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Caleidoscopio

In “Caleidoscopio” Cronin ci offre lo spaccato di un giorno in una clinica, caleidoscopio di destini diversi che il caso ha temporaneamente e casualmente avvicinato. Su questa quinta vibrano come motivi dominanti due storie: la prima, la vicenda dell’infermiera caposala Fany, rigida nell’adempimento del suo dovere, chiusa nella corazza inamidata della sua uniforme, ma innamorata di un giovane medico che presta la sua opera nel sanatorio. La seconda ha per protagonisti un anziano primario e il suo giovane assistente che si trovano l’uno accanto all’altro nel corso di una delicatissima operazione in cui la gioventù e l’ambizione del giovane prevarranno. Romanzo tra i più famosi di Cronin, “Caleidoscopio” ha ispirato più di una riduzione teatrale e televisiva per la capacità di raccontare le persone scandagliandone i moti più intimi dell’anima: l’amore, il dolore, l’ambizione, la tensione verso il raggiungimento dei propri scopi.
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Il Caldèras

Questa è la storia dello zingaro Sindel, il calderaio. E’ una storia che inizia all’alba della prima guerra mondiale in un villaggio slavo dove il bambino Sindel resta orfano dei genitori a causa di un avvelenamento da segale cornuta mescolata al grano. Casualmente il ragazzo ne scampa insieme al “nonno” Vissalòm, battirame girovago con il suo wurdon, il carrozzone. La peregrinante e per noi rivelatoria “educazione” di Sindel, in fuga col vecchio attraverso e oltre il Veneto (la guerra è da sempre estranea agli zingari), comprende anche l’ultimo conflitto e la dolorosa maturità del protagonista. Sgorlon sembra manipolare una materia stregata in cui l’incantamento, per virtù dei magistero espressivo, avvolge anche il lettore. Il romanziere friulano, in questa prova che riconferma la sua splendida autonomia narrativa, ci guida tra le quinte liturgiche di un popolo (i rom, i signori) del quale ignoriamo quasi tutto perché non tramanda una storia scritta: saltinibanchi e menestrelli, nati con la musica nel sangue, gli zingari ebbero forse una patria perduta in qualche parte dell’India. Ciò che preme a Sgorlon non è dare risposte a interrogativi antropologici, bensì costruire un epos la cui centralità rinserra la vicenda umana di Sindel, il quale caparbiamente impara a leggere e a scrivere perché utopicamente sogna di liberarsi dalla condanna al nomadismo. Sindel giovinetto sospetta che anche l’amore di una “stanziale” può aiutare la sua metamorfosi e Sgorlon ce lo ritrae in un delicato idillio con Tereza. Il “caldèras” vuole avere una casa, un amore, una famiglia, una sua storia nella quale radicarsi, ed è per questo che sì farà anche temerario partigiano. Ma in controluce la vicenda degli zingari e di Sindel diventa la metafora della condizione di tutti gli uomini, che non hanno un’origine né una meta, sulla terra vagabonda nello spazio. In Sgorlon l’inclinazione rapsodica verso vicende arcaiche e verso il Mito, è una costante; in questo nuovo romanzo non la smentisce: vi riaffiora il fascino di una pagina ancora una volta in mirabile equilibrio tra realtà e magia.
Domenico Porzio

Una calda estate in Texas

Nonostante l’infanzia passata in una famiglia difficile, Ella Varner è riuscita a crearsi una vita serena, accanto all’affettuoso Dane e con un lavoro che ama: tiene una seguitissima rubrica di consigli su un giornale. Quando qualcuno ha un problema, scrive a Ella, e lei ha sicuramente una risposta. Ma quando è Ella ad avere un problema? Per esempio, quando la disastrata sorella Tara spunta fuori dal nulla per affidarle Luke, il figlioletto appena nato, e poi scompare? Con il suo spirito pratico, Ella si presenta da colui che tutti indicano come il padre di Luke, il miliardario Jack Travis. Un playboy impenitente, un uomo che guida sempre troppo veloce, vive troppo pericolosamente, e ama troppe donne. L’incontro tra i due sarà a dir poco esplosivo…
‘Un romanzo emotivamente intenso e piacevolissimo. Ritroverete tutta la passione, la suspense, il divertimento che vi aspettate da questa autrice.’ Romance Review Today

(source: Bol.com)

Caino

Una donna scomparsa da dieci anni. Un artista ossessionato da un unico, definitivo capolavoro. Un serial killer nel braccio della morte. Un numero ricorrente: 29. Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il nypd: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni. Ma porta a un vicolo cieco, a un altro serial killer, noto come il Sarto, che sta per essere giustiziato con iniezione letale. Cosa unisce Caino – così Fisher chiama gli assassini ancora senza identità – al Sarto? L’unico elemento ricorrente è il 29, una data che si trasforma in minaccia a New York, in un carcere di massima sicurezza in Virginia e a Venezia. Il giorno della vendetta. Il giorno dell’esecuzione. Il giorno della strage.
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### Sinossi
Una donna scomparsa da dieci anni. Un artista ossessionato da un unico, definitivo capolavoro. Un serial killer nel braccio della morte. Un numero ricorrente: 29. Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il nypd: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni. Ma porta a un vicolo cieco, a un altro serial killer, noto come il Sarto, che sta per essere giustiziato con iniezione letale. Cosa unisce Caino – così Fisher chiama gli assassini ancora senza identità – al Sarto? L’unico elemento ricorrente è il 29, una data che si trasforma in minaccia a New York, in un carcere di massima sicurezza in Virginia e a Venezia. Il giorno della vendetta. Il giorno dell’esecuzione. Il giorno della strage.

Cagliostro

Romanzo storico, memoire, racconto di viaggi e di avventure, l’opera di Natoli è il racconto di un uomo che visse la propria vita intorno al mito che egli stesso aveva creato di sé. Giuseppe Balsamo, in arte Alessandro Cagliostro, fu indubbiamente il più famoso siciliano del Settecento. Nato a Palermo nel 1743 da una famiglia nobile caduta in povertà, spirito libero e insofferente di ogni regola, fu un impostore, un ciarlatano, un alchimista, ma soprattutto un avventuriero.
A raccontare la sua storia, in un romanzo brillante e avvincente è Luigi Natoli che, tra memoria storica e invenzione letteraria ne ricostruisce le avventure dalle prime scapestraggini, alla scalata al potere come capo massone, fino al processo per eresia.
”Chi io sia,” – dice di sé il protagonista – ”non lo so neppure io. Ma certo che io sono colui che guarisce gli ammalati, illumina i dubbiosi, soccorre i poveri. Intorno a me sono state scritte sciocchezze e menzogne, perchè nessuno conosce la verità, ma un giorno, quando io sarò morto, si saprà quello che io ho compiuto.”
NOTE
Nato a Palermo nel 1857, Luigi Natoli a diciasette anni iniziò a collaborare con il Giornale di Sicilia. La precoce vocazione letteraria fu consacrata dalla pubblicazione del romanzo I Beati Paoli, oggi riconosciuto come il suo capolavoro. Ma la sua produzione è vasta e spazia dalla narrativa, alla storia, alla poesia.
Gli altri libri di Luigi Natoli:
(source: Bol.com)

Il caffè sospeso

La saggezza spesso si nasconde nelle cose comuni, quotidiane. E gustose, come un caffè. Quella sul caffè sospeso è una delle chicche di pensiero raccolte in questo libro, fatto di aneddoti, riflessioni, parabole e altri pezzetti di vita di tutti i giorni che si trasformano, grazie al magico tocco di Luciano De Crescenzo, in solletico per il cervello. D’altra parte De Crescenzo è un maestro indiscutibile nell’arte di mescolare alto e basso, nel mostrarci la filosofia anche nei posti in cui non avevamo mai pensato che fosse. E mentre ci stordiscono conversazioni immaginarie e immaginifiche fra Empedocle, Aristotele, Galileo, Newton ed Einstein, capita di interrogarsi sui calendari – da quello di Gregorio XIII a quello di Sabrina Ferilli -, sul Grande Fratello secondo la prospettiva di zia Carmela, sull’omosessualità da Socrate a Storace. Il caffè sospeso è un libro ricco e gustoso, un concentrato di spunti per ridere e pensare. Tutto condito sempre dall’ironia, come una giusta quantità di zucchero da mettere nel caffè per renderlo ancora più godibile.
(source: Bol.com)

Caffé nero

Hercule Poirot riceve una telefonata da uno scienziato famoso, Claud Amory. L’uomo è molto preoccupato perché la formula del materiale esplosivo che tiene in casa è appena stata rubata da qualcuno che è ospite nella sua casa.
Lo scienziato, per cercare di risolvere l’incresciosa situazione chiude a chiave le porte e spegne le luci, di modo che il ladro possa porre rimedio e restituire la formula in modo anonimo. Ma proprio poco prima dell’arrivo di Poirot e del capitano Hastings, Amory muore in circostanze da accertare…

Il caffè dei miracoli

È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni. E il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest’anno celebra appunto il maestro colombiano. Quando don Enzo, il parroco, vede l’opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l’intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell’imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. La pietra dello scandalo è servita… In un romanzo che sembra già un classico, Franco Di Mare dirige un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio. E tocca il nostro cuore da vicino, strappandoci sorrisi e lacrime. Bauci non esiste eppure è verissima, è al Sud ma potrebbe trovarsi in qualunque parte d’Italia; i suoi abitanti siamo noi, così ingegnosi nel complicarci la vita ma così tenaci nel tirarci fuori dai guai.
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Caduta libera

Dopo un’estenuante missione extra-veicolare per salvare la base orbitante intorno alla Terra, due astronauti si rifugiano in un luogo sicuro e appartato. Ma sono pur sempre un uomo e una donna, e forse proprio il fatto di essere appena sfuggiti alla morte li spinge l’una verso l’altro. L’amore è sempre anche una complicazione, ma certo non sarà l’ultimo problema dei nostri due protagonisti. Tra fantascienza, spionaggio e thriller, un romanzo che vi prenderà fino all’ultima riga.

La cacciatrice

SPIONAGGIO – Torna Rock dell’Agenzia Hot Dreams in un’avventura esotica nei mari del Sud insieme a un gruppo di splendide fanciulle ma contro una nuova terribile nemica.
Misteriose sparizioni e rapimenti nella Polinesia francese hanno allarmato le autorità. Rock, torna ”sotto copertura” sul set di un film a luci rosse in uno scenario da favola. Ma questa si trasforma in un incubo, quando tutta la troupe diventa la preda di una caccia crudele, organizzata da Rada la Salamandra. Questa volta si combatte per la vita.
Stefano Di Marino è uno dei più prolifici e mati narratori italiani. Viaggiatore, fotografo, cultore di arti marziali da anni si dedica alla narrativa popolare scrivendo romanzi e racconti di spy-story, gialli, avventurosi e horror. Ha scritto saggi sul cinema popolare e curato numerose collane di dvd e vhs dedicate alla fiction di intrattenimento.
(source: Bol.com)

La cacciatrice di bugie

‘Tu sei incredibilmente empatica’: è la frase che la protagonista si sente ripetere fin da quando è bambina, a scuola come a casa. Per lei, all’inizio, è complicato capire in cosa consista veramente questa qualità. Di certo sa solo che è un talento e, forse, anche una condanna.
Quando, anni dopo, il suo dono viene notato da un importante magistrato, per lei si aprono inattese porte professionali… e personali.
Perché quel suo talento va ben oltre l’empatia: lei ha un orecchio assoluto per la verità, e soprattutto per la menzogna.
Capisce, intuitivamente, tutto ciò che si cela dietro i racconti e dentro i silenzi delle persone.
Diventa perito fonico forense, addestrandosi e affinando quel talento naturale, e nel giro di poco tempo si ritrova a lavorare sulle intercettazioni dei casi di cronaca più sconvolgenti, quelli sulla bocca di tutti, quelli che finiscono su giornali e telegiornali… Ma viverli dall’interno è una cosa diversa: tanto entusiasmante a livello professionale quanto capace di mettere a dura prova la sua resistenza emotiva. Per svolgere un lavoro così delicato, deve imparare ad ascoltare analiticamente le voci, a identificarle e a distinguere in chi parla i momenti di lucidità da quelli di autentica follia.
È una cacciatrice di bugie, sì… Ma a quale prezzo?
Diventa sempre più complicato conciliare il piano professionale con quello personale. È sempre più arduo ‘uscire’ dalle storie dopo ore e ore di ascolto delle intercettazioni. Ed è sempre più difficile scegliere di ignorare le bugie grandi e piccole di familiari, amici, conoscenti… E dell’uomo di cui si innamora.

Questo romanzo svela un talento straordinario, offre uno sguardo unico all’interno delle storie e delle ‘voci’ segrete di chi ci circonda, e racconta l’avvincente percorso di crescita di una protagonista indimenticabile.

(source: Bol.com)

I cacciatori del tempo

Yonec ha sedici anni, è figlio di una fata e di un uomo misterioso di cui deve ancora scoprire l’identità, e vive nel Medioevo, nei primi anni del XII secolo. Janis ha quattordici anni, frequenta la prima liceo e una maledizione la costringe a vivere ai giorni nostri. Quando la madre la iscrive ad un severissimo collegio privato, Janis scopre di poter tornare per brevi periodi nel passato, sotto forma di lupa, accanto all’amato Yonec. Insieme dovranno trovare l’antica pergamena che contiene il segreto della costruzione della prima cattedrale gotica in Francia, Saint Denis. Ma una confraternita medioevale, i cui poteri oscuri e malvagi giungono fino alla nostra epoca, farà di tutto per impedirglielo. I due ragazzi saranno impegnati in una lotta all’ultimo sangue contro le forze che li ostacolano e che vogliono separarli per sempre.
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Cacciatori del mare

Se si potesse riassumere la vita di Clive Cussler in un’unica parola, questa sarebbe “avventura”. E in questo libro Cussler racconta una dozzina delle sue entusiasmanti avventure, vissute insieme con i volontari della NUMA (National Underwater and Marine Agency), l’agenzia da lui fondata per soddisfare la sua passione per le ricerche e il recupero di relitti. Travolgente come sempre, Cussler fa rivivere ogni particolare di queste vicende al limite dell’incredibile: l’ansia dell’attesa che precede il ritrovamento, le difficoltà tecniche e gli imprevisti sempre in agguato, la gioia per la scoperta e la delusione per l’insuccesso… perché, come afferma, i relitti non si trovano mai dove si crede che siano: essi “sono là fuori e ci chiamano, con un sussurro”.
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La caccia

Dodici anni prima Miranda Moore era sfuggita ad un serial killer che l’aveva torturata per i giorni insieme ad un suo amico prima di lasciarli liberi per il perverso desiderio di cacciarli come prede. Miranda riesce a salvarsi ma non il suo amico. Dopo questa terribile esperienze Miranda immola la propria vita nella ricerca di persone scomparse, e per cacciare "Il Macellaio" e consegnarlo alla giustizia. Quando un altro corpo viene trovato mutilato è ormai evidente che l'assassino è ancora attivo. Lei è pronta a tutto per catturalo… o almeno pensa di esserlo. Questa volta ad affiancarla ci sarà l'agente speciale Quinn Preston, ma tutti i vecchi sentimenti che Miranda ha cercato di seppellire tornano a galla, un tempo aveva amato profondamente Quinn. Sarà capace di lavorare con lui, cercando di stare sempre un passo avanti all’assassino che non si è mai dimenticato di lei?