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E tu splendi

E quando le cose ti chiamano, ti chiamano. Quando sono lì, sono lì per noi. Non importa se ci sono state per un secondo o da sempre. Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore. Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

(source: Bol.com)

È solo una storia d’amore

Dall’autrice del bestseller Ti prego lasciati odiare Numero 1 in classifica Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no? Il nuovo scoppiettante e romanticissimo romanzo di Anna Premoli Un’autrice da mezzo milione di copie Vincitrice del Premio Bancarella «Anna Premoli è capace di tuffare il genere del rosa nazionale in suggestioni internazionali e ben piantate nello spirito del nostro tempo.» la Repubblica «Anna Premoli è uno spot vivente del self-publishing: dal web al Premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio.» Vanity Fair «Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.» La Stampa Anna PremoliNata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice e L’importanza di chiamarti amore.
(source: Bol.com)

E se poi mi innamoro, pazienza

Carlotta vive a Venezia, ha quasi trent’anni, molti pregi: è ironica, creativa, affettuosa. E un unico grande difetto: è afflitta da pigrizia cronica. Lei non è che odi il lunedì, odia tutti i giorni della settimana, se sono lavorativi. Il suo sogno – nonché buon proposito per l’anno nuovo – è quello di smettere di lavorare. Certo avrebbe un sacco di tempo libero, ma lo impiegherebbe in modo costruttivo leggendo, iscrivendosi a un corso di pittura, organizzando cenette per gli amici e, perché no, facendo la fidanzata. Questa probabilmente sarebbe la sua maggiore occupazione. Anche perché, in un paese come l’Italia, affidarsi ai sussidi sarebbe quantomeno incauto e non essendo una figlia di papà avrebbe bisogno di qualcuno che si occupi di lei, non solo in senso metaforico. Così, quando, durante la notte di Capodanno, sotto il vischio, esprime il desiderio di trovare il suo principe azzurro (in alternativa a una vincita all’Enalotto) e aprendo gli occhi vede Felix – bello sguardo, bel sorriso, forse un po’ troppo sportivo, ma nessuno è perfetto – pensa di aver risolto tutti i suoi problemi. Forse però questa rigorosissima organizzazione dei sogni non tiene conto di un piccolo particolare: l’amore, quello vero, se ne infischia dei buoni propositi e fa sempre e inevitabilmente di testa propria.
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E se fosse lui quello giusto?

La geniale professoressa di Fisica Jane Darlington passa il suo trentaquattresimo compleanno in lacrime. Vorrebbe un figlio, ma non un marito; da sempre infatti la sua grande intelligenza spaventa gli uomini e trovare un candidato adatto al compito non è semplice. Cal Bonner, leggendario seduttore e giocatore di football dei Chicago Stars, non particolarmente acuto, le sembra la scelta perfetta. Jane allora entra in azione, ma rimarrà molto sorpresa: il generoso Cal non assomiglia per nulla all’individuo superficiale che si aspettava, e soprattutto non è affatto disposto a farsi usare e poi scaricare. Come potrà un determinato campione di football interferire nella vita e nei piani di una professoressa un po’ speciale che non si è mai, ma proprio mai, innamorata? Con un sacco di onestà, comprensione e molto, molto umorismo…

È pronto!

Sempre occupati a districarci tra mille impegni – casa, famiglia, lavoro, imprevisti – quante volte abbiamo cenato a base di pasta in bianco e tonno in scatola perché non avevamo proprio il tempo per preparare niente di meglio? Quante volte, stanchi di questi menù deprimenti, avremmo voluto lanciare un SOS che arrivasse alle orecchie giuste, a un ideale “pronto soccorso cena” che facesse comparire in tavola pranzi degni di questo nome, sani e gustosi nel tempo di uno schiocco di dita? Finalmente il segnale di allarme è arrivato a destinazione: Benedetta Parodi ha inventato per noi le perfette ricette “salvacena”, ovvero quelle che in 15 minuti ci permettono di preparare piatti semplici ma buonissimi e – perché no – anche di grande effetto! Ma Benedetta ha pensato anche a chi di tempo ne ha un po’ di più e ha dato vita a un manuale di facilissima consultazione che va incontro a ogni esigenza, organizzato in modo che sia sempre comodo trovare ciò che si cerca. Gli antipasti, i primi, i secondi e i dolci sono ordinati per tempo di realizzazione: da quelli che si preparano in un quarto d’ora, ai piatti da 30 minuti, fino a quelli un po’ più elaborati da fare quando si ha più di mezz’ora a disposizione. E grazie ai ricchissimi indici degli ingredienti, delle portate e dei tempi di preparazione ci vorrà un attimo per trovare la ricetta che fa al caso nostro. E Benedetta non si è fermata qui: per la prima volta, infatti, TUTTE le ricette sono illustrate da fotografie scattate da lei in persona, per rendere immediata la verifica del risultato raggiunto. Ma solo di quello estetico: per quanto riguarda il gusto, Benedetta è una garanzia! Allora, che aspettate: È PRONTO!
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### Sinossi
Sempre occupati a districarci tra mille impegni – casa, famiglia, lavoro, imprevisti – quante volte abbiamo cenato a base di pasta in bianco e tonno in scatola perché non avevamo proprio il tempo per preparare niente di meglio? Quante volte, stanchi di questi menù deprimenti, avremmo voluto lanciare un SOS che arrivasse alle orecchie giuste, a un ideale “pronto soccorso cena” che facesse comparire in tavola pranzi degni di questo nome, sani e gustosi nel tempo di uno schiocco di dita? Finalmente il segnale di allarme è arrivato a destinazione: Benedetta Parodi ha inventato per noi le perfette ricette “salvacena”, ovvero quelle che in 15 minuti ci permettono di preparare piatti semplici ma buonissimi e – perché no – anche di grande effetto! Ma Benedetta ha pensato anche a chi di tempo ne ha un po’ di più e ha dato vita a un manuale di facilissima consultazione che va incontro a ogni esigenza, organizzato in modo che sia sempre comodo trovare ciò che si cerca. Gli antipasti, i primi, i secondi e i dolci sono ordinati per tempo di realizzazione: da quelli che si preparano in un quarto d’ora, ai piatti da 30 minuti, fino a quelli un po’ più elaborati da fare quando si ha più di mezz’ora a disposizione. E grazie ai ricchissimi indici degli ingredienti, delle portate e dei tempi di preparazione ci vorrà un attimo per trovare la ricetta che fa al caso nostro. E Benedetta non si è fermata qui: per la prima volta, infatti, TUTTE le ricette sono illustrate da fotografie scattate da lei in persona, per rendere immediata la verifica del risultato raggiunto. Ma solo di quello estetico: per quanto riguarda il gusto, Benedetta è una garanzia! Allora, che aspettate: È PRONTO!

E poi siamo arrivati alla fine

Una grande agenzia di pubblicità sulle rive dell’immenso lago di fronte a Chicago, nel cuore dei grattacieli più antichi d’America. Qui, tra open space e cubicoli, tra computer e stampanti, si svolge la commedia umana di un gruppo di giovani spregiudicati e sognatori, cinici e brillanti, che ogni mattina, fatalmente, si incontra nello stesso luogo: in ufficio. Carl, Karen, Benny, Amber, Jim, sanno tutto di tutti. Sanno che Tom è pazzo, e che Lynn, il boss, ha un tumore al seno. Sanno che il vecchio Brizz se la passa male ed è finito nella classifica di Quale vip muore prima, anche se non è una celebrità. Sanno chi è nelle grazie del capo e chi verrà fatto fuori. Sanno tutto di tutti perché quell’ufficio è ormai la loro vita. E in quelle stanze, tra corridoi e scrivanie, scopriamo un mondo, l’universo intero della nostra gioia e del nostro scontento, l’affetto e la competizione, lo struggimento e il disprezzo, il desiderio e la privazione, in fondo la vita stessa, perché nessuno ci conosce davvero quanto le donne e gli uomini che ogni giorno ci siedono accanto.

(source: Bol.com)

E poi arrivi tu

A chi ha voglia di sognare,
a chi desidera una favola,
l’arrivo del principe azzurro,
la svolta nella vita…
Bene…
Allora siete nel posto giusto.
Sofia è una ragazza molto pasticciona e combina guai, innamorata segretamente dell’uomo severo e arrogante della porta accanto: un politico famoso, potente e pieno di sé, che ha alle calcagna una vipera di segretaria che non lo molla un attimo.
Ma l’arrivo dei nipoti di lui, viziati e pestiferi, porteranno ben presto un piacevole scompiglio e Sofia si ritrova ad esserne la babysitter, trascorrendo il suo tempo ad architettare ed escogitare, con i piccoli monelli, assurdi modi per farsi notare dall’uomo più bello che lei abbia mai visto.
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### Sinossi
A chi ha voglia di sognare,
a chi desidera una favola,
l’arrivo del principe azzurro,
la svolta nella vita…
Bene…
Allora siete nel posto giusto.
Sofia è una ragazza molto pasticciona e combina guai, innamorata segretamente dell’uomo severo e arrogante della porta accanto: un politico famoso, potente e pieno di sé, che ha alle calcagna una vipera di segretaria che non lo molla un attimo.
Ma l’arrivo dei nipoti di lui, viziati e pestiferi, porteranno ben presto un piacevole scompiglio e Sofia si ritrova ad esserne la babysitter, trascorrendo il suo tempo ad architettare ed escogitare, con i piccoli monelli, assurdi modi per farsi notare dall’uomo più bello che lei abbia mai visto.

È Oriente

Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell’Europa. Il volume raccoglie scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e per l’andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola.
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E liberaci dal male oscuro (Il Cammeo)

Quando uscì questo libro, nel 1993, «depressione» non era una malattia, psichiatra era «il dottore dei matti», quindi tabù, «disturbo mentale» una tara o un’offesa. Oggi il panorama è completamente mutato. Non solo la depressione è entrata nel sapere comune come una malattia, ma anche il disturbo bipolare, il disturbo di panico, la fobia sociale, la bulimia, l’anoressia, le ossessioni e compulsioni, l’alcolismo e altri disturbi, non ultime le allucinazioni uditive, le famose «voci», o le «manie di persecuzione»: tutti problemi di cui questo libro per primo portò la piena identificazione e consapevolezza al largo pubblico e ai malati stessi. La sua uscita, in articoli sui giornali, in programmi televisivi e in conferenze, è stata più volte definita uno spartiacque per la ricezione sociale dei disturbi mentali, quasi sempre negati o sottovalutati o confusi con debolezze di carattere o d’ordine morale. Il «male oscuro» del titolo, che rimandava al bel romanzo di Giuseppe Berto del 1964, è divenuto un termine familiare, fissandosi nel linguaggio comune quale ovvio sinonimo di depressione. Dieci anni dopo la prima edizione, questo volume si ripresenta aggiornato con i nuovi traguardi della ricerca riproponendosi come testo base contro i pregiudizi, la disinformazione e gli indebiti sensi di colpa o di vergogna dei malati. Oltre che aggiornato, il volume è stato ampliato per illustrare tre nuovi disturbi che in tempi recenti hanno assunto, nell’evidenza clinica, una fisionomia precisa: il disturbo da stress post-traumatico, l’ansia da separazione e il deficit d’attenzione con iperattività. Ampliamenti e revisioni sono stati inseriti nell’intenso dialogo tra i due autori: Serena Zoli, giornalista che ha sperimentato il nero tunnel della depressione e ne ha trovato la via d’uscita, e lo psichiatra Giovanni B. Cassano, uno dei maggiori esperti in materia. Distinguendo tra cause vere e cause apparenti, si chiarisce come la depressione e le altre malattie mentali si sviluppino sotto l’effetto di fattori ereditari e ambientali e come possano essere curate con risultati fino a ieri impensabili. Si è scelto di lasciare immutate la seconda e terza parte del volume per il loro valore storico e in omaggio a quanti, personaggi molto noti, accettarono di esporsi come primi testimoni per dire pubblicamente: «Anch’io ho sofferto di depressione, e curandomi ne sono uscito. Non c’è da vergognarsi. Non c’è da disperare».
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### Sinossi
Quando uscì questo libro, nel 1993, «depressione» non era una malattia, psichiatra era «il dottore dei matti», quindi tabù, «disturbo mentale» una tara o un’offesa. Oggi il panorama è completamente mutato. Non solo la depressione è entrata nel sapere comune come una malattia, ma anche il disturbo bipolare, il disturbo di panico, la fobia sociale, la bulimia, l’anoressia, le ossessioni e compulsioni, l’alcolismo e altri disturbi, non ultime le allucinazioni uditive, le famose «voci», o le «manie di persecuzione»: tutti problemi di cui questo libro per primo portò la piena identificazione e consapevolezza al largo pubblico e ai malati stessi. La sua uscita, in articoli sui giornali, in programmi televisivi e in conferenze, è stata più volte definita uno spartiacque per la ricezione sociale dei disturbi mentali, quasi sempre negati o sottovalutati o confusi con debolezze di carattere o d’ordine morale. Il «male oscuro» del titolo, che rimandava al bel romanzo di Giuseppe Berto del 1964, è divenuto un termine familiare, fissandosi nel linguaggio comune quale ovvio sinonimo di depressione. Dieci anni dopo la prima edizione, questo volume si ripresenta aggiornato con i nuovi traguardi della ricerca riproponendosi come testo base contro i pregiudizi, la disinformazione e gli indebiti sensi di colpa o di vergogna dei malati. Oltre che aggiornato, il volume è stato ampliato per illustrare tre nuovi disturbi che in tempi recenti hanno assunto, nell’evidenza clinica, una fisionomia precisa: il disturbo da stress post-traumatico, l’ansia da separazione e il deficit d’attenzione con iperattività. Ampliamenti e revisioni sono stati inseriti nell’intenso dialogo tra i due autori: Serena Zoli, giornalista che ha sperimentato il nero tunnel della depressione e ne ha trovato la via d’uscita, e lo psichiatra Giovanni B. Cassano, uno dei maggiori esperti in materia. Distinguendo tra cause vere e cause apparenti, si chiarisce come la depressione e le altre malattie mentali si sviluppino sotto l’effetto di fattori ereditari e ambientali e come possano essere curate con risultati fino a ieri impensabili. Si è scelto di lasciare immutate la seconda e terza parte del volume per il loro valore storico e in omaggio a quanti, personaggi molto noti, accettarono di esporsi come primi testimoni per dire pubblicamente: «Anch’io ho sofferto di depressione, e curandomi ne sono uscito. Non c’è da vergognarsi. Non c’è da disperare».

È la notte che vince

A Washington D.C si aggira uno strano personaggio. Si chiama Spero Lucas, ed è un veterano dell’Iraq deciso a (ri)trovare un posto nel mondo, dopo che il suo senso della moralità si è un po’ offuscato a Fallujah. Si porta sempre dietro un taccuino con cui prende nota di cose di cui è meglio non prendere nota, legge e rilegge gli stessi passi della Bibbia, e non manca mai, la sera, di fare un colpo di telefono alla madre – con le altre donne ha rapporti più… occasionali, ma non meno devoti. Adesso, lavora come investigatore “speciale”, e la sua specialità sembra essere quella di recuperare refurtiva. Una nicchia, è vero: che gli frutta il 40% del valore di ciò che recupera. Ma quando le sue abilità attirano l’attenzione di qualcuno troppo potente, Spero si troverà a chiedersi se il 40% di qualunque cosa possa valere quanto la sua vita. E la sua libertà.In bilico perenne tra il bene e il male, la notte e la luce, il protagonista di questa nuova serie di George Pelecanos è destinato a lasciare il segno.

È inutile che alzi la voce

”Se il Novecento è passato alla storia come il secolo dell’odio, il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un’emozione ancor più primitiva: la rabbia. È la rabbia ad armare la mano di quegli uomini che non sopportano il rifiuto di una donna, a trasformare un mediocre studente nell’autore di una strage, a prendere un tizio qualunque, alla guida di un’auto, e mutarlo in una belva primordiale. Ma c’è una rabbia meno clamorosa e più subdola, capace di avvelenare la vita, in casa, sul lavoro, in coda agli sportelli.”
Piccola o grande che sia, la rabbia in sé è un fatto naturale, è l’ombra inseparabile della nostra quotidianità. È illusorio pensare di eliminarla, fondamentale invece è imparare a comprenderla, in noi stessi e negli altri, a interpretare il suo linguaggio, verbale e fisico, a distinguerla dalle tante altre emozioni che proviamo, per poterla gestire ed elaborare in modo costruttivo.
È l’obiettivo di È inutile che alzi la voce, in cui Massimo Picozzi, noto psichiatra e criminologo, e Catherine Vitinger, grande esperta di tecniche di difesa e di gestione del conflitto, si misurano con questo spinoso tema. La rabbia, se ben orientata, in certe situazioni ha una funzione positiva, vitale: può aiutarci a far valere i nostri diritti, a trasmettere con forza un messaggio educativo, a impartire istruzioni per fronteggiare prontamente un’emergenza.
Esiste, al contrario, una rabbia cieca e folle, che può portare in un attimo a distruggere relazioni o, quando sfocia in aggressione fisica, anche vite umane, com’è avvenuto al tassista Luca Massari, barbaramente massacrato alla periferia di Milano per aver investito in modo del tutto accidentale un cane. Oltre che su noti fatti di cronaca, l’analisi dei due autori è incentrata su storie tratte dalla vita di tutti i giorni: tensioni sul lavoro (si tratti di un capo insopportabile, un collega scorretto, un dipendente difficile), conflitti a volte drammatici in famiglia, disagi tra condomini, problematici rapporti tra clienti e aziende, odissee nei servizi pubblici, tragicomiche crisi di nervi causate dagli intoppi delle moderne tecnologie, litigi tra automobilisti, ciclisti e pedoni nel clima sempre più insofferente delle giungle d’asfalto metropolitane. Affrontare con una nuova consapevolezza la rabbia e il conflitto in queste insidiose circostanze, oltre a permetterci di difendere il nostro equilibrio e la nostra incolumità, può offrirci una straordinaria occasione di crescita in campo affettivo, professionale e sociale.

(source: Bol.com)

E infine una pioggia di diamanti

Um grande editor morre deixando aos filhos e netos um enorme património e um mistério inquietante: uma parte significativa da herança está pura e simplesmente desaparecida. Entre rancores e ciúmes, a leitura do testamento desencadeia uma desenfreada caça ao tesouro. A dominar a situação está Sónia, a nora do magnata – uma mulher generosa, bonita e voluntariosa. Face à crescente tensão na família, será apenas ela a encontrar forças para recomeçar uma nova vida…

E gioia sia: Il segreto per la felicità

Possiamo essere felici. Ce lo spiega e ci convince Chiara Amirante con E gioia sia, un libro che racconta la sua esperienza come fondatrice e presidente della comunità Nuovi Orizzonti che da sempre aiuta chi soffre. Chi, come lei, è da una vita a contatto con il disagio ci illumina spiegandoci che dentro ad ognuno di noi c’è una grande forza, un’unicità che ci aiuta a sperare e a superare i momenti dolorosi che la vita ci obbliga a vivere sulla nostra pelle. Prima o poi tutti siamo costretti ad affrontarli, l’importante è saper riconoscere il dolore e in contrapposizione la felicità che questa bizzarra esistenza ci offre in ogni momento e di cui neppure ci accorgiamo. In questo libro bellissimo la Amirante ci racconta una lotta quotidiana fianco a fianco di barboni, ragazzi drogati, sbandati, alcolizzati, depressi e persino di uomini d’affari che improvvisamente si trovano pieni di soldi, ma davanti ad un baratro di tristezza e solitudine. Ci si sente soli in una società che si gira dall’altra parte di fronte alla sofferenza e che predica la solidarietà solo davanti al banco di una chiesa per poi girarsi dall’altra parte appena la vita richiede il nostro aiuto. Questo nuovo modo di vivere non può che segnare negativamente la nostra quotidianità, appiattirla e renderla drammaticamente solitaria. Con E gioia sia la Amirante ci offre così uno spiraglio di libertà dal giudizio degli altri e dall’infelicità, con una critica non solo all’individuo, ma anche al modello economico e sociale che l’Occidente ci impone senza via d’uscita. Ma invece lo spiraglio c’è e dobbiamo crearcelo noi con nuovi spunti per sorridere e nuove possibilità di essere davvero felici. Senza dimenticare il dolore e la sofferenza che la vita ci costringe ad affrontare.

È gia buio, dolcezza

William Collins è bello, educato, gentile. Ma può facilmente diventare pericoloso, quando perde la calma e lo sguardo si annebbia, e le furie si impossessano della sua vita, delle sue azioni. Ex pugile con un incidente mortale alle spalle, Collins è di nuovo a piede libero, e si è unito a un affabile truffatore e a una donna provocante e senza scrupoli. Insieme, progettano un colpo, un rapimento, un omicidio, e molto, molto di più.
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È finito il nostro carnevale

“È finito il nostro carnevale” è la storia di Rigoberto Aguyar Montiel: una macedonia di geni razziali e un senzaterra ma soprattutto un amante del calcio e delle donne. Nella Parigi di fine anni Venti (a pochi mesi dal primo campionato mondiale di calcio) Rigoberto si innamora perdutamente di Consuelo, la magnifica modella che poserà per la creazione della coppa Rimet. Scomparsa misteriosamente la ragazza (nel laboratorio di un orafo di nervoso talento), Rigoberto promette a se stesso di rubare la statuetta d’oro, facendone il simbolo di tutte le speranze perdute dagli uomini. Inizia in questo modo una lunga cavalcata in giro per i cinque continenti, nelle vesti di cronista sportivo sempre sull’orlo del licenziamento. Il lungo viaggio di Rigoberto è anche l’attraversamento del Novecento, un percorso pieno di occasioni luminose (l’incontro con Ernest Hemingway, con Django Reinhardt, con Tom Jobim e Vinicius de Moraes) e di momenti tristi (la seconda guerra mondiale, le dittature sudamericane degli anni Settanta, la fine del calcio come branca del romanticismo).

È facile smettere di fumare

”È facile smettere di fumare se sai come farlo” è la chiave di volta che vi permetterà di uscire dalla prigione del tabacco con facilità.
Tutto quel che dovete fare per diventare felici non fumatori è leggere queste pagine, che, tradotte in più di 40 lingue, hanno liberato dal tabagismo e senza rimpianti, milioni di persone nel mondo.
(source: Bol.com)