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Cosa sognano i pesci rossi

Pierluigi Tunesi, quarantacinquenne di successo e soddisfatto della propria esistenza, si trova – a seguito di complicanze sopraggiunte dopo un intervento chirurgico – ricoverato in gravi condizoni in un reparto di Terapia intensiva. Luca Gaboardi, quarantacinquenne in difficioltà e in conflitto con la propria esistenza, è il medico responsabile del reparto nel quale Pierluigi è stato ricoverato. Due uomini totalmente diversi, due vite andate in direzioni opposte, si trovano per destino faccia a faccia. Abbandonato, dopo l’operazione malriuscita, dal grande chirurgo privo di scrupoli che lo ha operato, e scaricato nelle mani frettolose, frustrate ma ancora non indegne di Gaboardi, nel giro di pochi giorni Tunesi ha visto se stesso trasformarsi, da uomo rispettato e potente, in ”pesce rosso”: un paziente bisognoso di tutto, incapace di parlare, di dare sfogo a quel dolore che pure sente con una nitidezza abbacinante, con una misura resa atroce, implacabile, dall’impossibilità di esprimerlo. Mentre Gaboardi, con i suoi fallimenti simili a quelli di tanti suoi colleghi, è soltanto una delle ”facce verdi” che, indistinte, inadeguate, indifferenti, si chinano sul dolore altrui. Eppure questi due uomini, questi due coetanei le cui vite hanno avuto percorsi tanto diversi, hanno ancora qualcosa da dire e da dare. A se stessi, alla vita, e l’uno all’altro.

(source: Bol.com)

Cosa rende felice il tuo cervello

Fondato su ricerche d’avanguardia, esposto in modo contagioso e irresistibile, questo libro di esemplare chiarezza si propone come un manuale di science-help, che è cosa ben diversa dal self-help. Negli ultimi anni gli studi cognitivi, le ricerche di psicologia sperimentale e le neuroscienze hanno accumulato una grande quantità di dati sul cervello umano, svelando meccanismi che ci erano completamente oscuri e ridisegnando le nostre conoscenze in questo campo. Così, a mano a mano che ci si addentra nei meandri del nostro cervello e dei suoi comportamenti, avviene che le bizzarre ricette dei guru del benessere psichico o dei sedicenti maestri del successo personale ci appaiano sempre meno plausibili e mostrino tutta la loro debolezza. Con l’avanzare degli studi siamo in effetti sempre più in grado di fornire un altro tipo di ‘ricette’, empiricamente fondate, che ci aiutano a tenere sotto controllo certe evidenti deviazioni di quel prodigioso organo del pensiero che non ha cessato di evolversi da milioni di anni. Per tutto questo, e altro ancora, siamo ora in grado di capire perché spesso ci comportiamo in modo avventato, per non dire apertamente autolesionista, senza un motivo apparente. Il cervello agisce secondo schemi adattativi complessi ma prevedibili, e in molte occasioni – specie nella vita dell’uomo moderno – con pessimi risultati. Per dirla con David DiSalvo: ‘Il nostro cervello è una macchina per prevedere e rilevare schemi ricorrenti, che ama la stabilità, la chiarezza e la coerenza: tutto meraviglioso, tranne quando non lo è’.

(source: Bol.com)

Una cosa pericolosa

In preda al blocco dello scrittore e frustrato dalla sua problematica relazione con Jake Riordan, fascinoso ma non ancora dichiaratamente gay detective della polizia di Los Angeles, il libraio e scrittore di gialli Adrien English decide di andare a trascorrere un po’ di tempo a nord, nella tenuta lasciatagli dalla nonna materna, dove trova un cadavere ad attenderlo nel vialetto d’ingresso. All’arrivo dello sceriffo, però, il corpo è scomparso e Adrien si trova ancora una volta a improvvisarsi investigatore. Ma quando la situazione si fa pericolosa e potenzialmente letale, Adrien è costretto a rivolgersi a Jake.

Jake potrà avere le idee confuse riguardo a un mucchio di cose, ma è disposto a tutto pur di tenere in vita l’uomo per il quale sta cominciando a provare qualcosa.
(source: Bol.com)

Cosa Nostra, istruzioni per l’uso. La vita quotidiana dei boss mafiosi osservata da vicino

“Ehi, Lefty. Che vantaggi avrei a diventare un mafioso? Lefty mi guarda come se fossi l’essere più idiota sulla faccia della terra. Perde la calma, si alza di scatto dalla sedia e inizia a strillare e a gesticolare. ‘Cosa c’è? Ti sei fottuto il cervello?’ dice. ‘Ti sei rincoglionito? Se sei un mafioso puoi rubare, truffare, mentire, uccidere… ed è tutto legittimo.” Nessuna formula potrebbe descrivere meglio il mondo della mafia: e possiamo crederci sulla parola, visto che a riferirlo è Joseph Pistone, alias Donnie Brasco, l’agente dell’FBl infiltrato per sei interminabili anni nella famiglia Bonanno, “una leggenda che cammina”, come è stato definito da Roberto Saviano. Dopo il bestseller “Donnie Brasco”, ecco una sorta di vademecum, una guida al mondo della malavita organizzata in cui si racconta come i mafiosi gestiscono gli affari, come passano le giornate, come si comportano a tavola (male), che rapporto hanno con le donne (la mamma… e le altre), in che modo tolgono di mezzo i nemici, quali sono i loro passatempi preferiti, perché non hanno amici (sarà sempre il tuo migliore amico a piazzarti una pallottola in testa), come si preparano a un “ammazzamento”, quando e perché “vanno sui materassi”, ossia scatenano una guerra tra famiglie rivali… È uno sguardo spietato, ironico e tagliente “sul lato più oscuro della natura umana, sulle pulsioni selvagge che tutti noi abbiamo imparato a controllare e che i mafiosi sfogano liberamente”.
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Cosa Nostra che sei nei cieli

Dal penitenziario di Atlanta, attraverso una radio miniaturizzata installata in un molare, il vecchio e potente don Vincenzo avverte i ragazzi al di là del muro: c’è in aria qualcosa di grosso, il governo degli Stati Uniti sta preparando qualche importante, complessa, misteriosa operazione; bisogna darsi da fare per scoprire che cos’è e vedere se non ci sia modo di ritagliare una fettina anche per l’Organizzazione… Nick Tallant (nato Taglione), un giovane in gamba che ha fatto l’università, conduce la sua indagine ad alto livello scientifico e presenta ai Capi riuniti una conclusione incredibile e inconfutabile: Cosa Nostra corre un pericolo mortale e la salvezza sta in alto, molto in alto. Sulla via dei cieli…
Copertina di Karel Thole

La cosa giusta per Lizzie

Astuto, sexy e molto conservatore, Sebastian Daniels si vanta di fare sempre la cosa giusta. E quando scopre che Lizzie, la neonata che Jessica gli ha affidato, potrebbe essere figlia sua, è deciso a regolarizzare la situazione. Anche se così facendo deve rinunciare alla donna dei suoi sogni, Matty Lang. Ma la frizzante cowgirl, segretamente innamorata di Sebastian, non è disposta a rinunciare al suo principe azzurro…
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### Sinossi
Astuto, sexy e molto conservatore, Sebastian Daniels si vanta di fare sempre la cosa giusta. E quando scopre che Lizzie, la neonata che Jessica gli ha affidato, potrebbe essere figlia sua, è deciso a regolarizzare la situazione. Anche se così facendo deve rinunciare alla donna dei suoi sogni, Matty Lang. Ma la frizzante cowgirl, segretamente innamorata di Sebastian, non è disposta a rinunciare al suo principe azzurro…

La cosa e altri racconti (Tascabili Vol. 384)

“Tutto il tessuto de La cosa scaturisce da questo invito alla bellezza del possesso non ancora realizzato, e il rimanente desiderio dell’umana speranza non è che un continuo tradimento che nessuna letteratura, per quanto bella e ricca di sorprese, potrà mai colmare.”
Giuseppe Marchetti
Pubblicate per la prima volta nel 1983, queste venti “favole erotiche” si configurano come una delle opere più sorprendenti e coraggiose di Moravia. Attraverso una fenomenologia redatta con una pazienza da entomologo, l’autore de Gli indifferenti racconta un’idea di sesso liberata da ogni vincolo morale e psicologico, ma proprio per questo indifferente all’erotismo, avventurandosi in spazi iperrealisti nei quali l’amore si impone sul dolore e su ogni forma di lutto. La stessa scrittura diventa uno strumento di conoscenza che tenta di aprire uno spiraglio di autenticità nel confuso agitarsi dell’esistenza: è solo là dove gli uomini e le donne tendono a confondersi che è possibile cogliere la verità umana celata nel segreto della persona.
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### Sinossi
“Tutto il tessuto de La cosa scaturisce da questo invito alla bellezza del possesso non ancora realizzato, e il rimanente desiderio dell’umana speranza non è che un continuo tradimento che nessuna letteratura, per quanto bella e ricca di sorprese, potrà mai colmare.”
Giuseppe Marchetti
Pubblicate per la prima volta nel 1983, queste venti “favole erotiche” si configurano come una delle opere più sorprendenti e coraggiose di Moravia. Attraverso una fenomenologia redatta con una pazienza da entomologo, l’autore de Gli indifferenti racconta un’idea di sesso liberata da ogni vincolo morale e psicologico, ma proprio per questo indifferente all’erotismo, avventurandosi in spazi iperrealisti nei quali l’amore si impone sul dolore e su ogni forma di lutto. La stessa scrittura diventa uno strumento di conoscenza che tenta di aprire uno spiraglio di autenticità nel confuso agitarsi dell’esistenza: è solo là dove gli uomini e le donne tendono a confondersi che è possibile cogliere la verità umana celata nel segreto della persona.

Una cosa da nulla

George Hall è un uomo riservato, prudente, non troppo cordiale. Parlare in pubblico dei propri problemi, secondo George, è un piacere sopravvalutato. La moglie, Jean, lo tradisce con un suo ex collega, ma George non lo sa, e preferirebbe non venirlo mai a sapere. Il figlio, Jamie, è gay (con grande imbarazzo dei genitori) e la figlia, Katie, è separata e ha un bambino di tre anni. Da sei mesi vive con Ray, un uomo buono, ingenuo, generoso, affidabile, che Katie però non è sicura di amare. George pensa che Ray non sia l’uomo giusto per la figlia, ma non affronta volentieri l’argomento.
La famiglia Hall è una famiglia normale, normalmente infelice e insoddisfatta. George crede di difendere proprio questa normalità quando pensa che nella maggior parte dei casi sia meglio ignorare i problemi e far finta di nulla. Ma ci sono cose che è impossibile ignorare.
Una strana macchia sulla pelle, per esempio, che potrebbe essere un cancro. E l’angoscia che lo afferra alla gola, la paura di morire, o la semplice prospettiva del matrimonio di Katie e Ray.
Cosí George perde la testa, ma a modo suo, cercando di non disturbare.
E la normalità si capovolge, illuminata dallo sguardo caldo e straniante che i lettori di Haddon conoscono bene.

(source: Bol.com)

La cosa buffa

Una passione misteriosa e ingovernabile si impadronisce di un ragazzo di provincia e di una ragazza di buona famiglia, entrambi studenti universitari. I due protagonisti vengono trascinati in un’alternanza di esaltazione e disperazione, di appagamento e frustrazione, incapaci ormai di controllare i propri stati d’animo. La “cosa buffa”, nient’altro che l’amore, li domina completamente con i suoi dubbi, le sue incertezze e gli inevitabili ostacoli. Con quest’opera Giuseppe Berto scrive un vero e proprio romanzo di educazione sentimentale, in cui riecheggia la prosa ricca e travolgente che ha incantato i lettori del Male oscuro.

Cos’hanno in comune serpenti e iene con i tuoi migliori amici

Che cosa abbiamo in comune noi esseri umani con le specie animali? Forse qualche esemplare è più peloso, ha meno denti, la coda più lunga, una vita sessuale più interessante, ma la correlazione è innegabile… non siamo poi tanto diversi.
Per quasi trent’anni Erma Bombeck, l’umorista più amata dagli americani (e non solo), ha proposto una panoramica dei modelli comportamentali della sua specie preferita: quella umana.
Come Jane Goodall ha dedicato la vita a osservare e a registrare riti e consuetudini degli scimpanzé nel cuore dell’Africa Nera, così Erma Bombeck ha preso nota, con puntualità “scientifica”, di quello che succede tra noi umani: riti di accoppiamento, istinto materno, cicli riproduttivi, reazioni a mode e tecnologia, ciò che suscita il riso e il pianto.
Con il suo caratteristico stile appassionato e pungente Erma, che ha scoperto quanto siano incredibilmente simili le abitudini del regno animale e le nostre, ci racconta in modo esilarante l’esito dei suoi “studi” in Cos’hanno in comune serpenti e iene con i tuoi migliori amici (e con te stesso?).
L’ippopotamo – che è vegetariano – ha l’aspetto di un… ippopotamo. Il leone – che mangia solo carne rossa – ha un’invidiabile silhouette. Che i dietologi stiano seguendo la strada sbagliata?
Dal serpente che si cambia d’abito, alla rondine che non sa mantenere un impegno, al leone che si accoppia 86 volte al giorno, Erma spiega come la distanza fra uomini e animali non sia poi così incolmabile. C’è una scimmia africana capace di scassinare il lucchetto di tutte le gabbie in cui viene rinchiusa; a tanta abilità il National Geographic ha dedicato un documentario. Il cugino dell’autrice, che sa fare esattamente la stessa cosa, si è beccato due anni di galera.
Dalle lezioni di aerobica – in cui delimitiamo il territorio come belve impazzite – ai nostri cicli migratori – seguendo i quali, come una certa specie di farfalle, voliamo in massa ai Tropici nell’istante stesso in cui la temperatura scende sotto i 15 gradi – Erma Bombeck ci dimostra che, nonostante le cosiddette “bestie” si divertano molto più di noi, abbiano code più lunghe, una vita sessuale decisamente più interessante, il gap che ancora esiste fra il nostro mondo e il regno animale si sta colmando… sempre più rapidamente.

Cortesie per gli ospiti

Nella torrida atmosfera di una città sul mare oppressa dalla calura estiva, Mary e Colin, due turisti inglesi legati da un rapporto in cui ‘il piacere stava soprattutto nell’amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure’, si imbattono in un inquietante anfitrione. Robert, questo il suo nome, racconta ai nuovi amici, sul filo di un irrefrenabile crescendo, un passato di sottili crudeltà domestiche e di sottomissione a un padre estremamente autoritario. Prigioniera, piú che padrona della casa in cui agli ospiti si vanno preparando particolari cortesie, Caroline, moglie di Robert, ‘dava l’impressione di avere un piacevolissimo segreto’.
Ma è l’intero romanzo a celare un segreto, e McEwan, come in un thriller, lascia affiorare di volta in volta un nuovo, significativo indizio, preparando un finale apocalittico e liberatorio.
(source: Bol.com)

Corso di scienza politica

Questo volume intende rispondere alle esigenze di aggiornamento e riflettere l’assestamento della scienza politica, in particolare italiana, avvenuto in questi anni.

Corsari di Levante

Questa volta non c’è la terra a dare conforto con i suoi frutti, a parte brevi momenti in cui trovare ristoro fra le taverne di qualche approdo mediterraneo. Non ci sono donne da amare, per cui soffrire o duellare, ma soltanto bordelli dove riscaldare l’animo con il vino e con gli immancabili piaceri di una effimera compagnia. Non ci sono gli intrighi di corte, le congiure di palazzo, o le manovre dell’Inquisizione. C’è un periodo di stanza in una Napoli barocca e spagnola, alcune scaramucce con la gente del posto, i versi di don Francisco de Quevedo – per non perdere l’esercizio della lettura – una pericolosa lettera d’amore che riapre ferite lontane, e uno scontro a muso duro con un Alatriste più che mai pensieroso e solitario. Il resto è sole, vento, onde, isole e pirati, insenature e porti naturali, abbordaggi e duelli, in mezzo alla tempesta o alla bonaccia, con la salsedine appiccicata alla pelle e la prua a Levante. Imbarcato sulla Mulata, l’agile galea a ventiquattro banchi della flotta di Filippo IV, il giovane Iñigo si immerge nella dura vita militare e affronta le esperienze che lo porteranno a diventare uomo. Sotto la vigile presenza dell’amato capitano, di un compagno fedele e di un moro convertito, solcheranno i mari del Mediterraneo, a caccia dei corsari e degli inglesi, tra bordate e arrembaggi. Fino all’ultima battaglia, davanti a Iskenderun, dove, contro cinque galee turche, sarà il valore, o forse il caso, a decidere della vita e della morte.
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Corsa Mortale

I ragazzi sono di nuovo in città – e Parigi brucia!

Dopo undici mesi di lontananza, Taylor MacAllister e Will Brandt, agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica, cominciano a sentire la nostalgia. Una vacanza romantica potrebbe servire a colmare la separazione. Quando però Taylor individua un terrorista degli anni ’70, creduto a lungo morto ma assolutamente vivo, be’…c’est la vie.

Ora, invece di sorseggiare vino e apprezzare l’incanto di Parigi, i ragazzi devono dare la caccia, tra cimiteri e catacombe, a un nemico scaltro e pericoloso.

Certo, potrebbe andare peggio – ed ecco che subito il peggio è servito!
(source: Bol.com)