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I Falsari

In tutto il continente, come in una sorta di caccia alle streghe, le forze politiche emergenti si stanno coalizzando per mettere fine al progetto di un’Europa «unita nella diversità». In Italia, in particolare, siamo passati da Roma ladrona allo spauracchio della perfida Bruxelles, mentre chi inveiva contro la Casta ora siede nei banchi del governo, mettendo ogni giorno a repentaglio tenuta economica e reputazione internazionale del paese. Ma a chi giova davvero inimicarsi l’Unione europea? E qual è il suo peso reale nella vita di tutti i giorni? Per raccontare un fenomeno tra i più subdoli e destabilizzanti degli ultimi anni, con tono irriverente David Parenzo accompagna il lettore in un viaggio nelle istituzioni europee, con le loro virtù e contraddizioni, e smaschera le bufale dei «falsari» che lanciano accuse infondate contro i presunti lobbisti che si nasconderebbero nell’Europarlamento e gli sprechi dei burocrati di Strasburgo. Attraverso interviste esclusive, dati e analisi delle questioni più scottanti, Parenzo mostra gli ingranaggi che reggono la macchina comunitaria e muove un atto d’accusa contro i complottisti di tutta Europa, da Marine Le Pen a Viktor Orbán, da Matteo Salvini a Giorgia Meloni. Per fare chiarezza e, soprattutto, per capire che direzione prenderanno l’Italia e il mondo nei prossimi anni.

Fa troppo freddo per morire: La prima indagine di Contrera

C’è un uomo con un coltello piantato nel petto, dentro un locale a luci rosse di Torino. Fuori, un quartiere multietnico che assomiglia al mondo. A indagare sarà un investigatore destinato a lasciare il segno: Contrera, un adorabile sbruffone che nasconde dietro la battuta pronta i guai di una vita buttata all’aria con metodo. Il suo ufficio è in una lavanderia a gettoni. Tra poliziesco e commedia, *Fa troppo freddo per morire* è un *crimedy* senza molti paragoni, una miscela tutta nuova. Inizi a leggerlo e provi di tutto. Ridi, pensi, ti commuovi, segui l’indagine, poi le disavventure sentimentali del protagonista, fai insieme a lui il bilancio della tua vita, stai attento a un altro indizio. E alla fine – grazie alla qualità della scrittura – vorresti che il viaggio non fosse finito. Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant’anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l’investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è «il rapporto piú duraturo che abbia mai avuto nella vita». La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto piú complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle. **
### Sinossi
C’è un uomo con un coltello piantato nel petto, dentro un locale a luci rosse di Torino. Fuori, un quartiere multietnico che assomiglia al mondo. A indagare sarà un investigatore destinato a lasciare il segno: Contrera, un adorabile sbruffone che nasconde dietro la battuta pronta i guai di una vita buttata all’aria con metodo. Il suo ufficio è in una lavanderia a gettoni. Tra poliziesco e commedia, *Fa troppo freddo per morire* è un *crimedy* senza molti paragoni, una miscela tutta nuova. Inizi a leggerlo e provi di tutto. Ridi, pensi, ti commuovi, segui l’indagine, poi le disavventure sentimentali del protagonista, fai insieme a lui il bilancio della tua vita, stai attento a un altro indizio. E alla fine – grazie alla qualità della scrittura – vorresti che il viaggio non fosse finito. Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant’anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l’investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è «il rapporto piú duraturo che abbia mai avuto nella vita». La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto piú complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle.

Eutanasia di un potere. Storia politica d’Italia da Tangentopoli alla Seconda Repubblica

Nel 1992-93, sotto la spinta degli avvenimenti, Tangentopoli appare una rivoluzione. La fine della Repubblica dei partiti, nata con la Costituzione del 1948, degenerata e affondata nella paralisi e nella corruzione. Un potere che sembrava eterno entra all’improvviso in agonia e cade in modo drammatico, tra arresti, cappi sventolati in Parlamento, attentati sanguinosi. Un crollo senza paragoni nelle democrazie occidentali che nei decenni successivi trova due narrazioni contrapposte. La prima recita: c’era un sistema che ben governava, un colpo di Stato architettato da forze oscure tramite le inchieste dei pm lo ha ferito a morte… La seconda replica: c’era un regime corrotto, arriva un pool di giudici buoni con un pm venuto dalle campagne a spazzarlo via… Oggi, a vent’anni dall’inizio di Mani Pulite, è possibile finalmente uscire dalle aule di tribunale e provare per la prima volta a scrivere la storia politica di quella classe dirigente e della sua rovina. Ripercorrere le scelte dei protagonisti dell’epoca: Graxi, Andreotti, Forlani, Gossiga, Agnelli, Gardini. Le voci dei testimoni, da Antonio Di Pietro a Carlo De Benedetti. I giornali, le trasmissioni, i film, la satira, le canzoni che accompagnarono la rivolta. Gli eroi, i barbari, i suicidi, i gattopardi. Per capire perché la rivoluzione giudiziaria non sia stata accompagnata da un vero cambiamento politico, istituzionale, morale. E perché abbia lasciato il posto all’avvento di Silvio Berlusconi. **

Eon

Cosmo Argento n° 182
Alle soglie del 2000 l’improvvisa comparsa del Sasso, un gigantesco asteroide in orbita attorno alla Terra, getta lo scompiglio tra gli scienziati. Ma la vera sorpresa è al suo interno, perché lo scenario che si presenta ai primi esploratori è davvero al di là di ogni immaginazione. Forse un’astronave interstellare, comunque il prodotto di una stupefacente tecnologia, il Sasso è costituito da sette “camere” collegate da una rete di gallerie, e all’interno di ciascuna sorgono vaste città, habitat artificiali, fiumi, laghi, immense biblioteche che raccolgono il sapere di un’intera civiltà. Ma se il Sasso non è di natura aliena, chi può avere ideato e realizzato una simile meraviglia? E quando? Per quale ragione, inoltre, i suoi abitanti l’hanno abbandonato ormai da secoli? Dopo anni di ricerche, gli scienziati hanno appena sfiorato i segreti del Sasso, e tocca quindi a Patricia Vasquez, esperta in matematica teorica, raccogliere la grande sfida. Patricia intuisce subito l’enormità dei misteri e dei pericoli che la circondano, soprattutto quelli della settima camera, che sembra la più vasta dell’intero asteroide e i cui confini rimangono ignoti: è la Strada, un corridoio che si estende a dismisura attraverso i secoli e le galassie, una porta sull’infinito e forse su altri universi che interroga i limiti dello spazio-tempo. E le inimmaginabili prospettive aperte dalla Strada danno il via ad un’affascinante avventura, dove le rivelazioni sui misteriosi abitanti del Sasso s’intrecciano non solo al destino dei protagonisti ma al futuro stesso dell’umanità. Un grandioso romanzo che apre nuove frontiere all’immaginazione con un repertorio inesauribile di idee, situazioni e ipotesi tra le più stimolanti.

Elisabeth e Maria Tudor: The Reign of Blood

Due sorelle,un solo regno, una sola corona. La storia delle Tudor, le sovrane d’ Inghilterra più discusse di tutti i tempi. Era il 1533 quando il Re Enrico VIII decide di separarsi da Caterina D’Aragona per sposare Anna Bolena, la strega. Maria, figlia di Caterina, ed Elisabeth, figlia della Bolena si ritrovano ad essere rivali, per il regno e per amore, unite da un unico destino: divenire Regine d’Inghilterra. Con Maria sul trono, arriverà il regno di sangue, molte teste cadranno ed ella verrà ricordata come Bloody Mary. Alla sua morte le succede Elisabeth che stravolge l’intero piano politico della sorella. Il regno risorgerà ma la regina sarà costretta a rinunciare a qualcuno per lei molto importante. Congiure, tradimenti, complotti, porteranno Elisabeth ad una drastica decisione che la tormenterà fino alla fine dei suoi giorni. L’amore e la passione guideranno la sua anima verso la salvezza, ma quando un dolore inaspettato giungerà al suo cuore, la porterà a morire lentamente, donando al regno tutta la sua vita.
La storia delle due regine Tudor è ispirata alla loro vita e alcune parti di essa sono frutto della fantasia dell’autrice **
### Sinossi
Due sorelle,un solo regno, una sola corona. La storia delle Tudor, le sovrane d’ Inghilterra più discusse di tutti i tempi. Era il 1533 quando il Re Enrico VIII decide di separarsi da Caterina D’Aragona per sposare Anna Bolena, la strega. Maria, figlia di Caterina, ed Elisabeth, figlia della Bolena si ritrovano ad essere rivali, per il regno e per amore, unite da un unico destino: divenire Regine d’Inghilterra. Con Maria sul trono, arriverà il regno di sangue, molte teste cadranno ed ella verrà ricordata come Bloody Mary. Alla sua morte le succede Elisabeth che stravolge l’intero piano politico della sorella. Il regno risorgerà ma la regina sarà costretta a rinunciare a qualcuno per lei molto importante. Congiure, tradimenti, complotti, porteranno Elisabeth ad una drastica decisione che la tormenterà fino alla fine dei suoi giorni. L’amore e la passione guideranno la sua anima verso la salvezza, ma quando un dolore inaspettato giungerà al suo cuore, la porterà a morire lentamente, donando al regno tutta la sua vita.
La storia delle due regine Tudor è ispirata alla loro vita e alcune parti di essa sono frutto della fantasia dell’autrice

El Diablo

**Dall’autrice USA Today Best Selling Author M. Robinson:** Ero spietato.
Ero temuto.
Avevo sacrificato me stesso.
Lei.
Ogni cosa…
Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare.
È sempre stata una mia scelta.
Ogni decisione.
Ogni ordine.
Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza.
Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata…
Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti.

È da lì che viene la luce

Un giorno qualcuno avrebbe favoleggiato di pianeti sconosciuti in cui società militari avrebbero eliminato gli imperfetti per creare generazioni invincibili. Ma quella sarebbe stata soltanto finzione letteraria, perché nella realtà era proprio il difetto a creare la bellezza.
Taormina, 1932. «Fermo», quell’unica parola, pronunciata con decisione, attrae l’attenzione di Sebastiano Caruso, un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre, la cui vita quel giorno cambia per sempre. L’uomo che ha parlato, il barone Ludwig von Trier, alto e sottile, pallido e vestito in modo impeccabile, è così diverso da chiunque viva a Taormina, che la curiosità di Sebastiano si accende, soprattutto per via della scatola misteriosa che lo sconosciuto tiene tra le mani. Quando il barone, fotografo e artista, lo scopre nell’atto di seguirlo, lo fa entrare in un mondo di cui Sebastiano non sospettava neppure l’esistenza.
Grazie al ragazzo, che gli fa da aiutante e da modello, e a Elena Amato, governante premurosa, donna dotata di un’antica saggezza e di un passato misterioso, amica e sodale, Trier impara qualcosa sull’amore che nessuno gli aveva mai insegnato nella fredda casa in cui era stato cresciuto e da cui se ne era andato.
Ma «dove c’è luce, c’è anche ombra» dice spesso Trier e, insieme alla luce che fa risplendere la bellezza, il barone sperimenterà anche l’ombra più cupa, la violenza fascista e il serpeggiare delle discriminazioni. E rischierà di esserne inghiottito.
Un romanzo liberamente ispirato alla storia del fotografo tedesco Wilhelm von Glöden, sulla libertà, di pensiero e costume, che solo nell’arte non conosce odio per il diverso, e sulla paura di svelare la violenta ignoranza che si annida nei meandri più bui dell’animo umano

Dunkirk

**Da questo libro, l’omonimo film vincitore di tre premi Oscar 2018.** *La speranza è un’arma.*
*Sopravvivere è già una vittoria.* Maggio 1940.
La travolgente avanzata delle truppe tedesche in Belgio e nel nord della Francia costringe le armate anglo-francesi a ripiegare progressivamente verso le coste della Manica, intrappolando oltre 300.000 soldati nel campo trincerato di Dunkerque. L’unica speranza di salvarli è organizzare una massiccia evacuazione via mare utilizzando tutte le imbarcazioni disponibili, dalle enormi unità militari ai pescherecci alle piccole navi da diporto. Autorizzata da Winston Churchill e organizzata in tempi record dall’Ammiragliato britannico, l’Operazione Dynamo si svolse tra il 27 maggio e il 4 giugno, concludendosi con un successo inaspettato che fu salutato come “il miracolo di Dunkerque”.
Attraverso i racconti e le testimonianze dei veterani e dei sopravvissuti, Joshua Levine ricostruisce con straordinaria efficacia la storia dei soldati che rimasero per giorni sulla spiaggia, sotto i bombardamenti e il fuoco nemico, senza cibo né munizioni; dei civili che li portarono in salvo su imbarcazioni spesso piccolissime e sovraccariche; degli avieri che rischiarono la vita per far guadagnare del tempo prezioso ai compagni bloccati a terra; di coloro che su quelle spiagge morirono. **Comprende un’intervista esclusiva al regista Christopher Nolan.**

Il duca segreto

Quando Isabella Barstowe viene rapita, è convinta che la sua vita e la sua virtù siano perdute, fino a che non viene salvata dal famigerato Capitan Rose. Bella non si aspetta di rivederlo mai più, ma anni dopo, venuta a conoscenza della terribile verità che si cela dietro quel rapimento, è lei stessa a cercarlo: Rose è l’unico in grado di aiutarla a vendicarsi. Ciò che Bella non sa, è che l’uomo da lei conosciuto era il rispettabile duca di Ithorne, ora intrigato dalla sua richiesta misteriosa. E a sua volta il duca non sa che, ben presto, le loro vite si ritroveranno intrappolate in una ragnatela di pericolo e passione.

Duca del mio cuore

Dopo lunghi anni di assenza, Maximus Harcourt, duca di Alderidge, torna a casa, ma ad accoglierlo trova una scena a dir poco inattesa: un uomo nudo privo di vita legato al letto della sorella Beatrice e un’affascinante sconosciuta di nome Ivory Moore, specializzata nell’affrontare i problemi dell’alta società, che si sta adoperando per occultare le tracce della vicenda. Ciò che da subito colpisce il duca è l’insolito sangue freddo della donna. E una volta rivestito e spostato il cadavere, Max insiste per affiancarla nella ricerca di Beatrice, misteriosamente scomparsa

Il Duca Americano: I Grandi Romanzi Storici Special (I Duchi Ribelli Vol. 3)

**I duchi ribelli** 3
*Dalle sterminate pianure del Texas alla rigogliosa Scozia per liberarsi di un titolo… e trovare l’amore.*
*Scozia, 1869*
Tutto ciò che Connor McCraight conosce e ama sono le immense pianure del Texas, i cavalli e come prendersi cura delle mandrie di sua proprietà. Proprio non sa che farsene del titolo di Duca di Lothian appena ereditato, così come della tenuta di Bealadair e delle conseguenti responsabilità. Benché sia pieno inverno, decide quindi di affrontare il difficoltoso viaggio verso la Scozia per sbarazzarsi il prima possibile del problema. Tuttavia tra i suoi progetti non è contemplato l’inaspettato incontro con Elsbeth, pupilla del defunto duca, che lo tenta come nessun’altra donna ha mai fatto. Un motivo in più per tornare quanto prima a casa. Ma quando Connor è vittima di diversi attentati alla sua vita, la sola persona di cui si può fidare è proprio la stessa che gli sta indebitamente rubando il cuore!

Driven – 2. Travolti dal sentimento

Amare Colton è come guidare una Ferrari a fari spenti nella notte. E Rylee lo sa, nel profondo sente che lui non è l’uomo giusto: troppo famoso, troppo bello, troppo fuori controllo. Stargli accanto, infatti, significa vivere secondo folli regole e scendere a compromessi su questioni fondamentali come fedeltà e fiducia. Due parole che non sembrano proprio rientrare nel suo vocabolario. Eppure decide di abbandonarsi alla passione e a quei momenti di feroce desiderio che sono diventati la sua droga. Una droga che è stata persino capace di offuscare il ricordo del suo grande amore Max, scomparso tragicamente. Ma quando un giorno dice l’unica cosa che Colton non avrebbe mai voluto sentire, la rottura è inevitabile e il dolore che le provoca lancinante. A Rylee non resta allora che augurarsi di non incontrarlo mai più. Le loro strade, però, sono destinate a incrociarsi nuovamente…

Dragonwyck

**El libro de Anya Seton que inspiró la obra maestra del cine de Joseph L. Mankiewicz. La historia de una mujer notable y el misterio y el suspense que la esperan en los magníficos pasillos de *Dragonwyck*.** Miranda Wells tiene dieciocho años y es la hija de un granjero en la América profunda. Está harta de batir mantequilla, de quitar las malas hierbas del jardín y de que la pretendan jóvenes granjeros sin gracia. Por eso, al recibir la invitación de un pariente lejano en Nueva York, Nicholas Van Ryn, para que se mude a su casa, se entusiasma y lucha por convencer a su madre y, sobre todo, a su padre, para que le permitan ir. La oportunidad de vivir en Dragonwyck, una gran mansión, el magnetismo que el misterioso Nicholas ejerce sobre ella y su modo de vida le parecen un sueño. Sin embargo, bajo las torres góticas de Dragonwyck, sus jardines en flor y las granjas de los arrendatarios se esconden terribles secretos: la riqueza de los que tienen mucho y la miseria de los que no tienen nada, la lucha entre la libertad y las costumbres feudales, y el amor, la violencia y la oscuridad que a veces se esconden tras una apariencia bien distinta. **Nota:** *Dragonwyck* fue publicado por primera vez en 1944 y su éxito fue tal que fue llevado al cine en 1946, con Gene Tierney en el papel de Miranda y Vincent Price en el de Nicholas. Es una historia que, como pocas, muestra cómo se hunde el orden feudal en el Nuevo Mundo y cómo sale a la luz uno nuevo, con el coste que ello conlleva.

Dopo le fiamme

« *Aramburu è un fuoriclasse letterario.»* »
**El Periódico**
« *Quello che interessa all’autore non è la cronaca dei fatti – i vari attentati all’origine di ciascuna di queste storie – bensì il modo in cui colpiscono gli esseri umani, la devastazione che una morte, a volte anche fortuita, provoca in una comunità… E l’efficacia dei contenuti si accentua perché Aramburu è uno scrittore magnifico, uno dei tre o quattro nomi indiscutibili della narrativa attuale.* »
**EL CULTURAL**
«Era più giusto dire tragico incidente, come volevano alcuni, o crimine, come volevano altri? Che ognuno decida secondo la propria coscienza. Le parole non tireranno il morto fuori dalla tomba.» Sono le vittime, i caduti di una guerra strisciante che ha segnato la vita dei Paesi Baschi fin nelle pieghe più intime della quotidianità, i protagonisti delle storie di Fernando Aramburu, storie che colpiscono e commuovono per la verità del narrare e per la «normalità» delle situazioni che ritraggono. La molteplicità e l’originalità delle voci, la varietà dei personaggi e delle loro esperienze compongono, come in un romanzo corale, un quadro indimenticabile. Una ragazza che dopo sei mesi esce dall’ospedale invalida, vittima casuale di una bomba piazzata davanti a una banca, e il dolore silenzioso e impotente di suo padre; una donna che cerca in tutti i modi di resistere alle pressioni della comunità che vorrebbe espellerla, perché le hanno assassinato il marito e la sua presenza è diventata per tutti motivo di disagio; un vecchio accusato di collaborazionismo che vive in una condizione di insopportabile angoscia; la visita di una madre al figlio detenuto in un carcere di massima sicurezza, e la loro difficoltà di capirsi fino in fondo. Con grande empatia per questa umanità dolente, la penna magistrale di **Fernando Aramburu ci consegna un libro indispensabile, immergendoci pienamente nell’universo del suo romanzo Patria.**
**
### Sinossi
« *Aramburu è un fuoriclasse letterario.»* »
**El Periódico**
« *Quello che interessa all’autore non è la cronaca dei fatti – i vari attentati all’origine di ciascuna di queste storie – bensì il modo in cui colpiscono gli esseri umani, la devastazione che una morte, a volte anche fortuita, provoca in una comunità… E l’efficacia dei contenuti si accentua perché Aramburu è uno scrittore magnifico, uno dei tre o quattro nomi indiscutibili della narrativa attuale.* »
**EL CULTURAL**
«Era più giusto dire tragico incidente, come volevano alcuni, o crimine, come volevano altri? Che ognuno decida secondo la propria coscienza. Le parole non tireranno il morto fuori dalla tomba.» Sono le vittime, i caduti di una guerra strisciante che ha segnato la vita dei Paesi Baschi fin nelle pieghe più intime della quotidianità, i protagonisti delle storie di Fernando Aramburu, storie che colpiscono e commuovono per la verità del narrare e per la «normalità» delle situazioni che ritraggono. La molteplicità e l’originalità delle voci, la varietà dei personaggi e delle loro esperienze compongono, come in un romanzo corale, un quadro indimenticabile. Una ragazza che dopo sei mesi esce dall’ospedale invalida, vittima casuale di una bomba piazzata davanti a una banca, e il dolore silenzioso e impotente di suo padre; una donna che cerca in tutti i modi di resistere alle pressioni della comunità che vorrebbe espellerla, perché le hanno assassinato il marito e la sua presenza è diventata per tutti motivo di disagio; un vecchio accusato di collaborazionismo che vive in una condizione di insopportabile angoscia; la visita di una madre al figlio detenuto in un carcere di massima sicurezza, e la loro difficoltà di capirsi fino in fondo. Con grande empatia per questa umanità dolente, la penna magistrale di **Fernando Aramburu ci consegna un libro indispensabile, immergendoci pienamente nell’universo del suo romanzo Patria.**

Dopo Anna

Il dottor Noah Alderman, vedovo e padre single, sposa in seconde nozze Maggie Ippoliti, ritrovando la felicità che credeva per sempre perduta. Anche Maggie è entusiasta del matrimonio nonostante la profonda nostalgia per la figlia Anna che non vede da molti anni. Ma la vita, sorprendendola, le offre una seconda possibilità per essere la madre che non è mai stata: un giorno Anna si mette in contatto con lei e le chiede di accoglierla nella sua casa. Maggie e Noah sono consapevoli che l’arrivo della ragazza cambierà le loro vite, ma non potrebbero mai immaginare la rapida sequenza di eventi devastanti che si troveranno ad affrontare. Anna è una diciassettenne problematica, dotata di una straordinaria bellezza e di una personalità ribelle che la rende insofferente a qualsiasi regola. Accecata dall’amore materno, però, Maggie ignora i campanelli d’allarme che preannunciano la tempesta, fino a quando un’improvvisa tragedia dà inizio a un’escalation di sospetti e scoperte che faranno vacillare tutte le sue certezze, gettando un’ombra oscura anche sul suo amato Noah…
Un sottile thriller psicologico, un dramma familiare emozionante e ricco di suspense. **
### Sinossi
Il dottor Noah Alderman, vedovo e padre single, sposa in seconde nozze Maggie Ippoliti, ritrovando la felicità che credeva per sempre perduta. Anche Maggie è entusiasta del matrimonio nonostante la profonda nostalgia per la figlia Anna che non vede da molti anni. Ma la vita, sorprendendola, le offre una seconda possibilità per essere la madre che non è mai stata: un giorno Anna si mette in contatto con lei e le chiede di accoglierla nella sua casa. Maggie e Noah sono consapevoli che l’arrivo della ragazza cambierà le loro vite, ma non potrebbero mai immaginare la rapida sequenza di eventi devastanti che si troveranno ad affrontare. Anna è una diciassettenne problematica, dotata di una straordinaria bellezza e di una personalità ribelle che la rende insofferente a qualsiasi regola. Accecata dall’amore materno, però, Maggie ignora i campanelli d’allarme che preannunciano la tempesta, fino a quando un’improvvisa tragedia dà inizio a un’escalation di sospetti e scoperte che faranno vacillare tutte le sue certezze, gettando un’ombra oscura anche sul suo amato Noah…
Un sottile thriller psicologico, un dramma familiare emozionante e ricco di suspense.

Dolcissima abitudine

Torino, 2006. Piera, sessantaquattro anni, sta partecipando al funerale del suo ultimo cliente. Per gran parte della sua vita Piera Cavallero è stata Rosa, una prostituta. Ha avuto molto. Ha avuto niente. Ha avuto soldi, tanti, un piccolo impero economico insieme a una sua emancipazione personale. E ha avuto un figlio, che però non la conosce. Ma Rosa negli anni non ha mai perso di vista questo figlio. Gli è stata accanto passo dopo passo senza farglielo sapere. Ora, giunta a fine carriera, sente che è arrivato il momento di chiudere i conti con il passato.  Un passato che ripercorriamo dai primi anni Cinquanta, quando nella Torino in espansione del dopoguerra Rosa inizia il mestiere in casa con la madre, che le ha trasmesso la professione appena adolescente. Seguiamo le sue vicende e la sua caparbia evoluzione. Gli uomini incontrati, le cadute, la solitudine rotta dai pochi amici e dai clienti che l’hanno accompagnata. La storia di Rosa, minuscola eppure incredibile, ispirata a figure e ambienti reali, si mischia con la storia del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri, insieme alla necessità spietata di trovare una difficile pace. **
### Sinossi
Torino, 2006. Piera, sessantaquattro anni, sta partecipando al funerale del suo ultimo cliente. Per gran parte della sua vita Piera Cavallero è stata Rosa, una prostituta. Ha avuto molto. Ha avuto niente. Ha avuto soldi, tanti, un piccolo impero economico insieme a una sua emancipazione personale. E ha avuto un figlio, che però non la conosce. Ma Rosa negli anni non ha mai perso di vista questo figlio. Gli è stata accanto passo dopo passo senza farglielo sapere. Ora, giunta a fine carriera, sente che è arrivato il momento di chiudere i conti con il passato.  Un passato che ripercorriamo dai primi anni Cinquanta, quando nella Torino in espansione del dopoguerra Rosa inizia il mestiere in casa con la madre, che le ha trasmesso la professione appena adolescente. Seguiamo le sue vicende e la sua caparbia evoluzione. Gli uomini incontrati, le cadute, la solitudine rotta dai pochi amici e dai clienti che l’hanno accompagnata. La storia di Rosa, minuscola eppure incredibile, ispirata a figure e ambienti reali, si mischia con la storia del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri, insieme alla necessità spietata di trovare una difficile pace.