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Per nessun motivo

A volte basta poco a stravolgere gli equilibri di una vita. Per esempio un vecchio foglio ingiallito che cade per caso da un cassetto pieno di cianfrusaglie, riportando a galla una verità sepolta da venticinque anni. Una lettera nascosta per paura da una moglie gelosa, e capace in un sol colpo di strappare Antonio dalla quiete della sua casa di campagna e di trascinarlo su un treno per Parigi alla ricerca di un passato che credeva diverso. C’è un pezzo di vita, da qualche parte nella *plus belle ville du monde*, che qualcuno gli ha rubato e che nonostante tutto potrebbe essere l’inizio di un’esistenza nuova, di un futuro inimmaginabile. Antonio è convinto di poterselo riprendere, scontando una colpa che non sapeva di avere e definendo per sé una nuova identità di uomo. Ma non sarà facile come credeva e si troverà ad affrontare sentimenti pericolosi, pensieri inconfessabili. Perché gli occhi verdi di una bella donna diventeranno la promessa di un sogno proibito, la scintilla di un legame ambiguo di cui fino all’ultimo fingerà di non accorgersi. E chi gioca con il fuoco, si sa, prima o poi si scotta.
Sostenuto da una scrittura di straordinaria limpidezza, il nuovo romanzo di Marco Vichi è la storia di un amore impossibile ma non per questo meno desiderato, un gioco di seduzione che sembra voler beffare i protagonisti tingendosi di mistero.

Per me esisti solo tu

Dall’autrice del bestseller Scommessa indecente The Billionaire Boys Club Series Hunter e Gretchen stanno finalmente coronando il loro amore, ma il loro matrimonio potrebbe non essere il giorno da favola che hanno tanto sognato… Qualcuno vuole rovinare il futuro di Gretchen il giorno prima del gran giorno. Può fidarsi di Hunter, l’uomo a cui ha dato il suo cuore? E può davvero contare su sua sorella Daphne (la persona meno affidabile del mondo!) perché la aiuti a salvare il salvabile? O questo matrimonio è destinato ad andare in frantumi prima ancora che Gretchen e Hunter riescano ad arrivare all’altare? Jessica ClareÈ lo pseudonimo con cui l’autrice firma i suoi libri erotici. Scrive storie paranormali con il nome di Jessica Sims e come Jill Myles è autrice di romanzi di vario tipo, dagli urban fantasy alle storie di zombie. Vive in Texas. Della serie dedicata ai membri del Billionaire Boys Club la Newton Compton ha pubblicato Scommessa indecente, Troppo bello per dire di no, È l’uomo per me, Ho scelto di amarti e in ebook Sempre più vicino, L’amore è un gioco e L’amore non esiste.

Per mano mia

Natale 1931. Mentre la città si prepara alla prima di Natale in casa Cupiello, dietro l’immagine di ordine e felicità imposta dal regime fascista infieriscono povertà e disperazione. In un ricco appartamento vicino la spiaggia di Mergellina sono rinvenuti i cadaveri di un funzionario della Milizia, Emanuele Garofalo, e di sua moglie Costanza.
La donna è stata sgozzata con un solo colpo di lama, quasi sull’ingresso, mentre l’uomo è stato trafitto nel letto con oltre 60 coltellate.
Colpi inferti con forza diversa: gli assassini potrebbero essere piú d’uno. La figlia piccola si è salvata perché era a scuola. La statuina di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, giace infranta a terra. Sulla scena del delitto, Ricciardi, che ha l’amaro dono di vedere e sentire i morti ammazzati, ascolta le oscure ultime frasi della coppia, che non gli dicono granché. Il commissario dovrà girare a lungo, e sempre piú in corsa contro il tempo, per le strade di Napoli per arrivare alla verità.
In compagnia del fidato, ma non privo di ombre, brigadiere Raffaele Maione, che in questo romanzo conquista un deciso ruolo di comprimario. E insidiato nella sua solitudine da una altrettanto inaspettata rivalità tra due giovani donne che piú diverse non si potrebbe. Tra le casupole dei pescatori immiseriti e gli ambienti all’avanguardia della Milizia fascista, una città sempre piú doppia e in conflitto avvolge Ricciardi e Maione in spire sempre piú strette.
Fino allo scioglimento, in una magnifica lunga sequenza ricolma di voci, sapori, odori.
E sangue.

(source: Bol.com)

Per la pace perpetua

A oltre duecento anni dalla sua prima pubblicazione, riproponiamo al lettore il saggio di Immanuel Kant “Per la pace perpetua”, contributo classico e giustamente celebre alla tradizione del pacifismo giuridico. “Il suo progetto di pacifismo giuridico,” scrive Salvatore Veca nell’ampia prefazione a questa edizione, “non è solo ancorato a una filosofia della storia, ma è anche reso coerente dallo sfondo più ampio della teoria etica.” Quanto possiamo ancora trovare nelle pagine di Kant sono “le impronte e le tracce vive di un progetto filosofico audace e illuminante, tanto quanto caratterizzato dalla consapevolezza della problematicità dei suoi esiti ai fini del nostro continuo approssimarci alla ‘pace perpetua’”. Con un saggio di Alberto Burgio.
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Per interposta persona

Il professor David Lawrence, ormai in pensione, rievoca un periodo della sua vita in cui, giovanissimo docente nella Londra di fine anni Sessanta, diventa il confidente di un suo timido allievo, Philip, che ama una compagna di studi, Lynn, invaghita invece proprio del fascinoso insegnante. Per aiutare il ragazzo a raggiungere il suo scopo, David avvia un’opera di seduzione “per interposta persona”. Pur deciso a non lasciarsi coinvolgere nel rischioso gioco a tre, deve però fare i conti con la determinazione di Lynn, solo apparentemente fragile. Intorno ai protagonisti di questo che è anche un romanzo di formazione, ruota una serie di indimenticabili personaggi reali e immaginari: il maestro di David, un raffinato giurista-musicologo; una famosa violinista con cui David ha avuto la storia più importante della sua vita; le altre donne che si alternano nel suo letto di giovane scapolo; il violoncellista Casals nell’ultimo concerto della sua carriera; un professore praghese che sembra uscito da un racconto di Meyrink. Infine, il pittore Francis Bacon: un suo Trittico, infatti, sarà la chiave di volta della vicenda. Come in tutti i suoi romanzi, Rocco Familiari alterna lirismo, pathos e sottile humour, con un ritmo incalzante e seducente.

Per entrare nel tuo cuore

Philippa Atwater è rimasta sola al mondo dopo che il padre Rupert, al servizio del governo inglese, è stato catturato dai francesi. Travestita da uomo, la fanciulla s’introduce in casa dell’affascinante James Cunnington per cercare notizie del padre. Scopre così che gli inglesi lo considerano un traditore: spetterà a lei scagionarlo… e, al contempo, insegnare a James a fidarsi nuovamente del prossimo e dell’amore.

Peonia rossa

Peonia rossa è la storia di una creatura nata per l’amore, desiderosa di vivere la sua vita in una società ipocrita e raffinata: la Cina fine secolo di cui Lin Yutang ci descrive i piaceri, le stranezze e gli scandali. Troppo giovane e bella per fare la parte della casta vedova, sposa infedele ma leale a un antico amore. Peonia si ribella alle convenzioni che vorrebbero sacrificarla anzitempo. La forza degli istinti e la squisitezza dell’educazione fanno di lei una donna non comune, destinata a una vita non comune. L’incontro sul fiume Yangtze col cugino Mengchia, colto e spirituale, interrompe la solitudine dei cento giorni di lutto. La passione impossibile che li unisce e poi la vita in comune a Pechino sembrano calmare l’impetuosa Peonia, che nella capitale trova un mondo affascinante e violento, in cui coesistono fianco a fianco banditi e poeti, i nomi più brillanti della politica e degli studi, la gente anonima delle strade. Ma il destino di Peonia è di legarsi a tutto e non farsi limitare da niente, e altre esperienze l’attendono, in un susseguirsi di abbandoni e di rinuncie.La vita amorosa di una donna eccezionale è descritta in questo libro con immaginazione e poesia. Con la stessa percezione che fa di lui un sottile interprete degli impulsi dell’animo femminile, Lin Yutang evoca l’animato quadro di una Cina ormai scomparsa. Suggestiva e appassionante, Peonia rossa è l’opera della sua maturità di narratore.

Penultime notizie circa Ieshu-Gesù

Erri De Luca presenta un Gesù uomo, inserito nella storia reale della terra di Palestina, parla di Giuseppe e di Maria, delle loro paure, i dubbi, le attese, in un continuo dialogo tra Antico e Nuovo Testamento. Egli narra di un contesto sconosciuto, intuisce, immagina, deduce, guarda alla storia di Cristo con un occhio al presente. Ma tutte le informazioni su di lui sono “penultime”. Manca quella annunciata e ancora differita: la fine del frattempo, tra la sua prima vita, provvisoria, e la seconda, la definitiva. Il tempo della cristianità dopo di lui è prolunga di supplementari, in attesa di compiersi del tutto.

La pentola dell’oro

James Joyce sosteneva di formare con James Stephens una coppia di gemelli celesti «nati alla stessa ora dello stesso giorno dello stesso anno nella stessa città». E Stephens aggiungeva: «Ma in due letti diversi, e questo fu il solo neo nei nostri rapporti». Tanto forte doveva essere questa convinzione in Joyce che, in una lettera scritta mentre disperava di poter mai finire “Finnegans Wake”, egli indicava in James Stephens l’unico scrittore che eventualmente avrebbe potuto portare a termine il suo lavoro. E ciò non solo perché questi disponeva in maniera prestigiosa di tutta la tastiera mitica e fantastica dell’Irlanda, ma perché Stephens era anche lui dotato di una formidabile abilità stilistica, di un orecchio rigoroso per il ritmo. Solo che la forma dei suoi scritti è quanto di più diverso dall’ultimo Joyce; una semplicità apparente, una sviante elementarità del linguaggio e dei temi si ritrovano in tutte le sue opere – poesie, racconti e memorabili conversazioni alla radio – e così anche nel suo capolavoro “La pentola dell’oro” (1912). Questo libro, che fin dal suo apparire si guadagnò dei fanatici ammiratori, è pressoché indefinibile, ma di questa sua natura elusiva e polivalente il lettore si rende pienamente conto alla fine, dopo essere passato attraverso una complicata storia che è insieme un conte philosophique, un romanzo fiabesco dove compaiono dèi di varia origine – come Pan e Angus Óg – un libro per bambini, un libro pieno di humour per gli adulti, un’allegoria del difficile matrimonio fra intelletto e istinto. Certo è che da questo strano impasto di elementi è nato un libro che il tempo ha reso sempre più attuale. Walter de la Mare è riuscito felicemente a condensare in poche parole il suo fascino: «Come almeno metà dei libri migliori è più che un po’ pazzo, e colmo fino all’orlo di vita e di bellezza. È un inno al nonsense, e il vero nonsense è solo saggezza rovesciata, che perciò è al di là della comprensione solo per un intelletto non saggio».

Il Pentagate: altri documenti sull’11 settembre

Nel libro Thierry Meyssan insieme ad altri giornalisti ed esperti rifiuta la tesi ufficiale secondo la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono l’11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo avrebbe colpito l’edificio. Pentagate è un’opera tecnica e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi all’opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze della versione ufficiale dell’esercito americano ma l’impossibilità tecnica di uno schianto dell’aereo sull’edificio.

Pensione Maria

Certe volte dev’essere proprio il destino che si accanisce. Il Celestino e la Piera sono sposati da trent’anni, hanno lavorato tutta la vita come muli e adesso, che dovrebbero godersi il meritato riposo nella loro cascinetta di Alzano Lombardone, la legge della ministra piangente con la complicità di una banca sanguisuga li ha ridotti sul lastrico. Meno male che Pio ed Emilia, i due amatissimi figli, sono sistemati o almeno così credono mamma e papà. Dopo un’esistenza da formichine, dunque, la coppia – pensionato mancato uno, pensionata forzata l’altra – deve reinventarsi un modo per sbarcare il lunario. Sono due brave persone, il Cele e la Piera, è fuor di dubbio, ma quando un giorno lei accetta un lavoro di pulizie nel carcere di Opera, tutto cambia. Comincia così l’epopea dei coniugi Aiello, delinquenti per caso, che applicano la serietà di un’intera vita lavorativa alla coltivazione e allo smercio della marijuana. Affidabili e puntuali, i due vecchietti si costruiscono una vasta clientela nella florida piazza di spaccio milanese in barba alla malavita vera, offrendo un prodotto unico, a chilometro zero e con l’inconfondibile sapore delle cose fatte in casa. E finalmente i soldi arrivano, anzi scorrono a fiumi. Ma forse l’avventura criminale degli Aiello, come tutte le cose, è destinata a non durare in eterno

Il pensiero che guarisce

Il pensiero che guarisce è la tesi di laurea del celebre professor Giuseppe Calligaris, medico chirurgo specializzato in neurologia e psichiatria. Nato nel 1876, Calligaris fu docente e ricercatore universitario. Le sue scoperte lo collocano a buon titolo tra i più geniali medici dell’anima. Egli, infatti, individuò linee e placche sulla pelle dell’uomo, che mettono in relazione il corpo e lo spirito, la fisiologia e la psicologia. Nella sua rivoluzionaria tesi di laurea, Calligaris mostra come il pensiero agisca sul corpo, anticipando di svariati decenni le più recenti scoperte di neurofisiologia, biochimica e persino di fisica quantistica. Con la prefazione di Samantha Fumagalli

Pensieri proibiti (eLit)

Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco.
Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato.
Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?
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### Sinossi
Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco.
Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato.
Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?

Pensare l’Islam. Un libro spregiudicato sulla religione, il terrorismo e le responsabilità dell’Occidente (2016)

Dopo i fatti di Charlie Hebdo, una nuova e più sanguinosa strage jihadista fa vacillare i valori fondamentali della Repubblica francese rischiando di innescare una deriva autoritaria in tutta l’Europa; questo mentre la coalizione contro l’ISIS si allarga pericolosamente facendo emergere complicità per troppo tempo ignorate e acuendo le tensioni tra gli Stati coinvolti nella crisi siriana. Nel Corano si predica la pace o al contrario si inneggia alla guerra? Ha senso ritenere che l’Islam, in quanto tale, sia incompatibile con la cosiddetta civiltà occidentale? Ciò a cui stiamo assistendo non è forse il prodotto di un conflitto planetario scatenato più di un decennio fa in nome del profitto, un conflitto che ha armato la mano di coloro che oggi minacciano la nostra incolumità e che quasi ogni giorno seminano terrore e morte in tutto il mondo arabo? Michel Onfray, partigiano del libero pensiero che non ammette compromessi, cerca di rispondere a queste domande cruciali affidandosi alle armi della critica e all’analisi delle fonti, in un libro «vietato» in Francia, dove il dibattito pubblico si sta progressivamente omologando alla narrazione imposta dalle autorità e alle semplificazioni dei media. Per questo, il libro che qui presentiamo costituisce la prima edizione mondiale. Mantenere la lucidità, avere il coraggio di analizzare i fatti per quello che sono, senza infingimenti e ipocrisie, permette di tracciare una via di uscita da una catastrofe annunciata che nessuno sembra avere intenzione di scongiurare. Pensare l’Islam vuole contribuire al risveglio della razionalità in un mondo sempre più assediato dai demoni della follia, prima che sia troppo tardi.

Pensare altrimenti

Da sempre, sia pure in forme diverse, gli uomini si ribellano. Difficilmente le rivolte si lasciano ricondurre a un paradigma unitario, ma presentano come orizzonte comune la rivendicata antitesi rispetto a un ordine costituito o a un «comune sentire» che si pretende giusto. La cellula genetica del dissenso corrisponde a un sentire altrimenti che è, già virtualmente, un sentire contro: e che, per ciò stesso, può trapassare nelle figure concrete in cui il dissentire si cristallizza facendosi operativo. Il pensiero ribelle deve costituire oggi il gesto primario contro l’uniformazione globale delle coscienze che si sta registrando nell’orizzonte del nuovo pensiero unico e del falso pluralismo della civiltà occidentale. Diego Fusaro si propone qui di analizzare le figure del pensare altrimenti, le declinazioni storiche del dissenso e la sua fenomenologia.
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Pene d’amor perdute

Non sempre parlar bene è sintomo di viver bene. Questa la tesi fondamentale di “Pene d’amor perdute” che rappresenta con grande acutezza il potere e l’ambiguità del linguaggio, strumento truffaldino quanto inconsapevole di inganno e autoinganno, la cui fascinazione retorica e persuasiva eccede, e talvolta stravolge, il primario scopo comunicativo. L’indagine, con somma maestria, è condotta per mezzo di quello stesso linguaggio messo sotto accusa: la più letteraria delle commedie di Shakespeare è anche, infatti, una briosa festa della parola, imperniata su un susseguirsi inesorabile di bisticci, doppi sensi e allusioni incrociate, che si risolvono nella celebrazione divertita dell’arte della conversazione arguta e galante.