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Aforismi, novelle e profezie

Una ricca collezione di osservazioni, pensieri, idee di uno dei più grandi geni dell’umanità. Alcuni aforismi:

* Chi disputa allegando l’autorità, non adopra lo “ngegno, ma più tosto la memoria.
* Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza.
* Fuggi quello studio del quale la risultante opera more coll’operante d’essa.
* O speculatori dello continuo moto, quanti vani disegni in simile cerca avete creati! Accompagnatevi colli cercatori dell’oro.

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(source: Bol.com)

Aforismi sulla saggezza della vita

Pubblicati nel 1851 come parte dei Parerga und Paralipomena, gli Aforismi sulla saggezza del vivere mantengono ancor oggi pregnanza e valore come ogni altra opera di Schopenhauer. La saggezza non è legata al tempo né alla storia, che è scenario sempre identico che nulla insegna e nulla apprende.
Schopenhauer, il più romantico dei filosofi dell’800, qui scavalca passione e sentimento per offrire il saggio più lucido di razionalità metallica che il pensiero possa offrire.
In ogni tempo e civiltà la saggezza è sinonimo di arte del ben vivere, per sopportare con serenità il dolore e la noia tra cui oscilla la vita dell’uomo.
Le commoventi pagine del Fedone platonico sulla vita come preparazione alla morte e sulla morte come apertura alla vera vita, sono saggezza, e della più alta. Ad altezze simili ci porta la saggezza monastica e ascetica di Epicuro che rifugge da passioni e piaceri vani per mantenersi in quel delicato equilibrio tra indifferenza e imperturbabilità che è la felicità. E la lettura catartica dei Saggi di Montaigne ha lo stesso scopo: meditare sulla morte e il dolore per meglio affrontarli ed essere sempre all’erta, non farci prendere di sorpresa.
In questo orizzonte si apre la visione purificatrice di Schopenhauer per ben vivere e ancor più per meglio morire.
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### Sinossi
Pubblicati nel 1851 come parte dei Parerga und Paralipomena, gli Aforismi sulla saggezza del vivere mantengono ancor oggi pregnanza e valore come ogni altra opera di Schopenhauer. La saggezza non è legata al tempo né alla storia, che è scenario sempre identico che nulla insegna e nulla apprende.
Schopenhauer, il più romantico dei filosofi dell’800, qui scavalca passione e sentimento per offrire il saggio più lucido di razionalità metallica che il pensiero possa offrire.
In ogni tempo e civiltà la saggezza è sinonimo di arte del ben vivere, per sopportare con serenità il dolore e la noia tra cui oscilla la vita dell’uomo.
Le commoventi pagine del Fedone platonico sulla vita come preparazione alla morte e sulla morte come apertura alla vera vita, sono saggezza, e della più alta. Ad altezze simili ci porta la saggezza monastica e ascetica di Epicuro che rifugge da passioni e piaceri vani per mantenersi in quel delicato equilibrio tra indifferenza e imperturbabilità che è la felicità. E la lettura catartica dei Saggi di Montaigne ha lo stesso scopo: meditare sulla morte e il dolore per meglio affrontarli ed essere sempre all’erta, non farci prendere di sorpresa.
In questo orizzonte si apre la visione purificatrice di Schopenhauer per ben vivere e ancor più per meglio morire.

Affari d’oro per Dnald Lam

Bertha Cool è in gran fermento. La sua Agenzia Investigativa non deve più correre tutti i rischi cui la espone Donald Lam con la sua passione di rasentare il codice e di buttarsi a capofitto in imprese disperate. Ecco qui, nello studio di Bertha, il distintissimo signor Homer Breckinridge dal quale emana un inebriante profumo di dollari. E il signor Homer è venuto appunto per offrire ai nostri investigatori un incarico tranquillo e proficuo. Si tratta di appurare se un tizio che chiede un indennizzo per una lesione subita in un incidente non sia, in realtà, un simulatore, come la Compagnia Assicuratrice ha validi motivi di sospettare. Un lavoretto da farsi in poltrona, a sentire Bertha Cool, ma non passano quarantottore, che Donald Lam scopre di essere seduto, non su una poltrona, ma addirittura su un barile di tritolo e si chiede se farà in tempo a smorzare la miccia, prima che il fuoco arrivi alle polveri.

L’affare Vivaldi

«La storia della riscoperta dei manoscritti di Vivaldi è davvero andata così. Diversamente dalla frase che i romanzieri pongono di solito alla fine del loro lavoro, io devo invece assicurare che i fatti narrati sono realmente accaduti, e solo in po chi casi ho dovuto inventare. La concatenazione degli eventi, per quanto bizzarra possa sembrare, è dovuta alla storia». Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le *Quattro stagioni*, ciò è dovuto alle peripezie dimenticate – assurde, incredibili, comiche, cariche a volte di suspense, intricate come uno spettacolo drammatico e farsesco – che questo romanzo storico rivela.
Il Prete Rosso, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria e indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Riemersero, seguendo vie accidentate e occulte, grazie al congiungersi dell’avidità di un vescovo salesiano e l’intelligente intuito di due studiosi appassionati, Gentili e Torri, musicologo dell’Università di Torino il primo, e direttore della Biblioteca Nazionale della città il secondo. Ma da questo momento in poi gli autografi del musicista veneziano dovettero passare nuove disavventure. Causa stavolta l’indifferenza dello Stato, l’odiosa idiozia antisemita del regime fascista, l’opportunismo e l’ingratitudine dei nuovi padroni dell’Italia.
Federico Maria Sardelli è uno dei massimi esperti di Vivaldi, nonché scrittore satirico. Egli ricostruisce il destino delle carte del grande compositore seguendo due per corsi. Da un lato gli eventi successivi che le seppellirono nell’oblio dal 1741 al la riscoperta; dall’altro la caccia all’indietro che i due miti eroi intrapresero per recuperarle. E poi le vicende pazzesche legate al tentativo di renderle aperte alla fruizione pubblica. Con il triste epilogo.
È un apologo, umoristico e tragico, della ben nota insensibilità dello Stato italiano verso i suoi patrimoni più nobili, e della sua ingratitudine. Ma vuole anche ristabilire una verità storica ed essere un tributo.
«Luigi Torri ed Alberto Gentili sono i veri eroi di questa vicenda. Se oggi conosciamo Vivaldi lo dobbiamo al loro fiuto, alla loro intelligenza, al loro infaticabile sforzo».

Adrien English e il mistero di Natale

Tornato a casa in anticipo dopo aver trascorso il Natale nella cara, vecchia Inghilterra, l’investigatore dilettante a tempo perso Adrien English è costretto a fare i conti con delle allarmanti novità in famiglia e, come se non bastasse, una vecchia conoscenza si fa viva in cerca di aiuto per rintracciare il fidanzato scomparso.

Per sua fortuna, Adrien conosce un bravo detective privato…

(source: Bol.com)

Adriano VII

In un freddo giorno di marzo dei primi anni del Novecento, George Arthur Rose, prete mancato brutalmente espulso per oscure ragioni dal Saint Andrew, il Pontificio Collegio Scozzese, viene misteriosamente invitato da due alti dignitari della Chiesa ad accettare gli ordini sacri e a traferirsi a Roma. Lì, dopo un conclave paralizzato dall’intransigenza e dall’equivalenza delle fazioni, l’antico reietto, il sofisticato teologo oggetto di inverecondi calunnie, viene eletto papa col nome di Adriano VII. Sul soglio di Pietro, più inflessibile di Bonifacio VIII, Adriano VII salverà l’Europa dal caos e dall’anarchia e ridisegnerà i confini del mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1904, e da allora oggetto di un vero e proprio culto, Adriano VII è un romanzo che, come tutte le grandi opere, si presta a infinite interpretazioni: può essere visto come una profetica anticipazione dei totalitarismi del XX secolo, come il libro di un impudente profanatore (secondo Giorgio Manganelli la Chiesa era, per Rolfe, il luogo da profanare, dato che solo Iddio poteva dargli l’indirizzo del Diavolo), come l’estremo, meraviglioso frutto di un’esistenza eccentrica. Ripubblicata nel centenario della morte dell’autore, l’opera svela tutta la sua sorprendente, sfrontata attualità.
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Adorabile bastardo (Senza sfumature)

ROMANZO BREVE (72 pagine) – ROMANCE – Tra Filippo e Chiara è antipatia a prima vista. Lui è bello, ricco e arrogante. Lei è intelligente, caparbia e fermamente decisa a fare carriera. Peccato che Filippo sia il capo di Chiara e che fra i due si accenda un’inarrestabile attrazione che potrebbe mettere a repentaglio i loro piani. Cosa fare quando fra le lenzuola, come al lavoro, sono scintille? E se lei fosse fidanzata e divorata dai sensi di colpa?
Filippo Grimaldi è un avvocato di successo, bello, ricco e spregiudicato. Non si ferma davanti a niente, nel lavoro come nella vita privata, e con le donne si è sempre comportato da gran bastardo. Ma da quando Chiara Orlando è entrata nella sua vita nulla è più come prima. Chiara si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti e quando entra nello studio Grimaldi, per fare pratica, pensa di avere davanti la sua grande occasione. Si ritrova invece alle dipendenze di Filippo, un uomo dispotico e arrogante, ma tanto, tanto sexy. Fra i due saranno scintille, sia in campo lavorativo sia in camera da letto. Ma può un’attrazione nata da una forte rivalità trasformarsi in qualcosa di più?  
Laura Gay nasce a Genova dove tuttora vive, insieme al marito. Ama i libri, il cinema, la musica e gli animali, specialmente i gatti. Scrive da quando era bambina perché solo attraverso la scrittura riesce a esprimere se stessa e a volare con la fantasia. Un suo racconto dal titolo “Ventunesimo piano” è apparso sul numero 5 della rivista” Romance Magazine” e un altro, dal titolo “Il risveglio del Crociato”, è stato inserito nell’antologia “365 storie d’amore”, edita da Delos Books. Con i racconti “Il risveglio dei sensi” e “Resta con me” si è qualificata tra i finalisti nelle rispettive rassegne “Rosso fuoco” e “Senza fiato”, sul blog “La mia biblioteca romantica”, mentre con “Bad boy” si è distinta in “Christmas in love 2013”. Per Delos Digital ha già pubblicato “Sette giorni e sette notti”, “Senza legami”, “Toccami” e “L’amante francese”, nella collana “Senza sfumature”, e “Incantevole angelo “nella collana “Passioni romantiche”.
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### Sinossi
ROMANZO BREVE (72 pagine) – ROMANCE – Tra Filippo e Chiara è antipatia a prima vista. Lui è bello, ricco e arrogante. Lei è intelligente, caparbia e fermamente decisa a fare carriera. Peccato che Filippo sia il capo di Chiara e che fra i due si accenda un’inarrestabile attrazione che potrebbe mettere a repentaglio i loro piani. Cosa fare quando fra le lenzuola, come al lavoro, sono scintille? E se lei fosse fidanzata e divorata dai sensi di colpa?
Filippo Grimaldi è un avvocato di successo, bello, ricco e spregiudicato. Non si ferma davanti a niente, nel lavoro come nella vita privata, e con le donne si è sempre comportato da gran bastardo. Ma da quando Chiara Orlando è entrata nella sua vita nulla è più come prima. Chiara si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti e quando entra nello studio Grimaldi, per fare pratica, pensa di avere davanti la sua grande occasione. Si ritrova invece alle dipendenze di Filippo, un uomo dispotico e arrogante, ma tanto, tanto sexy. Fra i due saranno scintille, sia in campo lavorativo sia in camera da letto. Ma può un’attrazione nata da una forte rivalità trasformarsi in qualcosa di più?  
Laura Gay nasce a Genova dove tuttora vive, insieme al marito. Ama i libri, il cinema, la musica e gli animali, specialmente i gatti. Scrive da quando era bambina perché solo attraverso la scrittura riesce a esprimere se stessa e a volare con la fantasia. Un suo racconto dal titolo “Ventunesimo piano” è apparso sul numero 5 della rivista” Romance Magazine” e un altro, dal titolo “Il risveglio del Crociato”, è stato inserito nell’antologia “365 storie d’amore”, edita da Delos Books. Con i racconti “Il risveglio dei sensi” e “Resta con me” si è qualificata tra i finalisti nelle rispettive rassegne “Rosso fuoco” e “Senza fiato”, sul blog “La mia biblioteca romantica”, mentre con “Bad boy” si è distinta in “Christmas in love 2013”. Per Delos Digital ha già pubblicato “Sette giorni e sette notti”, “Senza legami”, “Toccami” e “L’amante francese”, nella collana “Senza sfumature”, e “Incantevole angelo “nella collana “Passioni romantiche”.

L’adolescente (Einaudi)

‘Sin dalle prime pagine si ha l’impressione di essere entrati nel vivo di una ”cronaca di famiglia”, ma di una cronaca estremamente diversa da quelle pacate e armoniose di Tolstoj. Alla dignità idealizzata, alla saldezza morale delle stirpi tolstojane, Dostoevskij oppone l’immagine d’una famiglia sconnessa, sdrucita, in rovina. E, ispirandosi alle rubriche dei giornali, nelle vicende di questa famiglia rispecchia gli intrighi di una società avida e iniqua, che per la brama di denaro non esita a far comunella con spavaldi avventurieri.
Confessione autobiografica di un giovane ventenne, L’adolescente si snoda in una vertiginosa sequenza di fatti, in un turbine di avvenimenti ancor piú intensi e assurdi che quelli dei Demoni. Come sempre in Dostoevskij, una minuziosa ricerca interiore sottende lo sviluppo esterno degli avvenimenti. In accese tirate, in monologhi, in controversie drammatiche, egli rende il travaglio, le continue oscillazioni psicologiche dei personaggi’.
Angelo Maria Ripellino

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L’adepto

‘L’autore è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma. Dalla sua partecipata esperienza ha tratto un nuovo romanzo.’Corrado AugiasUna chiesa sconsacrata, un animale sacrificato, un neonato brutalmente martoriato: quanto basta per far aprire un’indagine in cui Marco Corvino si troverà coinvolto. A distanza di venticinque anni dalla cattura di uno spietato assassino, il giornalista sarà di nuovo al centro di una macabra inchiesta: una vicenda di riti satanici che seguirà passo dopo passo per il suo giornale. Dovrà fare i conti, suo malgrado, con un mondo di cui ignorava l’esistenza, popolato da sensitivi, esorcisti, maghi, adepti del Candomblé e della Santeria, ma anche con figure pericolose, potenti e prive di scrupoli. Travolto da una relazione passionale e clandestina e perseguitato da eventi inspiegabili, diventerà ben presto preda di un turbamento profondo che assumerà il volto del terrore. Le sue certezze vacilleranno per lasciare spazio a interrogativi senza risposta. Con la precisione e l’ironia sottile che lo distinguono, Massimo Lugli fa intraprendere al suo personaggio un percorso iniziatico, all’ombra di una minaccia oscura e incombente, che gli cambierà per sempre la vita. Una vicenda inquietante che lo condurrà a una cruda verità: le cose spesso nascondono un volto oscuro e sono ben diverse da come appaiono.A volte la verità fa così paura che non può essere scrittaMassimo Lugliè nato a Roma nel 1955. Ha iniziato da giovanissimo a lavorare per ‘Paese Sera’ e nel 1985 è passato a ‘la Repubblica’ dove è inviato speciale e si occupa di cronaca nera. Ha pubblicato i libri Roma Maledetta e, per la Newton Compton, La legge di Lupo Solitario, L’istinto del Lupo (finalista al Premio Strega e vincitore del concorso “Controstregati”), Il Carezzevole e L’adepto. È da sempre un appassionato praticante di arti marziali che compaiono in tutti i suoi romanzi.

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Adelchi

Alla fine del secolo VIII l’Italia visse uno dei momenti più convulsi della sua storia. Carlo Magno, re dei Franchi, invase la penisola su richiesta del Papa e sconfisse Desiderio, sovrano dei Longobardi e di tutto il Nord Italia. L’Adelchi non si limita a rileggere criticamente quelle vicende così tormentate, ma cerca di dare loro un senso più ampio. Ecco così che Adelchi, figlio di Desiderio, è il ritratto del principe moralmente integro ma costretto dalle circostanze della storia ad assumere un ruolo che finirà per schiacciarlo. Scritta da Manzoni tra il 1820 e il 1822, l’Adelchi è senza dubbio la più famosa tragedia dell’Ottocento romantico, qui riproposta con un apparato di note e un’introduzione che ne indicano le novità letterarie e ideali.

Addio, cowboy (Omero)

Dada, una giovane studentessa fuori corso, ritorna alla vecchia casa in Dalmazia per accudire la madre che dà segni di spaesamento. Il vero motivo del suo ritorno, però, è un altro: scoprire la ragione del suicidio di Danijel, il fratello minore, un diciottenne introverso e solitario con una grande passione per i cowboy. Chi è veramente Herr Professor? Che cosa c’entra con Danijel? Perché tutti sembrano sapere la verità? E poi, che ci fa Ned Montgomery in città? Perché vuole girare un western proprio in Croazia?
Olja Savičević tesse la trama di un romanzo avventuroso, ricco di salti temporali e di incontri, per scoprire l’inganno, la colpa e il suo peso, annidati tra le pieghe di vicende familiari. I rapporti tra una madre e due figlie rimaste ad accudirla, senza sapere badare a sé stesse; un padre quasi dimenticato, come la Iugoslavia e il Kino Balkan; la guerra che sta in sottofondo e una generazione troppo giovane per avervi partecipato, ma abbastanza adulta per distinguere un prima e un dopo. La periferia di Spalato, il degrado e le passerelle estive dei turisti. In primo piano, agile, veloce, schietta, con cambi di ritmo tra dialetto e gergo urbano, la scrittura di un’autrice che fa dell’ironia e dei giochi di parole il suo stile inconfondibile.
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### Sinossi
Dada, una giovane studentessa fuori corso, ritorna alla vecchia casa in Dalmazia per accudire la madre che dà segni di spaesamento. Il vero motivo del suo ritorno, però, è un altro: scoprire la ragione del suicidio di Danijel, il fratello minore, un diciottenne introverso e solitario con una grande passione per i cowboy. Chi è veramente Herr Professor? Che cosa c’entra con Danijel? Perché tutti sembrano sapere la verità? E poi, che ci fa Ned Montgomery in città? Perché vuole girare un western proprio in Croazia?
Olja Savičević tesse la trama di un romanzo avventuroso, ricco di salti temporali e di incontri, per scoprire l’inganno, la colpa e il suo peso, annidati tra le pieghe di vicende familiari. I rapporti tra una madre e due figlie rimaste ad accudirla, senza sapere badare a sé stesse; un padre quasi dimenticato, come la Iugoslavia e il Kino Balkan; la guerra che sta in sottofondo e una generazione troppo giovane per avervi partecipato, ma abbastanza adulta per distinguere un prima e un dopo. La periferia di Spalato, il degrado e le passerelle estive dei turisti. In primo piano, agile, veloce, schietta, con cambi di ritmo tra dialetto e gergo urbano, la scrittura di un’autrice che fa dell’ironia e dei giochi di parole il suo stile inconfondibile.

Addio mister chips!

Romanzo dello scrittore inglese James Hilton (1900-1954), pubblicato nel 1934. Mr Chipping, chiamato confidenzialmente Chips, ha insegnato per molti decenni nella scuola di Brookfield. Ora, a ottantacinque anni, sa che la morte è vicina e lascia scorrere davanti agli occhi della memoria il film della sua vita: le prime esperienze professionali nel 1870, una serie quasi interminabile di vicende con alunni e colleghi, il breve felice periodo del matrimonio, il pensionamento nel 1913, il ritorno all'insegnamento durante la prima guerra mondiale e il collocamento a riposo dopo il 1918. Ai ricordi personali si mescolano quelli di eventi importanti per l'Inghilterra a partire dal 1870: la guerra fra Francia e Prussia, la guerra dei boeri, la morte della regina Vittoria, la prima guerra mondiale, lo sciopero generale del 1926 e la crisi economica. Nonostante l'amore per la scuola, Mr. Chips non è mai stato un pedagogo per vocazione, così cóme non a mai posseduto un particolare «talento» per l'insegnamento. Con la storia del suo anti-eroe, H. si rivolgeva ai sentimenti di quegli inglesi che, con più o meno giustificata nostalgia, pensavano al «buon tempo antico» antecedente al 1914, quando la potenza mondiale dell'Inghilterra appariva florida e indistruttibile. La figura del vecchio amabile insegnante, che H. a evocato anche in Ghirlanda per mister Chips [To you, Mr Chips, 1938], incontrò fra i lettori inglesi e americani grande successo. Hermann Hesse lo definì «un racconto particolarmente riuscito, un pezzo da collezione, per la carica di umorismo, in fondo un libro sentimentale».

Ad ora incerta

“Chi non ha mai scritto versi?… Anch’io, ad intervalli regolari, “ad ora incerta”, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico”. In realtà, il fare poesia non è stato in Primo Levi un’attività marginale o minore; egli stesso ci racconta come, scampato al Lager, gli fosse venuto spontaneo fissare la tragedia di Auschwitz nei versi che poi avrebbero aperto “Se questo è un uomo”. Nei testi poetici raccolti in questo volume ritroviamo, come ha osservato Giovanni Raboni, “lo stesso acume morale, la stessa forza di memoria, ammonimento e pietà che rendono sostanziosa, così giusta, così naturalmente memorabile la sua prosa”.

Across the Universe

Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?
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Acqua storta

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi degli ultimi tre giorni. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.
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