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Tre storie: La mia guerra. Erica e i suoi fratelli. La garibaldina

“Erica e i suoi fratelli”, iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola (“Quell’evento mi rese d’un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila”). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull’eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Il volume contiene anche il racconto lungo “La garibaldina”, sorta di vagabondaggio siciliano uscito in rivista tra il 1949 e il 1950, e “La mia guerra” pubblicato nel 1931, in “Piccola Borghesia”.

Tre storie extra vaganti

Sono tre storie curiose, fuori dal comune, ma tutte rigorosamente vere.La prima storia è ambientata nel ‘300 e riguarda una famiglia fiorentinapotentissima dall’intensa attività finanaziaria. Andati a picco per insolvenzadella corona inglese cui avevano prestato somme ingentissime, ne combinano ditutti i colori: si danno a intrighi politici, al brigantaggio, agli omicidi,all’attività di falsari. La seconda storia riguarda una truffa clamorosa che,intorno alla metà del ‘600, ebbe come protagonisti alcuni nobili liguri.Nell’ultima storia Cipolla si sofferma su un’opera apparsa nella seconda metàdel ‘600 in Francia, “Le parfait négociant”, una sorta di Bibbia del commercioe delle frodi relativa ai vari paesi d’Europa.

Tre saggi sulla sessualità

NOTA DELL’EDITORE: Questo eBook è solo testuale, manca delle parti Audio, se interessati all’Audio-eBook è necessario acquistare lo stesso titolo con la specifica tra parentesi alla fine del titolo(Audio-eBook).Il primo vero abbozzo della teoria sessuale di Sigmund Freud che avrà poi un’influenza straordinaria sulla cultura in generale e sulla scienza psicologica in particolare. Nel libro Freud enuncia l’importanza della vita sessuale nella crescita dell’individuo, maschio e femmina, a partire sin dalla più tenera età. Il primo saggio è una trattazione delle perversioni sessuali, secondo l’oggetto e lo scopo, fra cui l’Autore inserisce anche l’omosessualità che egli considera sostanzialmente derivata da una bisessualità originaria, comune a tutti gli esseri umani. Rileva anche la mancanza di una netta demarcazione fra perversione e varietà normali della sessualità. Il secondo saggio parla della sessualità infantile, descrivendone le varie fasi: fase orale, fase anale e fase genitale. Freud definì ogni bambino (o bambina) che attraversi tutte queste fasi un ‘perverso polimorfo’, nel senso che in lui sono presenti tutte le forme di perversione che, in condizioni particolari, possono poi ripresentarsi in età adulta. Il terzo saggio tratta dello spostamento delle pulsioni ‘parziali’, cioè limitate a determinate zone erogene del corpo, verso un oggetto sessuale completo (cioè un partner), consentendo così il passaggio dal piacere individuale (autoerotismo) al piacere al servizio della procreazione. Segue la differenziazione psicosessuale fra uomini e donne. Affronta poi il legame fra i primi rapporti con la figura materna e la scelta amorosa, introducendo la tematica del complesso edipico.

Tre portoghesi sotto un ombrello (per tacer del morto). Ediz. illustrata

Tre sospettati, quattro cappelli, la vittima e un ombrello rosso: chi sarà l’assassino? Al vice commissario Hernàndez bastano poche domande per indicare il colpevole. E tu, riuscirai a smascherarlo? La versione illustrata del racconto che Walsh pubblicò in Argentina nel 1955 Con ironia, ritmo e stile, l’accenno a temi adulti e tragici quali la violenza totalitaria e la morte, nella forma del romanzo giallo. Menzione speciale al Bologna Ragazzi Award 2016. Età di lettura: da 9 anni.

I tre moschettieri

«L’amicizia che univa quei quattro uomini e il bisogno di vedersi tre o quattro volte al giorno, fosse per un duello, o per qualche faccenda oppure per divertirsi, faceva sì che corressero incessantemente l’uno dietro l’altro come delle ombre.» Gli amici inseparabili sono Athos, Porthos e Aramis e il guascone D’Artagnan. Nel raccontare le loro peripezie, ambientate nella Francia del Seicento tra intrighi di corte, assedi e intense passioni d’amore, Dumas mescola con eccezionale abilità vicende storiche e romanzesche, avventure e idilli, duelli e burle. Uscito nel 1844, I tre moschettieri è uno dei romanzi più amati e letti al mondo per l’intreccio perfettamente costruito, la suspense calibrata e gli indimenticabili personaggi: dall’astuto Richelieu alla dolce Constance, dal sanguigno D’Artagnan alla perfida Milady.

Tre lezioni sull’uomo. Linguaggio, conoscenza, bene comune

«Che cos’è il linguaggio? Quali sono i limiti dell’intelletto umano (se esistono)? E qual è il bene comune per ¡1 quale dovremmo lottare?» Ecco i tre quesiti che Noam Chomsky affronta nelle lezioni raccolte in questo volume, elementi essenziali della domanda delle domande: «Che genere di creature siamo?» Non si tratta certo di questioni da poco, ma se c’è qualcuno che ha sia la competenza scientifica sia la capacità didattica necessarie per trattare tali problemi coinvolgendo il lettore e rendendolo davvero partecipe del ragionamento, questi è sicuramente Chomsky. Che, senza avere mai la pretesa di offrire soluzioni definitive, rende semplice il difficile, e mettendo a nostra disposizione le sue enormi conoscenze ci mostra quanto spesso e quanto facilmente le ovvietà, così banali nel loro essere vere, possano essere ignorate o rifiutate, mentre l’errore diventa prassi, se non teoria, dominante. Partendo dal «linguaggio» e arrivando al «bene comune», il grande intellettuale americano si mostra qui per intero. Per una volta, in questo libro il linguista e il «politico» si incontrano, e dimostrano (se ce ne fosse bisogno) che si tratta di una persona sola: in Chomsky tout se tient. E mai come in queste pagine risulta evidente che lo scienziato che ha rivoluzionato la linguistica e l’appassionato militante perseguono un medesimo fine: la comprensione di ciò che l’uomo è nella sua natura più profonda.

I tre imperi. Nuovi equilibri globali nel XXI secolo

Nessuna teoria è riuscita a spiegare finora le complesse dinamiche che stanno regolando la politica internazionale in questo inizio di XXI secolo. Ma Parag Khanna – giovane esperto di geopolitica, incluso dalla rivista americana “Esquire” tra le settantacinque persone più influenti dellaTerra – avanza un’ipotesi originale per spiegare i nuovi equilibri globali. Finita ormai la fase di massima espansione dell’impero americano, Cina, USA e Unione Europea sono da tempo impegnati in una lotta senza quartiere per imporre il proprio modello di sviluppo e il proprio stile di vita nel cosiddetto “Secondo Mondo”: regioni strategiche nell’Europa dell’Est, in Asia centrale. America Latina, Medio ed Estremo Oriente. È proprio in questi Stati, perennemente in bilico fra il tentativo di emergere e la paura di sprofondare nuovamente in una realtà da Terzo Mondo, che si consuma la sfida tra le tre superpotenze. Controllare le risorse energetiche e naturali e i governi locali di tali nazioni, infatti, si rivelerà sempre più decisivo nel corso dei prossimi anni. Un obiettivo ben chiaro soprattutto agli Stati Uniti, che corrono il rischio non solo di perdere la propria supremazia a livello globale, ma di diventare, nel giro di qualche decennio, essi stessi un paese del Secondo Mondo.
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Tre giorni per morire

Una finestra in frantumi. Un’impronta di sangue. Ed è solo l’inizio…Un atroce crimine ha colpito al cuore la periferia più ricca di Atlanta. Rientrando nella sua villetta nel verde di Ansley Park, Abigail Campano trova ad accoglierla vetri rotti, tracce di sangue e il corpo martoriato di una ragazza. Inizialmente, pensa che quelle membra straziate siano della figlia Emma: disperata, la donna si avventa su quello che ritiene essere l’aggressore. Poi, lentamente, la verità comincia a farsi strada: non è di Emma quel corpo riverso sul pavimento; non è il suo assassino quel ragazzo che Abigail ha appena ucciso, a mani nude. Le indagini vengono affidate alla polizia di Atlanta, ma torbidi giochi di potere e un errore di valutazione da parte delle autorità, rendono inevitabile l’intervento di Will Trent, agente speciale del Georgia Bureauof Investigation. Perché c’è qualcosa in quei vetri rotti, in quelle tracce di sangue, nello sguardo spento di Abigail che solo Will Trent saprà leggere: ma dovrà fare in fretta, costretto a una corsa contro il tempo per evitare che altre vite vengano spezzate in nome di un segreto che nessuno sembra voler svelare. Tre giorni per morire segna il grande ritorno di Karin Slaughter, la regina del thriller americano, e della serie best seller inaugurata con L’ombra della verità.

Tre giorni e una vita

Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui.
Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza.
Terrorizzato all’idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco.
In *Tre giorni e una vita* Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l’atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell’animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi “e se fosse successo a me?”.
L’intera vicenda è attraversata dal dramma e dalla menzogna, da circostanze impreviste, da scherzi del destino, da ribaltamenti delle situazioni, elementi sempre presenti nella prosa magistrale dell’autore.
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### Sinossi
Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui.
Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza.
Terrorizzato all’idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco.
In *Tre giorni e una vita* Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l’atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell’animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi “e se fosse successo a me?”.
L’intera vicenda è attraversata dal dramma e dalla menzogna, da circostanze impreviste, da scherzi del destino, da ribaltamenti delle situazioni, elementi sempre presenti nella prosa magistrale dell’autore.

I tre demoni

Charlie Parker ha da poco riavuto la sua licenza di investigatore privato quando viene interpellato da Bennett Patchett, il proprietario di un diner nei pressi di Portland, piuttosto scettico riguardo alle circostanze del suicidio del figlio, reduce dell’Iraq. Non ci vuole molto perché si scopra che Joel Tobias, ex comandante della squadra di Damien Patchett, conduce uno stile di vita decisamente sopra le righe e che i suoi andirivieni dal Canada sono tutt’altro che innocui viaggi di lavoro. Intanto, con ritmo implacabile, si susseguono i suicidi nell’ex brigata Stryker, responsabiledel trafugamento dal Museo di Baghdad di un misterioso scrigno da cui sembrano provenire inquietanti sussurri. Stanno morendo tutti… E due personaggi sospetti si scorgono sullo sfondo. Il primo, Herod, deturpato nell’aspetto da un male incurabile, aspetta di portare a termine il proprio folle percorso di morte e rigenerazione; l’altro, il Collezionista, caccia nell’ombra come sicario di Dio, gloriandosi di macabri trofei. Nel buio, là dove le forze oscure si scatenano, Parker sarà forse costretto a stringere una terribile alleanza, per poi scoprire, ancora una volta, che non c’è soluzione senza ambiguità.

Le tre del mattino

Antonio è un liceale solitario e risentito, suo padre un matematico dal passato brillante; i rapporti fra i due non sono mai stati facili. Un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inattese li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno. È cosí che il ragazzo e l’uomo si conoscono davvero, per la prima volta; si specchiano l’uno nell’altro e si misurano con la figura della madre ed ex moglie, donna bellissima ed elusiva. La loro sarà una corsa turbinosa, a tratti allucinata a tratti allegra, fra quartieri malfamati, spettacolari paesaggi di mare, luoghi nascosti e popolati da creature notturne. Un viaggio avventuroso e struggente sull’orizzonte della vita. Con una lingua netta, di precisione geometrica eppure capace di cogliere le sfumature piú delicate, Gianrico Carofiglio costruisce un indimenticabile racconto sulle illusioni e sul rimpianto, sul passare del tempo, dell’amore, del talento. «E papà suonò da solo. Io non lo avrei confessato nemmeno a me stesso, ma ero orgoglioso e fiero di lui, e avrei voluto dire a chi mi stava vicino che il signore alto, magro, dall’aspetto elegante che era seduto al piano e sembrava molto piú giovane dei suoi cinquantun anni, era mio padre. Quando finí, inseguendo il senso di ciò che aveva suonato in due scale conclusive e malinconiche, scoppiò un applauso pieno di simpatia. E anch’io applaudii e continuai a farlo finché non fui sicuro che mi avesse visto, perché cominciavo a capire che esistono gli equivoci e non volevo che ce ne fossero in quel momento».

Tre croci

Ambientato a Siena, il romanzo narra il tragico epilogo di una catastrofe finanziaria. Tre fratelli, proprietari di una bottega antiquaria di libri e oggetti, hanno abdicato ai loro impegni e alla loro responsabilità ponendosi fatalmente sul piano inclinato di un autodistruttivismo edonistico e regressivo. Minacciati dall’incombente bancarotta, vivono alla giornata, in una condizione di continua rimozione. Ma il fallimento economico li travolge inesorabilmente. Tozzi scrive con una castigatezza espressiva che rende potentemente la pena delle anime; il suo pre-freudismo scolpisce con forza i caratteri e si consolida nell’uso di un linguaggio sintomatico, attraverso il quale si affacciano alla realtà le strutture profonde della psiche dei personaggi.

Tre civette sul comò. Come eravamo nei giochi di ogni età

Si dice che una canzone, un profumo, un’immagine, siano evocatori di epoche trascorse, più o meno lontane. Ebbene, i giochi sono tappe universali di ogni tempo, non solo delle adolescenze. Tre civette sul comò: chi non ha mai fatto una conta, in gruppo, scandendo le sillabe del lungo non-senso, di un ritornello adottato dai ragazzi italiani ogniqualvolta si dovesse sortire un penitente o un conduttore del gioco? Ragioni di rima, di metrica, di malizia, suggerivano poi alcune varianti alla classica tiritera che dà titolo a questa raffinata, ironica e affettuosa rievocazione degli infiniti giochi d’un tempo, in cui Franco Piccinelli, dichiaratamente, mostra di divertirsi creando, per ciascuna situazione, per ogni momento ludico, il teatrino dei personaggi che gli davano vita e fra i quali egli stesso si pone. Lo scrittore fa rivivere a uno a uno cento e più giochi, costruendo attorno ad essi altrettanti racconti con il profumo della genuinità, e in essi scavando alla ricerca di motivazioni storiche e folcloristiche che forniscono un quadro autentico dell’Italia qual era negli anni dell’ultima guerra, poco dopo, e comunque subito prima del rapido diffondersi della civiltà industriale. Sono innumerevoli i giochi richiamati da Piccinelli in questo sorridente sbrigliarsi della memoria. A molti di essi ha accordato la compiutezza di commedia, altri li ha indagati sociologicamente, talora li ha sfiorati, in qualche caso si è compiaciuto di dargli il contrappunto della realtà odierna, correndo fra giochi contemporanei e non necessariamente solo infantili, ma di costume. Con i giochi, in Tre civette sul comò troviamo i riti e i rituali sacri e profani che contrassegnavano il modo di vivere di una società allora prevalentemente contadina, gli atteggiamenti degli adulti, i tabù e le pruderie dei benpensanti d’annata. E in ogni pagina, Piccinelli ha trasfuso le sue innate qualità di godibilissimo narratore, di robusto interprete d’un mondo che egli ben conosce e che fa da sfondo a tutti i suoi romanzi di grande successo: con rispetto per il vissuto, sempre, con qualche garbato ammiccamento, mai con rimpianto. Soprattutto con la fondata convinzione che il futuro ha un cuore antico.

La traversata

Maud e Tim si conoscono da poco. Hanno vite diverse e caratteri diversi, ma un grande amore in comune: quello per il mare. Mentre stanno sistemando la barca a vela di Maud, lei si sente male e cade. Un incidente da poco, ma tanto basta a far capire a Tim che la vuole, vuole proteggerla, vuole starle accanto, più di quanto pensasse. Maud però è una donna che basta a se stessa, indipendente e forte, con un gran talento per la sopravvivenza: anche dopo il matrimonio e la nascita della loro bambina, per lei il lavoro e la vela vengono sempre per primi. Finché non accade il peggio, gli equilibri della coppia si incrinano e Maud cerca rifugio nel mare, intraprendendo un viaggio che le farà raggiungere i propri limiti e cambierà ogni cosa. Dal vincitore del Costa Award per il romanzo Pura un ritratto viscerale e ipnotico di amore e di maternità, di viaggi dentro e fuori da noi stessi.Titolo originale: The Crossing (2015).