia dell’uomo, potrà realizzarsi solo dopo aver superato nemici e situazioni ai limiti dell’impossibile, in un crescendo di eventi che scateneranno forze oscure, terrificanti incantesimi e arcane potenze.
Il secondo volume della saga Orchi. Il fantasy barbarico Le legioni del tuono è l’affresco di un mondo primordiale e violento, vivida rappresentazione della brama di potere in un universo lontano dal nostro e nonostante questo sorprendentemente credibile.

(source: Bol.com)

Orchi – 1. I guardiani dei lampi

Gli umani sono arrivati nella terra di Maras-Dantia, e con essi la morte e la distruzione. le loro malattie hanno decimato le creature che lì vivevano, le loro miniere hanno interrotto le delicate linee di magia che alimentavano quel mondo, e ora, non più frenati dalle forze magiche naturali, i ghiacci del Nord stanno invadendo le terre abitate.
Gli animali fantastici – grifoni, draghi e unicorni – sono stati chiusi in gabbia, e i loro occhi terrorizzati vedono cadere l’una dopo l’altra le razze antiche e mitologiche: gnomi, elfi, folletti, coboldi e, sfortunatamente, orchi.
Cacciati dalla loro foresta, gli orchi devono ritrovare il proprio orgoglio di guerrieri e sconfiggere la crudeltà degli uomini, mai così feroce, mai così memorabile come in questa storia. Sarà compito di Stryke rinunciare a tutti i compromessi di chi vorrebbe allearsi con una delle fazioni umane in lotta fra loro, e con questa decisione guadagnare agli orchi un riscatto che pare impossibile, perché i cinque oggetti magici che devono trovare per liberarsi dal giogo che li opprime sono pericolosamente nascosti, segretamente difesi.

(source: Bol.com)