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Appuntamenti in nero

Un giorno, a pochi passi dal luogo dove ha appuntamento con la fidanzata, Johnny Marr è colto da una terribile inquietudine. Affretta il passo e, una volta sul posto, rimane senza fiato alla vista del corpo straziato e senza vita di una ragazza bellissima. La sua. Johnny Marr tenta di assorbire il colpo, ma la ferita è troppo profonda. Il male lavora dentro recessi tanto abissali che non lo si può estirpare, solo nutrire. Con la vendetta. Ogni anno all’appuntamento mancato con la propria fidanzata, Johnny Marr sostituirà un nuovo incontro, un appunta- mento con la morte. Estremizzando una visione della vita che ha ai suoi poli l’amore e la morte, e in mezzo il destino, Cornell Woolrich scrive un romanzo capace di trasmettere una fortissima angoscia. Il lettore è costretto a condividerla, chiamato a essere non semplice spettatore, ma quasi a partecipare all’azione come se in gioco non ci fosse soltanto la sorte del protagonista, bensí pure la sua.

L’apprendista vampiro

Essere un mezzosangue – figlio di un’umana e di un vampiro – non ha certo reso la vita facile a Vladimir Tod: a causa delle sue strane abitudini, del colorito pallido e degli immancabili occhiali da sole, Vlad è sempre stato il bersaglio preferito dei bulli e poco più di un fantasma per le ragazze. Ora però a proteggerlo c’è Jess, il suo nuovo compagno di banco, e pure in amore la fortuna è girata: Meredith Brookstone, la ragazza più carina della scuola, ha accettato di andare al ballo con lui. Insomma è proprio il momento peggiore per scoprire che un misterioso cacciatore di vampiri è giunto a Bathory per ucciderlo. Purtroppo Vlad non ha scelta: deve rifugiarsi in Siberia, da Vikas, un maestro vampiro che gli insegnerà a sviluppare le abilità di creatura della notte. E, in effetti, l’addestramento aiuta Vlad a diventare subito molto potente… forse addirittura troppo. Al punto che Vikas comincia a nutrire un atroce sospetto. Perché lui conosce bene la leggenda del Pravus: un giorno, arriverà un vampiro forte oltre ogni immaginazione, che non potrà essere ucciso con nessuna arma conosciuta e che sarà destinato a soggiogare la razza umana… E se la profezia si riferisse a Vlad?

L’apprendista del mago

Diventare una guaritrice: questo è il sogno che Tessia ha coltivato da sempre, fin da quando ha cominciato ad affiancare il padre per acquisire i segreti dell’arte medica. Ma il destino ha in serbo per lei una sorpresa: mentre si trova nella residenza di Lord Dakon, il mago del villaggio, Tessia viene infatti molestata da uno straniero e, per difendersi, ricorre istintivamente a poteri magici tanto impensabili quanto devastanti. Intuendo le doti della ragazza, Lord Dakon le propone allora di diventare la sua apprendista e la porta con sé a Imardin, la vivace capitale del regno di Kyralia. Eppure, proprio a Imardin, Tessia si renderà conto di essere entrata a far parte di un mondo molto pericoloso, un mondo su cui grava la minaccia dei perfidi maghi sachakani, determinati a invadere Kyralia e a ridurre in schiavitù tutti i suoi abitanti… Ambientato secoli prima degli avvenimenti raccontati nella Corporazione dei maghi, questo romanzo è una perfetta introduzione allo straordinario universo creato da Trudi Canavan e un’occasione imperdibile per tutti i lettori che amano i fantasy segnati da misteri e prodigi, eppure incredibilmente vividi e reali.

Appia

Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, la prima grande via europea, l’Appia, e ce ne riconsegna l’itinerario perduto, da Roma fino a Brindisi, “più per dovere civile che per letteratura”. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, ascoltando le voci del passato e destando la fantasia degli increduli incontrati durante il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le gambe e l’immaginazione lungo la via del nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela, della quale viene restituito l’itinerario dopo un secolare abbandono.
Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell’Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico II, prende corpo una galleria di personaggi memorabili e, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di Arabi e Normanni. Intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l’ingresso nell’Oriente. Per conquistarsi le meraviglie di un’Italia autentica e segreta è necessario però sobbarcarsi anche del lavoro sporco – svincoli da aggirare, guardrail, sentieri invasi dai canneti, cementificazioni, talvolta montagne intere svendute alle multinazionali dell’acqua e del vento – e affrontare la verità dei luoghi pestando la terra col “piede libero”. “È nei villaggi più remoti,” ha scritto il “New York Times” dell’opera di Paolo Rumiz, “tra i laghi e i boschi, in mezzo alla gente comune, che la vera vita delle nazioni rivela la sua trama di colori.”
Al racconto fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che ha trovato il percorso sulle carte, nelle foto aeree e sul terreno, e che ha descritto l’itinerario nel libro: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo – considerata l’assenza di segnaletica – per chi volesse seguire le orme di questa marcia d’avanscoperta.
La scommessa era l’Appia, quintessenza di un’Italia minore di meraviglie nascoste.

L’appalto

Dave Stirling ha bisogno di ricominciare. Come per New York, la sua città, l’11 settembre è una ferita ancora aperta, perché quel giorno ha perso il suo studio ma soprattutto il suo socio e migliore amico. Avvocato di diritto internazionale ridotto sul lastrico dall’assicurazione che non si decide a risarcirlo, non ha davvero più nulla da rischiare. Per questo, quando Vladimir Kroshenko, uno dei più potenti uomini d’affari della nuova Russia, richiede la sua consulenza per una trattativa delicata e complessa, non può che accettare. Il magnate vuole assicurarsi la costruzione di alcune dighe sulla parte uzbeka del lago Aral; un progetto parte della grande operazione di recupero ecologico in un’area compromessa da decenni di politica economica spregiudicata. Il concorrente da battere è una società francese che si serve di una giovane negoziatrice con fama di essere infallibile, Edith Beauvart. Ma non è quella donna dal fascino algido l’ostacolo più arduo. In Uzbekistan, dove il gelo mozza il respiro, quel paesaggio arido e ostile sembra presagio di un affare ben più complicato, in cui entrano in gioco attori imprevisti e pericolosi. E Stirling inizia a sospettare che dietro le motivazioni ambientaliste si nascondano interessi decisamente meno nobili. Perché quel territorio, per ragioni diverse, fa gola a molti. E nessuno è disposto a stare a guardare.

Apocalisse rossa

La nube provocata dall'eruzione del vulcano islandese Laki per mesi ha avvolto l'Europa in una morsa di ghiaccio e di gelo. Dopo l'"Apocalisse bianca" la vita sta lentamente tornando alla normalità, ma altre devastanti catastrofi naturali si preparano, mentre una minaccia oscura incombe sui meteorologi europei che stanno studiando le anomalie del clima. Perché stanno uccidendo gli scienziati? Perché caldo e freddo si susseguono in modo irregolare? Ancora una volta la redazione di MeteoLive TV indaga in mezzo a eccezionali eventi meteo e contro una spietata organizzazione terroristica. Le immacolate valanghe e i fiumi di lava e fango nascondono un segreto: qualcuno sta cambiando il clima della Terra.

L’apocalisse della modernità. La Grande guerra per l’uomo nuovo

Nell’agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l’entusiasmo era scomparso. Ci si rese conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l’enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l’esasperazione parossistica dell’odio ideologico, per l’ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La Grande Guerra rappresentava il naufragio della civiltà moderna. I combattimenti cessarono alle ore 11 dell’11 novembre 1918. E già all’orizzonte nuove tragedie si profilavano, poiché il trattato di Versailles ridisegnava l’intera geografia europea secondo la volontà dei vincitori, con conseguenze gravi e di lunga durata a livello politico e ideologico: le rivendicazioni territoriali, la corsa al riarmo e la militarizzazione di massa della società saranno alcuni dei principi cardine sui quali regimi totalitari come il fascismo e il nazismo baseranno il proprio consenso. Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all’inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell’angoscia profonda da essa scatenata.

Apocalisse

Un romanzo fantahorror di progressiva inquietudine, una narrazione incantata e insieme allucinata: la sua suspense subliminale e ipnotica ricorda quella de Gli uccelli di Hitchcock. L’apocalittica avventura del romanzo è vissuta da una giovane coppia e dai loro vicini di casa mentre sono in vacanza in un paese lombardo. In questo Eden cade goccia a goccia l’angoscia, scandendo, a colpi di esplosioni e drammatiche metamorfosi, quella che potrebbe essere la fine del mondo. Tiziano Sclavi tira, come sempre, i fili del mistero e dello sconcerto metafisico con disincantata bravura: l’horror di Sclavi è insieme sociologico e onirico, disperato e romantico.

Apnea

La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell’apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un’operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D’ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l’unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all’improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all’amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un’apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.

L’ape e la locusta. Il futuro del capitalismo tra creatori e predatori

Le api rappresentano il capitalismo al suo meglio: sono i produttori che generano beni di valore per il prossimo, che si tratti di tecnologie ingegnose, cibo di qualità, automobili o farmaci. Veicolando questa energia costruttiva, il capitalismo ha migliorato le condizioni di vita di tutti, più di qualsiasi altro sistema economico. Le industriose api hanno però una loro controparte: sono le voraci locuste, predatrici attratte da profitti immediati che, favorite dalla negligenza di molte società e dall’assenza di adeguati organi di controllo, hanno provocato crisi e recessioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intero sistema. La storia ci insegna che questa situazione non potrà andare avanti a lungo; ma il capitalismo, sostiene Mulgan, ha in sé tutti gli strumenti per superare la crisi, uscendone rinnovato e più umano.
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Antropologia delle religioni: Un’introduzione

Fino ad anni recenti, alcune prospettive teoriche ampiamente diffuse vedevano come prossima ed inevitabile la scomparsa delle religioni, in particolare delle piccole religioni dei popoli nativi, travolte e inglobate dalla modernità. Come molte altre profezie in auge nelle scienze sociali, anch’essa non si è realizzata. Anzi, nonostante i complessi e travolgenti fenomeni di globalizzazione e trasformazione socio-economica, le esigenze di differenziazione, di autonomia, di contrapposizione si sono moltiplicate nel mondo contemporaneo, utilizzando spesso come forma di espressione la pratica e la professione religiosa. Osservare questi fenomeni religiosi, la loro natura, il loro perpetuarsi, la loro capacità di adattamento e di trasformazione e, al tempo stesso, la loro caparbia insistenza in un radicamento nel passato, consente di considerare in una luce più ampia e differenziata la pluralità delle espressioni religiose che caratterizza il mondo contemporaneo.

Antropologia dell’uomo globale. Storia e concetti

Apertura: ecco la decisiva parola-chiave per comprendere oggi l’uomo globale. Il cambiamento che ha investito l’oggetto della vecchia antropologia normativa sta trascinando con sé gli steccati disciplinari, destabilizzando i metodi consolidati, pluralizzando i paradigmi, ridefinendo gli ambiti tematici. Lo statuto del sapere antropologico esce sostanzialmente riconfigurato da ricerche che ormai si caratterizzano come transdisciplinari, multiparadigmatiche e transnazionali. È a Christoph Wulf che si devono le riflessioni più conseguenti e lungimiranti sui recentissimi assetti dell’antropologia storico-culturale, così mutati da determinare la sua necessaria fuoriuscita dagli alvei canonici e da spingerla verso altre centralità. Il corpo umano, innanzi tutto, luogo di produzione, trasmissione e trasformazione della cultura attraverso rituali, atti linguistici, processi mimetici e performativi. E con il corpo, la temporalità e la finitezza, la nascita e la morte. In un saggio che convoglia la ricchissima ricognizione del passato verso l’autocomprensione del presente, l’unico presupposto irrinunciabile è la consapevolezza che non esiste un unico, riduttivo concetto di uomo. A questo riguardo, il gioco delle analogie e delle differenze costituisce un fondamentale correttivo nei confronti di una globalizzazione uniformatrice.

Antracite

Sono trascorsi dieci anni dalla fine della Guerra Civile, e gli Stati Uniti sono preda della cupidigia di potenti gruppi industriali. Pantera, misterioso pistolero-stregone messicano, viene assoldato come sicario da una setta terroristica operante tra i minatori irlandesi della Pennsylvania, e non tarda a rendersi conto che dietro ciò che appare un rudimentale conflitto sociale operano forze che si battono senza esclusione di colpi per la conquista dell’intero paese. Ma dovrà compiere un lungo e tortuoso itinerario prima di capire che a confronto sono due diverse anime dell’America, e che quella che vincerà lascerà la sua impronta sui secoli a venire. Davanti a tutto ciò, anche un pistolero cinico e spietato può rivelarsi agente del bene. Non è detto, però, che questa volta basti una Colt per arrestare un nemico occulto e pericoloso, l’Uomo dei Topi…

Antologia filosofica

Emanuele Severino ripropone le pagine più significative dei pensatori della filosofia occidentale in un’ampia ed esauriente antologia, ripartita cronologicamente in tre sezioni. L’antologia si snoda attraverso i brani dei filosofi antichi, moderni e contemporanei, dai presocratici a Bacone a Heidegger, con un aggiornamento dedicato a pensatori “atipici”, come Leopardi, e alla filosofia moderna, in particolare di Hobbes, Bacone, Galilei, Spinoza, Vico e dell’Illuminismo.

L’antologia erotica di SAS (Segretissimo SAS)

Lisa Park, Tania, Maureen e Latifa, Esmeralda, Isabel e Mandy Brown… queste e cento altre sono le donne che popolano l’universo di Sua Altezza Serenissima. Quelle che ha sedotto e quelle che hanno cercato di sedurre lui. Quelle che hanno usato il sesso come un’arma infallibile e quelle che del sesso sono rimaste vittime. Piene di dolcezza e sensualità, o corrotte dal lusso e dal desiderio. Innocenti e sottomesse o protagoniste delle orge più sfrenate, tra danze afrodisiache e giochi molto pericolosi. Una missione dopo l’altra, una galleria da Mille e una notte dei personaggi che hanno incrociato il cammino del Principe delle Spie e che ne porteranno il ricordo per sempre. In un montaggio serrato delle scene più bollenti, un giro del mondo con Malko Linge attraverso la lente dell’erotismo, alla riscoperta delle sue mille conquiste.
(source: Bol.com)