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Narcissus: Un’avventura di Anita Blake

**Un’avventura di Anita Blake Vol. 10**
Ormai da sei mesi, Anita non ha contatti né con Jean-Claude né con Richard. Sei mesi di solitudine e castità, per riflettere e soprattutto per rimettersi in forze. Segnata sia dal marchio dei vampiri sia da quello dei lupi mannari, si è infatti ritrovata debole e vulnerabile come non mai; in più, sa che quel malessere passerà solo quando uno dei due marchi prenderà il sopravvento. Eppure, ancora una volta, Anita non può permettersi il lusso di riposare, perché un essere misterioso ha approfittato della sua assenza per rapire alcuni innocenti che lei aveva giurato di proteggere. Insomma deve intervenire ma, nelle sue condizioni, rischia seriamente di farsi ammazzare, quindi, mettendo da parte l’orgoglio, si decide a chiedere aiuto: celebrando un rito antico e pericoloso, la cacciatrice di vampiri, Jean-Claude e Richard fondono i loro marchi, creando un legame indissolubile. Improvvisamente Anita acquisisce l’energia delle due creature della notte, percepisce il battito dei loro cuori e sente i loro pensieri, le loro paure, i loro desideri. Ma questo nuovo potere ha un prezzo altissimo: in un crescendo di tensione fisica ed emotiva, Anita si troverà coinvolta in una battaglia che potrebbe trasformarla per sempre, una battaglia in cui la posta in gioco è la sua stessa natura umana?
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### Sinossi
**Un’avventura di Anita Blake Vol. 10**
Ormai da sei mesi, Anita non ha contatti né con Jean-Claude né con Richard. Sei mesi di solitudine e castità, per riflettere e soprattutto per rimettersi in forze. Segnata sia dal marchio dei vampiri sia da quello dei lupi mannari, si è infatti ritrovata debole e vulnerabile come non mai; in più, sa che quel malessere passerà solo quando uno dei due marchi prenderà il sopravvento. Eppure, ancora una volta, Anita non può permettersi il lusso di riposare, perché un essere misterioso ha approfittato della sua assenza per rapire alcuni innocenti che lei aveva giurato di proteggere. Insomma deve intervenire ma, nelle sue condizioni, rischia seriamente di farsi ammazzare, quindi, mettendo da parte l’orgoglio, si decide a chiedere aiuto: celebrando un rito antico e pericoloso, la cacciatrice di vampiri, Jean-Claude e Richard fondono i loro marchi, creando un legame indissolubile. Improvvisamente Anita acquisisce l’energia delle due creature della notte, percepisce il battito dei loro cuori e sente i loro pensieri, le loro paure, i loro desideri. Ma questo nuovo potere ha un prezzo altissimo: in un crescendo di tensione fisica ed emotiva, Anita si troverà coinvolta in una battaglia che potrebbe trasformarla per sempre, una battaglia in cui la posta in gioco è la sua stessa natura umana?

Narciso e Boccadoro

Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell’amicizia fra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l’artista geniale e vagabondo, tentato dall’infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità. Ripercorrendo una delle epoche storiche che più gli sono congeniali, Hermann Hesse riflette sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto fra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione. “Narciso e Boccadoro” pone così al lettore – in un’accattivante, limpida fusione di favola simbolica e romanzo picaresco – i grandi, inquietanti interrogativi sulla condizione dell’uomo contemporaneo.
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Naoi

Un nuovo avvincente romanzo dall’autrice del best seller ”Le sfumature della luna”.

In un futuro prossimo, per arginare il grave problema della sovrappolazione globale, i governi di tutto il mondo hanno finanziato una multinazionale farmaceutica per mettere in commercio una pillola, l’Endream, in grado di provocare una piacevole morte al termine di un’esperienza onirica straordinaria per tutti coloro considerati esuberi.
Il Programma, gestito dal governo, ha il compito di pianificare gli incontri fra i soggetti non ancora sposati. Per coloro che non riescono a costituire una famiglia entro il numero di tentativi fissati c’è solo un unico destino: diventare un esubero.
Stuart, psichiatra cinquantenne londinese, si reca al Ministero per il suo ultimo tentativo. Qui incontra una criptica e silenziosa ragazza dai tratti orientali, ben più giovane di lui, con un lungo abito color antracite.

Quale corrispondenza nel data base del Programma ha fatto incrociare queste due persone così diverse fra loro?

Una storia che richiama alla tradizione dei grandi romanzi distopici, da ”1984” di George Orwell a ”La svastica sul sole” di Philip K. Dick. Un libro che è insieme una delicata storia d’amore e un thriller adrenalinico, che racconta le paure del mondo contemporaneo e ci mette in guardia su un futuro, non così lontano, dove tutto viene controllato e nessuno cerca più di ribellarsi.

L’autrice
Bilkis Saba è nata a Dhaka, capitale del Bangladesh, nel 1991. È cresciuta in Italia e, attualmente, vive a Londra. È autrice di due romanzi diventati in breve tempo best sellers su tutti gli store internazionali: ”Le sfumature della luna” e ”Feroci pulsioni”, entrambi pubblicati da Koi Press.

Hanno scritto su Bilkis Saba.

“Uno stile accattivante e pop, capace di lasciare il segno e di porre domande”.
IL FATTO QUOTIDIANO

“Un libro che incanta e travolge al primo sguardo. Da non perdere”.
I-LIBRI
(source: Bol.com)

Namibia: il bacio del deserto all’oceano: Racconto di viaggio di Sergio Ferraiolo (Viaggi e avventure Vol. 5)

Mi piace il viaggio, mi piace conoscere posti e genti nuove. Specialmente le realtà che rischiano di estinguersi. Leggiamo che ogni giorno si estingue una specie animale. Ma ogni giorno sparisce qualcosa del tempo che ci è familiare. Spariscono i gettoni telefonici, spariscono le lettere, le cartoline, i floppy disk, i modi di vivere, soppiantati dalla globalizzazione e dai mezzi di comunicazione multimediali sempre più rapidi ed aggressivi.
Nei miei viaggi privilegio, quindi, la possibilità di conoscere usi e costumi che stanno per scomparire. Basta poco. Basta la costruzione di una strada in una regione remota e il progresso irrompe inarrestabile. Basta un ripetitore radiotelefonico e Facebook sconvolge un intero paese.
D’altra parte non possiamo certo pretendere che il progresso tocchi noi e non alcune zone, solo perché ci piace viaggiare “nel tempo”.
E così è in Namibia, Paese antico e moderno al tempo stesso, molto esteso e poco popolato. Senz’altro Africa, ma molto, molto europeo. Terra di contrasti; discendenti dell’impero austro ungarico, olandesi, inglesi, boscimani, herero, himba, ma tutti africani fino al midollo. Ma, soprattutto, tanti, tanti animali in libertà, paesaggi splendidi, deserto e oceano che si baciano.
Contrasti. Deserto freddo e deserto caldo. Mare caldo e mare gelato. Dune altissime e superbe, oceano pieno di foche e pellicani. Una torta di mele scozzese gustata in pieno deserto. Ricordi di D’Annunzio e della sua impresa a Fiume fra le pagine dei servizi offerti da un lodge nel bush.
Ho raccolto in questo libretto le mie impressioni di viaggio, nel settembre 2014, per fissarle nella memoria e sulla carta e per rendere partecipe, chi vorrà leggerlo, delle mie sensazioni, delle mie riflessioni su quel Paese che non è solo animali o le rosse Himba.
Ho ritenuto opportuno arricchire il testo di mie fotografie che ritraggono quello di cui parlo e, per non appesantire la lettura, di tanti collegamenti ipertestuali agli alberghi, ai luoghi e agli argomenti che esulano un po’ dal racconto personale.
Ovviamente, questo testo non è una guida, non ne ha né la completezza né la pretesa. E’ solo un racconto di impressioni e ricordi di un viaggio bellissimo che, spesso, in una guida non trovano posto ma, forse, meglio di una guida possono raccontare e spiegare un Paese che è in Africa, ma tutta Africa non è.
Spero che le mie impressioni, il mio racconto, le indicazioni, i link e le foto possano aiutare chi vuol ripetere la mia esperienza oppure, solo, chi, dalla comoda poltrona vuol conoscere dalla penna di chi ci è stato la Namibia, in modo un po’ diverso dalla solite guide.
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### Sinossi
Mi piace il viaggio, mi piace conoscere posti e genti nuove. Specialmente le realtà che rischiano di estinguersi. Leggiamo che ogni giorno si estingue una specie animale. Ma ogni giorno sparisce qualcosa del tempo che ci è familiare. Spariscono i gettoni telefonici, spariscono le lettere, le cartoline, i floppy disk, i modi di vivere, soppiantati dalla globalizzazione e dai mezzi di comunicazione multimediali sempre più rapidi ed aggressivi.
Nei miei viaggi privilegio, quindi, la possibilità di conoscere usi e costumi che stanno per scomparire. Basta poco. Basta la costruzione di una strada in una regione remota e il progresso irrompe inarrestabile. Basta un ripetitore radiotelefonico e Facebook sconvolge un intero paese.
D’altra parte non possiamo certo pretendere che il progresso tocchi noi e non alcune zone, solo perché ci piace viaggiare “nel tempo”.
E così è in Namibia, Paese antico e moderno al tempo stesso, molto esteso e poco popolato. Senz’altro Africa, ma molto, molto europeo. Terra di contrasti; discendenti dell’impero austro ungarico, olandesi, inglesi, boscimani, herero, himba, ma tutti africani fino al midollo. Ma, soprattutto, tanti, tanti animali in libertà, paesaggi splendidi, deserto e oceano che si baciano.
Contrasti. Deserto freddo e deserto caldo. Mare caldo e mare gelato. Dune altissime e superbe, oceano pieno di foche e pellicani. Una torta di mele scozzese gustata in pieno deserto. Ricordi di D’Annunzio e della sua impresa a Fiume fra le pagine dei servizi offerti da un lodge nel bush.
Ho raccolto in questo libretto le mie impressioni di viaggio, nel settembre 2014, per fissarle nella memoria e sulla carta e per rendere partecipe, chi vorrà leggerlo, delle mie sensazioni, delle mie riflessioni su quel Paese che non è solo animali o le rosse Himba.
Ho ritenuto opportuno arricchire il testo di mie fotografie che ritraggono quello di cui parlo e, per non appesantire la lettura, di tanti collegamenti ipertestuali agli alberghi, ai luoghi e agli argomenti che esulano un po’ dal racconto personale.
Ovviamente, questo testo non è una guida, non ne ha né la completezza né la pretesa. E’ solo un racconto di impressioni e ricordi di un viaggio bellissimo che, spesso, in una guida non trovano posto ma, forse, meglio di una guida possono raccontare e spiegare un Paese che è in Africa, ma tutta Africa non è.
Spero che le mie impressioni, il mio racconto, le indicazioni, i link e le foto possano aiutare chi vuol ripetere la mia esperienza oppure, solo, chi, dalla comoda poltrona vuol conoscere dalla penna di chi ci è stato la Namibia, in modo un po’ diverso dalla solite guide.

Nadir (Principi azzurro sangue #5)

Quinto romanzo della saga Principi azzurro sangueNadir Azrel Ikdayen è un distillato di odio e vendetta. Vampiro membro del Consiglio degli Antichi, è un killer freddo e spietato che da secoli dispensa morte in silenzio, un’ombra tra le ombre dell’effimera esistenza umana. L’unica donna con cui danza è la signora con la falce; le uniche emozioni che conosce sono il desiderio e il possesso, perché nella sua oscura esistenza non c’è posto per l’amore.Quando incontra Rayane, ballerina brasiliana che si esibisce in un locale di striptease, Nadir rivede in lei la bambina che secoli prima aveva perso la vita per causa sua, la piccola umana che aveva restituito un cuore al Capitano Nero per poi portarglielo via morendo. Quella per cui aveva giurato di essere un dio. La passione per la vita di Rayane, il suo coraggio e la sua determinazione non hanno alcuna speranza di far breccia nell’animo di un essere votato alla violenza, capace soltanto di annientare, dominare, sottomettere.A meno che il potere dell’amore, così grande da spingerla all’estremo sacrificio, non sia abbastanza forte da regalare un nuovo cuore a chi ha perduto il suo per sempre.

Il muto di Gallura

“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
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### Sinossi
“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.

I mutanti del 2075

I mutanti delle generazioni successive alla Terza Guerra Mondiale sono creature d’incubo con per esempio due o tre teste e cinque o sei tra gambe e braccia, ovvero con una sola testa e praticamente nient’altro. Se a questo problema si aggiungono la sparizione del senatore Fulton, le aspirazioni dittatoriali del Presidente USA e i preparativi d’una guerra civile, si capisce che James Morgan (inviato da Base Luna per chiarire la situazione) avrà il suo bravo da fare.
Copertina di Karel Thole

Musica per un amore proibito

Appena laureata, la giovane e irrequieta Felicity è pronta a lasciare Seattle e l’innamoratissimo fidanzato Richard per rea­lizzare il sogno di fare il medico a Kabul. Ma proprio mentre sta facendo le valigie, una telefonata fa saltare la partenza: Martha, sua madre, è improvvisamente scomparsa, a pochi giorni dalla morte di nonna Deborah. Qualcuno l’ha vista correre, con una scatola sottobraccio, fuori dalla clinica dove la nonna era ricoverata. Ma non è tutto. Un infermiere consegna a Felicity un vecchio articolo di giornale in ebraico, che Deborah stringeva tra le mani in punto di morte: la foto di un processo, con la nonna, in prima fila, che fissa con odio un criminale nazista. Quale legame aveva con quell’uomo? E perché tenere nascosta una parte del suo passato? La risposta potrebbe celarsi nel misterioso diario rinvenuto tra le sue cose: leggendo quelle pagine, Felicity si ritroverà nel cuore della Germania hitleriana, sulle orme della bisnonna Elisabeth, famosa e seducente cantante d’ope­ra sposata con un medico ebreo, e di sua figlia Deborah, pianista di talento, travolta da un’insana passione che segnerà il suo destino in modo irreparabile. Da Monaco a Berlino fino alla romantica Cracovia, la storia di un amore proibito che getterà le sue ombre su quattro generazioni di donne.
(source: Bol.com)

La musica fa crescere i pomodori

La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos’è l’architettura se non musica congelata, diceva Goethe). E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio.Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì. O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto. Questa è la forma che insegue Vessicchio. Questa è la base dei suoi esperimenti sulla terra, sul vino, e di quelli appena cominciati sugli uomini. La musica fa crescere i pomodori, nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico ricco, profondo e divertente sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari dell’armonia nelle nostre vite.

La musica del mare. La scelta di un direttore d’orchestra di mollare gli ormeggi

Una barca e un violoncello, niente di più. La scoperta che fra la musica e l’andare a vela corre un’armonia perfetta. Roberto Soldatini, direttore d’orchestra, compositore e violoncellista, ha deciso di fare della barca la propria casa e di salpare alla volta dell’Oriente in compagnia di ‘Stradi’, il suo violoncello. Un viaggio, quello a bordo di Denecia, che lo ha condotto dall’Italia a Istanbul approdando nelle più belle isole dell’Egeo, alla scoperta di un mondo magico e antico, accolto dai sorrisi di gente semplice e saggia, stregato dalla bellezza dei luoghi e arricchito di nuove amicizie. Una scelta estrema vissuta senza enfasi, ma con inesauribile curiosità. Così il viaggio diventa esplorazione, occasione di incontro, scoperta di sé e dei propri limiti. Giorno dopo giorno, il musicista si trasforma in marinaio. E la barca diventa il suo mondo. La musica del mare è il racconto di una scelta di mollare gli ormeggi unica nel suo genere. Quella di un musicista che non ha messo da parte il suo passato, che continua a fare concerti e insegna in Conservatorio, ma che ha scelto uno stile di vita nuovo, e mostra orgoglioso la carta d’identità che, prima in Italia, porta come indirizzo la banchina del porto di Napoli dove Denecia è ormeggiata.

La musica del destino

Madrid, anni ’40.
Amori, intrighi familiari e segreti continuano in una saga spagnola magica e coinvolgente.
Marta Ribas aveva tutto per essere felice: amore, amici, prestigio. Ma un giorno, per lei e per la sua famiglia – il marito Antonio, la figlia Elena -, tutto cambia, inaspettatamente e per sempre. Un’amicizia profonda ma sbagliata, quella con il notaio Figueroa, e una lealtà mal riposta precipitano l’intera famiglia nella disgrazia, e sarà Marta a cercare, come la fenice, di risorgere dalle proprie ceneri. In una società ancora antiquata, rappresentata a perfezione dalla moglie del notaio, doña Virtudes, Marta dovrà trovarsi un lavoro, esporsi alle maldicenze, e continuare la sua lotta per la libertà e l’affermazione di sé. Aiutata da una sola, forte passione: quella per la musica. La passione che la salverà, e la aiuterà a trovare, nonostante tutto, il suo posto nel mondo.
Ma questa non è solo la storia di Marta. È la storia di due famiglie, i Montejano e i Figueroa, e dei loro destini intrecciati. È l’affresco di un momento della storia spagnola in cui molti cambiamenti si stanno preparando. Ed è soprattutto una saga emozionante, già cominciata con Sulle ali del silenzio, in cui, sullo sfondo di una Madrid magica e atmosferica, si muovono straordinari personaggi, legati dal destino e dalla Storia.
(source: Bol.com)

Il museo delle ombre segrete: Un caso di Ruth Galloway

Inghilterra, Norfolk. Nel piccolo museo locale tutto è pronto: un’antica bara risalente al xiv secolo sta per essere aperta. Niente si muove, tranne le pagine di un antico manoscritto sfogliate dal vento. I maggiori accademici dell’università attendono di entrare. Tra di loro anche Ruth Galloway, antropologa forense, specialista nella datazione delle ossa antiche. Ma poco prima che la cerimonia abbia inizio, viene fatta una macabra scoperta: accanto al feretro giace il cadavere di Neil Topham, direttore del museo. Ruth si ritrova suo malgrado coinvolta nell’indagine, di cui si occupa l’ispettore Harry Nelson, proprio l’ultima persona con cui Ruth vorrebbe avere a che fare. Ma questo non è l’unico problema della donna, perché adesso come non mai la sua bambina, ancora piccola, avrebbe bisogno di lei. Gli unici indizi in mano alla polizia sono alcune lettere minatorie e una vecchia leggenda. E quando dopo pochi giorni la morte colpisce di nuovo il museo, e il detective Nelson rischia la vita, la superstizione prende sempre più piede. Ma Ruth sa che quelle morti non sono legate a un’antica maledizione come credono tutti. Sono le ossa ad avere tutte le risposte. E solo Ruth è in grado di decifrare il loro antico messaggio. Prima che sia troppo tardi e che tutto quello che le è più caro sia messo in pericolo. Il museo delle ombre segrete ha scalato le classifiche inglesi, proiettando Elly Griffiths nell’olimpo delle grandi maestre del thriller. Una nuova indagine per Ruth Galloway, l’antropologa forense che ha affascinato i lettori di tutto il mondo con la sua competenza e la sua goffa semplicità. Una donna come tante, che deve confrontarsi con verità nascoste e segreti che affondano le radici in un passato che non potrà mai essere sepolto.

La musa della notte

In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.
“Ci vorrebbe tanta più forza di quella che noi abbiamo per non farci del male.”
**La saga de “La musa della notte”**
1. La musa della notte
2. La cacciatrice di stelle
3. La ladra di sogni
Spin-off “I figli del sole” e “Gli eredi del buio”
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### Sinossi
In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.
“Ci vorrebbe tanta più forza di quella che noi abbiamo per non farci del male.”
**La saga de “La musa della notte”**
1. La musa della notte
2. La cacciatrice di stelle
3. La ladra di sogni
Spin-off “I figli del sole” e “Gli eredi del buio”
### L’autore
Sara Simoni è nata in Trentino-Alto Adige nel 1992 e vive da sempre in Lombardia. Si è laureata in Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Milano e in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Dal 2010 al 2015 ha frequentato i corsi di scrittura creativa di Raul Montanari a Milano. Ha pubblicato il primo romanzo, “Angeli artificiali”, nel 2010 per i tipi di Macchione editore (Varese), mentre nel 2014 è uscito per Giunti editore l’ebook “L’innocenza del serpente”, entrambi di genere noir. Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari. Tra questi, nel 2011 e nel 2014 è stata tra i semifinalisti del Premio Campiello Giovani, nel 2014 ha vinto il Premio Chiara Giovani e nel 2015 e nel 2016 si è classificata terza al concorso di narrativa fantastica Pagine Folk. Alcuni suoi racconti si possono leggere in riviste e antologie: nel 2015 il suo racconto “Mal di stelle” è stato pubblicato sulla celebre rivista Linus, per Baldini&Castoldi. Benché si sia dedicata spesso ad altri generi, la letteratura fantasy è il suo primo amore. E, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai.

Il muro

*Il muro*, *La camera*, *Erostrato*, *Intimità*, *Infanzia di un capo*: cinque racconti che mettono a nudo il coraggio e la viltà di fronte alla vita.
Morte, follia, impotenza, perversione e menzogna: è intorno a questi temi che si snodano le esistenze dei protagonisti del libro. Il muro della cella contro cui vanno a sbattere i pensieri di tre condannati a morte, le pareti delle stanze che chiudono tragici misteri sessuali e delittuosi, il gesto clamoroso di Erostrato contro il mondo, l’inutile ricerca di una nuova vita di Lulù e infine la tormentata esistenza di Lucien Fleurier sono i tanti frammenti di una realtà allucinata.
Uscito per la prima volta nel 1947 in Italia, dove fu denuciato per oltraggio al pudore e sequestrato, *Il muro* è considerato l’opera di narrativa più inquietante di Jean-Paul Sartre.

Il muro invisibile

Harry è un ragazzino di quattro anni, il più piccolo di cinque fratelli. Il padre, un ebreo immigrato dalla Polonia, lavora alle manifatture tessili, sperperando gran parte del suo salario al pub e sfogando sui figli la rabbia per una vita di stenti. La madre manda avanti la famiglia come può, ricorrendo a mille espedienti. La loro povera casa si allinea con altre simili su una strada di ciottoli di una cittadina industriale nel nord dell’Inghilterra. Una strada come tante, ma solo in apparenza, perché al suo centro scorre un muro invisibile: gli ebrei da una parte, i cristiani dall’altra. Due mondi con usanze, credenze, pregiudizi diversi si fronteggiano, quasi non fossero parte di un’unica realtà, quella della miseria. La Prima Guerra Mondiale incombe, e con essa eventi che cambieranno per sempre la vita della famiglia, e quella della strada. Ma solo l’amore contrastato di Lily, la sorella maggiore di Harry, per Arthur, un ragazzo cristiano, sarà in grado di aprire una crepa nel muro, lasciando filtrare un raggio di luce.