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La Volpe dorata

La Volpe dorata: chi o che cosa si nasconde dietro questo nome? Semplicemente il più imprevedibile, il più scaltro, il più temibile agente dello spionaggio mondiale, le cui doti sono state dimostrate sul campo in infinite occasioni. Una vera volpe della politica e della guerriglia, che non finisce di sbalordire i suoi stessi capi con trame dai meccanismi perfettamente messi a punto, orditi in maniera sempre più diabolica ed estesi a macchia d’olio in intrighi internazionali sempre più fitti. Siamo nel 1969, in pieno clima di contestazione, e la Volpe dorata, per sviluppare la propria trama, può spaziare dall’Inghilterra a Cuba, dall’URSS all’Angola, dalla Tanzania al Sudafrica; troverà sulla propria strada (in forme e modi diversi, comprimari o comparse, vittime o carnefici) Fidel Castro e Hailé Selassié, l’ANC e il KGB, uomini politici e spie, gente di potere e gente di finanza. Troverà anche i Courteney – la grande famiglia di cui Wilbur Smith ci ha raccontato le storie da La spiaggia infuocata a L’ultima preda – vittime questa volta di una inaudita congiura. E, per prima, incontrerà la giovane e bellissima Isabella, colei che – col nome in codice di Rosa Rossa – è destinata a cadere nella tela del ragno, a fungere da complice innocente, a subire un infame ricatto, a partecipare a un terribile gioco di spionaggio industriale e politico. La Volpe dorata non ha tenuto però conto della forza dei Courteney, della tenacia dei vincoli di sangue. E lo scontro finale, dove ogni arma è permessa e ogni tipo di lotta è legittimo (perché non è in gioco solo l’onore della famiglia, ma anche il futuro stesso del Sudafrica), vedrà, contro il micidiale attacco, l’esplosione di un’altrettanto micidiale difesa…
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Il volo dell’angelo

Dieci millenni fa vivevano sulla Terra popoli dei quali si è conservato solo un pallido ricordo trasfigurato dal tempo: i bruni olmanni, gli alati, eteree creature del cielo, le bellicose ma civilissime amazzoni.
Gianluigi Zuddas ricostruisce questo mondo completo ed affascinante, aiutato da una fantasia che sembra inesauribile. Usi e costumi, credenze bizzarre, società primitive o evolutesi in direzioni diverse dalla nostra, rivaleggiando con le più curiose creazioni di Jack Vance, presentano un affresco complessivo che è uno dei più godibili dell’heroic fantasy
internazionale.
Il volo dell’Angelo vede le due amazzoni Goccia di Fiamma e Ombra di Lancia impegnate nel tentativo di guidare la migrazione di un intero popolo dal sud di Afra alle lontane Piane di Ghall, tra battaglie, rapimenti, nuovi incontri ed avventure. Ombra e Goccia sono accompagnate dalla dolcissima Angela Janlai, una ragazza del popolo degli alati, che per
amicizia abbandona il suo mondo fatto di venti.

Volevo solo averti accanto

**PREMIO SELEZIONE BANCARELLA 2014** Anche quello che sembrava un fratello può tramutarsi nel tuo peggior nemico…È la sera della prima al grande teatro dell’Opera di Chicago. Morbide stole e sete fruscianti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenzweig, il più ricco e importante mecenate della città. All’improvviso tra la folla appare un uomo anziano in uno smoking fuori moda. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenzweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il Macellaio di Zamość, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l’Olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta a un freddo inverno nella Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico. Difendere Ben Solomon sembra un’impresa impossibile, Rosensweig è per tutti un sopravvissuto di Auschwitz, un filantropo potente e rispettato. Catherine però non vuole arrendersi, deve trovare la verità. Perché nessuno, in questa storia, è quello che sembra. Volevo solo starti accanto è un caso editoriale fulminante. Pubblicato in proprio dall’autore, ha venduto in poche settimane oltre 100.000 copie solo negli Stati Uniti. Le recensioni dei lettori e il traffico crescente in rete hanno suscitato l’interesse delle case editrici che si sono sfidate in un’asta infuocata per acquisirne i diritti. Pubblicato ora da uno degli editori americani più importanti, sta scalando tutte le classifiche di vendita. Un romanzo sconvolgente, che risveglia le coscienze e ci ricorda che. perché l’orrore non si ripeta, non si deve dimenticare. Mai.
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### Sinossi
**PREMIO SELEZIONE BANCARELLA 2014** Anche quello che sembrava un fratello può tramutarsi nel tuo peggior nemico…È la sera della prima al grande teatro dell’Opera di Chicago. Morbide stole e sete fruscianti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenzweig, il più ricco e importante mecenate della città. All’improvviso tra la folla appare un uomo anziano in uno smoking fuori moda. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenzweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il Macellaio di Zamość, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l’Olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta a un freddo inverno nella Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico. Difendere Ben Solomon sembra un’impresa impossibile, Rosensweig è per tutti un sopravvissuto di Auschwitz, un filantropo potente e rispettato. Catherine però non vuole arrendersi, deve trovare la verità. Perché nessuno, in questa storia, è quello che sembra. Volevo solo starti accanto è un caso editoriale fulminante. Pubblicato in proprio dall’autore, ha venduto in poche settimane oltre 100.000 copie solo negli Stati Uniti. Le recensioni dei lettori e il traffico crescente in rete hanno suscitato l’interesse delle case editrici che si sono sfidate in un’asta infuocata per acquisirne i diritti. Pubblicato ora da uno degli editori americani più importanti, sta scalando tutte le classifiche di vendita. Un romanzo sconvolgente, che risveglia le coscienze e ci ricorda che. perché l’orrore non si ripeta, non si deve dimenticare. Mai.

Volere è potere

La morte di Sir Alexander, sesto barone dei Carstairs, lascia un vuoto molto grande. Il titolo e le ricchezze dell’antica famiglia passano nelle mani di un rampollo volatilizzatosi trent’anni prima: ma con il suo arrivo, inizia una serie di inspiegabili delitti, che dà al giovane praticante legale Hugo Moneylaws l’occasione per compiere un’indagine che si rivela sempre più pericolosa…Joseph S. FletcherJoseph Smith Fletcher nacque a Halifax e, rimasto orfano a otto mesi, crebbe con la nonna a Darrington, nello Yorkshire. A diciotto anni partì per Londra, dove iniziò a scrivere per alcuni giornali. Pubblicò novelle, poesie, biografie, commedie e drammi teatrali, ma il suo nome è rimasto legato ai racconti polizieschi e del mistero. Si interessò inoltre di archeologia e antiquariato. I suoi gialli sono stati tradotti in molte lingue: in Italia la sua notorietà si è particolarmente diffusa nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra.
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Vogliamo tutto

la nuova edizione di un grande classico della letteratura del ‘900, sempre disponibile nel catalogo di DeriveApprodi.
Vogliamo tutto è un ordigno linguistico di calcolata potenza e di trattenuta passionalità. Passione e ironia si intrecciano con dosaggio sapiente ed esplodono insieme, dando vita a un libro che si può leggere in molti modi: come un resoconto delle lotte sociali del proletariato metropolitano, come un controcanto incalzante e talora balzellante al diffondersi dell’autonomia degli operai, come uno sguardo distaccato, o come un gesto di simpatia del linguaggio per la vita.
Pubblicato per la prima volta nel 1971, Vogliamo tutto è la storia di un operaio arrivato dal Sud nella Fiat in ebollizione, la storia della scoperta della metropoli, della violenza e dell’oppressione capitalistica, della comunità proletaria che si forma, della rivolta che serpeggia e poi esplode. Il romanzo racconta in prima persona le vicende dell’emigrazione dal Sud e quelle della lotta operaia a Torino. La prima persona narrante è quella di un operaio che Balestrini ha fatto parlare e registrato coscienziosamente per poi rimixare il parlato con un ritmo che si piega all’intenzione di una poetica variegata, policroma e polifonica. Quella realizzata è un’operazione che non ha nulla a che fare con il populismo o con il realismo descrittivo. Il lavoro di smontaggio e rimontaggio segue le linee di una metodologia combinatoria che si esercita integralmente sulla materia linguistica con un «procedimento» calcolato.
È qui la caratteristica assolutamente originale di questo scrittore, nel suo operare attraverso prelevamenti di materiale verbale pre-esistente alla scrittura. In questo senso si potrebbe dire che Balestrini è il primo poeta che non ha mai scritto una parola sua, perché le parole per lui sono materiale da ricombinare. Il gesto del poeta consiste nel prelevare parole dallo smisurato territorio verbale circostante, nel predisporne il funzionamento, il ritmo e dunque la potenza emotiva.

Voglia di cucinare pasta. Fresca, secca, ripiena

Tante ricette gustose e di sicura riuscita per variare in modo creativo il menu di tutti i giorni: infatti la pasta si sposa con carne, verdura, pesce e riserva grandi sorprese se solo esploriamo l’integrale, la pasta fresca, quella ripiena. Un viaggio tra i mille sapori del piatto principe della cucina mediterranea.

Le voci di una passione: Olivia di Castelfosco

Inghilterra – 1876
La giovane e seducente Olivia Moreland non smentisce la fama di eccentricità del suo nobile casato: studiosa di fenomeni psichici, è un’investigatrice dell’occulto, decisa a smascherare ciarlatani e falsi medium. Un giorno, nel corso di una movimentata seduta spiritica, la ragazza incontra l’affascinante conte di St. Leger che, in seguito, la invita nel maniero avito di Castelfosco. Con il suo aiuto, vuole infatti sottrarre la madre all’influenza di un’imbrogliona che pretende di metterla in contatto con Roderick, l’altro figlio morto da qualche tempo. Ma la presenza di Olivia al castello, e le palesi attenzioni del conte nei suoi confronti, scatenano la gelosia di Pamela, l’ipocrita e avida vedova di Roderick. A rendere l’atmosfera ancora più inquietante si aggiungono i sogni dei due giovani, nei quali, stranamente, compaiono gli stessi protagonisti, una coppia di amanti vissuti secoli prima in circostanze drammatiche.

Voci di mezzanotte

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La tragica e improvvisa scomparsa del marito lascia Caroline sola a New York, costretta a crescere due figli di dodici e undici anni, con pochissimo denaro e ancora meno speranze. Ma un giorno Caroline incontra un uomo di successo, sicuro di sé e capace di affascinarla. Tanto da convincerla a spostarsi nel suo spazioso appartamento nel cuore di Manhattan. Per qualche tempo le paure di un futuro incerto, l’ansia di non poter dare abbastanza ai figli si placano… finché non cominciano a sussurrare le voci di Mezzanotte e la vita della donna non sprofonderà nel terrore.
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Le voci delle cose-La donna del faro

“Deviazioni” è il nome che Ed McBain ha deciso di dare a questa raccolta, dopo aver invitato dieci fra i più grandi nomi del suspense, del mystery e del thriller a misurarsi con una storia più lunga di un racconto e più breve di un romanzo. Ovvero con un romanzo breve, genere in auge nei mystery magazine degli anni ’40-’60, ma oggi non più diffuso. I testi qui riuniti – mai pubblicati prima – sono quindi deviazioni dalle forme attualmente più comuni nel poliziesco e nel thriller. Questo volume raccoglie “Le voci delle cose” di Stephen King e “La donna del faro” di John Farris.

Le voci del fiume

Nel gelido inverno del 1944, il giovane maestro Oriol Fontelles e sua moglie si trasferiscono a Torena, nelle valli dei Pirenei, ignari degli odi che la guerra civile ha seminato nel paese e delle drammatiche vicende che da lì a poco sconvolgeranno per sempre le loro vite. Sessant’anni dopo la maestra Tina Bros recupera per caso dei quaderni nascosti dietro la lavagna della vecchia scuola di Torena che sta per essere demolita. Sono le confessioni che Oriol Fontelles, prima di morire, scrive per scagionarsi agli occhi della figlia che non ha mai conosciuto. Intrecciando la sua vita personale a quella di Oriol e dell’affascinante nobildonna Elisenda Vilabrù, Tina riporta alla luce odi e amori, tradimenti e segreti volutamente custoditi per mezzo secolo. Con “Le voci del fiume” Cabré, grande conoscitore dell’animo umano e delle sue ombre, indaga il sentimento della vendetta e dell’odio, ma anche il valore del ricordo e della memoria, come unica forma di salvezza.

Le voci del cielo

C’erano una volta quattro avanposti dell’umanità intorno a quattro stelle straniere. Finchè il Congresso decise di tagliare i fondi e le colonie furono abbandonate a loro stesse, senza rifornimenti e senza futuro. Ma la colonia di Delta Pavonis non era affatto disposta a morire, come lo spaziale Barry Di Hoa avrebbe scoperto a sue spese. E i suoi aborigeni erano disposti a collaborare con gli umani nella ricostruzione.. terremoti e altre calamità permettendo.
Copertina: Maurizio MANZIERI

La voce veniva dal fiume

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Matt Silver ha avuto tanto dalla vita. Talento, successo, ricchezza. E due splendide bambine, figlie di un amore fragile, di un matrimonio arrivato al capolinea. È la notte di Natale quando fa inaspettatamente ritorno nella sua grande villa appena fuori Londra. Ad accoglierlo c’è la moglie, Lauren, piena di alcol e rabbia. D’impulso Matt carica le figlie in macchina e parte sgommando. È un gesto dalle conseguenze tragiche. È l’inizio di un dramma dai risvolti misteriosi.
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Una voce tante voci

Il Dj dei record che scrive un libro? Sarà in grado? Marco Galli versus il Capitano in un incontro scontro di pensieri e sguardi sul mondo che – in un viaggio in ascensore lungo dieci piani – ci permetterà di scoprire ancora di più chi è lo speaker più famoso d’Italia e soprattutto l’uomo che, da anni, nasconde con discrezione. Tra provocazioni, aneddoti e racconti di “viaggio” impareremo il senso di un lavoro, magico e ancora un po’ misterioso, che nasce e vive grazie al divertimento e alla passione degli ascoltatori. Cosa significa realmente essere un comunicatore? Vuol dire saper sentire le persone e ciò che le circonda, manipolare sapientemente silenzi e parole.

La voce delle ossa

Nove del mattino, lunedì 4 giugno. Nella squallida abitazione di Annaliese Ruben, una prostituta, viene rinvenuto il cadavere di una neonata. L’agghiacciante sospetto è che sia stata Annaliese ad aver ucciso la propria bambina subito dopo averla data alla luce. Ben presto le ricerche della polizia portano al ritrovamento di altri due piccoli corpi. Sono troppi i ricordi e le emozioni perché la dottoressa Temperance Brennan possa affrontare il caso con il lucido distacco di sempre: quelle vittime innocenti le riportano alla mente Kevin, il fratello morto piccolissimo. E poi, al suo fianco nelle indagini c’è il detective Andrew Ryan, con il quale anni prima Tempe aveva avuto una relazione forse mai completamente finita. Ma ora quei cadaveri reclamano tutta la sua attenzione, e Tempe deve concentrarsi su ciò che essi possono rivelare. Come sono morte le vittime e quanto è durata l’agonia? È davvero possibile che la madre le abbia uccise senza pietà e poi dimenticate? O forse la verità è un’altra, e la donna è colpevole solo di averle partorite già prive di vita? Sulle tracce di Annaliese, Tempe e Ryan giungono a Edmonton, e da lì alle ricchissime miniere di diamanti di Yellowknife, dove la presunta assassina risulta essere intestataria di un terreno che la sorellastra Nellie è decisa a vendere al miglior offerente. Che sia proprio a Yellowknife la chiave di tutto? Un losco giro di diamanti, denaro e droga in cui Annaliese potrebbe essere finita senza nemmeno rendersene conto? Aiutati dal sergente Hasty della Royal Canadian Mounted Police, Ryan e Tempe si trovano a fare i conti con una verità inimmaginabile, destinata a sconvolgere la comunità locale e non solo. Con la consueta maestria, Kathy Reichs costruisce una trama dal ritmo implacabile, densa di emozioni e di colpi di scena.

La voce del crimine

È una primavera turbolenta per gli agenti dell’87° distretto. Carella e soci sono chiamati a indagare sull’efferato omicidio di un giovane trovato crocifisso in una vecchia casa occupata, a scovare lo scassinatore che sta seminando il panico nell’elegante Richardson Drive. E, soprattutto, a interpretare le minacce del Sordo che ha ricominciato a perseguitarli. Telefonate, lettere anonime – i mezzi del famigerato latitante sono sempre gli stessi. Finché, dentro una busta indirizzata a Steve Carella, arrivano le immagini di George Washington e di Edgar J. Hoover, e la pista degli inquirenti comincia a somigliare sempre piú a una pericolosa sciarada. La voce del crimine contiene gli ingredienti del migliore Ed McBain: una metropoli ancora piú cupa e sfaccettata della New York alla quale s’ispira, una squadra di detective capace di bucare la pagina con la propria irriducibile umanità e un killer spietato disposto a metterli alla prova.

‘McBain costringe il lettore a rivisitare tutti i personaggi che incontra, specie quelli che era ormai convinto di conoscere alla perfezione’.
The New York Times

‘Bello, alto, intelligentissimo, abilissimo e astuto. Con un lieve difetto fisico, direbbe il cinema italiano anni Settanta, che lo rende unico, riconoscibile, in qualche modo ancora piú temibile. In tutto e per tutto perfido, maligno ed egoista, ma anche affascinante, enigmatico e interessante. Signore e signori, ecco a voi il Sordo’.
Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni

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