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Non si può morire la notte di Natale

La scena lascia pochi dubbi: mi sono sparato. Eppure non ricordo di averlo fatto. Non mi viene in mente nessun motivo per cui avrei dovuto mettere fine alla mia vita. Non era perfetta, ma mi sembrava andasse abbastanza bene, meglio di quella di tante persone che conosco. Giorgio Sala è un uomo che al successo professionale non ha saputo coniugare una vera vita affettiva. La notte di una vigilia di Natale tenta il suicidio sparandosi a una tempia. O almeno così stabilisce l’inchiesta. Giorgio, però, che è sopravvissuto ma è rimasto infermo e momentaneamente incapace di parlare, non è mai stato sfiorato dall’idea di uccidersi. E comincia a indagare mentalmente per scoprire chi ha cercato di eliminarlo e perché.
(source: Bol.com)

Non senza di te

Le sorelle Essex, orfane del visconte Brydone, vengono accolte nella casa del duca di Holbrook. Nell’attimo stesso in cui Tess, la maggiore delle quattro fanciulle, incontra Lucius Felton, facoltoso amico del loro benefattore, scatta la scintilla della passione. Ora la reputazione delle sue sorelle è in pericolo: Tess deve sposarsi, ma Lucius esita. Potrà davvero rinunciare a lei?
(source: Bol.com)

Non saremo noi

Nota: prima parte di “The Golden Man” la seconda è in “[Piccola città](https://www.goodreads.com/book/show/15831567.Piccola_citt_ “Piccola città”)”
Philip K. Dick è tra i più celebrati narratori di fantascienza U.S. sia per i suoi romanzi sia, e forse anche più, per le sue short-stories. Questa prestigiosa antologia di suoi racconti rari o introvabili (tutti inediti in Italia tranne due, pubblicati molti anni fa) è stata curata da Mark Hurst in collaborazione con lo stesso Dick, che vi ha premesso una mordente introduzione e aggiunto speciali note. Ecco l’indice completo dell’opera che pubblichiamo in due volumi, dei quali il secondo uscirà tra due settimane.
Indice:
La Macchina (The Unreconstructed M, 1957 [1956])
Partita di ritorno (Return Match, 1966)
Il Re degli Elfi (The King of the Elves, 1953)
Yancy (The Mold of Yancy, 1955)
Legatura in pelle (Not By Its Cover, 1968)
I seguaci di Mercer (The Little Black Box, 1964)
Non saremo noi (The Golden Man, 1954)
Copertina di Karel Thole

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Non sarà per agosto

Questa è la storia di un popolo oppresso che, nel terrore e nella miseria, riesce a trovare la fede e la tenacia per liberarsi: una vera e propria epopea di paziente e quotidiano eroismo. E’ anche una storia del futuro; la storia di un’America completamente disgregata, messa in ginocchio, e che si riprende attraverso la volontà del suo popolo, alimentata da un uomo della strada, un uomo qualsiasi. E’ un romanzo magnifico, umano, vivo, sempre interessante, che i nostri lettori leggeranno con piacere e commozione perchè è un pò la storia delle nostre generazioni tormentate dalle guerre, dall’angoscia che le armi terribili inventate dagli uomini possano, un giorno o l’altro, distruggere la terra.

Non piangete per chi ha ucciso

Lew Archer è assunto dalla signora Lawrence di Santa Monica a cinquanta dollari al giorno per ritrovare sua figlia Galatea, detta Galley. Per prima cosa scopre che la ragazza si è sposata con un piccolo gangster, Joe Tarantine. Ma subito dopo un boss del giro grosso che traffica in stupefacenti e affini offre ad Archer cinquemila dollari per trovare Tarantine, sparito probabilmente con una partita di droga. D’altra parte Archer finisce per trovarsi coinvolto personalmente nel caso: qualcuno viene ucciso con la sua pistola. La caccia rischia così di trasformarsi anche in una fuga, che lo porta dapprima a Palm Springs, poi a San Francisco in una girandola di andirivieni frenetica e pericolosa in cui passa in rassegna una galleria di personaggi coinvolti nel gigantesco imbroglio. Dopo aver incontrato lungo la sua strada cadaveri, truffatori e ragazzine che si drogano e si prostituiscono, Archer scopre ancora una volta che colpevoli e innocenti finiscono per essere risucchiati nella stessa macina, in un indistinguibile miscuglio di dolore e sangue.

Non piangere più signora

La vacanza nelle lussuose terme di proprietà di un’amica si rivela un incubo per Elizabeth: giunta lì per dimenticare la tragica fine della sorella, si trova invece coinvolta in una serie di delitti e di oscure macchinazioni.
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NON OLTRE LA MORTE

Mary jane Connor è un’irreprensibile detective della polizia di Miami che si trova a indagare su un serial killer che carbonizza le sue vittime dopo averne mangiato parte delle interiora.Assieme a lei collabora il suo collega Buford Benjamin Becker,detto Bubba,che vive una vita da alcolizzato dopo il fallimento del suo matrimonio.Ben presto,le indagini si focalizzano su uno strano tipo dalla carnagione bianca cadaverica,che opera nel mondo degli oggetti d’antiquariato e che vive in lussuriosi hotels assieme al suo cane.Mary e il presunto omicida,che si fa chiamare Owen Flair,hanno qualcosa in comune:molti segreti personali nascosti.L’omicida sfugge alle indagini in modi strani e soprannaturali .Owen Flair non necessita di nulla:non mangia,non beve,sta in acqua senza respirare,ha una forza sovrumana e non sente dolore.Ha due soli piccoli problemi:1°quando il sole tramonta lui muore, 2°ha bisogno di mangiare organi di persone ancora in vita per superare delle crisi che sopraggiungono di tanto in tanto.La caccia all’uomo è serrata e senza respiro.I misteri sono solo all’inizio della storia di un serial killer che ha insanguinato la strada percorsa per oltre un secolo.
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### Sinossi
Mary jane Connor è un’irreprensibile detective della polizia di Miami che si trova a indagare su un serial killer che carbonizza le sue vittime dopo averne mangiato parte delle interiora.Assieme a lei collabora il suo collega Buford Benjamin Becker,detto Bubba,che vive una vita da alcolizzato dopo il fallimento del suo matrimonio.Ben presto,le indagini si focalizzano su uno strano tipo dalla carnagione bianca cadaverica,che opera nel mondo degli oggetti d’antiquariato e che vive in lussuriosi hotels assieme al suo cane.Mary e il presunto omicida,che si fa chiamare Owen Flair,hanno qualcosa in comune:molti segreti personali nascosti.L’omicida sfugge alle indagini in modi strani e soprannaturali .Owen Flair non necessita di nulla:non mangia,non beve,sta in acqua senza respirare,ha una forza sovrumana e non sente dolore.Ha due soli piccoli problemi:1°quando il sole tramonta lui muore, 2°ha bisogno di mangiare organi di persone ancora in vita per superare delle crisi che sopraggiungono di tanto in tanto.La caccia all’uomo è serrata e senza respiro.I misteri sono solo all’inizio della storia di un serial killer che ha insanguinato la strada percorsa per oltre un secolo.

Non mordere il sole

Esiste una città dove l’utopia si è realizzata. Può essere un paradiso, per una vita lunghissima, un paradiso nel quale ognuno è curato e accudito da robot perfetti, dove ogni giovane è jang, e può fare tutto quello che vuole… suicidarsi per un numero infinito di volte, cambiare il proprio corpo, cambiare sesso, giocare con la vita e avere tutto a disposizione. Ma c’è una persona, in questa città, che non riesce a trovare la felicità in questo genere di vita. Prevalentemente donna, giovane e irresistibile, vive la propria esistenza tra mille inquietudini, insieme ai suoi compagni e alle sue compagne. Nella città, però, manca qualcosa… qualcosa che Si può trovare forse nel mondo esterno, quella distesa temuta di vulcani che viene attraversata soltanto a bordo di veicoli corazzati, o che può esistere nella possibilità di avere un figlio, anche se ognuno deve decidere se di quel figlio sarà madre o padre…

Non mi uccidere

Mirta ha vent’anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l’eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta. Nascosta nei boschi del Subasio, Mirta va in caccia, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri. Ormai è fortissima, dotata di poteri straordinari, tanto che, incapace di attendere oltre, decide di scoperchiare la tomba di Robin.

Non l’ho mai detto

Amber Hewerdine è una madre perfetta. Nessuno meglio di lei sa prendersi cura di Dinah e Nonie. Due bambine adorabili, anche loro perfette. Le figlie che ogni madre vorrebbe per sé. Ma non sono sue. Dinah e Nonie sono figlie di Sharon, la migliore amica di Amber, morta un anno prima nell’incendio doloso della sua casa. A lei Amber aveva fatto una promessa: prendersi cura di loro, amarle come una madre. Quando Amber decide di rivolgersi a una terapeuta per risolvere il problema d’insonnia che la tormenta da qualche mese, è sfiduciata e scettica. Non si aspetta nulla. Non si aspetta di sussurrare, durante l’ipnosi, una frase sconnessa e apparentemente insensata, che la collega alla morte di Sharon. Quelle poche, fatali parole non significano niente per lei, ma sconvolgono la sua esistenza. La costringono ad abbandonare una vita che non lascia mai spazio al dubbio e a chiedersi chi è veramente: una madre perfetta o un’assassina inconsapevole e spietata? La risposta è celata in un mondo fatto di ombre e silenzi, in cui la forza di un trauma antico torna a vivere nel presente. Un mondo che ben presto sfugge al controllo di Amber, sospesa tra conscio e inconscio, colpa e innocenza. Eppure la soluzione va trovata subito, perché, due ore dopo, la polizia ferma Amber sospettandola di omicidio. Ricercare la verità, per il detective Simon Waterhouse e sua moglie Charlie Zailer, è come calarsi in un pozzo scuro, dove si nascondono i segreti sepolti della famiglia di Amber. E la luce, in cima, è sempre più distante e deformata da un caleidoscopio che distorce l’amore in gelosia, la rabbia in odio, il risentimento in vendetta… Fino a che il buio inghiottirà ogni cosa. I libri di Sophie Hannah sono sempre più amati dal pubblico. A pochi giorni dalla pubblicazione, Non l’ho mai detto è balzato in cima alle classifiche, meritando il plauso di lettori e stampa. Mai come ora, la regina del thriller psicologico inglese ci mostra come dell’animo umano non si possa dare un ritratto univoco. Come la natura dell’uomo non offra appigli sicuri, soprattutto quando si tratta di decidere tra bene e male.
(source: Bol.com)

Non ingannarmi!

Ethan MacCarrick è un cinico donnaiolo quando la furia di un nobiluomo gli lascia sul viso un segno indelebile, per un crimine che però non ha commesso. La sua vendetta è implacabile: manda in rovina lui e scaccia la moglie e la figlia dalla loro casa. Trascorsi dieci anni, Ethan è un uomo duro e spietato, eppure resta incantato da una fanciulla minuta e bellissima. Lei è Madeleine van Rowen che, dopo anni di indigenza in cui ha potuto contare solo sulle proprie forze, non si è mai concessa il lusso di un affetto o di una distrazione. Ma quel rude scozzese riesce a superare le sue difese dando vita a una passione inarginabile, prima che un’impensabile minaccia rischi di estinguerla…

Non entrare

‘I suoi romanzi sono tra i migliori in assoluto.’ Lee Child Il nuovo grande thriller Le indagini del detective Lucy Black La detective Lucy Black sta facendo visita a suo padre, ricoverato in un reparto speciale dell’ospedale di Gransha, sulle rive del fiume Foyle, nel Nord dell’Irlanda, quando scopre con sgomento che dopo il ricovero è stato ferito in modo grave in una rissa con un altro paziente. Rimane sotto shock nel trovarlo incatenato al letto dell’ospedale, ma non ha nemmeno il tempo di farsi un’idea sull’accaduto perché una notizia la raggiunge: un corpo galleggia nel fiume, poco distante dall’ospedale… Si tratta del cadavere di un uomo anziano, che indossa un abito grigio. Suicidio o omicidio? Preoccupata ed esausta, Lucy va a casa del padre per riposarsi qualche ora, ma ha appena varcato la soglia quando qualcuno bussa alla porta. Si tratta di un vicino in preda alla disperazione: sua cognata è stata picchiata a sangue e ha bisogno di aiuto. Sono davvero troppe le cose strane che accadono in quel posto. E Lucy verrà coinvolta in un’indagine in cui un pericolo mortale è sempre più vicino… Da un maestro del thriller, bestseller in America, Irlanda e Inghilterra Le avvincenti indagini della detective Lucy Black ‘Un romanzo di altissimo livello, dalla penna di uno dei più interessanti maestri del thriller irlandesi.’ Irish Independent ‘I romanzi di McGilloway sono polizieschi appassionanti che rivelano una raffinata capacità di analisi dell’evoluzione delle organizzazioni criminali.’ Sunday Times Brian McGillowayÈ nato nel 1974 a Derry, in Irlanda del Nord, dove oggi insegna Letteratura inglese. I suoi romanzi hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Non parlare, il primo thriller della serie sulle indagini della detective Lucy Black, ha vinto il premio letterario University of Ulster’s McCrea nel 2011 ed è stato per settimane ai primi posti delle classifiche inglesi e americane. La Newton Compton ha pubblicato anche Urlare non basterà e Non entrare.

(source: Bol.com)

Non è un paese per vecchie

“I vecchi sono numeri. Numeri che ci fanno paura, come quell’uno su tre che riguarda la percentuale di anziani che abiteranno il nostro paese di qui ai prossimi anni. I vecchi non si vedono: nei piccoli paesi capita ancora di incontrarli al braccio di una badante dalle braccia larghe. Nelle città, qualora si avventurassero fuori di casa, vengono superati in corsa, con una scrollata di spalle e uno sbuffo di insofferenza. I vecchi non esistono: appaiono di rado in televisione, specie se di sesso femminile. O meglio, si vedono a volte quelle rare e preziose donne impossibili da ignorare, come Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Quanto alle altre, a volte si mimetizzano fra ospiti e comparse sotto i cinquantacinque anni (la soglia di apparizione televisiva per le donne) fingendo di esserne coetanee, o accettando di recitare l’antico ruolo della megera. I vecchi non vendono, non piacciono, non hanno appeal: su quotidiani e telegiornali appaiono soltanto quando sono vittime di una truffa o di un colpo di calore. O quando, se donne, osano innamorarsi di un uomo più giovane. Se concepiscono dopo i sessant’anni, sono la vergogna del loro sesso. Dura, comunque, poco: una copertina, un articolo nelle pagine interne la settimana successiva, un trafiletto, e tutto è dimenticato. I vecchi danno fastidio. È sempre stato così: ma adesso, e soprattutto nel nostro paese, avviene qualcosa di diverso. C’è una sola generazione. Quella dei cinquanta-sessantenni.” (dall’introduzione)
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