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La pietra nera

Dopo essere riuscita ad aprire il Libro Prigioniero, Cornelia, che a dieci anni ha scoperto di essere una fata, ha imparato moltissime cose, ma il suo addestramento è ancora lungo e tanti pericoli sono in agguato. Tra mappe misteriose, tradimenti, pericolosi incanti e decisioni improvvise, Cornelia si avvicina sempre più rapidamente al suo destino: quello di trovare la Pietra Nera e sconfiggere il perfido Negromante. Per fortuna può contare sui suoi amici: Arborescente, lo strano mago vaporato, i cacciatori di folletti Luna e Freccia, e il solitario Sparviero. Età di lettura: da 9 anni.
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Pietr il Lettone

Questo libro segna l’atto ufficiale (1931) del commissario Maigret. ‘La presenza di Maigret al Majestic aveva inevitabilmente qualcosa di ostile. Era come un blocco di granito che l’ambiente rifiutava di assimilare. ‘Non che somigliasse ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. ‘Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi. ‘Aveva in particolare un modo tutto suo di piazzarsi in un posto che era talora risultato sgradevole persino a molti colleghi’. (Le inchieste di Maigret 1 di 75)
(source: Bol.com)

Piedi d’argilla

Chi è l’assassino che si aggira per Ankh-Morpork? Di lui si sa solo che lascia dietro di sè delle curiose tracce di argilla bianca. Il comandante delle Guardie è determinato a fermarlo, ma lui e i suoi uomini (e i suoi troll, e compagnia bella) non riescono a cavare un ragno dal buco. Persino quando una delle vittime viene uccisa con una pagnotta. Persino quando l’indagine porta a un golem in pensione, a un drago vampiro e a un lupo mannaro vegetariano…

Il Piccolo Principe

Il “Piccolo Principe” è la storia di un viaggio. Un viaggio di formazione durante il quale il protagonista, surreale e un po’ naïf, impara a fare i conti con le stranezze dell’universo. Ma è anche una metafora della vita e del complesso passaggio dall’infanzia all’età adulta. Un libro per ragazzi, poetico e filosofico, che, grazie al linguaggio universale dei sentimenti, riesce a parlare dritto al cuore di tutti. Età di lettura: da 8 anni.
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Il piccolo Principe

Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery L’opera piu conosciuta di Antoine de Saint-Exupery. Pubblicato nel 1943, ‘Il Piccolo Principe’ (Titolo originale ‘Le Petit Prince’) e un racconto poetico che, nella forma di un’opera narrativa per i bambini affronta temi come il senso della vita, il viaggio di formazione, e il significato dell’amore e dell’amicizia.
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Il piccolo popolo

Qual è il confine tra l’istinto e la ragione? Dove finisce l’animale, e dove comincia l’essere pensante? Come stabilire se gli abitanti di un lontano pianeta sono una mandria o un popolo? Può venire il giorno in cui ci troveremo a dibattere questi problemi, e c’è da sperare che sapremo risolverli come in questo romanzo, vivendo e lasciando vivere. E tanto peggio per chi non sarà d’accordo…
Copertina di: Karel Thole

Il piccolo popolo dei grandi magazzini

Per le migliaia di piccoli Niomi che vivono sotto i pavimenti dei grandi magazzini F.lli Arnold, il mondo esterno non esiste. Non esistono il giorno né la notte, il sole e la pioggia: sono tutte vecchie superstizioni. A scandire il loro tempo ci sono gli orari di apertura e di chiusura, i saldi di fine stagione, le occasioni estive e il Natale. Per loro il creatore del mondo è, naturalmente, F.lli Arnold, che risiede all’ultimo piano e che nessuno ha mai visto. Ma ecco che una notizia sconvolgente si diffonde all’improvviso: i grandi magazzini stanno per essere demoliti. Sta arrivando la fine del mondo?

Un piccolo passo può cambiarti la vita

Alla fine della seconda guerra mondiale, le forze d’occupazione americane introdussero in un Giappone sconfitto e umiliato nuovi sistemi per migliorare l’efficienza e la qualità dell’industria: tra questi, il principio del miglioramento continuo – lento e graduale –, ideale in un paese traumatizzato e privo di risorse. I giapponesi lo impiegarono con proverbiale successo e inventarono un nome per definirlo: Kaizen, da kai (cambiamento) e zen (migliore), ‘il cambiamento per il meglio’. Negli anni Ottanta il metodo ritornò perfezionato in USA ed è tuttora applicato con successo nel mondo delle imprese. È merito di Maurer se il Kaizen viene oggi utilizzato anche in ambito personale per trasformare le nostre esistenze senza fatica né paura.

(source: Bol.com)

Il piccolo Lord

La meravigliosa avventura del piccolo Cedric comincia sotto il segno dell’amore. Quello che lo lega a sua madre, innanzi tutto, divenuto ancor più intenso da quando è mancato il papà. Ma è un affetto vero anche quello che lo lega al droghiere Hobbs, al lustrascarpe Dick e ai tanti amici che Cedric si è conquistato senza fatica con il suo carattere aperto e gentile. Quando però il vecchio conte di Dorincourt lo porta via da New York per dargli un’educazione da aristocratico in Inghilterra, Cedric dovrà separarsi da molte persone care e affrontare l’impresa, per niente facile, di sciogliere il cuore indurito del nonno. Età di lettura: da 10 anni.
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Un piccolo dolce imprevisto

Zoe Fleming è una ragazza eccezionale: bella e all’apice di una sfolgorante carriera di modella, scopre di essere in attesa di un figlio. Che fare? Il padre del bambino si dilegua e lei, senza timore di rinunciare alla professione, si ritira con il figlio in una tranquilla casa a Baltimora. Basta uomini! Finché un giorno decide di affittare un appartamento della sua abitazione, e… l’inquilino è nientemeno che J. Cooper McKinnon, affascinante giornalista sportivo che…

Piccolo Cesare

Con “Piccolo Cesare”, del 1929, siamo all’origine stessa del romanzo criminale. Assieme a “Giungla d’asfalto”, l’altro capolavoro di Burnett, costituisce il modello e l’icona di ogni narrazione della giornata del gangster: “brulicante, sporca, fracassona, freneticamente viva” come la metropoli moderna, suo ambiente naturale. Da entrambi i romanzi, infatti, vennero insuperabili classici della cinematografia realistica americana; espressioni gergali nacquero dalle perfette metafore dei due titoli, capaci di sintetizzare in un’immagine l’intero universo criminale. Ed è interessante notare che, nati dall’osservazione dichiaratamente oggettiva, “verista” della realtà sociale, i due romanzi hanno certamente influenzato perfino la saggistica sociologica sull’argomento, almeno nelle scelte espressive e nella ricostruzione delle atmosfere. “Piccolo Cesare” è il ritratto di un boss, Rico Bandello, nell’arco della sua avventura: eccezionalmente capace, inesorabilmente freddo, professionalmente estraneo a ogni valutazione etica, straordinariamente fortunato. L’intenzione dichiarata dell’ autore era di descrivere l’immagine del mondo vista con gli occhi di un gangster” raccontando la storia “in modo che l’azione stessa parlasse”. Ma c’è anche qualcosa di più. Tacito ed evidente come una scultura, c’è un tipo umano in tutto il suo spessore psicologico; e in tutta la sua tragedia: essere comunque sconfitto, dover sempre ricominciare.
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Un piccolo cane giallo

Primi anni Sessanta. Easy Rawlins ha deciso di mettere ordine nella propria vita e di dedicarsi ai due figli adottivi, lavorando come custode in una scuola. Ma una serie di morti manderà all’aria i suoi progetti. Prima un cadavere ben vestito farà la sua comparsa nel giardino della scuola, poi il gemello della prima salma sarà ritrovato in casa di una graziosa insegnante, scomparsa dopo aver sedotto Easy e avergli affidato il suo cagnolino. I sospetti dei poliziotti finiranno per appuntarsi su Easy.

Un piccolo anello d’oro

Il corpo senza vita di Katrine Bratterud, giovane e avvenente dipendente di un’agenzia di viaggi, viene ritrovato in un fossato vicino a una spiaggia di Oslo. La sera precedente, la ragazza aveva partecipato a un party, organizzato dalla responsabile della comunità di recupero per tossicodipendenti di cui lei stessa aveva fatto parte. Gunnarstranda e Frølich indagano il passato della vittima, un passato di droga e sesso, di violenza e menzogne. E scoprono che anche Katrine stava svolgendo un’indagine per proprio conto, alla ricerca della vera identità della madre… Un caso intricato, ricco di colpi di scena, una storia intensa dal finale sorprendente
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Piccolissimo

I racconti che compongono questo libro sono stati pubblicati su «L’Europeo» nel 1972.
Dato il loro successo, molti di essi vennero riprodotti da «Selezione dal Reader’s Digest» in tutte le sue edizioni internazionali.
Dato il successo dei racconti riprodotti da «Selezione dal Reader’s Digest» in tutte le sue edizioni internazionali, usci il libro.
Dato il successo del libro, «Grazia» ne ripubblicò settimanalmente i racconti.
Dato il successo dei racconti ripubblicati su «Grazia», il libro cominciò a collezionare edizioni su edizioni.
Date le edizioni su edizioni, alcuni racconti furono riprodotti in antologie scolastiche.
Date le antologie scolastiche, io stesso venni invitato a leggere il libro, un pezzettino al giorno, alla radio.
Date tutte queste cose insieme, la Mondadori ha deciso di ripubblicare Piccolissimo nella speranza che il suo successo continui, del che mi permetto l’immodestia di non dubitare: infatti, anche se, oggi come oggi, tutti ormai dovrebbero conoscerlo, ho la sensazione che molti siano riusciti a farla franca. E a questi molti io consiglio di non perdere l’opportunità di poter dire un giorno: «L’ho letto!», perché sembra proprio che, anche a detta della critica, oltre a essere uno di quei libri che si dovrà dire d’aver letto, questo sia, in ogni caso, un libro che si può dire d’aver letto avendolo letto davvero.