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Filosofia dei mondi globali. Conversazioni con Giacomo Marramao

Un pensiero all’altezza della globalizzazione, ossia in grado di rimodulare le categorie necessarie a comprendere ¡1 mutamento di scala che ha sovvertito il nostro spazio-tempo: così, riconoscendole la rara qualità di novum filosofico, è stata subito accolta la riflessione che Giacomo Marramao ha dispiegato nel 2003 in Passaggio a Occidente. La sua risonanza ha valicato ambiti disciplinari e altri confini, mentre il titolo stesso assurgeva a espressione emblematica del transito – costitutivo di un’epoca – verso approdi glocalizzati e mondi plurali affacciati tra le pieghe di sfasature temporali. Negli anni, il saggio ha via via aggiornato il proprio osservatorio teoretico-politico, e nel 2012 con la traduzione inglese, condotta sulla nuova edizione del 2009, ha raggiunto un pubblico planetario. Lo testimoniano le «voci» qui raccolte, che entrano nel vivo delle tesi di Marramao e sanno farsi ascoltare come in un simposio greco. L’oggetto del dibattito è però attualissimo. Riguarda la trama lacerata dell’egemonia occidentale, drammaticamente incapace di produrre una società a partire dall’economia di mercato, e le forme in cui un orizzonte è ricostruibile, o almeno perlustrabile. In dialogo stringente con i suoi interlocutori, Marramao ha l’occasione di ridefinire ancora una volta i contorni dell’universalismo della differenza, che destituisce l’identità dal rango privilegiato che si era riservata, assegna una funzione strategica alla politica della traduzione, considera il conflitto una «dimensione cruciale e generativa», integra la razionalità comunicativa con la narrazione. Nella convinzione che il destino della totalità sia l’incompiutezza, e la sintesi solo una «formula insatura».
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Il filo dei giorni: 1991-1995: la resa dei conti

«Vedi, sono stati tutti arruolati dentro quella che doveva essere una crociata; in prima linea contro un nemico considerato assoluto; poi, di colpo, licenziati, perché non servivano più. Il loro discorso è semplice: vogliono soldi per il servizio assolto, e libertà di movimento nelle carceri. Per il resto sono nella nostra stessa situazione: hanno lavorato con noi e non vogliono essere condannati. Se parlano loro c’è il rischio che cada non solo il governo, ma qualche pezzo dell’Alleanza atlantica. Per questo, per evitare che certe notizie trapelino, un segnale deve essere dato».
Dal maggio del 1992 alla fine del 1993 l’Italia è insanguinata da una decina di attentati firmati dal gruppo terroristico che si fa chiamare Falange Armata. Sono numerosi i morti che provocano in tutto il Paese. Un ispettore della Digos, che conosce bene gli ambienti dell’eversione neofascista, capisce in poco tempo cosa si muove dietro l’ambigua sigla che dice di aver scatenato l’ondata di bombe e terrore, ma non viene ascoltato. Un ambasciatore del nostro Paese consegna al capo dell’Arma dei carabinieri una lista di sedici persone che dovranno essere indagate nell’eventualità che venga ammazzato. Una giovane giornalista, grazie al suo intuito spregiudicato e alla sua ferrea logica, ricostruisce pezzo per pezzo quello che solo in apparenza è impossibile vedere. La rivelazione di Gladio, gli omicidi della Uno Bianca, le bombe davanti alle chiese e ai musei; ma anche la trattativa con Cosa Nostra, i tentativi di golpe, i segreti di Stato. È una partita a scacchi, giocata senza esclusione di colpi, che finisce in stallo. I testimoni che raccontano la verità vengono fatti sparire, quelli che accettano di mentire vengono premiati. Tutto torna normale. Può nascere la Seconda Repubblica. E i morti? Danni collaterali. È un romanzo, ovviamente…
Maurizio Torrealta nasce nel 1950 a Bologna, dove si laurea in Scienze Politiche. Dopo l’esperienza a Radio Alice, da lui stesso fondata, nel 1979 si trasferisce a New York e insegna italiano alla New York University. Nel 1987, divenuto giornalista professionista, torna in Italia e fino al 1991 collabora come inviato a Samarcanda di Michele Santoro. Tra il 1992 e il 1993 viene assunto dal Tg3 come inviato in Sicilia dove inizia la sua attività investigativa sulla mafia. Per tutto il 1993 si occupa delle stragi che hanno macchiato di sangue l’Italia. Dal 2005 caporedattore delle inchieste di Rainews24, dal 2013 al 2014 è direttore del settimanale «Left». Da dieci anni dirige la scuola di Giornalismo della fondazione Basso.
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### Sinossi
«Vedi, sono stati tutti arruolati dentro quella che doveva essere una crociata; in prima linea contro un nemico considerato assoluto; poi, di colpo, licenziati, perché non servivano più. Il loro discorso è semplice: vogliono soldi per il servizio assolto, e libertà di movimento nelle carceri. Per il resto sono nella nostra stessa situazione: hanno lavorato con noi e non vogliono essere condannati. Se parlano loro c’è il rischio che cada non solo il governo, ma qualche pezzo dell’Alleanza atlantica. Per questo, per evitare che certe notizie trapelino, un segnale deve essere dato».
Dal maggio del 1992 alla fine del 1993 l’Italia è insanguinata da una decina di attentati firmati dal gruppo terroristico che si fa chiamare Falange Armata. Sono numerosi i morti che provocano in tutto il Paese. Un ispettore della Digos, che conosce bene gli ambienti dell’eversione neofascista, capisce in poco tempo cosa si muove dietro l’ambigua sigla che dice di aver scatenato l’ondata di bombe e terrore, ma non viene ascoltato. Un ambasciatore del nostro Paese consegna al capo dell’Arma dei carabinieri una lista di sedici persone che dovranno essere indagate nell’eventualità che venga ammazzato. Una giovane giornalista, grazie al suo intuito spregiudicato e alla sua ferrea logica, ricostruisce pezzo per pezzo quello che solo in apparenza è impossibile vedere. La rivelazione di Gladio, gli omicidi della Uno Bianca, le bombe davanti alle chiese e ai musei; ma anche la trattativa con Cosa Nostra, i tentativi di golpe, i segreti di Stato. È una partita a scacchi, giocata senza esclusione di colpi, che finisce in stallo. I testimoni che raccontano la verità vengono fatti sparire, quelli che accettano di mentire vengono premiati. Tutto torna normale. Può nascere la Seconda Repubblica. E i morti? Danni collaterali. È un romanzo, ovviamente…
Maurizio Torrealta nasce nel 1950 a Bologna, dove si laurea in Scienze Politiche. Dopo l’esperienza a Radio Alice, da lui stesso fondata, nel 1979 si trasferisce a New York e insegna italiano alla New York University. Nel 1987, divenuto giornalista professionista, torna in Italia e fino al 1991 collabora come inviato a Samarcanda di Michele Santoro. Tra il 1992 e il 1993 viene assunto dal Tg3 come inviato in Sicilia dove inizia la sua attività investigativa sulla mafia. Per tutto il 1993 si occupa delle stragi che hanno macchiato di sangue l’Italia. Dal 2005 caporedattore delle inchieste di Rainews24, dal 2013 al 2014 è direttore del settimanale «Left». Da dieci anni dirige la scuola di Giornalismo della fondazione Basso.

Il filo dei giorni

‘Vedi, sono stati tutti arruolati dentro quella che doveva essere una crociata; in prima linea contro un nemico considerato assoluto; poi, di colpo, licenziati, perché non servivano più. Il loro discorso è semplice: vogliono soldi per il servizio assolto, e libertà di movimento nelle carceri. Per il resto sono nella nostra stessa situazione: hanno lavorato con noi e non vogliono essere condannati. Se parlano loro c’è il rischio che cada non solo il governo, ma qualche pezzo dell’Alleanza atlantica. Per questo, per evitare che certe notizie trapelino, un segnale deve essere dato’.
Dal maggio del 1992 alla fine del 1993 l’Italia è insanguinata da una decina di attentati firmati dal gruppo terroristico che si fa chiamare Falange Armata. Sono numerosi i morti che provocano in tutto il Paese. Un ispettore della Digos, che conosce bene gli ambienti dell’eversione neofascista, capisce in poco tempo cosa si muove dietro l’ambigua sigla che dice di aver scatenato l’ondata di bombe e terrore, ma non viene ascoltato. Un ambasciatore del nostro Paese consegna al capo dell’Arma dei carabinieri una lista di sedici persone che dovranno essere indagate nell’eventualità che venga ammazzato. Una giovane giornalista, grazie al suo intuito spregiudicato e alla sua ferrea logica, ricostruisce pezzo per pezzo quello che solo in apparenza è impossibile vedere. La rivelazione di Gladio, gli omicidi della Uno Bianca, le bombe davanti alle chiese e ai musei; ma anche la trattativa con Cosa Nostra, i tentativi di golpe, i segreti di Stato. È una partita a scacchi, giocata senza esclusione di colpi, che finisce in stallo. I testimoni che raccontano la verità vengono fatti sparire, quelli che accettano di mentire vengono premiati. Tutto torna normale. Può nascere la Seconda Repubblica. E i morti? Danni collaterali. È un romanzo, ovviamente…
Maurizio Torrealta nasce nel 1950 a Bologna, dove si laurea in Scienze Politiche. Dopo l’esperienza a Radio Alice, da lui stesso fondata, nel 1979 si trasferisce a New York e insegna italiano alla New York University. Nel 1987, divenuto giornalista professionista, torna in Italia e fino al 1991 collabora come inviato a Samarcanda di Michele Santoro. Tra il 1992 e il 1993 viene assunto dal Tg3 come inviato in Sicilia dove inizia la sua attività investigativa sulla mafia. Per tutto il 1993 si occupa delle stragi che hanno macchiato di sangue l’Italia. Dal 2005 caporedattore delle inchieste di Rainews24, dal 2013 al 2014 è direttore del settimanale ‘Left’. Da dieci anni dirige la scuola di Giornalismo della fondazione Basso.
(source: Bol.com)

Il Figlio Segreto del Cowboy Milionario

Dopo essersi ritirato dagli affari a trentacinque anni, il miliardario Matt Coolidge dovrebbe essere a posto. Invece, ha emicranie croniche e la pressione alta. Oh, e durante i suoi anni da stacanovista, si è completamente dimenticato di avere una vita sentimentale. Ora sta solo cercando di rilassarsi, quando non litiga con sua madre riguardo al destino della fattoria, per non parlare del fatto che non si è ancora fatto una famiglia.Poi, la migliore amica d’infanzia di Matt, Dara Marley, torna in città. Dieci anni dopo che uno stupido litigio ha posto fine alla loro lunga amicizia, sono entrambi più maturi, quindi è tempo di metterci una pietra sopra.Soprattutto visto che stanno per avere un figlio.Grazie agli embrioni che ha fatto crioconservare anni prima, Dara è incinta… ed è anche sola, dopo che suo marito se n’è andato. Vuole che il bambino abbia un padre, quindi si è rivolta alla persona più logica… il padre biologico, nonché l’uomo che ha sempre rimpianto di aver perso.Ma, con due famiglie di criticoni che non si sopportano, e Matt e Dara che stanno ancora cercando di trovare un equilibrio, decidono di tenere la gravidanza segreta per il momento. Perché, a dire il vero, Matt non pensa che sua madre sarà molto contenta di questo modo per “farsi una famiglia”…
(source: Bol.com)

Il figlio ritrovato

Dopo le fondamentali analisi della figura del padre e della madre nella civiltà contemporanea, con questo libro Massimo Recalcati completa un’ideale trilogia concentrando il suo sguardo sulla figura del figlio. Lo splendore di un figlio consiste nel suo segreto, che si sottrae alla retorica dell’empatia e del dialogo oggi conformisticamente dominante. Un figlio è un’esistenza unica, distinta e irriducibile a quella dei suoi genitori. Contro ogni autoritarismo e contro una pedagogia falsamente libertaria che vorrebbe annullare la differenza simbolica tra le generazioni, Recalcati afferma il diritto del figlio a custodire il segreto della sua vita e del suo desiderio. Il confronto tra due figure mitiche di figlio – quella dell’Edipo di Sofocle e quella del figlio ritrovato della parabola lucana, alle quali fanno eco quelle di Isacco e di Amleto – offre una prospettiva particolare attraverso la quale osservare il segreto del figlio. Edipo resta imprigionato in un destino che non gli lascia scampo, dove tutto è già scritto sin dall’inizio: il tentato figlicidio del padre si rovescia nel parricidio e nell’incesto del figlio. Diversamente, il figlio ritrovato di cui Gesù narra la vicenda è colui che sa, pur nell’erranza e nel fallimento, distinguersi dalle sue origini. L’abbraccio del padre, in questo caso, non vuole soffocare o punire il figlio, ma riconoscerlo nella differenza incomprensibile e incondivisibile di una vita diversa.

Il Figlio Delle Tempeste

Gli Spiriti degli Elementi sono in subbuglio. Durante un’eclissi magica, l’Oscura Soth ha sciolto i vincoli magici che la imprigionavano nella sua Luna e per imporre il suo malefico potere intende servirsi dell’ambizioso Pyrikos-Sakumer, re del Kar-Vultan. Non contenta, la Madre delle Distruzioni insidia perfino la purezza dello Spirito del Fuoco, cercandone l’alleanza contro gli Elementi suoi fratelli.
Il primo obiettivo di Soth è quello di eliminare Elias, capitano della Guardia Reale di Harjdia, regina di Afra. Nella stirpe del giovane capitano si nasconde il segreto che potrebbe non solo contrastare l’ascesa di Soth, ma potrebbe addirittura relegarla di nuovo nella sua Luna-Prigione. Per fortuna, Elias può contare sull’amicizia e l’appoggio di Derbeer, il giovane mago talassiano dai molti talenti, senza contare che lo stesso Elias è solo in parte afran e nelle sue vene scorre il nobile sangue degli inafferrabili Figli del Vento.
Inizia così la saga di Derbeer dei Mille Anni, un’avventura magica senza precedenti in un crescendo di emozionanti intrighi, duelli magici e guerre.
(source: Bol.com)

Il figlio delle ombre. La trilogia di Sevenwaters

Dopo anni di relativa tranquillità, nuove ombre si addensano su Sevenwaters. I capi si affannano a stringere nuove alleanze strategiche per riconquistare le Sacre Isole. Fra i tre eredi della casata di Sevenwaters, sembra che sarà proprio la giovane Liadam – figlia di Sorha, che ha ereditato dalla madre il dono della preveggenza e il talento di guaritrice – a tenere il bandolo della matassa. Ma la via che l’attende è irta di insidie e di dilemmi. Un amore proibito su cui aleggia una terribile profezia sembra lanciare una sinistra maledizione su Sevenwaters.

Il figlio della steppa

Temujin aveva undici anni, e doveva morire. Suo padre, il Khan della tribù dei Lupi, era stato ucciso in un agguato e la sua famiglia, cacciata dalla tribù, era destinata a vagare, sola, nelle steppe della Mongolia. E nell’oceano verde della steppa, quando si è soli, si muore. Ma Temujin non era morto. Aveva sofferto, aveva resistito, e presto era diventato il capo della sua famiglia, e aveva radunato intorno a sé altri piccoli gruppi, dando vita a una nuova tribù. Temujin aveva un sogno. Unire, per la prima volta, tutte le tribù della Mongolia, dare vita finalmente a un popolo, il Popolo d’Argento, di cui lui sarebbe diventato il Khan. Sarà l’inizio della più grande impresa militare della storia: i Mongoli, popolo di pastori nomadi, padroni di un regno di vento e silenzio, sotto la guida di Temujin, che diverrà noto in tutto il mondo come Gengis Khan, daranno vita al più vasto impero di ogni epoca: più grande di quello di Alessandro, di Giulio Cesare, di Napoleone. Conquisteranno città, sottometteranno imperi millenari, diverranno il terrore dell’Occidente, e cambieranno per sempre il volto dell’Asia. Con questo romanzo, primo della serie dedicata ai Khan, Conn Iggulden inizia a raccontare una nuova avvincente avventura.

Il figlio della notte (Darker Than You Think)

Da dove hanno origine i poteri paranormali? Le università non hanno ancora una risposta, ma April Bell, bellissima ed enigmatica ragazza in pelliccia bianca, la conosce fino in fondo. Lo stesso giorno in cui Will Barbee, giornalista dalla vita incrinata, fa amicizia con lei, una spedizione archeologica torna dall’Asia con un sarcofago coperto di misteriosi geroglifici. Il sarcofago è la prova di una guerra combattuta in tempi lontanissimi fra gli uomini e una razza senza nome. Ma si tratta di una razza davvero estinta? Oppure esiste anche qui, ora? E tra coloro i quali vogliono vedere il sarcofago si celano forse discendenti di questi nostri implacabili nemici?
Copertina di Franco Brambilla

Il figlio della luce. Il romanzo di Mozart

L’adolescenza del genio viennese, spesa a suonare e a comporre per le corti d’Europa, accompagnato da Thamos, maestoso conte di Tebe, saggio e sapiente giunto dall’Alto Egitto per rivelare il “Gran Maestro” che nascerà in Occidente e la cui opera eviterà all’umanità di sprofondare nel caos. I segreti dell’astro della musica, ormai Figlio della Luce, poiché iniziato ai misteri di Iside e Osiride proprio da Thamos, sulla soglia della sua trasformazione in illustre affiliato della Loggia Massonica.
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Il figlio del vento

Alla fine del diciannovesimo secolo un giovane esploratore svedese è in viaggio in Sudafrica alla ricerca di un insetto misterioso. Ai confini del deserto del Kalahari trova invece un bambino rimasto solo e decide di portarlo con sé in Svezia. Molo ha visto uccidere suo padre, non ha più nessuno. Anche se non impiegherà molto a imparare la nuova lingua e ad accettare il suo nuovo nome, la nostalgia per la sua terra non cesserà mai di tormentarlo. Con una bambina vicina di casa si prepara a costruire un’imbarcazione che gli permetta di raggiungere le coste africane. Ma un giorno la bambina viene trovata morta, con la gola tagliata e coperta di fango.

Il figlio del tempo

Timmie, che avrà quarantamila anni nel Duemila, è un piccolo neanderthaliano che una potente società di ricerche, la Stasis Technologies, ha richiamato dal passato. Edith Fellowes è l’infermiera che se ne prenderà cura. Il ragazzino cresce nell’affetto di Edith, mentre il mondo circonda di curiosità il piccolo fenomeno, cercando di intrometterlo nel suo sviluppo e nella sua civilizzazione. Intanto quarantamila anni fa una tribù di uomini di Neanderthal tenta di sopravvivere all’estinzione.
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Il figlio del sogno

La bellezza del suo viso – i lineamenti delicati incorniciati dalle folte ciocche di capelli – ci è stata tramandata dallo scultore Lisippo. Le sue imprese le ha raccontate la Storia: un impero sconfinato, dal Danubio all’Indo, difficile da immaginare, impossibile da credere. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone che, nel IV secolo a.C., concepì il disegno della conquista del mondo intero, per poi morire, come Cristo, all’età di trentatré anni? “Il figlio del sogno”, primo capitolo di una saga esaltante e avvincente, ci narra di un uomo che fu considerato un dio, dei suoi sogni ardenti, delle passioni violente che lo consumarono fino a distruggerlo. E ci svela anche una Grecia mai vista, una civiltà che, pur nota, ci appare oggi sconosciuta e affascinante. Poteva essere descritta così solo da uno studioso che, dopo averla indagata in ogni minimo particolare, ha voluto gettarsi alle spalle ogni sapere per restituirci la vita degli uomini. E capire un mondo.

Il figlio del diavolo

Per salvare l’onore della sorella Sophia, l’onesta e intelligente Mary Challoner, dall’aspetto non certo appariscente, si vede costretta a fuggire in Francia con il più bello, il più ricco e il più sfacciato libertino della Londra di fine Settecento: il nobile Dominic Alastair, croce e delizia di ogni ragazza da marito. Una scelta rischiosa, che potrebbe mettere a repentaglio la sua virtù, ma Mary è, forse inconsapevolmente, un’abile giocatrice e la partita che ingaggia con l’irresistibile gentiluomo assomiglia molto al gioco del gatto con il topo, dove però c’è il dubbio che ad avere gli artigli sia questa fanciulla dal viso soave…
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Il figlio del cielo

Un’orda di barbari minaccia i confini del Regno di Wa, ma a fianco di Shonto, governatore del nord, cavalca Shuyun, un monaco dai poteri straordinari. Shonto si trova ai confini del regno, contrapposto all’Orda d’Oro, la minacciosa armata di guerrieri nomadi agli ordini del grande Khan, che nel frattempo ha cominciato a invadere la regione più a nord del regno. A sud, invece, preme l’esercito imperiale ai diretti ordini del nuovo imperatore, Akantsu, l’uomo che ha inviato Shonto a fare il Governatore Militare delle terre nordiche nella speranza che venisse ucciso dai barbari.