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I gatti lo sapranno

“Chiamatemi pure sbirro. Sono vecchio del mestiere, per queste cose non mi offendo più”. Con la sua voce disincantata, eppure lucido e attento a cogliere ogni dettaglio, il commissario Ottavio Ponzetti si aggira per le strade del centro storico di Roma, tra quartiere Esquilino e rione Monti, alle prese con la sua nuova indagine. Un caso apparentemente semplice, ma che s’ingarbuglia presto nel più classico dei ” pasticciacci “. Hanno investito la sora Giovanna, la gattara, lasciandola mezza morta in via Turati. Nessuno ha visto né sentito niente. Ma c’è qualcosa di strano, dettagli fuori posto che il commissario Ponzetti cerca di riordinare con la sua logica lenta e testarda. Mentre l’anziana donna è ricoverata in coma al San Giovanni, nel mirino dell’indagine via via finiscono Arturo, il barbone della zona, e Alex, il giornalaio di via Principe Amedeo. E ancora i condomini del palazzo della vittima, Martina e Matteo, e Olga Portinari, di professione maga. Intanto, una confidenza dopo l’altra, emerge il passato tragico delta sora Giovanna: un marito violento, un figlio morto e forse un altro figlio, scomparso. Giovanni Ricciardi presenta la figura di un commissario come non ce ne sono più, passo stanco e pensiero veloce, che al cinismo e agli spari sostituisce l’eroismo di uno sguardo sempre umano e partecipe al dolore delle vicende altrui.

Gatti

Sébasto è rimasto a casa quest’estate, niente campeggio al mare con i compagni di classe. A consolare il ragazzo c’è il caro vecchio Da che abita non lontano dalla casa della sua famiglia in una radura al limitare di un bosco. Sébasto diviene per lui un nipote adottivo e un amico caro. Appena può Sébasto inforca la sua bicicletta e va dal suo amico. In un giorno come tanti il ragazzo trova in prossimità della casa di Da un gatto nero e ne rimane turbato. Sente che non è un animale come gli altri, lo sguardo freddo e metallico lo intimidiscono. Chiede notizie all’amico sullo strano animale, ma anche Da è turbato da quel gatto nero. Età di lettura: da 11 anni.
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La Gatta Bianca

“La gatta bianca” è uno scritto dell’autrice francese Marie Catherine d’Aulnoy. In questo volume viene riproposta la traduzione di Carlo Collodi del 1875.
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Il garofano rosso

La storia di un liceale e del suo amore timido per una compagna di scuola. Ma anche l’analisi di una maturazione sentimentale, politica e sociale nell’Italia degli anni Venti, quando le passioni erano ardenti e anche un garofano rosso all’occhiello, un ingenuo pegno d’amore, può apparire come un simbolo sovversivo…

Garibaldi ha dormito qui: storia tragicomica dell’unita d’Itala

Pazzaglia è l’inviato speciale nel passato di un inesistente giornale. Parte con i garibaldini da Quarto, ma poiché questi ultimi non sanno nulla del Regno delle Due Sicilie, approfitta di una sosta sotto un pergolato subito dopo lo sbarco “al marsale” per raccontare loro che cosa è successo negli ultimi anni a Napoli, a Torino e a Parigi. Il libro ricostruisce l’unificazione italiana da un’ottica originale: quella dei matrimoni, a cominciare dall’unione tra una principessa bigotta di Casa Savoia e Ferdinando III, da cui nacque Francesco I, fino alle vicende d’alcova della contessa Castiglione.
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Il gangster

«Questo libro è un colpo. compratelo: è da restarci secchi.» James EllroyLa vera storia di Mickey Cohen, il criminale dei criminaliEra un pugile dilettante, diventò il padrone di Los Angeles. Questo era Mickey Cohen, un uomo capace di corrompere, terrorizzare, dominare l’intera città dagli anni Quaranta fino al 1976.Rapine, omicidi, estorsioni, traffico di droga, prostituzione, scommesse clandestine, gioco d’azzardo: c’era la sua firma su ogni crimine. Il suo nome era in prima pagina, a caratteri cubitali, sui maggiori giornali americani. Viveva in una specie di fortezza e andava in giro solo con automobili blindate, dopo essere scampato a un attentato con dell’esplosivo. Eppure era ammirato come una celebrità, sempre circondato da bellissime donne, sempre in compagnia delle più splendenti stelle di Hollywood.La sua storia, e la sua vita, sono intrecciate in maniera indissolubile con la storia della L.A. degli anni Cinquanta. Dai retroscena dei suoi incontri segreti, il libro ricostruisce la fitta trama di relazioni di Mickey Cohen con la bella vita della Città degli angeli, con politici insospettabili come Robert Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon o con famose attrici come Shirley Temple e Lana Turner.La vita violenta di un gangster tanto potente quanto pericoloso, che ha ispirato romanzi e film di successo, come L.A. Confidential e Gangster Squad. Più famoso di una star del cinema, più potente della legge: il criminale più temuto d’AmericaLa vita violenta di un gangster tanto potente quanto pericoloso, che ha ispirato romanzi e film di successo, come L.A. Confidential e Gangster Squad.«Raccomandato agli amanti dei vecchi film sui gangster in doppio petto.»Library JournalTere Terebaè una pluripremiata giornalista di Los Angeles. Ha scritto per «Interview», «Vogue Italia». Per questo libro ha compiuto meticolose ricerche d’archivio, consultando documenti originali, interviste e articoli dell’epoca. Vive a Los Angeles. Per saperne di più visitate il suo sito web: www.teretereba.com.

Gangbank

«Caro risparmiatore, i suoi soldi sono i nostri. Pertanto non ce li chieda, perché noi li facciamo girare nel nostro interesse. Nel caso non fosse soddisfatto del servizio, non importa: tanto non ci troverà. Siamo nell’era del mondo liquido, dei servizi immateriali, dei call center ». Non sarebbe meglio se ce lo dicessero così chiaramente, invece di illuderci con pubblicità da Baci Perugina? Almeno uno lo sa. Lo sa Quelle che ci mancano in realtà sono le informazioni, è la conoscenza. Noi andiamo sulla fiducia, loro sulla nostra ignoranza. Loro sono il GangBank: un sistema di saccheggio instaurato dalle élite – colossi bancari, fondi d’investimento, agenzie di rating, multinazionali – che controllano la finanza globale. Dilagano come orde barbariche mosse da una sete inestinguibile, non limitandosi ad applicare le loro spietate strategie, ma spacciandole addirittura per interventi salvifici. L’Italia è un tragico esempio. Per venticinque anni è stata un perfetto terreno di caccia. Con il beneplacito di politici complici, interessati, spesso inetti, il modello sociale e imprenditoriale italiano – che il mondo ci invidiava – è stato indebolito e smantellato. Al grido, ripetuto come un mantra da media e politici, di «il pubblico è male, il privato è bene», «siamo troppo spreconi» e «ce lo chiede l’Europa», ci siamo indebitati, abbiamo perso il lavoro, i diritti, le tutele sociali e democratiche. I danni ormai sono così gravi che non si può fingere di non vederli. GangBank è un atto d’accusa senza sconti, che non ha paura di fare i nomi dei colpevoli e di svelarne i misfatti. Ma è anche uno sprone a informarsi e tutelarsi e un appello alla riscossa. A riprendersi, con l’arma della democrazia, tutto quello che ci spetta di diritto.

Galeotto fu il collier

Lidio Cervelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata al Circolo della Vela non arriva Helga: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Prima che finisca la cena, sono in riva al lago: una notte indimenticabile, in cui le chiappe di Helga rilucono come due mezzelune.
Lirica, la severa madre di Lidio, abile e ricca imprenditrice dell’edilizia, ha vedute molto diverse. Suo figlio deve trovare una moglie «made in Italy», una ragazza come si deve. Magari la nipote del professor Eugeo Cerretti, Eufemia, un ottimo partito con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla.
Ma forse Lidio ha trovato il modo per uscire dalla trappola e realizzare tutti i suoi sogni: durante un sopralluogo per un lavoro di ristrutturazione, in un muro maestro scova un gruzzolo di monete d’oro, nascosto chissà da chi e chissà quando.
Intorno a questo quintetto e al tesoro di Lidio, un travolgente coro di comprimari. A cominciare dalle due donne più belle del paese: Olghina, giovane sposa del potente professor Cerretti, che fa innamorare Avano Degiurati, direttore della Banca del Mandamento; e Anita, la moglie del muratore Campesi, di cui si incapriccia Beppe Canizza, il focoso segretario della locale sezione del Partito. E poi l’Os de Mort, di professione «assistente contrario», cuochi e contrabbandieri, l’astuto prevosto e l’azzimato avvocato… Immancabili, a vigilare e indagare, i carabinieri guidati dal maresciallo Maccadò.

Galassia maledetta

Un disco volante, come un ucello ferito, è costretto ad atterrare nella radura di un bosco del Périgord, in Francia, e un medico geniale e solitario, che si trova a passare di là, si incontra con lo strano equipaggio del disco – esseri bizzarri, molto simili agli uomini, ma con quattro dita per mano e la pelle di un verde smeraldo. Sono esseri docili e intelligenti, che il Dott. Clair cura nelle ferite riportate nell’incidente e che gli si affezionano pieni di gratitudine. E da questo momento, il giovane scienziato francese si trova a vivere la più straordinaria e meravigliosa avventura celeste che una creatura umana abbia mai potuto sognare. Al di là del “ahun”, o iperspazio dei matematici einsteniani, su pianeti circolanti intorno a soli di Galassie così lontane da non appartenere più né allo spazio né al tempo come noi li concepiamo, vivono gli esseri dalla pelle verde, gli Hiss, impegnati da millenni contro i Mislik, il popolo della Galassia maledetta. Figli dello spazio dove domina lo zero assoluto, i Mislik sono esseri magnetici, costituiti di sostanze metalliche, profondamente modificate dalle temperature super-gelide degli spazi cosmici. Essi odiano il calore, come il loro più grande nemico: ecco perché da millenni la loro incomprensibile specie si adopera a spegnere ad una ad una le stelle del cielo. Solo quando l’universo sarà ridotto al “Massimo di entropia” potrà avere inizio la loro civiltà, non più ostacolata dalla luce e dal calore odiato. La lotta dei figli della luce contro i figli della tenebra e della immane ghiaccia raggiunge momenti spaventevoli; ma Clair e gli Hiss.. Ma i lettori scopriranno da sé il resto. La “Galassia Maledetta” è un grande romanzo di fantascienza, che diverte, affascina, atterrisce, che soprattutto fa pensare.
Copertina di Curt Caesar

La gabbia

Su richiesta della psichiatra, il protagonista -un giovane venditore di telefoni cellulari – racconta gli eventi che nel giro di cinque giorni hanno sconvolto la sua vita. Informato della morte del padre, con il quale aveva ormai pochissimi rapporti, l’uomo torna nel paese natio per organizzarne il funerale. Il secondo giorno compie una scoperta terrificante: nella cantina della casa paterna c’è una gabbia in cui è rinchiusa una giovane donna. Che fare? L’indecisione, attraverso una serie di passi falsi e insidiosi, lo trascinerà in una situazione da incubo, sino al colpo di scena finale.

Un futuro infinito

Bambina ipersensibile e schiva, nata in una famiglia borghese poco incline alle dimostrazioni d’affetto, ma anche adolescente ribelle al punto da andarsene di casa a diciassette anni. «Pessima attrice» in una compagnia teatrale itinerante (il Carrozzone), cui si unisce per caso e non per passione, ma capace di farsi presto notare da Giorgio Strehler, che la scritturò per il Piccolo Teatro. Vittima di un misterioso malessere che la costringerà in analisi per oltre trent’anni (e da cui guarirà grazie a Cesare Musatti), eppure protagonista acclamata della scena teatrale italiana e internazionale, contesa dai più famosi registi del Novecento, da Harold Pinter a Bob Wilson. Attrice cinematografica amata da registi colti e raffinati come Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe Patroni Griffi, Susan Sontag, Bernardo Bertolucci, Abel Ferrara, Marco Tullio Giordana, ma anche interprete di alcuni tra i film più osé e delle pièce più scandalose degli anni Settanta. La vita di Adriana Asti è un susseguirsi di scelte anticonvenzionali, incontri spiazzanti e contraddizioni apparentemente inconciliabili. Che il suo sguardo divertito rispecchia fedelmente.È con irresistibile garbo e autoironia che in Un futuro infinito racconta se stessa e il suo mondo, popolato da scrittori, poeti, maghi, intellettuali, registi, attori, primedonne, personaggi eccentrici e bizzarri. Le cene con Alberto Moravia, Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, Elsa Morante e Natalia Ginzburg (che scrisse per lei Ti ho sposato per allegria). Le estati a Ischia con Luchino Visconti, che organizzava scherzi feroci. E poi, il legame struggente con Pier Paolo Pasolini, «un diamante che non si scalfisce». Il burrascoso rapporto con Susan Sontag. Il sodalizio umano e artistico con Franca Valeri. Il successo in Francia, che le ha aperto una carriera Oltralpe e un’«altra» vita. La malattia, che la spaventava al punto da non nominarla, ma che non riuscì a tenerla lontana dal palcoscenico. E ancora, le prime nozze con Fabio Mauri, presto naufragate. L’incontro e il matrimonio con Giorgio Ferrara, regista, attore e direttore del festival di Spoleto. Lei allora quarantenne, lui poco più che ventenne, uno scandalo per l’epoca.La storia di una straordinaria attrice, riservata eppure spregiudicata. Di una donna profondamente libera e anticonvenzionale, con il talento di sapersi lasciare ogni cosa alle spalle. Perché il passato non esiste: è solo qualcosa che la spinge in avanti, verso ciò che deve ancora accadere.

Il futuro è lunedì

Annamaria ha tre anni quando nascono Alessandro e Roberto. Ha già due fratelli maggiori e fino all’arrivo dei gemelli si sente la principessa di casa. Una casa contadina, in cui anche le principesse devono lavorare, svolgendo tutta una serie di incombenze domestiche, fra cui prendersi cura, per l’appunto, dei due fratellini. Ma Roberto e Alessandro richiedono attenzioni molto diverse, perché non sono uguali: Roberto è «normale» e Alessandro ha la sindrome di Down. In famiglia la diversità di Alessandro viene accolta con naturalezza; è nel momento in cui deve andare a scuola, in cui deve relazionarsi con il mondo «esterno» che cominciano i problemi. Nell’Italia degli anni Sessanta mandare Alessandro a vivere in un istituto per «handicappati» sembra l’unica soluzione, e tuttavia in famiglia le riserve sono tante e sarà proprio Annamaria a condurre una dura battaglia per sottrarre il fratello a un destino omologato sotto l’etichetta di «down» e per farlo vivere, invece, come persona, come Alessandro. In questa lotta quotidiana e vincente Annamaria ha incontrato tante difficoltà, tanti pregiudizi, ma oltre alla sua famiglia che l’ha sempre sostenuta, ha anche incontrato persone e luoghi veramente speciali, uomini di fede e laici, amici e insegnanti, scuole, istituzioni e paesi interi che l’hanno aiutata, e che esistono sul serio e che rendono questa storia una bella storia.

Future sex

Nel corso della vita abbiamo letto tante favole, ma nessuna finiva con «e vissero da soli, felici e contenti». Eppure per un gran numero di persone la vita va proprio così. Dopo la fine di una storia importante, Emily Witt si è ritrovata a gestire una libertà emotiva e sessuale che l’ha disorientata: di fronte all’infinita varietà di esperienze sessuali di colpo a portata di mano grazie a nuovi e insospettabili canali, si è ritrovata priva di un nuovo sistema di regole – sia lessicali che comportamentali – che le facessero da guida: era ancora consentito innamorarsi di un partner di letto? E sognare una famiglia? La sicurezza quotidiana era compatibile con la libertà sessuale? Insomma, a vent’anni da Sex & the City e a cinque dal lancio di Tinder, «le nostre relazioni sono cambiate, ma il nostro modo di definirle no». A caccia di un nuovo vocabolario del corpo e degli affetti, la Witt intraprende allora un viaggio che spazia dalle prime agenzie di incontri virtuali al porno femminista, dagli orgasmi durante le sedute di yoga alle politiche sulla fertilità che restano pericolosamente retrograde, e lo fa con uno slancio empatico, con una scrittura intima e radicale degna delle più grandi interpreti della controcultura di fine anni Sessanta.