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The Restorer: La signora dei cimiteri

Sono Amelia Gray e restauro cimiteri. Sono condannata a poter vedere i morti, ed è un’esperienza angosciante. Hanno fame di vita. Per questo non li posso guardare, non devo far loro capire che li vedo, o sono perduta. Ultimamente però tutto è diverso. È accaduto qualcosa nel cimitero di Oak Grove, dove sto lavorando, qualcosa che va oltre la semplice violenza, che coinvolge i vivi e i dannati. Ho paura, perchè il senso di tutto ciò mi sfugge. Sono sempre più confusa, sopraffatta dalle circostanze e da un mistero che, invece di sciogliersi, pare diventare più fitto e più oscuro. Spero di trovare delle risposte, prima che tutto ciò possa uccidermi.

Il tesoro greco. Il romanzo di Schliemann

E’ la nuova edizione di un titolo da tempo esaurito in libreria, la biografia romanzata che ha come protagonista Heinrich Schliemann, l’uomo che dedicò la propria esistenza a un’impresa che nessuno avrebbe creduto realizzabile: la riscoperta di Troia. Al racconto di quella avventurosa ricerca si intreccia la storia d’amore che legò Schliemann alla bella Sophia Eugastromenos, la sua futura moglie.

Il tè è sempre una soluzione: Un caso per Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana

«Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.» The Sunday Times«Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.»The New York Times«La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.» The Wall Street Journal«Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.» L’EspressoNel suo ufficio di Gaborone, Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N.1, sorseggia una tazza di confortante tè rosso e riflette sulla bellezza del proprio paese, il Botswana. È una mattina perfetta per lasciar vagare la mente, in attesa di clienti. La signora Ramotswe pensa anche al suo fidanzato, quel JLB Matekoni, abilissimo meccanico, con il quale si è impegnata a crescere due piccoli orfani. Brav’uomo il signor Matekoni, se non fosse per la sua titubanza a fissare la data delle nozze. Va da sé che la pace, nella nebbia azzurrina del caldo africano, dura poco. Puntuale come un orologio, bussa alla porta dell’agenzia la proprietaria di alcuni saloni di bellezza: compiuti i quarant’anni si è decisa a trovare marito, ma, vista la sua posizione, vuole avere la certezza che i pretendenti non siano avidi arrampicatori. Guai in vista, invece, per il pacioso Matekoni. L’irriducibile direttrice dell’orfanotrofio pretende da lui, allo scopo di raccogliere fondi, niente meno che un salto con il paracadute! Come se non bastasse, i suoi due giovani apprendisti gli dannano l’anima, e il proprietario di un’officina rivale si dimostra disonesto… Alexander McCall Smith dà vita a una nuova effervescente avventura della sua provvida detective, senza farle mancare la consueta dose di ironia e una sapienza tutta speciale.«Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.»The Guardian«Un indiscusso maestro del romanzo.» Publishers Weekly

Taverna alla Giamaica

All’inizio dell’Ottocento, Mary Yellan, giovane orfana di belle speranze e di avvenente aspetto, giunge al Jamaica Inn, una locanda tra i picchi e le scogliere della Cornovaglia, terra, all’alba del nuovo secolo, di pietre e ginestre rachitiche, di pirati e predoni. Dopo la morte della madre, l’unica parente rimasta alla ragazza è la zia Patience, proprietaria della locanda insieme col marito Joss Merlyn. Nel viaggio attraverso la brughiera selvaggia della Cornovaglia, Mary ha immaginato il Jamaica Inn come un accogliente rifugio, una dimora degna di quella zia che, da bambina, le appariva leggiadra come una fata con le sue cuffie ornate di nastri e le sue gonne di seta. Il suo sgomento è grande, dunque, quando scopre che la taverna è un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri della peggior specie, e che della zia Patience, giovane donna vanitosa e piena di vita, non è rimasto nulla. Al suo posto c’è una povera creatura sfiorita, terrorizzata da un uomo gigantesco e brutale: suo marito, Joss Merlyn. Mary Yellan scapperebbe subito da quell’edificio buio e malmesso, dove nessun avventore oserebbe mai mettere piede, se non fosse per lei un punto d’onore difendere la zia dalle angherie di Joss, e se la sfida con quell’uomo violento, sorta forse dalla segreta, inconfessabile affinità sempre esistente tra caratteri forti, non la solleticasse. Quella taverna, dove si danno appuntamento i peggiori sgherri della Cornovaglia, è soltanto il porto di traffici illegali tra la costa e il Devon o è qualcosa di peggio, qualcosa che oltrepassa la stessa enigmatica figura di Joss? E che cosa ha a che fare la stanza chiusa in fondo al corridoio con i carri che si fermano ogni notte nel cortile della locanda? Romanzo in cui personaggi violenti e, insieme, fragili si muovono sullo sfondo di un paesaggio selvaggio, Jamaica Inn è un vero thriller di alta scuola, pieno di suspense e di inaspettati colpi di scena, una delle opere più riuscite dell’autrice di Rebecca, la prima moglie. «Jamaica Inn si divora dalla prima all’ultima pagina». The Times «Jamaica Inn è forse il romanzo storico più perfetto che sia stato mai scritto». Good Guide Book

Tango e gli altri: romanzo di una raffica, anzi tre

Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…
Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, *Tango e gli altri* è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

Tabù

Sebastian von Eschburg è solo un ragazzino quando nella sua famiglia si consuma, davanti ai suoi occhi, un’indicibile tragedia. Cresciuto sopportando il peso di un dolore terribile, da adulto Sebastian si dedica con inaspettato e rapido successo alla fotografia. La sua fama giunge all’apice grazie a mostre e installazioni che rappresentano soprattutto il nudo femminile, il sesso, la solitudine dell’essere umano. Ma i fantasmi che da sempre lo inseguono si fanno ogni giorno più aggressivi, trascinandolo verso un destino che sembra inesorabilmente drammatico. Quando viene accusato dell’omicidio di una giovane donna, Sebastian sceglie come difensore l’avvocato Konrad Biegler. L’anziano penalista intraprende un viaggio nel dolore profondo che il suo assistito nasconde dentro di sé, affrontando insieme al giovane artista le questioni cruciali che hanno sempre accompagnato la sua vita personale e professionale: il significato della colpa, i limiti della giustizia, l’abisso di contraddizioni nascoste dietro ogni cosiddetta verità.

Sotto la neve

È la vigilia di Natale e durante una tempesta di neve un treno viene bloccato in aperta campagna. Alcuni passeggeri, stanchi di aspettare, decidono di raggiungere a piedi la stazione più vicina, ma smarriscono la strada e solo dopo molto girovagare, e ormai allo stremo delle forze, trovano rifugio in una villa isolata. Al suo interno non c’è nessuno, eppure il camino è acceso e la tavola è apparecchiata per il tè. In cucina il bollitore è sul fuoco e, curiosamente, c’è un coltello sul pavimento. Mentre i nuovi arrivati cercano di organizzarsi, alla villa giungono un anziano passeggero del treno, che mostrerà di possedere straordinarie capacità deduttive, e uno strano figuro che si fa chiamare Smith e che ha tutta l’aria di essere un avanzo di galera. Ma le sorprese non sono finite: viene trovata una lettera dal significato oscuro, la porta di una camera – che non può che essere vuota – si apre e si chiude come se dentro ci fosse qualcuno, e durante una spedizione esplorativa all’esterno, sotto la neve che continua a cadere sempre più fitta, viene rinvenuto… Giallo, orrore e mistero si rincorrono e si passano di continuo la mano in questo affascinante romanzo del 1937, finora inedito in Italia, che mostra in pieno tutte le straordinarie capacità narrative dell’autore.

Sopravvivenza zero

Questa volta il detective Mike Hammer non deve cercare una persona scomparsa, sconfiggere un gangster, rivaleggiare con la polizia: oggi è in pericolo l’intera città di New York. Alcune spie sovietiche (siamo ancora in piena guerra fredda) hanno nascosto nei punti chiave della città dei contenitori pieni di un virus letale. Ma i russi, dopo aver piazzato le loro trappole mortali, hanno cambiato idea. Tocca a Mike Hammer salvare la città.

Solo sigari quando è festa

Nick, un giovane ricercatore di L’Aquila sfuggito miracolosamente alla terribile scossa di terremoto, torna a vivere nella casa dove è cresciuto, insieme al padre Ivo che ha frequenti vuoti di memoria. Mentre cerca di assorbire il trauma e occuparsi della malattia di Ivo, riceve una richiesta di amicizia su Facebook da parte di un misterioso “Il Ragno”, un utente con soli altri quattro amici. Tutti morti. Tranne Nick e Tamara, una spogliarellista di night club. Apparentemente, nessun legame esiste tra gli amici del Ragno, ma quando anche Tamara sparisce, Nick comprende di essere in pericolo di vita. La sua unica speranza è scoprire chi è il Ragno e cosa vuole da lui.
Un thriller mozzafiato, intelligente, tecnologico, tra hacker, amori e le rovine di L’Aquila.

So che ci sei (Forever)

**Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER**
C’è qualcosa di peggio che essere tradita e mollata dal ragazzo con cui pensavi di passare tutta la vita. Ed è vederlo online su WhatsApp, per tutta la notte, e sapere che non sta scrivendo a te, non sta pensando a te, ma a qualcun altro.
È proprio quello che capita a Gioia al suo ritorno da Londra, dopo aver passato mesi facendo di tutto per tornare da Matteo, cantante di un gruppo rock che sembrava irraggiungibile e invece quattro anni prima era diventato il suo ragazzo. Peccato che ad aspettarla all’aeroporto, al posto di Matteo, ci sia il padre di Gioia, l’aria affranta e un foglio A4 tra le mani, con la magra e codarda spiegazione del ragazzo che non ha neanche avuto il coraggio di lasciarla guardandola negli occhi.
Dopo mesi di clausura, chili di gelato e un rapporto privilegiatissimo col suo piumone, però, Gioia si fa convincere a passare un weekend con le sue migliori amiche a Barcellona. Non c’è niente di meglio di un viaggio, qualche serata alcolica e un po’ di chiacchiere tra donne per riparare un cuore infranto. Se poi a questo si aggiunge un incontro del tutto inaspettato con un uomo che pare spuntato direttamente dalla copertina di un magazine di successo, la possibilità di ricominciare pare ancora più vicina. E, soprattutto, la consapevolezza che l’amore vero non ha bisogno di “ultimi accessi” di status o faccine sorridenti. È tutto da vivere, là fuori, a telefoni rigorosamente spenti.

Snack Bar Budapest

Torna per Stile libero il noir d’autore italiano, pubblicato da Bompiani nel 1987, da cui Tinto Brass ha tratto nel 1988 il film omonimo, interpretato da Giancarlo Giannini. Stanotte non si dorme. Il paese si prepara a far festa a Faffo il maratoneta, che sta per tornare dopo la vittoria in Portogallo. Lo aspetta Molecola, sedicenne con «la faccia brufolosa di chi prende ancora la paghetta del sabato» e il modo di fare di un boss. Lo aspetta anche l’avvocato, che in realtà da anni non va piú in tribunale, ma piazza macchinette nelle sale-gioco e poi va a ritirare i soldi a fine mese per conto del Comandante. Lui in quel paese di mare ci ha portato la sua Milena ad abortire. E lí ha incontrato Molecola, capoccia di una banda di malviventi che sogna di trasformare la sua anonima città in una nuova Las Vegas: un firmamento elettrico di insegne, tra sale-gioco, discoteche, hotel a dieci stelle, cinema, go-kart, teatri e soprattutto casinò. Per realizzare il suo progetto, Molecola vuole al suo fianco l’avvocato: «Non sa che storia possiamo inventarci insieme».

Skianto

“C’era ’na volta… un re, direte voaltre… Invece no, ve sbajate.” A quasi dieci anni dal successo di La vita bestia, Filippo Timi torna al monologo e lo fa con una favola amara, capace di oscillare senza paura tra dramma e commedia, slanci lirici e prosa. Affidandosi a una lingua irregolare e immaginifica, racconta la storia di un bambino dalla “scatola cranica sigillata”, in apparenza chiuso all’interazione con il mondo, ma animato di desideri comuni e al tempo stesso impossibili: fare il cantante, danzare sui pattini, amare… Ma come tutti i sognatori, anche il protagonista di questo nuovo testo teatrale, disponibile esclusivamente in ebook, dovrà scontarsi con una realtà che, giorno dopo giorno, assomiglia sempre più a una partita truccata. “È arrivata l’ora per me di skiantarmi addosso alla vita, cadere di faccia contro le contraddizioni, fare un frontale con la tenerezza, spaccarmi il naso contro il pugno di ogni pregiudizio, cadere piatto sull’acqua gelida di quel mare di sogni sporchi.” (Filippo Timi)

Single? No grazie

Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER Julia e Michael stanno insieme da sempre. Dal giorno in cui lui l’aveva salvata da un’aggressione nel paesino del West Virginia dove vivevano entrambi e Julia aveva scoperto che il ragazzo docile e timido che conosceva e snobbava da anni era in realtà l’unico in grado di capirla e di farla ridere. E poi condividevano lo stesso sogno: fuggire da quel posto squallido e senza prospettive e iniziare una nuova vita. Così, appena finito il liceo avevano preso una station wagon di seconda mano che perdeva pezzi a ogni curva e si erano trasferiti a Washington, senza un dollaro in tasca, ma con una serie infinita di progetti. Si amavano da morire e sentivano di poter fare qualunque cosa restando insieme. Quindici anni dopo, Julia e Michael hanno realizzato tutti i loro sogni: vivono in una casa da nove milioni di dollari, il lavoro va a gonfie vele e delle ristrettezze del loro passato non hanno che brutti ricordi. Ma qualcosa tra loro è cambiato. Michael è diverso, troppo preso dalla carriera e dal denaro, non fa che dimenticarsi gli anniversari e lasciar sola Julia che, dal canto suo, ha smesso di credere che l’amore possa durare per sempre. Saranno un evento del tutto inaspettato e i consigli di Isabelle, migliore amica di Julia e single impenitente ormai pronta al grande passo, a far capire loro che a volte la scelta migliore è mettere da parte l’orgoglio e concedersi una seconda possibilità.

Il silenzio del lottatore

Una ragazzina scopre l’attrazione ascoltando i racconti di una vecchia che si aggira come un cieco nei labirinti della memoria. Una bella adolescente sperimenta come il sesso, oltre a essere uno strumento di piacere (e di potere), possa portare senza volerlo a tradire le amicizie. Una ragazza appassionata lotta per quello che si illude sarà l’amore della sua vita. Un’altra, disposta a soffrire ma soprattutto capace di ferire, cerca di ritrovare la propria strada dopo un disastro sentimentale. Una donna nel pieno degli anni si mette di fronte al proprio matrimonio come davanti a uno specchio, e cerca di salvarlo. *Il silenzio del lottatore* è una meravigliosa educazione sentimentale e al tempo stesso una raccolta di racconti in cui sensualità, durezza, dramma, cauta e segreta speranza danno vita a una narrazione in grado di parlare a ognuno di noi. Nelle storie della Milone – che ha studiato alla scuola di Alice Munro e di Elizabeth Strout – è soprattutto il senso di sfida, il gusto per la scoperta, la coraggiosa e continua apertura verso il futuro a farne forse la scrittrice che in Italia stavamo aspettando da anni.

Il sigillo maledetto dei templari

A bordo della Seaquest II, intraprendono la ricerca di un tesoro avvolto nel mistero: l’oro dei crociati. Forse si tratta della menorah ebraica, il prezioso candelabro d’oro rubato dai Romani nel 70 d.C. e scomparso da Costantinopoli all’epoca delle crociate. A partire dagli affreschi della cattedrale di Santa Sofia che ritraggono Harald Hadrada, un mistico che fu in possesso della menorah, tra scoperte e indizi archeologici da decifrare, gli studiosi raggiungeranno lo Yucatan, i fiordi nell’Artico, Kiev, inseguiti e incalzati da Reksnys, un mercante d’arte senza scrupoli a capo di una sorta di setta neonazista. Ma dietro il mistero del tesoro perduto dei Templari c’è anche la Chiesa, che ha imposto nei secoli il silenzio su quella che fu una testimonianza dei soprusi e delle stragi perpetrate dai cristiani in Terrasanta.

Shake my colors – 1. La mia luce sei tu

Laura ha diciassette anni e ama il pattinaggio più di ogni altra cosa. È solo lì, sul ghiaccio, che si sente davvero se stessa. Perché, fin da quando è nata, non può vedere i colori e il mondo è spesso una trappola in bianco e nero. Paolo, il suo migliore amico, è l’unico a capire cosa tutto ciò significhi per lei ed è la sua àncora di salvezza. Sono cresciuti insieme in un paesino affacciato sul lago di Como, conoscono tutto l’uno dell’altra e custodiscono i reciproci sogni. Ora che una gara importantissima l’attende, Laura sa di poter contare su di lui, e che quando sarà il momento lo vedrà sugli spalti a fare il tifo per lei. E poi, un giorno, Laura incontra Geo. Capelli lunghi, stretti in una coda da cui sfugge qualche ciuffo ribelle, gesti decisi di chi sa quello che vuole e uno sguardo che la fa vacillare. Non riesce a vedere il colore di quegli occhi, ma le basta poco per capire che da quell’incontro la sua vita non sarà più come prima. Qualcosa li spinge l’uno verso l’altra, un’attrazione a cui non ha senso resistere. La passione che nasce è così travolgente da lasciarli senza fiato. Eppure ci sono dei silenzi tra loro, perché entrambi stanno nascondendo qualcosa. Laura non ha ancora trovato il coraggio di parlargli del suo problema alla vista, e Geo cosa nasconde Geo? Cosa significano quelle ombre sul suo viso? E le sue fughe improvvise? Persino sul ghiaccio Laura non è più la stessa, e rischia di mandare all’aria il lavoro di anni. Un sentimento unico come quello che li lega dovrebbe poter vincere su tutto. Ma quando l’amore è un salto nel buio, avere coraggio a volte non basta.