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Quel divino autunno

Due ex piloti militari Vezio Vilmara e Cino Mirasole, passati all’aviazione civile, sono uniti da una salda amicizia. Nella loro vita entrerà Iva, una fanciulla schiva e dolce che Vezio sarà portato ad amare perché gli ricorda una ragazza morta tragicamente. Iva interpreterà male il sentimento di Vezio e offesa si legherà a Cino.
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Quel deficiente del mio padrone

Quante volte un padrone si è chiesto “chissà cosa pensa di me il mio cane?” sperando con tutte le forze di poterlo un giorno scoprire. Ecco la risposta! Non solo, si va oltre: aneddoti, episodi, riflessioni, anche poesie, soluzioni ai piccoli gialli della normale convivenza con “le bestie a due zampe” non mancheranno di sorprendere il lettore. Addirittura corredate da improbabili disegni fatti da lui, le memorie di questo segugio lasciano trasparire una realtà fatalmente diversa da quella immaginata dall’uomo: il cane è molto più acuto di quanto si pensi e si diverte a sfruttare, a volte con premeditata perfidia, i punti deboli del povero, essere umano senza che questi se ne renda conto.
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Quel che rimane

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Due fidanzati, scomparsi da diversi mesi, vengono ritrovati cadaveri. Il caso si prospetta subito difficile, le due vittime sono ormai ridotte a corpi scheletriti e il loro esame non può fornire molti dettagli. Il capo dell’ufficio di medicina legale di Richmond, Kay Scarpetta, non è però una persona che si arrende facilmente, tanto più che la morte dei due presenta molte rassomiglianze con quella di altre coppie assassinate sempre nella stessa zona. Le indagini di Kay saranno però ostacolate da imprevedibili difficoltà.
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Quel che resta della vita

“Un’avventura della psicheche appassiona fino alle ultime pagine” Frankfurter Allgemeine
Per Hemda Horowitz è tempo di bilanci. Qual era la cosa giusta da fare? Come sarà il resto della vita? Da un letto di ospedale, circondata dai due figli a cui ha dato un amore diseguale, la donna ripercorre i ricordi della propria esistenza, ma è il rapporto dell’anziana madre con Dina e Avner il vero cuore del romanzo: se con la figlia ha un legame faticoso e conflittuale, per il figlio prova una sorta di adorazione. Avner è un avvocato che combatte per i diritti delle minoranze, un uomo angosciato, frustrato sul lavoro, tormentato dalla propria inettitudine sentimentale. Dina cerca di essere una madre opposta a quella che ha avuto. Sposata con un fotografo schivo e di poche parole, ha messo da parte la carriera per stare accanto alla figlia adolescente Nitzan. Ma quando quest’ultima si allontana, in Dina si spalanca un vuoto che lei riempie con il desiderio di accogliere un bambino abbandonato. Zeruya Shalev non rifugge i grandi temi – la solitudine, l’amore, la paura, la morte – e con Quel che resta della vita ha scritto il suo romanzo più maturo, una toccante esplorazione della vecchiaia, dei difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra partner, e ci trasmette un messaggio altissimo di speranza, sul potere catartico dell’amore e sulla possibilità di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato e vivere fino in fondo quel che resta della nostra vita.
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### Sinossi
“Un’avventura della psicheche appassiona fino alle ultime pagine” Frankfurter Allgemeine
Per Hemda Horowitz è tempo di bilanci. Qual era la cosa giusta da fare? Come sarà il resto della vita? Da un letto di ospedale, circondata dai due figli a cui ha dato un amore diseguale, la donna ripercorre i ricordi della propria esistenza, ma è il rapporto dell’anziana madre con Dina e Avner il vero cuore del romanzo: se con la figlia ha un legame faticoso e conflittuale, per il figlio prova una sorta di adorazione. Avner è un avvocato che combatte per i diritti delle minoranze, un uomo angosciato, frustrato sul lavoro, tormentato dalla propria inettitudine sentimentale. Dina cerca di essere una madre opposta a quella che ha avuto. Sposata con un fotografo schivo e di poche parole, ha messo da parte la carriera per stare accanto alla figlia adolescente Nitzan. Ma quando quest’ultima si allontana, in Dina si spalanca un vuoto che lei riempie con il desiderio di accogliere un bambino abbandonato. Zeruya Shalev non rifugge i grandi temi – la solitudine, l’amore, la paura, la morte – e con Quel che resta della vita ha scritto il suo romanzo più maturo, una toccante esplorazione della vecchiaia, dei difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra partner, e ci trasmette un messaggio altissimo di speranza, sul potere catartico dell’amore e sulla possibilità di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato e vivere fino in fondo quel che resta della nostra vita.

Quel che resta del giorno

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, così tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?
Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954, ma vive a Londra dall’età di cinque anni. Nel 1982 esce presso Einaudi il suo primo romanzo *Un pallido orizzonte di colline* e nel 1994 *Un artista del mondo effimero*, ambedue ambientati in Giappone. *Quel che resta del giorno* è stato tradotto in ventidue lingue.

Quel che ora sappiamo

«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Daniel Grant è un adolescente appassionato e di talento: la musica, il disegno, la fotografia, le uscite in barca a vela. Ha un amico del cuore, che per lui è come un fratello, e una famiglia allargata calorosa e avvolgente nella sua complessità. Non manca niente, e il futuro si preannuncia altrettanto generoso. Fino a una domenica di settembre e a un evento tragico che precipita Ella e Patrick, i suoi genitori, in una voragine di dubbi e sensi di colpa. Perché è accaduto? E loro, sempre così dediti e attenti, dov’erano? Quali segnali non hanno saputo o voluto cogliere? Scoprire la verità, per quanto dolorosa, è l’unico modo per dare un senso e prospettive dignitose a una vita che sembra aver perso ogni sapore, ogni colore. Perché «non c’è nulla di più potente della conoscenza», anche quando rischia di annientarti. Comincia così una ricerca ostinata di tracce e responsabilità, fatta anche di brucianti attriti familiari, che illumina a poco a poco di una luce diversa volti, situazioni, dettagli appena intravisti e poi rimossi, ma restituisce al tempo stesso la certezza della gioia condivisa, dell’amore scambiato. E il finale, contrariamente a ogni aspettativa, è una festa, un commiato colmo di speranza da un gruppo di personaggi disegnati con una sapienza e una delicatezza sorprendenti, più veri del vero, eppure – anzi, forse proprio per questo – straordinari.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
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### Sinossi
«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Daniel Grant è un adolescente appassionato e di talento: la musica, il disegno, la fotografia, le uscite in barca a vela. Ha un amico del cuore, che per lui è come un fratello, e una famiglia allargata calorosa e avvolgente nella sua complessità. Non manca niente, e il futuro si preannuncia altrettanto generoso. Fino a una domenica di settembre e a un evento tragico che precipita Ella e Patrick, i suoi genitori, in una voragine di dubbi e sensi di colpa. Perché è accaduto? E loro, sempre così dediti e attenti, dov’erano? Quali segnali non hanno saputo o voluto cogliere? Scoprire la verità, per quanto dolorosa, è l’unico modo per dare un senso e prospettive dignitose a una vita che sembra aver perso ogni sapore, ogni colore. Perché «non c’è nulla di più potente della conoscenza», anche quando rischia di annientarti. Comincia così una ricerca ostinata di tracce e responsabilità, fatta anche di brucianti attriti familiari, che illumina a poco a poco di una luce diversa volti, situazioni, dettagli appena intravisti e poi rimossi, ma restituisce al tempo stesso la certezza della gioia condivisa, dell’amore scambiato. E il finale, contrariamente a ogni aspettativa, è una festa, un commiato colmo di speranza da un gruppo di personaggi disegnati con una sapienza e una delicatezza sorprendenti, più veri del vero, eppure – anzi, forse proprio per questo – straordinari.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**

Quel cane del Presidente

Il presidente è nientemeno che Franklin D. Roosevelt. Il cane è Fala, il suo quadrupede preferito. E il guaio è che Fala non è Fala. O almeno, così la pensa Eleonor, la moglie del presidente: secondo lei, il cagnolino che gira per la Casa Bianca è sì identico al loro, ma Fala non è. Sembra un bisticcio di parole, ma i fatti stanno realmente così. E allora, si assolda Toby Peters, sempre più sgangherato, sempre più squattrinato, ma gentiluomo: non direbbe mai di no a una lady, soprattutto se è la First Lady. Ne scaturisce un’avventura esilarante, una sgaloppata per Los Angeles e dintorni, durante la quale Toby incontra un micidiale ex lottatore, un veterinario che ama la musica classica, un pappagallo chiamato Enrico VIII, un fanatico che vuole rovesciare l’Amministrazione Roosevelt e…Buster Keaton, che è sulla via del tramonto, ma non per questo maturo per il fatidico conto alla rovescia.

Quei Temerari Sulle Macchine Volanti

Nel giugno del 1783 i fratelli Montgolfier aprirono la via delle nuvole con un mezzo OC pi leggero dellOCOariaOCO, la mongolfiera; 120 anni dopo, altri due fratelli, Wilbur e Orville Wright, conquistarono la terza dimensione con un mezzo OC pi pensate dellOCOariaOCO, lOCOaeroplano. Due modi differenti per raggiungere quello che Wilbur defin1/4 OC il pi grande desiderio dellOCOumanitaOCO: volare. In questa breve storia del volo, vengono raccontate le gesta di quanti con ardore e follia, criterio e scelleratezza hanno tentato la via dei cieli: sono quei temerari che per guadagnarsi il sogno hanno messo in conto ossa rotte e cadute rovinose. Di alcuni rimasta la gloria e il ricordo scolpito nella storia, ad altri un nome perduto nelle cronache di un tempo che fu. E quando a inizio Novecento si diffondono i primi brevetti di pilota, lOCOera pionieristica del volo inizia a volgere al termine. Ma per quei temerari a bordo di macchine volanti questo significa solo compiere imprese sempre pi ardite lungo la via delle nuvole.”

Quei diavoli di derivati

La storia segreta delle innovazioni finanziarie e di come le banche d’investimento abbiano inventato nuovi prodotti, di come gli investitori siano stati corteggiati e blanditi perché acquistassero questi nuovi prodotti; di come le autorità che avrebbero dovuto controllare siano state sedotte dalle ricompense e dai ritorni politici del credito facile e di come gli speculatori siano riusciti a guadagnare cifre iperboliche da un quasi collasso del sistema finanziario mondiale. L’autore demistifica quella rivoluzione che in poco tempo ha dato alla finanza la stessa rispettabilità intellettuale della fisica teorica. E spiega come i banchieri abbiano creato un meccanismo da migliaia di miliardi, che ha distribuito mutui ipotecari convenienti alla gente comune (anche a chi non poteva permetterseli) e ricchezze da sogno agli innovatori finanziari. Come potuto succedere tutto questo? Perché la gente arrivata a fidarsi di strumenti finanziari pressoché arcani? Chi erano i banchieri che competevano per costruire un meccanismo via via più complicato e inarrestabile, sino al crollo finale e ai salvataggi forzati? Provocante e avvincente, il libro getta luce sulle forze che hanno causato la pi grave crisi dai tempi della Grande depressione.

(source: Bol.com)

Quattro volte domenica

Henry Parker Britland IV, erede di una delle famiglie più ricche d’America, ha appena concluso il suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti. La moglie Sunday è stata per lui una first lady perfetta: giovane e affascinante membro del Congresso. Ma la loro vita privata viene scossa dalla notizia che l’amico Charles, ex segretario di stato, ha ucciso la giovane amante intenzionata a lasciarlo. Per difendere l’uomo, che non ricorda nulla di quanto avvenuto e che essi ritengono innocente, Henry e Sunday si trasformano in un’affiatata squadra di detective.
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Quattro pirati e mezzo

Quattro camerieri, che gestiscono il ristorante di una nave, stanchi della
vita quotidiana, decidono di darsi alla pirateria.
Da quel momento certo non si annoieranno perche’ tra le 1000 isole
dove viaggeranno, incontreranno le avventure piu’incredibili.
Il libro si presenta quindi come un irresistibile giallo comico,
traboccante di trovate e paradossi e strutturato come un puzzle: solo
alla fine infatti tutte le vicende si ricompongono nel classico lieto fine

Le quattro ore di Satana

Di rado l’orrore nella letteratura, narrativa popolare raggiunge punte agghiaccianti come in questo romanzo. Ogni parola, ogni pagina grondano lacrime di paura, fremono di terrore. Il romanzo narra la tragica avventura di James Lowry che, in preda alla febbre contratta nello Yucatan durante scavi archeologici di grande impegno, ha la mente sconvolta dall’umiliazione, dalla gelosia, dall’amore per la sua povera Mary, dall’ossessione di un mondo demoniaco che la sua scomposta immaginazione gli raffigura con un’intensità lancinante; e le voci, le risate, le allucinazioni, durante la sua disperata ricerca d’una verità che il suo subcosciente respinge e rinnega, fanno di questo romanzo un autentico capolavoro di fantascienza « gialla ». Per usare le espressioni dell’Autore Stesso: « Si tratta di un romanzo totalmente logico, nonostante le apparenze contrarie ». E’ soltanto nell’ultima pagina che scopriamo che cosa abbia fatto James Lowry nelle quattro ore della sua vita che non riesce più a trovare, cosi come non trova più il cappello; soltanto allora le sue avventure nel mondo diabolico degli spettri e degli incubi assumono un senso logico definito. Ma non vogliamo dire di più, o le 4 ore della sua vita che James Lowry ha perdute non sarebbero più le 4 ore di Satana!
Copertina di Curt Caesar

Quattro gocce di acqua piovana

Dopo una vita trascorsa nell’arma dei carabinieri, Pietro Binda è tornato nel suo paese d’origine sui monti lombardi. Una mattina di settembre, parte improvvisamente per Milano. Ha avuto un’intuizione improvvisa che potrebbe gettare luce su una sua indagine rimasta irrisolta dagli anni ottanta: la morte violenta di un professore di liceo, il quale collaborava con una rivista di enigmistica. Morendo aveva lasciato, scritto con il suo sangue, un ultimo sconcertante rompicapo.