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Mi chiamo Chuck

Chuck Taylor ha diciassette anni e mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.
Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.

Chuck Taylor ha diciassette anni e mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.
Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.

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Mi arrivi come da un sogno (Forever)

Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER”Sotto il sole della Sicilia, sulle spiagge dell’incantevole cittadina di Siculiana, si ripete ogni estate uno spettacolo meraviglioso. Centinaia di tartarughine rompono il guscio e vengono alla luce, pronte a tuffarsi in mare tutte insieme, come un’onda in senso contrario. Da quand’è nata, Lucia non si è mai persa uno ‘sbarco’, come lo chiama l’adorata nonna Marta. Tranne questa volta: l’hanno appena chiamata da un importante giornale romano, e il suo sogno di diventare giornalista sta per avverarsi. Tre mesi a Roma, tre mesi per prendere finalmente in mano la propria vita. Certo, le mancheranno il rumore dei passi di papà, gli odori buoni della cucina della nonna, e la spiaggia delle tartarughine… E poi c’è Rosario, il suo fidanzato – forse, però, un po’ di lontananza farà bene a entrambi. Quel che Lucia non ha messo in conto è un affascinante imprevisto: si chiama Clark Kent (nessuna parentela), lavora nella Sezione Cultura del giornale, ed è un americano innamorato di Roma. E tra una passeggiata a Villa Borghese e un friccico di luna, tra i due ben presto nasce qualcosa di molto forte… Peccato che il destino abbia un piano tutto suo. Un piano che metterà Clark di fronte a una domanda impossibile: che succederebbe se Lucia, di punto in bianco, per un incidente stupido e assurdo, si dimenticasse del suo amore, e Clark dovesse… farla innamorare di nuovo? Nella piccola cittadina di Siculiana, dove Lucia è tornata senza memoria dei suoi giorni romani, per stare con la sua famiglia e godersi un nuovo sbarco in mare delle tartarughine, Clark dovrà provare a riprendersi quel che il destino gli ha tolto. Sapendo che l’amore vero, semplicemente, non si può dimenticare. Dopo “”Il primo caffè del mattino””, Diego Galdino si conferma una delle voci più fresche e irresistibili della commedia romantica all’italiana, regalandoci una storia d’amore dolce e incantata, che ci trasporterà dalle magiche atmosfere romane alle spiagge mediterranee.”

Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER”Sotto il sole della Sicilia, sulle spiagge dell’incantevole cittadina di Siculiana, si ripete ogni estate uno spettacolo meraviglioso. Centinaia di tartarughine rompono il guscio e vengono alla luce, pronte a tuffarsi in mare tutte insieme, come un’onda in senso contrario. Da quand’è nata, Lucia non si è mai persa uno ‘sbarco’, come lo chiama l’adorata nonna Marta. Tranne questa volta: l’hanno appena chiamata da un importante giornale romano, e il suo sogno di diventare giornalista sta per avverarsi. Tre mesi a Roma, tre mesi per prendere finalmente in mano la propria vita. Certo, le mancheranno il rumore dei passi di papà, gli odori buoni della cucina della nonna, e la spiaggia delle tartarughine… E poi c’è Rosario, il suo fidanzato – forse, però, un po’ di lontananza farà bene a entrambi. Quel che Lucia non ha messo in conto è un affascinante imprevisto: si chiama Clark Kent (nessuna parentela), lavora nella Sezione Cultura del giornale, ed è un americano innamorato di Roma. E tra una passeggiata a Villa Borghese e un friccico di luna, tra i due ben presto nasce qualcosa di molto forte… Peccato che il destino abbia un piano tutto suo. Un piano che metterà Clark di fronte a una domanda impossibile: che succederebbe se Lucia, di punto in bianco, per un incidente stupido e assurdo, si dimenticasse del suo amore, e Clark dovesse… farla innamorare di nuovo? Nella piccola cittadina di Siculiana, dove Lucia è tornata senza memoria dei suoi giorni romani, per stare con la sua famiglia e godersi un nuovo sbarco in mare delle tartarughine, Clark dovrà provare a riprendersi quel che il destino gli ha tolto. Sapendo che l’amore vero, semplicemente, non si può dimenticare. Dopo “”Il primo caffè del mattino””, Diego Galdino si conferma una delle voci più fresche e irresistibili della commedia romantica all’italiana, regalandoci una storia d’amore dolce e incantata, che ci trasporterà dalle magiche atmosfere romane alle spiagge mediterranee.”

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Metodi matematici per la teoria dell’evoluzione

Esistono ormai da tempo molti articoli, in particolar modo su riviste di biomatematica, di (bio)fisica e di biologia, che presentano proposte e risultati di modellistica matematica relativi direttamente ed indirettamente alla teoria dell’evoluzione. Sicuramente questi studi sono da considerarsi cruciali per l’istituzione della biologia teorica. I temi da prendere in esame sono dapprima le convinzioni che i biologi hanno in merito. Quindi un’analisi dei precedenti tentativi di formulare una teoria matematica dell’evoluzione, nonché i relativi sviluppi e insuccessi a cui abbiamo assistito nell’ambito della “teoria della complessità”. La nostra proposta consiste dunque nel realizzare una teoria matematicamente formulata e biologicamente ben fondata dell’evoluzione con specifico e giustificato riferimento a quella fenotipica. Quindi su questa base costruiamo sia un modello geometrico sia un modello dinamico stocastico. In questo modo, pur tenendo presente l’intrinseca insufficienza dell’approccio riduzionista in biologia, si tenta di dare alcune risposte che hanno una corrispondenza biologica significativa.
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Esistono ormai da tempo molti articoli, in particolar modo su riviste di biomatematica, di (bio)fisica e di biologia, che presentano proposte e risultati di modellistica matematica relativi direttamente ed indirettamente alla teoria dell’evoluzione. Sicuramente questi studi sono da considerarsi cruciali per l’istituzione della biologia teorica. I temi da prendere in esame sono dapprima le convinzioni che i biologi hanno in merito. Quindi un’analisi dei precedenti tentativi di formulare una teoria matematica dell’evoluzione, nonché i relativi sviluppi e insuccessi a cui abbiamo assistito nell’ambito della “teoria della complessità”. La nostra proposta consiste dunque nel realizzare una teoria matematicamente formulata e biologicamente ben fondata dell’evoluzione con specifico e giustificato riferimento a quella fenotipica. Quindi su questa base costruiamo sia un modello geometrico sia un modello dinamico stocastico. In questo modo, pur tenendo presente l’intrinseca insufficienza dell’approccio riduzionista in biologia, si tenta di dare alcune risposte che hanno una corrispondenza biologica significativa.
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La metamorfosi e altri racconti

Un raccolto dallo stesso Franz Kafka, l’autore, dei suoi più significativi racconti per la publicazione, quelli che ne illustrano la complessa poetica dello scrittore – il senso dell’ambiguità, lo spiazzamento, la continua ricerca dell’allegoria e della metafora usate in tutta la loro enigmaticità e ambivalenza. I testi sono lo specchio di una personalità problematica e tormentata.

Un raccolto dallo stesso Franz Kafka, l’autore, dei suoi più significativi racconti per la publicazione, quelli che ne illustrano la complessa poetica dello scrittore – il senso dell’ambiguità, lo spiazzamento, la continua ricerca dell’allegoria e della metafora usate in tutta la loro enigmaticità e ambivalenza. I testi sono lo specchio di una personalità problematica e tormentata.

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Metà di tutto

Alberto misura i passi, le cose, i minuti. Misura le forze che stanno tornando. Osserva gli allievi e i colleghi insegnanti, li classifica divertito per categorie. Guarda il mondo con occhi diversi, ora. E quando un’amica infermiera gli affida Danielle, una paziente in crisi, perché la ascolti e la aiuti, si tuffa anima e corpo in un’avventura imprevista. Perché Danielle è sola, malata, bellissima. Ma, soprattutto, Danielle ha un segreto. Per aiutarla davvero, Alberto dovrà imbarcare nella sua impresa una squadra di compagni, incrociati o ritrovati per caso, ma tutti disposti a farsi carico della vita degli altri. Tra Torino e Bruges, tra le aule del liceo e le stanze della chemio, tra i Murazzi e le Molinette, tra bar di periferia e trattorie in riva al lago, tra autoradio a palla e notti silenziose, si dipana la storia, ricca d’emozioni, di un gruppo di nuovi amici che sanno per cosa vale la pena lottare.
(source: Bol.com)

Alberto misura i passi, le cose, i minuti. Misura le forze che stanno tornando. Osserva gli allievi e i colleghi insegnanti, li classifica divertito per categorie. Guarda il mondo con occhi diversi, ora. E quando un’amica infermiera gli affida Danielle, una paziente in crisi, perché la ascolti e la aiuti, si tuffa anima e corpo in un’avventura imprevista. Perché Danielle è sola, malata, bellissima. Ma, soprattutto, Danielle ha un segreto. Per aiutarla davvero, Alberto dovrà imbarcare nella sua impresa una squadra di compagni, incrociati o ritrovati per caso, ma tutti disposti a farsi carico della vita degli altri. Tra Torino e Bruges, tra le aule del liceo e le stanze della chemio, tra i Murazzi e le Molinette, tra bar di periferia e trattorie in riva al lago, tra autoradio a palla e notti silenziose, si dipana la storia, ricca d’emozioni, di un gruppo di nuovi amici che sanno per cosa vale la pena lottare.
(source: Bol.com)

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La metà di niente

«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Dublino. Siamo a casa di Rose e Ben. Lei è in cucina, lui sta per uscire, come tutte le mattine. Ma questo è un giorno diverso dagli altri, perché Ben non è diretto in ufficio: sta lasciando Rose e i tre figli, sbattendo la porta in faccia a più di vent’anni di matrimonio. Tornerà? E quando? Dopo una convivenza che fino a ieri credeva felice, Rose si ritrova di punto in bianco scardinata fin nelle più intime fibre. «Non era più la metà di una rispettabile, solida coppia borghese. Era la metà di niente.» Mentre segue un percorso interiore scandito da sentimenti contrastanti nei confronti dell’uomo che credeva di conoscere e da altrettanti dubbi e sensi di colpa, Rose si trova obbligata a far fronte all’emergenza economica immediata, a doversi improvvisare capofamiglia, a inventarsi un mestiere e un nuovo equilibrio famigliare. E grazie al sostegno delle persone che le sono vicine e alle risorse che non sapeva di avere, riesce a riprendere in mano le fila della routine domestica e a ricucire le lacerazioni della propria anima. In una sorta di doppio percorso, dove alla cronaca diretta dell’abbandono e dei suoi penosi strascichi si alterna a mo’ di contrappunto una serie di flashback in cui vengono ricostruiti gli avvenimenti che hanno segnato il suo vissuto, a quarantadue anni Rose trova una voglia, anzi, una gioia assolutamente nuova di vivere e di sorridere. Nel suo felice romanzo d’esordio, la dublinese Catherine Dunne raggiunge uno splendido esito: grazie a una stupefacente autenticità di linguaggio e a una resa quasi fotografica delle situazioni e degli stati d’animo ci regala un ritratto, tanto vero e toccante quanto ironico e pieno di brio, di una crisi di coppia vista al femminile.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
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### Sinossi
«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Dublino. Siamo a casa di Rose e Ben. Lei è in cucina, lui sta per uscire, come tutte le mattine. Ma questo è un giorno diverso dagli altri, perché Ben non è diretto in ufficio: sta lasciando Rose e i tre figli, sbattendo la porta in faccia a più di vent’anni di matrimonio. Tornerà? E quando? Dopo una convivenza che fino a ieri credeva felice, Rose si ritrova di punto in bianco scardinata fin nelle più intime fibre. «Non era più la metà di una rispettabile, solida coppia borghese. Era la metà di niente.» Mentre segue un percorso interiore scandito da sentimenti contrastanti nei confronti dell’uomo che credeva di conoscere e da altrettanti dubbi e sensi di colpa, Rose si trova obbligata a far fronte all’emergenza economica immediata, a doversi improvvisare capofamiglia, a inventarsi un mestiere e un nuovo equilibrio famigliare. E grazie al sostegno delle persone che le sono vicine e alle risorse che non sapeva di avere, riesce a riprendere in mano le fila della routine domestica e a ricucire le lacerazioni della propria anima. In una sorta di doppio percorso, dove alla cronaca diretta dell’abbandono e dei suoi penosi strascichi si alterna a mo’ di contrappunto una serie di flashback in cui vengono ricostruiti gli avvenimenti che hanno segnato il suo vissuto, a quarantadue anni Rose trova una voglia, anzi, una gioia assolutamente nuova di vivere e di sorridere. Nel suo felice romanzo d’esordio, la dublinese Catherine Dunne raggiunge uno splendido esito: grazie a una stupefacente autenticità di linguaggio e a una resa quasi fotografica delle situazioni e degli stati d’animo ci regala un ritratto, tanto vero e toccante quanto ironico e pieno di brio, di una crisi di coppia vista al femminile.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
### Descrizione
Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell’aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent’anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare. Con questa scena si apre “La metà di niente”, il felice romanzo d’esordio di Catherine Dunne, il diario lucido e drammatico di una donna che, di punto in bianco, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. Come in un album di fotografie, la nuova vita di Rose si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche sul matrimonio. Ma tra lacrime e disperazione, tra rabbia e sensi di colpa, Rose diventa forte.

«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Dublino. Siamo a casa di Rose e Ben. Lei è in cucina, lui sta per uscire, come tutte le mattine. Ma questo è un giorno diverso dagli altri, perché Ben non è diretto in ufficio: sta lasciando Rose e i tre figli, sbattendo la porta in faccia a più di vent’anni di matrimonio. Tornerà? E quando? Dopo una convivenza che fino a ieri credeva felice, Rose si ritrova di punto in bianco scardinata fin nelle più intime fibre. «Non era più la metà di una rispettabile, solida coppia borghese. Era la metà di niente.» Mentre segue un percorso interiore scandito da sentimenti contrastanti nei confronti dell’uomo che credeva di conoscere e da altrettanti dubbi e sensi di colpa, Rose si trova obbligata a far fronte all’emergenza economica immediata, a doversi improvvisare capofamiglia, a inventarsi un mestiere e un nuovo equilibrio famigliare. E grazie al sostegno delle persone che le sono vicine e alle risorse che non sapeva di avere, riesce a riprendere in mano le fila della routine domestica e a ricucire le lacerazioni della propria anima. In una sorta di doppio percorso, dove alla cronaca diretta dell’abbandono e dei suoi penosi strascichi si alterna a mo’ di contrappunto una serie di flashback in cui vengono ricostruiti gli avvenimenti che hanno segnato il suo vissuto, a quarantadue anni Rose trova una voglia, anzi, una gioia assolutamente nuova di vivere e di sorridere. Nel suo felice romanzo d’esordio, la dublinese Catherine Dunne raggiunge uno splendido esito: grazie a una stupefacente autenticità di linguaggio e a una resa quasi fotografica delle situazioni e degli stati d’animo ci regala un ritratto, tanto vero e toccante quanto ironico e pieno di brio, di una crisi di coppia vista al femminile.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
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### Sinossi
«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Dublino. Siamo a casa di Rose e Ben. Lei è in cucina, lui sta per uscire, come tutte le mattine. Ma questo è un giorno diverso dagli altri, perché Ben non è diretto in ufficio: sta lasciando Rose e i tre figli, sbattendo la porta in faccia a più di vent’anni di matrimonio. Tornerà? E quando? Dopo una convivenza che fino a ieri credeva felice, Rose si ritrova di punto in bianco scardinata fin nelle più intime fibre. «Non era più la metà di una rispettabile, solida coppia borghese. Era la metà di niente.» Mentre segue un percorso interiore scandito da sentimenti contrastanti nei confronti dell’uomo che credeva di conoscere e da altrettanti dubbi e sensi di colpa, Rose si trova obbligata a far fronte all’emergenza economica immediata, a doversi improvvisare capofamiglia, a inventarsi un mestiere e un nuovo equilibrio famigliare. E grazie al sostegno delle persone che le sono vicine e alle risorse che non sapeva di avere, riesce a riprendere in mano le fila della routine domestica e a ricucire le lacerazioni della propria anima. In una sorta di doppio percorso, dove alla cronaca diretta dell’abbandono e dei suoi penosi strascichi si alterna a mo’ di contrappunto una serie di flashback in cui vengono ricostruiti gli avvenimenti che hanno segnato il suo vissuto, a quarantadue anni Rose trova una voglia, anzi, una gioia assolutamente nuova di vivere e di sorridere. Nel suo felice romanzo d’esordio, la dublinese Catherine Dunne raggiunge uno splendido esito: grazie a una stupefacente autenticità di linguaggio e a una resa quasi fotografica delle situazioni e degli stati d’animo ci regala un ritratto, tanto vero e toccante quanto ironico e pieno di brio, di una crisi di coppia vista al femminile.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
### Descrizione
Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell’aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent’anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare. Con questa scena si apre “La metà di niente”, il felice romanzo d’esordio di Catherine Dunne, il diario lucido e drammatico di una donna che, di punto in bianco, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. Come in un album di fotografie, la nuova vita di Rose si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche sul matrimonio. Ma tra lacrime e disperazione, tra rabbia e sensi di colpa, Rose diventa forte.

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Messia di Dune. Il ciclo di Dune: 2

Dodici anni dopo la vittoria dei Fremen sull’Imperatore Pascià Shaddam IV, Paul Muad’Dib, erede degli Atreides, è ancora il temuto Imperatore della galassia e governa l’universo dalla sua capitale su Arrakis. La forza del mito che lo circonda viene però intaccata da un complotto che vede protagonisti il Bene Gesserit, la Gilda Spaziale, i Tleilaxu e alcuni Fremen ribelli: al centro della cospirazione c’è il tentativo di indebolire la sua capacità di comando e rendere instabile la dinastia degli Atreides ostacolando la nascita di un erede. Tuttavia, il prezioso dono della prescienza dà a Paul la consapevolezza che la strada da seguire è quella indicata dal suo destino: indirizzare il proprio popolo su un percorso che lo allontani dall’autodistruzione e dalla miseria, verso un futuro armonioso e duraturo, un obiettivo che è disposto a raggiunge anche a costo del proprio sacrificio…
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Dodici anni dopo la vittoria dei Fremen sull’Imperatore Pascià Shaddam IV, Paul Muad’Dib, erede degli Atreides, è ancora il temuto Imperatore della galassia e governa l’universo dalla sua capitale su Arrakis. La forza del mito che lo circonda viene però intaccata da un complotto che vede protagonisti il Bene Gesserit, la Gilda Spaziale, i Tleilaxu e alcuni Fremen ribelli: al centro della cospirazione c’è il tentativo di indebolire la sua capacità di comando e rendere instabile la dinastia degli Atreides ostacolando la nascita di un erede. Tuttavia, il prezioso dono della prescienza dà a Paul la consapevolezza che la strada da seguire è quella indicata dal suo destino: indirizzare il proprio popolo su un percorso che lo allontani dall’autodistruzione e dalla miseria, verso un futuro armonioso e duraturo, un obiettivo che è disposto a raggiunge anche a costo del proprio sacrificio…
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Il messaggio dell’imperatore

“Il messaggio dell’imperatore” è la prima e più celebre raccolta di racconti di Kafka che sia apparsa in Italia. Il volume contiene i seguenti testi: “La condanna”; “La metamorfosi”; “Il nuovo avvocato”; “Un medico condotto”; “In galleria”; “Una vecchia pagina”; “Sciacalli e Arabi”; “Una visita nella miniera”; “Il prossimo villaggio”; “Il cruccio del padre di famiglia”; “Undici figli”; “Un fratricidio”; “Un sogno”; “Una relazione accademica”; “Nella colonia penale”; “Primo dolore”; “Una donnina”; “Un digiunatore”; “Josefine la cantante”; “La costruzione della muraglia cinese”; “Intorno alla questione delle leggi”; “Lo stemma della città”; “Delle allegorie”; “La verità su Sancio Pancia”; “Il silenzio delle sirene”; “Prometeo”; “Il cacciatore Gracco”; “Il colpo contro il portone”; “Un incrocio”; “Il ponte”; “Piccola favola”; “Una confusione che succede ogni giorno”; “Il cavaliere del secchio”; “Una coppia di coniugi”; “Il vicino”; “La tana”; “La talpa gigante”; “Indagini di un cane”. «L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo individuo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita dall’abbagliante sole imperiale nelle più remote lontananze, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte» (Franz Kafka).
(source: Bol.com)

“Il messaggio dell’imperatore” è la prima e più celebre raccolta di racconti di Kafka che sia apparsa in Italia. Il volume contiene i seguenti testi: “La condanna”; “La metamorfosi”; “Il nuovo avvocato”; “Un medico condotto”; “In galleria”; “Una vecchia pagina”; “Sciacalli e Arabi”; “Una visita nella miniera”; “Il prossimo villaggio”; “Il cruccio del padre di famiglia”; “Undici figli”; “Un fratricidio”; “Un sogno”; “Una relazione accademica”; “Nella colonia penale”; “Primo dolore”; “Una donnina”; “Un digiunatore”; “Josefine la cantante”; “La costruzione della muraglia cinese”; “Intorno alla questione delle leggi”; “Lo stemma della città”; “Delle allegorie”; “La verità su Sancio Pancia”; “Il silenzio delle sirene”; “Prometeo”; “Il cacciatore Gracco”; “Il colpo contro il portone”; “Un incrocio”; “Il ponte”; “Piccola favola”; “Una confusione che succede ogni giorno”; “Il cavaliere del secchio”; “Una coppia di coniugi”; “Il vicino”; “La tana”; “La talpa gigante”; “Indagini di un cane”. «L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo individuo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita dall’abbagliante sole imperiale nelle più remote lontananze, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte» (Franz Kafka).
(source: Bol.com)

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La messaggera delle anime

Libera dalla maledizione che l’aveva spinta sull’orlo della follia, Ista dy Chalion vive nei castello di Valenda, ma ha come unici compagni dolorosi ricordi e amari rimpianti. Per sottrarsi all’inquietudine crescente, Ista decide d’intraprendere un pellegrinaggio che la conduca il più lontano possibile e le offra altresì la possibilità di chiedere ammenda agli dei per il crimine che ritiene di aver commesso. Insieme con una piccola scorta, la donna si mette quindi in viaggio, ma la gioia scaturita dalla ritrovata libertà si dilegua quasi subito, prima a causa di una terribile visione – un castello sconosciuto, un uomo privo di sensi con una profonda ferita al torace e una linea di fuoco che scaturisce dal suo cuore – e poi da un improvviso scontro armato. Quale destino ha condotto Ista su quella strada, verso un luogo in cui sembrano radunarsi le sue peggiori paure?
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Libera dalla maledizione che l’aveva spinta sull’orlo della follia, Ista dy Chalion vive nei castello di Valenda, ma ha come unici compagni dolorosi ricordi e amari rimpianti. Per sottrarsi all’inquietudine crescente, Ista decide d’intraprendere un pellegrinaggio che la conduca il più lontano possibile e le offra altresì la possibilità di chiedere ammenda agli dei per il crimine che ritiene di aver commesso. Insieme con una piccola scorta, la donna si mette quindi in viaggio, ma la gioia scaturita dalla ritrovata libertà si dilegua quasi subito, prima a causa di una terribile visione – un castello sconosciuto, un uomo privo di sensi con una profonda ferita al torace e una linea di fuoco che scaturisce dal suo cuore – e poi da un improvviso scontro armato. Quale destino ha condotto Ista su quella strada, verso un luogo in cui sembrano radunarsi le sue peggiori paure?
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La Messa Di Nozze

L’arrivo del piroscafo Senegal dall’Africa dovrebbe riunire un marito lontano alla moglie e sancire la fine di un amore clandestino. Lodovico Bertini, scultore fiorentino, ama la bella Rosanna Lariani, sposata in Africa ad un inglese. La donna decide tuttavia di ricelebrare le nozze cattoliche in Italia. Sarà lo stesso amante ad assisterla come testimone alla messa di nozze…
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L’arrivo del piroscafo Senegal dall’Africa dovrebbe riunire un marito lontano alla moglie e sancire la fine di un amore clandestino. Lodovico Bertini, scultore fiorentino, ama la bella Rosanna Lariani, sposata in Africa ad un inglese. La donna decide tuttavia di ricelebrare le nozze cattoliche in Italia. Sarà lo stesso amante ad assisterla come testimone alla messa di nozze…
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Merrick la strega

Chi potrebbe aiutare Louis de Point du Lac a ritrovare la sua amata e perduta Claudia, se non una strega? La bellissima Merrick discende dalle “gens de couleur libres”, una potente casta legata al voodoo nella quale si congiunge il sangue degli africani e dei francesi di New Orleans. Sue antenate sono le grandi streghe Mayfair, delle quali lei non sa nulla, pur avendone ereditato il potere e il sapere magico. Ed è David Talbot, eroe, narratore, avventuriero e vampiro a narrare la fascinosa e inquietante storia di Merrick, detta la strega di Endor, che spazia dalla New Orleans passata e presente alle giungle del Guatemala, dalle rovine dei Maya fino ad antiche civiltà ancora inesplorate.
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Chi potrebbe aiutare Louis de Point du Lac a ritrovare la sua amata e perduta Claudia, se non una strega? La bellissima Merrick discende dalle “gens de couleur libres”, una potente casta legata al voodoo nella quale si congiunge il sangue degli africani e dei francesi di New Orleans. Sue antenate sono le grandi streghe Mayfair, delle quali lei non sa nulla, pur avendone ereditato il potere e il sapere magico. Ed è David Talbot, eroe, narratore, avventuriero e vampiro a narrare la fascinosa e inquietante storia di Merrick, detta la strega di Endor, che spazia dalla New Orleans passata e presente alle giungle del Guatemala, dalle rovine dei Maya fino ad antiche civiltà ancora inesplorate.
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I mercenari

«Ella e io ci coricammo alle due e mezzo. Spegnemmo la luce, ci girammo l’uno verso l’altra, e il campanello squillò. Imprecai, e la mano di Ella si strinse attorno al mio braccio. ? Forse se ne andranno ? bisbigliò lei nel buio. Per tutta risposta ci fu un’altra violenta scampanellata… A tentoni raggiunsi il soggiorno, deciso a rompere il muso a qualcuno… Spalancai la porta e affrontai il seccatore. Era Billy-Billy Cantell.» Il visitatore importuno non è un amico, ma uno che a quest’ora della notte cerca un rifugio, perché ha bisogno di aiuto. Ubriaco, si è ritrovato in una stanza con una donna sconosciuta, ma soprattutto morta. Morta ammazzata.
E siamo appena all’inizio di una storia dura, violenta, con colpi di scena come tante raffiche di mitra. Una storia scritta da un Westlake prima maniera che non fa ancora dell’umorismo, ma che sottolinea la drammatica vicenda con profondi graffi di ironia.

«Ella e io ci coricammo alle due e mezzo. Spegnemmo la luce, ci girammo l’uno verso l’altra, e il campanello squillò. Imprecai, e la mano di Ella si strinse attorno al mio braccio. ? Forse se ne andranno ? bisbigliò lei nel buio. Per tutta risposta ci fu un’altra violenta scampanellata… A tentoni raggiunsi il soggiorno, deciso a rompere il muso a qualcuno… Spalancai la porta e affrontai il seccatore. Era Billy-Billy Cantell.» Il visitatore importuno non è un amico, ma uno che a quest’ora della notte cerca un rifugio, perché ha bisogno di aiuto. Ubriaco, si è ritrovato in una stanza con una donna sconosciuta, ma soprattutto morta. Morta ammazzata.
E siamo appena all’inizio di una storia dura, violenta, con colpi di scena come tante raffiche di mitra. Una storia scritta da un Westlake prima maniera che non fa ancora dell’umorismo, ma che sottolinea la drammatica vicenda con profondi graffi di ironia.

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Le meraviglie del Duemila

Toby Holker, un medico statunitense che detiene il segreto di una scoperta eccezionale, si ritrova, insieme al suo giovane e annoiato amico James Brandok, proiettato cento anni nel futuro, nel 2013. Lì incontrerà un mondo diverso, che evoluzione e tecnologia hanno modificato e stravolto. Attraverso un rocambolesco e lungo viaggio tra l’America, i ghiacci del Polo Nord e l’Europa, per terra, aria e mare, i due compagni scopriranno le meraviglie del futuro: macchine volanti, treni sotterranei, nuovi dispositivi tecnologici e mezzi di comunicazione, città sottomarine e tanto, tanto altro. “Edizioni DrawUp” propone ai propri lettori, con la Collana “Classici Young”, questo formidabile romanzo scientifico di Emilio Salgari, edito per la prima volta nel 1907 dalla “R. Bemporad & Figlio” di Firenze e considerato il testo più rilevante della “protofantascienza italiana”. Tra i lavori meno noti e ripubblicati del grande scrittore veronese, questo libro d’avventura rappresenta un connubio magistrale di narrativa d’intrattenimento e premonitoria: il lettore resterà a bocca aperta davanti alle intuizioni di Salgari, che dipinge, ma con cent’anni di anticipo, la nostra società attuale in maniera del tutto sorprendente per aderenza al reale mutamento del mondo e delle vicende umane. Aerei, metropolitane, radio e Tv, sommergibili, progresso tecnologico e scientifico, ma soprattutto evoluzione demografica, sociale e politica: vere e proprie profezie salgariane, che fanno di questo romanzo un’opera che non si può non aver letto.

Toby Holker, un medico statunitense che detiene il segreto di una scoperta eccezionale, si ritrova, insieme al suo giovane e annoiato amico James Brandok, proiettato cento anni nel futuro, nel 2013. Lì incontrerà un mondo diverso, che evoluzione e tecnologia hanno modificato e stravolto. Attraverso un rocambolesco e lungo viaggio tra l’America, i ghiacci del Polo Nord e l’Europa, per terra, aria e mare, i due compagni scopriranno le meraviglie del futuro: macchine volanti, treni sotterranei, nuovi dispositivi tecnologici e mezzi di comunicazione, città sottomarine e tanto, tanto altro. “Edizioni DrawUp” propone ai propri lettori, con la Collana “Classici Young”, questo formidabile romanzo scientifico di Emilio Salgari, edito per la prima volta nel 1907 dalla “R. Bemporad & Figlio” di Firenze e considerato il testo più rilevante della “protofantascienza italiana”. Tra i lavori meno noti e ripubblicati del grande scrittore veronese, questo libro d’avventura rappresenta un connubio magistrale di narrativa d’intrattenimento e premonitoria: il lettore resterà a bocca aperta davanti alle intuizioni di Salgari, che dipinge, ma con cent’anni di anticipo, la nostra società attuale in maniera del tutto sorprendente per aderenza al reale mutamento del mondo e delle vicende umane. Aerei, metropolitane, radio e Tv, sommergibili, progresso tecnologico e scientifico, ma soprattutto evoluzione demografica, sociale e politica: vere e proprie profezie salgariane, che fanno di questo romanzo un’opera che non si può non aver letto.

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La meraviglia della vita

È l’estate del 1923 quando Franz Kafka raggiunge sua sorella Elli a Müritz, una piccola stazione balneare sul Baltico. È molto malato, la tubercolosi lo ha costretto a trascorrere settimane a letto durante l’inverno. Elli spera che in quella residenza sul mare chiamata «Alla salute» Franz riesca a riprendersi un poco. Il Dottore – così lo chiamano nella casa – è felice di avere una stanza tutta sua, lontano da sanatori e luoghi di cura che gli procurano ormai soltanto nausea. Si sveglia dopo oltre otto ore di sonno e si siede un po’ sul balcone ad ascoltare le voci dei bambini che giocano davanti alla casa vicina. Sono piccoli ebrei dell’Est, di una colonia proveniente da Berlino.
Una mattina, mentre è intento a osservarli, allegri e vocianti attorno a un lungo tavolo, nota per la prima volta Dora Diamant, una giovane di non più di venticinque anni che sussurra qualcosa ai ragazzi in yiddish. Uno sguardo fugace, che si trasforma però in incanto quando la rivede nelle cucine della colonia, intenta a pulire il pesce con le sue mani delicate.
Nei giorni successivi la reincontrerà sulla spiaggia. Si siederà con lei a contemplare il mare e si sentirà come dentro una campana che inghiotte qualsiasi rumore. In uno stentato ebraico le parlerà – le farà mille domande, da dove viene, come vive –, guarderà la sua bocca e le sussurrerà qualcosa sui suoi capelli e sul suo corpo, mentre lei gli dirà di suo padre, e di come se n’è andata, prima a Cracovia e poi fino a Breslavia, con il solo scopo – penserà senza osare sussurrarlo davvero – di trovarsi un giorno a Müritz, accanto a lui, Franz Kafka, lo scrittore.
Magnifica opera sull’ultimo grande amore di Kafka, sulla passione che lo spinse a rompere con Praga, la famiglia, la solitudine e a stabilirsi nella Berlino antisemita del tempo per sognare infine, lui ebreo assimilato totalmente estraneo a ogni tradizione religiosa, di raggiungere la Palestina in compagnia di una giovane ebrea dell’Est, *La meraviglia della vita* è un romanzo sulla felicità che può irrompere improvvisa, anche quando i giorni della vita volgono al termine, poiché lo stupore dell’esistenza è «sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se rimane nascosto, profondo, invisibile» (Franz Kafka, *Diari*, 1921).

È l’estate del 1923 quando Franz Kafka raggiunge sua sorella Elli a Müritz, una piccola stazione balneare sul Baltico. È molto malato, la tubercolosi lo ha costretto a trascorrere settimane a letto durante l’inverno. Elli spera che in quella residenza sul mare chiamata «Alla salute» Franz riesca a riprendersi un poco. Il Dottore – così lo chiamano nella casa – è felice di avere una stanza tutta sua, lontano da sanatori e luoghi di cura che gli procurano ormai soltanto nausea. Si sveglia dopo oltre otto ore di sonno e si siede un po’ sul balcone ad ascoltare le voci dei bambini che giocano davanti alla casa vicina. Sono piccoli ebrei dell’Est, di una colonia proveniente da Berlino.
Una mattina, mentre è intento a osservarli, allegri e vocianti attorno a un lungo tavolo, nota per la prima volta Dora Diamant, una giovane di non più di venticinque anni che sussurra qualcosa ai ragazzi in yiddish. Uno sguardo fugace, che si trasforma però in incanto quando la rivede nelle cucine della colonia, intenta a pulire il pesce con le sue mani delicate.
Nei giorni successivi la reincontrerà sulla spiaggia. Si siederà con lei a contemplare il mare e si sentirà come dentro una campana che inghiotte qualsiasi rumore. In uno stentato ebraico le parlerà – le farà mille domande, da dove viene, come vive –, guarderà la sua bocca e le sussurrerà qualcosa sui suoi capelli e sul suo corpo, mentre lei gli dirà di suo padre, e di come se n’è andata, prima a Cracovia e poi fino a Breslavia, con il solo scopo – penserà senza osare sussurrarlo davvero – di trovarsi un giorno a Müritz, accanto a lui, Franz Kafka, lo scrittore.
Magnifica opera sull’ultimo grande amore di Kafka, sulla passione che lo spinse a rompere con Praga, la famiglia, la solitudine e a stabilirsi nella Berlino antisemita del tempo per sognare infine, lui ebreo assimilato totalmente estraneo a ogni tradizione religiosa, di raggiungere la Palestina in compagnia di una giovane ebrea dell’Est, *La meraviglia della vita* è un romanzo sulla felicità che può irrompere improvvisa, anche quando i giorni della vita volgono al termine, poiché lo stupore dell’esistenza è «sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se rimane nascosto, profondo, invisibile» (Franz Kafka, *Diari*, 1921).

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