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Bersagli

Un brutale omicidio scuote tutta Londra: la vittima è un noto giudice in pensione, crocifisso nella sua stessa casa.
Un atto rituale, o forse un regolamento di conti.
L’ispettore capo Joelle Levy deve scandagliare cinquant’anni di vita forense sulle tracce di potenziali nemici in cerca di vendetta. Una ricerca disperante. Ma l’uccisione di Phillip Longman è solo la prima di una serie, tutta marchiata dalla stessa macabra coreografia. Cos’hanno in comune le vittime?
Nella caccia a un gelido assassino, Joelle incontra la reporter Sarah Truman e il suo compagno Michael Devlin, un brillante avvocato dal passato burrascoso, già protagonisti di Complotto mortale. Coinvolti loro malgrado nelle indagini, i due non possono immaginare quanto vicino sia il colpevole finché la vendetta non busserà proprio alla loro porta, risvegliando fantasmi che sembravano sepolti da tempo.
Così, Michael si trova improvvisamente ad affrontare il proprio passato e i sensi di colpa che si porta dentro, mentre lo scorrere delle ore e dei minuti cospira drammaticamente contro di lui: questo non è un caso da risolvere in tribunale, è una lotta all’ultimo sangue per salvare chi ama.

Ballata per le nostre anime

Ballata per le nostre anime

Questa è la storia di Simone Pianetti, uomo tranquillo, padre di otto figli, onesto lavoratore, che un giorno imbracciò il fucile e uccise cinque uomini e due donne. Di lui raccontano che nessun camoscio potesse sfuggire al suo grilletto, e che i suoi occhi grigi fossero scintille capaci d’ogni sortilegio. Raccontano che fosse un visionario, uno spirito dei tempi di là da venire; ma anche che fosse cocciuto, che per un niente si incendiasse. Spinti dall’invidia, raccontano che la sua famiglia avesse stretto un patto con il diavolo per garantirsi il successo negli affari; spinti dal romanticismo, che emigrò in America, e che a Pittsburgh lasciò una ragazza dai capelli rossi e con lei la possibilità di un altro futuro. Di Simone Pianetti raccontano molte cose, ma una è certa: la mattina del 13 luglio 1914, dopo aver dato un bacio alla figlia più piccola, prese il fucile da caccia e ammazzò a sangue freddo sette persone, tra cui il medico, il giudice e il parroco del paese, responsabili di una congiura che aveva portato al fallimento della sua locanda e di un mulino che aveva preso in gestione. Dopo gli omicidi, venne il tempo della leggenda: in trecento, tra soldati e carabinieri, cercarono Pianetti tra i monti; nessuno sa quanti lo aiutarono a nascondersi. Per la legge italiana, Simone Pianetti è ancora oggi un ricercato; nell’immaginario collettivo, è diventato una sorta di storia del terrore per i potenti. “Ci vorrebbe il Pianetti” dicono nel Bergamasco quando c’è un torto che non si ha la forza di riparare. Mescolando cronaca, dicerie e invenzione, la voce anarchica di Mauro Garofalo compone una biografia romanzata classica e sperimentale insieme, dove i capitoli sul Pianetti, raccontati con in mente il Pratolini delle Cronache di poveri amanti, si alternano a una Spoon River personalissima, in cui la pagina disgregandosi lascia la parola ai morti ammazzati con i loro interrogativi e rimpianti, al bosco diventato rifugio, alla città, a tutti i fantasmi che forse avrebbero potuto regalare a Simone Pianetti una vita diversa. **

Baciami Alla Follia

Avery crede nei flirt e nelle scappatelle, non nelle relazioni serie. Tuttavia, quando torna a Bridgewaters per il matrimonio natalizio di sua sorella, due sexy cowboy cercano di farle cambiare idea riguardo alla parola che inizia con la “f” che lei tenta di evitare: fidanzati.
*Avvertimento: da sciogliere le mutande! Baciami alla follia è l’ULTIMO libro nella serie selvaggiamente spinta in cui un cowboy non è mai abbastanza. Questo romanzo indipendente a lieto fine gira tutto attorno a lei – niente scene tra uomini.*
Non proprio un harem al contrario, ma un cowboy non è mai abbastanza.
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Aver Cura Di Sé

Aver Cura Di Sé

La cura costituisce la qualità essenziale della condizione umana, ma non è qualcosa che ci appartiene, come il corpo e la mente; è il nostro esserci, il nostro modo di stare nel mondo con gli altri, al quale siamo chiamati a dare forma. L’esserci è una tensione continua a ricercare quello che è necessario per conservare la vita, per farla prosperare e per guarire le ferite ricevute.
L’autrice riflette sull’arte di esistere, intesa come capacità di dare senso al tempo e di condurre una vita autentica a partire dalla conoscenza della propria interiorità, che si può raggiungere solo mediante il confronto con il mondo esterno. Riattualizzando il senso della cura di sé, fondamentale nell’antichità ma oggi sintomo di individualismo e di ripiegamento interiore, ne sottolinea la valenza etica e sociale, facendo proficuamente dialogare i pensatori dell’età classica con la fenomenologia del Novecento.

Atlas Obscura. Guida alle meraviglie nascoste del mondo

Nato da un popolarissimo sito web, Atlas Qbscura raccoglie oltre 600 luoghi tra i più bizzarri e misteriosi al mondo. Un compendio di prodigi naturali e architettonici in grado di ispirare al tempo stesso meraviglia e il desiderio irrefrenabile di viaggiare. Dal pozzo a gradini in India che ricorda un’opera di Escher alle grotte delle lucciole in Nuova Zelanda, dal gigantesco baobab in Sudafrica che ospita al suo interno un bar alla “festa del salto del neonato” in Spagna, Atlas Obscura ci mostra tutto quanto, al mondo, è inaspettato, misterioso, nascosto. E ancora, il grande organo a stalattiti in Virginia, il cratere in Turkmenistan – detto la “Porta dell’inferno” – che brucia da oltre 45 anni, le bare appese alle pareti rocciose di un promontorio nelle Filippine, o il “pronosticatore di tempeste” azionato da sanguisughe conservato nel Devon, in Inghilterra… Più Wunderkammer che guida tradizionale, Atlas Obscura è dedicato al viaggiatore da poltrona come all’amanti delle avventure più estreme. Con descrizioni accurate e avvincenti, centinaia di fotografie, grafici e mappe di ogni regione del mondo, è un libro da aprire dove capita e leggere. Con un’unica avvertenza: una volta cominciato è impossibile smettere. Contiene una sezione ampliata dedicata alle destinazioni in Italia. **

Aspetti Del Nuovo Radicalismo Di Destra

Il 6 aprile 1967 Theodor Adorno tenne una conferenza all’Università di Vienna il cui valore va ben oltre l’aspetto puramente storico e che può aiutarci a comprendere il tempo che stiamo vivendo. Risalendo alle origini del consenso ottenuto dai movimenti radicali di destra, il filosofo intendeva chiarire le ragioni dell’ascesa dell’NPD, formazione di destra che all’epoca stava registrando un certo successo nella Repubblica Federale Tedesca. Adorno mette in luce e collega tra loro in modo inedito vari elementi: il congegno sofisticato della propaganda e l’antisemitismo, il connubio tra perfezione tecnologica e un «sistema folle», l’individuazione di un capro espiatorio e l’odio ostentato verso gli intellettuali di sinistra e la cultura in generale, la tendenza del capitale alla concentrazione e la paura diffusa di perdere il proprio status sociale. Oggi lo «spettro» a cui la conferenza è dedicata non solo non si è dissolto, ma assume nuove e inquietanti sembianze. Diventa dunque ancora più importante prendere coscienza dei meccanismi dell’agitazione fascista e dei fondamenti psicologici e sociali su cui poggia. Nella consapevolezza che «se si vogliono affrontare sul serio queste cose, bisogna richiamare in modo perentorio gli interessi di coloro ai quali la propaganda si rivolge. Ciò vale soprattutto per i giovani che devono essere messi in guardia». La postfazione dello storico Volker Veiss contestualizza il testo e lo inquadra in una prospettiva attuale.

Apologia di un matematico

Godfrey H. Hardy scrisse questa apologia nel 1940, quando era ormai al termine della sua carriera. L’intento che lo animava non era né didascalico né accademico. Voleva piuttosto tessere un elogio e una difesa della sua disciplina, ragionando in particolare sulla sua utilità e la sua bellezza. Se la prima è la naturale finalità della matematica applicata, la seconda è la qualità intrinseca di quella che Hardy definisce «vera matematica», quella pura, scevra di ricadute immediate sulla nostra vita quotidiana. Benché apparentemente più astratta, essa è capace di affascinarci come la grande musica o la poesia.
Per Hardy la matematica è sinonimo di creatività: alcuni teoremi sono opere d’arte, in grado di sopravvivere per millenni, e l’autore ce ne offre illuminanti esempi.
In questo senso, l’Apologia si spinge oltre i tradizionali confini della scienza, spaziando dagli scacchi al cricket e alla filosofia, tanto che uno scrittore come Graham Greene arriverà a definirla una «delle migliori rappresentazioni di cosa significhi essere un artista creativo». **

Apocalisse

Apocalisse

**Apocalisse è una parola liberatrice che risuona nelle visioni dei liberatori di ogni epoca, religiosi e laici.**
In greco la parola apocalisse non significa “fine del mondo”, bensì “rivelazione”. Nell’ultimo scritto del filosofo Giulio Giorello, una lettura laica del testo biblico che sottolinea il suo carattere profetico e interpreta la caduta di Babilonia, la città perversa, come fine dell’oppressione delle coscienze e dei conflitti che ne scaturiscono. **

Antivirus

Antivirus

La pandemia di Covid-19 ha travolto tutti noi. La drammatica esperienza collettiva di questi mesi può insegnarci molto: in primo luogo a non dimenticare che prevenire è meglio che curare. Ci dobbiamo occupare del nostro sistema immunitario, per aiutarlo a proteggerci. Perché anche in futuro dovremo fare i conti con questo e altri virus sconosciuti e potenzialmente pericolosi.
**In questa guida Margherita Enrico ci introduce al funzionamento delle nostre difese naturali e offre una ricca serie di consigli semplici e concreti per rinforzarle**. Come mai alcuni sono colpiti dai virus e altri no? Sconfitto il Covid-19 tornerà tutto alla normalità? Quali alimenti dobbiamo assumere, e in che misura? Quali comportamenti è meglio evitare? La scienza non mente: le persone che seguono un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano hanno un sistema immunitario più forte e sono meno colpite dalle infezioni virali.
Dobbiamo sempre stare in guardia, ma per fortuna abbiamo a disposizione un potente arsenale naturale: un’alimentazione ricca di micronutrienti quali le vitamine A, B3, C e D o il selenio e lo zinco, poi l’esercizio fisico, un sonno regolare, il tenersi al riparo dalle fonti di inquinamento (anche elettromagnetico), la meditazione, una corretta gestione dello stress e molte altre buone abitudini. Infine, da qualche anno contro virus e batteri possiamo ricorrere a integratori naturali dalle sorprendenti proprietà antiossidanti e capaci di stimolare il sistema immunitario.

Antigone

Antigone

Antigone è una donna fiera e combattiva, che di fronte a un dolore che la sovrasta e a una legge che reputa ingiusta sceglie di non sottostare all’editto del Legislatore. Per amore del fratello Polinice, è disposta a muoversi continuamente dal mondo dei vivi a quello dei morti, consapevole di dover pagare le terribili conseguenze che questa decisione comporterà.
La tragedia di Sofocle rivive in un testo teatrale attualissimo e appassionato, che si interroga sul libero arbitrio, l’eutanasia, l’incerto confine tra legge della natura e legge dell’uomo, la detenzione nelle carceri, il suicidio come atto consapevole.
Con una scrittura decisa e profondamente evocativa Valeria Parrella compie un’operazione tanto rispettosa quanto indispensabile: rileggere un mito che non ha mai smesso di dialogare con il presente.
L’ *Antigone* di Valeria Parrella ci restituisce la potenza di un dramma eterno mantenendo intatta la portata del messaggio originario. Un discorso poetico sulla vita, sul coraggio, su cosa significa essere partecipi del Diritto, oggi.
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«Affidare il corpo del fratello alla pace della terra se ha varcato la soglia della vita, strapparlo alla condizione di non vivo non morto se qualcosa lo inchioda nel passaggio. È con Antigone che Valeria Parrella rivive la sfida fra coscienza e legge».
**Rossana Rossanda** **

Ancora un giorno

“Non tenere conto della realtà: un principio destinato ad agire da sonnifero”
Nel 1975, dopo una lunga guerra di liberazione, l’Angola cessa di essere una colonia portoghese e conquista formalmente l’indipendenza. Ryszard Kapuściński, che nella sua carriera di reporter aveva già seguito ben ventisette rivoluzioni, era lì anche questa volta. Intrappolato nell’assedio di Luanda, l’autore ci racconta, talvolta con tono umoristico, quello che accade in tempo di guerra in una “città chiusa”, dalla quale tutti scappano come topi da una nave che affonda: prima i portoghesi con i loro beni e masserizie, poi i negozianti, la polizia, i tassisti, i barbieri, la nettezza urbana e, infine, anche i cani. Attento in primo luogo agli esseri umani, l’autore fa rivivere con tratti affettuosi e vivaci le poche, umili e belle persone con cui aveva stretto amicizia e con le quali aveva condiviso i momenti di sconforto, privazione e paura: doña Cartagina, Diogene, il comandante Farrusco, il proiezionista dell’unico cinema rimasto aperto in città. Infine, Carlotta, una donna giovane e bella cui Kapuściński, per la prima volta in un suo libro, dedica un ritratto così commosso e delicato da farne un personaggio indimenticabile. **

Anche le pulci prendono la tosse

Anche le pulci prendono la tosse

Raymond il poliziotto, Beatrice l’infermiera, Salvatore il piccolo imprenditore e Regina l’insegnante entrano nel tunnel del coronavirus con tutti gli altri, alla fine di febbraio a Adeago, in provincia di Bergamo. Ci entrano con le loro vecchie paure, frustrazioni, amori perduti e sconfitte, e con un carico di umana meschinità.
Quando comincia il contagio, il poliziotto ne approfitta per defilarsi dalle indagini su un furto di macchine da cucire, l’infermiera simula un incidente per sfuggire al Pronto Soccorso sovraccarico, l’imprenditore pensa di fare soldi fabbricando e smerciando mascherine di dubbia qualità e l’insegnante elude le lezioni online per liberarsi di studenti svogliati e genitori aggressivi. Il tutto mentre i loro colleghi danno prova di un ben diverso impegno.
Ma il virus non è solo un vento di morte, è anche un formidabile acceleratore di destini. E i loro deflagrano. Dalle feste per le vittorie dell’Atalanta si passa al deserto e poi al terribile corteo delle bare nei camion militari, e le storie dei quattro protagonisti si intrecciano e si coagulano intorno al vergognoso business delle mascherine finanziato da veri malviventi, alcuni con la pistola, ma i peggiori in giacca e cravatta.
Nel momento più buio, uomini e donne che pensavano di non avere più niente da chiedere o da perdere si troveranno di fronte l’occasione per riscattare una vita spenta. Una storia d’amore e di dolore, in cui si ride a crepapelle e si piange disperatamente, che parla del nostro tempo, delle nostre scelte, della possibilità di capovolgere il proprio futuro.
Un noir grottesco e travolgente come una Fargo lombarda. **