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Il re dei fantasmi

Jon Shannow è “l’Uomo di Gerusalemme”, il solitario, affascinante avventuriero che tante volte ha salvato il mondo da sconvolgimenti cosmici. Ma cosa c’era in principio? In altre parole, come è cominciata tutta la vicenda che ha reso il mondo di Shannow quello che è?
Come è potuto accadere che le Sipstrassi, le pietre del potere, sino diventare i cardini intorno a cui ruota il nostro universo?
Bisogna fare un passo indietro, all’era oscura che fece seguito all’abbandono della Britannia da parte delle legioni romane… tutta la regione è caduta in preda al caos, al
sangue, alla vendetta, alle lotte intestine fra i vari clan. Il Re di Britannia viene ucciso a tradimento da un pugno di cospiratori e la grande spada del potere scompare. Ben presto
l’ombra di poteri malvagi lambisce il trono vacante, nella persona della Regina Incantatrice e del Signore dei Nonmorti. Al loro comando migliaia di barbari provenienti dal continente, dalle regioni di là dal Reno, si stanno ammassando per impadronirsi della Britannia. Chi può fermarli?
Apparentemente solo un ragazzino e un vecchio guerriero tentano di sbarrare loro la strada, in una sfida assolutamente impari, ma il giovinetto è un principe del sangue e il vecchio guerriero è una leggenda vivente: Culain, l’invincibile Signore della Lancia. E a questo punto, tutti i giochi sono ancora aperti!

Il razzismo è una gaffe. Eccessi e virtù del «Politically correct»

Si aggira da tempo per gli Stati Uniti una strana e complessa cosa che va sotto il nome di «correttezza politica». Piccoli gruppi di intellettuali, per lo più professori e spesso abbastanza ignoranti, maltrattano la cultura storica e letteraria e il linguaggio quotidiano: la Sfinge aveva il naso negroide, e i bianchi glielo hanno abbattuto a cannonate per nascondere la gloriosa storia culturale dell'Africa nera; qualsiasi rapporto tra una femmina e un maschio è uno stupro; Shakespeare era un bianco dominatore che non trattò il problema degli indiani d'America e degli omosessuali. In Italia non c'è quasi nulla di simile, al contrario si diffonde quella che Barbara Spinelli ha chiamato «la nuova sfacciataggine». Eppure non è affatto necessario condividere gli eccessi teorici e pratici dei «politicamente corretti» per accettare un confronto sulle valenze offensive del linguaggio di tutti i giorni. Anche perché non si tratta soltanto di «non offendere», ma soprattutto di abituarsi a non percepire il mondo degli uomini (e delle donne) attraverso le categorie e i criteri di rilevanza messi assieme da millenni di guerre e sopraffazioni. La presa di coscienza dell'importanza del linguaggio è, in definitiva, un elemento non trascurabile della riflessione sulla tolleranza, e il linguaggio non offensivo è uno strumento di convivenza su cui è sciocco far sempre e soltanto del sarcasmo.

Ratti rossi

In un centro karaoke del Fujian, copertura di una casa di piacere, viene ritrovato il cadavere di un poliziotto: stava indagando sui traffici di Xing Xing, magnate a capo di un impero di contrabbando che coinvolge illustri personaggi governativi. Una lunga catena in cui rimane impigliato anche l’ispettore Chen, incaricato di fare luce su un delicato caso di corruzione. “Le storie dell’ispettore Chen Cao, ambientate a Shanghai, sono una guida perfetta a una società in pieno passaggio dal vecchio al nuovo, con le sue contraddizioni e i suoi contrasti, così difficili da capire per un occidentale” Manuela Parrino, VANITY FAIR
(source: Bol.com)

Il rapporto segreto

Unione Sovietica, 1956. Stalin è morto da tre anni quando il suo successore, Nikita Crushev, presenta alla nazione il famoso Rapporto Segreto che denuncia i crimini del dittatore. Subito si scatena la sete di vendetta contro chi aveva ciecamente eseguito gli ordini del partito e inizia la caccia alle streghe: gli eroi di un tempo, la stessa polizia, vengono marchiati come criminali e i criminali diventano vittime innocenti.
La vita di molti continua ad essere in pericolo, compresa quella di Leo Demidov, l’ex agente della Sicurezza di Stato indimenticabile protagonista di Bambino 44. Tre anni prima ha compiuto un’impresa eroica per fermare un assassino, e come ricompensa ha ottenuto l’incarico di fondare a Mosca un Dipartimento Omicidi. Leo si sta impegnando duramente perchè sia fatta giustizia, e, al contempo, cerca di costruirsi una nuova vita con la moglie Raisa. Ma il suo passato lo ossessiona: non solo le due bambine che lui e Raisa hanno adottato gli rinfacciano il ruolo avuto nell’assassinio dei genitori naturali, c’è anche qualcuno che non è disposto a dimenticare, che cova un odio implacabile verso di lui e minaccia la sua famiglia. Qualcuno, a lui molto vicino, pronto a trasformarsi in un vendicatore senza pietà…
La disperata missione personale di Leo per salvare la sua famiglia lo condurrà -in una drammatica escalation- dalle atrocità del più terribile gulag siberiano al turbolento sottobosco della malavita, per piombare poi in una Budapest messa a ferro e fuoco dalla sanguinosa rivolta ungherese. E in un inferno nel quale la redenzione è fragile come il vetro.

Il rapporto scomparso

Un malvivente trova sul sedile di una macchina un romanzo scritto dilettantisticamente da un poliziotto. È convinto che il libro sia un vero rapporto di polizia, con tanto di indizi e informazioni riservate. Si comporta quindi di conseguenza, dando vita a una complicata vicenda tutta basata su presupposti inventati, una commedia grottesca di straordinario fascino in cui tutti, a poco a poco, finiscono per cascare. Equivoco dopo equivoco, colpo di scena dopo colpo di scena, i contorni dei personaggi affiorano con il loro carico di potenza drammatica. Chi conosce a fondo Ed McBain sa che sotto lo specchio di una storia lineare c’è sempre qualcosa di più complesso e in questo caso il colpo da maestro è stoccato con leggerezza e polso sicuro. Ancora una volta viene confermata una tradizione decennale – quella dell’87° distretto – tra le più belle del romanzo poliziesco *procedural*.

Il rapitore

Il caso è sotto gli occhi dei media e delle autorità cittadine, in gergo si dice “un caso ad alta visibilità”. Sono stati rapiti in rapida successione tre ragazzi, tre rampolli di famiglie molto ricche di New York, che frequentavano scuole prestigiose e avevano una vita serena e normale. Finché qualcuno non l’ha interrotta brutalmente. I primi due infatti sono stati già restituiti alle famiglie dal misterioso e spietato rapitore. Morti. Nessuna richiesta di riscatto è mai stata inviata ai parenti: l’assassino ha scritto solo messaggi confusi, inneggianti a una fumosa giustizia sociale, ma nessuno riesce a capire il suo piano. Un caso molto difficile, che richiede tutta l’abilità del detective Michael Bennett, e che mette a dura prova il suo cuore di padre vedovo: le vittime, tutte giovanissime, gli ricordano la sua numerosa famiglia composta da dieci amatissimi figli adottivi. Ma quando da Washington interviene anche l’FBI, nella persona dell’affascinante agente Emily Parker, a complicarsi non sono solo le indagini, ma anche la vita sentimentale di Bennett…
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Rapine, assedi, battaglie. La guerra nel Medioevo

Pochi periodi storici hanno avuto un rapporto così quotidiano con la guerra come il Medioevo. Guerra di saccheggio, in cui distruggere e depredare il nemico era in cima ai pensieri di ogni soldato. Aldo Angelo Settia conduce il lettore sui campi di battaglia e ricostruisce la mentalità del soldato medioevale, la sua vita fatta di privazioni, di fame, di terrore della morte e delle mutilazioni. Un’indagine sugli aspetti più distintivi della guerra medievale che offre al lettore un contatto diretto con le fonti utilizzate, soprattutto quelle cronachistiche.
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Il rap spiegato ai bianchi

All’inizio degli anni Novanta, uno scrittore destinato a diventare autore di culto e un giovane avvocato di Boston, uniti da un insospettabile amore per il rap, si improvvisano critici musicali: da osservatori consapevolmente esterni (bianchi, benestanti, laureati) rispetto a un universo dichiaratamente settario, ne forniscono un’analisi originale, profonda e provocatoria, demolendo gli stereotipi della critica ufficiale e affrontando di petto gli aspetti più controversi dell’industria musicale, del potere politico, della questione razziale e il tema dei rapporti fra rap e cultura alta. Introduzione di Frankie hi.nrg.

Il ranch

Mary Stuart è oppressa dal senso di colpa per il suicidio del figlio; Tanya, star del rock, è in piena crisi con il marito proprio mentre la stampa scandalistica sta distruggendo la sua immagine; Zoe, medico specializzato nella cura dei malati di Aids, si è appena scoperta sieropositiva: le tre donne si incontrano, dopo vent’anni, in un ranch del Wyoming dove trascorrono due settimane dense di emozioni e di eventi destinati a cambiare per sempre le loro vite.
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Le ragioni del silenzio

Inghilterra, 1815/1822 – Un controverso caso giudiziario anima i circoli londinesi: Mary Winters, la giovane governante di Marcus Traywick, è accusata di tentato omicidio ai danni del padrone e, non essendoci testimoni, il verdetto della corte appare scontato. Il giorno del processo, però, il Duca di Vail si presenta in aula e dichiara che l’imputata è sua moglie e pertanto non perseguibile in quella sede. Il caso sembra risolto, ma Mary non può fare a meno di chiedersi come mai l’uomo che un tempo aveva amato con tutta se stessa si sia fatto vivo solo in quel momento.
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### Sinossi
Inghilterra, 1815/1822 – Un controverso caso giudiziario anima i circoli londinesi: Mary Winters, la giovane governante di Marcus Traywick, è accusata di tentato omicidio ai danni del padrone e, non essendoci testimoni, il verdetto della corte appare scontato. Il giorno del processo, però, il Duca di Vail si presenta in aula e dichiara che l’imputata è sua moglie e pertanto non perseguibile in quella sede. Il caso sembra risolto, ma Mary non può fare a meno di chiedersi come mai l’uomo che un tempo aveva amato con tutta se stessa si sia fatto vivo solo in quel momento.

Una ragione per uccidere

La detective della Omicidi Avery Black ha passato l’inferno. Un tempo un famoso avvocato difensore, è caduta in disgrazia dopo essere riuscita a far scagionare un brillante professore di Harvard, solo per vederlo uccidere di nuovo. Ha perso sua marito e sua figlia, e la sua vita è andata in pezzi attorno a lei.
Alla ricerca della redenzione, Avery ha cominciato un nuovo lavoro dall’altra parte della barricata. Lavorando con impegno ha fatto carriera ed è riuscita a diventare una detective della Omicidi, con grande disgusto dei suoi colleghi agenti, che ricordano ancora cosa ha fatto e per questo continuano a odiarla.
E tuttavia neanche loro possono negare la sua mente geniale, e quando uno sconvolgente serial killer terrorizza Boston, uccidendo ragazze di college elitari, è ad Avery che si rivolgono. È la sua occasione di dimostrare quanto vale, e di ottenere finalmente la redenzione che desidera. Ben presto però, scopre di ritrovarsi contro una mente brillante e audace quando la sua.
In un gioco psicologico del gatto e il topo, giovani donne muoiono lasciando misteriosi indizi, e la posta in gioco è sempre più alta. Una frenetica corsa contro il tempo guida Avery attraverso una serie di sconvolgenti e inaspettate rivelazioni, per culminare in un finale che neanche lei avrebbe potuto immaginare.
Un oscuro thriller psicologico di una suspense mozzafiato, UNA RAGIONE PER UCCIDERE segna il debutto di un’appassionante nuova serie, con un’amata nuova protagonista, che vi costringerà a girare una pagina dopo l’altra fino a notte inoltrata.

Una ragione per restare

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI UNA RAGIONE PER VIVERE Un libro che ti legge nel cuore Come si fa a capire se è amore vero? Il nostro segreto universo trilogy Tutti a scuola conoscono il segreto di Emma Thomas. Il suo silenzio l’ha portata a un passo dalla morte, ma adesso è tutto finito e nessuno potrà più farle del male. Ora Emma può riprendere in mano la sua vita, circondata dall’affetto della sua grande amica Sara e dall’amore di Evan, che le è stato sempre accanto. Di notte però gli incubi non smettono di tormentarla, e quando sua madre torna a cercarla, Emma scopre che il passato non si può cancellare e che certe ferite sono indelebili. Solo una persona riesce a darle la tranquillità di cui ha bisogno: un ragazzo solitario e misterioso che sembra capirla meglio di tutti, più di quanto possa fare il suo amato Evan… Ai primi posti della classifica italiana Un racconto magico e travolgente sull’amore e il suo potere di cambiarci la vita ‘Meraviglioso. Un libro che ti prende e non ti lascia un attimo!’ ‘UAU! Ho iniziato a leggerlo nel pomeriggio e non ho smesso fino alle tre del mattino! Che dire? Sono senza respiro!’ ‘Questo libro mi ha stregato. Bello da togliere il fiato… Mi ha fatto ridere, piangere e sperare… Voglio il seguito!!’Rebecca DonovanHa studiato all’Università del Missouri e vive con suo figlio in una cittadina del Massachusetts. Una ragione per vivere è il terzo libro della straordinaria trilogia Il nostro segreto universo, bestseller negli Stati Uniti. Clamoroso successo del self-publishing, è stata poi pubblicata in 25 Paesi.

(source: Bol.com)

La ragione aveva torto?

Pubblicato per la prima volta nel 1985, *La Ragione aveva Torto?* è, a suo modo, un libro profetico. Sottoponendo a una critica radicale la società uscita dalla Rivoluzione industriale e sostenendo, con un raffronto serrato col passato, che l’uomo occidentale si è creato un mondo ancor più invivibile di quello da cui, con l’ottuso e pericoloso ottimismo di Candide, aveva voluto sfuggire, l’autore avanza dubbi che, un tempo negati e rimossi, sono oggi penetrati profondamente nella pelle della gente. Opera fondante nel pensiero di Fini, La Ragione aveva Torto? è alla radice di tutti i suoi saggi successivi fino agli ultimi, fortunati pamphlet, *Il vizio oscuro dell’Occidente. Manifesto dell’Antimodernità*, *Sudditi. Manifesto contro la Democrazia*, *Il Ribelle. Dalla A alla Z*.

Raggi di luna

Sposi per un anno. Questo è il patto che Nick e Susy Lansing hanno stipulato: rimanere uniti nella buona sorte fino a quando il denaro dei regali di nozze e l’ospitalità degli amici permetterà loro di continuare la luna di miele. Poi, se una migliore occasione si presenterà a uno di loro, l’altro acconsentirà a lasciarlo libero. Lo scenario dei primi mesi di questa anomala unione è idilliaco: una romantica villa sulle sponde del lago di Como, un palazzo patrizio a Venezia, passeggiate nelle calli ombrose, chiari di luna, amici spensierati sempre pronti ad assecondare i due novelli sposi. Eppure, fin dall’inizio, la macchina perfetta del matrimonio concordato si inceppa, incalzata da un elemento imprevisto: l’amore. Capriccioso, incoerente, poco incline a compromessi e a sfumature, l’amore si insinua nella mente ordinata e onesta di Nick, che ha idealizzato la moglie al punto da non poterle perdonare nessuno sbaglio, nessuna leggerezza; e in quella di Susy, incapace di rinunciare ai suoi sogni di grandezza se non per il marito, ma così spaventata da questa scoperta da non riuscire a dirglielo, anche quando sarebbe l’unico modo per trattenerlo. E allora, di nuovo soli, «liberi», come amavano dire prima di sposarsi, Nick e Susy cercano ognuno la propria occasione lontano dall’altro, lui sul panfilo di ricchi amici, lei nientemeno che con un lord. Ma l’amore che paradossalmente li ha separati, si è talmente insinuato nel loro cuore da ricongiungerli. Anche in Raggi di luna, come negli altri romanzi di Edith Wharton, sono presenti tutti gli elementi cari alla scrittrice, dalla critica impietosa alla società – alla buona società – del suo tempo, alle storie d’amore ostacolate dalle convenzioni di un mondo ipocrita, che per una volta, almeno, non avrà la meglio sui sentimenti dei protagonisti.
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### Sinossi
Sposi per un anno. Questo è il patto che Nick e Susy Lansing hanno stipulato: rimanere uniti nella buona sorte fino a quando il denaro dei regali di nozze e l’ospitalità degli amici permetterà loro di continuare la luna di miele. Poi, se una migliore occasione si presenterà a uno di loro, l’altro acconsentirà a lasciarlo libero. Lo scenario dei primi mesi di questa anomala unione è idilliaco: una romantica villa sulle sponde del lago di Como, un palazzo patrizio a Venezia, passeggiate nelle calli ombrose, chiari di luna, amici spensierati sempre pronti ad assecondare i due novelli sposi. Eppure, fin dall’inizio, la macchina perfetta del matrimonio concordato si inceppa, incalzata da un elemento imprevisto: l’amore. Capriccioso, incoerente, poco incline a compromessi e a sfumature, l’amore si insinua nella mente ordinata e onesta di Nick, che ha idealizzato la moglie al punto da non poterle perdonare nessuno sbaglio, nessuna leggerezza; e in quella di Susy, incapace di rinunciare ai suoi sogni di grandezza se non per il marito, ma così spaventata da questa scoperta da non riuscire a dirglielo, anche quando sarebbe l’unico modo per trattenerlo. E allora, di nuovo soli, «liberi», come amavano dire prima di sposarsi, Nick e Susy cercano ognuno la propria occasione lontano dall’altro, lui sul panfilo di ricchi amici, lei nientemeno che con un lord. Ma l’amore che paradossalmente li ha separati, si è talmente insinuato nel loro cuore da ricongiungerli. Anche in Raggi di luna, come negli altri romanzi di Edith Wharton, sono presenti tutti gli elementi cari alla scrittrice, dalla critica impietosa alla società – alla buona società – del suo tempo, alle storie d’amore ostacolate dalle convenzioni di un mondo ipocrita, che per una volta, almeno, non avrà la meglio sui sentimenti dei protagonisti.

Il ragazzo soldato

Colombia, 1997. Fergus Watts ha imparato nello Special Air Service a difendersi da un attacco improvviso, ma quando un proiettile gli entra nella coscia e vede il sangue sgorgare dalla ferita, invano tenta di strisciare verso un riparo: catturato, viene lasciato marcire in un carcere. Inghilterra, 2005. Danny Watts è orfano e ha un sogno: diventare un soldato. Ce l’ha quasi fatta, ma subentra un ostacolo: suo nonno Fergus, latitante, ha tradito il SAS e il suo Paese per soldi. Soldi legati al narcotraffico. Così almeno dicono a Danny, che per questo vede svanire il suo sogno. A meno che non trovi Fergus. Danny, che non l’ha mai conosciuto ma di cui ha una vecchia fotografia, si mette sulle sue tracce e scopre che il nonno vive in Inghilterra sotto falso nome. Ma dove? Può un ragazzo, sia pure arrabbiato e desideroso di vendetta, trovare un uomo addestrato a evitare la cattura, esperto in esplosivi e in missioni segrete? Forse qualcuno vuole che lui trovi suo nonno. Qualcuno che considera Fergus un problema da risolvere una volta per tutte, a ogni costo.

Un ragazzo normale

Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de ‘Il Mattino’ che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.
(source: Bol.com)