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1956. L’anno spartiacque

«Il 1956 va riconosciuto come uno spartiacque tra i più importanti del Novecento. Innanzitutto nella storia del comunismo, per il quale è senza dubbio l’anno-shock, che colpì tutti, i militanti, i simpatizzanti, gli avversari. In quell’anno si produssero due fatti memorabili. Il primo fu la celebrazione a Mosca del XX congresso del Partito comunista durante il quale fu demolita, in sostanza, la figura di Stalin. Questo accadeva a febbraio. […] Stalin era diventato l’uomo simbolo della vittoria della democrazia contro il nazismo e il fascismo e quindi di ogni popolo aggredito, soverchiato dal nazismo. […] Poi, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ci fu la rivoluzione ungherese, che provocò la reazione militare, dopo qualche esitazione, dell’Unione Sovietica. […] Anche in quel caso si trattava della distruzione di un mito.
«Ma quell’anno fu uno spartiacque anche da un altro punto di vista, da quello, detto sinteticamente, della storia del colonialismo. Perché nel 1956 si verificarono due eventi altrettanto importanti e significativi come quelli occorsi nell’ambito del mondo comunista. Innanzitutto ci fu la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell’Egitto di Nasser, che si riprendeva così un pezzo del suo territorio nazionale, sottraendolo alla concessione franco-inglese che lo aveva governato e posseduto. In seguito a tale gesto verso la fine dell’anno, in concomitanza, quasi in sincronia, con l’invasione dell’Ungheria, ci fu l’occupazione di Porto Said, organizzata dalle truppe di Israele e immediatamente dopo dai paracadutisti inglesi e francesi. La guerra coloniale che da molto tempo non era più praticata dalle grandi potenze, veniva utilizzata daccapo come strumento di sopraffazione».
Dell’anno cruciale, il 1956, e dei suoi fatti, si approssima l’anniversario, con tutte le discussioni e le interpretazioni nuove e vecchie che l’accompagneranno. In queste pagine, Luciano Canfora – nel suo narrare piacevole e nella sua sottigliezza di esperto dell’analisi storica, specialmente quando la storia presenta pieghe oscure – punta a mettere in rilievo un’ambiguità speculare. Quella dell’URSS e delle potenze occidentali nell’appoggiare e contrastare opposti nazionalismi.

1933. Un anno terribile

Dominic Molise ha un sogno: diventare un giocatore di baseball professionista. Intanto però la sua vita è tutt’altro che semplice: la sua famiglia non ha un soldo e suo padre insiste perché Dominic segua le sue orme facendo il muratore; i compagni lo prendono in giro perché è basso e di origini italiane; le ragazze di cui si innamora non si curano minimamente di lui. Ma Dominic ha qualcosa che nessun altro ragazzo di Roper, Colorado, possiede: Dominic ha talento, ha il Braccio, è il miglior lanciatore della regione. Ma non possiede il denaro per il biglietto del pullman che lo porterebbe in California a sostenere il provino nelle squadre di baseball professionistiche…

1918. L’influenza spagnola: L’epidemia che cambiò il mondo

Può una pandemia cambiare il mondo? Nel 1918 è successo. L’influenza spagnola uccide in soli due anni milioni di persone, di cui la maggior parte sono giovani tra i 18 e i 29 anni. Tra le vittime ci sono anche artisti e letterati: da Guillaume Apollinaire a Egon Schiele, da Max Weber a Katherine Anne Porter. Nonostante l’entità del fenomeno, però, le conseguenze dell’influenza sono rimaste a lungo in ombra, offuscate dalla devastazione della prima guerra mondiale, e relegate a un ruolo secondario. Finalmente Laura Spinney, in un libro a metà tra la cronaca giornalistica e il saggio scientifico, restituisce alla pandemia la sua importanza nella storia di inizio Novecento.

1478. La congiura dei Pazzi

26 aprile 1478, messa in Duomo. Al momento del Santissimo due sicari si scagliano su Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Il primo trova riparo, il secondo cade sotto i colpi del pugnale. La ‘congiura dei Pazzi’ è scattata ma non porta i risultati sperati: nel giro di poche ore i corpi dei primi congiurati penzolano dalle finestre di Palazzo della Signoria. Per Lorenzo il Magnifico è l’inizio di un lungo braccio di ferro politico e diplomatico che alla fine lo vede vincitore. La congiura fallita ha una trama complessa e sono molti gli attori che si contendono la scena: per prima Firenze, città militarmente fragile ma forte per supremazia economica e finanziaria; e poi, il quadro mutevole delle alleanze, delle strategie matrimoniali, degli equilibri patrimoniali; il difficile rapporto tra poteri pubblici e poteri reali; i legami di parentela e di fedeltà; la mentalità: il dovere della vendetta, l’onore cavalleresco e il disonore del tradimento, l’amor di patria e lo spirito di parte, la gloria e la vergogna della damnatio memoriae. E, ancora: il potere di Lorenzo, le riforme varate nel nome della sicurezza, il più stretto legame tra controllo politico e interessi economici della famiglia Medici. Infine il ruolo nella memoria collettiva della città e il suo senso storico profondo – anche morale – nel contesto delle grandi congiure che hanno condizionato la storia.
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### Sinossi
26 aprile 1478, messa in Duomo. Al momento del Santissimo due sicari si scagliano su Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Il primo trova riparo, il secondo cade sotto i colpi del pugnale. La ‘congiura dei Pazzi’ è scattata ma non porta i risultati sperati: nel giro di poche ore i corpi dei primi congiurati penzolano dalle finestre di Palazzo della Signoria. Per Lorenzo il Magnifico è l’inizio di un lungo braccio di ferro politico e diplomatico che alla fine lo vede vincitore. La congiura fallita ha una trama complessa e sono molti gli attori che si contendono la scena: per prima Firenze, città militarmente fragile ma forte per supremazia economica e finanziaria; e poi, il quadro mutevole delle alleanze, delle strategie matrimoniali, degli equilibri patrimoniali; il difficile rapporto tra poteri pubblici e poteri reali; i legami di parentela e di fedeltà; la mentalità: il dovere della vendetta, l’onore cavalleresco e il disonore del tradimento, l’amor di patria e lo spirito di parte, la gloria e la vergogna della damnatio memoriae. E, ancora: il potere di Lorenzo, le riforme varate nel nome della sicurezza, il più stretto legame tra controllo politico e interessi economici della famiglia Medici. Infine il ruolo nella memoria collettiva della città e il suo senso storico profondo – anche morale – nel contesto delle grandi congiure che hanno condizionato la storia.

101 storie di mafia che non ti hanno mai raccontato

Da Buscetta a Provenzano, da Falcone a don Puglisi, stragi, delitti, processi e attentati: episodi misteriosi e insoliti di criminali ed eroi dentro e contro la Piovra.
Chi sono i mafiosi? E gli eroi dell’antimafia?
Al di là dei cliché, sono uomini con passioni e debolezze. Ma le loro vite sono segnate da una presenza oscura e ingombrante, un potere tentacolare che si fonda sulla violenza e l’illegalità e che impone, senza mezzi termini, di decidere da che parte stare. Da un esperto in materia, 101 racconti nel cuore pulsante della mafia e dell’antimafia, con protagonisti celebri e meno famosi: non solo criminali e complici, ma anche eroi della legalità democratica e cittadini caduti sotto il fuoco dei mafiosi solo per caso. La Sicilia oscura ed enigmatica di Provenzano e Riina emerge in tutta la sua crudezza per svelarci, tra verità e leggenda, le mille sfaccettature di un potere strisciante che supera i confini territoriali di un’isola e si annida indisturbato nella politica nazionale. E per ricordarci che la mafia non è mai scomparsa: prospera nel silenzio, vive tra noi e si estende in tutta Europa.
Augusto Cavadi
è fondatore della Scuola di formazione eticopolitica “Giovanni Falcone” di Palermo, città dove insegna materie storico-filosofiche nei licei, e collabora stabilmente con l’edizione regionale de «la Repubblica». Tra le sue pubblicazioni: Liberarsi dal dominio mafioso, Il vangelo e la lupara, Strappare una generazione alla mafia, A scuola di antimafia, La mafia spiegata ai turisti (tradotto in francese, spagnolo, tedesco, inglese, russo, giapponese, esperanto), Il Dio dei mafiosi. Il suo sito è [www.augustocavadi.eu](http://www.augustocavadi.eu).

101 misteri della Sardegna che non saranno mai risolti

Chi erano veramente i Nuragici, come riuscirono a costruire le loro torri di pietra e qual era la vera funzione di questi misteriosi megaliti? E chi erano gli Shardana, il mitico popolo del mare i cui guerrieri furono scelti come guardia personale dal faraone Ramses II? Chi ha costruito una ziqqurat in Sardegna e come si spiega la presenza di un nuraghe in Israele? E ancora, che cosa simboleggiano i quattro mori sulla bandiera sarda? Quale segreto custodiva Eleonora, la giudicessa d’Arborea? Qual è la verità sulla morte – o presunta tale – del Muto di Gallura? Tanti sono gli interrogativi ancora aperti nella storia della Sardegna, sia del passato sia della cronaca contemporanea: le zone grigie dei sequestri di persona, gli omicidi irrisolti, i segreti politici e militari… In questo appassionante racconto, vicende misteriose, figure mitiche, casi insoluti e storie enigmatiche si intrecciano e si confondono per consegnarci, partendo dalle origini fino ad arrivare ai nostri giorni, il ritratto di una terra dai mille indecifrabili segreti.
Gianmichele Lisai
è nato nel 1981 a Ozieri, in provincia di Sassari. Ha collaborato a varie antologie, scritto per riviste e curato, con Gianluca Morozzi, la raccolta di racconti Suicidi falliti per motivi ridicoli. Con la Newton Compton ha pubblicato 101 cose da fare in Sardegna almeno una volta nella vita, 101 storie sulla Sardegna che non ti hanno mai raccontato e 101 misteri della Sardegna (che non saranno mai risolti).

101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita

Rivolte popolari, azioni eroiche e scontri sanguinosi per realizzare un sognoIl Piemonte sabaudo a nord, il regno borbonico delle Due Sicilie a sud, lo Stato pontificio al centro, e poi le regioni settentrionali sotto l’Austria, oltre ai vari staterelli sotto il controllo straniero: così era suddivisa l’Italia all’indomani dell’avventura napoleonica. Dovette passare quasi mezzo secolo perché l’espansione del Piemonte si trasformasse in regno italiano, e ancora un altro mezzo secolo e più perché l’intera penisola fosse libera dallo straniero e riunita sotto un unico sovrano. Dalle due guerre d’indipendenza per acquisire la Lombardia alla spedizione dei Mille, dagli anni di guerra civile nel Meridione alla terza guerra d’indipendenza per il Veneto, fino alla guerra mondiale per il Trentino e il Friuli, tanto, tantissimo sangue è stato versato nelle battaglie e insurrezioni che fecero l’Italia unita. Imprese grandiose compiute da eroi come Garibaldi, i fratelli Bandiera, Luciano Manara, che hanno visto volontari lombardi andare a combattere per la libertà del Sud e siciliani risalire la penisola per liberare le terre in mano agli austriaci. In un racconto intenso e appassionante ecco 101 di queste straordinarie battaglie, in cui decine di migliaia di valorosi soldati, volontari o regolari, si sono sacrificati per una grande causa esibendo un coraggio encomiabile: una lezione che nessun italiano, oggi, dovrebbe dimenticare.L’unità del nostro paese raccontata da un autore che con i suoi romanzi storici e i saggi ha venduto oltre 600.000 copie«Andrea Frediani rievoca con brevi e accurati capitoli gli episodi bellici salienti del nostro Risorgimento.»Corrado AugiasLa spedizione dei fratelli BandieraLe cinque giornate di MilanoCurtatone e Montanara: volontari sugli scudiLa vittoria di GoitoLe dieci giornate di BresciaLa Repubblica romanaSangue sulla CernaiaIl sogno di Carlo PisacaneLa battaglia di MagentaSolferino e San MartinoGaribaldi a CalatafimiCustoza: una cocente sconfittaLa Breccia di Porta Pia…e tanti altri episodi che hanno fatto l’Italia unitaAndrea Fredianiè nato a Roma nel 1963. Laureato in Storia medievale, ha collaborato con numerose riviste specializzate, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia». Attualmente è consulente scientifico della rivista «Focus Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi Gli assedi di Roma, vincitore nel 1998 del premio Orient Express quale miglior opera di Romanistica, I grandi generali di Roma antica, Le grandi battaglie di Giulio Cesare, Le grandi battaglie del Medioevo, Le grandi battaglie di Roma antica, I grandi condottieri che hanno cambiato la storia e L’ultima battaglia dell’impero romano. Ha scritto 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano, i romanzi storici 300 guerrieri, Jerusalem (tradotti in varie lingue), Un eroe per l’impero romano e la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare).

1001 vini da bere almeno una volta nella vita

**«La vita è troppo breve per bere vini mediocri.»
Johann Wolfgang Goethe**
1001 vini da bere almeno una volta nella vita, più o meno blasonati e scelti dall’infinita carta dei vini della produzione mondiale: partendo dalle 516 etichette dell’Italia, si sconfina nelle regioni vinicole europee (Francia, Spagna, Germania in primis), fino ad approdare in altri continenti (Stati Uniti, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Libano, Israele). Un giro del pianeta avvincente, alla scoperta di nettari di Bacco capaci di restare nel cuore e di raccontare storie di uomini e territori in 1001 schede, che rappresentano delle vere e proprie “carte d’identità” dei vini, con tutte le informazioni necessarie per goderseli al meglio: abbinamenti ideali, temperature a cui servirli, curiosità sulla storia delle cantine che li producono. Dalle bollicine ai passiti, passando per bianchi, rosati e rossi: un vademecum indispensabile, per intenditori del buon vino, per chi desidera diventarlo o semplicemente per chi vuole essere sicuro di bere bene sempre senza spendere per forza un capitale.
**Da una delle blogger più seguite sul web**
**Francesca Negri**
giornalista e Donna del Vino, è wine tutor del programma Detto Fatto, su Rai2. Partecipa a eventi locali e nazionali legati al vino, conduce show cooking e cura un blog seguitissimo, geishagourmet.com, dove potrete sapere tutto su di lei.

#iostoconloro

Ci sono cinque amici e compagni di classe e c’è un preside alla soglia della pensione che li osserva ogni giorno. C’è Teresa, detta ‘Gambe a Fiori’, che si dipinge la pelle per mascherare i lividi lasciati dalle violenze subite; Carla chiamata ‘Puttana’, leggera e spudorata, ma molto forte e sensibile; Graziano ‘Scarpe Strette’, che somiglia a un gigante impacciato e non vuole curare la propria malattia; e poi Enrico ‘Cervello Bruciato’, che abusa di alcol e droghe; e infine Francesco detto ‘Finocchio’, un genio della matematica insultato e deriso per la sua presunta omosessualità. La loro vita trascorre in maniera complessa tra il cattivo rapporto con i genitori, e lo scontro continuo con professori e bulli della scuola, tra i comportamenti spesso oltre il margine della legalità e il desiderio di non avere limiti e proibizioni…
Il preside è l’unico che sembra capirli, gli sta accanto e li guida, facendo scoprire a ognuno di loro che la solidarietà e la maturazione potranno portarli a straordinari e profondi cambiamenti. E quando tutto sembra assumere i toni del dramma e ogni cosa sembra perduta, i cinque amici troveranno la forza di volontà per sconfiggere ciò che amano definire come ‘Tutto Quello’: i soprusi, le sopraffazioni, la violenza, l’ottusità di una realtà che sembra non appartenergli ma che li assorbe con la sua inesorabile indifferenza.

…E vinse la tartaruga

Sempre sulla corsia di sorpasso, il piede premuto sull’acceleratore, schiavi delle agende, attenti a riempire al massimo ogni minuto: sul lavoro, in famiglia, con gli amici, in amore rincorriamo senza fiato l’efficienza, convinti di non avere mai abbastanza tempo. Ora è arrivato il momento di tornare all’equilibrio, alla lentezza. Carl Honoré, un passato frettoloso alle spalle, è andato con calma in giro per il mondo alla ricerca della ricetta per riappropriarsi del proprio ritmo vitale e sopravvivere alla tirannia dell’orologio.

«Loro»

Frutto della tarda fioritura kiplinghiana – fioritura come offuscata e relegata in secondo piano dall’eccesso di notorietà procurata allo scrittore dalle sue opere maggiori – questi racconti non mancheranno di sorprendere e sconcertare molti lettori: giocati su una mostruosa tastiera di riferimenti, bagnati di malinconia immortale, spaziano dal Sudafrica che non ha ancora conosciuto la guerra boera all’Antiochia dei primi martiri cristiani, dal Medioevo monastico alle trincee della Grande Guerra.
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Xeno, l’abominio che ci aspetta

Trattenendo il fiato, Freedman si china sulla ragazza addormentata. La cisti nel braccio s’è rotta e un liquido sieroso ne fuoriesce a piccoli fiotti irregolari. Poi la rottura s’allarga e, a poco a poco, vengono fuori una testa, un corpo… D. F. Jones, I’autore di Colossus e del memorabile AT-1 non risponde, conferma in questo nuovo spettacoloso romanzo la sua statura di grande della fs inglese. Forse nessuno, dopo ll giorno dei Trifidi ci aveva ancora dato una così sconvolgente storia di terrore mondiale.
Copertina di Karel Thole

Wunderkind. Una lucida moneta d’argento

Parigi, autunno. È una lucida moneta d’argento a sconvolgere la vita di Caius Strauss. Perché è il dono di un orribile uomo dalla faccia di luna, e perché di lei è impossibile liberarsi: gettata nella Senna o sepolta tra i rifiuti, la lucida moneta d’argento torna sempre. La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, e la chiave per accedere al Dent de Nuit, il quartiere che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue. Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l’uomo dalla faccia di luna è disposto a uccidere. Potente come un romanzo di Gaiman e inquietante come il Barker più efferato, “Una lucida moneta d’argento” è il sorprendente esordio di un autore dallo stile visionario e innovativo.
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