44993–45008 di 65579 risultati

Il canyon delle ombre

Todd Pickett è un attore ormai al tramonto. Dopo una plastica facciale con cui pensava di ritrovare il successo e che invece lo deturpa, si nasconde in un canyon fuori Los Angeles, ospite di una villa di proprietà di un produttore e di un’attrice famosi negli anni Venti, la cui bellezza è miracolosamente intatta. Qui scopre una misteriosa stanza chiamata “la Caccia”, interamente ricoperta da un mosaico che raffigura scene infernali degne di Hieronymus Bosch: demoni, mostri, divinità, massacri di donne, uomini e bambini. Chi vi accede trova l’immortalità, e per questo molte celebrità di Hollywood vi si sono rifugiate, formando una bizzarra società di star defunte e mostri nati dai loro accoppiamenti con gli animali del canyon.
**

Canto di pietra

La guerra sta finendo, ma per il castello e i suoi occupanti le ansie sono appena iniziate. Bande di uomini pronti a tutto scorazzano per la campagna lasciando dietro di sé rovina e devastazione. Il castello dove vive, con la sorella-amante Morgan, l’ultimo discendente di una famiglia aristocratica, Abel, sarebbe il rifugio ideale per chi ormai ha perso tutto, ma un’orda di armati, guidati da una donna, se ne impadronisce. Mentre tra i tre si stabilisce un perverso gioco erotico, l’antica dimora diventa teatro di violenze, orge e distruzioni, che in un crescendo di tensione e suspense conducono alla catastrofe finale.
**

Canto di pietra

La guerra sta finendo, ma per il castello e i suoi occupanti le ansie sono appena iniziate. Bande di uomini pronti a tutto scorazzano per la campagna lasciando dietro di sé rovina e devastazione. Il castello dove vive, con la sorella-amante Morgan, l’ultimo discendente di una famiglia aristocratica, Abel, sarebbe il rifugio ideale per chi ormai ha perso tutto, ma un’orda di armati, guidati da una donna, se ne impadronisce. Mentre tra i tre si stabilisce un perverso gioco erotico, l’antica dimora diventa teatro di violenze, orge e distruzioni, che in un crescendo di tensione e suspense conducono alla catastrofe finale.
**

Il canto di Lia. Prima parte: La Corte

Rys è un angelo. Almeno è così che si presenta. Ma la sua è solo un’illusione. È un predatore che si nutre di sentimenti, solo riuscendo a farsi amare può sopravvivere. È cresciuto e ha prosperato insieme alla sua città, che domina. Il segreto del suo successo? Un codice rigoroso che si è auto-imposto. Il fulcro del suo potere è la Corte: un gruppo di ragazzi e ragazze che lo amano alla follia e così facendo lo nutrono. Li ha scelti personalmente, uno per uno, li ha salvati dalla morte, ha dato loro una nuova vita. Perché questo impone il codice, che lui si nutra solo di chi è destinato a morire. Una compensazione, per questa nuova esistenza che lui gli ha concesso. Ma ora qualcosa è cambiato. Un’inarrestabile catena di morti sta per compiersi, e lui deve impedirle. Deve salvare quei ragazzi, accoglierli nella sua Corte. Ha compreso che non può essere casuale, qualcuno sta cercando di sviare la sua attenzione, tenendolo occupato. Ha compreso anche che solo un demone può avere l’ardire di attaccarlo. Un essere infido, viscido, che ha intenzione di distruggerlo. Lo ha capito ma non può fare niente per impedirlo: quei ragazzi devono essere salvati a ogni costo.
**

Canto della pianura

Con *Canto della pianura* si torna a Holt, dove Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza.
Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un’insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all’allevamento di mucche e giumente.
Come in Benedizione, le vite dei personaggi di Holt si intrec ciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d’amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.
Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.

Il canto del drago

I Fili! Il terrore la inchiodò al suolo. Un urlo lontano la riscosse. Fuggi alla ricerca di un riparo contro la morte che cadeva dal cielo. Mentre correva, senti il rombo delle ali del Draghi che si alzavano in volo, vide le loro ombre immense profilarsi sul terreno. Sulla sua testa, si accendeva la battaglia. Semisoffocata dall’odore della pietra focaia, Menolly si gettò a terra, al riparo di una roccia…
In questo romanzo, il quarto della fortunatissima serie dei « Dragonieri di Pern », Anne McCaffrey introduce nuovi personaggi. In particolare, la giovane Menolly, che vorrebbe diventare Arpista, conoscere le ballate che narrano dello strano destino del pianeta Pern, ma ne è impedita dalle circostanze e dalla volontà di chi le è attorno. « Il canto del Drago» racconta le sue avventure in uno dei più strani pianeti dell’universo, popolalo di draghi telepatici e lucertole di fuoco, sottoposto alla minaccia sempre incombente delle mortifere spore che filtrano dallo spazio sconosciuto, culla di una civiltà che ha dimenticato la cultura e le tradizioni della madre Terra per creare nuovi miti, nuove leggende e un modo di viver completamente diverso da quello che vigeva sul pianeta natale.

Il canto del deserto

1. Sylvia, divenuta vedova dopo un disastroso matrimonio, arriva in Egitto con suo padre. Per lei è un sogno che si avvera. Finalmente vedrà i luoghi mitici che conosce solo attraverso le lettere di suo fratello Adam, che da anni collabora nelle sue spedizioni archeologiche con Lord Brokenwood, il suo amore negato dell’adolescenza, ora divenuto cieco a causa di un terribile incidente.
Presto, la bellezza di Sylvia, così eterea da ricordare quella della regina Nefertiti, viene notata da Zayd Ambath, il figlio del rais. Ma lei ha altro per la testa: sta per partire per una spedizione nel deserto unica e irrinunciabile alla ricerca di quello che rimane del mitico esercito di Cambise.
Solo non si aspetta che quel mare di sabbia nasconda una pericolosa minaccia, che può mettere a rischio la sua stessa vita. Toccherà a Lord Brokenwood accorrere in suo soccorso, ma l’uomo avrà bisogno di tutto il suo coraggio, e della forza dell’amore, per salvare Sylvia dalle spire del deserto.
Un viaggio che vi farà sentire un suono unico e profondo: il canto del deserto.
Il fascino della valle del Nilo e dei suoi abitanti, le spedizioni archeologiche ricche di storia e mistero, i pericoli del deserto e di chi lo abita, fanno di questo libro una lettura avvincente e romantica al tempo stesso.

Il canto del cielo

Stephen Wraysford è un ventenne inglese, orfano e senza più legami, trasferitosi in Francia per lavorare in un’industria tessile. Isabelle è una ragazza irreprensibile, che rispetta, con rassegnazione, i doveri coniugali di un matrimonio combinato. Quando si incontrano, ad Amiens, nel 1910, i due vengono travolti da una passione bruciante che non possono ignorare. Ma quando Isabelle scopre di essere incinta, la loro relazione s’interrompe bruscamente. Entrambi torneranno alla vita di tutti i giorni, ma la cicatrice di quell’amore segnerà per sempre le loro esistenze. Pochi anni dopo, la Grande Guerra sconvolge il continente. Nel 1917 Stephen è di nuovo in Francia, a lottare per la vita nel corso dei conflitti in cui si ritroverà a combattere tra le fila dell’esercito inglese, nel mezzo delle carneficine a cui dovrà assistere. Sopravvissuto, e di nuovo sui luoghi della passione, ritroverà Isabelle, profondamente segnata, nel corpo e nello spirito, dalle atrocità del conflitto; ma, per l’indecifrabile alchimia dei sentimenti, ne sposerà la sorella, Jeanne.
(source: Bol.com)

Il canto dei cristalli

Killashandra Ree è una ragazza profondamente ambiziosa: ma il suo sogno, essere una grande cantante lirica, è destinato a non diventare realtà. Eliminata dalle selezioni per proseguire gli studi, Killashandra vaga affranta per la città. Sarà l’incontro casuale con un uomo romanticamente enigmatico, l’affascinante Carrik, a ridare uno scopo alla sua vita distrutta: Carrikfa infatti parte della Gilda dei Cantori dei Cristalli del pianeta Ballybran, la casta più ricca e selettiva della galassia conosciuta. Su Ballybran i Cantori dei Cristalli ricercano, in condizioni di estremo pericolo, cristalli dalle caratteristiche estremamente peculiari, gemme che permettono, a causa dello loro particolare purezza e conformazione, la comunicazione tra i mondi. I Cantori sono ricchi e praticamente immortali; pagano però a caro prezzo queste loro prerogative e ogni giorno rischiano l’incolumità fisica e mentale. Ma per la giovane Killashandra Ree ogni prezzo è piccolo da pagare di fronte all’immensa ricompensa della ricchezza e della vita eterna.

Il canto degli innocenti

Una serie di brutali omicidi perpetrati da adolescenti fra i dodici e i quindici anni sta mettendo in seria difficoltà la polizia. A indagare è il commissario Vito Strega, un brillante investigatore il cui lavoro è più una missione che un mestiere. Serve infatti un suo proprio ideale di giustizia più che le regole di procedura penale. È un poliziotto filosofico, attento alla psicologia dei criminali, più che uno sbirro d’azione. Ma è anche un uomo molto tormentato che combatte tra il desiderio di giustizia e l’abbraccio del Male. I Canti del Male è una serie poliziesca composta da tredici episodi, di cui Il canto degli innocenti è il primo capitolo. Una serie ambiziosissima che racconterà un mosaico completo della malvagità in tutte le sue sfumature.
(source: Bol.com)

Cani neri

Jeremy ha perso entrambi i genitori a otto anni. Da allora è andato sempre alla ricerca di una famiglia ideale, distante da quanto era rimasto della sua: una sorella sbandata legata a un uomo violento, con una figlia destinata a seguire la sua strada. La cerca prima nelle famiglie dei compagni di scuola, membri della colta borghesia inglese. E pensa poi di averla trovata negli affascinanti genitori della moglie. Eppure anche nel loro passato c’è un buco nero che li ha segnati nel profondo per tutta la vita. McEwan scava con la sua precisione da chirurgo nelle vene aperte dell’Europa, per mostrarci le sue speranze, le sue illusioni e i suoi orrori. Una storia di uomini qualunque, capace di rivelare il cuore oscuro di un secolo.

I cani di Riga

Sulle coste svedesi, in un freddo mattino d’inverno, da un peschereccio che si fa strada tra la neve viene avvistato un gommone di salvataggio: a bordo ci sono due cadaveri. Le indagini portano l’ispettore Wallander a est: la polizia di Ystad ha le prove che i due uomini sono stati uccisi e che l’imbarcazione veniva dalla Lettonia. Kurt Wallander parte per Riga: non passerà molto tempo prima che si renda conto di essere vittima di una cospirazione legata ai drammatici cambiamenti politici dei Paesi Baltici: la caduta dell’Unione Sovietica è ormai consegnata alla storia, ma in Lituania, ora stato sovrano, alcune forze di potere lavorano nell’ombra in accordo con la mafia russa.
**

Cane bianco

È il 17 febbraio 1968 e in uno di quegli appartamenti di lusso di Beverly Hills, in cui si asserragliano i divi del grande schermo, si aggira Romain Gary. La moglie, lattrice Jean Seberg, è alle prese con un film hollywoodiano, e Gary trascorre buona parte del suo tempo a scrivere e a prendersi cura del piccolo zoo domestico trasportato da Parigi: il gatto birmano Bruno e la sua compagna siamese Maï; la vecchia gatta di strada Bippo, misantropa e selvatica, che allunga un colpo di artigli ogni volta che qualcuno cerca di accarezzarla; il tucano Billy-Billy, adottato durante una trasferta di Jean Seberg in Colombia e Sandy, un grande cane giallo, un cucciolone ingenuo, almeno fino al giorno in cui non ha gettato alle ortiche anni di rigida educazione borghese correndo dietro a una sua simile di facili costumi dalle parti di Sunset Strip. Los Angeles è flagellata da un temporale mostruoso e sulle strade le Cadillac arrancano faticosamente fendendo lacqua. Intorno a mezzogiorno, un abbaiare familiare risuona da dietro la porta. Gary va ad aprire e scorge sulla soglia Sandy, la coda tra le gambe, il muso a fil di terra, e, accanto a lui, un imponente pastore tedesco dal pelo grigio screziato di bianco e una bella testa. La coda, le orecchie dritte, lo sguardo acceso, tutto di quel grigione seduce Gary. Il colosso viene battezzato Batka, piccolo padre in russo, e subito accolto nello zoo domestico e coccolato per la sua dolcezza, così in contrasto col suo torace da lottatore e le sue grandi fauci scure. Un pomeriggio di qualche settimana dopo, però, Batka riserva la prima sorpresa: latrati irregolari, rapidi e rabbiosi, bava alla bocca, uno spaventoso sguardo carico dodio soltanto perché un operaio di colore, addetto alla pulizia dei filtri della piscina, è apparso al suo cospetto. Il disagio di Gary si trasforma in autentico sgomento quando, qualche giorno dopo, Batka non sgozza per un pelo, saltandogli alla gola, il fattorino di un supermercato Un fattorino nero. Batka è, infatti, un white dog, un cane bianco, una di quelle bestie addestrate nellAmerica razzista della fine degli anni Sessanta a dare la caccia ai neri Appartenente alle opere del ciclo americano di Romain Gary, Cane bianco è il romanzo di uno scrittore russo-francese, profondamente intriso di spirito europeo, sulla ‘democrazia americana’. Con gli occhi di chi crede con fermezza che scopo della democrazia ‘sia far accedere ogni uomo alla nobiltà’, Gary mette alla berlina sia il razzismo della destra americana sia le prime sciocche manifestazioni del politically correct dei liberal. Parla in queste pagine la voce unica di un grande scrittore capace di fustigare le ‘anime belle’ senza aver mai smesso di trascinare ‘intatte per il mondo’ le sue illusioni. ‘Io sono uno di quei democratici convinti che lo scopo della democrazia sia far accedere ogni uomo alla nobiltà’. Romain Gary Il romanzo ‘americano’ dell’autore della Vita davanti a sé e di Le radici del cielo, l’opera di uno scrittore ‘spietatamente profetico e, insieme, magnificamente romantico’. The New York Times
(source: Bol.com)

Candido ovvero l’ottimismo

Scritto a ridosso di eventi tragici che sconvolsero l’Europa, “Candido” è una ironica meditazione sul destino umano, sul senso della storia e sulla ricerca della felicità, diventato fin dal suo primo apparire, nel 1759, uno di quei libri – come il “Don Chisciotte” o i “Saggi di Montaigne”- su cui si è formata la coscienza moderna. Sintesi di un’acutissima intelligenza critica e di una consumata maestria stilistica, “Candido” riesce a mantenersi in miracoloso equilibrio tra l’avventura e la parabola, tra il mito e il pamphlet, tra il ritmo frenetico della comica e l’elegante grazia rococò, tra la risata liberatoria e l’amaro sarcasmo della disperazione.

I Cancelli Dell’inferno

In una vita sul mare con la Numa, Kurt Austin ne ha viste tante, ma lo spettacolo che gli si presenta al largo delle Azzorre ha davvero dell’incredibile. La Kinjara Maru, un cargo giapponese, ha subito un attacco di pirati, che invece di depredarla e prenderne possesso, come accade di solito, le hanno dato fuoco e l’hanno affondata, lasciando solo una sopravvissuta: la moglie del capitano, che non ricorda nulla del terribile assalto. Solo una sensazione di stordimento, e poi la violenza dell’incursione a bordo di un manipolo di uomini incappucciati, dalle cui sevizie l’ha salvata solo l’intervento di Austin e dei suoi uomini. Perché tanta brutale ferocia? Che cosa trasportava quel cargo che non doveva arrivare a destinazione? L’anomalo attacco dei pirati è solo il primo tassello di un complicato puzzle che Kurt Austin, Dirk Pitt e i loro compagni dovranno completare se vogliono scongiurare una terribile minaccia che incombe sul mondo intero. Una minaccia che ha le sue origini in Africa, dove un feroce dittatore intende tenere in scacco le maggiori nazioni del mondo attraverso la creazione di una potentissima arma di distruzione di massa, con la quale è pronto a colpire le principali capitali mondiali. Un’arma alla quale manca solo un ultimo, determinante elemento… Per gli eroi della Numa la sfida, questa volta, sembra proprio impossibile.