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Un cuore in fuga

C’è un uomo solo «al comando di se stesso» che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo «naso triste come una salita» è stato per anni l’incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell’inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia.
Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. «Se ti scoprono, ti fucilano», gli dice il Cardinale Dalla Costa nell’affidargli l’incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento.
Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo, ma anche questa volta per qualcosa d’altro, per molto di più: per scacciare un fantasma che si chiama guerra civile.
Bartali corre, più forte di tutti, nell’agonismo estremo della sua anima, sulle strade impolverate e sulle pagine di questa storia che ci restituisce un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato troppo spesso solo come il rivale eterno di Coppi il Campionissimo, quasi fosse il figlio di un dio minore. «Gli è tutto da rifare» diceva; e forse il senso autentico era che sarebbe stato pronto a rifare tutto, in ogni momento, a cominciare da quelle corse clandestine. Senza dire una parola.
Un cuore in fuga, che custodisce un grande segreto.
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### Sinossi
C’è un uomo solo «al comando di se stesso» che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo «naso triste come una salita» è stato per anni l’incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell’inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia.
Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. «Se ti scoprono, ti fucilano», gli dice il Cardinale Dalla Costa nell’affidargli l’incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento.
Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo, ma anche questa volta per qualcosa d’altro, per molto di più: per scacciare un fantasma che si chiama guerra civile.
Bartali corre, più forte di tutti, nell’agonismo estremo della sua anima, sulle strade impolverate e sulle pagine di questa storia che ci restituisce un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato troppo spesso solo come il rivale eterno di Coppi il Campionissimo, quasi fosse il figlio di un dio minore. «Gli è tutto da rifare» diceva; e forse il senso autentico era che sarebbe stato pronto a rifare tutto, in ogni momento, a cominciare da quelle corse clandestine. Senza dire una parola.
Un cuore in fuga, che custodisce un grande segreto.
### Dalla seconda/terza di copertina
Oliviero Beha (Firenze, 1949 – Roma, 2017), giornalista, scrittore, saggista, poeta e drammaturgo, ha scritto inizialmente per Paese sera e Tuttosport. Inviato di Repubblica per un decennio su sport, costume e società, è stato editorialista e commentatore per molte testate, tra cui Il Fatto Quotidiano, di cui è stato uno dei fondatori. È stato autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche e tel

Cuore di ferro

Bologna, 1311. Nella notte, un giovane trascina il cadavere di un uomo fino alla porta del suo maestro Mondino de’ Liuzzi, medico e anatomista, rinomato professore dello Studium. L’uomo è stato vittima di un efferato omicidio e il suo cuore è stato trasformato in un blocco di ferro. Sedotto dalla possibilità di scoprire il segreto alchemico che ha consentito una simile trasmutazione, Mondino decide di aiutare il giovane che, proclamandosi innocente, gli rivela la sua vera identità. Il suo nome è Gerardo da Castelbretone e, come il suo confratello assassinato, è un cavaliere templare costretto a nascondersi da quando il processo al suo ordine ha avuto inizio. Per coprirlo, il medico deve mentire all’inquisitore, il feroce Uberto da Rimini che non tarda a bussare alla sua porta. Quando un secondo cadavere viene ritrovato nelle stesse condizioni, Mondino e Gerardo capiscono che arrivare all’assassino prima dei domenicani è l’unica speranza che hanno per scagionarsi da qualsiasi accusa e sfuggire alle torture con cui, una volta arrestati, Uberto saprebbe far confessare loro anche ciò che non hanno mai commesso.
(source: Bol.com)

Cuore di corvo

Sono passati ottocento anni da quando re Connavar dei Rigante e Flagello, il suo figlio illegittimo, hanno sconfitto l’esercito di Stone. Ma ormai i Rigante hanno perso la libertà e la cultura per cui un tempo molti avevano combattuto, scegliendo di sacrificare la propria vita. Solo una donna continua a seguire gli antichi costumi, la Wyrd del Bosco dei Desideri, e solo lei conosce la natura del male che è in procinto di scatenarsi. La sua speranza è riposta in due uomini: un gigantesco guerriero rigante, ossessionato dal ricordo di un amico tradito che non è riuscito a salvare, e un giovane dal talento mortale, disprezzato e temuto. Uno dei due diverrà Cuore di Corvo, un condottiero fuorilegge le cui gesta risveglieranno i Rigante dal loro torpore.
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Cuore d’inchiostro

Quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, il padre Mo la costringe a fuggire come già tante altre volte in passato. Mo possiede una dote magica e terribile: leggendo un libro a voce alta è in grado di evocarne i personaggi. Come Capricorno, il signore dal cuore nero uscito dalle pagine di Cuore d’inchiostro per dare la caccia a Mo e impadronirsi del suo dono. Le stesse pagine in cui è stata risucchiata la madre di Meggie. Un romanzo che cancella i confini tra finzione e realtà, tra personaggio e lettore. Una storia in cui è impossibile non perdersi.

(source: Bol.com)

Un cuore audace (I Romanzi Classic)

Rutherford Hawksley si finge uno squattrinato giocatore d’azzardo allo scopo di trovare l’assassino di suo fratello. Quando pensa di averlo individuato in lord Doulton, scopre che questi ha ordinato di uccidere Miss Clara Dawson. Così Rutherford decide di rapirla per salvarla e capire perché quell’uomo la vuole morta, non escludendo eventuali legami con la morte del fratello. Nella circostanza scopre in Clara una donna non solo acuta e tenace ma anche abilissima nel decifrare messaggi segreti. Mentre insieme cercano le prove della colpevolezza di Doulton, fra loro si accende un’intensa passione, minacciata però da un mistero che rischia di mettere in pericolo le loro vite…

Il cuore a pezzi

Andrés era stato il centro del suo universo… ma quanto tempo prima? Adesso che è costretta a ricorrere a lui, suo marito, per salvare il padre da un grosso pasticcio, Rachel lo riconosce, pur con il cuore a pezzi. Perché Andrés Sánchez non è cambiato: anche dopo cinque anni è sempre l’arrogante, dominatore capo della potente famiglia Sánchez, ricca e influente nelle Bahama, colui che l’ha trattata come un oggetto di sua proprietà, colui che la fa sorvegliare da un esercito di guardie del corpo, che la vuole confinare in una isoletta. Ha avuto un bel ribellarsi e tentare di sfuggirgli, tanto tempo prima! Nonostante tutto, lei, Rachel, fa ancora parte della famiglia…
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### Sinossi
Andrés era stato il centro del suo universo… ma quanto tempo prima? Adesso che è costretta a ricorrere a lui, suo marito, per salvare il padre da un grosso pasticcio, Rachel lo riconosce, pur con il cuore a pezzi. Perché Andrés Sánchez non è cambiato: anche dopo cinque anni è sempre l’arrogante, dominatore capo della potente famiglia Sánchez, ricca e influente nelle Bahama, colui che l’ha trattata come un oggetto di sua proprietà, colui che la fa sorvegliare da un esercito di guardie del corpo, che la vuole confinare in una isoletta. Ha avuto un bel ribellarsi e tentare di sfuggirgli, tanto tempo prima! Nonostante tutto, lei, Rachel, fa ancora parte della famiglia…

La cuoca di Himmler

Quando decide che è giunto il momento di scrivere la sua storia, Rose ha quasi centocinque anni, cinque denti buoni, una faccia da gufo e un odore non propriamente di violetta. Ma lo spirito è intatto, l’appetito per il cibo e per il sesso sempre vivace, il suo ristorante a Marsiglia più pieno che mai e la memoria pronta a sfornare ricordi ancora caldi di una lunghissima e rocambolesca esistenza. Rose ha attraversato il Novecento tra la Turchia, la Provenza, Parigi, gli Stati Uniti, la Cina, e vissuto in prima persona il massacro degli armeni, la persecuzione degli ebrei, i deliri del maoismo; nelle mille tappe delle sue picaresche avventure ha servito cene spettacolari e funghi avvelenati, viaggiato con Simone de Beauvoir, premuto il grilletto della sua Glock 17 senza rimorsi, cucinato per Heinrich Himmler e per il Führer, amato senza riserve e senza preconcetti, sostenuta da un solo credo: se la Storia è l’inferno, la vita è il paradiso. Lunga e variopinta è la lista dei suoi amori, così come quella di chi le ha fatto del male, custodita gelosamente fin da quando era bambina e spuntata un nome dopo l’altro, con orgoglio e inesorabile determinazione: perché solo la vendetta gustata fino in fondo permette di risollevarsi e rinascere. La cuoca di Himmler è una cavalcata attraverso gli orrori del XX secolo e le delizie di una vita vissuta appieno e assaporata fino all’ultimo boccone, nella voce di un personaggio irresistibile che si racconta con dolcezza, umorismo e con la straordinaria leggerezza di chi sa sorridere al passato e al futuro; un romanzo che ha commosso e divertito la Francia, dove è diventato un grande successo di pubblico e di critica.
(source: Bol.com)

Cultura e realtà

”Gli anni di apprendistato continuano per tutta la vita.”Questa raccolta degli interventi critici non solo letterari ma anche teatrali, musicali, sui nuovi saperi e sull’organizzazione degli intellettuali, sulle diverse arti nell’accezione più vasta del termine – dagli anni cinquanta ai duemila – è l’opera nella quale si vede con chiarezza come in Edoardo Sanguineti sia la realtà stessa, rappresentata da incontri, dibattiti, convegni, collaborazioni con altri artisti, a dettare il ritmo del lavoro intellettuale, portando alla luce i temi decisivi e gli intrecci inestricabili della situazione concreta sui quali, per forza di cose, si deve focalizzare l’attenzione. La conseguenza di trasformare la realtà in committente principe è quella di una completa apertura e disponibilità verso ogni manifestazione della vita; si crea così una rete dove si incontrano Petronio, Dante, Petrarca, Adorno, Benjamin, Gozzi, Marx, Baj, Brecht, Celestini, per fare solo alcuni dei nomi dei compagni di viaggio. Il percorso testuale offre una mappa degli interessi privilegiati dell’autore e contemporaneamente, attraverso le sue interpretazioni, un catalogo aggiornato dei nodi capitali delle diverse epoche che Sanguineti vive intensamente e attraversa con occhio acuto e critico..

(source: Bol.com)

Il culo e lo Stivale

Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca. Perché, quando e come l’Italia è precipitata nel “cul de sac di un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti”? Partendo da una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l’autore cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi. Il fine è quello di approntare un “manuale di deberlusconizzazione” che riguardi un po’ tutti, compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di italiani che gli ha votato contro “comportandosi come lui”. La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel “paese dei leccaculo”. Per uscire da quella che Beha definisce una “pace incivile”, c’è bisogno di una nuova responsabilizzazione, per “tornare avanti”, e costruire il “partito che non c’è”.

Cujo

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna, finché una notte il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? È forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell’incarnazione stessa del male?
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Cucito addosso

Il giudice Arrigo Accorsi non ama le donne e per questo le evita da sempre, del resto ha un cane, Sally, con cui ha edificanti conversazioni.
Quando sua nipote, però, gli prende un appuntamento dalla nota sarta Delia Toschi perché gli confezioni un abito su misura, tutte le sue certezze saltano.

– Oh no, questi erano, come dicevo, i preliminari. Adesso prendiamo le misure – affermò con calma la signora e alzandosi aggiunse – Può cominciare a spogliarsi.
– In che senso?
– Nel senso che si leva tutto a parte calzini e mutande.
– Boxer – precisò lui.
– I miei preferiti. Lo spogliatoio e di là. Io l’aspetto qui.
Arrigo si diresse senza ribattere nello spogliatoio che era spazioso e arredato con tutti i comfort: specchio, appendiabiti, mensola, orologio a muro e una poltroncina imbottita rivestita di velluto azzurro polvere. Nell’aria un’essenza alla lavanda.
Come previsto si spogliò, piegò i pantaloni seguendo la piega ben stirata e li appoggiò alla spalliera della poltrona, maglione e camicia li appese, le scarpe le accostò appaiate al muro. Prima di uscire si guardò allo specchio: boxer grigi e maglietta bianca, senza macchie né odori strani. Si passò una mano nei capelli e si appuntò mentalmente di non acconsentire mai più a nessuna delle stravaganti pensate di sua nipote Sofia.
Considerò che fosse meglio uscire con passo deciso fingendo di essere vestito da capo a piedi, il fatto che la sarta fosse in piedi a braccia conserte e che lo squadrasse con occhio clinico non agevolò per niente la recita.
– Be’ lei che fa ancora vestita? – provò a scherzare il giudice.
– Non compro niente a scatola chiusa – gli rispose.
– Mi aspettavo almeno una tutina di lattice…
– Ho il metro in lattice – e lo srotolò con l’abilità di Cat Woman proprio sotto i suoi occhi.

(source: Bol.com)

Cucinare per il corpo e per lo spirito

Non un semplice ricettario, ma un manuale che offre tutti i principi e gli approfondimenti per conoscere e seguire al meglio l’alimentazione macrobiotica. Accanto alle quasi trecento ricette di piatti gustosi e equilibrati, il volume offre un’ampia informazione sulle caratteristiche e le proprietà degli alimenti; guida alla preparazione e alla cottura dei cereali integrali, delle verdure, dei legumi, delle alghe e dei dessert; dedica alcuni capitoli ai cibi fermentati e ai condimenti; dà indicazioni sugli strumenti per la cucina e sui fornelli da utilizzare. Inoltre, introduce il lettore, che segue un’alimentazione prevalentemente o del tutto vegetariana, alla preparazione e all’uso di alimenti ricavati dalla soia e del grano (tofu, tempeh, natto e seitan) e ricchi di proteine vegetali ad alto valore nutritivo, che permettono di sostituire, senza problemi, i cibi di derivazione animale. Un libro indispensabile per chi pratica la macrobiotica o il vegetarismo, e utilissimo anche per chi vuole semplicemente migliorare la qualità della sua alimentazione senza rinunciare a gustare piatti appetitosi.
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La cucina italiana. Storia di una cultura

L’Italia delle cento città e dei mille campanili è anche l’Italia delle cento cucine e delle mille ricette. La grande varietà delle tradizioni alimentari, specchio di un’esperienza storica dominata a lungo dal particolarismo e dalla divisione politica, è il carattere che maggiormente contraddistingue la gastronomia del nostro paese, rendendola straordinariamente ricca e attraente. Basta questo per concludere che una cucina italiana non esiste e non è mai esistita? È ciò che spesso si è portati a credere, ma la scommessa di questo libro è dimostrare il contrario, in base a considerazioni che tendono a rovesciare alcuni luoghi comuni e i più consueti modi di approccio alla storia della cucina.
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La cucina italiana

Un compendio della cucina italiana contemporanea, che afferma i valori del territorio ma che rappresenta al contempo le tendenze e i gusti attuali. Un lungo percorso nelle vie del gusto con oltre 1.500 proposte riviste con gli occhi di un cuoco d’eccellenza: Gualtiero Marchesi. Un vademecum per appassionati, ma anche un aiuto prezioso per chi muove i primi passi seguendo gli insegnamenti e i consigli di un maestro dell’alta cucina.

(source: Bol.com)

Cuba Libre

 L’aria calda dei tropici mi assalì all’improvviso appena lasciai l’aereo, il profumo forte del mare arrivò silenzioso nelle narici. Un secondo solo affinché la mente si abituasse alla visione di quella nuova terra dopo dodici ore di volo, e subito la voce di Isabel mi raggiunse in una folata di vento. Cuba, la più grande isola dei Caraibi, oasi dimenticata dal tempo, ad un passo dalla tecnologia e dal consumismo più sfrenato. Fu il silenzio a colpirmi in modo così sorprendente. Solo allora riuscii a comprendere quanto le voci ed i colori invece si perdano nel traffico caotico di una grande città. 

CSI Alaska. Primavera di ghiaccio

Sulle bianche distese dell’Alaska è arrivata la primavera. Il ghiaccio comincia a sciogliersi e Niniltna, un villaggio sulle sponde del fiume Kanuyaq, si riempie di nuove luci e nuovi colori. Eppure proprio il primo giorno di primavera il giovane Roger McAniff, in preda alla follia, ha deciso di prendere la sua calibro 30 e compiere una strage: nove morti e due feriti così sembra. Finché i referti balistici rivelano che una delle vittime, Lisa Getty, è stata uccisa da un altro proiettile. Quindi qualcuno ha approfittato della strage per mettere a punto la sua personale vendetta… Ma chi? Ancora una volta l’ex detective Kate Shugak si mette al lavoro e comincia a indagare tra le ombre e i segreti della comunità locale. Fino a quando un altro omicidio irrompe nella quiete del gelido villaggio e la stessa Kate viene presa di mira dal misterioso assassino…
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