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L’Italia del Settecento (Biblioteca Universale Rizzoli)

Per Montanelli e Gervaso il Settecento è un altro ”secolo breve”: aperto dalla morte di Carlo II e dal fallimento del suo progetto d’unità europea, si chiude appena ottantanove anni dopo con la Rivoluzione francese. Una ricostruzione appassionante dei fermenti e delle spinte opposte che hanno sconvolto l’ancien régime e preparato il destino d’Italia.

L’Italia del Risorgimento – 1831-1861: La storia d’Italia #8

Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.
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### Sinossi
Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.

L’Italia dei poteri occulti

**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
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Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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### Sinossi
**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
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Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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Istruzioni di volo per aquile e polli

Dopo l’invito a scoprire noi stessi e riprenderci la vita di “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, Anthony De Mello ci conduce un passo avanti nel sentiero della consapevolezza. Con il suo consueto umorismo, tra racconti zen, parabole, esempi concreti e semplici esercizi, ci insegna a dispiegare finalmente le nostre ali e spiccare il volo, spezzando le mille catene che ci vincolano al suolo. Catene che spesso noi stessi ci creiamo, fatte di rimpianti, di vani sensi di colpa, di ansie frenetiche e di paura del futuro. «Il giorno in cui smetterai di correre, arriverai». La nostra vita è nel presente. Dobbiamo imparare ad assaporare ogni singolo istante e solo allora saremo felici. Perché la felicità non dipende dagli avvenimenti che ci accadono, ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo. Qui e ora. E tutto diventa possibile.

L’istinto del sangue

Parigi. Nel parcheggio sotterraneo di una casa di cura, le fioche luci al neon illuminano il corpo orribilmente dilaniato di Marion Cantelau, un’infermiera. Intorno al cadavere fatto a pezzi, impronte di mani e piedi nudi. Sulle pareti, vergati con sangue misto a polvere d’ocra, disegni simili a graffiti preistorici. Jeanne Korowa, giovane giudice istruttore di Nanterre, non dovrebbe nemmeno trovarsi lì, vi è capitata per caso, solo per aiutare un suo collega. Eppure la scena del delitto le è tristemente familiare e risveglia un dolore sconvolgente: la morte della sorella, uccisa nello stesso modo. E quella di molte altre donne, assassinate come lei. Un macabro rituale, perpetrato più e più volte nel corso degli anni. Per questo non può fare a meno di gettarsi a capofitto in un’indagine parallela. Un’indagine illegale e molto pericolosa, visto che il numero delle vittime continua a salire. Tutte donne, tutte collegate in qualche modo allo studio di uno psicoanalista, Antoine Féraud, e a un suo giovane e psicotico paziente. Jeanne è più che mai determinata a seguire fino in fondo questa pista, un sentiero accidentato di sangue e paura che la conduce fino in Nicaragua, in Guatemala, nelle paludi argentine e infine a Campo Alegre, nella terrificante Foresta delle Anime. Un luogo dove i misteri di un’antica civiltà gettano un’ombra crudele e inquietante su tutti coloro che vi si avventurano.

L’istinto del lupo

Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall’atra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l’amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore; aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo.

Istantanee

Secondo la definizione di Salvatore Battaglia nel Grande dizionario della lingua italiana, l’istantanea è eseguita con un tempo di esposizione molto breve senza l’impiego di un sostegno. Claudio Magris compone un florilegio di istantanee, raccolte in ordine cronologico, dal 1999 al 2016. In esse Magris ritaglia piccoli e grandi aspetti della vita quotidiana, della vita politica, della nostra intimità. Stigmatizza false credenze, modi di dire, comportamenti che nascondono abissi di incomprensione e superficialità; sottolinea piccoli gesti, nascosti, che rivelano l’ampiezza dell’animo umano. Pesca dalla storia e dalla letteratura situazioni sorprendenti, capaci di illuminare il presente confuso in cui viviamo. Ne emerge una piccola commedia umana, un affresco unitario delle nostre vite nevrotiche, il cui telaio è lo spirito caustico, ironico, sempre pieno di pietas dell’autore, autentico moralista (nel senso alto del termine) dei nostri tempi. Che non ci dice mai come dobbiamo essere o vivere, ma ci invita a guardarci con rigore e tenerezza. E alla fine di questo viaggio ci saluta con un invito: “Solo quando puoi nuovamente ridere, dice una scritta letta più di trent’anni fa sulla porta del Duomo di Linz, hai veramente perdonato.”
(source: Bol.com)

Istantanea di un amore

Parigi, 1935. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è ancora dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta leggerezza, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa solo la fotografia. Tuttavia, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo, e di volerlo salvare dalle sue ossessioni. Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neppure di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda… Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.

Isole nella rete

Siamo nel futuro prossimo venturo. Il mondo è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno della politica e dell’economia globale. In una società sostanzialmente priva di grandi conflitti, si inserisce la presenza anonala di covi-data, banche d’informazione pirata che svolgono una funzione fondamentale di suporto e di disturbo del sistema telematico internazionale. In questo scenario, durante un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire una sorta di armistizio coi pirati telematici, un attacco terroristico mette in discussione non solo il ‘patto’ che si tenta di stipulare, ma l’intero equilibrio mondiale. Laura Webster decide allora di rintracciare i responsabili dell’assassinio che ha messo in pericolo i suoi affetti e le sue ambizioni, e di intraprednere un viaggio attraverso le crude realtà di una società vertiginosa e spietata.

L’isola. Una storia misteriosa

Non si è mai fidato del bel mondo. Per lui, uomo schivo e di poche pretese, l’isola di Sylt, un paradiso naturale nell’arcipelago delle Frisone, è piena di gente ricca e snob. Purtroppo Clara, la sua compagna, adora trascorrere là le vacanze e lui l’accompagna di malavoglia, temendo che quell’ambiente luccicante possa catturarla. E forse è proprio ciò che è successo: Clara scompare misteriosamente. A lui non resta che cercarla, ricostruendo le ultime ore passate con la donna, alla ricerca di un minimo indizio. Tra paesaggi selvaggi e panorami mozzafiato “L’isola” è un romanzo di forte intensità sospeso tra la bellezza solare dei luoghi e l’inquietudine oscura dei sentimenti.

L’isola senza memoria

«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.
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### Sinossi
«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.

L’isola riflessa

«L’isola è deserta – io stessa lo sono». Ventotene è forse la piú speciale tra le isole d’Italia: terra di turismo e di confino, culla d’Europa, luce aperta verso l’orizzonte e sguardo chiuso sul panopticon del carcere di Santo Stefano. Ventotene è stato anche l’approdo di una grande scrittrice che aveva perso la strada. Rileggere oggi questo libro, a vent’anni dalla sua prima edizione, sorprende per la vivezza della forma e per l’intensità della voce. Paradiso di villeggiatura, eremo, prigione con le sbarre di scogli e acqua salata: un’isola non ha mai un volto solo. Nello stesso modo, L’isola riflessa è un libro dall’anima composita: atto d’amore, bagaglio di rimandi storici e divagazioni intellettuali, taccuino di intimità e asprezze di una donna eccezionale che decide di fermarsi in un momento di fragilità. Fabrizia Ramondino trascorre un’intensa stagione a Ventotene, nel tentativo di uscire dall’ombra dell’alcolismo e della depressione. L’isola la interroga, l’accoglie e la respinge. Cosí, il vissuto personale s’intreccia alle storie che hanno popolato l’isola per secoli: dagli eremiti medievali all’esperimento illuminista di rieducazione di galeotti e meretrici (che si concluse facendo costruire a loro stessi la prigione che li avrebbe rinchiusi), fino al «suicidio presunto» di Gaetano Bresci, al confino degli antifascisti come Pertini e alla stesura del primo Manifesto federalista europeo, firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Le contraddizioni del luogo e quelle dall’anima non fanno che rispecchiarsi in queste pagine vivissime, palpitanti, di un’intelligenza dolorosa e fulminante.

L’isola prigione

Siamo arrivati al climax! L’obiettivo degli scienziati che agiscono nell’ombra, l’esistenza di Ishi, la bambina che non può crescere, e la verità sul massacro della famiglia Okoshi: Satoshi ha ora la chiave per scoprire tutti questi misteri. Misteri collegati al terribile segreto del suo vecchio amico Sakaki e dell’isola, un segreto da incubo! Terzo e ultimo volume del survival in perfetto stile Battle Royal, scritto e disegnato da Yusuke Ochiai.

L’isola perduta

Coste frastagliate e inospitali, fondali insidiosi, relitti di navi sparsi ovunque: è questo lo scenario che si presenta ai membri dell’equipaggio dell’Antoinette, un cargo proveniente da Miami e arrivato in quella remota isola nel mar dei Caraibi per incontrare la Mariposa, un peschereccio che trasporta un carico illegale di armi. Lontana dalle consuete rotte di navigazione e segnata solo sulle antiche mappe dei cacciatori di tesori, quell’isola è infatti il luogo ideale per l’approdo di trafficanti e contrabbandieri. Tuttavia, poche ore prima dell’appuntamento, dalla Mariposa è giunta via radio una comunicazione incomprensibile e allarmante: grida disperate, urla strazianti e, infine, il silenzio. E adesso il peschereccio è alla deriva e l’unico superstite, terrorizzato e moribondo, farfuglia frasi sconnesse, ripetendo ossessivamente una parola inquietante: los diablos…Nel frattempo, al largo dell’isola, un’altra nave è in attesa. Gli uomini a bordo stanno aspettando il segnale dell’agente dell’FBI imbarcato sotto copertura sull’Antoinette per intervenire e sventare lo scambio della merce. Ma tutti coloro che si trovano nelle vicinanze di quel luogo maledetto non possono immaginare che presto dovranno affrontare una minaccia finora sconosciuta all’uomo, i cui echi di morte, però, si perdono nella notte dei tempi…

L’isola misteriosa

Un ragazzo, un giornalista, un marinaio, un ingegnere, un ex schiavo e perfino un cane. Questa bizzarra compagnia approda su un’isola non ancora toccata dalla civiltà, ricca di risorse naturali, abitata da bestie feroci e dominata da un vulcano in piena attività. Riusciranno i nostri amici a far fronte comune alle avversità e a organizzare la loro vita sulla nuova terra? Età di lettura: da 10 anni.
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L’isola di cemento

Quasi un adattamento postmoderno di Robinson Crusoe, con echi anche della Tempesta shakespeariana, L’isola di cemento narra del naufragio del protagonista Robert Maitland su un’isola di fabbricazione umana. Maitland è un uomo ricco, vive una vita borghese con tanto di moglie, figlio e amante. Ma un giorno, d’improvviso, dopo un tremendo incidente mentre è alla guida della sua splendida Jaguar, si ritrova imprigionato sullo spartitraffico dell’autostrada. Incapace di sfuggirne, deve trovare il modo di sopravvivere lì, ai confini dell’universo umano in un ambiente alieno e al di là della civiltà, e tutto quel che ha per farlo è quanto gli è rimasto dell’auto distrutta. Ma, via via che la situazione precipita, Maitland si adegua alla sua nuova condizione, scopre in sé una diversa consapevolezza e si convince che la sua nuova esistenza potrebbe non essere peggiore della precedente. Va avanti perciò nella scoperta dell’isola, con i suoi segreti e relitti del passato, con i suoi abitanti. Nell’Isola di cemento si ritrova il tema ricorrente nella poetica ballardiana dell’alienazione prodotta dalla tecnologia e dalla contemporaneità, che può spingere a preferire la sopravvivenza in condizioni estreme pur di ritrovare una libertà perduta nella società disumanizzata.‟Schermandosi dal sole, Maitland vide che si era arrestato in una piccola isola spartitraffico triangolare, lunga meno di duecento metri, che si stendeva in una zona incolta fra tre autostrade convergenti.”