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Il Vicario, Cari Voi

Il vicario, cari voi by Roald Dahl
**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.*Goffredo Fofi***«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.* Franco Cordelli, Corriere della Sera***«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.* Donatella Ziliotto*Il vicario Robert Ettes ha una strana peculiarità: senza accorgersene a volte pronuncia le frasi al contrario, e altre mescola le lettere delle parole formandone di nuove con un significato tutto diverso, con grande stupore (e a volte indignazione) dei suoi parrocchiani. Come trovare una soluzione a un problema che rischia di fargli dire cose molto imbarazzanti? Ancora una volta si ride, si pensa, si gioca con il vicario e Roald Dahl, maestro giocoliere della parola che racconta di quando il linguaggio sfugge… di bocca. L’ultimo, divertentissimo racconto del folgorante Dahl è anche un gesto d’amore: tutti i diritti di questo libro sono devoluti al Dyslexia Institute di Londra, una Fondazione per la cura della dislessia. Con uno scritto di Donatella Ziliotto.

Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri

“Non leggerete in questo libro di particolari teorie sulla tutela dell’arte, ma della consapevolezza piena dei nostri tesori che troppo spesso sono guardati con insufficiente importanza, anche nei luoghi più piccoli. Quasi ogni due chilometri, infatti, girando l’Italia, è possibile ammirare, perfino nei luoghi apparentemente più degradati, spettacoli meravigliosi. Ed è questa quantità di cose misconosciute che rappresenta il percorso dell’Italia dei desideri che è proprio, come dice il concetto, il paese che uno vorrebbe sperare ci fosse. E che c’è, se hai la pazienza di scoprirlo. E che una volta scoperto ti fa trovare qualcosa che va oltre il tuo stesso desiderio. Nell’infinità delle bellezze italiane, allora, lasciati guidare dal senso di incompletezza che ogni tuo viaggio in Italia dovrà affrontare, tali e tanto vaste sono le sue meravigliose opere. Solo il sentimento della continua bellezza potrà esserti di guida in quello che non potrai desiderare di vedere in una vita. Tanto breve il nostro tempo, tanto magnifica la nostra terra.” (Vittorio Sgarbi)
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Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l’Italia

Sotto lo pseudonimo shakespeariano di Yorick, da lui usato anche in altri lavori, Laurence Sterne raccoglie ed espone ricordi impressioni di viaggio, sensazioni, pensieri. L’autore conduce nel suo personale inerario, attraverso luoghi dell’anima, catturando al di là dei contorni paesaggistici colori e sfumature dell’umano sentire. Esistono svariate categorie di viaggiatori, diverse tra loro. Diverso sarà il loro viaggio. Sterne, come ci spiega lui stesso, appartiene a quella dei viaggiatori “sentimentali”, di coloro cioè che amano osservare pacatamente, anche con ironia, ciò che sta attorno, per poi abbandonarvisi; lasciarsi andare alle persone, alle cose, a quello che le une e le altre possono ispirare. Ugo Foscolo, autore della celebre traduzione, notava: “Era opinione del reverendo Lorenzo Sterne che un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita; ma pare che egli inoltre sapesse che ogni lagrima insegna a’ mortali una verità.”
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Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson

Nils è un ragazzino tutt’altro che esemplare, sempre pronto a prendersi gioco degli altri. Ed è proprio la sua impertinenza a metterlo nei guai, quando si fa beffe della minuscola statura di un potentissimo gnomo: detto fatto, la piccola creatura gli getta un incantesimo che lo fa diventare non più grande di un topo! Ma non tutto il male viene per nuocere, perché adesso Nils vivrà avventure che la “gente grande” può soltanto sognare, volerà su tutta la Svezia sul dorso di un’oca selvatica e imparerà anche il valore dell’amicizia, della compassione e della solidarietà, virtù che forse, un giorno, gli restituiranno le sue vere dimensioni. Età di lettura: da 11 anni
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Viaggio in Portogallo

Dal Premio Nobel per la letteratura 1998, la storia di un viaggio nell’affascinante terra portoghese si trasforma nello spunto per una riflessione sul viaggiare come esperienza fondamentale, e sull’uomo-viaggiatore che registra dentro di sé impressioni e frammenti di esistenze, in un percorso conoscitivo e sentimentale che appare inesauribile. “Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore all’interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti nella fusione ricercata di colui che vede e di quel che è visto… Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d’uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio”.

Il Viaggio in Occidente – I

Uno dei maggiori testi della letteratura cinese e del mondo. Riesce ad essere allo stesso tempo un testo di referenza delle tre religioni in Cina (buddismo, taoismo, confucianesimo) e una satira scatenata, religiosa e politica. Sullo sfondo di paesaggi contemplativi e di mostri allegri e feroci, ha il suo punto di forza nei dialoghi parlati, vivi, maldicenti, al bisogno sboccati. In Cina e un libro di tutti, a ogni livello culturale e ad ogni eta (Dante e Topolino vi coabitano fraternamente). Salvo novita future, non cercatene altrove edizioni integrali a stampa in lingua italiana: questa e l’unica che si sia mai vista (i volumi sono tre – la maggior parte delle note per l’intero testo e raccolta in un repertorio in fondo al terzo volume).
(source: Bol.com)

Viaggio in Italia

Il volume ripercorre una delle esperienze fondamentali della vita di Goethe e dell’intera cultura del suo tempo. Quel soggiorno nel nostro paese (durato circa due anni) diede allo scrittore tedesco un nuovo senso della realtà e una nuova serenità, aprendogli la via verso il recupero del classicismo. In un’esperienza che coinvolse tutti i suoi sensi, i monumenti dell’antichità, che aveva sempre studiato, e il paesaggio mediterraneo parlarono al suo cuore, fino ad ispirargli una nuova concezione di bellezza.

Viaggio in America

Questo libro intende dare dell’America un’immagine poco convenzionale, rievocando personaggi piccoli e grandi, i protagonisti della politica e la gente comune alle prese con i problemi di tutti giorni, episodi che hanno fatto scandalo o destato scalpore, raccontando curiosità, contraddizioni, speranze, umori di un grande paese.
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Il viaggio di Violette

Tamsyn, nota come Violette, è una ambita preda per i servizi segreti francesi e inglesi.
Figlia di un bandito spagnolo e di una nobildonna inglese, si dedica al brigantaggio in Spagna, ma in cuor suo medita di vendicare la madre, tradita dallo zio Cedric.
E così, quando viene catturata dal generale Wellington, in cambio di preziose informazioni chiede sei mesi di tempo, e la scorta del bel capitano Julian St.Simon, per portare a termine il suo piano.
Julian accetta, senza sapere che, in quei sei mesi accanto a Violette, molte cose sono destinate a cambiare nel suo cuore…

Il viaggio di Ossian

Arthur Grafton Mitchell, il più giovane membro della Royal Society, era alla fine del suo pranzo e provava una sensazione di benessere mentre beveva il suo caffè. Era stato invitato a tenere una serie di conferenze a Princeton, sulla chimica organica, l’onore di questo invito e il compenso offerto gli davano quella piacevole sensazione. Quando la sua attenzione fu attirata da tre persone, sedute al tavolo vicino, due belle ragazze e un uomo che conversavano animatamente; ad un tratto il torrente di parole si mutò in uno scambio di idee tra una delle ragazze e l’uomo, a proposito della teoria sulla struttura delle proteine. Era un problema che egli stesso conoscevo bene e sbalordito dalle profonde intuizioni di questi sconosciuti, Mitchell si alzò e si avvicinò alla loro tavola…

Il viaggio dell’elefante

Siamo a metà del XVI secolo, e nell’Europa tramortita dai venti della protesta luterana fa la sua comparsa l’elefante Salomone, giunto dall’India a stupire le folle ma che adesso, a Lisbona, non fa che “mangiare e dormire”. Sembra una presenza inutile, quand’ecco che Joào III, sovrano del Portogallo e dell’Algarve, e sua moglie Caterina d’Austria decidono di inviarlo in dono all’arciduca Massimiliano, proprio ora che si trova a Valladolid in quanto reggente di Spagna. Il regalo viene accettato, e così si procede a organizzare la carovana che dovrà accompagnare il portentoso quadrupede e il suo cornac Subhro prima da Lisbona al confine con la Spagna, e poi da Valladolid fino a Vienna, passando per Genova, Verona, Padova e Innsbruck. Il romanzo è quindi il racconto di questo viaggio, di questa variopinta comitiva di ufficiali, soldati, servitori, preti, cavalli e buoi che, in mezzo a molte difficoltà e tra ali di gente entusiasta, ha il compito di scortare il prezioso dono fino a Vienna, dove l’elefante sarà artefice di un “miracolo” squisitamente umano. Un libro corale, ironico e delicato, che coinvolge il lettore in prima persona, gettandolo, attraverso la forza visionaria della scrittura, nei meandri della storia in cui tutti siamo immersi.

Viaggio con Charley

*Quando il virus dell’irrequietezza comincia impadronirsi di un uomo caparbio, la vittima deve anzitutto trovare in se stessa una ragione buona e sufficiente per andare. Ciò non è difficile al vagabondo attivo.* Così ha inizio, in questo libro pubblicato nel 1962, il viaggio “on the road” di Steinbeck, scortato da Charley, “un barboncino di prima categoria” che è compagno di viaggio ma anche destinatario dei monologhi dello scrittore: ricordi, aspirazioni, impressioni di un passato avventuroso e di un presente pieno di scoperte. Come afferma Daniele Giglioli nella sua introduzione, “chi a quell’età si prende il lusso di andarsene di casa per scrivere un bellissimo libro minore non deve rispondere a nessuno di quello che fa”.

Viaggio alla fine del millennio

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Una vela lascia la luminosa Tangeri per risalire la costa atlantica d’Europa e inoltrarsi sulla Senna verso Parigi, gelido borgo sperduto fra oscure contrade. Siamo nell’estate del 999, nel cuore di un continente selvaggio e in fermento per l’approssimarsi del fatidico Anno Mille. Il ricco mercante ebreo Ben-Atar, in compagnia delle due mogli, è in viaggio per raggiungere il nipote Raphael Abulafia, ex socio d’affari, e la sua nuova moglie, una askhenazita che disapprova la bigamia del mercante maghrebino.
Un duplice processo dovrà giudicare Ben-Atar, ma una parziale soluzione, inaspettata e drammatica, avverrà solo nel dolore e nella morte. Due realtà inconciliabili – la solare sensualità del Sud e l’austero rigore europeo – vengono a conflitto, incarnandosi in due modi differenti di vivere, in due diversi codici di comportamento all’interno di una fede comune.