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Le rondini di Kabul

Sullo sfondo di una città messa a ferro e fuoco da vent’anni di guerre Yasmina Khadra ambienta questa storia che mette i brividi, una vicenda che sembra uscire da una tragedia classica, con quattro protagonisti colti in un momento cruciale della loro esistenza: Atiq, il guardiano del carcere che non riesce più a sostenere il ritmo delle esecuzioni, sua moglie Mussarat, condannata da un male incurabile, Mohsen, un borghese decaduto, e sua moglie Zunaira, un tempo avvocato e sostenitrice della causa femminista. Ognuno di loro incarna un modo diverso di rispondere all’integralismo: la resistenza, la pazzia, la sottomissione, la fuga nell’illusione. Ma per tutti e quattro viene il momento di dare un senso alla propria vita, attraverso l’amore e il sacrificio. Yasmina Khadra scaraventa il lettore nel cuore di una follia in cui si perdono i confini tra vita, amore, morte e sopravvivenza. Un bagno al vetriolo da cui si esce sconvolti, un romanzo straordinario, che è anche un grandioso inno alla donna, da una delle più importanti voci del mondo arabo.

Rondini d’inverno

Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, cosí dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda. «Il vento tagliente. Fuochi d’artificio, vecchie stoviglie lanciate da balconi e finestre. Una cena cilentana che aspetta, e che non sarà mangiata. Un ospedale, l’odore dei disinfettanti, una porta chiusa. Una donna bellissima e aristocratica in lacrime, vestita di velluto viola, come i suoi occhi. Una ragazza con gli occhiali che corre. Un vecchio che saluta un giovane e un mandolino. La solita, stranissima emozione fatta di sollievo e nostalgia. Ciao, Ricciardi. È stato meraviglioso incontrarti ancora una volta». Maurizio de Giovanni

La rondine, il gatto, la rosa, la morte: Un caso per il commissario Van Veeteren

«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Martina e Monica Kammerle, madre e figlia, condividono uno squallido appartamento e un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina, affetta da sindrome bipolare, ha creato il deserto intorno a sé con i suoi imprevedibili sbalzi d’umore; Monica, inseguita ovunque dalle dicerie sui comportamenti bizzarri della madre, fatica a stabilire legami con gli altri adolescenti. E così, quando le due scompaiono, i poliziotti della squadra omicidi si ritrovano a brancolare nel buio, senza il minimo appiglio. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Nessuno, nemmeno tra i vicini e i famigliari, che sembri davvero sapere qualcosa delle due donne. Anche il loro amante non è altro che un’immagine sfocata impossibile da identificare.
E così, ancora una volta, l’ex commissario Van Veeteren sarà costretto a lasciare la libreria antiquaria in cui lavora per venire in soccorso all’affascinante Ewa Moreno, alla neoarrivata Irene Sammelmerk e agli altri suoi colleghi, ingaggiando una sfida a distanza con l’assassino. A spingerlo è il rimorso per essersi lasciato sfuggire l’unico potenziale testimone del caso, ma anche la certezza che ogni criminale, perfino il più attento a non lasciare tracce, ha i propri punti deboli: un vezzo traditore, un’esitazione fatale, un minuscolo dettaglio riemerso dal passato.
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**
**
### Sinossi
«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Martina e Monica Kammerle, madre e figlia, condividono uno squallido appartamento e un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina, affetta da sindrome bipolare, ha creato il deserto intorno a sé con i suoi imprevedibili sbalzi d’umore; Monica, inseguita ovunque dalle dicerie sui comportamenti bizzarri della madre, fatica a stabilire legami con gli altri adolescenti. E così, quando le due scompaiono, i poliziotti della squadra omicidi si ritrovano a brancolare nel buio, senza il minimo appiglio. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Nessuno, nemmeno tra i vicini e i famigliari, che sembri davvero sapere qualcosa delle due donne. Anche il loro amante non è altro che un’immagine sfocata impossibile da identificare.
E così, ancora una volta, l’ex commissario Van Veeteren sarà costretto a lasciare la libreria antiquaria in cui lavora per venire in soccorso all’affascinante Ewa Moreno, alla neoarrivata Irene Sammelmerk e agli altri suoi colleghi, ingaggiando una sfida a distanza con l’assassino. A spingerlo è il rimorso per essersi lasciato sfuggire l’unico potenziale testimone del caso, ma anche la certezza che ogni criminale, perfino il più attento a non lasciare tracce, ha i propri punti deboli: un vezzo traditore, un’esitazione fatale, un minuscolo dettaglio riemerso dal passato.
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**

Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet) è una tragedia di William Shakespeare tra le più famose e rappresentate, e una delle storie d’amore più popolari di ogni tempo e luogo. Innumerevoli sono le riduzioni musicali (si ricordano: il poema sinfonico di Čajkovskij, il balletto di Prokof’ev, l’opera di Bellini, il notissimo musical West Side Story) e cinematografiche (fra le più popolari quelle dirette da Zeffirelli e Luhrmann). La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo dell’amore perfetto ma avversato dalla società. Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare. Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Romeo

Il primo incontro avviene un giorno di dicembre. Nick sta camminando sul lago ghiacciato vicino alla sua casa, nell’Alaska sud-orientale, con la moglie e il loro labrador quando succede. Il lupo nero fermo da un po’ sulla riva opposta inizia a correre verso di loro con le fauci spalancate, sollevando la neve con le zampe. Poi si ferma, a pochi metri, con la coda tesa, in atteggiamento dominante. D’istinto Nick stringe a sé la moglie e il collare del cane e si mette in allerta. La paura atavica dell’uomo di fronte a questo animale assale anche lui, che pure ha incontrato molti lupi. Mai però così da vicino. D’un tratto il cane si divincola e va incontro al lupo, muso contro muso. Da quel momento Romeo, come è stato chiamato, entra nella vita di Nick e della piccola comunità di Juneau. Si rivela estremamente sociale, gioca con i cani, interagisce con le persone. Intelligente e attento, diventa una presenza fissa, portando un alito di vita selvaggia alle soglie delle case. Per Nick, Romeo è un amico, obbedisce ai suoi segnali, lo aspetta sul lago davanti a casa. Ma, come spesso accade, non tutti apprezzano questa prossimità, invocando l’atavica inimicizia tra uomini e lupi. Una memoir emozionante, un grido d’amore per la natura incontaminata e selvaggia.

Il Rombo

Un pesce – uno squisito rombo chiodato – provvisto non solo di parola ma anche di grandi capacità dialettiche viene pescato nel Mare del Nord da un gruppo di femministe che lo sottopongono a processo: è accusato, e poi reo confesso, di avere da tempo immemorabile istruito gli uomini affinché imparassero a dominare le donne in una incessante rincorsa al potere, al dominio, alla prevaricazione. «Con la sua saporosa inventiva linguistica Grass riesce a condensare, in accostamenti fulminei che trapassano la fila dei secoli, l’unità della vita; l’io narrante – cioè ognuno – sente di essere concretamente esistito nelle epoche precedenti stratificate e depositate in lui, d’aver amato cacciato e cavalcato tante volte sulle sponde dell’oscuro fiume del tempo e si riconosce negli oggetti, negli alberi e nei cibi, nel fluire che lo collega alla totalità – atemporale e femminile – del mondo».
Claudio Magris

Romanzo mafioso. Lo Stato a Corleone

**Il quarto episodio del romanzo a puntate di Vito Bruschini**
**Nel quarto episodio, Salvo Raìno, il boss dei corleonesi, decide di colpire frontalmente lo Stato organizzando l’*attentatuni*.**
Dopo aver costituito il pool antimafia, i magistrati palermitani organizzano il più grande processo penale contro Cosa Nostra, riuscendo a portare alla sbarra 475 imputati, accusati di associazione mafiosa e di un numero infinito di omicidi.
Salvo Raìno, il capo della Cupola, per vendicarsi promette un’ecatombe ai politici di Roma collusi con l’organizzazione. E per dare forza alle sue minacce inizia una campagna di attentati uccidendo magistrati, poliziotti e persino capi mafiosi infedeli.
eppure il maxiprocesso si conclude con la grande vittoria del pool antimafia. La giuria condanna gli imputati a 19 ergastoli e a un totale di 2665 anni di reclusione.
La furia di Raìno esplode: ordina l’eliminazione del suo contatto con i parlamentari romani. E per contrastare il fenomeno dei pentiti, impone di sterminare le loro famiglie, comprese le donne e i bambini. Nello stesso tempo organizza l’*attentatuni*: l’omicidio del capo del pool antimafia.
**Dopo aver raccontato la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra, in questo quarto episodio Bruschini racconta gli intrighi tra gli infedeli uomini dei servizi segreti dello Stato e i boss mafiosi per organizzare il più devastante attentato contro i giudici di punta del pool antimafia.**
**Vito Bruschini**
Giornalista professionista, dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo «Globalpress Italia». Ha scritto testi per il teatro e per la televisione. Con la Newton Compton ha pubblicato *The Father. Il padrino dei padrini*; *Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno*; *La strage. Il romanzo di piazza Fontana *e *Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi*, riscuotendo un notevole successo di critica e pubblico. In versione ebook sta pubblicando il romanzo a puntate *Romanzo mafioso*. I suoi romanzi sono tradotti all’estero.
**
### Sinossi
**Il quarto episodio del romanzo a puntate di Vito Bruschini**
**Nel quarto episodio, Salvo Raìno, il boss dei corleonesi, decide di colpire frontalmente lo Stato organizzando l’*attentatuni*.**
Dopo aver costituito il pool antimafia, i magistrati palermitani organizzano il più grande processo penale contro Cosa Nostra, riuscendo a portare alla sbarra 475 imputati, accusati di associazione mafiosa e di un numero infinito di omicidi.
Salvo Raìno, il capo della Cupola, per vendicarsi promette un’ecatombe ai politici di Roma collusi con l’organizzazione. E per dare forza alle sue minacce inizia una campagna di attentati uccidendo magistrati, poliziotti e persino capi mafiosi infedeli.
eppure il maxiprocesso si conclude con la grande vittoria del pool antimafia. La giuria condanna gli imputati a 19 ergastoli e a un totale di 2665 anni di reclusione.
La furia di Raìno esplode: ordina l’eliminazione del suo contatto con i parlamentari romani. E per contrastare il fenomeno dei pentiti, impone di sterminare le loro famiglie, comprese le donne e i bambini. Nello stesso tempo organizza l’*attentatuni*: l’omicidio del capo del pool antimafia.
**Dopo aver raccontato la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra, in questo quarto episodio Bruschini racconta gli intrighi tra gli infedeli uomini dei servizi segreti dello Stato e i boss mafiosi per organizzare il più devastante attentato contro i giudici di punta del pool antimafia.**
**Vito Bruschini**
Giornalista professionista, dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo «Globalpress Italia». Ha scritto testi per il teatro e per la televisione. Con la Newton Compton ha pubblicato *The Father. Il padrino dei padrini*; *Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno*; *La strage. Il romanzo di piazza Fontana *e *Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi*, riscuotendo un notevole successo di critica e pubblico. In versione ebook sta pubblicando il romanzo a puntate *Romanzo mafioso*. I suoi romanzi sono tradotti all’estero.

Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi

Ma può una donna amata in una lontanissima estate della giovinezza e mai più rivista, sconvolgere ancora, dopo più di trent’anni, l’esistenza di un uomo? È quanto accade a Giulio Guasso. Per lei, come in un romanzo di Fitzgerald, Giulio è divenuto scrittore, e ci penserà il destino, attraverso le sue imperscrutabili trame, a farli rincontrare come, del resto, era già accaduto la prima volta. Messo al mondo per far da erede al sublime Arturo Benedetti Michelangeli – che lo chiede apparendo in sogno alla mamma – il giovane Giulio si ridurrà invece a insegnare pianoforte nei paesi dispersi tra le cupe foreste di un Sud selvaggio e incontaminato. Ma sarà proprio la madre di uno dei suoi allievi a mettere in moto la ruota del fato, procacciandogli l’incarico di pianista in un grande albergo di Ravello. Qui Giulio verrà proiettato a mille anni luce dall’esistenza nella sua grande famiglia meridionale, in quell’ambiente cosmopolita di cui ha avuto qualche fugace visione dai racconti di zio Sgiascì, carabiniere nella Roma della Dolce Vita e sciupa-femmine impenitente, uno dei personaggi memorabili del romanzo. Ma tanti altri se ne contano e di ogni risma. Così le zie devote, innamorate perse del fratello Sgiascì, il padre negoziante che si millanta inventore della formula commerciale della “lista di nozze”; i due musicisti cosmici Irmgard e Achim von Kruger; il poeta ruspante Sasà Sassi e il candido Rosario, architetto fallito e terrorista per caso tra quelli veri; l’infido Nobel in pectore, Fabio Terna, e la sua conventicola di giovani letterati romani, finendo col misterioso manager aspirante scrittore per scommessa, Athos Patitucci.

(source: Bol.com)

Il romanzo della canzone italiana

Grazie a uno straordinario incrocio di congiunture sociali e culturali, la storia della canzone italiana moderna ha un inizio preciso. È la sera del primo febbraio del 1958. Modugno canta Nel blu dipinto di blu e improvvisamente avviene un salto evolutivo. Gli italiani si rendono conto che tutto sta per cambiare, e la canzone volta pagina: inizia un’avventura mirabolante e irripetibile che dura fino ai nostri giorni, passando attraverso la sensibilità dei primi cantautori genovesi, scoprendo le gioie dell’estate e dell’adolescenza del rock’n’roll, crescendo attraverso la rivolta dei gruppi beat, maturando nella rivoluzione promossa da De André, Guccini, Battisti, e nel rinascimento che tra gli anni Settanta e Ottanta porterà la cultura musicale del nostro Paese ai suoi massimi splendori. Fino alle innovazioni che toccano la soglia del 2000. È una storia intensa e profonda nella quale possiamo leggere gioie, emozioni, caratteri, aspirazioni e contraddizioni della nostra identità culturale.

‘All’inizio del 1958 tutto è pronto per cambiare, e tutto cambia. Ma gli italiani non ne hanno ancora la precisa percezione. Nell’aria c’è odore di miracolo economico, s’intravede un’inedita promessa di sviluppo. In fondo nessuno l’ha detto a chiare lettere, e per una di quelle sincroniche e stupefacenti coincidenze della storia, il compito di questa esplosiva rivelazione spetta a una canzone’.

(source: Bol.com)

I romanzi

L’esclusa – Il fu Mattia Pascal – I vecchi e i giovani – Quaderni di Serafino Gubbio – Uno, nessuno e centomila Nel solco dei grandi maestri del Novecento – Proust, Joyce, Kafka, Musil, Svevo – Pirandello ha liberato il romanzo dalle secche del verismo, smontando il canone realista con tutti i suoi presupposti: il rapporto di causa ed effetto come motivazione e senso degli eventi, la linearità temporale dell’intreccio, l’identità irriducibile del protagonista. Il personaggio pirandelliano nasce sulle ceneri della persona, l’io empirico inserito in una trama di relazioni sociali e familiari. Non è più “uno”, ma “molti”; non è più “carattere” o “tipo” riconoscibile in base a criteri morali e comportamentali come nella tradizione romanzesca, bensì “maschera nuda”, volto deformato nello specchio degli altri, lacerato da una conflittualità irrisolta, sempre in bilico tra l’apparire e l’essere: è “maschera” in quanto creatura artificiosa, straniata, antinaturalistica, ma “nuda”, cioè sincera, capace di esibire la sua verità profonda e di elaborare una propria visione del mondo. L’edizione dei romanzi di Pirandello nella collana dei Grandi Libri Garzanti è curata da Nino Borsellino e corredata da un ricco apparato critico comprendente: un’Introduzione generale, che ricostruisce la biografia, la poetica e l’opera dell’autore; una Prefazione specifica per ogni singolo romanzo, affidata a specialisti di consolidata competenza; la Guida bibliografica ragionata; la Cronologia delle opere e delle prime rappresentazioni teatrali; le note al testo, che facilitano la comprensione delle particolarità stilistiche e linguistiche nonché dei riferimenti storico-culturali.

Romanza senza parole

Romanza senza parole è la seconda opera narrativa di Sof’ja Tolstaja, scritta dopo il grande successo dell’Amore colpevole che le aveva permesso di uscire dall’ombra del suo illustre marito. Lo scritto è rimasto a lungo sepolto in un archivio di Mosca e solo nel 2010, in occasione del centenario della morte di Lev Tolstoj, è stato pubblicato in lingua tedesca; fu la stessa Tolstaja a chiedere che il romanzo uscisse postumo per evitare di inasprire la sua lunga e insanabile crisi matrimoniale. E soprattutto i tolstoiani non lo avrebbero di certo gradito. La storia parla di passione, di senso del dovere e del potere dirompente della musica nella vita di Saša. Con la morte della madre, la giovane donna sprofonda in una grave depressione, mentre il marito Pëtr, funzionario di un’assicurazione, uomo semplice e interessato solo alle piante del suo giardino, non è in grado di confortarla e di rompere il muro di silenzio creatosi nella coppia. È invece l’incontro con Ivan Ilicˇ, pianista e musicista di talento, a sconvolgere la vita di Saša: lo ascolta suonare le Romanze senza parole di Mendelssohn e prova un’inattesa felicità e una innaturale voglia di vivere. Attraverso Saša, Sof’ja Tolstaja narra in realtà la propria storia: le crescenti incomprensioni con il marito, l’insensibilità da lui dimostrata di fronte alla tragica morte del loro figlio più piccolo che l’aveva portata alla disperazione e al rifiuto del mondo. E come Saša, Sof’ja trova conforto nella musica di un pianista e compositore. E la stessa musica della gelosia suona, come in un gioco di specchi, in quel grande romanzo che è Sonata a Kreutzer.

I Romanov

I Romanov hanno governato per oltre tre secoli un sesto della superficie terrestre e sono stati la dinastia di maggior successo dell’era moderna. Come ha potuto una sola famiglia trasformare un piccolo e oscuro principato nel più grande impero del mondo? Quale prezzo di sofferenze e di sangue hanno dovuto pagare i loro sudditi? E perché e come il loro dominio ha di colpo iniziato a franare all’inizio del XX secolo?Simon Sebag Montefiore, profondo conoscitore dell’universo russo, è riuscito a rispondere a queste domande racchiudendo in un’unica, appassionante narrazione la vertiginosa avventura di una ventina di zar e zarine, valutati e descritti non solo negli scenari della storia maggiore – incoronazioni, complotti, avvicendamenti dinastici -, ma, con il supporto di documenti e carteggi recentemente emersi, anche in quelli meno noti della vita privata e familiare.Per realizzare il suo titanico progetto, Sebag Montefiore ha suddiviso la trama del racconto in 3 atti e 17 scene, i cui cast sono gremiti dei personaggi più disparati: ministri e boiari, impostori e avventurieri, arrampicatori sociali e cortigiane, rivoluzionari e poeti. Dopo Pietro il Grande, visionario e spietato modernizzatore, spiccano su tutte le figure delle due volitive e innovatrici zarine Elisabetta e Caterina, con le loro corti di amanti e favoriti, e dei grandi zar dell’Ottocento: Alessandro I, che respinse e incalzò fino a Parigi l’esercito invasore di Napoleone Bonaparte, e Alessandro II il Liberatore, ripagato per l’abolizione della servitù della gleba con sei attentati, di cui l’ultimo mortale, tragica premonizione degli orrori del XX secolo. È infatti sotto il segno sanguinoso del massacro della famiglia di Nicola II e Alessandra, gli ultimi regnanti, che si conclude nel 1918 la parabola dell’autocrazia zarista e si apre una nuova epoca, quella del bolscevismo.Benché anche quest’ultima sia ormai storia di ieri, l’autore sembra presagire per il sogno imperiale dei Romanov e del popolo russo un possibile futuro nel mondo contemporaneo: per i suoi spazi immensi, per la sua singolare collocazione geopolitica che le assegna un ruolo di inevitabile protagonista delle vicende di due continenti, per la sua memoria storica e culturale, per l’indole stessa della sua gente, la Russia potrebbe essere spinta a ripercorrere, prima di quanto si immagini e con esiti oggi imprevedibili, sentieri già battuti.Simon Sebag Montefiore, storico e scrittore, è uno dei massimi esperti di storia russa e sovietica, alla quale ha dedicato numerosi saggi e biografie. I suoi libri, vincitori di numerosi premi letterari, sono stati tradotti in 48 lingue, imponendosi come bestseller internazionali, e hanno ispirato film e sceneggiati televisivi. È autore, fra gli altri, di Gli uomini di Stalin. Un tiranno, i suoi complici e le sue vittime (2005), Il giovane Stalin (2010), Jerusalem (2011), e i romanzi Sašenka (2009) e L’amore ai tempi della neve (2013).

Roma Noir

Esiste un’altra città nella città chiamata Roma. Una città che adora monumenti di rabbia e dove la violenza traccia sentieri che pochi hanno il coraggio di esplorare. Succede, in questo mondo sotterraneo e clandestino, che le storie raccontate ai passanti dai più vecchi tra tutti i pendolari si trasformino in leggende dai confini incerti. È in questo momento che i peggiori incubi della metropoli sono pronti a invadere il centro della città, dando vita a mostri armati di pistola e di coltello: presenze inquiete ma reali, destinate a sconvolgere l’ordine apparente delle cose con l’omicidio, lo stupro, lo spaccio di stupefacenti, la truffa e la rapina. È un’altra Roma quella a cui questo libro dedica le sue pagine più dure: una Roma dove le caserme della polizia possono essere prese d’assalto da orde di hooligan assetati di vendetta e dove, malamente soffocati dalle acque del Tevere, affiorano i cadaveri di donne decapitate. È inutile sfogliare le pagine dei giornali: nessuno avrà il coraggio di scrivere la vita dell’uomo-lupo avvistato nelle baracche costruite sotto i cavalcavia del raccordo anulare. In cronaca finiscono le ultime parole del tossicodipendente trovato morto nei bagni pubblici della stazione o le lacrime del turista malmenato. Nera come le anime che popolano i bassifondi, anche questa è Roma: una megalopoli che ha smarrito la speranza tra i senzatetto che affollano le vie meno battute e dove, ammainato il vessillo capitolino, il teppismo sventola la sua ultima bandiera.

Roma 40 d.C. Destino d’amore

40 d.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, Imperatore.Marco Quinto Rufo è l’uomo più potente di Roma, secondo solo all’imperatore, Livia Urgulanilla ha un passato da dimenticare. Lui è un uomo temprato dalla foresta germanica, bello e forte che non conosce paura né limiti. Lei è un’aristocratica raffinata e altezzosa il cui destino è già scritto. Ma il dio Fato decide altrimenti e quando Rufo la porta via con sé non immagina lontanamente le conseguenze del suo gesto. Roma non è la Provincia dove tutto, incluso rapire una donna, è concesso. E anche se Caligola in persona decide di concedergliela, possederne il cuore sarà la più ardua e temeraria delle sue imprese. E Livia saprà donare il cuore a un uomo spietato che non esita davanti a nulla, se non a quello che sente per lei? Il primo romanzo di una trilogia che vi porterà in uno dei periodi storici più affascinanti del nostro passato; una storia che vi catturerà fin dalle prime pagine e alla fine ne rimarrete conquistati.

(source: Bol.com)

Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo

39 D.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, imperatore. Il tribuno Marco Quinto Rufo in battaglia è come un lupo selvaggio e feroce. Il suo coraggio conquista subito Caligola, che vede in lui il guerriero che saprà proteggerlo. Gli occhi di ossidiana, i capelli corvini e la fiera prestanza di Marco conquistano invece Agrippina, sorella del divino Cesare, che presto lo avvolgerà nelle spire sensuali e insidiose del suo fascino. Ma non riuscirà a possedere il cuore del tribuno né a tenerlo all’oscuro della congiura che sta ordendo contro l’imperatore. Non c’è nulla che possa scalfire la lealtà di Marco. C’è solo una cosa davanti alla quale è inerme: il Fato. Una profonda inquietudine lo invade al pensiero di ciò che lo aspetta a Roma e non riesce a dimenticare il desiderio impetuoso che ha provato in sogno verso una donna dagli occhi verdi come le foreste germaniche. Lo stesso sogno che ha turbato la giovane Livia, che si prepara al matrimonio con il dolce Settimio Aulo Fiacco…

La roccia di Brighton

Rossetto, l'adolescente inflessibile e crudele, capo di una banda criminale, che stupisce per la sua immagine di angelo dalla faccia sporca e per la sua ormai inarrestabile corruzione morale: ecco il protagonista di questo romanzo, in apparenza "giallo", con il quale ancora una volta, nel 1938, Graham Greene si impose all'attenzione del grande pubblico dei lettori e della critica. Un romanzo di profonda introspezione psicologica e d'azione, nel quale a una ricca pittura d'ambiente si uniscono un vivace gusto dell'avventura e un'inquieta ricostruzione della personalità di ognuno dei vari protagonisti. Un romanzo sull'orrore e la corruzione del mondo, di amore e di odio, di perversione e di riscatto che proprio per la sua sottile ironia, per il classico impianto a suspense, l'oscura e insidiosa presenza del male ha ispirato una classica riduzione cinematografica interpretata, tra gli altri, da Richard Attenborough e Carol Marsh.