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La democrazia non esiste: Critica matematica della ragione politica

La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell’uso e dell’abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici. Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni lampanti della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il “dovere” e il “volere”, e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro. Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

Democrazia

Il volume costituisce una sintetica e agile introduzione alla storia e alla teoria della democrazia. Nella prima parte viene ricostruito il lungo viaggio storico della democrazia dalle origini greche ai giorni nostri: le vicende della politica e quelle delle dottrine democratiche vengono ripercorse nel loro intreccio, con particolare attenzione a passaggi decisivi come le grandi rivoluzioni americana e francese, le lotte per il suffragio universale, l’affermazione delle democrazie costituzionali nella seconda metà del Novecento. La seconda parte del libro affronta invece i principali nodi teorici sui quali non cessa di interrogarsi il pensiero democratico: le basi filosofiche della democrazia, i diritti fondamentali, la laicità dello Stato, la “finzione” della rappresentanza, i partiti e la loro crisi, il ruolo dell’opinione pubblica e dei media, il condizionamento che i poteri economici, “domestici” e globali, esercitano sulla politica democratica. Il volume si conclude con una riflessione sulle patologie della democrazia contemporanea e sulle proposte che sono state avanzate per affrontarle.
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Il delta di Venere

Un misterioso collezionista di libri nel 1940 offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. Miller cominciò entusiasta, ma si stancò presto e passò l’incarico all’amica Anaïs Nin che aveva bisogno di soldi. “Cominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità” ricorda Anaïs Nin. “Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici… Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia… “Solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante. Una voce diceva: “Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso”. Nacquero così questi racconti erotici che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.

(source: Bol.com)

Deliziosa ossessione

Dopo una notte con Alyssa Devereaux, nessun uomo avrebbe mai voluto un’altra donna.
Luc Traverson, chef di chiara fama, ha programmato il suo futuro nei minimi particolari: un lavoro soddisfacente, una moglie devota e un figlio. Ma sul suo cammino incontra un ostacolo inaspettato, una spogliarellista sexy, Alyssa Devereaux, che lo coinvolge in un vortice d’incontri erotici bollenti, misteri conturbanti e pericolosi imprevisti. Tra loro c’è stata tempo addietro una notte di passione che ha sconvolto Luc perché Alyssa ha risvegliato il suo istinto animalesco e incontrollabile, ma ha lasciato in lei la voglia di provare di nuovo quei piaceri trasgressivi…
Alyssa fa di tutto perché lui la desideri, ma Luc non è l’unico a volersi infilare nel suo letto. Quando balla intorno a un palo, la bionda spogliarellista ha gli occhi di tutti gli uomini puntati addosso… anche quelli di un misterioso ammiratore, tanto ossessionato quanto minaccioso.
Luc e Alyssa custodiscono entrambi dei segreti, oscuri e torbidi come le loro fantasie.
In “Deliziosa ossessione” ritroviamo alcuni personaggi de “I peccati della notte” e “Lezioni proibite”.

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E’ questo il “delitto perfetto” di cui parla il testo, la “risoluzione anticipata” del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c’è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo.
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Il Delitto Del Conte Neville

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

Il delitto alla rovescia

New York, anni Trenta. Nella stanza ermeticamente chiusa dall’interno di un grande hotel viene trovato il cadavere di uno sconosciuto. L’uomo, morto con la testa fracassata da un pesante attizzatoio, non può certo essersi suicidato. E non è l’unico enigma da risolvere: sul corpo infatti gli abiti sono infilati alla rovescia, così come sono rovesciati tutti gli elementi dell’arredamento, dai quadri al mobilio… Perché?

Delitti tra nord e sud

Per il mercante d’armi Daniel Alberton lo scoppio della guerra civile americana è stato una buona notizia. Nordisti e sudisti inviano a Londra i loro emissari per ottenere da lui le forniture necessarie a vincere il conflitto e per sopraffare la concorrenza sono disposti a ricorrere anche al ricatto e all’omicidio. Infatti, Alberton e i guardiani del suo magazzino vengono assassinati e le armi contese tra nordisti e sudisti scompaiono misteriosamente. Monk e Hester indagano e seguono la pista di Breeland, l’emissario unionista ritornato troppo rapidamente in America con la bella Merrit, la figlia sedicenne di Alberton. Ma sullo sfondo di uno degli scontri più sanguinosi del conflitto, i due investigatori scopriranno una scottante verità la cui chiave giace sul fondale limaccioso del Tamigi

Delitti nella cattedrale

L’unico difetto dell’ispettore Morse è la lentezza nel prendere decisioni. Se avesse saputo organizzarsi meglio, adesso sarebbe in crociera nelle isole greche. Invece, si trova sotto il portico della chiesa di St. Frideswide, vicino a Oxford, immerso nel solito grigiore. L’ambiente meno adatto, sembrerebbe, per quello che è avvenuto: l’omicidio di un sacrestano a colpi di pugnale e l’apparente suicidio del vicario, gettandosi da un campanile.
Come al solito: Morse ha perso una vacanza, ma ha trovato un nuovo caso. Non rischia mai di annoiarsi…

Delitti in Toscana. Le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.

Delitti in Toscana: le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.

Delitti in palcoscenico

Raccolta di 4 libri : La morte nel villaggio; Verso l’ora zero; Poirot e la salma; Testimone d’accusa

I Delitti Della Camera Chiusa

Una persona viene uccisa in una stanza rigorosamente sbarrata: porte e finestre sono chiuse dall’interno, gli eventuali accessi – come cappe di camini o fori di aerazione – sono troppo piccoli perché qualcuno vi possa passare e non ci sono segni di effrazione né passaggi segreti né duplicati di chiavi. Il suicidio è fuori discussione: la posizione del corpo della vittima e quella dell’arma lo escludono. Chi è stato? E come ha fatto? Il “delitto della camera chiusa” appartiene alla categoria, dei “delitti impossibili”, quelli le cui modalità di esecuzione sembrano escludere l’intervento di una mano umana. Eppure, come questa raccolta dimostra, molti sono i modi e gli strumenti per uccidere una persona e andarsene lasciando la porta sbarrata dall’interno. C’è il ghiaccio, ma c’è anche il sole, ci sono corde e chiodi, ma anche pugnali e pallottole, ci sono l’assenza di gravità e una fogliolina di tè. E gli animali, ovvio: un gufo, in certe circostanze, può essere utilissimo. Anche i luoghi sono i più disparati: c’è la stanza e il cottage di campagna, lo stanzino del telefono e il bagno turco, la navicella spaziale e l’obitorio. Vero e proprio classico dell’età d’oro del giallo, il delitto della camera chiusa è una sfida con la quale tutti i più grandi giallisti si sono cimentati. In questa antologia sono raccolti tredici racconti scritti da altrettanti autori in un arco di tempo che va dal 1897 al 1962. Anni difficili, se sprangarsi in una stanza non bastava per sfuggire alla morte.

Delirium (versione italiana)

Mi chiamo Lena e sono una ragazza come tante. Tra tre mesi, il giorno del mio diciottesimo compleanno, potrò smettere di preoccuparmi: verrò curata e non rischierò più di innamorarmi. Dicono che tanto tempo fa l’amore portasse alla follia, al delirio, alla guerra. E alla morte, come è successo a mia mamma. Per fortuna però gli scienziati trovarono una cura e l’amore venne sconfitto. Tra tre mesi sarò al sicuro, questo è quello che mi hanno insegnato.Questo è quello che mi hanno promesso e che io desideravo. Poi ho incontrato Alex ed è tutto cambiato. L’amore mi ha infettata.