45345–45360 di 62912 risultati

Non è stato facile cadere così in basso

Secondo l’autore, l’ignoranza è una cosa ben diversa dalla stupidità. C’è infatti un’ignoranza auspicabile, così come c’è un’ignoranza transitoria e produttiva e un’ignoranza irrimediabile. C’è un’ignoranza scolastica, dovuta a una scuola che fornisce troppe informazioni inutili, non spiega come organizzare il sapere e più che altro trasforma la vita dei suoi allievi in una tortura. C’è un’ignoranza socio-politica, legata alla “sordità” del mondo dell’informazione, che grazie ai suoi “generatori di consenso” vive di “bufale” buone per qualsiasi salotto. C’è infine un’ignoranza filosofica, che è quella di chi ripete acriticamente una visione del mondo su cui non riflette e non si fa domande.
**

Non è stata colpa mia

**Un libro da tenere sul comodino
La storia di questa coppia farà parte di voi
Un segreto che li divide
Un viaggio a Parigi
Sarà possibile ritrovarsi?**
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel’ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell’animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
**Un’incredibile storia di amore e coraggio
Un romanzo da tenere vicino al cuore**
«Wow, che libro. Non riuscivo a smettere di leggere. E ho versato così tante lacrime pensando alla tragedia che colpisce i due protagonisti.»
«Un racconto emozionante ed emozionato, la cronaca di una tragedia e di quello che porta con sé, inframmezzata da flashback dell’inizio della relazione. Se siete come me, vi innamorerete dei protagonisti e soffrirete per loro pagina dopo pagina.»
«Una storia d’amore bellissima e straziante.»
**Leah Mercer**
È nata a Halifax, sulla costa orientale del Canada. All’università è stata campionessa nella staffetta 4×400. Dopo un master in giornalismo, ha iniziato la carriera di scrittrice. Vive a Londra con il marito e il figlio.
**
### Sinossi
**Un libro da tenere sul comodino
La storia di questa coppia farà parte di voi
Un segreto che li divide
Un viaggio a Parigi
Sarà possibile ritrovarsi?**
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel’ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell’animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
**Un’incredibile storia di amore e coraggio
Un romanzo da tenere vicino al cuore**
«Wow, che libro. Non riuscivo a smettere di leggere. E ho versato così tante lacrime pensando alla tragedia che colpisce i due protagonisti.»
«Un racconto emozionante ed emozionato, la cronaca di una tragedia e di quello che porta con sé, inframmezzata da flashback dell’inizio della relazione. Se siete come me, vi innamorerete dei protagonisti e soffrirete per loro pagina dopo pagina.»
«Una storia d’amore bellissima e straziante.»
**Leah Mercer**
È nata a Halifax, sulla costa orientale del Canada. All’università è stata campionessa nella staffetta 4×400. Dopo un master in giornalismo, ha iniziato la carriera di scrittrice. Vive a Londra con il marito e il figlio.

Non dirlo a nessuno

A Point Pleasant, in West Virginia, c’è un albergo spettacolare, tutto verande, cupole, giardini e fontane.
Per più di un secolo teatro di feste, balli, incontri romantici, è avvolto da una fama oscura: episodi violenti, talvolta mortali, hanno segnato la sua storia, tanto che i proprietari hanno deciso di abbatterlo.
Troppo tardi.
Poche settimane prima della demolizione, Julianna Brent si concede un ultimo sonno dopo una notte d’amore clandestino in una stanza dell’albergo abbandonato. Il suo compagno è già andato via; è quasi l’alba.
Qualcuno attendeva questo momento.
Qualcuno che da tempo alimenta il desiderio di vederla morta.
In quella stessa mattina d’estate, Adrienne si è alzata presto e ha raggiunto l’albergo, armata di pennelli. Vuole fissare sulla tela l’immagine fiabesca dell’edificio prima che scompaia per sempre.
È una giornata nebbiosa, nell’aria si avverte qualcosa di sinistro. Adrienne intravede una sagoma in fuga tra gli alberi. Percorre i corridoi dell’albergo silenzioso e trova il corpo senza vita di Julianna, sua amica da sempre.
Per Adrienne è l’inizio di un calvario di paura.
A quella morte seguono altre morti; emergono retroscena insospettati, che ridisegnano i confini del suo mondo. E chiunque sembra nascondere un segreto.
Quando il cerchio si stringe attorno a lei, Adrienne non ha più scelta: deve decidere a chi e a che cosa credere.

Non dire notte

A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa e Theo. Dopo sette anni di felice convivenza, sono in una fase stagnante del loro rapporto. Theo, urbanista sessantenne di successo, appare sempre più introverso e sembra aver perso energia, voglia di fare e di mettersi in gioco. Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane che insegna nella scuola locale, è sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide. In seguito alla morte di uno degli studenti di Noa, le viene affidato il compito di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. Aiutata da Muki, agente immobiliare, da Linda, una timida divorziata, e da Lumir, un pensionato, Noa si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, pronta a lottare contro l’opposizione di tutta la cittadina che teme che un simile centro possa portare droga e criminalità. Non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l’aiuto di Theo, e lui non vuole interferire se non è richiesto. Se per un verso la vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, dall’altro dimostra lo struggente affetto, l’infinita tenerezza e il profondo amore che ancora li lega. La storia è narrata dai due protagonisti in prima persona. Un libro che esplora l’animo umano, che racconta la realtà quotidiana di una comunità lontana da Tel Aviv o Gerusalemme, protetta da filo spinato e guardie, che cerca di vivere una vita normale come qualsiasi altra cittadina del mondo.
**

Non ci lasceremo mai

Romanzo Vincitore del Premio John Fante Opera Prima 2011
Stanca di rispondere alla domanda «sei maschio o femmina?» che la perseguita da quando è una bambina, Alessandra, brava a scuola ma adolescente in guerra con la famiglia, la società e il proprio corpo, prende la decisione di cambiare sesso e si avventura così nel mondo dei trans, degli ormoni e delle falloplastiche. In testa ha un solo modello: Japhy, l’eroe de I vagabondi del dharma. Nel frattempo si innamora – ricambiata – di una sedicenne «open minded», grazie alla quale capisce che non desidera affatto diventare un uomo. Ma i genitori della ragazza ostacolano violentemente la loro storia e Alessandra non trova altra soluzione che andarsene: in un viaggio on the road negli Stati Uniti incontrerà altre lesbiche, altre esperienze, stili di vita alternativi, e alla fine anche se stessa. Sorretto da un’ironia lieve e sincera, questo romanzo di formazione ha un sapore picaresco e il ritmo di un racconto sincero reso tutto d’un fiato. Mescolando con grazia elementi disparati – dalle butch di New York alla new age californiana – la narrazione coinvolge e sorprende pagina dopo pagina, rendendo Alessandra un personaggio che è impossibile non amare.

Non chiedere perché

Serve un pizzico di follia per inseguire, nella vita, quello che a tutti appare un sogno irragionevole.
Questa storia si sviluppa a Sarajevo, in piena guerra fratricida della ex Jugoslavia, nell’estate del 1992, quando i cecchini sono appostati dietro ogni persiana, le granate dilaniano interi quartieri, persino arrampicarsi su un albero può essere letale: c’è chi muore perché non ha saputo resistere alla tentazione delle ciliegie. Con la ferita di un matrimonio fallito ancora aperta, Marco De Luca è l’unico fra i suoi colleghi giornalisti ad aver accettato l’incarico di inviato per la televisione italiana in questo inferno. Raccontare la complessità dei Balcani in novanta secondi al Tg è impossibile, perciò non resta che denunciare l’inaudita barbarie. Come quella del bombardamento sull’orfanotrofio, dove Marco si precipita a realizzare un servizio.
Ma questa volta il filmato, paradossalmente, non ha nulla di drammatico. Come è possibile? In quella camerata piena di culle, Marco è rimasto colpito da un particolare che nessuno ha notato: c’è un’unica bimba bruna, mentre tutti gli altri sono biondi. E proprio quella bimba bruna lo spinge a inseguire, con un pizzico di follia, quello che a tutti appare un sogno irragionevole.
Questa storia, ispirata a vicende realmente accadute, ruota attorno a un formidabile atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto provvidenziale di due donne e alla determinazione incrollabile di un uomo.
Ed è diventata un romanzo che emoziona, commuove e rivela, in Franco Di Mare, un nuovo, sorprendente talento narrativo.

Non avevo capito niente

Prendete la persona più simpatica che conoscete. Poi quella più intelligente. Adesso quella più stupida e infantile. Più generosa. Più matta. Mescolate bene. Ecco, grosso modo, il protagonista di questo libro.
Un po’ Mr Bean, un po’ Holden, un po’ semplicemente se stesso, Vincenzo Malinconico è un avvocato semi-disoccupato, un marito semi-divorziato, e soprattutto un grandioso, irresistibile filosofo naturale. Capace di dire cose grosse con l’aria di sparare fesserie, di parlarci di camorra come d’amore con la stessa piroettante, alogica, stralunatissima forza, Malinconico ci conquista nel più complesso dei modi: facendoci ridere.
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome come fossero persone di famiglia. La sua famiglia vera, del resto, è allo sfascio: la moglie l’ha lasciato, i due figli adolescenti, amatissimi, hanno i loro sogni e i loro guai. A Vincenzo Malinconico capitano improvvisamente due miracoli. Il primo è una nomina d’ufficio, grazie alla quale diventa difensore di un becchino di camorra, Mimmo ‘o Burzone, e si trova coinvolto in un’avventura processuale rocambolesca. Il secondo miracolo si chiama Alessandra Persiano: la donna più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. Ma il vero miracolo, per noi lettori, è la voce svagata, digressiva ed eccentrica intorno a cui ruota l’intero romanzo. Il vero miracolo è il pensiero storto e irresistibile di Vincenzo, che riflette su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, seducendoci, di deriva in deriva, fino in fondo.
(source: Bol.com)

Nome d’arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

Andrea Vitali torna in libreria e svela gli esordi del maresciallo più amato della letteratura italiana
«*Non so quale sia il segreto. Sta di fatto che Andrea Vitali è un raro caso di narratore che mette d’accordo pubblico e critica.*»
**Robinson – la Repubblica – Antonio Gnoli**
**Fresco di nomina alla caserma di Bellano il maresciallo Maccadò ha per le mani un caso spinoso da trattare con cura**
La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.
Con *Nome d’arte Doris Brilli*, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come *La signorina Tecla Manzi*, *Olive comprese*, *La mamma del sole*, *Galeotto fu il collier*, *Quattro sberle benedette*, *Le belle Cece*, *A cantare fu il cane*, raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.             
**
### Sinossi
Andrea Vitali torna in libreria e svela gli esordi del maresciallo più amato della letteratura italiana
«*Non so quale sia il segreto. Sta di fatto che Andrea Vitali è un raro caso di narratore che mette d’accordo pubblico e critica.*»
**Robinson – la Repubblica – Antonio Gnoli**
**Fresco di nomina alla caserma di Bellano il maresciallo Maccadò ha per le mani un caso spinoso da trattare con cura**
La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.
Con *Nome d’arte Doris Brilli*, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come *La signorina Tecla Manzi*, *Olive comprese*, *La mamma del sole*, *Galeotto fu il collier*, *Quattro sberle benedette*, *Le belle Cece*, *A cantare fu il cane*, raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.             
### Dalla seconda/terza di copertina
Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo nel 1989 con il romanzo il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia e nel 2015 il premio De Sica. Con Massimo Picozzi ha scritto anche la ruga del cretino. I suoi romanzi più recenti sono a cantare fu il cane e Bello, elegante e con la fede al dito. Il suo sito è: www.andreavitali.info.

Noi e loro

Brunella Gasperini dà il meglio di sé quando racconta i fatti e i misfatti della sua confusionaria, allegra e trepidante famiglia. Padre, madre (lei stessa), due invadenti pastori scozzesi, due nobilgatti persiani col pedigree, due sorelle, una piccola e una grande, e un unico coccolatissimo figlio maschio nonché fratello. Questa volta la storia è raccontata dalla sorella piccola, che ha quattordici anni e trova che crescere è uno schifo, andare a scuola è uno schifo, andare dallo psicanalista come vorrebbero i grandi è pure uno schifo. Poi arriva come sempre l’estate e le solite vacanze nella casa sul lago in Valsolda.

Noi due soli

Era impossibile che quegli occhi marroni e profondi potessero tradire– Winnie Mae Taylor e turbata dalle emozioni appena provate dopo l’incontro col misterioso passeggero che deve trasportare con il suo aereo. Da un lato Rand Michaels le ha acceso una scintilla di irresistibile attrazione, dall’altro il suo intuito continua a mandarle messaggi di allarme: lui non e affatto un turista che vuole esplorare l’Alaska, ma le nasconde qualcosa. Mentre Winnie Mae sta ancora pensando come scoprire la verita, succede un imprevisto: devono atterrare in un bosco perché …

Noi credevamo

È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l’ormai settantenne don Domenico Lopresti, gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l’attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l’impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l’impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per ‘rovesciarsi come un guanto’: ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall’inizio dell’Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta, dalla leggera mimesi ottocentesca. Con uno scritto di Enzo Siciliano

(source: Bol.com)