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Il conservatore

Mehring è un afrikaner di mezza età che ha acquistato una fattoria nei pressi di Johannesburg per trascorrervi il tempo libero dagli affari. Qui si verificano episodi di violenza, omicidi e aggressioni, disastri quali incendi o inondazioni, qui si tocca con mano la miseria dei poveri, ma per lui la sola cosa che conti è continuare indisturbato la vita del gentiluomo di campagna…Un ricco uomo d’affari bianco e una fattoria nel Sudafrica dell’apartheid. Il ritratto di un conservatore e di una società che vuole conservarsi.
(source: Bol.com)

La conquista

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Disarm Series Sexy, romantico, unico Un successo internazionale Una trilogia bollente, piccante… rovente! Elsie Sherman ha ventisei anni e da sempre è innamorata del migliore amico di suo fratello, Henry. Erano vicini di casa e sono praticamente cresciuti insieme, ma Henry l’ha sempre trattata come una sorellina minore, proteggendola e prendendosi cura di lei… Elsie ne ha sofferto molto, ma ormai è passato tanto tempo: la loro vita è cambiata – lui è diventato un capitano dell’Aeronautica e lei una web designer – ed Elsie si è rassegnata al fatto che non potrà mai avere con Henry nient’altro che una grande, bellissima amicizia. Finché una sera, pochi giorni prima della partenza di lui per una missione in Afghanistan, Elsie scopre che anche Henry è sempre stato attratto da lei. E a quel punto la passione, per tanto tempo repressa, esplode fragorosamente e divampa fino a oltrepassare ogni limite… Impossibile resistere al fuoco della passione ‘Bollente, eccitante.’ MsRomantic Reads ‘Fidatevi, non potrete farne più a meno.’ Three Chicks and Their Books ‘Un romanzo sexy, travolgente.’ The Book Whisperer June GrayÈ autrice di diverse serie di romanzi erotici. La Newton Compton ha già pubblicato La conquista e L’abbandono, primi volumi della trilogia The Disarm. Ama spezzare il cuore delle sue lettrici e poi incollarne i pezzi.

(source: Bol.com)

La conquista dell’America. Il problema dell’altro

Nel secolo che segue il primo viaggio di Cristoforo Colombo, le regioni dei Caraibi e del Messico sono lo scenario di avvenimenti fra i più sconvolgenti della storia degli uomini.
Tzvetan Todorov ripercorre quelle vicende, leggendole – attraverso le più famose cronache e relazioni di Cortés, Las Casas, Durán, Sahagún – non tanto quanto incontro-scontro fra due civiltà, quanto come scoperta e impatto con l’«altro».

La congiura dei Pazzi. Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici

Nel 1478 Firenze, capitale dell’umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico, ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, durante la messa avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo pur ferito riesce a salvarsi, suo fratello Giuliano muore sotto i colpi dei congiurati.
La vendetta scatta fulminea e inesorabile. I cospiratori vengono impiccati ed esposti alle finestre del Palazzo della Signoria. Ha inizio la totale rovina dei Pazzi. Quanti di loro non vengono giustiziati devono cambiare nome e restare in esilio per restare in esilio per sempre, gli emblemi di famiglia vengono distrutti, i beni confiscati.
Lauro Martines, autorevole studioso del Rinascimento, racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.

Confessioni di un marxista irregolare nel mezzo di una ripugnante crisi economica europea (AD Vol. 26)

Nel 2008, il capitalismo ha subito la sua seconda grande contrazione a livello mondiale, causando una reazione a catena che ha sprofondato l’Europa in una spirale recessiva che sta tuttora minacciando gli europei con un vortice di depressione permanente, cinismo, disintegrazione e misantropia. L’attuale crisi europea non è solamente una minaccia per i lavoratori, per gli spossessati, per i banchieri, per gruppi particolari, classi sociali o persino nazioni. No, l’attuale atteggiamento dell’Europa pone una seria minaccia alla civiltà così come noi oggi la conosciamo. Se la mia prognosi è corretta, e la crisi europea non è solamente un’altra caduta ciclica che verrà presto superata nel momento in cui i tassi di profitto aumenteranno in seguito all’inevitabile caduta dei salari, la questione all’ordine del giorno per i pensatori radicali è questa: dovremmo accogliere questo stallo totale del capitalismo europeo come un’opportunità per rimpiazzarlo con un sistema migliore? O dovremmo esserne talmente preoccupati da intraprendere una campagna per stabilizzare il capitalismo europeo? La crisi europea è, per come la vedo, gravida non di potenziali alternative progressiste, ma di forze radicalmente regressive che avrebbero la capacità di causare un bagno di sangue umanitario estinguendo la speranza di qualsiasi azione progressista per generazioni a venire.
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### Sinossi
Nel 2008, il capitalismo ha subito la sua seconda grande contrazione a livello mondiale, causando una reazione a catena che ha sprofondato l’Europa in una spirale recessiva che sta tuttora minacciando gli europei con un vortice di depressione permanente, cinismo, disintegrazione e misantropia. L’attuale crisi europea non è solamente una minaccia per i lavoratori, per gli spossessati, per i banchieri, per gruppi particolari, classi sociali o persino nazioni. No, l’attuale atteggiamento dell’Europa pone una seria minaccia alla civiltà così come noi oggi la conosciamo. Se la mia prognosi è corretta, e la crisi europea non è solamente un’altra caduta ciclica che verrà presto superata nel momento in cui i tassi di profitto aumenteranno in seguito all’inevitabile caduta dei salari, la questione all’ordine del giorno per i pensatori radicali è questa: dovremmo accogliere questo stallo totale del capitalismo europeo come un’opportunità per rimpiazzarlo con un sistema migliore? O dovremmo esserne talmente preoccupati da intraprendere una campagna per stabilizzare il capitalismo europeo? La crisi europea è, per come la vedo, gravida non di potenziali alternative progressiste, ma di forze radicalmente regressive che avrebbero la capacità di causare un bagno di sangue umanitario estinguendo la speranza di qualsiasi azione progressista per generazioni a venire.

Confessioni di un ciclista mascherato

L’autore di questo libro è un corridore di alto livello, che ha preso parte con successo a tutti i grandi Giri – Francia, Italia, Spagna -, alle Olimpiadi e a tutte le classiche più importanti. Ha raccontato la sua storia ad Antoine Vayer, ex allenatore professionista, ora giornalista di spicco, già collaboratore di *Le Monde* e* Libération*, considerato uno dei più grandi conoscitori di questo mondo. Il motivo per cui il ciclista deve restare anonimo è facile: è ancora in attività e non vuole restare disoccupato. Perché quel che racconta non fa piacere a nessuno.
Un girone infernale, così viene descritto il sistema del ciclismo professionistico. Il carrozzone festante delle gare, i tifosi lungo le strade e tutta l’epica che accompagna le tappe sono solo uno scenario, dietro cui si svolgono i veri giochi. Molto di quello che va in scena è concordato, sia all’interno delle squadre che tra corridori di squadre avversarie. I ruoli, dal leader al gregario alla nuova promessa, e a volte i risultati, sono spesso assegnati preliminarmente e ben poco è lasciato al caso. I ciclisti, vittime e complici di questo sistema, sanno che la carriera ad alti livelli dura poco, un anno vale due per loro, e che non ci vuol molto a venire estromessi dal gioco e perdere valore. Per questo la concorrenza è spietata e ogni atleta è disposto a qualunque sacrificio per restare al top. Vita famigliare, divertimento, vacanze, amicizie, la vita del ciclista è una rinuncia continua. Compresa la salute, perché il doping è dato per scontato da tutti, ciclisti, manager, sponsor. Sono gli stessi che, quando qualcuno viene beccato, gridano allo scandalo.
Non lascia nulla all’immaginazione, l’autore. Con aneddoti personali e una scrittura diretta che chiama le cose con il loro nome, prende forma un mondo oscuro fatto di scommesse, compravendite – si impara anche a leggere certi gesti che si vedono tra i ciclisti nelle grandi gare – enormi e non sempre puliti giri di soldi, egoismi, ipocrisie, invidie. E molta paura.
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### Sinossi
L’autore di questo libro è un corridore di alto livello, che ha preso parte con successo a tutti i grandi Giri – Francia, Italia, Spagna -, alle Olimpiadi e a tutte le classiche più importanti. Ha raccontato la sua storia ad Antoine Vayer, ex allenatore professionista, ora giornalista di spicco, già collaboratore di *Le Monde* e* Libération*, considerato uno dei più grandi conoscitori di questo mondo. Il motivo per cui il ciclista deve restare anonimo è facile: è ancora in attività e non vuole restare disoccupato. Perché quel che racconta non fa piacere a nessuno.
Un girone infernale, così viene descritto il sistema del ciclismo professionistico. Il carrozzone festante delle gare, i tifosi lungo le strade e tutta l’epica che accompagna le tappe sono solo uno scenario, dietro cui si svolgono i veri giochi. Molto di quello che va in scena è concordato, sia all’interno delle squadre che tra corridori di squadre avversarie. I ruoli, dal leader al gregario alla nuova promessa, e a volte i risultati, sono spesso assegnati preliminarmente e ben poco è lasciato al caso. I ciclisti, vittime e complici di questo sistema, sanno che la carriera ad alti livelli dura poco, un anno vale due per loro, e che non ci vuol molto a venire estromessi dal gioco e perdere valore. Per questo la concorrenza è spietata e ogni atleta è disposto a qualunque sacrificio per restare al top. Vita famigliare, divertimento, vacanze, amicizie, la vita del ciclista è una rinuncia continua. Compresa la salute, perché il doping è dato per scontato da tutti, ciclisti, manager, sponsor. Sono gli stessi che, quando qualcuno viene beccato, gridano allo scandalo.
Non lascia nulla all’immaginazione, l’autore. Con aneddoti personali e una scrittura diretta che chiama le cose con il loro nome, prende forma un mondo oscuro fatto di scommesse, compravendite – si impara anche a leggere certi gesti che si vedono tra i ciclisti nelle grandi gare – enormi e non sempre puliti giri di soldi, egoismi, ipocrisie, invidie. E molta paura.

Confessioni di un artista di merda

Con una galleria di personaggi magnificamente dipinti, Dick ci porta nella California della fine degli anni Cinquanta, dove si muovono quattro grandi protagonisti: Fay Hume, una donna bella, aggressiva e materialista; il marito Charles, un self-made man che possiede una casa di lusso e una proprietà di dieci acri, totalmente incapace di rapportarsi con la moglie; Nathan Anteil, un giovane e smarrito intellettuale; infine il fratello di Fay, Jack Isidore, l’artista del titolo, il personaggio più affascinante del romanzo. Jack è un collezionista di vecchie riviste di fantascienza, crede negli ufo, in Atlantide, nella Terra Cava, nelle percezioni extrasensoriali e nell’imminente fine del mondo. Isidore è davvero, come in seguito lo descrisse Dick, “uno degli stupidi amati da Dio’, “eroe’ di un toccante romanzo in bianco e nero che anticipa una sensibilità che oggi ritroviamo in film come L’uomo che non c’era dei fratelli Coen, in cui un’epoca, il delicato tramonto degli anni Cinquanta, viene riscoperta attraverso lo smarrimento sbigottito dell’individuo di fronte alla Storia e alla vita.

(source: Bol.com)

Le confessioni di Max Tivoli

Max Tivoli nasce nel 1871 a settant’anni, quindi sa che morirà nel 1941 – e ha sempre sotto gli occhi la fatidica scadenza, incisa su una catenella d’oro. Siamo di fronte a un personaggio quanto meno insolito, e indimenticabile – una volta tanto questi attributi vanno presi alla lettera –, come è indimenticabile la sua voce, che rapisce fin dalle prime parole di queste ”Confessioni”. Chi è, o meglio che cos’è Max Tivoli? Difficile dirlo, perché in realtà ‘non c’è nome per quello che è’, per chi, come lui, viene al mondo ‘dalla fine della vita’. Ma che razza di maledizione è diventare giovani, sempre più giovani, col passare del tempo? Scoprire, ad esempio, il sesso con il fisico di un cinquantatreenne e l’esperienza di un castissimo diciassettenne? Se si invecchia dentro e ringiovanisce fuori, la presunta simmetria della vita, l’ordine stesso delle cose risultano invertiti. E Max è destinato a quella cosa stupida, e stupenda, che è dissipare la vita per amore. Per ben tre volte e in tre modulazioni – paterna, romantica (intorno al 1906, per una breve stagione, l’età reale e quella apparente coincidono) e filiale – avrà modo di amare, sempre invano, la donna della sua vita, che non lo riconosce mai come persona né, poiché rincorre un altro sogno, riconosce in lui la persona da amare. Come ogni grande mostro della letteratura – da Dracula a Dorian Gray –, Max Tivoli rispecchia quel ‘mostro segreto’ che è in noi. E le sue ”Confessioni”, ha scritto John Updike, ‘hanno il fulgore della poesia e il richiamo incantatorio del dolore’.
(source: Bol.com)

Condominium

Condominio, spiega il dizionario, è “la coesistenza di più proprietari in una stessa casa d’abitazione: ognuno è proprietario singolo del suo appartamento e proprietario comune di scale, ingresso, tetto, tubature, fognature, eccetera”. Ciò che il dizionario non spiega è come sia possibile questa coesistenza, ma ognuno sa che le cose non vanno lisce neanche quando il condominio sia limitato a una ventina di appartamenti. Nel gigantesco Condominium londinese in cui si svolte il romanzo di Ballard gli appartamenti sono un migliaio. Che cosa ne risulterà? Chi ha letto Vento dal nulla o Deserto d’acqua o Terra bruciata sa che J. G. Ballard è uno specialista di orrende catastrofi naturali. Qui il tipo di catastrofe sarà naturalmente diverso. Ma non meno orribile.
Copertina di Karel Thole

Il condominio

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. ”Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

(source: Bol.com)

Condom

Condom è la storia di Dario e Lu: hanno trent’anni, stanno insieme, forse no; lui ha i dreadlock, lei è nigeriana e molto bella; lui è gentile e accomodante, lei è brusca e concreta; entrambi lavorano per Medici senza frontiere. Distribuiscono preservativi e brochure informative su malattie e gravidanze indesiderate alle ragazze che arrivano dalla Nigeria e che si prostituiscono nella campagna intorno a Castelvolturno. No: in realtà Condom è la storia di Domenico Starnone, invitato da Medici senza frontiere ad andare a Monrovia, in Liberia, per poi scrivere un racconto sull’esperienza. Ma quando scopre che l’organizzazione, «uno dei simboli del pronto intervento nei posti del pianeta dove tutto va a pezzi», opera anche a Napoli – la città in cui è nato e cresciuto, e che ha lasciato a ventiquattro anni – Starnone decide di ritornarci. Sergio e Florence – o forse Dario e Lu? – lo accompagnano in una Napoli che non conosceva, dove incontra un’umanità piegata ma non per questo priva di speranza.
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### Sinossi
Condom è la storia di Dario e Lu: hanno trent’anni, stanno insieme, forse no; lui ha i dreadlock, lei è nigeriana e molto bella; lui è gentile e accomodante, lei è brusca e concreta; entrambi lavorano per Medici senza frontiere. Distribuiscono preservativi e brochure informative su malattie e gravidanze indesiderate alle ragazze che arrivano dalla Nigeria e che si prostituiscono nella campagna intorno a Castelvolturno. No: in realtà Condom è la storia di Domenico Starnone, invitato da Medici senza frontiere ad andare a Monrovia, in Liberia, per poi scrivere un racconto sull’esperienza. Ma quando scopre che l’organizzazione, «uno dei simboli del pronto intervento nei posti del pianeta dove tutto va a pezzi», opera anche a Napoli – la città in cui è nato e cresciuto, e che ha lasciato a ventiquattro anni – Starnone decide di ritornarci. Sergio e Florence – o forse Dario e Lu? – lo accompagnano in una Napoli che non conosceva, dove incontra un’umanità piegata ma non per questo priva di speranza.

La condanna

Dina ha solo tre anni quando viene investita da una macchina. Poco dopo, sua madre muore in maniera sospetta e il padre di Dina, Jonas, viene condannato per il suo omicidio. Quindici anni dopo, nel 2016, il detective Henrik Holme deve occuparsi di quello che è ormai un cold case. Sembra un fascicolo come tanti tra quelli finiti nel tempo sulla sua scrivania, ma fin da subito qualcosa non quadra, nell’arresto e nel processo di Jonas. Cosí, Holme prova a convincere la donna che gli ha insegnato il mestiere, Hanne Wilhelmsen, che Jonas potrebbe essere stato vittima di un errore giudiziario. Insieme, i due investigatori non ci metteranno molto a scoprire che le cose sono molto piú complesse di quanto non appaiano a prima vista e che quello di Jonas è legato a un recente, supposto caso di suicidio. Si è davvero trattato di un errore giudiziario? Un innocente è stato davvero condannato? È quanto Hanne e Henrik devono scoprire.

‘Hanne diceva sempre che un caso andava indagato senza teorie preconcette. Bisognava scoprire i fatti, i fatti incontrovertibili, e utilizzarli per costruire la verità. Pietra su pietra. In quel caso specifico, i fatti su cui edificare erano piú che sufficienti. La cosa noiosa era che qualcuno li aveva già messi a posto. Tutte le realtà che riguardavano la morte di Anna Abrahamsen erano state inserite in un sistema che faceva di Jonas l’assassino. Ora tutto doveva essere ridotto in frantumi. Ogni minimo dettaglio’.

(source: Bol.com)

Concetti di informatica e fondamenti di Java

Il testo di Horstmann, giunto ormai alla quinta edizione italiana, si è imposto negli anni come efficace supporto didattico nei corsi universitari di programmazione e, al tempo stesso, come prezioso riferimento per il pubblico professionale. La nuova edizione è caratterizzata da alcune importanti modifiche: il testo è adeguato alla versione 7 della JDK Standard Edition, pur mantenendo la compatibilità con le versioni 5 e 6; i primi capitoli presentano un maggior numero di esempi e di analogie costruttive; la parte degli esercizi, articolati in diversi gradi di difficoltà, è stata notevolmente arricchita; nella presentazione degli algoritmi è introdotto l’uso di pseudocodice. Infine, numerosi esempi svolti permettono di affrontare problemi pratici favorendo la comprensione dei concetti teorici presentati.
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Con tutto l’amore che ho

In esclusiva digitale, il racconto che ha ispirato il nuovo romanzo di Jennifer Weiner, La prima cosa bella. Non è certo un bel momento della vita di Ruth. Un lavoro come autrice per un programma televisivo alle spalle, e una delusione d’amore in corso, vive facendo la scrittrice freelance, aiutando ansiosi studenti universitari a preparare domande d’ammissione al college, o cuori solitari a scrivere profili per siti d’appuntamenti. Finché un inaspettato cliente le mostrerà come a volte di fronte alle difficoltà, la cosa migliore da fare è buttarsi nella mischia. Contiene in omaggio il primo capitolo de La prima cosa bella.
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### Sinossi
In esclusiva digitale, il racconto che ha ispirato il nuovo romanzo di Jennifer Weiner, La prima cosa bella. Non è certo un bel momento della vita di Ruth. Un lavoro come autrice per un programma televisivo alle spalle, e una delusione d’amore in corso, vive facendo la scrittrice freelance, aiutando ansiosi studenti universitari a preparare domande d’ammissione al college, o cuori solitari a scrivere profili per siti d’appuntamenti. Finché un inaspettato cliente le mostrerà come a volte di fronte alle difficoltà, la cosa migliore da fare è buttarsi nella mischia. Contiene in omaggio il primo capitolo de La prima cosa bella.

Con te, adesso

Il più pericoloso e desiderato uomo d’Inghilterra brama possedere una donna incantevole e testarda, che è promessa a un altro. Eppure dopo aver conquistato la deliziosa mano di Emma Stokehurst, Nikolas non riesce a colmare il vuoto che sente nel cuore. Affascinante e tormentato principe, Nikolas sembra infatti vivere in un tempo remoto popolato di splendidi e romantici sogni. Il destino lo porta inesorabilmente lontano, ma il tocco amorevole di Emma è una promessa di estasi e, forse, il sentimento che da tutta la vita sta inseguendo.

Con rispetto parlando

Laurinda è una domestica a ore. Chiama ‘padroni’ i suoi datori di lavoro, ma nel suo tono di voce non c’è un briciolo di provocazione. Per lei il mondo va così e non ce n’è da lamentarsene. Si dice contenta di essere vedova, è conservatrice, bacchettona, pettegola, sboccata, superstiziosa e parla con i fantasmi. Eppure, quando varca la soglia di casa dei suoi quattro padroni e inizia a parlare con quel suo modo sboccato e sincero tutti pendono dalle sue labbra. Come Celeste, una donna divorziata che passa da un flirt all’altro, l’ultimo dei quali con un bamboccio apatico interessato solo ai suoi soldi. O Wanda, sposa e madre esemplare che si annoia a morte e passa il tempo a cucinare, senza rendersi conto che nessuno mangia quello che lei si ostina a preparare. Oppure Ursula, una ceramista svizzera nella cui casa affollata da quadri si muovono anime e fantasmi che solo la domestica può vedere. E infine Emanuel, ‘il professore’: uomo colto e scapolo. L’unico che Laurinda vizia e coccola nella speranza che ammetta la sua omosessualità e dia una raddrizzata alla propria vita.

(source: Bol.com)