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Armenia

Costantinopoli, 26 agosto 1896: un commando di armeni assale la Banca Ottomana. L’azione dimostrativa vuole richiamare l’attenzione delle potenze europee sulle richieste di riforme in favore della minoranza armena che il sultano Abdul Hamid II ha lasciato deluse. È con questo episodio storico che prendono avvio le drammatiche vicende degli armeni in Anatolia, quelle vicende che, come gli ebrei con il termine Shoah, gli armeni oggi ricordano con due espressioni altrettanto efficaci: Metz Yeghèrn, il Grande Male, e Aghèt, la Catastrofe. Ed è con questo episodio che ha inizio anche il grande romanzo della famiglia Tomassian, con Hovanes che all’epoca è tra i pochi armeni membri del Parlamento turco. Uomo colto, conoscitore dell’Europa e partecipante all’assalto alla banca, Hovanes ha lasciato nella lontana Erzerum il padre Vahe, il fiero patriarca dei Tomassian, e il mite fratello Ashod, maestro di scuola. Diciotto anni dopo, mentre a Costantinopoli la situazione per gli armeni è alle soglie della tragica svolta, a Erzerum Ashod ha sposato Anna e ha due figli poco più che bambini, la bella Shushan e il piccolo dolce Aram. Saranno loro, rimasti soli dopo il massacro di tutti i famigliari avvenuto sotto i loro occhi, i protagonisti, gli eroi di una storia di dolore e morte, l’emblema di quel viaggio all’inferno che, tra la primavera del 1915 e l’autunno del 1916, portò con un ferreo programma di morte all’annientamento di un popolo nella terra che abitava da millenni. Alle soglie della prima guerra mondiale, tra l’indifferenza e l’incomprensione dei grandi d’Europa, soprattutto Inghilterra e Francia, il destino di un’intera nazione si rivela segnato dall’Aghèt pianificata dagli ‘uomini forti’ del governo turco di allora, il ministro dell’Interno Talaat Pascià e il ministro della Guerra Enver Pascià. Ma come sempre accade, nel dramma non tutto viene spazzato via: resta la fedeltà al proprio popolo, alla sua identità, che perdurerà nella memoria straziata dei sopravvissuti, dei testimoni. E alla giovane Shushan, nel momento in cui il terrore la assale, affiorano le parole del padre: ‘il giorno in cui ti sentirai invasa dalla paura, il giorno in cui ti troverai faccia a faccia col ragno dalle zanne di sciacallo, ricorda che nel mio sangue e in quello di tuo nonno potrai attingere la forza di affrontare i tuoi nemici. Non dimenticare, Shushan, djian: tu sarai invincibile…’. ‘È giunto il tempo per noi Armeni di liberarci delle menzogne di Stato e di entrare, in maniera chiara e limpida, in questa Europa?’. Charles Aznavour, prefazione ad Armenia ‘Un’appassionante romanzo storico che ci conduce nel cuore di un genocidio’. Isabelle Marchand ‘Un’immensa saga, il destino tragico di una famiglia in un romanzo vero di un’intensità folle’. Le Figaro Magazine
(source: Bol.com)

L’armata nel deserto: il segreto di El Alamein

Nell’autunno del 1942 le forze italo-tedesche, guidate dal generale Rommel, furono sconfitte dall’VIII armata britannica del generale Montgomery. In questo volume Petacco ricostruisce l’intera campagna dell’Africa settentrionale, individuando la chiave della sconfitta di Rommel: la sistematica intercettazione dei messaggi tedeschi da parte degli Alleati, ormai in grado, grazie al decodificatore “Ultra”, di decifrare “l’Enigma”, il criptatore a torto ritenuto inviolabile dai tedeschi, che gettarono la responsabilità della sconfitta sui “traditori” italiani.
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L’Armata Invincibile (Macrone E Catone Vol. 15)

**«Il miglior scrittore di romanzi storici.»
Corriere della Sera
Un grande romanzo storico
Un autore da oltre 1 milione di copie
Hispania: occupata, mai conquistata 
Per Roma comincia una sfida pericolosa
54 D.C.** Le milizie romane sono disposte lungo tutti i confini del gigantesco impero: dal Mediterraneo al Mare del Nord, dall’Atlantico alle rive del Nilo. Roma ha brutalmente imposto il suo dominio e le sue legioni sono l’arma più efficiente e letale di tutto il mondo conosciuto. Due veterani esperti, il prefetto Catone e il centurione Macrone, sono sopravvissuti alle sanguinose campagne in Britannia e vengono finalmente richiamati a Roma. Ma il tempo trascorso in seno alla città della politica è breve, perché vengono nuovamente inviati con la guardia pretoriana in Spagna, l’indomita colonia nella quale i nativi ancora si ribellano al dominio imperiale, alimentando le tensioni. La nuova sfida che i due vecchi amici dovranno affrontare è diversa da qualunque cosa si siano mai trovati davanti: perché stanno per raggiungere una terra che è definita “indomabile”… 
**Un autore da oltre 1 milione di copie
Tradotto in 10 Paesi
Una nuova minaccia arriva dai Pirenei
Riuscirà Roma a domare l’ultima provincia ribelle?**
«Il miglior scrittore di romanzi storici? Simon Scarrow.»
**Corriere della Sera**
«Simon Scarrow ha saputo cogliere e raccontare il fascino di certi momenti storici. Quelli in cui il corso degli eventi determina per sempre il futuro.»
**Il Giornale**
«Una prosa incalzante e una profonda conoscenza della storia antica.»
**Daily Mail**
«Ogni nuovo capitolo della lunga serie di Scarrow sull’esercito romano è come sempre un grande piacere.»
**The Times**
«Facile da leggere ma travolgente.»
**Mail on Sunday**
**Simon Scarrow**
È nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore di moltissimi romanzi tra cui *Sotto l’aquila di Roma*, *Il gladiatore*, *Roma alla conquista del mondo*,* La spada di Roma*,* La legione*, *Roma o morte*, *Il pretoriano*, *La battaglia finale*, *Il sangue dell’impero*, *La profezia dell’aquila*, *L’aquila dell’impero*, *Sotto un unico impero*, *La spada e la scimitarra*, *Roma, sangue e arena*, *Per la gloria dell’impero*, *L’armata invincibile *e* I conquistatori* (con T.J. Andrews), tutti pubblicati dalla Newton Compton. Le sue opere hanno venduto oltre 1 milione di copie nel mondo.

L’armata dei fiumi perduti

In Friuli, durante l’ultima guerra, si insedia, proveniente dalla Russia, un’armata cosacca: sono uomini, donne, vecchi e bambini a cui le autorità tedesche hanno promesso una patria.
Fatto realmente accaduto, nella narrazione di Sgorlon diventa la tragica odissea di un popolo predestinato allo sterminio. In questo lembo di terra, i cosacchi e gli abitanti del Friuli invaso sono ugualmente vittime di una diversa oppressione. Ma in queste drammatiche vicente si inserisce l’indimenticabile figura di Marta che, con il suo immenso desiderio d’amore, diventerà il simbolo, in antitesi alla guerra, dei valori che contano nella vita dell’uomo.
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### Sinossi
In Friuli, durante l’ultima guerra, si insedia, proveniente dalla Russia, un’armata cosacca: sono uomini, donne, vecchi e bambini a cui le autorità tedesche hanno promesso una patria.
Fatto realmente accaduto, nella narrazione di Sgorlon diventa la tragica odissea di un popolo predestinato allo sterminio. In questo lembo di terra, i cosacchi e gli abitanti del Friuli invaso sono ugualmente vittime di una diversa oppressione. Ma in queste drammatiche vicente si inserisce l’indimenticabile figura di Marta che, con il suo immenso desiderio d’amore, diventerà il simbolo, in antitesi alla guerra, dei valori che contano nella vita dell’uomo.

L’Arma finale

In origine, erano otto in tutto l’universo.
Potentissime e infallibili, sono armi speciali costruite dalla più vasta intelligenza artificiale mai conosciuta. Usare una di esse è molto semplice: basta mirare e premere il grilletto. L’arma fa tutto il resto. Istantaneamente. Ma il problema è che nessuno può sapere che cosa succederà dopo. Se il bersaglio è un essere umano, allora può accadere che venga incenerito all’istante oppure trafitto da una lancia uscita dal nulla, o in un altro modo ancor più sofisticato, crudele e imprevedibile. E se il bersaglio ha le dimensioni di una città o di una montagna, nessun problema, l’esito è altrettanto fatale e può essere causato da un ordigno termonucleare o da un cataclisma naturale. È l’arma a decidere come annientare l’obiettivo. Nessuno sa che cosa siano o come funzionino realmente. Forse attraversano altre dimensioni, scegliendo il metodo di distruzione più appropriato… Forse si tratta addirittura di creature senzienti che hanno scoperto il segreto dello spazio e anche del tempo…
In origine le armi erano otto, ma adesso ne è rimasta una sola. E quando Lady Sharrow scopre che la fanatica setta religiosa degli Huhsz sta per lanciare la sua ultima crociata di distruzione, sa che se essi s’impadroniscono dell’ultima arma rimasta non vi sarà speranza per nessuno. Quindi non importa se la missione è impossibile, bisogna arrivare a tutti i costi prima di loro…
Una travolgente avventura che conferma le doti lain M. Banks, il più importante scrittore inglese di fantascienza dell’ultima generazione.

L’arma della memoria

L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente. Un’arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché ”infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.
(source: Bol.com)

Aristotele e l’anello di bronzo

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.

Aristotele e il mistero della vita

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.

Aristotele e i veleni di Atene

Secondo i sillogismi dell’etica di Aristotele, solo nella vita teoretica, la più conforme alla sostanza razionale dell’uomo, può ritrovarsi la vera felicità e la vera virtù. Immaginarsi quindi l’imbarazzo del suo braccio destro Stefanos: andato al bordello della tenutaria Manto, si trova testimone del ritrovamento di un cadavere eccellente. E tempo dopo, nel bordello della tenutaria Trifena, assiste al famoso delitto di Frine, che osa celebrare nel pieno di un festino i misteri eleusini. Sono i veleni di Atene. In senso letterale e in senso metaforico. Il ricchissimo Ortobulos è ucciso con la cicuta, e pare un complotto di famiglia: dell’omicidio è accusata la seconda moglie, che ha nel figliastro un acerrimo nemico. Frine, la splendida etera leggendaria, è accusata di empietà, di insegnare ad adorare un nuovo Dio, un reato che prevede la pena di morte. Entrambi i processi avvelenano Atene: sono tempi fragili, la sua costituzione è debole, un brivido di rovina l’attraversa. Aristotele interviene, ripensando alla cicuta di Socrate e alle gravi conseguenze, per evitare che la metropoli ospitale dove tiene il suo Liceo finisca in mille pezzi. E nella sua acuta e conseguenziale indagine scorre la topografia della città di Atene, e passa la rassegna degli innumerevoli caratteri, delle svariate professioni, dei diversi atteggiamenti sociali, che fanno di ogni avventura poliziesca di Aristotele detective uno spaccato di scientifica attendibilità della vita quotidiana nella Città stato giunta alla sua piena maturità, sul limitare del prossimo tramonto.

Aristotele e i misteri di Eleusi

“I misteri di Eleusi” è il quinto romanzo di Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes del IV secolo a.C. E se ogni storia poliziesca si ispira a un’opera dello Stagirita, quest’ultima sembra rimandare forse alla Politica. Ma il ricalco non è solo con la filosofia del grande filosofo, è la vita stessa di Atene e del mondo greco classico in età alessandrina a rivivere nella pagina: il funzionamento pratico della vita pubblica, le procedure ufficiali e i costumi privati, i modi di divertirsi e il mondo degli affari. E soprattutto quel senso sottile di smarrimento generale che dovette aver preso l’uomo greco nell’epoca di svolta in cui Aristotele si trovava a vivere.

Aria di tempesta

Due sposini in luna di miele si svegliano presto, fanno l’amore due volte e si abbracciano in attesa di uno spettacolo indimenticabile… Un seducente artista dell’imbroglio incappa in un affare che promette molti soldi facili… Un venditore di case trasportabili sta per fare un contratto da favola, soprattutto alla luce di un imminente disastro… Un ex studente in legge si appresta a dare la caccia a una vipera del Gabon e a un gruppo di scimmie spaventate da una violenta tempesta, molto simili, in questa reazione, a migliaia di turisti in frenetica fuga dalle spiagge della Florida…

ARGONAUTICHE CLASSICI COLLEZIONE 2007

La saga degli [Argonauti](http://it.wikipedia.org/wiki/Argonauti “Argonauti”) si colloca in un tempo mitico anteriore alle vicende narrate da [Omero](http://it.wikipedia.org/wiki/Omero “Omero”): gli eroi che di essa sono protagonisti precedono di almeno una generazione quelli dei due poemi omerici. L’antefatto remoto, che Apollonio non espone, è il mito dei fratelli Elle e Frisso, figli di Atamante, che, per sfuggire ai maltrattamenti della matrigna, fuggono sul dorso di un montone dal vello d’oro che li conduce in volo attraverso il mare; durante la traversata Elle cade e muore in quello stretto che porta il suo nome (Ellesponto). Giunto in [Colchide](http://it.wikipedia.org/wiki/Colchide “Colchide”), Frisso decise di immolare l’animale e di affidarne la pelle ad un drago.
A questo punto inizia la storia di Apollonio: [Giasone](http://it.wikipedia.org/wiki/Giasone_%28mitologia%29 “Giasone (mitologia)”), pretendente al trono di Iolco e destinato ad ucciderne l’usurpatore, lo zio Pelia, viene mandato dallo stesso (con il reale obiettivo di sbarazzarsene) in Colchide per recuperare il vello d’oro; accettato l’incarico Giasone, dopo aver raccolto una folta schiera di eroi, salpa dalla [Grecia](http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia “Grecia”) a bordo della nave Argo (da ciò “Argonautiche”). In Colchide, dopo una lunga serie di vicissitudini, Giasone verrà aiutato nello scopo da [Medea](http://it.wikipedia.org/wiki/Medea_%28mitologia%29 “Medea (mitologia)”), figlia del re Eeta, la quale in cambio dell’aiuto si farà sposare dall’eroe greco. Durante il viaggio di ritorno appare Apollo, apparizione questa che rassicurerà gli eroi i quali, pochi giorni dopo, approdano a [Pagase](http://it.wikipedia.org/wiki/Pagase “Pagase”), dove erano partiti.
L’opera è suddivisa in quattro libri, per un totale di 5836 esametri.

L’arco dei traditori

Un cadavere che affiora dalle acque del Tamigi è sempre un avvenimento. Quando poi il corpo appartiene a una donna bellissima e appartenente alla buona società, e la morte è avvenuta per strangolamento, ce n’è abbastanza per mettere a rumore tutta l’aristocrazia londinese. L’ispettore Pitt non è nuovo alle inchieste delicate, ma questa indagine rischia di essere troppo pericolosa, anche per lui.

L’arcimago Lork

Ora che la Congregazione è stata spezzata, tutte le speranze sono riposte in Tarko e Balko che l’arcimago Lork sta facendo braccare. Un mistero ancora fitto avvolge le ‘Sette Gemme dell’Equilibrio’ e la situazione disperata degli amici costringe i due meek a rimedi estremi: Balko tenterà di salvare i compagni evitando che giungano alla Fortezza, l’impenetrabile dimora di Lork, mentre Tarko si recherà al Villaggio dei Baldar, pronto a tutto pur di dipanare il mistero che ha determinato il suo personale, inspiegabile cambiamento. Ma Ahr Delmar Lork, inarrestabile, continua a cercare le Sette Gemme dell’Equilibrio e comanda al proprio esercito di schiacciare una volta per tutte la minaccia costituita dai Ribaldi, l’organizzazione segreta che punta a sconfiggerlo. In questo secondo romanzo della saga delle ‘Sette Gemme dell’Equilibrio’ gli accadimenti infittiscono l’intreccio, dando forma alla lotta intestina che i numerosi contendenti stanno combattendo. E lo scontro si fa più duro.

L’arciere verde (eNewton Zeroquarantanove)

Tutto ha inizio quando un misterioso arciere vestito di verde viene visto aggirarsi sulle mura del castello di Garre e il giornalista Spike Holland viene incaricato dal suo direttore di effettuare delle indagini. Omicidi, sequestri di persona, identità misteriose che spuntano dal passato, tutti gli ingredienti del giallo classico si fondono in un’opera tra le più avvincenti che siano mai state scritte. E l’ispettore Featherstone dovrà darsi da fare per risolvere il mistero.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Tutto ha inizio quando un misterioso arciere vestito di verde viene visto aggirarsi sulle mura del castello di Garre e il giornalista Spike Holland viene incaricato dal suo direttore di effettuare delle indagini. Omicidi, sequestri di persona, identità misteriose che spuntano dal passato, tutti gli ingredienti del giallo classico si fondono in un’opera tra le più avvincenti che siano mai state scritte. E l’ispettore Featherstone dovrà darsi da fare per risolvere il mistero.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.