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Il rosso e il nero

Il rosso del sangue, della divisa francese e della passione. Il nero dell’oscurità, della tonaca e della morte. Due colori forti e contrastanti che tingono l’animo tormentato, arrivista e spregiudicato di Julien Sorel. Giovane precettore di origini umili, Julien entra in seminario coltivando amicizie potenti e allacciando torbide relazioni sentimentali che possano favorire la sua ascesa nella cinica società francese post-napoleonica. Ma sarà proprio questa sete insaziabile di passione e di successo a rivelarsi il suo peggior nemico. Titolo originale: ”Le Rouge et le Noir”.

Rossella. Il seguito di «Via col vento»

Rossella è sempre stata una donna forte, con una fiducia sfrontata nel futuro. Ma ora che Rhett se n’è andato, sconvolto dalla morte della loro bambina, e che anche Mammy l’ha lasciata, consumata dalla malattia, neppure Tara, la sua amata terra, riesce a darle sollievo. È altrove che deve cercare la felicità. Ad Atlanta potrà riprendere in mano i suoi affari, ritrovare il conforto che le parole del caro Ashley sanno dare. E aspettare che Rhett torni da lei, ora che sa di volerlo più di ogni altra cosa. O forse il vento questa volta, la porterà lontano verso una nuova vita. Fino a quando una lieve brezza non giungerà ad annunciare che un altro giorno è davvero arrivato.

Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg

È una ragazzina bellissima. Purtroppo. Perché Rosel è figlia unica di madre vedova, nella Germania degli anni Trenta. La mamma lavora dal signor Kreutzberg, un uomo temuto dai dipendenti ma dolce e gentile con Rosel. Secondo la mamma, troppo gentile. Ed è anche un uomo molto potente: quando la donna cerca di allontanarlo dalla figlia, lui usa ogni mezzo pur di continuare a frequentarla, e riesce persino a strapparla alla madre e a farla rinchiudere in un centro statale per l’infanzia abbandonata. Un luogo orribile, dove si pratica l’‘arianizzazione forzata’ dei bambini: come Zyta, polacca, portata via ai suoi genitori dalle SS e costretta a chiamarsi con un nome non suo. Rosel, ignara delle manovre del suo ‘benefattore’, finisce nella famiglia che lui si è costruito in fretta e furia per poterla avere in affidamento. Ma quella che le era sembrata una liberazione, sarà invece per lei la più amara delle scoperte: com’è strana la famiglia del signor Kreutzberg! Helga Schneider, fedele al proprio impegno civile e sociale, torna a rivolgersi ai ragazzi e, attraverso la vicenda di Rosel, fa riflettere sugli universali difetti e virtù della natura umana e sull’attualissimo tema dei conflitti nelle famiglie allargate. Un romanzo avventuroso, vivace, pieno di colpi di scena; in cui alla realtà si intreccia un elemento fiabesco, a mitigarne gli orrori e ad aprire alla speranza.
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### Sinossi
È una ragazzina bellissima. Purtroppo. Perché Rosel è figlia unica di madre vedova, nella Germania degli anni Trenta. La mamma lavora dal signor Kreutzberg, un uomo temuto dai dipendenti ma dolce e gentile con Rosel. Secondo la mamma, troppo gentile. Ed è anche un uomo molto potente: quando la donna cerca di allontanarlo dalla figlia, lui usa ogni mezzo pur di continuare a frequentarla, e riesce persino a strapparla alla madre e a farla rinchiudere in un centro statale per l’infanzia abbandonata. Un luogo orribile, dove si pratica l’‘arianizzazione forzata’ dei bambini: come Zyta, polacca, portata via ai suoi genitori dalle SS e costretta a chiamarsi con un nome non suo. Rosel, ignara delle manovre del suo ‘benefattore’, finisce nella famiglia che lui si è costruito in fretta e furia per poterla avere in affidamento. Ma quella che le era sembrata una liberazione, sarà invece per lei la più amara delle scoperte: com’è strana la famiglia del signor Kreutzberg! Helga Schneider, fedele al proprio impegno civile e sociale, torna a rivolgersi ai ragazzi e, attraverso la vicenda di Rosel, fa riflettere sugli universali difetti e virtù della natura umana e sull’attualissimo tema dei conflitti nelle famiglie allargate. Un romanzo avventuroso, vivace, pieno di colpi di scena; in cui alla realtà si intreccia un elemento fiabesco, a mitigarne gli orrori e ad aprire alla speranza.

Le rose di Evita

Marco ha un padre che si ammazza di fatica sulla terra ostile per piantare le nuove Dallas o le preziose MacArthur, e ha una madre, giovane e ancora chiara di vita, che lascia la casa e se ne va sulla collina di fronte, lontana dalle pietre e dai silenzi ostinati del marito, e accoglie nella sua nuova casa un uomo giovane e allegro come lei, con la pelle scura. Marco cerca a tentoni di spiegarsi questa lacerazione familiare e vorrebbe una guida; vorrebbe che anche per lui, come nei suoi amati western, ci fosse un cavaliere a insegnargli la solitudine. Ma la vita a quindici anni propone enigmi diversi e diverse fascinazioni: la più paradossalmente concreta è quella donna bellissima dalla pelle color latte nella fotografia sulla credenza. E ne nasce un’altra trama per ritrovare la passione di un nonno che ha saputo viaggiare altri spazi e affrontare altre vie – del mondo e del cuore – per trapiantare le proprie rose nel giardino della Casa Rosada, a conforto di una donna magica ed evanescente di sofferenza.

Le rose di Atacama

Le rose di Atacama by Luis Sepúlveda
«*Storie marginali ma bellissime. Storie che almeno una volta, come le rose del deserto di Atacama, che fioriscono un solo giorno, escono dal buio.*»
**D–la Repubblica su Le rose di Atacama**
«*Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.*»
**La Stampa**
«*Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.*»
**Le Monde**
Che cosa accomuna un pirata del Baltico vissuto seicento anni fa, un argentino che decide di salvare i boschi della Patagonia, uno scrittore della Terra del Fuoco che apre la casa a quanti hanno bisogno di un rifugio, un medico della guerriglia salvadoregna con un ospedale da campo nello zaino? Soltanto quella linea sottile che separa gli eroi della Storia da quelli, misconosciuti e quotidiani, i cui nomi rimangono nell’ombra. Ma, poiché «per una legge fantastica della vita la gente che è stata fottuta s’incontra», succede che i loro passi si incrocino nelle pagine di un libro. Come scordarsi di Tano, un italiano emigrato molti anni fa in Sud America e stupito della dura accoglienza riservata oggi agli extracomunitari in Europa; di Juanpa, integerrimo direttore della rivista «Análisis»; di Federico Nessuno, cavia dei medici nazisti; di due donne, una poetessa e una giornalista, i cui volti esprimono la bellezza gloriosa di chi non ha ceduto alle torture degli aguzzini? E se avremo abbastanza coraggio per raggiungere l’universo infuocato del deserto di Atacama, minuscoli fiori rossi che spuntano dalla sabbia una volta l’anno per appassire dopo poche ore ci ricorderanno che spesso la vita non è altro che una stoica forma di resistenza.

Rose al veleno, stalking. Storie d’amore e d’odio

Stalking è un termine che indica il ripetuto tentativo da parte di un individuo di diventare padrone della vita di un altro seguendone le tracce e i movimenti, come in una caccia, ossessionandolo. Inizialmente con modi gentili, via via con una insistenza impressionante e maniacale. E gli esiti sono devastanti, talvolta mortali. Secondo l’ISTAT sono oltre 7 milioni in Italia le vittime di violenza fisica e/o psichica, in massima parte donne. E poco meno della metà, ovvero 2 milioni e 777 mila, ha dovuto sopportare un’azione di stalking. Come emerge da queste storie la vittima di uno stalker non ha una specifica tutela giuridica, può difendersi al massimo con una denuncia per molestie (sei mesi di pena, nella stragrande maggioranza dei casi mai scontati in carcere). Nulla in confronto al pericolo a cui si espone con la sua stessa reazione. Questa inchiesta nasce da una ricerca condotta sul campo e porta alla luce, per la prima volta, un fenomeno diffusissimo eppure ancora malcompreso e frainteso. Perché non si possa più dire che non si sapeva.
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La rosa nera

Un thriller e una storia d’amore. Siamo nel 1876 a Wigan, la più famosa miniera nel nord dell’Inghilterra. A Jonathan Blair, un avventuriero appena rientrato dall’Africa, viene chiesto di indagare sulla misteriosa scomparsa di un giovane, promesso sposo della figlia del potente vescovo locale. Scomparsa o delitto? Blair è convinto che il fatto sia legato all’ossessione di quel giovane per Rose, una delle molte ragazze che lavorano in miniera. Ma la sua indagine lo porta in realtà a scoprire i misteri di una città piena di odi e risentimenti, e di nemici che lo minacciano, e… incontro a Rose, al suo fascino pericoloso.
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Rosa di sangue

Solo Paul Devlin conosce la ragione per cui ha abbandonato la polizia di New York e ha accettato di dirigere quella di una sonnolenta cittadina del Vermont. ? una storia troppo sconvolgente per essere raccontata: la storia di una serie di efferati delitti e di una scoperta agghiacciante che hanno lasciato una traccia indelebile nella sua memoria. Fra le case di Blake il tempo scorre tranquillo… finché nei boschi non trovano la prima donna. C’? qualcuno che si ostina a sperare in un improbabile incidente, ma pochi giorni dopo un’altra ragazza subisce l’identico supplizio: l’uccisione e l’asportazione del cuore. Al suo posto, a mo’ di firma, una rosa secca. In apparenza non c’? nulla che accomuni le due vittime, se non il fatto di essere state entrambe giovani, belle e un poco chiacchierate in città. Per Paul Devlin comincia un’indagine angosciante: con ogni probabilità il serial killer a cui sta dando la caccia si aggira indisturbato per le strade del paese.

La rosa del Dong Giang

L’amore tra Tay-See e Josè Blancos viene interrotto in modo traumatico causa eventi bellici. Sarà il caso, Josè ufficiale dell’esercito spagnolo viene catturato dal generale Tay-Sung che nel freattempo ha sposato Tay-See, a ricongiungere i due innamorati. Tenteranno la fuga scatenando l’ira di Tay-Sung che cercherà in un primo momento di sopprimere il rivale; alla disperata reazione della donna che preferisce la morte alla rinuncia a Josè, il generale condanna entrambi ad una fine atroce. Il pronto intervento dell’esercito spagnolo, salva per tempo i due mentre Tay-Sung viene mortalmente ferito. Prima di spirare, troverà comunque la forza di benedire l’unione dei due innamorati.

Rosa d’inverno

Un destino crudele.
Un amore potente e cavalleresco.
L’avventurosa vita di una donna divisa tra gli imperativi dell’onore e quelli del cuore.
Inghilterra, 1792. Lord Saxton è un uomo potente e crudele. Le fi amme di un furioso incendio gli hanno sfigurato il volto, che da allora cela sotto una maschera di cuoio. Al “mostro” viene data in sposa la giovane e delicata Erienne da un padre privo di scrupoli. Il destino della sfortunata ragazza pare segnato. A meno che non riesca a scoprire chi si nasconde veramente dietro quella maschera.

Romolo il Grande

Roma, quinto secolo dopo Cristo. L’impero romano è allo sfascio. Romolo Augusto, erede suo malgrado dei fasti del passato, sembra quasi compiacersi della marcia trionfale che accompagna la calata dei germani verso Roma, sotto la guida di Odoacre. Nelle casse imperiali non c’è un centesimo. Tutti i beni sono pignorati. Romolo non sembra curarsene. Se ne sta alla larga da Roma, e si dedica serenamente, nel proprio podere, all’allevamento dei polli, che portano i nomi dei grandi imperatori: Tiberio, Augusto, Domiziano. Invano la moglie Giulia, l’imperatore d’Oriente, il futuro genero Emiliano tentano di chiamarlo alla ragione. Invano, il ricchissimo Cesare Rupf – eccelso fabbricante di calzoni – offre a Romolo un’occasione d’oro per salvare l’impero. Rupf propone milioni di sesterzi e sloggio immediato dei barbari in cambio di Rea – figlia dell’imperatore – e di una salvifica “fusione” fra impero romano e Superditta Cesare Rupf. Romolo, incredibilmente, rifiuta. E i germani espugnano Roma. Eppure, proprio nel momento della massima disfatta, l’imperatore e lo stesso Odoacre prenderanno tutti in contropiede. Romani, germani e lettori. Una satira brillante e impietosa sul rapporto fra politica ed economia, un racconto incalzante e divertente. Con il suo fare stoico e buffonesco, fintamente sprovveduto, Romolo si erge a giudice, meglio, a boia più che consapevole di un impero marcio, sanguinario e già condannato.
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Romeo E Giulietta. Testo Originale a Fronte

In Romeo e Giulietta (1595-1596) la morte è presente in vario modo fin dall’inizio. Ma è con il duello tra Mercuzio e Tebaldo che essa entra realmente in scena e avvia quella sua presa di possesso della città cui la tragedia conduce. Non solo, ma che la prima vittima sia Mercuzio, simbolo di giovinezza e di libertà, della gioia di vivere e della stessa gioia di far teatro, è anche indicativo di chi sia l’oggetto di questo assalto della morte; non i vecchi, ma i giovani, non il declinare della vita, ma il suo sbocciare, non la stanchezza, l’aridità del cuore, ma la sua freschezza, il suo desiderio d’amore. Tebaldo uccide Mercuzio; Romeo uccide Tebaldo finché, come sappiamo, la morte aggredisce anche Romeo e Giulietta, e la “bella Verona” celebrata all’inizio si trasforma in una tomba. Nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità raggelato nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo.

Il romanzo perduto dei Borgia

Una dinastia che si fonda sul peccatoVendetta, corruzione e misteroQuesta è la Roma dei BorgiaRoma, 1492.Papa Innocenzo VIII sta per morire e tra i cardinali già si sono scatenati gli intrighi per la conquista del Trono di Pietro. In un vicolo del ghetto ebraico, il noto alchimista Giordano viene brutalmente ucciso in circostanze misteriose. Decisa a vendicarne la morte, la sua unica figlia Francesca sfida tutte le convenzioni dell’epoca e riesce a diventare avvelenatrice al servizio del cardinale Rodrigo Borgia, il capo della famiglia più famosa e pericolosa d’Italia, futuro papa Alessandro VI. Francesca è astuta e coraggiosa e conosce bene le debolezze e i desideri degli uomini. In poco tempo diventa la confidente di Lucrezia Borgia e l’amante di Cesare, erede di Rodrigo, insinuandosi così nelle misteriose e corrotte stanze del potere. In una Roma torbida, densa di pericoli e fitta di segreti, Francesca sarà costretta a mettere la propria vita in pericolo e a combattere contro un misterioso nemico, pronto a tutto pur di distruggere ciò che lei tenta strenuamente di difendere: un male oscuro minaccia di spegnere le luci del Rinascimento. Il nuovo Medioevo è alle porte.La storia della famiglia più potente, corrotta e pericolosa della Roma del Rinascimento’Un entusiasmante thriller storico… La protagonista è un mix di energia e ingenuità, il suo dilemma affascina e appassiona. Vivido e intrigante, questo libro è il primo grande passo verso un nuovo modo di costruire il romanzo storico.’ Publishers WeeklyDa un’autrice bestseller del New York Times, una saga che rivela i segreti della torbida Roma rinascimentale, in cui imperversano corruzione, bugie e omicidiSara PooleÈ lo pseudonimo di una famosa autrice americana. Ha scelto di cimentarsi con il romanzo storico per poter coniugare le sue passioni per il Rinascimento, l’Italia e la botanica. Vive nel Connecticut con il marito.
(source: Bol.com)

Romanzo per signora

“Ho preso dalla provincia lombarda cinque anziani signori – due coppie e un vedovo, tutti afflitti da malanni più o meno disastrosi – e li ho portati in vacanza a Nizza. In Jaguar. In un hotel a quattro stelle, con in mano un elenco di ristoranti lussuosi e in tasca un’American Express a credito illimitato. Tra i giardini del Cimiez e una clinica privata diretta dal sosia di Daniel Auteuil, con l’aiuto di un romanzo inedito di Frederic Prokosch e di una magica sfera di hashish, Cesare, che racconta la storia, si metterà sulle tracce di Leo Meyer. Lo scrittore che negli anni ottanta ha fatto esordire e ha sostenuto come direttore letterario di una nota casa editrice. Leo, il suo Amico Della Vita. Che dopo anni di misteriosa latitanza riappare lì, a Nizza, gli occhi incavati nel volto malato, sul sedile posteriore di un taxi in corsa. Lo so che alla fine ne è uscito un romanzo struggente, con questi cinque anziani a ricapitolare le loro vite in smobilitazione, mentre provano caparbiamente a riallacciare i fili degli affetti. Ma Cesare è fermamente deciso a non cedere di un’unghia alla malinconia e al rimpianto. Come me, che mentre scrivevo tiravo giù dagli scaffali Wodehouse, Carlo Manzoni, Marcello Marchesi, e facevo esorcismi in forma di battute. Intanto che nel romanzo, questa volta felicemente, il mistero cresceva e la trama si infittiva.” Piersandro Pallavicini

(source: Bol.com)