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Sabato

Quello che doveva essere un sabato libero dal lavoro, dopo una settimana massacrante, diventa per Henry una strada in salita, irta di ostacoli. In programma c’era una partita a squash, una visita all’anziana madre, le prove di un concerto di Theo, il figlio chitarrista, e poi la cena a base di zuppa di pesce che è la specialità culinaria di Henry – una cena in cui si doveva celebrare il ritorno a casa di Daisy, la figlia che vive a Parigi, dopo sei mesi di assenza. Ma sulla levigata superficie della giornata da dedicare a tempo libero e famiglia parte un’incrinatura. Un banale incidente d’auto si trasforma nella minaccia che può distruggere tutto ciò che Henry ha di piú caro.

I rusteghi

Nella critica del costume borghese Goldoni scrive negli anni ’60 le sue commedie più mature e audaci. I rusteghi aprono la serie: Goldoni entra in netta polemica con il conservatorismo ormai rozzo della classe cui appartiene e in cui ha per molto tempo ciecamente creduto. Il mercante lucido e avveduto, che per lunghi anni, nei panni di Pantalone, aveva impersonato il prototipo di un individuo socialmente responsabile, consapevole dell’interesse proprio e altrui, aperto e illuminato, si è ormai svilito a una caricatura di se stesso. Chiuso nella propria casa, gelosamente attaccato al proprio meschino tornaconto, si rifiuta di concedere a chi gli è sottomesso (le donne e i figli) qualunque autonomia di comportamento. Canciano, Lunardo, Simon e Maurizio, il quartetto dei reazionari-misantropi, accaniti lodatori del tempo trascorso (che agli occhi del Goldoni non ha più nessuna ragion d’essere rivissuto) cedono, in fine di commedia, sotto le pressioni delle mogli e dei giovani, a un nuovo modo di concepire la vita: ma è chiaro che il loro consenso è un puro esito teatrale, non convince neppure Goldoni.
(source: Bol.com)

LA RUOTA DI SATANA

Tanto tempo fa, in un luogo sconsacrato, un religioso ha occultato una ruota; un apparecchio straordinario che, una volta messo in moto, continua a girare indefinitamente. Alcuni secoli più tardi, un facoltoso uomo d’affari viene al corrente dell’apparecchio e si mette freneticamente alla sua ricerca. Trovarlo significherebbe donare all’umanità un bene di inestimabile valore, ma soprattutto mettere fuori gioco i potentati che continuano a fare fortune da capogiro con il commercio di combustibili. L’imperativo del business man è quello di impedire che tutto ciò avvenga, distruggendo l’unico esemplare di ruota ancora esistente. In un quadro storico che muove dai primi vagiti del diciottesimo secolo, si avvicenderanno le fortune e i rovesci di Orffyreus, l’inventore presunto del moto perpetuo, e quelle dei suoi ammiratori e acerrimi rivali. Fino a raggiungere i giorni nostri, quando il caso e la perseveranza porteranno alla luce il bandolo che permetterà a due giovani frati di decifrare i codici che svelano la via per recuperare la ruota. Su ogni decisione, tuttavia, incombe un disegno terribile che toglie il sipario del dubbio sulla morte di Orffyreus, spalancando l’orizzonte a una prospettiva sconvolgente per l’umanità.

La Ruota del Tempo vol. 9 – Il cuore dell’inverno

“La Ruota del Tempo gira e le Epoche si succedono, lasciando ricordi che divengono leggenda. La leggenda sfuma nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato quando ritorna l’Epoca che lo vide nascere. In un’Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un’Epoca ancora a venire, un’Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò sopra l’Oceano Aryth. Il vento non era l’inizio. Non c’è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.” Rand al’Thor, il Drago Rinato, non sembra in grado di compiere il proprio destino, quello di riunire tutti i popoli sotto il suo potere per combattere contro il Tenebroso. I bellicosi Seanchan si stanno riversando in Ebou Dar, e le Aes Sedai si dividono tra Elaida, pretendente al titolo di Amyrlin Seat, ed Egwene al’Vere, alleata di Elayne, regina di Andor. Quest’ultima, amata da Rand, sfugge a un agguato, e anche il Drago Rinato, scampato a sua volta a un micidiale attacco, si trova costretto ad attraversare i territori nemici per recarsi in un luogo in cui nessuno si aspetterebbe mai di trovarlo.

La Ruota del Tempo vol. 6 – Il signore del caos

“Epico e risplendente di magia, il monumentale ciclo di Robert Jordan è tra le opere piú belle della fantasy contemporanea.”la RepubblicaMentre la ruota del tempo gira, i venti del destino spazzano le terre. Rand al ‘Thor lotta strenuamente per riunire le nazioni in vista dell’ultima battaglia, contro le forze del Tenebroso-, mentre altri oscuri poteri tentano di assumere il controllo delle sue azioni. Dalla Torre Bianca di Tar Valon, guidata dall’Amyrlin Elaida, è stato stabilito che Rand deve essere frenato immediatamente. La siccità e il calore estivo continuano a ritardare l’inizio della stagione invernale, cosí Nynaeve al’Meara e Elayne, l’erede di Andor, cominciano una disperata ricerca del leggendario ter’angreal, che potrebbe conferire loro la facoltà di ripristinare le normali condizioni climatiche.

La Ruota del Tempo vol. 4 – L’ascesa dell’ombra

La Torre Bianca è scossa da eventi impensabili, i Reietti cercano Callandor per acquisirne il potere, e Rand per distruggerlo nella carne: il Tenebroso lo brama per distruggergli l’anima. Perrin deve affrontare la realtà di Emond’s Field, sempre alla ricerca di una via d’uscita dalla vita da lupo, Mat scopre un’incognita che potrebbe costargli la vita. Nynaeve, Elayne ed Egwene sono ancora a caccia dell’Ajah Nera e anche le loro strade prendono svolte impreviste, verso città oscure, verso il Mondo dei Sogni. Anche le Profezie del Rhuidean, l’antico luogo magico del Popolo del Drago, si compiono. Il Popolo del Mare ha trovato il suo Coramoor. Antichi artefatti da tempo dimenticati vengono usati per scrutare il futuro. Le vite e i sentimenti dei ragazzi di Emond’s Field seguono il loro corso, intrecciandosi con gli eventi quotidiani, la magia, l’umana ostinazione. Mentre amici e nemici complottano e si mobilitano, il Drago studia i testi delle Profezie e combatte per controllare il proprio potere. Ma tutti sanno che vi sarà la guerra, contro i Reietti e i nemici del Drago Rinato… La prigione che rinchiude il Tenebroso sta lentamente perdendo potere, e nella battaglia finale Rand al’Thor sa già chi dovrà affrontare…

La ruota del buio

Nessuno sa quale sia il potere dell’Agozyen, il misterioso manufatto custodito da mille anni nel tempio buddista di Gsalrig Chongg, in Tibet. Nemmeno gli stessi monaci che vegliano sul suo segreto. Ma durante l’annuale cerimonia di apertura della stanza segreta del tempio, i monaci scoprono con sgomento che l’Agozyen è sparito. L’agente speciale dell’FBI Aloysius Pendergast, ospite del monastero per completare la propria istruzione nella meditazione e nelle arti marziali, accetta di indagare, e si mette sulle tracce di uno strano viaggiatore probabile autore del furto. La pista serpeggia tra Pechino, Venezia, Londra, per giungere infine al “Britannia” la nave da crociera più grande e lussuosa mai costruita. Pendergast e la sua pupilla Constance Greene riescono a salpare all’ultimo momento, ma il viaggio inaugurale dello spettacolare transatlantico si trasforma ben presto in una crociera del terrore.

Rumble Tumble

Hap è bianco, malinconico, intellettuale e vota per i Democratici. Leonard è un nero gay, va pazzo per il folk, è un po’ manesco e vota per i Repubblicani. Sono amici e hanno in comune uno spiccato senso di giustizia e una capacità senza pari di andarsi a mettere nei guai. Dopo l’uragano che gli ha distrutto casa, Hap si è trasferito da Leonard. La convivenza dei due non è facile, tanto piú che Hap medita di andare a stare con la sua nuova fidanzata, la bella Brett, ma non si decide mai. Ed è proprio Brett a dare il via alla nuova avventura. Viene avvicinata da un nano cerimonioso e un suo losco compare che le chiedono 500 dollari in cambio di informazioni sulla figlia, Tillie. Lei va a incontrarli con Hap e scopre che Tillie è a Oklahoma e vorrebbe fuggire dal bordello dov’è rinchiusa. Con l’aiuto di Leonard, Hap si procura le armi da un personaggio orrendo che cattura gli armadilli per fare tiro al bersaglio. Tillie però non è piú a Oklahoma, è stata trasferita in Messico, in quella che viene definita la «base ricreativa» di una feroce banda di fuorilegge… Un romanzo del miglior Lansdale: avvincente dalla prima all’ultima pagina, interpretato da un’incredibile varietà di personaggi fra i quali non mancano un indiano cocainomane e un ex bandito diventato prete. Una storia che strappa risate senza mai far venir meno la tensione che fissa gli avvenimenti in un incubo impossibile da dimenticare, come il duello che – nella migliore tradizione epica – conclude la vicenda.

Un rude cavaliere

Inghilterra, XIV secolo
Tra il convento e un nuovo matrimonio, Mellisynt, giovane e ricca vedova dell’anziano Henri di Tremont, accondiscende a unirsi con Richard FitzHugh, rude cavaliere di dubbie origini, ma di grande valore, dal quale spera anche di avere quel figlio che il vecchio Henri non le ha saputo dare. Da parte sua, FitzHugh accetta di sposare Mellisynt per entrare in possesso del castello e dell’ingente eredità che il marito le ha lasciato. Un matrimonio fondato sull’interesse, dunque, dal quale l’amore sembra escluso del tutto. Ma l’attrazione fra i due, che divampa senza freni nel talamo nuziale, sembra preludere a sentimenti più profondi e coinvolgenti.

Rossoamaro: Un caso di Bacci Pagano

In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta: «L’unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d’indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant’anni…». Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l’«analfabeta dei sentimenti» che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l’Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.
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### Sinossi
In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta: «L’unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d’indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant’anni…». Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l’«analfabeta dei sentimenti» che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l’Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.

Rosso sangue

È una voce dalla tomba, quella dell’avvocato Hugh Freyl, a raccontare. Legale di successo a Springfield, Hugh si ritrova improvvisamente cieco. Per risollevarsi dalla depressione decide di insegnare ai carcerati e in prigione incontra David, un giovane condannato all’ergastolo per l’omicidio del padre adottivo e del fratellastro. Per anni lo segue instaurando con lui uno stretto legame che con il tempo diventa di mutuo sostegno. Quando la moglie di Hugh muore in un incidente e lui medita il suicidio, è infatti proprio David ad aiutarlo. Ma poco dopo viene assassinato: David, se non vuole essere accusato dell’omicidio del suo benefattore, deve assolutamente trovare il colpevole.

Il rosso buono delle fragole

Cibo, amore, musica e passione sono gli ingredienti principali di questo racconto, in cui Marco e Lucia incrociano le loro vite e non per caso, proprio quando tutto sembra fermo, quando finalmente inizia il loro nuovo viaggio
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### Sinossi
Cibo, amore, musica e passione sono gli ingredienti principali di questo racconto, in cui Marco e Lucia incrociano le loro vite e non per caso, proprio quando tutto sembra fermo, quando finalmente inizia il loro nuovo viaggio

La rossa

È una primavera che non promette affatto bene, quella del ’63. Le elezioni hanno appena rimescolato le carte della politica, promettendo nuove tensioni. E una pioggia incessante pare voler infierire su una Milano ombrosa e amara. Ecco perché Carlo Passi, finito il suo turno al giornale, si rifugia in un vecchio trani per bere un bicchiere o due, o magari qualcuno in più. Da una settimana Enrica – capelli color rame e carattere tenace da reporter di razza – gli ha dato il benservito, e lui si sente reduce da una tempesta. Si consola con la sua amata Rossa, non un’altra donna ma una Giulietta primo modello, scintillante di fascino. A notte fonda Carlo si mette al volante e guida fino all’unico posto dove non dovrebbe andare: quella che era anche casa sua e adesso è solo di Enrica. Ma per far cosa, poi? Per strisciare ancora una volta? Per farle una scenata? Lei tuttavia non c’è: al suo posto un’enigmatica “amica”, piena di una grazia impertinente, che sembra nascondere un segreto e ha le armi migliori per difenderlo. Tanto basta a risvegliare il fiuto di Carlo e suggerirgli che sì, è proprio vero, quella primavera del ’63 non promette affatto bene. Attraverso un protagonista che è un omaggio a un’epoca e a un modo di fare giornalismo, questo romanzo di Daniele Manca getta uno sguardo partecipe e senza concessioni alla nostalgia su una città seduttrice, che ti sorride con audacia e ti allontana con eleganza.

Rose Madder (Versione Italiana)

In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l’uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s’imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei… Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel “suo” mito – celato nel quadro – e trasformarsi in una dea vendicatrice…

Le rose del ventennio

‘Nelle sue pagine Fusco scavava sempre un ritratto, un carattere, una figurina che costituisce il micidiale esemplare dei tempi’. Nelle Rose del ventennio i micidiali esemplari sono del tempo del fascismo, figurine che scorrono a fare una specie di storia intima del regime di antologica efficacia.

(source: Bol.com)

La Rosa e il suo doppio

«E allora scoperchiate questo nido di serpenti…» grida Aymaro da Alessandria a Guglielmo da Baskerville a pagina 132 de *Il nome della rosa* (Umberto Eco – X edizione, I Grandi Tascabili – gennaio 1986). Ma Guglielmo non scoperchia nulla e lo fa Loriano Macchiavelli con questo romanzo. A oltre otto anni dall’uscita del romanzo di Eco.
Fin dalla prima lettura de *Il nome della rosa* Loriano Macchiavelli non riesce a «credere» il povero vecchio e demente Jorge responsabile, diretto o indiretto, degli omicidi che tormentano l’Abbazia medioevale del professor Eco: gli indizi portano a un altro assassino, chiaro, evidente, a portata di mano. Allora perché non lo ha indicato il professor Eco? Lui non risponderà mai.
Ecco allora la soluzione vera dei misteri contenuti nel suo romanzo; ecco scoperchiato il nido di serpenti; ecco cosa sta dietro i polpastrelli neri; ecco l’assassino che il professor Eco ha coperto (di proposito o inconsciamente?).
«Il meccanismo degli omicidi di questa storia si sviluppa come il filetto di una vite senza fine. Si avvita, si avvita e non si stringe mai, se pure, guardando solo il procedere del filetto, resta l’illusione del procedere. In verità non si guadagna un millimetro».