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L’arte di sedurre

Londra, 1820 – Accusata di aver assassinato una celebre cortigiana che le assomigliava come una goccia d’acqua, Dianthe Lovejoy è costretta a chiedere protezione al suo nemico giurato, Lord Geoffrey Morgan, che accetta di nasconderla in casa propria solo per saldare un debito che ha contratto al gioco con il cugino di lei. Quando il gentiluomo scopre che l’intraprendente fanciulla intende travestirsi da cortigiana e frequentare le bische più malfamate per smascherare il vero assassino, decide di fingersi il suo amante per proteggerla, e con l’intenzione di spaventarla e indurla a rinunciare al suo folle piano assume un’insegnante che la istruisca nell’arte della seduzione. Il progetto, tuttavia, gli si ritorce contro quando la sempre più affascinante Dianthe decide di sperimentare l’efficacia delle sue nuove conoscenze proprio su di lui.
(source: Bol.com)

L’arte di correre

Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e – poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine – di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L’esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell’arco di tre anni, “L’arte di correre” è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere – sostiene Murakami – è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.
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L’arte della serenità. Il potere terapuetico della saggezza

La serenità, che può essere definita la chiave di volta del nostro benessere psicofisico, nasce dal naturale equilibrio fra interiorità ed esteriorità e si situa sulla linea di demarcazione fra opposte esigenze: è quell’armonia nei confronti di se stessi e degli altri che viene messa a dura prova dagli avvenimenti, positivi o negativi che siano. Come fare a conservarla o a ripristinarla quando la si è perduta? Il problema è stato dibattuto dai saggi di tutti i tempi e di tutti i paesi. Partendo dalle loro considerazioni Claudio Lamparelli svolge una serie di riflessioni riguardanti le situazioni pratiche della nostra esistenza che mirano a un duplice scopo: identificare le cause profonde che mettono in crisi la serenità e realizzare, con queste stesse meditazioni, una particolare specie di difesa e di terapia, quella che un tempo si chiamava “cura dell’anima”.
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L’arte della pizza di Simone Padoan

La pizza di Simone Padoan soddisfa tutti e cinque i sensi, stuzzicando non solo il gusto, ma anche l’olfatto, la vista, il tatto e persino l’udito, con le sue inebrianti fragranze, gli accostamenti cromatici, la morbida consistenza e il suono inconfondibile della pasta mentre si spezza.
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Arte della memoria di Giordano Bruno (L’)

In questo libro troverete le tecniche, le chiavi di interpretazione ed i segreti di Giordano Bruno. Come egli scrisse oltre 500 anni fa, la memoria è una scienza. Chi pensa di avere poca memoria troverà in questo libro la risoluzione di molti problemi e chi pensa di averne molta dovrà ricredersi… Infatti l’educazione della memoria, e non l’allenamento, vi permetterà di ottenere risultati straordinari. Per rendersi conto dell’importanza della memoria basti pensare che l’intelligenza è stata definita come ”la capacità di correlazione ed apprendimento” in altri termini la memoria è la base della nostra intelligenza e questo libro vi insegna a migliorarla con un inestimabile vantaggio nella vostra vita privata e nella vostra professione.
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L’arte della diplomazia

Un’opera fondamentale in cui Henry Kissinger fa luce sulla reale essenza della diplomazia. Passando da un’ampia visione d’insieme, basata su un’interpretazione personale della storia, al resoconto dei suoi negoziati con i capi di Stato più influenti, Kissinger descrive le modalità con cui l’arte della diplomazia e gli equilibri di potere hanno plasmato il mondo in cui viviamo; e mostra apertamente come gli americani – protetti dalle dimensioni e dal relativo isolamento del loro paese, nonché dal proprio idealismo e da un’inveterata diffidenza verso l’Europa – abbiano perseguito un’unica linea di politica estera, fondata più sulla loro rappresentazione dell’ordine mondiale che sulla realtà effettiva. Ricco di notizie, dati, riflessioni acute e ironiche, questo libro rappresenta una lettura insostituibile per chiunque voglia capire la posizione dell’America nel mondo.

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L’arte dell’amore

Inghilterra, 1829 – Le certezze su cui Julia ha costruito tutto il suo mondo vanno improvvisamente in frantumi quando scopre di essere stata venduta a un vecchio mercante per risolvere i problemi finanziari della famiglia. Testarda e volitiva, la giovane tuttavia non si dà per vinta e decide di rendere nullo il contratto giocando sulla clausola secondo la quale deve arrivare vergine al matrimonio. A quel punto le basta trovare qualcuno disposto a rovinare la sua reputazione, e un libertino senza scrupoli come Paine Ramsden appare il candidato ideale. Ma Paine, che ha viaggiato in Oriente e conosce le più raffinate le tecniche di seduzione, oltre a essere un maestro nell’arte dell’amore, si rivela un uomo sensibile, disposto a rimettersi in discussione anche affrontando i demoni del passato.
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### Sinossi
Inghilterra, 1829 – Le certezze su cui Julia ha costruito tutto il suo mondo vanno improvvisamente in frantumi quando scopre di essere stata venduta a un vecchio mercante per risolvere i problemi finanziari della famiglia. Testarda e volitiva, la giovane tuttavia non si dà per vinta e decide di rendere nullo il contratto giocando sulla clausola secondo la quale deve arrivare vergine al matrimonio. A quel punto le basta trovare qualcuno disposto a rovinare la sua reputazione, e un libertino senza scrupoli come Paine Ramsden appare il candidato ideale. Ma Paine, che ha viaggiato in Oriente e conosce le più raffinate le tecniche di seduzione, oltre a essere un maestro nell’arte dell’amore, si rivela un uomo sensibile, disposto a rimettersi in discussione anche affrontando i demoni del passato.

Arrivederci piccole donne

“Ma che cos’è la vita, alla fine? Ti giuro che non lo so” Sono cugine ma si sentono sorelle, sono uguali e diverse come le “piccole donne” della Alcott. Nieves, Ada, Luz e Lola da bambine trascorrono le vacanze nella proprietà di famiglia, sotto lo sguardo burbero di una zia eccentrica e generosa. Sono anni di giochi spensierati e innocenti bisticci, al riparo dagli sconvolgimenti sociali. Poi la tragedia cilena dell’11 settembre 1973, il colpo di stato di Pinochet, la povertà improvvisa, l’arresto di un familiare, la paura, l’esilio a Londra. Da quel giorno nessuno ha più fatto ritorno alla casa dell’infanzia, a quel piccolo paradiso perduto. Passano gli anni, le quattro cugine oramai sono divenute donne. La scomparsa di una vecchia domestica le porta di nuovo a riunirsi. Il tempo trascorso ha scolpito i caratteri, ma ha anche custodito le antiche affinità. Ancora una volta Marcela Serrano ci sorprende e ci emoziona con le sue indimenticabili figure femminili. Le sue “piccole donne” sono protagoniste di una saga ricca di accenti epocali: il mondo degli anni settanta, gli yuppie americani degli anni ottanta e novanta, fino al grande sgomento dopo l’attentato alle Torri gemelle.
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Arrivederci amore, ciao

In questo romanzo che racconta il cuore nero del Nordest e, più in generale, dell’Italia patinata ed “emergente”, Carlotto “mette a frutto” le pessime conoscenze che ha fatto in carcere, nel mondo criminale e anche tra i personaggi delle istituzioni e ci dà uno sconvolgente ritratto dell’Italia nera dei nostri anni. Il giovane e bel protagonista del romanzo ha un solo scopo: lasciarsi alle spalle una storia politica in cui non ha mai creduto veramente e che gli ha procurato solo guai ed entrare nel mondo dei vincenti. Per farlo, si darà una sola regola: prevaricare a ogni costo, con ogni mezzo.
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Arricchirsi impoverendo

Dopo Scacco alla superclass (Mimesis, 2016), Giorgio Galli e Francesco Bochicchio tornano in libreria con un saggio che intende fare chiarezza sul rapporto tra crisi e ruolo delle multinazionali. È corretto affermare che l’attuale situazione abbia coinvolto tutti i livelli della scala sociale, oppure qualcuno ne ha persino tratto vantaggio? Nella prima parte, il noto politologo Giorgio Galli dimostra che la crisi 2007/2016 ha impoverito principalmente le classi medie e lavoratrici dell’Occidente, mentre un centinaio di multinazionali, attraverso una serie di operazioni descritte nel dettaglio, hanno conosciuto un arricchimento senza precedenti. La seconda parte, del giurista e esperto finanziario e di diritto bancario Francesco Bochicchio, certifica la natura endogena della crisi. Contrariamente da quanto sostenuto da Schmidt e Robbins, l’economia attuale si è alterata a tal punto da non poter essere più considerata una scienza dei mezzi. L’opera a quattro mani di Galli e Bochicchio si propone di descrivere i danni causati da questa preoccupante mutazione.

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L’arpa d’erba

Questo romanzo narra di un ritorno agli anni dell’infanzia, quando il giovane Truman, orfano di madre, viene affidato a due zitelle, Verena e Dolly Talbo, che vivono in un piccolo paese del Sud degli Stati Uniti. “Senti?”, gli dice Dolly in una bella giornata di settembre, nel bosco, “è l’arpa d’erba, che racconta qualche storia. Conosce la storia di tutta la gente della collina, di tutta la gente che è vissuta, e quando saremo morti racconterà anche la nostra”. Tocca al piccolo Truman raccogliere per noi la voce dell’arpa d’erba, tra realtà e sogni infantili, pettegolezzi e crudeltà di paese, grandi amori e accecanti passioni, in uno sguardo commosso verso il passato e pieno di speranze nel futuro.

Le armi nascoste della manipolazione

Perché siamo facilmente influenzabili? Perché finiamo con dire di sì? Quali sono le strategie più ingannevoli? Chi sono i manipolatori più pericolosi? Come evitare di cadere nella loro rete? E se noi stessi, senza nemmeno accorgercene, lo fossimo? Per interesse, perversione o errore, ma spesso semplicemente a fin di bene, la manipolazione è ovunque. Perché tutti, in fondo, manipolano tutti! A volte, non solo non ci rendiamo conto di essere manovrati, ma non siamo neppure consapevoli che noi stessi adottiamo strategie per influenzare ed esercitare un controllo sugli altri, per persuaderli in modo più o meno trasparente a pensare o fare ciò che vogliamo, magari senza cattive intenzioni o senza essere machiavellici. Perdiamo di vista che, nel gioco delle parti, carnefici, vittime e salvatori si alimentano e sostengono a vicenda. Lo spiega bene Christophe Carré, uno dei maggiori esperti su questi temi, il quale, senza demonizzazioni e con grande perspicacia, esplora in questo libro le dinamiche e le modalità manipolatorie che ciascuno di noi – chi più, chi meno – sperimenta nel lavoro, nei rapporti di amicizia, in amore e nella relazione con i figli. Lo fa integrando molteplici contributi delle scienze umane e della psicologia sociale, grazie ai quali suggerisce come riconoscere e scardinare il gioco della manipolazione, usarne con intelligenza gli strumenti, e imparare a comunicare e agire senza barare.

(source: Bol.com)

Le armi nascoste della manipolazione

Perché siamo facilmente influenzabili? Perché finiamo con dire di sì? Quali sono le strategie più ingannevoli? Chi sono i manipolatori più pericolosi? Come evitare di cadere nella loro rete? E se noi stessi, senza nemmeno accorgercene, lo fossimo? Per interesse, perversione o errore, ma spesso semplicemente a fin di bene, la manipolazione è ovunque. Perché tutti, in fondo, manipolano tutti! A volte, non solo non ci rendiamo conto di essere manovrati, ma non siamo neppure consapevoli che noi stessi adottiamo strategie per influenzare ed esercitare un controllo sugli altri, per persuaderli in modo più o meno trasparente a pensare o fare ciò che vogliamo, magari senza cattive intenzioni o senza essere machiavellici. Perdiamo di vista che, nel gioco delle parti, carnefici, vittime e salvatori si alimentano e sostengono a vicenda. Lo spiega bene Christophe Carré, uno dei maggiori esperti su questi temi, il quale, senza demonizzazioni e con grande perspicacia, esplora in questo libro le dinamiche e le modalità manipolatorie che ciascuno di noi – chi più, chi meno – sperimenta nel lavoro, nei rapporti di amicizia, in amore e nella relazione con i figli. Lo fa integrando molteplici contributi delle scienze umane e della psicologia sociale, grazie ai quali suggerisce come riconoscere e scardinare il gioco della manipolazione, usarne con intelligenza gli strumenti, e imparare a comunicare e agire senza barare.

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Armi di distruzione matematica

Lungi dall’essere modelli matematici oggettivi e trasparenti, gli algoritmi che ormai dominano la nostra quotidianità iperconnessa sono spesso vere e proprie armi di distruzione matematica: non tengono conto di variabili fondamentali, incorporano pregiudizi e se sbagliano non offrono possibilità di appello. Queste armi pericolose giudicano insegnanti e studenti, vagliano curricula, stabiliscono se concedere o negare prestiti, valutano l’operato dei lavoratori, influenzano gli elettori, monitorano la nostra salute. Basandosi su case studies nei campi più disparati ma che appartengono alla vita di ognuno di noi, Cathy O’Neil espone i rischi della discriminazione algoritmica a favore di modelli matematici più equi ed etici, perché ”la matematica merita ben altro di queste armi di distruzione, e altrettanto la democrazia”.

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