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L’evoluzione umana

Una storia prima della storia: ossa, denti, fossili, manufatti, siti preistorici e dati genetici, per ricostruire la storia naturale di un gruppo di scimmie antropomorfe che, intorno a 6 milioni di anni fa, intraprese un lungo percorso evolutivo che diede origine alla specie Homo Sapiens.
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L’eutanasia dello Stato

William Godwin (1756-1836) è forse il più grande pensatore radicale inglese, tanto radicale da essere classificato tra i pionieri del pensiero anarchico. Deluso dalla rivoluzione francese e dalla dittatura giacobina, elaborò un ordinamento sociale fondato su un decentramento amministrativo e sull’abolizione del governo centrale. Fu anche pedagogista libertario e romanziere di successo. Questa antologia offre una scelta dei suoi scritti tecnici oltre ad un’analisi dell’influenza che ebbe ai suoi tempi e sul pensiero anti-autoritario successivo, sino ai nostri giorni. **

Euroschiavi dalla truffa alla tragedia. Signoraggio, debito pubblico, banche centrali

Euroschiavi, la nuova edizione ampliata e aggiornata. Il libro-rivelazione sul potere monetario e sui mali della moneta, le cui tesi, talora bollate come eresia quando apparvero, vengono ormai drammaticamente confermate dai più recenti sviluppi della crisi. L’incombente disastro socio-economico nasce dalla natura della moneta che usiamo tutti i giorni: la moneta-debito che crea più debito di quanto ne possa estinguere. Il continuo crescere dell’indebitamento fa sì che cresca incessantemente la quota di reddito, privato e pubblico, che viene assorbita dalle banche per interessi passivi. Ciò ha eroso i margini di rendimento fino a costringere le imprese a cessare o fallire. Questa è la causa dell’attuale recessione. Tasse, tagli, sacrifici sono del tutto inefficaci su questo meccanismo. Una truffa nella truffa. Il sistema bancario crea la moneta a costo zero e senza copertura, e la presta a Stati e a privati contro interesse oltre all’obbligo di rimborso. Quindi si appropria, a spese della società, di questo valore, senza creare valore in cambio. Ma non contabilizza questo ricavo, detto “signoraggio”, e non vi paga sopra le tasse. Da qui il buco nero che sta divorando le economie che usano moneta-debito. Ma anche una possibilità di soluzione pratica, che i governi dovranno considerare ben oltre la Modern Money Theory. Con il contributo di Antonio Galloni.
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L’Europa e la rinascita dei nazionalismi

La creazione di una moneta unica è stata salutata come un importante passo verso la formazione di un sistema europeo più robusto e capace di assicurare maggiore prosperità. Non è andata così. L’ingresso nella Ue di vari paesi ex comunisti, pur indispensabile per neutralizzare i rischi d’instabilità in un’area nevralgica, non ha costituito il preludio di un’Europa politicamente unita e coesa. Inoltre, un indirizzo economico di rigida austerità, prevalso a Bruxelles sotto l’egida della Germania e perdurante anche dopo l’esplosione nel 2008 della Grande crisi, ha accentuato le differenze di ordine strutturale esistenti fra i paesi dell’Eurozona e potrebbe ora determinare una prolungata stagnazione, malgrado gli sforzi della Bce per scongiurarla. Di fatto non s’è ancora affermata nell’ambito della Ue una strategia efficace e omogenea sia di fronte all’emergenza immigrazione che in materia di politica estera e di sicurezza, nonostante l’irruzione del terrorismo ad opera dei gruppi fondamentalisti islamici. Stiamo così assistendo a una crescente disaffezione verso la causa europeista, al ripristino delle frontiere interne, alla reviviscenza di forti istanze identitarie e nazionaliste, all’avanzata di un’estrema destra populista e xenofoba, al ritorno di profonde cesure politiche e culturali fra i paesi dell’Est e quelli dell’Ovest.
(source: Bol.com)

Europa e Islam. Storia di un malinteso

Nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, nonostante Lepanto e l’assedio di Vienna, la verità è che con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti. In tempi diversi si è sovrapposto un malinteso, dagli esiti spaventosi per l’una e l’altra parte. È la tesi originale di Franco Cardini. (Mario Baudino, “La Stampa”) Franco Cardini è docente di Storia medievale all’Università di Firenze.
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L’Euro

Nel 2010 la crisi finanziaria globale del 2008 si è trasformata in una «eurocrisi» che pare lontana dal placarsi, soprattutto per i paesi che condividono la moneta comune euro – l’eurozona. Qui il premio Nobel Joseph E. Stiglitz demolisce il consenso prevalente sulle ragioni che hanno messo all’angolo l’Europa, criticando i campioni dell’austerità e proponendo soluzioni concrete ai problemi legati all’euro. La crisi ne ha infatti messo in luce i limiti. La stagnazione nell’eurozona e le sue fosche prospettive di ripresa sono un diretto risultato della sua sfida fondamentale: la pretesa di far condividere a un gruppo di paesi molto diversi un’unica valuta comune. L’euro è nato imperfetto, con un’integrazione economica che andava piú veloce di quella politica. L’attuale assetto monetario promuove la divergenza piuttosto che la convergenza. L’euro può essere salvato? Dopo aver messo a nudo il mal concepito mandato della Banca centrale europea volto al controllo dell’inflazione, spiegando come le politiche dell’eurozona, specie nei confronti dei paesi in crisi, abbiano ulteriormente esacerbato i difetti della sua progettazione, Stiglitz delinea queste tre possibili vie di uscita: riforme fondamentali della struttura dell’eurozona e politiche economiche da imporre ai paesi membri; un abbandono controllato dell’esperimento dell’euro come unica valuta; oppure un coraggioso nuovo sistema che ha chiamato «l’euro flessibile».

Etica nicomachea

L'”Etica nicomachea” pone, in modo organico, i problemi fondamentali della riflessione morale di ogni tempo: il bene in generale e il bene per l’uomo, la felicità, la libertà, la virtù, la legge morale, il dovere, il fine ultimo. Aristotele riprende alcuni concetti tipicamente ellenici e li colloca in una visione di grande equilibrio: alla felicità dell’uomo, cioè alla sua piena e totale realizzazione, contribuiscono in vario modo anche i beni esteriori e quelli del corpo. Ma la vera felicità consiste nel possesso della virtù, e raggiunge il suo culmine nella contemplazione, cioè nell’attività pura del pensiero che ha per oggetto il divino, l’eterno.
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L’eterno Adamo

“L’eterno Adamo” è un racconto postumo di Jules Verne (1828-1905), pubblicato nel 1910 a cura del figlio Michel-Jules Verne. In esso il grande scrittore e cantore del progresso e della ricerca scientifica sembra correggere il suo ottimismo e immagina un divenire ciclico della storia: una volta raggiunto un alto grado di sviluppo, la civiltà viene travolta e distrutta da un diluvio che cancella tutte le conquiste e le conoscenze umane. Da questa distruzione solo un ultimo uomo, un nuovo Adamo, riuscirà a sopravvivere: a lui il compito di dare inizio a un nuovo ciclo umano, di far rinascere una nuova generazione e una nuova civiltà. Così l’uomo, dimentico di quanto accaduto prima, dovrà ripartire dalla sua oscura primitività, dalle prime forme di organizzazione sociale e ricostruire le condizioni per la sopravvivenza.

Le età di Lulù: romanzo

La passione travolgente che la unisce a Pablo, spinge Lulù verso la scoperta del proprio corpo e del fuoco che può accenderlo. Da questo prolungato bagno d’erotismo, da questa bruciante iniziazione al sesso, emerge una nuova Lulù, pronta a precipitarsi febbrilmente negli inferni del desiderio, a inseguirlo in ambienti oscuri o ambigui, sino alle frontiere più scabrose dove piacere e dolore si confondono.

L’età della ragione

Iniziato nel 1939 e concluso nel 1945, dopo la prigionia in Germania di Sartre, “L’età della ragione” è parte ideale del ciclo romanzesco “Le vie della libertà” in cui il filosofo francese ha tradotto narrativamente le proprie teorie sulla letteratura e idee sull’uomo contemporaneo. Il romanzo è infatti una severa rappresentazione delle vicissitudini e delle crisi di un gruppo di giovani che, nei brutali anni prebellici, scoprono la vita e si accingono a conquistare “l’età della ragione”. Il loro tentativo di integrare le mistificate vicende private nel dramma storico che li circonda sarà un’esperienza dolorosa e difficile. Solo uno di loro riuscirà a conquistare il senso profondo dell’esistenza e della libertà.

L’età della guerra

Nel XXI secolo il sogno delle colonie spaziali può essere divenuto una realtà concreta, ma possiede tutte le caratteristiche di un incubo. Da anni la Terra è soggetta allo sfruttamento e all’occupazione militare da parte delle Repubbliche Orbitali, gigantesche stazioni che gravitano intorno al loro pianeta madre, e solo la giovane Confederazione formata dalle colonie spaziali in orbita intorno alle lune di Giove e Saturno riesce ancora a conservare la propria indipendenza. Ma per quanto? Il conflitto economico con le Repubbliche volge al peggio per la Confederazione, e l’unica via di scampo è una guerra aperta da combattersi al più presto… ma coinvolgendo le Repubbliche su due fronti. Il compito di scendere segretamente sulla Terra e fare il possibile per provocare una ribellione tocca a un uomo l’insegnante, Saul Pareto, che ben presto si accorgerà di dover lottare su tre fronti.
Copertina di Karel Thole

L’età del ferro

Di fronte a un aperitivo, nel cuore di Bari, Barbara e Lucrezia si ritrovano, assieme a un vecchio compagno di studi in sedia a rotelle, dopo oltre vent’anni: Barbara ora vive a Milano e conduce un’esistenza fatta di delusioni e solitudine, Lucrezia è sempre bellissima nonostante la malattia progressiva che la affligge l’abbia resa quasi cieca. È la ricorrenza della morte della loro più cara amica ad averle ricongiunte: Lucrezia, Barbara e Mariarosa, un trio inseparabile sin dalla scuola media. E assieme sono cresciute, facendosi largo tra i dolori e le ingiustizie di questo mondo a testa alta e con un amaro sorriso, hanno vissuto le prime scoperte e le prime trasgressioni, le delusioni e le violenze della dura età del ferro, l’adolescenza, vissuta tra famiglie assenti, padri violenti e austeri, personaggi subdoli e amori pericolosi. Sullo sfondo, si muove una Puglia viva e cupa di fine anni Ottanta, tra buona musica, campi di ulivi assolati, il morbo dell’eroina, la mafia, i tradimenti e la paura di un futuro incerto. Il desiderio di andare a fondo e di scoprire, attraverso il diario di Mariarosa, i veri motivi della sua morte porterà Barbara e Lucrezia a rivangare il passato e le condurrà alla riscoperta dei valori dell’amicizia. In un continuo alternarsi di piani temporali e rincorrersi di dettagli e ricordi, la scrittura cruda e potente di Simona Castiglione afferra il lettore per un braccio e lo costringe a guardare, a pensare, a vivere quanto narrato sulla pagina, restituendogli tutte le emozioni prepotenti e delicate di un periodo chiave della vita.
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L’età del desiderio

È l’inverno del 1907 quando Teddy e Edith Wharton prendono in affitto a Parigi un magnifico appartamento che sfoggia le caratteristiche più incantevoli del Faubourg: soffitti altissimi, boiserie di squisita fattura, stucchi eleganti. Teddy, tuttavia, sopporta a malapena Parigi e rimpiange The Mount, la casa che la coppia ha lasciato nel Massachusetts, con i cavalli, i maiali e i polli. Ha dodici anni più della moglie e ognuno di quegli anni gli si legge in faccia. I capelli diradati sulla fronte, i baffi ispidi, gli occhi di un azzurro vacuo. A volte racconta storie interessanti. Spesso si lascia andare su una poltrona, l’amata bottiglia di brandy sul tavolino accanto, il viso ruvido e arrossato, le mani tremanti. Edith, discendente di un’antica e ricca famiglia newyorchese, è un’autrice nota negli Stati Uniti. Ha scritto un romanzo sull’aristocrazia finanziaria americana, La casa della gioia, che è stato osannato dalla critica. Anche se ha superato i quaranta, ha comunque una figura giovanile, snella, grandi occhi nocciola, una massa splendente di capelli biondo rame. La sua rigida e antiquata educazione la costringe in vestiti fatti di strati su strati di stecche e mussola che non le donano affatto. Ma quegli abiti ingombranti celano un animo inquieto e un cuore pronto ad accendersi. A Parigi, frequenta il salotto della Comtesse Rosa de Fitz-James, un’ebrea austriaca vedova di un dispotico conte, che si circonda di una vasta ed eccentrica bohème: l’Abbé Mugnier, con il suo comico ciuffo di capelli bianchi e un senso dell’umorismo a dir poco boccaccesco; il drammaturgo Paul Hervieu e il poeta Abel Bonnard, puntualmente impegnati in strenue dispute su cosa renda bello l’essere umano; il ballerino russo Alexi Toplar e il maestro Emmet de Carlo, che si guardano con eccessivo affetto, men-tre la moglie di Toplar li osserva imbronciata; l’incantevole Anna Comtesse de Noailles, la giovane poetessa che con i suoi versi audaci e sensuali inebria ogni vero lettore di Francia e che tutti i pittori sono in attesa di ritrarre. Un mondo fatto di charme, agio e costumi eccentrici che attrae la scrittrice americana. Un mondo, tuttavia, che le rimarrebbe estraneo se non si imbattesse un giorno in uno di quei giovanotti alla moda che frequentano Henry James, e ai quali lo scrittore elargisce la sua saggezza. Si chiama Morton Fullerton, è un americano che scrive per il londinese Times e parla e veste come un perfetto francese: cravatta color melanzana, trafitta da una candida perla, camicia inamidata con il plastron separato. Nei suoi occhi color zaffiro, nelle sue ciglia nerissime e lunghe come quelle di una giraffa e, soprattutto, al cospetto del suo atteggiamento sfrontato e virile, naufraga il cuore di Edith Jones, maritata Wharton. Basato sulla corrispondenza privata di Edith Wharton, L’età del desiderio è un elegante e appassionato romanzo biografico che narra l”educazione sentimentale’ di una donna agli inizi del Novecento. Un’opera che, con una prosa raffinata e toccante, riporta in vita un tempo dimenticato e la figura complessa e attraente di una delle più grandi scrittrici della prima metà del Novecento.

(source: Bol.com)

Et Voila I Robot

Macchine potenti, versatili e multiformi, capaci di aiutarci nelle attività più faticose, difficili, al limite dell’impossibile. Macchine che esplorano territori a noi inaccessibili, dai pianeti lontani alle parti più intime del nostro corpo. I robot. Ci somigliano e come noi sanno imparare dall’esperienza, decidere in modo autonomo, muoversi in libertà, comunicare con il linguaggio e con la mimica. Presto li useremo come estensioni del nostro corpo, per migliorarci e renderci più sani e forti. E forse, domani, saranno simili agli organismi viventi. Dal Golem a Terminator, è dalla notte dei tempi che l’umanità sogna queste creature immortalandole in figure di eroi salvifici o di mostri temibili nel mito, nella letteratura, nel cinema. E oggi questi figli dell’immaginazione e della conoscenza, questi simboli del legame inscindibile tra uomo e tecnologia approdano dal regno della fantasia alla realtà quotidiana, inaugurando quella che per gli esperti sarà l’era dei robot. Siamo pronti al loro debutto in società? Riusciremo a convivere con queste macchine senza divenirne schiavi? Sapremo farne un uso pacifico, per il bene dell’umanità e dei robot stessi? Questo libro propone alcune riflessioni su questi temi, a partire dai robot di ultima generazione e dalle visoni di umanisti e scienziati di fama internazionale: il robotico Bruno Siciliano, i filosofi della scienza Guglielmo Tamburrini e Roberto Cordeschi, l’eclettico ingegnere scrittore Giuseppe O. Longo, i promotori della “roboetica” Gianmarco Veruggio e Fiorella Operto, l’antropologa Daniela Cerqui, il bioingegnere Marcello Ferro.

Gli esuli delle stelle

Lanciarsi nelle immensità degli spazi siderali a bordo dell’astronave Lydis, battente bandiera dei Liberi Mercanti, è come
schiudere una porta su un universo pieno di pericoli, di meraviglie, di visioni terribili e favolose, di sogni. I Liberi Mercanti sono rispettati e stimati in tutta la Via Lattea… perché per quanto possa essere difficile la loro missione, per quanta possano essere tremendi i pericoli che essi devono incontrare, nessuno di loro, mai ha violato un contratto, ha mancato alla parola data. Ma a bordo della Lydis, diretta a un lontano pianeta devastato da una spaventosa guerra civile, ci sono due tra i personaggi più fantastici e audaci che abbiano solcato le vie siderali… Maelen, figlia del pianeta dalle malte lune, e Krip Vorlund, che ha conosciuto nel corpo e nella mente i misteri e i poteri soprannaturali dei popoli dei più remoti angoli dell’universo. La loro missione appare semplice… trasportare il tesoro di un pianeta minacciato a Ptah, per custodirlo da ogni pericolo. Ma il cosmo è immenso, la ruota galattica gira, e tra le stelle e le meteore, le devastanti nubi di polvere cosmica e i cicloni siderali, la missione può trasformarsi in qualcosa di nuovo e diverso… una scoperta di
mille infiniti preclusi all’immaginazione umana, una lotta con la morte che è la compagna assidua e fedele di ogni viaggiatore delle strade siderali. Andre Norton è, tra le scrittrici di fantascienza moderne; una delle poche veramente in grado di ricreare il fascino e le meraviglie dell’infinito, nella tradizione di Edmond Hamilton e Leigh Brackett.

Estremo insulto

In convalescenza, dopo essere stato colpito da un colpo di rivoltella, Bert Kling dell’87° Distretto riceve la visita di un suo vecchio amico. Questi vuole che Bert si interessi della sua giovane e bella cognatina che negli ultimi tempi si comporta in modo strano. Ha inizio così, per lui, una lunga serie di disavventure. Nello stesso tempo, gli agenti Havilland e Willis cercano un certo Clifford, «l’aggressore galante», che dopo aver rapinato giovani donne che si avventurano sole, di notte, per le vie della città, fa loro un profondo inchino, dicendo: «Clifford vi ringrazia, signora». Con *Estremo insulto*, secondo romanzo della serie dell’87° Distretto, Ed McBain descriveva più di vent’anni fa la vita di una stazione di polizia americana, ma creava anche un campionario di umanità che è rimasto finora insuperato nella letteratura poliziesca.