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Una ragazza da non sposare

Dopo tanti anni, la piccola ladra era diventata una donna. E tutta Londra impazziva per lei…
Matthew Seaton non aveva intenzione di cedere: non avrebbe mai sposato Jessie, nonostante l’insistenza di suo padre.
Non avrebbe dato il suo nome ad una cacciatrice di dote, anche se aveva gli occhi più belli che avesse mai visto ed un corpo che eccitava le sue fantasie.
Non la voleva per moglie, ma moriva dal desiderio di fare l’amore con lei…

Una ragazza affidabile

Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni. La vita di Micaela ha seguito un percorso assai diverso, lontanissimo dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, tutti valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione, irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere dello scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza: l’impegno nello studio, la lotta contro l’obesità, l’attrazione che evolve in amore per il cugino Sergio, il rapporto complesso con la sorella, l’invidia, mai del tutto riconosciuta, per quella propensione di Micaela a cavalcare le tumultuose vicende del suo tempo con naturalezza e incoscienza. Sembra un romanzo classico su uno dei temi narrativi ed esistenziali più archetipici: la conflittualità che spesso caratterizza i legami tra sorelle dal carattere opposto – una tranquilla e disciplinata, l’altra seduttiva e ribelle – e la resa dei conti che finalmente arriva dopo anni di incomprensioni e di silenzi. E invece, poco alla volta, inesorabilmente, il romanzo familiare si trasforma in qualcosa d’altro e di molto più inquietante. Mentre il viaggio nella memoria, negli anni più complicati e bui dell’adolescenza, sollecitato dal confronto con la sorella, riconduce Agnese al momento più doloroso e rimosso, quello che ha segnato per sempre la sua vita, un’altra preoccupazione interviene a caricarla d’ansia: le sue due figlie, in vacanza da sole e non raggiungibili telefonicamente, non danno notizie da giorni… In un susseguirsi di colpi di scena, le tessere del presente e del passato finalmente si ricompongono in un quadro imprevedibile. Tra una Firenze grigia e spenta e un paesaggio dolomitico dal quale salgono fumo e nebbie, la verità si fa largo solo all’ultimo, come un lampo accecante.
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Radici ebraiche del moderno

In questi ultimi anni Quinzio è intervenuto più volte su temi urgenti del mondo moderno. E ogni volta ha voluto ritrovare in quei grovigli il filo del pensiero e dell’influenza ebraica, nelle visioni politiche come nelle arti, nella letteratura come nell’etica. Se il mondo moderno ha assunto nel tempo una certa fisionomia – e forse è sul punto di perderla –, questo si deve anche alla potenza di un’eredità ebraica che, mischiandosi e spesso opponendosi all’eredità greca, ha dato origine a forme e pensieri di ogni specie, che ne risentono in modo evidente o occulto, anche quando in apparenza la disconoscono. Ogni pensiero utopico, per esempio, prende luce dalla visione messianica. Ma anche la pretesa di leggere i sogni nasce su presupposti ebraici. E, prima di ogni altra, è la nozione stessa di «storia» che, nel senso occidentale, è segnata dall’ebraismo come «tempo a senso unico e senza ritorni». Mentre questa visione della storia, a sua volta, rimanda a una specifica concezione del sacro: «Non gli oggetti dello spazio, statici anche nel tempo, ma ciò che accade nella continua innovazione e imprevedibilità del tempo e non permane fisso nello spazio – l’evento – è per eccellenza sacro nell’ebraismo. Il sacro ebraico è pochissimo legato alle cose: le tavole della Torah, scritte dal dito di Dio, hanno potuto essere subito infrante da Mosè appena disceso dal Sinai. Il sacro ebraico è, per così dire, mobile e fluido come il tempo, non ha la struttura compatta e rigida del sacro comune alle altre grandi tradizioni religiose dell’umanità. Il sacro ebraico non è atemporale, ma s’inserisce in una storia, ha una storia».

Le radici della ‘ndrangheta

Un fenomeno locale e originariamente circoscritto che si espande fino a diventare una ‘multinazionale’ del crimine. Oggi più che mai è necessario conoscere la dimensione storica, sociale e culturale da cui trae la sua origine e di cui tuttora si alimenta la ’ndrangheta, tra miti, lotte sociali e sopraffazioni. Perché le mafie affondano le loro radici prima che nel territorio, prima che nella propria forza economica e addirittura militare, nel silenzio che le circonda, nell’impunità di cui godono, nell’indifferenza, quando non connivenza, in cui operano.Fondi pubblici e comunitari finiti tra le maglie del nulla, ecomostri, porti turistici abbandonati e fabbriche che non hanno mai funzionato. Tra stralci di intercettazioni, sentenze, deposizioni, questo libro offre un quadro amaramente impietoso di una regione che si fa specchio dell’Italia e di un malcostume diffuso in cui la criminalità organizzata trova la sua linfa vitale.“Ci vuole un lungo lavoro di analisi e di studio per capire quali siano le radici della ’ndrangheta, il suo sistema di regole, il suo radicamento sociale, le sue presenze nel territorio, la sua potenza economica, i suoi rapporti con quella che si è soliti chiamare ‘la zona grigia’ e – naturalmente – la sua capacità di ricorrere alla violenza. La conoscenza di tutto ciò è la premessa per il passo successivo: la rivolta della società civile, cui ognuno di noi deve contribuire perché, come dicono gli autori, la mafia può essere messa in crisi da ogni singolo comportamento, coraggioso e onesto, ripetuto all’infinito”.Dalla prefazione di Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Reggio Calabria

Il racconto della Commedia. Guida al poema di Dante

La Commedia dantesca è un universo meraviglioso, illimitato e complesso nel quale, oggi forse più che in passato, è pressoché impossibile addentrarsi confidando solo nella propria capacità di orientamento. Senza un’adeguata carta topografica e una bussola efficiente, si rischia di smarrire presto la strada. Ma per fortuna c’è un Virgilio che guida il lettore dalla «selva oscura» dell’Inferno fino a contemplare «l’amor che move il sole e l’altre stelle» nel Paradiso: Marco Santagata, con la sua prosa scorrevole, coinvolgente, priva di tecnicismi, ripercorre in queste pagine il viaggio ultraterreno di Dante, rivelando e rendendo accessibile l’inestimabile tesoro di emozioni, sentimenti e pensieri nascosto «sotto ‘l velame de li versi strani».
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Il racconto della Commedia

La Commedia dantesca è un universo meraviglioso, illimitato e complesso nel quale, oggi forse più che in passato, è pressoché impossibile addentrarsi confidando solo nella propria capacità di orientamento. Senza un’adeguata carta topografica e una bussola efficiente, si rischia di smarrire presto la strada. Ma per fortuna c’è un Virgilio che guida il lettore dalla ‘selva oscura’ dell’Inferno fino a contemplare ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’ nel Paradiso: Marco Santagata, con la sua prosa scorrevole, coinvolgente, priva di tecnicismi, ripercorre in queste pagine il viaggio ultraterreno di Dante, rivelando e rendendo accessibile l’inestimabile tesoro di emozioni, sentimenti e pensieri nascosto ‘sotto ‘l velame de li versi strani’.
(source: Bol.com)

Racconto dalla spiaggia del tempo

Sulla riva del fiume Umbeluzi, al confine tra la terra e l’acqua, un vecchio africano dall’incontenibile sorriso che brilla nell’oscurità dei tropici siede davanti al fuoco e, nel corso di una lunga notte, racconta. Racconta della sua grande famiglia e di Samima, l’antenata da cui tutti discendono; dell’arrivo dei bianchi, sbarcati con le loro spade e i loro bauli pieni di preconcetti; di un pianoforte abbandonato nel porto e di un cannocchiale rubato; di rivolte e libertà. Tra sogno e reale, le sue mille storie, unite in un caleidoscopio di leggende e ricordi frammentati, si fondono in un quadro grandioso che restituisce l’anima di un continente intero, e diventano la storia dell’uomo. Primo a rivelare le inquietudini del Nord e a portare il messaggio del giallo scandinavo nel mondo, Henning Mankell invita il lettore a sedere intorno al fuoco come lui fece innumerevoli volte – nella vita, vissuta ‘con un piede nella neve e uno nella sabbia’, così come tra le pagine dei suoi libri – e ad ascoltare la voce dell’Africa, terra prodigiosa che pochi scrittori europei sono stati capaci di vedere e narrare con la sua stessa intensità.

(source: Bol.com)

I racconti

Questo volume ripercorre la carriera di Capote autore di racconti: dalla raccolta “Un albero di notte”, apparsa nel 1949, fino a due testi pubblicati dopo la morte dello scrittore (“Un Natale” e “Un ricordo del nonno”, inedito in Italia), passando per i tre testi che accompagnavano “Colazione da Tiffany”, senza dimenticare i celebri “Il Giorno del Ringraziamento” e “Fra i sentieri dell’Eden”.

Racconti straordinari

Nella gloriosa guerra che l’America sostenne contro l’Inghilterra per rendersi libera, si distinse il quarter master general Poe, che apparteneva a ragguardevole famiglia di Baltimora. Il figlio di questi stava studiando legge, quando una sera a teatro vide Elisabetta Arnold, un’attrice celebre più per la sua bellezza che per il suo ingegno. Vederla, innamorarsene pazzamente, sentire di non poter più vivere fu un punto solo. Lo studente lasciò le Pandette e si fece artista comico per non separarsi dalla bellissima donna. E allora cominciò la vita randagia per le città dell’Unione Americana: Davide Poe sposò la sua Elisabetta e sempre innamorato, affrontò per parecchi anni il pubblico indifferente per l’artista molto mediocre. Dopo pochi anni morirono, l’uno dopo l’altro: e rimasero soli tre orfanelli, Enrico, Edgardo e Rosalia. Ma non mancarono persone pietose che li raccogliessero. Edgardo, nato nel 1813, fu preso in casa da un negoziante agiato, il signor Allan, vecchio amico di famiglia, che lo adottò e gli aggiunse anzi il proprio nome, facendolo diventare Edgardo Allan Poe. Anche la signora Allan, non avendo figliuoli, lo teneva e l’amava come suo: e i due conjugi, essendo andati a fare un viaggio in Inghilterra, condussero il fanciullo con loro e lo allogarono alla scuola di Stoke-Newington presso Londra.

(source: Bol.com)

Racconti scelti

‘William Trevor è un degno e diretto erede di Čechov, Maupassant e del James Joyce di Gente di Dublino. Grande cronista contemporaneo della condizione umana, ne esalta il pathos, i tratti comici e le stranezze. Guarda il mondo con occhio sempre stupito, parteggiando per quelle anime complesse e misteriosamente ferite che non riescono a gestire la vita di ogni giorno, ovvero tutti noi… La scelta dei testi qui presentati offre un panorama vario ed esauriente dei risultati che ha ottenuto nella forma letteraria del racconto, quella che meglio si adatta al suo genio, e nella quale trionfa. “Trionfo’ potrà sembrare un termine eccessivo, riferito al più pacato e meno eccessivo degli scrittori, e tuttavia è corretto. Se è vero che nei racconti di Trevor sono presenti il controllo, la delicatezza e la calma trascendente di una natura morta di Morandi, è altrettanto vero che, nei momenti di maggiore intensità, palpitano di una sommessa passione capace di riempire il cuore di tristezza e, insieme, di sollevare lo spirito come solo l’arte vera sa fare. I nuovi lettori di William Trevor scopriranno in queste pagine un mondo meraviglioso, mentre quanti conoscono un po’ le sue opere avranno modo di visitare un regno familiare con rinnovato stupore.’

Dall’Introduzione di John Banville

(source: Bol.com)

Racconti quotidiani

I bambini convinti dell’esistenza di polli a sei cosce o di pesci-bastoncino nati sul banco del supermercato, il ricordo del “catanonno” contrabbandiere e l’importanza delle figure femminili, le code negli uffici pubblici e l’anarchia maleducata delle stagioni che non ci sono più… Questi ventuno racconti quotidiani oscillano tra il dato di cronaca e la pura narrazione d’invenzione, il ricordo personale e l’analisi di costume. Rimanendo sempre fedele alla propria vocazione di grande narratore, Camilleri ci offre una finestra spalancata sul suo mondo, sulla sua personalità di uomo e di scrittore: il debito con Simenon e la creazione del commissario Montalbano, l’amore per la Sicilia con i suoi drammi e le sue speranze, il rimpianto per le tradizioni che vanno scomparendo. Tutto sempre vissuto e raccontato con partecipazione e ironia, il tratto più caratteristico di uno stile che incanta i lettori a ogni nuovo libro, a ogni nuova avventura.
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Racconti neri

Questa raccolta riunisce i racconti più ‘neri’ di Marco Vichi. Vi si ritrovano le sue atmosfere e i suoi personaggi, e quella sua capacità di farsi ascoltare mentre narra vicende quotidiane e terribili dove all’improvviso qualcosa si incrina, un meccanismo si inceppa, e a poco a poco tutto diventa follia, assurdità, mistero, fino al piccolo, spesso del tutto inaspettato colpo di scena finale. Come in Amen, in cui un giovane ricco e nullafacente, che si gode l’eredità di famiglia senza un pensiero e senza un impegno, viene aggredito da un ometto bizzarro, che lo accusa di avergli ucciso l’amico più caro, il suo unico affetto. Eppure il ragazzo è certo di non aver mai fatto del male a nessuno… O in Mio figlio no, dove l’ossessione di un padre che teme l’omosessualità del figlio adolescente spinge l’uomo a una decisione crudele. O ancora in Puttana, una vicenda di sesso e vendetta ambientata nel famigerato villino romano frequentato dai gerarchi fascisti e dal Duce stesso, dove va a lavorare la giovane Simonetta, in arte Sissi, che ha un sogno segreto.

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I racconti inediti. Volume primo

Autore dalla personalità complessa e travagliata, visionario e teorico di un cupo soggettivismo, fautore di una rappresentazione mutevole e magmatica della realtà esistenziale, Philip K. Dick è uno degli autori più geniali della storia della fantascienza. Ulteriore conferma di tutto ciò, si può trovare nei diciassette racconti riuniti in questa antologia in due volumi. In queste storie si ritrovano tutte le sfaccettature della personalità letteraria di Dick, dalle vicende estrose e ironiche, a quelle più serie e sconvolgenti, tutte comunque legate da una visione unitaria e coerente: scene di vita comune improvvisamente sconvolte da eventi inimmaginabili e al di fuori della portata umana, visioni allucinate di mondi apperentemente normali e improvvisamente lontanissimi dalla realtà quotidiana. Questo volume comprende; Paradiso alieno L’asronave rubata Incursione in superficie Allucinazioni Zer-0 Meccanismo di richiamo Una preda allettante Completano il volume un saggio e una guida alla narrativa breve di Dick.

I racconti inediti

In questo volume sono riuniti sette piccoli gioielli della prima produzione breve di Jack Vance, autore tra i più amati nel nostro paese: qui troverete Il Fato del Phalid (Phalid’s Fate), I Signori di Maxus (The Overlords of Maxus), Il Sifone Plagiano (The Plagian Siphon), Il Tempio di Han (The Tempie of Han), ICÀBem, Il Figlio dell’Albero (Son of the Tree).

Racconti erotici

Tre racconti erotici per spremerti ogni goccia di voglia nelle tue serate in solitudine:In vacanza con Jessica – Un gruppo di amici e una prosperosa ninfomane si trovano a Majorca in un turbine di divertimento, mare, sole e sesso sfrenato.Destinazione orgasmo – Su un treno per Minturno, Marco incontra una bellissima ragazza con cui realizza tutte le sue fantasie più perverse.La prima volta di Marco – La bellissima Jessica si fa rimorchiare dall’istruttore della palestra e…
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### Sinossi
Tre racconti erotici per spremerti ogni goccia di voglia nelle tue serate in solitudine:In vacanza con Jessica – Un gruppo di amici e una prosperosa ninfomane si trovano a Majorca in un turbine di divertimento, mare, sole e sesso sfrenato.Destinazione orgasmo – Su un treno per Minturno, Marco incontra una bellissima ragazza con cui realizza tutte le sue fantasie più perverse.La prima volta di Marco – La bellissima Jessica si fa rimorchiare dall’istruttore della palestra e…