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Dizionario mafioso-italiano italiano-mafioso. Parola di Cosa Nostra

Cosa pensa un mafioso? Quali espressioni usa quando prega, quando ama, quando uccide? È a queste domande che Vincenzo Ceruso tenta di rispondere, lasciando la parola ai soldati e ai generali di Cosa Nostra, per condurci in una realtà in cui il peso di ciò che si dice raramente è inferiore a quello delle azioni commesse. Scopriamo allora cos’è la “messa a posto” per gli imprenditori, cosa si intende per “chiesa”, chi sono gli “scappati”, quanti “papelli” hanno scambiato con i rappresentanti dello Stato, quali regole sanciscono chi può essere “combinato” nel sodalizio e chi va “posato”, quali dinamiche intercorrono tra famiglia di sangue e “famiglia” come ordinamento giuridico… Perché la mafia non è solo silenzio e omertà, ma un mondo in cui si muore per una parola non detta o per un’altra pronunciata nel modo e nel momento sbagliato. E poi ci sono le espressioni che usiamo noi per riferirci alla mafia, per destreggiarci nel complesso universo dell’associazione criminale: “terzo livello” e “borghesia mafiosa”, “entità esterna” e “mafia imprenditrice”, “pista interna” e “professionisti dell’antimafia”. Analizzando in modo sistematico e rigoroso il linguaggio della mafia e attorno alla mafia, il Dizionario mafioso-italiano italiano-mafioso guida il lettore nel sottomondo dell’organizzazione criminale più pericolosa del nostro Paese e aiuta a orientarsi in un dibattito che, per sua natura, non può essere appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori.
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Dizionario filosofico

Edizione integrale condotta sul testo critico stabilito da Raymond NavesIntroduzione di Angelo G. SabatiniTraduzione di Maurizio GrassoIl Dizionario filosofico fu pubblicato per la prima volta anonimo a Ginevra nel 1764, quando Voltaire aveva ormai settant’anni. Il progetto dell’opera era nato nel 1752, a Potsdam, durante una visita del filosofo a Federico II di Prussia, e per molti anni Voltaire aveva continuato a scrivere o a raccogliere articoli sui più svariati argomenti. Arricchito attraverso molte edizioni successive, il Dizionario è una raccolta di voci riguardanti la filosofia in senso molto ampio. La presente traduzione è stata condotta sul testo stabilito da Raymond Naves, che ha riportato il Dizionario alla sua forma originale, sfrondandolo dalle aggiunte e dagli appesantimenti che, dopo la morte di Voltaire, erano stati introdotti dai vari editori.VoltaireFrançois-Marie Arouet, che nel 1718 assumerà lo pseudonimo di Voltaire, nacque a Parigi nel 1694. Nel 1718 era già un celebre tragediografo; nel 1726, come conseguenza di un duello, conobbe la Bastiglia e l’esilio in Inghilterra; dopo una vita intensa condotta tra fughe, amicizie regali, studi e impegno civile contro l’intolleranza e l’ingiustizia, nell’aprile del 1778 tornò a Parigi ma morì quasi subito, il 30 maggio 1778. Scrisse opere storiche, poemi epici, libelli polemici, versi d’occasione, prose filosofiche e letterarie.

Dizionario di psicologia

All’interno del dizionario sono contenute, in ordine alfabetico, le principali voci relative a tre ambiti disciplinari: la psicologia propriamente detta, la psicologia del profondo e la psichiatria. Tre discipline che mostrano vari livelli di contaminazione teorica e, affondando le proprie radici nella filosofia, si estendono a campi affini quali l’epistemologia, l’antropologia culturale, la sociologia, la pedagogia, la linguistica e l’ermeneutica, senza dimenticare naturalmente le nuove frontiere delle cosiddette neuroscienze. Un dizionario “d’autore”, di vasto respiro e con un duplice scopo: da un lato trattare e organizzare settori ampi della conoscenza, dall’altro “consentire al lettore di percorrere le oscillazioni di significato che la stessa parola assume attraversando i vari territori del sapere psicologico”, per usare le parole di Galimberti.

Dizionario di metrica e retorica

In un repertorio di facile consultazione, tutti i termini tecnici e le nozioni basilari della metrica classica e italiana e della retorica: piedi, versi (trimetro giambico, esametro, alessandrino, settenario, endecasillabo ecc.), strofe (distico, terzina, quartina, sestina, settima rima, ottava ecc.), tipi di composizione (canzone, sestina, ballata, madrigale, sonetto, ode ecc.), figure retoriche (allegoria, metafora, metonimia, sineddoche, iperbole, preterizione ecc.). Le definizioni sono corredate da esempi e da schemi e, nel caso delle composizioni poetiche, da ampie sintesi storiche che ne delineano levoluzione attraverso i secoli e nei diversi contesti linguistici e culturali. Uno strumento indispensabile per accostarsi al testo letterario e poetico e comprenderne la struttura e le valenze espressive e stilistiche.
(source: Bol.com)

Dizionario del Medioevo

Da “abaco” a “vulgata”, i concetti, i personaggi e le istituzioni del Medioevo decritti attraverso le voci del dizionario. Uno strumento di consultazione utile alla miglior comprensione di un’epoca cruciale della storia europea. Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli. Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa e di Roma.
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Dizionario dei nomi propri

Se il nome di una persona ne influenza il destino, allora quello della piccola Plectrude non potrà che essere straordinario. Nata in prigione da un'uxoricida, allevata dopo il suicidio della madre da una zia che la preferisce alle sue stesse figlie, sembra destinata a un futuro prodigioso. Misteriosa ed enigmatica come una dea, bella come una principessa delle fiabe, sicura come una creatura di intelligenza superiore, inizia la sua vita a passo di danza, inconsapevolmente avvolta dall'ombra del suo passato tragico e violento. Armata di una volontà di ferro, diventa una promettente ballerina. Poi, la caduta. Un rovinoso incidente le impedisce per sempre di danzare. Ma la vita ha in serbo altre sorprese per lei.

Divorzio all’islamica a viale Marconi

2005. I servizi segreti italiani ricevono un’informativa: un gruppo di immigrati musulmani che opera a Roma nella zona di viale Marconi sta preparando un attentato. Per scoprire chi siano i componenti della cellula viene infiltrato Christian Mazzari un giovane siciliano che parla perfettamente l’arabo. Christian inizia la sua indagine sotto copertura: per gli abitanti del quartiere diventa Issa un immigrato tunisino in cerca di un posto letto e di un lavoro. Il suo destino si incrocia con quello di Sofia una giovane immigrata egiziana che indossa il velo e vive nel quartiere assieme al marito Said alias Felice architetto reinventatosi pizzaiolo. Attraverso Sofia vediamo la cultura islamica con gli occhi di una donna alle prese con una vita coniugale complicata. Sofia ha però un grande sogno da realizzare. Nell’alternarsi delle voci di Issa e Sofia l’ironia e la satira dei luoghi comuni fanno di Divorzio all’islamica a viale Marconi una commedia nera in cui il serio e il grottesco il razionale e l’assurdo l’amore e la paura descrivono le contraddizioni della società italiana con un linguaggio originale che imita i “parlati” degli immigrati e degli italiani. In un susseguirsi di scene esilaranti e momenti ricchi di pathos di dialoghi frizzanti e arguti proverbi popolari si arriva a un avvincente finale a sorpresa che spiazza il lettore costringendolo con grande divertimento a riavvolgere la pellicola dall’inizio.
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Divo Giulio

Una biografia rigorosa e documentata di Giulio Andreotti, che ricostruisce per la prima volta senza pregiudizi e senza timori l’intera storia politica, quella ufficiale e quella inconfessabile, del “grande vecchio’ dell’Italia del Novecento. Un percorso dentro le ombre più dense della prima Repubblica che si avvia ai tempi della Seconda guerra mondiale e dei rapporti di Andreotti con i servizi segreti alleati, proseguendo con la stagione dei dossier, l’esplosione del terrorismo, le coperture degli stragisti neofascisti, l’allestimento di apparati come Gladio e l’Anello, fino ai rapporti ambigui con la mafia.

(source: Bol.com)

Ditelo a Sofia

Budapest, estate 1957. Sofia ha undici anni e non riesce a capire il difficile mondo dei grandi intorno a lei. Timida e impacciata, studentessa mediocre e delusione continua per sua madre, Sofia aveva un buon rapporto solo con il padre, giovane medico stroncato da un infarto. «Ditelo a Sofia» sono le sue ultime parole, che diventano per la ragazzina un’ossessione. «Ditelo a Sofia»: ma cosa? Il desiderio spasmodico di conoscere l’ultimo messaggio del padre la spinge sulle tracce dell’unico testimone che era in ambulatorio in quel momento, il terribile signor Pongráz, l’anziano usciere della sua scuola. L’uomo nasconde, dietro la rabbia, un doloroso segreto, Sofia vede gli errori degli adulti, ma non giudica e cerca qualcuno che le voglia bene per quello che è. Insieme, l’anziano scontroso e la bambina troppo sensibile, cercheranno risposta alla loro silenziosa domanda d’amore. Da una scrittrice che ha segnato la letteratura del Novecento, conosciuta dal grande pubblico per il suo capolavoro La Porta, un romanzo lieve e profondo, che parla una lingua senza tempo e dipinge i moti dell’animo nelle loro più sottili sfumature, rendendo straordinarie vite ordinarie.
(source: Bol.com)

Ditelo a Sofia

Budapest, estate 1957. Sofia ha undici anni e non riesce a capire il difficile mondo dei grandi intorno a lei. Timida e impacciata, studentessa mediocre e delusione continua per sua madre, Sofia aveva un buon rapporto solo con il padre, giovane medico stroncato da un infarto. «Ditelo a Sofia» sono le sue ultime parole, che diventano per la ragazzina un’ossessione. «Ditelo a Sofia»: ma cosa? Il desiderio spasmodico di conoscere l’ultimo messaggio del padre la spinge sulle tracce dell’unico testimone che era in ambulatorio in quel momento, il terribile signor Pongráz, l’anziano usciere della sua scuola. L’uomo nasconde, dietro la rabbia, un doloroso segreto, Sofia vede gli errori degli adulti, ma non giudica e cerca qualcuno che le voglia bene per quello che è. Insieme, l’anziano scontroso e la bambina troppo sensibile, cercheranno risposta alla loro silenziosa domanda d’amore. Da una scrittrice che ha segnato la letteratura del Novecento, conosciuta dal grande pubblico per il suo capolavoro La Porta, un romanzo lieve e profondo, che parla una lingua senza tempo e dipinge i moti dell’animo nelle loro più sottili sfumature, rendendo straordinarie vite ordinarie.
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Disturbo della quiete pubblica

Lo sguardo penetrante e la scrittura precisa e implacabile che hanno aperto la strada a Raymond Carver e Richard Ford tornano a dissezionare l’apparente normalità della middle class americana, ma con toni ancora più drammatici: sullo sfondo dell’ottimismo e della prosperità dell’era Kennedy si disegna la storia dell’ambizione frustrata – e della discesa nella follia – di John Wilder, impiegato che sogna il successo come produttore cinematografico e invece conoscerà soltanto l’angoscia dell’ospedale psichiatrico e le manipolazioni di Hollywood.

Le distese interiori del cosmo. La metafora nel mito e nella religione

Tra anima e ragione, tra viaggio spirituale e viaggio nel cosmo si cela l’immaginazione mitica, quel librarsi della fantasia che ha permesso all’uomo di scoprire spazi immensi, che gli ha consentito di varcare i confini della terra, che gli ha fatto conoscere mondi mai visti. Saggio storico, studio antropologico e ricerca spirituale si fondono in queste pagine dove tempi e luoghi lontanissimi, popoli e culture diversissimi sono avvicinati dal significato universale del mito. Si scoprono così quali stupefacenti coincidenze uniscano le società primitive alla matura espressione della civiltà greca classica; quali imprevedibili rimandi accomunino, ad esempio, i culti degli Egizi con i rituali Navaho del Nuovo Messico.
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I dispiaceri del vero poliziotto

Il sogno di ogni vero lettore non è forse di ritrovare, anche solo per poco, i personaggi di un libro che ha appassionatamente amato? Ebbene, lo vedrà realizzarsi, per la prima volta, in questo romanzo, dove riappaiono alcuni dei personaggi di ”2666”. Per poterli incontrare di nuovo, però, dovrà accettare il rischio di intraprendere un viaggio quasi iniziatico, all’interno di una foresta in cui le piste si confondono e si aggrovigliano. Ma il vero lettore non esiterà, e si trasformerà lui stesso nel vero poliziotto del titolo: colui che (come Bolaño) ‘cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo’. Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, scoprirà, per esempio, che il professor Amalfi­tano è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, e ne conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre dell’ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); e rivedrà anche l’incan­tevole Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate… Nel frattempo si lascerà sedurre, il vero lettore, da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l’im­per­tur­babile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà i­pnotizzare il suo lettore-po­liziotto, imponendogli un modo di raccontare nuovo e sorprendente. Sicché, alla fine, l’unico ‘dispiacere’ che quegli proverà sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, ‘saltassero letteralmente fuori dall’ulti­ma pagina e continuassero a fuggire’.
(source: Bol.com)

I disorientati (Narratori stranieri)

Una chiamata inattesa spinge Adam, professore arabo di Storia, a tornare nella sua terra d’origine dopo venticinque anni di esilio. Tutto è rimasto identico, il tempo non è trascorso per i luoghi che frequentava. Quel “paradiso perduto” si accompagna ai nomi dei suoi amici di gioventù, il Circolo dei Bizantini, che volevano cambiare il mondo e hanno invece finito per essere cambiati da una guerra che li ha separati e spinti ognuno verso una strada diversa. Ma chi è,in fondo, lui per giudicare da lontano, dal suo esilio “dorato”, mentre loro sono stati travolti da un destino ineluttabile? Con l’aiuto di Semiramis, rimasta sempre bella e ribelle, Adam cerca di riunire i suoi vecchi compagni. Almeno i sopravvissuti. Ma questo confronto con il passato cambierà per sempre il presente di Adam e metterà in discussione l’esilio dorato che si era costruito. I disorientati è il nuovo, atteso romanzo di Amin Maalouf, forse il suo più personale, emotivo, avvincente. Un romanzo sulla memoria, sull’amicizia, sull’amore.
DELL’AUTORE DI COL FUCILE DEL CONSOLE D’INGHILTERRA PREMIO GONCOURT
“La memoria delle parole si perde, non quella delle emozioni.”
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### Sinossi
Una chiamata inattesa spinge Adam, professore arabo di Storia, a tornare nella sua terra d’origine dopo venticinque anni di esilio. Tutto è rimasto identico, il tempo non è trascorso per i luoghi che frequentava. Quel “paradiso perduto” si accompagna ai nomi dei suoi amici di gioventù, il Circolo dei Bizantini, che volevano cambiare il mondo e hanno invece finito per essere cambiati da una guerra che li ha separati e spinti ognuno verso una strada diversa. Ma chi è,in fondo, lui per giudicare da lontano, dal suo esilio “dorato”, mentre loro sono stati travolti da un destino ineluttabile? Con l’aiuto di Semiramis, rimasta sempre bella e ribelle, Adam cerca di riunire i suoi vecchi compagni. Almeno i sopravvissuti. Ma questo confronto con il passato cambierà per sempre il presente di Adam e metterà in discussione l’esilio dorato che si era costruito. I disorientati è il nuovo, atteso romanzo di Amin Maalouf, forse il suo più personale, emotivo, avvincente. Un romanzo sulla memoria, sull’amicizia, sull’amore.
DELL’AUTORE DI COL FUCILE DEL CONSOLE D’INGHILTERRA PREMIO GONCOURT
“La memoria delle parole si perde, non quella delle emozioni.”

La disfatta del Terzo Reich

La battaglia di StalingradoStoria dell’assedio che decise la fine di HitlerSe c’è una battaglia che ha compromesso in modo definitivo il sogno di gloria di Hitler, è senza dubbio quella di Stalingrado. Dal 23 agosto 1942 al 10 marzo 1943 la VI Armata tedesca, condotta da Paulus, fu inchiodata dal tenace attaccamento dei russi alla città che portava il nome del loro leader. Uno scontro senza esclusione di colpi, con due fronti che si battevano all’ultimo sangue con una sola direttiva: annientare il nemico. Vincitori in estate, i tedeschi vennero però decimati dal terribile inverno russo e dalla strenua opposizione del popolo sovietico. Costretti da Hitler a resistere fino alla morte, la loro guerra di conquista si trasformò così gradualmente in un’insensata carneficina. Mentre la produzione bellica tedesca arrancava, piegata dalla mancanza di materie prime e dai bombardamenti alleati, quella russa migliorava a vista d’occhio, sfornando un numero crescente di carri armati, aerei, cannoni. E a Natale del 1942, a Berlino si parlava degli uomini di Paulus come se fossero già morti. Passo dopo passo, Andrea Marrone ripercorre una delle battaglie che hanno cambiato il corso della storia.La prima grande sconfitta dei nazistiLa sanguinosa battaglia che decise le sorti della Seconda guerra mondiale Andrea Marroneha vissuto e lavorato per vent’anni in Estremo Oriente. Collabora con testate giornalistiche italiane ed estere. Ha scritto i romanzi Lettera a un archivista fedifrago e Kaffir, ambientato in Afghanistan. Per la Newton Compton ha pubblicato il saggio I Mille. La battaglia finale e La disfatta del Terzo Reich.
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