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Il giornalista hacker: Piccola guida per un uso sicuro e consapevole della tecnologia

I dieci approcci che illustrerò in questo percorso, sono stati scelti appositamente sia per garantire un’utilità immediata sia per accrescere la curiosità e la conoscenza. Ho strutturato questo “percorso verso la conoscenza” in livelli, come se fosse un videogioco, anche se ogni strumento vanta una sua indipendenza e può essere analizzato ex se. Il senso delle regole elementari che seguono non è quello di voler far diventare chiunque “hacker in un’ora”. è pur vero che tutti, anche coloro che pensano di essere negati per il computer o che sono convinti di non aver tempo da dedicare a nuove esperienze, possono essere un po’ hacker nella vita quotidiana, ossia possono cercare di superare quel velo di normalità cui le tecnologie di oggi ci abituano – inteso come utilizzo tipico – e spingersi, anche solo per curiosità, verso strumenti che possano portare benefici immediati anche nella vita informatica di tutti i giorni.

Il Giornalino di Gian Burrasca

“Il Giornalino di Gian Burrasca” è il romanzo per ragazzi più divertente e più avvincente di tutta la letteratura italiana. Come nel “Pinocchio”, il protagonista, Giannino Stoppani, rappresenta l’indipendenza e l’originalità di giudizio e di pensiero, ma in un modo più radicale ed originale.
Gian Burrasca interpreta ed affronta il mondo a suo modo, evitando costantemente di seguire le indicazioni, sia morali che pratiche, che gli somministrano gli adulti. Stravolge costantemente sia la visione dei fatti che accadono, sia le aspettative degli adulti, dandoci una visione originale del mondo visto da un ragazzino di 9 anni che diventa presto il sinonimo del ragazzo indisciplinato e che combina scherzi e guai inimmaginabili.
Sicuramente nel “Il Giornalino di Gian Burrasca” non vi sono morali ottimistiche o implicazioni etiche sulla convenienza di essere buoni e comportarsi bene, come nel “Pinocchio” od ancora di più in “Cuore”. Giannino Stoppani è completamente a suo agio, anzi felice, ad essere cattivo, anzi perfido, salvo il fatto che il lettore si ritrova a parteggiare per lui e non per le disgraziate vittime dei suoi scherzi.
Il libro è illustrato con i disegni dalla prima edizione originale.
“Il Giornalino di Gian Burrasca” (The Diary of Johnny Gale) is the novel for children more fun and exciting in all Italian literature. As in “Pinocchio”, the protagonist, Giannino Stoppani, represents the independence and originality of thought and opinion, but more radical and original.
Gian Burrasca plays and faces the world in its own way, constantly without follow both moral and practical advises that adults administer to him. He distorts the vision of the occurring facts and the expectations of adults, giving us an original vision of the world seen by a nine year boy that soon became the synonymous of any unruly boy, combining jokes and unimaginable troubles.
In “Il Giornalino di Gian Burrasca” there are no optimistic moral or ethical meanings on the convenience to be good and behave well, as in “Pinocchio” or even more in the “Cuore”. Giannino Stoppani is completely at ease, even happy, to be bad, even evil, and soon the reader finds himself siding with him and not for the unfortunate victims of his jokes.
The book is illustrated with original drawings from the first edition.
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### Recensione
Inizialmente pubblicato a puntate sul “Giornalino della Domenica” tra il 1907 e il 1908, il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Questo soprannome, datogli in famiglia a causa del suo comportamento molto irrequieto, è divenuto col tempo un nuovo modo di definire tutti i ragazzini “discoli”. E Giannino di guai ne combina davvero tanti: fa scappare i fidanzati delle sorelle, rompe vasi, allaga la casa, strappa l’unico dente di Zio Venanzio, dipinge di rosso il cane di Zia Bettina, tira l’allarme di un treno… Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.
### Sinossi
“Il Giornalino di Gian Burrasca” è il romanzo per ragazzi più divertente e più avvincente di tutta la letteratura italiana. Come nel “Pinocchio”, il protagonista, Giannino Stoppani, rappresenta l’indipendenza e l’originalità di giudizio e di pensiero, ma in un modo più radicale ed originale.
Gian Burrasca interpreta ed affronta il mondo a suo modo, evitando costantemente di seguire le indicazioni, sia morali che pratiche, che gli somministrano gli adulti. Stravolge costantemente sia la visione dei fatti che accadono, sia le aspettative degli adulti, dandoci una visione originale del mondo visto da un ragazzino di 9 anni che diventa presto il sinonimo del ragazzo indisciplinato e che combina scherzi e guai inimmaginabili.
Sicuramente nel “Il Giornalino di Gian Burrasca” non vi sono morali ottimistiche o implicazioni etiche sulla convenienza di essere buoni e comportarsi bene, come nel “Pinocchio” od ancora di più in “Cuore”. Giannino Stoppani è completamente a suo agio, anzi felice, ad essere cattivo, anzi perfido, salvo il fatto che il lettore si ritrova a parteggiare per lui e non per le disgraziate vittime dei suoi scherzi.
Il libro è illustrato con i disegni dalla prima edizione originale.
“Il Giornalino di Gian Burrasca” (The Diary of Johnny Gale) is the novel for children more fun and exciting in all Italian literature. As in “Pinocchio”, the protagonist, Giannino Stoppani, represents the independence and originality of thought and opinion, but more radical and original.
Gian Burrasca plays and faces the world in its own way, constantly without follow both moral and practical advises that adults administer to him. He distorts the vision of the occurring facts and the expectations of adults, giving us an original vision of the world seen by a nine year boy that soon became the synonymous of any unruly boy, combining jokes and unimaginable troubles.
In “Il Giornalino di Gian Burrasca” there are no optimistic moral or ethical meanings on the convenience to be good and behave well, as in “Pinocchio” or even more in the “Cuore”. Giannino Stoppani is completely at ease, even happy, to be bad, even evil, and soon the reader finds himself siding with him and not for the unfortunate victims of his jokes.
The book is illustrated with original drawings from the first edition.

Giorgiana Masi

Quando muore colpita da uno sparo, Giorgiana Masi ha diciotto anni. È il 12 maggio del 1977. I radicali hanno organizzato una manifestazione in piazza Navona per celebrare il terzo anniversario del referendum sul divorzio e si sono opposti al divieto di Cossiga che, dopo l’omicidio del poliziotto Passamonti, ha interdetto la facoltà di manifestare per più di un mese. Manca meno di un anno al sequestro Moro e in Italia c’è un clima da guerra civile. “Giunti in piazza Belli da pochi istanti, neanche il tempo di rendersi conto di quel che stava accadendo, Giorgiana e Gianfranco sentirono degli spari e si misero a correre verso Trastevere, volgendo le spalle al ponte, e cioè ai carabinieri e ai poliziotti. Giorgiana Masi cadde ammazzata da un colpo sparato parallelo al terreno.” Concetto Vecchio riapre l’indagine su un mistero mai dimenticato, e mai risolto, nel quale un’intera generazione si è riconosciuta, con rabbia e con paura, alla fine degli anni settanta. E lo fa in prima persona, avanzando prova dopo prova in una ricerca che getta luce su uno dei capitoli più cupi della storia italiana. La ricostruzione dell’assassinio di Giorgiana procede con una serie di testimonianze che ridanno vita a un passato torbido e ai suoi protagonisti. Mentre Giorgiana cammina per Roma con il suo fidanzato Gianfranco, Pannella e Cossiga si affrontano tra Palazzo Chigi e Montecitorio e le strade diventano il teatro di una sommossa che trascina gli studenti, le forze dell’ordine e il cosiddetto “fuoco amico”. Un’indagine storica con una fortissima impronta narrativa, un giallo che si rivolge al cuore della generazione che ha vissuto gli anni di piombo.
(source: Bol.com)

Il gioiello di Atlantide (eLit)

Grayson James, agente segreto in missione nel Regno di Atlantide, deve rintracciare il Gioiello di Dunamis, un potente talismano che garantisce a chiunque lo possiede immensi poteri e la vittoria su tutti i nemici. Per impedire che cada nelle mani sbagliate è autorizzato persino a distruggerlo. Ciò che non immagina è che si tratta di una donna, bellissima, appassionata e sensuale. E quando lo scopre, si rende conto che distruggerla è l’ultimo dei suoi desideri.
Atlantis:
1)Il guardiano di Atlantide
2)Il gioiello di Atlantide
3)Passione ad Atlantide
4)Il vampiro di Atlantide
5)La maledizione dell’amazzone
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### Sinossi
Grayson James, agente segreto in missione nel Regno di Atlantide, deve rintracciare il Gioiello di Dunamis, un potente talismano che garantisce a chiunque lo possiede immensi poteri e la vittoria su tutti i nemici. Per impedire che cada nelle mani sbagliate è autorizzato persino a distruggerlo. Ciò che non immagina è che si tratta di una donna, bellissima, appassionata e sensuale. E quando lo scopre, si rende conto che distruggerla è l’ultimo dei suoi desideri.
Atlantis:
1)Il guardiano di Atlantide
2)Il gioiello di Atlantide
3)Passione ad Atlantide
4)Il vampiro di Atlantide
5)La maledizione dell’amazzone

Il gioiello della morte

La Bacchetta Magica racchiudeva tutti i segreti della desolata terra. Il destino di Dorian Hawkmoon, duca di Koln, l’eterno campione, era legato per sempre a essa. Come poteva la Gemma Nera intrecciarsi al suo fato? Quando Dorian riprese conoscenza, la Gemma Nera era incastonata nella sua fronte una cosa calda, pulsante, paralizzante. Poi scoprì la terribile verità. Il diabolico gioiello era un occhio attraverso il quale i suoi nemici, le forze dell’Impero Nero, potevano vedere tutto ciò che egli vedeva, tutti i luoghi per i quali egli viaggiava, tutta la gente che egli incontrava. E se egli rifiutava di collaborare al loro piano, quello di sottomettere la Kamarg, la Gemma Nera poteva essere trasformata in essere vivente. E divorare il cervello di Dorian Hawkmoon.

Gioie e dolori

Tornati a casa dopo l’inatteso richiamo in servizio attivo, i membri della squadra Sidewinder delle Forze di Ricognizione dei Marines si possono finalmente riunire ai loro cari e raccogliere i pezzi delle vite che erano stati costretti a lasciarsi alle spalle. Ty Grady torna da Zane Garrett solo per scoprire che tutto attorno a lui è cambiato… persino gli uomini con cui era andato in guerra. Ha appena il tempo di riabituarsi alla propria vita che suo fratello, Deuce, gli chiede di fargli da testimone al suo matrimonio. Ma non è la sua unica richiesta e Ty è costretto a chiamare aiuto per affrontare i problemi che il futuro suocero del fratello sembra aver attirato.

Nick O’Flaherty e Kelly Abbot accompagnano Ty e Zane al matrimonio, che si svolgerà su un’isola della Scozia, pensando di trovarsi lì solo per assecondare la paranoia di Deuce. Ma quando cominciano a spuntare i primi cadaveri e le barche iniziano ad affondare, i quattro si scoprono più coinvolti nei festeggiamenti di quanto avessero previsto.

Con il tempo che scorre veloce e il killer bloccato sull’isola insieme a loro, Ty e Zane devono attraversare un vero e proprio campo minato di amici, parenti e nemici per impedire che l’intera isola venga distrutta.
(source: Bol.com)

La gioia di pensare

Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa deprivazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz’altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell’agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e tra- sformandoli in guida per il futuro. Dopo averci insegnato a ritrovare “la gioia di vivere”, Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un appassionante gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice taccuino in cui si dispiegano i giorni dell’anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. “Ciascuno di noi vorrebbe vi- vere meglio, almeno un po’ meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c’è bi- sogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un’agenda dell’anno che è appena cominciato.” Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca. Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l’arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell’immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.
(source: Bol.com)

Un gioco quieto

Per Penn Cage, ex procuratore distrettuale diventato un famoso romanziere, il ritorno a casa, a Natchez in Mississippi, è qualcosa di sacro. Il punto di partenza per ricostruirsi una vita dopo la morte straziante della moglie e diciotto anni d¿assenza. Ma la placida cittadina in cui Penn è cresciuto non è più quella che ricordava. Tra i campi di cotone e dietro le eleganti facciate delle ville del Sud si annidano lotte intestine, segreti e passioni mai sopite. Così, quando la madre confida a Penn di temere che il padre sia vittima di un vile ricatto, il velo di omertà che avvolge la comunità si squarcia e dalle ombre del passato riemerge un delitto sepolto da trent¿anni. Quando Penn riapre il caso, comprende che saranno in molti a ostacolarlo nella sua battaglia per dare voce a decenni di silenzi e smascherare nemici invisibili disposti a tutto pur di non rinunciare all¿enorme potere che si sono costruiti.

Il gioco di Gerald

In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all’ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che l’ammanetta al massiccio letto in legno. Ma quando lei lo allontana umiliata con un calcio, l’uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra destinata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un’ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza… Claustrofobico e spiazzante, un thriller magistralmente in bilico fra realtà e allucinazione, il cui recente adattamento cinematografico diretto da Mike Flanagan ha riscosso l’apprezzamento del Re, che lo ha definito “raccapricciante, ipnotico, straordinario”.

Il gioco delle spie

Siamo in un paesino della campagna inglese nel 1961. Un mattino d’inverno, quando Anna ha solo otto anni, sua madre muore in un misterioso incidente stradale. La sera stessa, il telegiornale annuncia la cattura di tre agenti del KGB in incognito, che conducevano insospettabili esistenze piccoloborghesi in provincia. Colpiti da questa e altre storie di spionaggio (è l’epoca della Guerra Fredda e della minaccia comunista), Anna e il fratello Peter si convincono che anche la loro madre, tedesca di nascita, fosse un agente segreto, e iniziano a indagare, guardando con occhi meno innocenti la loro routine domestica e la vita quieta del villaggio. In effetti nel passato della donna si annida una sconvolgente verità nascosta; ma Anna la scoprirà solo dopo quarant’anni.

Il gioco della seduzione

Martinica – Inghilterra – Stati Uniti, 1831Il felice mondo di Sapphire, ricca fanciulla di origine francese della Martinica, crolla alla notizia che il suo vero padre non è l’uomo che l’ha cresciuta, bensì un conte inglese sposato da sua madre in segreto. Decisa a farsi riconoscere dal genitore, Sapphire parte dunque per Londra, ma al suo arrivo scopre che il padre è deceduto e che tutti i suoi averi, compreso il titolo, sono passati a un lontano cugino americano, l’affascinante Blake Thixton. Il nuovo Conte di Wessex non crede alle parole di quella che ritiene un’avventuriera, per quanto incredibilmente bella, e credendosi minacciato da lei la costringe a scegliere tra diventare la sua amante o fare la serva. Sapphire, tuttavia, non è disposta a rinunciare al proprio onore, nemmeno per l’uomo che ha capito di amare più della sua stessa vita.

Il gioco della notte

Bride McTierney ha chiuso con gli uomini. Egocentrici e vanitosi, si sono sempre dimostrati incapaci di amarla per ciò che è veramente. L’ultimo ha avutopersino il coraggio di scaricarla con una lettera spedita all’indirizzo del lavoro. Ma sotto una facciata di donna forte e indipendente, Bride non ha mai smesso di sognare l’arrivo di un cavaliere in armatura scintillante… Ma chi poteva immaginare che invece dell’armatura, il suo cavaliere avrebbe sfoggiato un mantello di fulgido pelo?Vane Kattalakis, infatti, non è ciò che sembra. È un lupo e uno spietato Cacciatore mannaro. In fuga dai suoi mortali nemici, Vane è troppo occupato a salvare la pelle per occuparsi di una compagna. Reo di aver aiutato i Cacciatori oscuri, si è messo contro lo spietato clan dei Katagaria, demoni senz’anima disposti a tutto pur di sopravvivere. Le Parche però hanno fatto in modo che Vane si accoppiasse a Bride, lasciandogli così appena tre settimane per convincerla che il sovrannaturale esiste e che le loro vite sono ormai strettamente intrecciate…

(source: Bol.com)

Il gioco della mosca

Un insieme di microstorie, ciascuna delle quali è all’origine di un modo di dire, di una «frase celebre» facente parte di una mitologia familiare e cittadina, che risale agli anni dell’infanzia dell’Autore.
«Il mio era un paese di terra e mare. Aveva un hinterland abbastanza grande da potervi fare allignare i germi di una cultura contadina che s’intrecciavano, si impastavano con quelli di una cultura, più articolata e mossa, che era propria dei pescatori, dei marinai. Dal tempo della mia infanzia molte cose sono naturalmente cambiate, in meglio o in peggio non m’interessa, ma proprio perché cambiate rischiano di perdersi, di svanire anche all’interno della memoria». Sentenze, detti, mimi, proverbi del parlare siciliano, raccolti e spiegati «geneticamente», al modo del loro nascere da microepisodi variamente tramandati, micronarrazioni, o – come dice Camilleri – da «storie cellulari».

Il gioco dell’inganno

Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

(source: Bol.com)

Il gioco del prigioniero

Un prestigioso uomo politico sequestrato da un gruppo di terroristi appartenenti all’estrema sinistra, il suo carceriere, una misteriosa casa-prigione sperduta, apparentemente, in un punto imprecisato dell’Appennino, una scacchiera. Ecco i protagonisti, l’ambiente e l’elemento fondamentale dai quali prende spunto questo nuovo e sorprendente romanzo di Giorgio Calcagno….

Il gioco dei pianeti

Ritorna, in questa che è giustamente considerata una delle migliori antologie di racconti di Bay Bradbury, l’Uomo Illustrato, forse il fulcro più affascinante della poetica di questo autore. Dalle figure tatuate sul corpo di questo enigmatico personaggio errante prendono infatti vita le magiche storie che parlano del nostro futuro senza mai scordare quanto le radici della «trasformazione» siano già profonde nel nostro presente. All’interno dell’indimenticabile cornice offerta dall’Uomo Illustrato, simbolo di ogni speculazione sul futuro è del futuro stesso, si muovono temi come i robot e le catastrofi, le invasioni e i mondi alieni, i viaggi nel tempo e nello spazio, ma ogni volta i canoni più classici della fantascienza vengono reinterpretati e arricchiti dai toni essenzialmente «umani» di una grande fantasia lirica. Non a caso un critico acuto come James Blish ha definito Bradbury «lo scrittore di fantascienza eternamente preferito anche da coloro che non hanno mai letto fantascienza ma vorrebbero averla letta o vorrebbero darsi l’aria di averla letta».