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Il pettirosso

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di giovani soldati norvegesi era stato scelto e inviato a combattere a fianco dell’esercito tedesco alle porte di Leningrado. Una volta tornati in patria, quegli uomini avevano trovato ad attenderli un’accusa di alto tradimento e il carcere duro. Ora, a distanza di sessant’anni, quell’inferno non è ancora finito, e uno dopo l’altro iniziano a morire in circostanze oscure. In questa torbida vicenda si imbatte Harry Hole, poliziotto dell’antiterrorismo dal grilletto facile e con un debole per l’alcol. Lui la violenza è abituato a guardarla negli occhi ogni giorno, senza tregua. E mentre indaga sulla minaccia di un attentato ai danni dei reali di Norvegia, che si fa ogni giorno più concreta, uno strano ritrovamento attira la sua attenzione: i monti intorno a Oslo gli restituiscono alcuni bossoli di un Märklin, un fucile di precisione tedesco di cui erano stati costruiti solo trecento esemplari. E sulle tracce di quest’insolita arma si addentrerà in una palude di tradimenti e vendette da cui sarà difficile riemergere.

Il petalo cremisi e il bianco

Vent’anni di ricerche, dieci di scrittura, una vita schiva e appartata: cosí Michel Faber è arrivato a un capolavoro tradotto in 22 paesi e acclamato in tutto il mondo, per tre mesi in testa alle classifiche dei libri piú venduti in America. Nella Londra del 1875, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la piú desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l’anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l’intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l’amante di Sugar, e sua moglie, l’angelica e infelice Agnes. Il lettore è costantemente dietro la spalla di Sugar e degli altri protagonisti, catturato da una scrittura che ha la magia di ricreare in ogni dettaglio strade, camere, vestiti, cibi, odori, sapori. Il petalo cremisi e il bianco diventerà presto anche un film, con la regia di Curtis Hanson (che ha già diretto film come L.A. Confidential e 8 Mile).

Petali di tenebra

L’orrore nascosto tra le mura di casa, i bambini vittime delle passioni, della follia, dell’avidità, del sadismo degli adulti: il romanzo di una formazione che e in realtà una distruzione, la saga dei Dollanganger, caso letterario senza precedenti negli Stati Uniti. Protagonista la bella Cathy che ha un talento grandissimo per la danza e il fratello maggiore Chris, i quali si amano di un amore incestuoso dopo aver vissuto anni tragici rinchiusi in soffitta dalla madre e dalla nonna. Le esperienze terribili dell’infanzia hanno lasciato un segno sulla sua psiche e Cathy sente l’impulso a comportarsi con i suoi figli nello stesso perverso modo. Solo un amore vero la può salvare dall’insania. Dalla saga dei Dollanganger è stato tratto il film Fiori nell’attico con Louise Fletcher, Victoria Tennant e Kristy Swanson, per la regia di Jeffrey Bloom.

I petali del tempo

Quando viveva nei bassifondi la chiamavano per burla Duchess Randy perché non voleva vendere il suo bel corpo per vivere. E nessuno, nemmeno Cameron Gordon, dallo sguardo duro e dalla parola sferzante, poteva immaginare che l’indomabile ribelle condannata a servirlo per sette anni fosse una vera nobildonna. Più pericolosa, per il suo cuore di cospiratore scozzese, di qualsiasi ideale politico.

Pet Sematary (Edizione Italiana)

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Semetary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondario, secondo un’antica consuetudine, usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie d’episodi inquietanti e dall’improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche.

Il peso falso

Scritto nel 1937, “Il peso falso” appartiene, come “La leggenda del santo bevitore”, al periodo ultimo di Roth, nel quale i suoi scritti, pur mantenendo intatto l’impianto realistico, sembrano naturalmente riferirsi, in trasparenza, a un significato ulteriore. Così questa storia di un verificatore dei pesi e delle misure che si trova a scoprire che attorno a lui tutti i pesi sono falsi diventa un apologo sui temi perenni della giustizia, della passione e della colpa. Ma, soprattutto, in queste pagine uno sguardo chiaroveggente sembra posarsi sullo schiudersi di un mondo dove la falsificazione è la normalità stessa.

Il peso della farfalla

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. “La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”.

Il peso della colpa

Il protagonista di questo romanzo è un uomo brillante e pieno di vita, che aveva tutto e che lo ha perso per una leggerezza. Sono trascorsi dieci anni e una vita raminga consumata nel rimorso di un pomeriggio in cui ha abbandonato il figlio di otto anni nelle mani di un’incauta baby-sitter. Owen, infatti, è uscito di casa per non farvi più ritorno. Un incontro casuale riaccende le luci su un’indagine che la polizia non ha mai veramente abbandonato. E Nick capisce che dentro di lui è risorto il desiderio di giustizia, la volontà di conoscere la verità e di affrontarla. Torna a casa e riprende i fili di una vecchia tragedia che lo condurrà all’assurda verità.

Il peso dell’innocenza

San Francisco. Ricardo Arias viene trovato morto nel suo appartamento, con in bocca la canna della pistola che l’ha ucciso e, accanto al cadavere, una lettera d’addio. Tutto sembra accreditare la tesi del suicidio, ma gli inquirenti sono certi che si tratti di omicidio. Le indagini rivelano il groviglio di conflitti che ha accompagnato la vita dell’uomo negli ultimi mesi: la separazione dalla moglie Terri; una brutta controversia legata all’affidamento della figlia Elena, di appena sei anni; minacce di estorsione; accuse di adulterio. Chris Paget, il nuovo compagno di Terri, uno degli avvocati più affermati della città, certamente non è troppo dispiaciuto per la morte di Arias. Ma quel che non si aspetta è di essere accusato dell’omicidio. L’incriminazione arriva come un fulmine a ciel sereno proprio quando sta per candidarsi al Senato. Il suo alibi è pericolosamente debole: da avvocato della difesa, diventa imputato.
A difenderlo è chiamata Caroline Masters, che dovrà dare il meglio di sé per far crescere il seme del dubbio nella giuria. Ma non sarà facile: l’ostinato rifiuto di Paget a fornire spiegazioni nel proprio interesse e l’incapacità — o la non volontà — di Terri di richiamare alla memoria un trauma infantile non aiutano certo a dissipare dubbi e misteri. Inoltre, durante il processo, vengono alla luce — fra menzogne e reticenze — oscure vicende che il tempo non ha cancellato…

Il peso dell’acqua

Smuttynose, una delle isole Shoals situate al largo del New England, è stata teatro di un efferato delitto nel 1873: due donne, di origine norvegese, sono state brutalmente uccise, mentre una terza, Maren Hontvedt, si è miracolosamente salvata. Inviata da una rivista per un servizio fotografico nei luoghi di quel leggendario omicidio, Jean, accompagnata dal marito Thomas, la figlia Billie e Rich, il fratello di Thomas e la sua affascinante fidanzata, raggiunge l’isola in barca a vela. È passato più di un secolo, ma, indagando sull’omicidio nella biblioteca del posto, Jean s’imbatte nelle memorie di Maren che la condurranno in un incredibile viaggio a ritroso nel tempo. Annotation Supplied by Informazioni Editoriali

I pesci rossi nascono sulle stelle

Un viaggio a ritroso più che un’autobiografia. Un percorso fantastico e divertente che ripercorre aneddoti, viaggi, incontri, avventure e drammi di Fabrizio Sclavi, giornalista e direttore di periodici importanti che ha segnato la storia dell’editoria di moda degli ultimi decenni. Il racconto ripercorre eventi divertenti e drammatici sempre narrati con l’ironia e il sarcasmo propri del narratore. Portatore di handicap fin dalla nascita e omosessuale dichiarato, Fabrizio Sclavi non indulge su nessun aneddoto, raccontando senza filtri il coraggio della propria vita “diversamente” normale e “normalmente” incredibile. Dall’infanzia tra ospedali e cliniche a cui fa da sfondo la pasticceria dei genitori a Siena, passando per gli studi ribelli a Brera nel ’68 e l’ingresso nel meraviglioso mondo della moda, fino al successo e alle amicizie con personaggi importanti come Andy Warhol, Giorgio Armani, Bob Wilson, Sting, Lou Reed e Grace Jones, alla conquista di una vita sempre “normale”.

I Pescatori Di Balene

Il Daneborg, baleniera danese al comando del capitano Weimar, naviga per l’Oceano Artico alla caccia di balene. Per inseguire un cetaceo, ormai ferito, si portera oltre le rotte consuete finendo col naufragare fra i ghiacci. Dalla terribile esperienza sopravvivranno solo Hostrup, secondo di bordo, e l’esperto fiociniere Koninson. L’unica loro possibilita di salvezza e raggiungere l’Alaska. Dovranno vedersela con il clima terribile, i lupi, gli orsi bianchi e coi ferocissimi indiani Tanana.”
(source: Bol.com)

Il persuasore

Non era stato difficile sceglierla. Era scesa dal treno col suo bambino, mano nella mano, ridendo. Era perfetta. L’aveva seguita, era entrato in casa con lei, aveva respirato la sua paura. Poi, sotto gli occhi di suo figlio, l’aveva strangolata. La sera stessa, in un altro punto di Londra, un’altra donna moriva allo stesso modo. La polizia non ha dubbi, deve trovare il serial killer che uccide due volte, lo stesso che, forse, qualche mese prima aveva pugnalato a morte due donne, a poche ore di distanza l’una dall’altra. È Tom Thorne, geniale e scomodo detective della squadra investigativa, ad arrivare alla terribile conclusione: gli assassini sono due. Due killer che uccidono in sincronia, allo stesso modo.

Le persone ferite sanno ancora volare

Commenti pungenti, ringraziamenti mancati, scarsa considerazione, aspri litigi possono colpirci profondamente quanto un licenziamento inaspettato, una separazione, nei casi estremi, un lutto o un evento tragico. L’intensità del dolore non corrisponde sempre alla gravità reale di ciò che ci colpisce, ma da come reagiamo. E, spesso, anche se esternamente continuiamo a “funzionare”, dentro di noi soffriamo. Se ignoriamo le piccole e grandi sofferenze che la vita ci pone di fronte, esse permangono, di frequente a livello inconscio, continuando ad attivare le dinamiche che alimentano altra sofferenza. Rolf Sellin, esperto di ipersensibilità e autore di bestseller, in questo nuovo libro entra con originalità e pragmatismo nelle pieghe delle ferite emotive, insegna come farci coraggio, come scoprire esattamente la parte di noi che è stata colpita e comprendere come guarirla. Il metodo proposto da Sellin, con nuove e utilissime tecniche di autoaiuto, curerà la nostra sofferenza insegnandoci a sfruttarla come strumento di crescita personale. Le risposte a mille domande: Far finta di niente e dimenticare? Mostrare il dolore? Parlare è sempre utile? Cosa è rimasto intatto? Come guardare in faccia il dolore? Perdonare?
(source: Bol.com)