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Il libro tibetano del vivere e del morire

Al suo primo incontro con la cultura occidentale, Sogyal Rinpoche rimase costernato nello scoprire che, a dispetto di tutti i suoi successi nel campo tecnologico, la società moderna occidentale non comprende minimamente quel che accade al momento della morte. In Tibet, al contrario, nel corso dei secoli si è sviluppata una vera e propria ‘tecnologia sacra’ della morte, un’ars moriendi che raccoglie il corpo di conoscenze più accurato, complesso e completo sulla morte e lo stato successivo, o bardo. Il termine ‘bardo’, letteralmente ‘sospeso tra’, e quindi ‘intervallo, transizione’, è un concetto chiave per comprendere la concezione tibetana della vita e della morte. Nel buddhismo tibetano, la vita e la morte appaiono come un tutto costituito da una serie di realtà in mutamento costante, che presentano dei bardo, ovvero giunture di transizione in cui si manifesta la dharmata, la vera natura della mente, illimitata ed eterna. I quattro bardo (della vita, della morte, del dopo morte e della rinascita) offrono quindi una grandissima possibilità di liberazione, ma solo il bardo di questa vita consente di prendere familiarità, tramite la meditazione, con la natura essenziale della mente. Chi si è preparato per tempo attraverso la pratica e la contemplazione dell’impermanenza non vedrà la morte come una disfatta, ma come una vittoria, il momento più fulgido a coronamento dell’esistenza.

Il libro selvaggio

Juan, quattordici anni, trascorre le vacanze dallo zio Tito, il bibliofilo più pazzo del mondo. Nel labirinto della sua biblioteca Juan scopre che i libri hanno una vita propria. Alcuni addirittura cambino contenuto a seconda di chi li legge. Altri, invece, si nascondono. Come Il libro selvaggio, che si lascerà leggere da una sola persona, da un lettore speciale. Perché leggere è un atto creativo. I libri sono magici. I libri sono vivi. E sono tutti diversi, come noi.

Il libro segreto delle arti magiche

Indice
Ringraziamenti
Prefazione
IN PRINCIPIO ERA IL VERBO
Introduzione
QUI INIZIA IL CAMMINO
PARTE PRIMA – LA TRADIZIONE
La suprema arte degli Antichi
Il retaggio perduto delle antiche razze
L’eredità magica della cavalleria
La gerarchia magica che deve guidare la Corte Esteriore
Magia della foresta
La magia come religione
Arti marziali e tecniche di difesa
A proposito del silenzio e della discrezione
Come accogliere nuovi membri
Come il mondo vi vede
Come condurre i riti
Chiosate i vostri libri
L’allenamento
Il controllo interno al gruppo
Parità fra uomini e donne
Il pericolo della persecuzione
Attenzione al seme cattivo
Le Congreghe del Drago
Amuleti e talismani
Erbe utili
Le preghiere del mago
Il calendario magico
Segni zodiacali, colori e corrispondenze nei tarocchi
Semi e carte dei tarocchi correlati ai quattro elementi
Musiche per danze rituali
Corrispondenze Planetarie
Il tempo del tirocinio
Gli alfabeti magici
Letteratura magica
PARTE SECONDA – LA TEORIA MAGICA
Gli elementi
Il principio del fuoco
Il principio dell’acqua
Il principio dell’aria
Il principio della terra
Il principio dell’Akasha
Il Karma, ovvero la legge di causa ed effetto 2
L’umanità
Gli elementi nel mondo materiale
La mente e il corpo astrale
Temperamento collerico (Fuoco)
Temperamento sanguigno (Aria)
Temperamento melanconico (Acqua)
Temperamento flemmatico (Terra)
L’aura
Il piano astrale
Lo spirito
Il piano mentale
La forza divina
PARTE TERZA – L’ARTE MAGICA
I cerchi magici IL TRIPLICE CERCHIO
IL TRIANGOLO MAGICO
I CERCHI MAGICI GRANDI E PICCOLI
OPERAZIONI MAGICHE E CERIMONIALI ALL’APERTO
I cerchi di pietre
Il Pentagramma
Pentagrammi di invocazione e di congedo
Il segno del pentacolo
Che cosa indossare dentro al Cerchio Magico
GIOIELLI
VESTITI
Cintura
Cerchietto, fascia frontale, elmo cornuto
Bracciali e anelli, cavigliere e monili per i piedi
Gli strumenti
I SIMULACRI DELLA DEA E DEL DIO
L’INCENSIERE
L’ASPERSORIO
CONTENITORI PER L’ACQUA ED IL SALE
SACRALITÀ DEGLI OGGETTI MAGICI
LA CONSACRAZIONE DEGLI STRUMENTI
GLI STRUMENTI DELL’ALTARE
SOLUZIONI ALTERNATIVE PER L’EQUIPAGGIAMENTO MAGICO
IL CONDENSATORE UNIVERSALE
L’INCENSO
COME PREPARARE UNO SPECCHIO MAGICO
PARTE QUARTA – RITI DI PASSAGGIO
I nomi magici
Il rituale del nome
Il rituale dell’autobenedizione
Il rituale dell’offerta di sé
Il primo livello d’iniziazione
Il secondo livello d’iniziazione
Il terzo livello d’iniziazione
Il rituale dell’ordinazione
Il rituale della consacrazione e del battesimo di un neonato
Il rituale d’iniziazione di un bambino
Il rituale dell’offerta di un neonato
Il rituale del legamento
Il cerimoniale delle mani legate
PARTE QUINTA – ALTRI RITUALI E
INCANTESIMI
(source: Bol.com)

Il libro segreto dell’ultimo cabalista

Un esordio potente Una perfetta alchimia Un grande thriller Risolvere l’enigma sarà solo l’inizio Primavera 1491. Il quartiere ebraico di una città del nord della Spagna è in pericolo. I re cattolici, su indicazione del Grande Inquisitore Torquemada, stanno per firmare l’editto di espulsione per tutti gli ebrei. Quando Benavides, capo del consiglio degli anziani, riceve la notizia, prende in mano la situazione e suggerisce alla comunità di abbandonare la città, temendo una persecuzione. Insieme al suo amico esperto di cabala, Abravanel, comincia così a pianificare la fuga, coinvolgendo i rispettivi figli, Aviraz e Isaac. Dopo un lungo addestramento, i due giovani saranno gli unici a conoscere tutti i dettagli dell’operazione e a poter svelare i messaggi contenuti nei libri sacri, che conducono sul Cammino di Santiago… Un grande successo in Spagna Un enigma sepolto da secoli Chi sarà in grado di risolverlo? «Leggere e giocare è la proposta edonistica e provocatoria di questo libro.» El Mundo «Il romanzo ripercorre parte di un mondo speciale, in cui abbondano i misteri e le leggende. Si tratta del Cammino di Santiago.» El Español A. L. MartínSi è laureata in Ingegneria industriale presso l’Università di Saint Louis, negli Stati Uniti. Dopo aver lavorato a Washington DC e a Lisbona, ha portato a termine un Master in Business Administration a Madrid. Nel corso degli ultimi otto anni si è occupata del marketing della EMI Music in Spagna e Portogallo, contribuendo al lancio e al successo di molti artisti. Il libro segreto dell’ultimo cabalista è il suo primo romanzo.

Il libro segreto dell’ultimo cabalista

Un esordio potente Una perfetta alchimia Un grande thriller Risolvere l’enigma sarà solo l’inizio Primavera 1491. Il quartiere ebraico di una città del nord della Spagna è in pericolo. I re cattolici, su indicazione del Grande Inquisitore Torquemada, stanno per firmare l’editto di espulsione per tutti gli ebrei. Quando Benavides, capo del consiglio degli anziani, riceve la notizia, prende in mano la situazione e suggerisce alla comunità di abbandonare la città, temendo una persecuzione. Insieme al suo amico esperto di cabala, Abravanel, comincia così a pianificare la fuga, coinvolgendo i rispettivi figli, Aviraz e Isaac. Dopo un lungo addestramento, i due giovani saranno gli unici a conoscere tutti i dettagli dell’operazione e a poter svelare i messaggi contenuti nei libri sacri, che conducono sul Cammino di Santiago… Un grande successo in Spagna Un enigma sepolto da secoli Chi sarà in grado di risolverlo? ‘Leggere e giocare è la proposta edonistica e provocatoria di questo libro.’ El Mundo ‘Il romanzo ripercorre parte di un mondo speciale, in cui abbondano i misteri e le leggende. Si tratta del Cammino di Santiago.’ El Español A. L. MartínSi è laureata in Ingegneria industriale presso l’Università di Saint Louis, negli Stati Uniti. Dopo aver lavorato a Washington DC e a Lisbona, ha portato a termine un Master in Business Administration a Madrid. Nel corso degli ultimi otto anni si è occupata del marketing della EMI Music in Spagna e Portogallo, contribuendo al lancio e al successo di molti artisti. Il libro segreto dell’ultimo cabalista è il suo primo romanzo.
(source: Bol.com)

Il libro nero delle società segrete. Dai Templari ai nostri giorni

Autore di libri come “Il tesoro perduto dei templari”, Steven Sora ha affrontato nelle sue opere temi diversi: dal viaggio alla fotografia. In questo volume rintraccia un filo rosso che collega in maniera indissolubile le potenti famiglie, le fratellanze, le associazioni segrete che si contendono il denaro e il potere, in America e nel resto del mondo, dai tempi delle Crociate fino al XX secolo.

Il libro nero della Prima Repubblica (Tascabili)

Prendendo spunto dalle sentenze di Perugia e Palermo, rispettivamente contraria e favorevole ad Andreotti, Rita di Giovacchino stende il quadro più completo ed aggiornato di trent’anni di misteri italiani.
Nel novembre 2002 Giulio Andreotti – sette volte presidente del Consiglio – è stato condannato a 24 anni per omicidio dalla Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Perugia. Nel maggio 2003, il tribunale di Palermo ha assolto il Senatore per insufficienza di prove per i reati di associazione mafiosa ascrittigli dopo il 1982 – ma, cosa poco sottolineata dai media, ha dichiarato prescritto il reato di associazione a delinquere commesso prima del 1980.
Entrambi i processi hanno affrontato alcuni intrecci cruciali, e ancora poco o per nulla chiariti, della storia della Prima Repubblica (il rapimento e il Memoriale di Moro, i rapporti fra mafia e politica, le stragi del ’92-’93); ma ad Andreotti, e in generale alla classe dirigente della Prima Repubblica, fanno capo tracce semicancellate dall’oblio dei media e da infinite operazioni di depistaggio e insabbiamento che conducono, di volta in volta, a Gladio/”Stay behind”, P2, servizi segreti deviati, criminalità organizzata, terrorismo rosso e nero, CIA, KGB, Mossad.
Con un’ambizione di chiarezza e completezza forse senza precedenti in una materia così oscura e delicata, Rita di Giovacchino tenta in questo libro un affresco complessivo dell’intreccio di poteri occulti che, dall’interno e dall’esterno, per decenni hanno condizionato in maniera “parallela” e con esiti spesso tragici la vita civile e politica italiana.
L’assurda condizione di sovranità limitata imposta da poteri segreti all’Italia – condizione che in certi casi ha reso gli stessi protagonisti politici della Prima Repubblica semplici pedine in giochi più grandi di loro – si trasformano, nel libro di Di Giovacchino, ricco di interpretazioni inedite, in una narrazione avvincente come una spy story ma documentata come un grande reportage.
Completa il libro una lunga intervista all’ex presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino, che propone una sua nuova, chiarificatrice interpretazione della “trattativa” fra Stato e BR durante il sequestro Moro.
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### Sinossi
Prendendo spunto dalle sentenze di Perugia e Palermo, rispettivamente contraria e favorevole ad Andreotti, Rita di Giovacchino stende il quadro più completo ed aggiornato di trent’anni di misteri italiani.
Nel novembre 2002 Giulio Andreotti – sette volte presidente del Consiglio – è stato condannato a 24 anni per omicidio dalla Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Perugia. Nel maggio 2003, il tribunale di Palermo ha assolto il Senatore per insufficienza di prove per i reati di associazione mafiosa ascrittigli dopo il 1982 – ma, cosa poco sottolineata dai media, ha dichiarato prescritto il reato di associazione a delinquere commesso prima del 1980.
Entrambi i processi hanno affrontato alcuni intrecci cruciali, e ancora poco o per nulla chiariti, della storia della Prima Repubblica (il rapimento e il Memoriale di Moro, i rapporti fra mafia e politica, le stragi del ’92-’93); ma ad Andreotti, e in generale alla classe dirigente della Prima Repubblica, fanno capo tracce semicancellate dall’oblio dei media e da infinite operazioni di depistaggio e insabbiamento che conducono, di volta in volta, a Gladio/”Stay behind”, P2, servizi segreti deviati, criminalità organizzata, terrorismo rosso e nero, CIA, KGB, Mossad.
Con un’ambizione di chiarezza e completezza forse senza precedenti in una materia così oscura e delicata, Rita di Giovacchino tenta in questo libro un affresco complessivo dell’intreccio di poteri occulti che, dall’interno e dall’esterno, per decenni hanno condizionato in maniera “parallela” e con esiti spesso tragici la vita civile e politica italiana.
L’assurda condizione di sovranità limitata imposta da poteri segreti all’Italia – condizione che in certi casi ha reso gli stessi protagonisti politici della Prima Repubblica semplici pedine in giochi più grandi di loro – si trasformano, nel libro di Di Giovacchino, ricco di interpretazioni inedite, in una narrazione avvincente come una spy story ma documentata come un grande reportage.
Completa il libro una lunga intervista all’ex presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino, che propone una sua nuova, chiarificatrice interpretazione della “trattativa” fra Stato e BR durante il sequestro Moro.
### Descrizione
La tormentata vicenda processuale di Andreotti diventa nel libro di Rita Di Giovacchino un’ampia e documentata narrazione, popolata dai protagonisti più noti degli ultimi trent’anni di storia italiana: politici e alti prelati, bancarottieri e terroristi, uomini di stato e boss. La sentenza di Perugia ha sconfitto un tabù antico secondo il quale la storia italiana contemporanea non si processa. Una storia che s’intreccia profondamente con il destino di Andreotti ma che è anche la nostra storia. Per questo nel libro entrano non solo le deposizioni di Buscetta e Giuffrè, Pecorelli, Sindona, Moro e Dalla Chiesa, ma anche la Sicilia dei contadini poveri, prelevati dai casolari e portati a votare per la DC con i camion.

Il libro di zaffiro

Toledo 1487: un anziano rabbino, uno sceicco di mezza età e un giovane monaco francescano, affratellati dal giuramento fatto a un comune amico ebreo finito sul rogo, decidono di intraprendere un avventuroso viaggio alla ricerca di una misteriosa tavoletta di zaffiro, dove, a detta di chi l’ha avuta tra le mani, sono impresse le risposte di Dio agli interrogativi fondamentali che da sempre l’uomo si pone sulla propria esistenza. Nel corso del rocambolesco pellegrinaggio attraverso la Spagna di Ferdinando e Isabella – una Spagna illuminata dalla luce livida dei roghi degli autodafè, incrudelita dalla guerra di Riconquista e minata dal mal sottile del fanatismo religioso e del furore antisemita – i tre scamperanno per un pelo agli agguati degli eserciti cristiano e musulmano, si apriranno un varco tra le fitte maglie tese dell’Inquisizione, troveranno il tempo di fare la conoscenza di uno stravagante marinaio genovese che parla castigliano e sogna di raggiungere le Indie navigando hacia ponente, e scopriranno il fine, con una certa sorpresa, che il fine del loro viaggio non è altro che il viaggio stesso.

Il libro di sabbia

Nel febbraio del 1969, a Cambridge, su una panchina davanti al fiume Charles, Borges incontra un uomo che ha la sua stessa voce e gli è più intimo di un figlio nato dalla sua carne. L’uomo è Borges ventenne, a Ginevra, seduto su una panchina davanti al fiume Rodano. Comincia così, con un vertiginoso ritorno al ‘vecchio tema del doppio’ e alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta, ”Il libro di sabbia”, che raccoglie tredici, memorabili, racconti – cui se ne aggiungono qui, in appendice, altri quattro mai radunati in volume. Racconti di carattere fantastico. O forse sogni. O forse incontri con apparizioni spettrali: Ulrica, alta e lieve, labile riflesso di una saga nordica; una casa inconcepibile e il suo terrificante ospite; un vecchio, pallido e severo, venuto da un futuro dove si insegna l’arte di dimenticare. Ma anche incontri con oggetti da incubo, da cui paiono sprigionarsi il caos o la divinità: il disco di Odino, a un solo lato e invisibile, che un taglialegna strappa al re dei Secgens e poi cercherà invano; il diabolico libro di sabbia, che non ha né inizio né fine né centro né ordine, e infama e corrompe la realtà; le ‘tigri blu’, pietruzze lisce e rotonde capaci di riprodursi e di minare la scienza della matematica. Incontri, tutti, destinati a ‘ramificarsi nell’ospitale immaginazione’ di chi li legge, quasi fossero scaturiti, miracolosamente, dai suoi stessi sogni. ‘In questi esercizi da cieco’ scrive Borges ‘ho voluto essere fedele all’esempio di Wells: la congiunzione di uno stile piano, a volte quasi orale, con una trama impossibile’ – e il risultato è una prosa pacata ed essenziale, ma come non mai modulata e musicale.

(source: Bol.com)

Il libro di Ptath

Peter Holroyd, comandante di un reparto corazzato impegnato in un combattimento in Africa Orientale durante la Seconda Guerra Mondiale, si risveglia nel corpo del Grande Ptath, Signore di Gonwolane, ma non ha ben chiara quale sia stata la sua vita precedente, e cosa lo aspetti ora. Conteso da due donne – una malvagia e astuta, l’altra buona e prigioniera della prima – cerca di orientarsi in questo nuovo ed esotico mondo, mentre i sette incantesimi di protezione che aveva predisposto a propria salvaguardia vengono meno uno ad uno, con la prospettiva di diventare anche lui schiavo come la donna che lo ama… Alfred E. Van Vogt è nato a Winnipeg, in Canada, nel 1912. È solo del 1939 la sua prima apparizione nel campo della fantascienza con il primo episodio di Crociera nell’infinito. Infatti, intesi originariamente come episodi a sé stanti, i primi tre furono nel 1951 riuniti dall’Autore che, con l’aggiunta dell’episodio dei Riim, diede vita a questo stupendo libro. Da quel lontano 1939, i successi conseguiti da Van Vogt non si contano più: basti pensare che, oltre a diventare uno dei più apprezzati autori del genere, viene considerato unanimemente il padre della Fantascienza Avventurosa. In questa collana vi proporremo i suoi testi più famosi, giusto omaggio a uno degli autori più popolari e benvoluti nel campo della Science Fiction.

Il libro di Monelle

Monelle è “colei che è sola”. La donna uscita dall’ombra per compiere un gesto di tenerezza. Come la giovane del Palais-Royal, che Bonaparte non dimenticherà mai, o la Sonia di Delitto e castigo, che la pietà unisce all’assassino Raskolnikov. È la prostituta bambina che con il proprio affetto guarisce colui che incontra senza voler niente in cambio; la Donna portatrice del vero sapere. E forse i suoi tratti sono quelli della fragile operaia malata di tisi, che Schwob incontrò una notte tornando a casa, e che sposò pochi giorni dopo per assisterla fino alla morte. Monelle e le sorelle di Monelle: la sognatrice, l’egoista, la voluttuosa, la perversa, la delusa, la selvaggia, la fedele, la prescelta e altre; ancora bambine, benché già donne, per aver vissuto in un’epoca in cui il matrimonio appare l’unico modo di garantirsi un’identità. Della scrittura di Schwob, capace di evocare atmosfere fantastiche e terribilmente reali, scrisse il poeta Albert Samain: “È droga… Dà fuoco all’immaginazione”.

Il libro di fisica

Isaac Asimov, illustre studioso e brillante divulgatore scientifico, ma anche grandissimo scrittore di science fiction, ha costruito questa volta una vera e propria «biografia delle scienze fisiche». Il presente volume, che nel mondo anglosassone è diventato una «bibbia della fisica», ci introduce, in forma semplice ma rigorosa, ai segreti dei quasar e dei buchi neri, dei quark e degli acceleratori di particelle, dell’intelligenza artificiale e delle fonti di energia, sia essa quella «sporca» sia quella «pulita». Un vero, completo manuale, ma anche un «romanzo» affascinante sia per il profano sia per l’uomo di scienza.
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Il Libro Delle Figurazioni Ideali

Unlike some other reproductions of classic texts (1) We have not used OCR(Optical Character Recognition), as this leads to bad quality books with introduced typos. (2) In books where there are images such as portraits, maps, sketches etc We have endeavoured to keep the quality of these images, so they represent accurately the original artefact. Although occasionally there may be certain imperfections with these old texts, we feel they deserve to be made available for future generations to enjoy.

Il libro della grammatica interiore

Due lunghi racconti che parlano d’amore e tradimento. David Grossman, con il suo stile avvolgente e audace, affronta il più potente tra i sentimenti: la gelosia. E lo fa in due storie in cui il narratore racconta a un altro (o forse a se stesso) il tradimento di cui è, o si sente, vittima. Nel primo è Shaul a confessare con quanto coinvolgimento e intensità lui stesso vive la relazione che sua moglie intrattiene da dieci anni con un altro uomo. Nel secondo a raccontare è Rotem che ricostruisce la particolare relazione fra la madre, insegnante di yoga, e un ragazzo che le era stato affidato perché lo aiutasse a “diventare un uomo”. Ciò che sorprende in questo libro è la capacità dei personaggi di usare l’immaginazione, e la letteratura stessa, per andare oltre i propri limiti e le proprie inibizioni, per guardare l’altro – e se stessi – sotto una luce diversa. Per rinnovarsi, rinascere e imparare a far proprio un linguaggio affettivo nuovo.

Il libro dell’ignoranza

o Qual è la costruzione umana che si vede dallo spazio? La Grande Muraglia cinese? Sbagliato. o Che cosa contiene la gobba dei cammelli? Acqua? Figuriamoci. o Chi infila la testa sotto la sabbia? Gli struzzi? No di certo. o Di dove sono i cappelli detti «Panama»? Sicuramente non di lí.