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Sopravvissuto

Un volo aereo senza particolari problemi. Un incidente inspiegabile. Duecento le vittime, agghiacciante il sospetto: i passeggeri erano accomunati da qualcosa di terribile, pericolosissimo e a loro ignoto. Per qualcuno di molto potente era indispensabile che morissero tutti. Ma una persona, una sola, con il suo prezioso carico, è sopravvissuta. E un giornalista deciso a vendicarsi lo sa. **

Sono Il Numero Quattro

Siamo arrivati in nove. In apparenza, siamo uguali a voi: vestiamo come voi, parliamo come voi, viviamo come voi. Ma non siamo affatto come voi. Siamo in grado di fare cose che voi non potete neanche sognare. Abbiamo poteri che voi non riuscite neanche a immaginare. Siamo più forti, più veloci e più abili di qualsiasi essere vivente del vostro pianeta. Avete presente i supereroi dei fumetti e quelli che ammirate al cinema? Una cosa del genere, però con una grossa differenza: noi siamo reali. Ci siamo rifugiati sulla Terra e ci siamo divisi per prepararci: dovevamo allenarci, scoprire tutti i nostri poteri e imparare a usarli. Poi ci saremmo riuniti, tutti e nove, e saremmo stati pronti. A combatterli. Ma loro hanno scoperto che siamo qui e adesso ci stanno dando la caccia. Vogliono eliminarci, l’uno dopo l’altro. Così siamo costretti a scappare, a spostarci in continuazione, ad avere paura della nostra stessa ombra. Attualmente mi faccio chiamare John Smith, e mi nascondo a Paradise, in Ohio. Credevo di essere al sicuro, ma ho commesso un errore gravissimo: mi sono innamorato di una mia compagna di scuola. E non potevo scegliere un momento peggiore. Perché loro hanno preso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. E li hanno uccisi. Io sono il Numero Quattro. Io sono il prossimo…

(source: Bol.com)

Sono ebreo, anche. Riflessioni di un ateo anarchico

Ateo, anarchico, surrealista. Ma anche ebreo. Così si definisce Arturo Schwarz. In queste pagine dimostra come proprio nell’ebraismo, vissuto nella sua dinensione esistenziale e filosofica, sia possibile trovare le radici del suo atteggiamento e della sua filosofia di vita. Il rifiuto del principio di autorità, inteso impostazione di tipo statico e irrazionale, ma anche la brama di conoscenza, il rispetto del diverso e della natura, l’anelito di giustizia e il diritto alla felicità, il ruolo salvifico e iniziatico della donna, trovano tutti il loro fondamento nella Bibbia, nel Talmud e negli scritti dei cabbalisti. Del resto, come sottolinea nella sua prefazione Giuseppe Laras, di tipi come Arturo Schwarz, fra gli ebrei, ce ne sono parecchi; non solo, ce ne sono stati sempre. In apparenza paradossale e provocatorio, il testo ci guida così alla ricerca del senso più autentico e prezioso del vivere.
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Sono contrario alle emozioni

Quando Malinconico fa l’avvocato di se stesso si difende come può, ubriacandosi di domande e avvalendosi della facoltà di non rispondere. Perché mentre ascoltiamo le nostre canzoni preferite ci assalgono vampe gratuite d’autostima, il desiderio improvviso di prenderci un cane o una nostalgia divorante delle polpette della nonna? E come fa Sharon Stone a disegnare nell’aria, semplicemente muovendosi, delle curve piú belle delle sue?
La verità è che Malinconico ha un problema e non dice quale. Soprattutto non lo dice al suo psicoterapeuta, che si trova davanti un pessimo paziente: bugiardo, logorroico, reticente, provocatore sino allo sfinimento. Che fa e disfa da solo la sua terapia digressiva. Non sappiamo se le sue acute stupidaggini siano soltanto un campionario di alibi, ma il bello è che, ridendo, pagina dopo pagina siamo d’accordo con lui.
Bisogna immaginarselo, Vincenzo Malinconico che va dallo psicoterapeuta e non è capace di fare il paziente.
Bisogna immaginarselo fuori dallo studio, per strada, o a casa, mentre vive la sua vita e si fa le domande piú eccentriche e peregrine, e trova le risposte piú folli e piú logiche. Tagliarsi la lingua leccando una busta è o meno un infortunio che la racconta piú lunga di quel che sembra? Ci siamo interrogati abbastanza sulla portata avanguardistica di Raffaella Carrà? Perché guardare una palma mozzata sul lungomare può falsificare in un attimo il bilancio di un’esistenza intera?
È una gioia stargli dietro, seguire la sua testa tortuosa e cristallina mentre formula teoremi, aforismi e vanvere, variazioni sul tema dell’amore, dell’emotività e dei sentimenti; improvvisi interrogativi su parole che a un tratto perdono di senso; recensioni estemporanee di vecchie canzoni, di strani film, di eventi e persone; appunti sulla vita che assomigliano agli spilli di un entomologo instancabile.
Nei suoi tentativi di analisi fai-da-te per ricomporre il senso di una storia finita, Vincenzo nasconde se stesso e il suo problema, per dirci molto di piú. Un romanzo vorticoso, fatto di pezzi brevi, comici, filosofici, sempre folgoranti, dove la scrittura si palesa al lettore in una delle sue versioni piú artigianali: quella di strumento per capire come la pensiamo sulle cose.
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‘(…) L’avvocato Vincenzo Malinconico, il fortunato personaggio creato da Diego De Silva, è protagonista del nuovo romanzo dello scrittore napoletano Sono contrario alle emozioni, un caleidoscopio di riflessioni, amare e divertenti, sull’amore e non solo(…) Ce la farà l’avvocato a risolvere i suoi problemi? Diciamolo con tutta franchezza: speriamo di no. Così potremo continuare a goderci le sue fantasticherie spiazzanti e il suo punto di vista caustico e pietoso sul mondo’.
**Marco Presta, ‘la Repubblica’**
(source: Bol.com)

Sono apparso alla Madonna

“Sono apparso alla Madonna è l’esperienza e la frase che Carmelo ha scelto come titolo e come vertice della sua prima autobiografia. Una frase che non ha mai amato ripetere – lui che amava repertoriare e ribadire le sue battute migliori – ma che tutti invece ripetono quando pensano a Carmelo. La ripetono avversari o complici – è lo stesso – come fosse il massimo della provocazione o della dissacrazione, spesso dimenticandosi (gli uni e gli altri) che Carmelo è sì il campione teatrale della libertà ma anche il maestro della verità del teatro. E in verità e in teatro non ha senso ripetere una frase come quella, poiché “sono apparso alla Madonna’ non è mai stato un dire ma un fare di Carmelo Bene, un evento che ha segnato il corpo del suo attore e il corpus delle sue opere: apparire alla Madonna è diventato complemento della sua grazia e compimento del suo genio.” Dalla Postfazione di Piergiorgio Giacchè
(source: Bol.com)

Il sonno del demonio. Peggy Sue e gli invisibili

Da un po’ di tempo nel deserto succedono cose strane. Battaglie a colpi di neve, un oceano abitato da sirene e, durante la notte, un aereo di cristallo si posa su una pista abbandonata per poi volare in un magico sogno. È solo un miraggio? Ma perché le persone spariscono veramente? Peggy Sue e il cane blu, cercando di fare chiarezza su questo mistero, atterrano in un mondo favoloso dove il mare è dolce, la neve profuma di menta e ogni desiderio diventa subito realtà. Ma dietro tanta felicità si nasconde un pericolo incombente. Nei giardini delle meraviglie i cactus sono allergici ai bambini, i frutti annebbiano la mente, le rose sono piene di vanità e tutti sembrano rimpicciolire a vista d’occhio. Età di lettura: da 11 anni.

Il sonno degli dei

Su una luna ghiacciata ai confini del sistema solare, gli dei sognano dalla notte dei tempi. Una squadra di esploratori li riporta alla luce dopo il loro riposo millenario. Gli occhi degli dei si aprono lentamente, guardano l’incomparabile bellezza di Saturno. E qualcosa comincia a cambiare. Un antico enigma è la chiave di questo spettacolare romanzo di fantarcheologia che rivela un nuovo maestro della fantascienza americana.
Copertina: Marco PATRITO e GIRONE

Sonetti lussuriosi, Dubbi amorosi

A cinquecento anni di distanza dalla sua nascita, l’Aretino è uscito ormai dall’*inferno* delle nostre biblioteche divenendo il simbolo dell’uomo del Rinascimento: la rivoluzione del costume sessuale ha rivalutato la carica eversiva e amorale della sua scrittura, consentendone il libero accesso tra i classici della letteratura italiana. In perenne conflitto con le teorie cinquecentesche dell’ordine e della classicità, pronto ad affondare la sua penna pungente e sarcastica nelle pieghe più riposte della realtà umana, oltre le misurate norme dell’etica comune, l’Aretino ha sconcertato biografi e commentatori, ha scandalizzato i lettori di ogni tempo, modificando l’opinione pubblica e divenendo, in virtù delle sue descrizioni licenziose e della sua concezione libera e giocosa del sesso, il maestro dell’amore occidentale.

Sonderkommando Auschwitz

“Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto… Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio.” Sono parole di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, di nazionalità italiana; è uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spieiata macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i gruppi di prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a svestirsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano i denti d’oro, recuperavano oggetti e indumenti negli spogliatoi, ma soprattutto si occupavano di trasportare nei forni i corpi delle vittime. Un lavoro organizzato metodicamente all’interno di un orrore che non conosce eccezioni: il pianto disperato di un bimbo di tre mesi, la cui madre è morta asfissiata dal gas letale, richiama l’attenzione del Sonderkommando, lo scavare frenetico tra i corpi inanimati, il ritrovamento e subito dopo lo sparo isolato della SS di guardia che ammutolisce per sempre quel vagito consegnandolo alla storia. Per decenni l’autore ha preferito mantenere il silenzio, ma il riaffiorare di quei simboli, di quelle parole d’ordine, di quelle idee che avevano generato il mostro dello sterminio nazista ha fatto sì che dal 1992 abbia incominciato a parlare, e quei racconti sono la base della lunga intervista che è all’origine di questo libro. Prefazione di Walter Veltroni.
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Sonda mentale

Simeon Kelly è un telepatico, ma soprattutto è il primo individuo umano nato nei laboratori della Creazione Artificiale: l’istituto governativo in cui si pratica l’ingegneria genetica per ottenere “superuomini”. Simeon conduce una vita normale, è insoddisfatto esattamente come tutti coloro che lo circondano, ama gli agi, e amministra il proprio talento come un libero professionista, facendosi ingaggiare dal governo per sondare la mente, a loro insaputa, dei funzionari sospettati di illeciti. Ma un giorno viene chiesto a Simeon Kelly di esplorare la mente di un suo “fratello” artificiale: un essere conosciuto col nome di “Bimbo”. Un bambino mostruoso, destinato a vita breve e toccato dalla pazzia, che però possiede un’intelligenza sovrumana. “Bimbo” ha la chiave di alcune grandi scoperte, il volo astrale, gli schermi di forza,ma si rifiuta di darla, e l’unico modo di carpirgliela è quello di sondargli la mente per mezzo del talento di Kelly.

Sommergibile Squalus. Ore terribili

23 maggio 1939. Hitler e Mussolini hanno stretto la loro alleanza a Berlino e l’Europa si trova ormai sul baratro della Seconda Guerra Mondiale. Durante un test di immersione nelle acque del New England il sommergibile ‘Squalus’, fiore all’occhiello della marina americana, precipita sul fondo dell’Atlantico. Miracolosamente 33 membri dell’equipaggio sono ancora vivi. Mentre a riva mogli e fidanzate vivono momenti di indicibile apprensione il destino di quei marinai dipende unicamente da un uomo: il capitano Swede Momsen, pronto a sfidare i limiti della scienza e i regolamenti militari per costruire una speranza impossibile. Una storia vera, il resoconto documentato e coinvolgente di una vicenda che ha cambiato la storia della Marina.
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Solstizio d’inverno

Elfrida Phipps, ex attrice di musical, ha sessant’anni. Affranta dal dolore per la morte dell’uomo che ha sempre amato, lascia Londra e si trasferisce in un piccolo villaggio dell’Hampshire. Dolce ed eccentrica, Elfrida fatica a inserirsi nella piccola comunità, finché non incontra la famiglia di Oscar Blundell, musicista in pensione. Poco tempo dopo Oscar perde moglie e figlia in un tragico incidente stradale, e rimane solo, assillato da problemi economici, in preda alla disperazione. Uniti dalle avversità, Oscar ed Elfrida decidono di lasciarsi alle spalle il passato e di trasferirsi in Scozia per ricucire le trame delle loro esistenze. Sarà il primo Natale trascorso insieme a ridare a entrambi la forza di ricominciare…
(source: Bol.com)

Solomon Gursky è stato qui

A chi lo incensava come l’inimitabile cantore del microcosmo ebraico di St Urbain Street, Mordecai Richler rispose da par suo, e cioè facendo saltare il tavolo con questo romanzo, il suo penultimo. Qui il racconto abbraccia infatti due secoli, due sponde dell’Atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto è smisurato: vitalità, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma. Ma nessuna grande famiglia è senza macchia, e la macchia dei Gursky si chiama Solomon, rampollo in disgrazia che pare essere stato presente, come Zelig più o meno negli stessi anni, in tutti i momenti cruciali del ventesimo secolo – la Lunga Marcia, l’ultima telefonata di Marilyn, le deposizioni del Watergate, il raid di Entebbe. Solomon rimarrebbe tuttavia un mistero, se della sua fenomenale parabola non decidesse di occuparsi il più improbabile dei biografi, Moses Berger, ex ragazzo prodigio rovinato dal rancore, dall’alcol, ma soprattutto dalle sue stesse maniacali indagini intorno a un unico soggetto: i Gursky. I lettori di Barney avranno certamente riconosciuto gli ingredienti base di ogni Richler da collezione: a sorprenderli, stavolta, sarà la loro imprevedibile miscela. “Solomon Gursky è stato qui” è stato pubblicato per la prima volta nel 1989.
(source: Bol.com)

Solo tra ragazze

Sette amiche napoletane, ex-compagne di classe, ormai vicine ai quaranta, organizzano una rimpatriata. Niente figli, niente mariti: sarà un weekend solo tra di loro, da trascorrere a Villa Camerelle, una grande casa isolata nella campagna toscana dove, vent’anni prima, avevano festeggiato la fine del liceo. Per dare un tocco di avventura alla breve vacanza, hanno deciso di non portare i cellulari. Piera è quella che dovrebbe accogliere le amiche; ha pensato lei ad affittare la villa. Ma quando le altre arrivano, alla spicciolata, Piera non c’è. Chissà, forse un ritardo, un imprevisto. Le amiche chiacchierano, scherzano, rivangano vecchie storie dei tempi della scuola, si raccontano le loro nuove vite. E intanto si scrutano, si studiano. Assieme ai ricordi riemergono anche i vecchi rancori, le piccole rivalità, le invidie camuffate sotto i complimenti, i segreti sporchi. E l’allegria e la complicità, un po’ costruite, si incrinano quando, di punto in bianco, sparisce anche Deda. Passano le ore, e a un certo punto non si trova più nemmeno Giovanna. Cosa è accaduto? Sono fuggite? Partite senza dire nulla? Quando, domenica mattina, si dilegua anche Maria Luisa, l’inquietudine si trasforma in paura, e la paura in terrore. Sono rimaste in tre. Sole nella grande casa antica dai muri spessi e silenziosi, che le ha accolte solo per inghiottirle.

Solo per passione (I Romanzi Emozioni)

Alana Farmer è stata cresciuta da un tutore, con tutti i privilegi di una figlia della nobiltà e ricevendo un’educazione consona a una regina. Alla vigilia del debutto in società, apprende però la scioccante verità sulle proprie origini: erede unica al trono di Lubinia. Non solo, la sua presenza è urgentemente richiesta al paese natale per scongiurare una guerra civile. Così Alana si ritrova ben presto in una terra aspra e isolata, dalle usanze medievali, dove nessuno conosce la sua identità. Al punto che il capitano delle guardie reali, Christoph Becker, credendola una spia mandata a uccidere il re la fa arrestare. Pur di spingere la bellissima prigioniera alla confessione, Christoph è addirittura deciso a usare tutte le armi della seduzione, ma presto la passione esplode. E allora non sarà solo la sorte di una nazione a dipendere da loro, ma anche quella dei loro cuori…