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Antonio Ingroia. Io so

Le stragi e le bombe del ’92-93, la nascita della Seconda Repubblica, la corruzione come sistema, l’attacco alla Costituzione e alla magistratura, la debolezza della sinistra, le indagini sulla trattativa, il conflitto con il Quirinale. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo, racconta vent’anni di berlusconismo e la difficoltà di ricostruire la verità sui rapporti tra mafia e Stato.
(source: Bol.com)

L’antisemitismo. Riflessioni sulla questione ebraica

“Non ci sarà un francese libero sin quando gli ebrei non godranno la pienezza dei loro diritti, non un francese vivrà in sicurezza sin quando un ebreo, in Francia e nel mondo intero, dovrà temere per la propria esistenza”. Con in appendice gli scritti di Franco Fortini, Bernard-Henry Lévy e François Collin.

Antigua, vita mia

La vita di due donne, Josefa e Violeta, legate da sempre, si dipana attraverso le righe di un vecchio diario che ci narra di sogni, di grandi passioni e di profonde delusioni, di uomini dall’apparente fascino e dalla natura brutale, di figli, di unioni sbagliate. Sullo sfondo la società cilena e, in ultimo, la città di Antigua, dove le parole conservano ancora la loro verità, dove si è certi di poter conoscere gli altri e la propria anima come per incanto. Qui le due donne ritrovano se stesse, oltre alla loro preziosa amicizia. Antigua, vita mia è un romanzo appassionato e intenso e Marcela Serrano si conferma ancora una volta come una delle narratrici più sensibili e capaci di raccontare le profondità dell’identità femminile..
(source: Bol.com)

Antico Veleno

**Terreno Pericoloso vol. 2 **
Tanti auguri,Taylor! Taylor si è ormai ripreso del tutto dalle ferite riportate nella sparatoria, ma non tutti sono felici di vederlo arrivare al suo prossimo compleanno.

L’ANTICO REGIME E LA RIVOLUZIONE

Pubblicato per le prima volta nel 1856, “L’Antico regime e la Rivoluzione” si basa su di una ricerca molto approfondita, mai effettuata prima, dei documenti amministrativi e pubblicistici della Francia del secolo XVIII. Con un’esposizione di eccezionale chiarezza e notevole acume critico, Tocqueville, allora molto noto come saggista e uomo politico, mette in luce non solo il sistema di governo dell’assolutismo francese, ma anche, e soprattutto, la struttura di classe della Francia prerivoluzionaria minata da profonde contraddizioni interne. L’idea fondamentale che scaturisce da quest ricerca è quella di una sostanziale continuità tra la Francia dell’Antico regime e la Frnacia dell’Ottocento, rappresentata soprattutto dalla tendenza all’accentramento amministrativo, un elemento che spinge in direzione di regimi autoritari o che comunque pone molti limiti all’esplicazione della libertà politica, in nome della quale la Rivoluzione era iniziata.
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### Sinossi
Pubblicato per le prima volta nel 1856, “L’Antico regime e la Rivoluzione” si basa su di una ricerca molto approfondita, mai effettuata prima, dei documenti amministrativi e pubblicistici della Francia del secolo XVIII. Con un’esposizione di eccezionale chiarezza e notevole acume critico, Tocqueville, allora molto noto come saggista e uomo politico, mette in luce non solo il sistema di governo dell’assolutismo francese, ma anche, e soprattutto, la struttura di classe della Francia prerivoluzionaria minata da profonde contraddizioni interne. L’idea fondamentale che scaturisce da quest ricerca è quella di una sostanziale continuità tra la Francia dell’Antico regime e la Frnacia dell’Ottocento, rappresentata soprattutto dalla tendenza all’accentramento amministrativo, un elemento che spinge in direzione di regimi autoritari o che comunque pone molti limiti all’esplicazione della libertà politica, in nome della quale la Rivoluzione era iniziata.

Antichrista

Blanche è un’adolescente solitaria, immersa nei mondi dei libri che divora, mentre Christa è seduttrice e sicura di sé, solo l’età e la precocità negli studi le accomuna. E quando la ragazza più desiderabile dell’università la sceglie per amica, Blanche non crede alla sua fortuna. Ma è una felicità di breve durata, perché il sorriso e l’allegria di Christa nascondono una perfidia che si nutre della vitalità altrui. Vittima del desiderio di avere un’amica del cuore, Blanche si vede la vita trasformata in un vero e proprio inferno. Tra adorazione e odio, disprezzo e ammirazione, Blanche soffre in silenzio: troverà la forza di affrontare la sua “carnefice”?

Gli antichi ci riguardano

Si levano voci che chiedono di emarginare gli antichi, per esempio a scuola. Sarebbe una amputazione sciocca. Lo studio degli antichi costituisce invece una potente risorsa per comprendere quel che ci accade intorno: il rapporto libertà-dipendenza, la lotta per la cittadinanza, la competenza come requisito della politica. Problemi oggi cruciali che già percorrevano le società antiche. Esse seppero affrontarli, talvolta scegliendo risposte non consolatorie.
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Antiche amicizie. Indagine sotto il sole di Diano

Indifferente alle pene umane, il caldo sole di due torride estati distanti oltre trent’anni l’una dall’altra, illumina dall’alto le scene del crimine. Un rancore che nasce da lontano spinge un efferato assassino a pianificare con cura e poi a mettere in atto i suoi propositi. Le vittime, ignare, non hanno via di scampo e, una volta portati a compimento i suoi propositi, lui camuffa con abilità gli omicidi trasformandoli in semplici incidenti. Agli inizi degli anni Ottanta alcuni ragazzini, durante le vacanze estive, spinti dalla curiosità e anche un po’ dall’incoscienza tipica dell’età, si trasformeranno in intrepidi investigatori offrendo un contributo decisivo alla risoluzione di un drammatico caso di sequestro di persona. Ancora una volta Noemi, Angelo ed Elena saranno impegnati nella risoluzione di un caso intricato in cui antiche amicizie riemergeranno dai ricordi del passato.
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### Sinossi
Indifferente alle pene umane, il caldo sole di due torride estati distanti oltre trent’anni l’una dall’altra, illumina dall’alto le scene del crimine. Un rancore che nasce da lontano spinge un efferato assassino a pianificare con cura e poi a mettere in atto i suoi propositi. Le vittime, ignare, non hanno via di scampo e, una volta portati a compimento i suoi propositi, lui camuffa con abilità gli omicidi trasformandoli in semplici incidenti. Agli inizi degli anni Ottanta alcuni ragazzini, durante le vacanze estive, spinti dalla curiosità e anche un po’ dall’incoscienza tipica dell’età, si trasformeranno in intrepidi investigatori offrendo un contributo decisivo alla risoluzione di un drammatico caso di sequestro di persona. Ancora una volta Noemi, Angelo ed Elena saranno impegnati nella risoluzione di un caso intricato in cui antiche amicizie riemergeranno dai ricordi del passato.

Ante Actium: Il destino di un guerriero

Narona, febbraio del 33 A.C.
Mentre è impegnato nell’acquartieramento della sua centuria, il veterano della legione XIX Lucio Fabio Silano riceve uno strano e misterioso papiro che lo costringerà a lasciare immediatamente i suoi compagni d’arme per partire alla volta di Brundisium. Il giovane console Ottaviano richiede frettolosamente la sua presenza per affidargli un’importante e delicata missione, ai limiti del realizzabile. Un destino beffardo e crudele scaraventerà il “molosso di Cesare” in un lungo e insidioso viaggio verso la lontana Alessandria d’Egitto. Accompagnato nel suo avventuroso percorso da un vecchio mercante greco dal passato a dir poco burrascoso e dal suo equipaggio di giovani e scaltri cartaginesi, il valoroso soldato romano abbandonerà in breve tempo le coste italiche per andare incontro al volere degli dei. Tra traversate marittime, lunghe marce estenuanti, intrighi politici ed assassinii, Silano attraverserà la Grecia filo-Antoniana, raggiungendo le regioni più interne e impervie dell’Anatolia. L’epopea di un uomo che porterà a termine un’impresa destinata a cambiare per sempre le sorti della gloriosa Roma.
dello stesso autore, in vendita su Amazon:
IL SEGRETO DELL’ANTICRISTO
IL RAPPORTO SEMTEX
per info : [www.fabiosorrentino.altervista.org](http://www.fabiosorrentino.altervista.org)

Anonimo Veneziano

“Anonimo Veneziano” racconta una singolare e struggente storia d’amore e di morte, l’ultimo incontro di un uomo – un musicista – cui restano soltanto pochi giorni di vita, con la donna che un tempo lo ha molto amato, che lo ha lasciato, ma forse lo ama ancora… L’uomo e la donna si cercano, si ritrovano, riscoprono la loro giovinezza e il loro amore, le loro radici profonde, anche dietro parole che feriscono. Questo ultimo incontro darà all’uomo il coraggio di morire, nel lugubre splendore di una Venezia che lentamente sprofonda. Una storia d’amore che ispirò un film con Florinda Bolkan e Toni Musante.

Un anno sognato pericolosamente

Siamo entrati in un’epoca di rivolgimenti politici e sociali cui mai avremmo creduto di poter assistere, un’epoca segnata dalla ripresa delle lotte di emancipazione su scala generale – si pensi alla Primavera araba e al movimento Occupy – ma anche dal ridestarsi di potenti forze antidemocratiche: il sentimento xenofobo e integralista che dilaga in Europa, e che è sfociato nella follia omicida di Breivik, autore della strage di Utoya; i governi ‘politicamente neutri’ dei tecnici in Italia, Grecia e Spagna, senza escludere la riedizione dell’ossimoro contemporaneo per eccellenza, ossia la guerra umanitaria (in Libia). È stato un anno sognato pericolosamente, in cui agli straordinari slanci di partecipazione democratica hanno fatto da controcanto le misure di iniquo ‘risanamento’ imposte alla collettività dai sicari dell’economia. Slavoj Žižek ci propone un’attenta e originale lettura di questi eventi, unitamente all’esame di alcuni tra i più significativi fenomeni culturali del momento, per fare luce sull”antagonismo centrale del capitalismo contemporaneo’. Abbinando il giudizio appassionato del militante politico al contegno filosofico del critico dell’ideologia, Žižek cerca di rispondere alla domanda cruciale del nostro tempo: come possiamo combattere il sistema senza contribuire, involontariamente, al suo rafforzamento?
(source: Bol.com)

L’anno del dragone

Nella cittadina di Västerås, viene misteriosamente ucciso un guardiano nel parcheggio dell’IKEA. Condotte da Elina Wiik, le indagini portano a un enigmatico incidente di caccia avvenuto a Östersund nella regione dello Jämtland. Frattanto, dall’altra parte del mondo, un’importante multinazionale che fabbrica armi ingaggia un ex poliziotto con un presente da alcolizzato, Espen Krogh, per ritrovare il proprio avvocato, Auster Fogg, che ha fatto perdere le tracce in Vietnam. Quando Krogh arriva ad Hanoi, però, Fogg viene ucciso e l’ex poliziotto si ritrova accusato di omicidio. In quale intrigo internazionale è finito il vecchio Krogh? Quali pericolosi segreti custodiva Fogg, tanto da renderne necessaria l’eliminazione? E soprattutto, che legame c’è tra questo e gli omicidi in Svezia? Con L’anno del dragone, Thomas Kanger ci regala un thriller internazionale, sempre giocato sul filo dell’alta tensione che, tra vari colpi di scena, trascina il lettore da uno scenario storico e culturale all’altro.
(source: Bol.com)

L’anno del diluvio

In un mondo pericolosamente vicino al nostro, la Creatura si è sostituita al suo Creatore e, grazie all’ingegneria genetica, ha stravolto la Natura. La fede nella scienza è ormai un credo assoluto, integralista, fanatico. Tutto si vende, tutto si compra – l’identità, il sesso, la giovinezza – ma a che prezzo? Eppure c’è chi ha deciso di sottrarsi a questa logica perversa e distruttiva: è la setta dei Giardinieri di Dio. Novelli Adami e Ève, vivono nel sacro rispetto delle Specie animali e vegetali del pianeta sfuggite all’estinzione, cercando di convertire gli altri esseri umani in vista dell’imminente catastrofe. Anno venticinque del calendario dei Giardinieri di Dio: la profezia si è avverata, un Diluvio Senz’Acqua si è abbattuto sul pianeta, l’umanità è decimata. Un quadro desolante, in cui però si apre un flebile spiraglio: due voci, quelle di Toby e Ren. Un tempo adepte dei Giardinieri di Dio, si ritrovano catapultate in un mondo stravolto e scoprono che la lotta per la sopravvivenza è appena iniziata. Armate unicamente dell’amicizia che le unisce e animate dal desiderio di ritrovare i compagni di un tempo, si avventurano in un coraggioso viaggio, costellato di pericoli a ogni angolo. Che ne sarà di loro? Faranno sorgere una nuova alba per la specie umana, oppure ogni speranza di vita è ormai perduta per sempre?

Gli anni dello sterminio

Un capolavoro della ricerca storica
Premio Pulitzer 2008

Gli anni dello sterminio porta a compimento uno dei maggiori sforzi compiuti da uno storico contemporaneo per ricostruire e comprendere l’evento chiave del Novecento: la persecuzione e lo sterminio di milioni di ebrei nell’Europa occupata dai nazisti.
Per portare a termine il loro piano, i tedeschi avevano bisogno della collaborazione delle autorità locali e dei vari corpi di polizia e della passività delle popolazioni, a cominciare dalle élite politiche e spirituali. Ma era necessaria anche la disponibilità a obbedire agli ordini da parte delle vittime, che così speravano spesso di veder alleviate le loro sofferenze o di sopravvivere abbastanza a lungo da ottenere un visto per sfuggire agli aguzzini.
Saul Friedländer studia la macchina nazista ai suoi diversi livelli e nei diversi paesi: ci permette finalmente di capire la scala, la complessità e l’interdipendenza dei vari fattori che resero possibile lo sterminio. Il materiale esaminato è enorme: non solo documenti ufficiali, ma anche diari, lettere e memorialistica. Questa poderosa sintesi non addomestica la memoria dell’orrore, ma ci restituisce una terribile pagina di storia in tutte le sue sfaccettature, erigendo un autentico monumento alle sue vittime. L’opera di Friedländer – lo sforzo dell’intera vita di un grande studioso – rappresenta una svolta nella storiografia del Novecento: grazie a lui disponiamo finalmente della ricostruzione definitiva dell’Olocausto.

(source: Bol.com)

Gli anni della Luna (I blu)

Gli anni della Luna ripercorre la storia dell’astronautica durante il periodo più esaltante della conquista dello spazio, quello compreso tra il lancio dello Sputnik, nel 1957, e l’ultima missione lunare portata a termine dall’Apollo 17 nel 1972.
Lo spazio, immaginato, raccontato e disegnato da artisti e sognatori durante gli anni Cinquanta, viene finalmente raggiunto con il “compagno di viaggio” russo nell’ottobre del ’57. E’ l’inizio di una nuova era, che si guadagna presto le copertine e le prime pagine delle riviste più famose. Leggendo quello che si raccontava un tempo emerge lo spaccato della nostra società, e del mondo che la circondava con le sue inquietudini e le sue speranze.
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### Recensione
“**Gli anni d’oro dell’avventura spaziale**
Il quarantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna è stato celebrato in Italia con molte iniziative, a dimostrazione di un interesse per le imprese spaziali insolito nel nostro paese, dove l’atteggiamento culturale più diffuso verso astronauti e astronavi è di indifferenza, quando non di diffidenza. Ma gli appassionati non mancano neanche da noi, e uno di loro è certamente Paolo Magionami, storico della scienza e divulgatore, la cui preziosa raccolta di riviste e quotidiani d’epoca a tema spaziale è stata al centro di numerose esposizioni. E gli è servita come ispirazione per questo **Gli anni della Luna** (Springer, pp. 240, euro 19,00), appassionata e puntuale ricostruzione della corsa allo spazio, dal 1957 al 1972, e di come la raccontarono stampa e tv. Una ricostruzione che è anche un po’ una storia del giornalismo di allora, dove le vere protagoniste non sono le foto dell’Apollo e della Luna ma le copertine e le prime pagine su cui apparvero.”
*Cdg – Le Scienze, agosto 2009* 
“**Attrazione lunare**
Quarant’anni fa il primo “piccolo passo” di Armstrong sulla Luna Per noi tutti era la destinataria romantica dell’attenzione di poeti e scrittori. Per i tecnici della Nasa, che la vedevano sorgere dietro le rampe di lancio di Cape Kennedy, era un obiettivo politico-militare della guerra fredda. In entrambi i casi l’interesse per la Luna è stato enorme. E ora? A quarant’anni dalle prime clownesche (parola di Dario Fo) giravolte sulla sua superficie, davvero ha perso ogni appeal? Forse no. La Nasa ha appena annunciato la partenza di un ambizioso programma per la ricerca di ghiaccio lunare (v. articolo in basso). E dell’impresa di quarant’anni fa si scrive ancora. Un giovane esperto di comunicazione scientifica, Paolo Magionami, che il fatidico 20 luglio 1969 ancora non c’era, ripercorre appassionatamente ne Gli anni della Luna (Springer ed.) i vent’anni della corsa allo spazio fino alla chiusura del progetto Apollo nel 1972. Che ruolo ha avuto la comunicazione nel creare e far crescere la fascinazione dell’opinione pubblica planetaria per la conquista della luna? Magionami usa soprattutto la stampa, estera e nazionale, per restituire il sapore di quegli anni in cui le questioni spaziali (e lunari) conquistarono progressivamente titoli a nove colonne. L’impresa titanica di portare 12 uomini sulla luna, in 6 allunaggi tra il 1969 e il 1972, coinvolse 400.000 uomini, tra centri spaziali e industrie, in uno sforzo paragonabile a quello del Progetto Manhattan. Il motore fu il celeberrimo discorso di Kennedy al Congresso nel maggio 1961. Dovevano trascorrere altri 8 anni prima di «portare un uomo sulla Luna e riportarlo indietro», ma la corsa tra superpotenze era già in atto. Con l’Urss in vantaggio. Da quando aveva agguantato per prima lo spazio con lo Sputnik non aveva mollato più. Al primo satellite artificiale erano seguiti altri obiettivi, tutti centrati: si può arrivare sulla Luna? E il Lunik II si era sacrificato sulla sua superficie il 12 settembre 1959. Gli esseri viventi possono volare nello spazio? E – come scrive Magionami – un intero zoo iniziò a popolare razzi e capsule. E l’uomo? Ed ecco Yuri Gagarin, faccia pulita e giuste origini contadine, strappato alle amate partite di biliardo, primo uomo nello spazio il 12 Aprile 1961. Gli Usa sempre a rincorrere. Finché in quella primavera del 1961 Kennedy promette all’America la fine delle umiliazioni. Si pagherà un prezzo di sangue: il 27 gennaio 1967 sono in programma simulazioni sull’Apollo 1. L’equipaggio è comandato da Virgil Grissom, uno degli Original 7, come sono chiamati i primi astronauti selezionati dalla Nasa per il progetto Mercury (quello che doveva dimostrare la possibilità di sopravvivenza dell’uomo nello spazio). Ma stavolta la capsula arde come una torcia sulla rampa, uccidendo un simbolo dell’astronautica americana proprio mentre gli Usa per la prima volta sono in vantaggio. L’America reagisce e spinge sull’acceleratore. Il segreto dell’Apollo 11 è un cocktail di idee spregiudicate (e vincenti) e di trucchi da bricoleur della domenica. Il Lem, modulo lunare leggero per portare gli astronauti sul suolo lunare (in cui nessuno credeva), è presentato la prima volta a Von Braun da un oscuro ingegnere della Nasa con un modellino così descritto da Magionami «un tappo di spumante con una base cilindrica che si reggeva in piedi grazie a cinque graffette metalliche». E che dire della provvidenziale penna usata da Armstrong al posto della levetta rotta, grazie alla quale i motori del Lem si riaccendono riportando a casa lui ed Aldrin? Il “piccolo passo” di Armstrong era stato preceduto da molti altri milioni di passi.”
Lucia Orlando, *Europa*, luglio 2009
“Questo di Paolo Magionami è un libro interessante che ben si inserisce tra le varie altre opere pubblicate negli ultimi tempi, a cavallo tra anniversari molto importanti per la storia dell’umanità, prima ancora che per quella della tecnologia e dell’astronautica (i cinquant’anni dal primo Sputnik, i quaranta dal primo sbarco umano sulla Luna). Una delle particolarità del volume sta nel fatto che l’autore, fisico di formazione e storico della scienza, come egli stesso sottolinea nella bella prefazione del volume, non ha un ricordo diretto dei fatti di cui narra, perché all’epoca del loro svolgimento ancora non c’era, “se non nei pensieri di mia madre e di mio padre”. Lo spunto per mettere mano a quest’opera gli venne fornito un paio di anni fa, in occasione di una mostra di riviste d’epoca a tema spaziale, durante la quale gli capitò di scambiare qualche parola con una coppia matura che, nell’ammirare un fascicolo di Epoca del gennaio 1969, recante in copertina la famosa fotografia della Terra che sorge dietro la Luna scattata dall’equipaggio dell’Apollo 8, aveva iniziato a scambiarsi ricordi su quell’immagine già vista negli anni indimenticabili della corsa alla Luna. L’autore, proprietario della collezione di giornali in esposizione, non aveva potuto esimersi dal farsi avanti e mettersi a chiacchierare con quelle persone, condividendone l’emozione nel sentirsi rievocare quei fatti ormai lontani nel tempo, ma ancora così indelebilmente scolpiti nella loro memoria: e fu proprio in quel momento che decise di scrivere questo libro, basandolo sulla rilettura di quanto pubblicato dalle riviste del “ventennio d’oro dell’astronautica”, come giustamente egli definisce quel periodo magico tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del secolo scorso che racchiude il lancio del primo Sputnik sovietico e gli sbarchi lunari statunitensi del programma Apollo. È quindi un libro sulla storia dell’astronautica nel suo periodo migliore, ma è anche e soprattutto un’immersione totale nei fatti e nel costume di un’intera epoca ormai scomparsa, in cui sulle pagine delle riviste del tempo apparivano – spesso in bilico tra scienza, fantasia e ingenua anticipazione – ampi servizi sulle prodigiose imprese spaziali col contorno della pubblicità (già allora onnipresente) e di altri articoli dedicati alle celebrità, alle mode e alla cronaca, con molti punti in comune con quanto – come rilevato dall’Autore – avviene ancora oggi. Con queste premesse e il substrato culturale su cui va a innestarsi, in aggiunta all’evidente competenza di chi scrive nel padroneggiare le metodologie della storiografia della scienza, l’opera raggiunge l’obiettivo di narrare la corsa allo spazio, inquadrandola pienamente nel contesto del suo tempo, delineando così uno spaccato molto interessante ed intenso di tutta un’epoca e creando i pieni presupposti perché chi c’era possa vedersi tornare alla mente fatti e personaggi, magari accantonati in un angolo della memoria, ma pronti a riaffiorare appena lo stimolo giusto viene a richiamarli. Nello stesso modo è rilevante anche per chi non c’era, che potrà ora appassionarsi ed emozionarsi di fronte alla rievocazione di quei fatti apparentemente così lontani e superati dall’evolversi del tempo. I1 libro – suddiviso in nove capitoli più bibliografia e due appendici dedicate rispettivamente alla conquista di Marte (il periodo preso in considerazione è lo stesso del resto del volume, andando dalle prime sonde al 1972 col Mariner 9) e all’Italia nello spazio (con la descrizione del Progetto San Marco di Luigi Broglio) – è ben scritto ed approfondito e la trattazione della materia mai pedante o noiosa, pur nella meticolosa e puntigliosa rievocazione dei fatti storici, a dimostrazione che l’autore si è ben documentato, consultando le fonti d’epoca, e di questo gli va reso pieno merito perché il risultato del suo lavoro è piacevole e certamente consigliabile. La nostra pignoleria, forse esagerata, ci ha portato a riscontrare imprecisioni in alcuni dettagli, molto probabilmente addebitabili ad errori contenuti nelle variegate e non sempre precisissime fonti giornalistiche consultate: per esempio, a pag. 142 è riportato che l’astronauta Frank Borman era colonnello dell’Esercito, mentre in realtà apparteneva all’Aviazione; a pag. 147 si narra dell’incidente occorso a Neil Armstrong mentre effettuava un test su quello che, dal contesto, appare essere il Modulo Lunare, mentre in realtà si trattava di un simulatore costruito per permettere ai piloti di prepararsi alla guida del vero veicolo lunare; ancora, a pag. 196 troviamo scritto che Alan Shepard effettuò un esperimento di telepatia durante la missione Apollo 14, mentre a fare ciò fu il collega Edgar Mitchell. Niente di grave, comunque, né tale da inficiare minimamente, a nostro parere, la qualità di questo libro, che rimane notevole. Un ulteriore tocco di distinzione in più viene dall’apparato iconografico a corredo del testo: le immagini, tutte in bianco e nero, rivestono un particolare interesse storico perché sono quasi esclusivamente costituite da pagine di quotidiani e copertine di riviste d’epoca, con appropriate didascalie che illustrano i dettagli della pubblicazione e i contenuti degli articoli. Concludendo la prefazione, Magionami scrive: “Che abbiate udito il vagito dello Sputnik, visto Modugno e la Lollobrigida salutare Gagarin, Tito Stagno e Ruggero Orlando acclamare i tre dell’Apollo, se c’eravate o meno durante gli anni della Luna, comunque sia, spero che questo libro possa regalarvi qualcuna di quelle emozioni, o solo un semplice: «Mi ricordom»”. Per noi che c’eravamo, e passammo davvero la “notte della Luna” ascoltando Tito Stagno e Ruggero Orlando, la lettura di questo testo ha suscitato ben più di un semplice ricordo, facendoci tornare col pensiero a quei giorni gloriosi e irripetibili, oltretutto vissuti con l’entusiasmo dell’adolescente che apre la propria mente ad un futuro dalle prospettive apparentemente illimitate. Da parte nostra, quindi, non possiamo non ritenere la missione dell’autore perfettamente riuscita.”
MARCO ORLANDI, *Giornale di Astronomia*, 2009, 4
### Sinossi
Gli anni della Luna ripercorre la storia dell’astronautica durante il periodo più esaltante della conquista dello spazio, quello compreso tra il lancio dello Sputnik, nel 1957, e l’ultima missione lunare portata a termine dall’Apollo 17 nel 1972.
Lo spazio, immaginato, raccontato e disegnato da artisti e sognatori durante gli anni Cinquanta, viene finalmente raggiunto con il “compagno di viaggio” russo nell’ottobre del ’57. E’ l’inizio di una nuova era, che si guadagna presto le copertine e le prime pagine delle riviste più famose. Leggendo quello che si raccontava un tempo emerge lo spaccato della nostra società, e del mondo che la circondava con le sue inquietudini e le sue speranze.

Gli anni della leggerezza

È l’estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d’altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare. Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L’affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l’uno dei desideri dell’altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoë, un’attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali. Ma c’è anche il mondo fuori, e la vita domestica dei Cazalet s’intreccia inevitabilmente con la vita di un paese sull’orlo di una crisi epocale. Mentre le vicissitudini private dei personaggi vengono messe a nudo e vicende grandi e piccole intervengono a ingarbugliare le loro esistenze, si comincia a mormorare di una minaccia che viene dal continente, e che assume sempre più spessore nelle consapevolezze dei protagonisti, fino a diventare tangibile: la seconda guerra mondiale è alle porte. La prosa sapiente di Elizabeth Jane Howard, il suo sguardo acuto e la sua ironia affilata ci accompagnano in queste pagine mano nella mano, fino alla fine del primo libro della saga dei Cazalet, lasciandoci con la voglia di andare avanti.

(source: Bol.com)