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L’ultima astronave per l’inferno

Haldane IV e Helix appartenevano a una società ultrarazionale dove i matematici non potevano scrivere poesie, non potevano innamorarsi di poetesse, e soprattutto dove tutti potevano accettare le regole imposte dall’organizzazione dello stato e nessuno poteva permettersi di dubitare. La pena per i trasgressori era l’esilio in un orrido pianeta chiamato inferno. La più grande anti-utopia e la più feroce satira della nostra attuale cultura, da 1984 di Orwell secondo R. A. Heinlein. Un libro sottile, pregnante, denso di significato, che getta crudi lampi sul nostro possibile futuro. Un futuro che è già il nostro presente.

Ulix il solitario

Il commediografo Samy Fayad, affermatosi in breve tempo come autore di radiodrammi, si è voluto cimentare in un romanzo di fantascienza e ci è riuscito in modo brillante. La spiccata personalità dello scrittore e la dinamicità del suo pensiero non potevano non sentirsi attratte da questo giovanissimo genere di narrativa, popolare fin che si vuole, ma che spesso dà al suo pubblico opere di tale ampio respiro da poter degnamente comparire in qualsiasi pubblicazione di tono letterario. Nel suo romanzo, scritto con uno stile vigoroso e abilissirno, Samy Fayad riprende il mito classico di Ulisse e rifacendosi alle avventurose peregrinazioni del leggendario eroe greco, e all’ansia che lo spinse à vincere ogni ostacolo pur di ritornate alla sua patria, ci racconta la storia del “suo” Ulix, uomo del futuro, naufrago e solo su una Terra accogliente, ma straniera.
Copertina di: Carlo Jacono

L’ufficiale e la spia

In una fredda mattina di gennaio del 1895, nel cortile dell’École Militaire nel cuore di Parigi, Georges Picquart, ufficiale dell’esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e all’umiliante degradazione inflitta al capitano Alfred Dreyfus, ebreo, accusato di avere passato informazioni segrete ai tedeschi. In piazza ventimila persone urlano: “Traditore! A morte gli ebrei!”. Picquart, patriota integerrimo, scapolo quarantenne, intellettuale e moderatamente antisemita, con un’amante sposata a un funzionario del ministero degli Esteri, non ha alcun dubbio: Dreyfus è colpevole. Il condannato viene trattato in modo disumano e confinato sull’isola del Diavolo, nella Guyana francese, dove l’unica forma di sollievo alla sua angoscia e alla solitudine è scrivere accorate lettere alla moglie lontana. La faccenda sembra archiviata. Picquart, ora promosso capo della Sezione di statistica – l’unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus –, si accorge però, dopo il ritrovamento di un petit bleu, che qualcuno sta ancora passando documenti segreti al nemico. Forse Dreyfus è innocente ed è stato incastrato proprio dagli uomini con cui lui sta lavorando? Questa possibilità getta Picquart nello sconforto e, determinato a scoprire la verità, diventa a sua volta personaggio assai scomodo per i suoi superiori. L’ufficiale e la spia si ritrovano così entrambi a dover difendere il proprio onore. In questo straordinario romanzo, Robert Harris racconta l’affaire Dreyfus da una prospettiva completamente inedita, quella di Picquart, voce narrante e personaggio finora poco conosciuto della nota vicenda. L’ufficiale e la spia non è dunque solo l’appassionante e impeccabile ricostruzione dello scandalo giudiziario più famoso di tutti i tempi, che ossessionò la Parigi della Belle Époque e il mondo intero, ma anche una storia fatta di occultamento di prove, delatori e spie fuori controllo, caccia alle streghe e giustizia corrotta dagli inquietanti risvolti contemporanei.
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### Sinossi
In una fredda mattina di gennaio del 1895, nel cortile dell’École Militaire nel cuore di Parigi, Georges Picquart, ufficiale dell’esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e all’umiliante degradazione inflitta al capitano Alfred Dreyfus, ebreo, accusato di avere passato informazioni segrete ai tedeschi. In piazza ventimila persone urlano: “Traditore! A morte gli ebrei!”. Picquart, patriota integerrimo, scapolo quarantenne, intellettuale e moderatamente antisemita, con un’amante sposata a un funzionario del ministero degli Esteri, non ha alcun dubbio: Dreyfus è colpevole. Il condannato viene trattato in modo disumano e confinato sull’isola del Diavolo, nella Guyana francese, dove l’unica forma di sollievo alla sua angoscia e alla solitudine è scrivere accorate lettere alla moglie lontana. La faccenda sembra archiviata. Picquart, ora promosso capo della Sezione di statistica – l’unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus –, si accorge però, dopo il ritrovamento di un petit bleu, che qualcuno sta ancora passando documenti segreti al nemico. Forse Dreyfus è innocente ed è stato incastrato proprio dagli uomini con cui lui sta lavorando? Questa possibilità getta Picquart nello sconforto e, determinato a scoprire la verità, diventa a sua volta personaggio assai scomodo per i suoi superiori. L’ufficiale e la spia si ritrovano così entrambi a dover difendere il proprio onore. In questo straordinario romanzo, Robert Harris racconta l’affaire Dreyfus da una prospettiva completamente inedita, quella di Picquart, voce narrante e personaggio finora poco conosciuto della nota vicenda. L’ufficiale e la spia non è dunque solo l’appassionante e impeccabile ricostruzione dello scandalo giudiziario più famoso di tutti i tempi, che ossessionò la Parigi della Belle Époque e il mondo intero, ma anche una storia fatta di occultamento di prove, delatori e spie fuori controllo, caccia alle streghe e giustizia corrotta dagli inquietanti risvolti contemporanei.

L’uccisore di seta: Anno Domini 1590

Genova, Anno del Signore 1590. La peste torna a flagellare la riviera. Anche Pimain, il Guaritore di maiali, sembra ormai destinato a morirne, ma qualcuno, forse un’allucinazione, forse una creatura in carne e ossa, interviene per salvarlo e l’uomo, smagrito e lucido, è libero di tornare alla sua vita appartata sulle colline in compagnia dei maiali e del cane Mat. È la città di Genova la prima ad avere bisogno delle doti di indagatore di Pimain: un mostro efferato miete vittime tra i tessitori della pregiata seta, ora rifugiati nel convento di Belvedere. Sarà il senso del dovere o l’amore per la bellissima Maddalena, ora pronto a trasformarsi per sempre in una passione piena e vitale, a spingere Pimain ad accettare l’incarico di fermare la violenza della Creatura Oscura? Intanto l’aiuto del Guaritore di maiali è richiesto altrove, e quando a scomparire non è solo l’oro del Doge ma qualcosa di ben più prezioso, persino i servigi di un disertore come Pimain possono fare comodo alla Serenissima Repubblica… Nel terzo e ultimo episodio della serie inaugurata dal “Guaritore di maiali” e proseguita con “II Mistero degli Incurabili”, l’ingegno del protagonista Pimain torna a risolvere enigmi sullo sfondo di una Genova a tratti lirica a tratti brulicante, una formidabile coprotagonista.
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L’uccello del malaugurio

Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c’è chi è ansioso di attirare l’attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l’arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l’audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.
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L’uccello che girava le Viti del Mondo

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar.

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In un sobborgo di Tokyo il giovane Okada Toru ha appena lasciato volontariamente il suo lavoro e si dedica ai lavori di casa. Due episodi apparentemente insignificanti riescono tuttavia a rovesciare la sua vita tranquilla: la scomparsa del gatto di casa e la telefonata anonima di una donna che con voce sensuale gli chiede un incontro. Toru si accorgerà presto che oltre al gatto, a cui la moglie Kumiko è molto affezionata, dovrà cercare Kumiko stessa. Lo spazio limitato del suo quotidiano diventa il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono e che lo porterà ad incontrare personaggi sempre piú strani: dalla prostituta psicotica, alla sedicenne morbosa, dal politico diabolico, al vecchio e misterioso veterano di guerra. A poco a poco Toru dovrà risolvere i conflitti della sua vita passata di cui nemmeno sospettava l’esistenza.
Un intrigante romanzo che illumina quelle zone d’ombra in cui ognuno nasconde segreti e fragilità.

(source: Bol.com)

Gli uccelli di Bangkok

In questo romanzo, Pepe Carvalho si trova in Thailandia alle prese con l’ambigua polizia locale e una banda di malavitosi cinesi che vogliono mettere le mani su una turista europea, amica sua, che si è legata a un trafficante di diamanti, colpevole di uno sgarro nei loro confronti. Un giallo d’azione che non disdegna l’ironia e la descrizione di un mondo esotico dove il male trionfa in modo subdolo e barocco. Il primo romanzo di Montalbán in cui compare il personaggio di Pepe Carvalho.
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Twilight

Bella si è appena trasferita a Forks, la città più piovosa d’America. È il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, i denti luccicanti, gli occhi, color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale. Tra i due nasce un’amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto si trasforma in un’attrazione travolgente. Finora Edward è riuscito a tener nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a svelarlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina e maggiori sono i rischi per lei e per chi le sta accanto. Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella. Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l’incubo che popola le sue notti. Volume d’esordio della saga di Bella ed Edward, “Twilight” è una storia che trascina il lettore nel vortice sensuale e avventuroso di un amore proibito.
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Tutto quello che facciamo per amore

Sarebbe bastato un battito di ciglia e non l’avrebbe visto. E invece Tracy Chance, a bordo del traghetto che fa la spola tra il Vermont e il Canada, vede qualcosa di strano che precipita nelle gelide acque del lago. Senza pensarci sopra, si tuffa e, pochi istanti dopo, riemerge in superficie stringendo un bambino tremante tra le braccia. Con il piccolo avvinghiato alla schiena, Tracy inizia disperatamente a nuotare verso la riva. Ma chi è Paul, il bimbo di sei anni che parla solo francese e a cui qualcuno ha legato le mani con una felpa di quattro taglie più grande? E perché nei giorni successivi a quello che appare sempre meno un incidente e sempre più un tentato omicidio, nessuno si fa vivo? Non una riga sul giornale, non una telefonata, una segnalazione alla polizia, niente di niente. Determinata a proteggerlo e a scoprire la verità, Tracy dovrà venire a patti con un mondo pieno di privilegi ma molto pericoloso, con un uomo affascinante che farà tremare la sua relazione con Tommy, e soprattutto col suo grande desiderio di essere madre. Un romanzo toccante e avvincente di cui non si vorrebbe mai arrivasse la fine.
(source: Bol.com)

Tutto il teatro

Introduzione di Tommaso PisantiEdizioni integrali’Non appartenne a un’epoca, ma a tutti i tempi’, disse di Shakespeare Ben Jonson. William Shakespeare è considerato infatti da sempre il più grande autore teatrale mai esistito. La straordinaria energia creativa e la vastità della sua produzione suscitarono nei romantici l’immagine di una ‘forza immane della natura’, di un ‘genio universale’. Oggi, dopo oltre quattro secoli dalla nascita, Shakespeare non cessa di stupirci per la complessità, la bellezza, la varietà della sua poesia e per la “modernità” dei personaggi e delle trame.• La tempesta • I due gentiluomini di Verona • Le allegre comari di Windsor • Misura per misura • La commedia degli errori • Molto rumore per nulla • Pene d’amor perdute • Sogno di una notte di mezza estate • Il mercante di Venezia • Come vi piace • La bisbetica domata • Tutto è bene quel che finisce bene • La dodicesima notte • Il racconto d’inverno • Enrico IV • Enrico V • Enrico VI • Riccardo III • Riccardo II • Re Giovanni • Enrico VIII • Troilo e Cressida • Coriolano • Tito Andronico • Romeo e Giulietta • Timone d’Atene • Giulio Cesare • Macbeth • Amleto • Re Lear • Otello, il Moro di Venezia • Antonio e Cleopatra • Cimbelino • Pericle, principe di Tiro William Shakespearenacque a Stratford on Avon nel 1564. Nel 1592 era già conosciuto come autore di teatro e fra il 1594 e il 1595 vennero rappresentati almeno quattro suoi drammi. Ormai faceva parte dell’importante compagnia del Lord Ciambellano, che godrà di ininterrotto favore a Corte, prendendo sotto Giacomo I il nome di King’s Men. Ad essa Shakespeare dedicherà tutta la sua attività di drammaturgo. Morì il 23 aprile del 1616. La Newton Compton ha pubblicato: Amleto, Antonio e Cleopatra, La bisbetica domata, Come vi piace, Giulio Cesare, Il mercante di Venezia, Misura per misura, Molto rumore per nulla, Otello, Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Re Giovanni, Re Lear, Troilo e Cressida, Tutto è bene quel che finisce bene in volumi singoli; Tutto il teatro, Le grandi tragedie e Le commedie in volumi unici.
(source: Bol.com)

Tutto ciò che muore

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Charlie Parker, detto Bird, alcolizzato, lavora come detective privato a New York dopo aver lasciato la polizia in seguito a una terribile esperienza: l’assassinio della giovane moglie e della loro bambina di tre anni. Il caso di cui si occupa, la sparizione di una coppia di ragazzi, lo porta a contatto con un mondo di orrori e violenze inaudite. E, soprattutto, lo porta a individuare la figura di un sadico serial killer, che strappa la pelle del viso alle sue vittime dopo averle mutilate, e che si rivela alla fine lo stesso assassino di sua moglie e di sua figlia.

Tutto a vapore

Tutto il piacere di un metodo di cottura sano ed equilibrato che può essere applicato a svariate pietanze a base di carne, pesce, verdure, ma anche a dolci, pani e pizze.Idee originali per preparare sformati di riso nero e verdure, piccione profumato con caponatina, cartocci di gallinella alle lenticchie, panini ai ceci e pere al vino bianco e zafferano. Tanti accostamenti inediti che mettono in risalto tutta la freschezza e i profumi dei singoli alimenti.
(source: Bol.com)

Tutti pazzi per Gaia

Una commedia romantica in piena regola per una sfida d’amore all’ultimo… scoop! Quello che Gaia Altieri Rotondi, una giovane giornalista alle prime armi, vorrebbe più di ogni altra cosa al mondo è fare carriera nella rivista dei suoi sogni, “Purple Magazine”. L’unico modo per ottenere una promozione e non occuparsi più della rubrica degli oroscopi è intervistare un famosissimo attore di Hollywood, praticamente inavvicinabile, sogno erotico femminile a livello planetario, blindato da una schiera di bodyguard muscolosissimi. Gaia tenta di tutto per ottenere l’esclusiva, ma l’ufficio stampa è categorico: Mr C. non rilascerà dichiarazioni fino all’inizio di settembre, in occasione della prima alla Mostra del cinema di Venezia. Ci sono solo poche settimane di tempo per inventarsi qualcosa. Giunge voce che l’attore abbia preso casa a Portofino, ed è proprio lì che Gaia riesce ad avvicinarlo, quando la governante tuttofare della villa in cui soggiorna Mr C. la scambia per la nuova personal chef. Ecco l’occasione che stava aspettando! Peccato che sia incapace perfino di friggere un uovo e che ci sia un giovane paparazzo agguerrito quanto lei… Tra i due scatta una gara all’ultimo flash, ma non sarà un po’ di sana competizione a impedire a Cupido di scoccare le sue frecce…
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Tutti i romanzi e i racconti e Dizionario filosofico

Introduzione di Valentino ParlatoCon un saggio di G.B. AngiolettiEdizioni integraliNei romanzi filosofici di Voltaire sembra essersi cristallizzato lo spirito di un intero secolo: l’arguzia, l’eleganza, il culto delle buone maniere e dell’intelligenza che caratterizzano il Settecento trovano in essi la loro espressione più compiuta e perfetta, ma contemporaneamente si armano di vis polemica, di satira accusatoria, di amara ironia per combattere, come afferma Giovanni Macchia, la battaglia ‘in difesa della ragione, della civiltà, della cultura’ che un regime sempre più antico, dissoluto e cieco ferocemente avversava per salvaguardare l’eternità dei propri privilegi. Dopo aver scritto Zadig, il suo primo romanzo, Voltaire non abbandonerà mai più questo genere letterario, che gli assicurò l’immortalità. Attraverso romanzi e racconti come Micromegas, Candido o La principessa di Babilonia contribuì in maniera decisiva alla diffusione dei Lumi, la cui filosofia, unendosi alle rivolte popolari, portò a quello sconvolgimento epocale che fu la Rivoluzione francese. La sua penna caustica smascherò impietosamente gli idoli dell’oscurantismo: dietro lo schermo delle allegorie orientaleggianti o delle maschere burlesche, l’intento critico delle sue opere narrative è così evidente che risulta impossibile separarle dagli scritti più apertamente militanti come il Dizionario filosofico, il cui stile è altrettanto vivace e ricco di invenzioni argute. ‘Consideriamolo in questa vitalità, nell’eterno dinamismo del suo pensiero, da cui sgorga una forma di sanità, quasi di felicità: felicità dell’agire, dell’intervenire, felicità di salvare l’uomo. Consideriamolo nella sua moderna dignità di scrittore, che ha visto nel libro il simbolo del pacifico progresso umano’. VoltaireFrançois-Marie Arouet, che nel 1718 assumerà lo pseudonimo di Voltaire, nacque a Parigi nel 1694. Nel 1718 era già un celebre tragediografo; nel 1726, come conseguenza di un duello, conobbe la Bastiglia e l’esilio in Inghilterra; dopo una vita intensa condotta tra fughe, amicizie regali, studi e impegno civile contro l’intolleranza e l’ingiustizia, nell’aprile del 1778 tornò a Parigi ma morì quasi subito, il 30 maggio 1778. Scrisse opere storiche, poemi epici, libelli polemici, versi d’occasione, prose filosofiche e letterarie.

(source: Bol.com)