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La battaglia navale

Pineta, estate; sulla spiaggia viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Il corpo è stato alcuni giorni in mare e viene riconosciuto da un piccolo malavitoso locale di nome Marino come Olga, la badante ucraina della propria madre. Al BarLume fervono dei lavori di rifacimento e i vecchietti sono costretti a spostarsi nel parco pubblico. Ma anche da lì trovano il modo per aiutare la commissaria nell’indagine…
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### Recensione
**I vecchietti del BarLume inciampano nella bella ucraina**
*Bruno Gambarotta* , Tuttolibri – La Stampa
Come stanno i Vecchietti del BarLume di Pineta? Non c’è male, sono fuori dal letto. L’inesorabile tempo lavora sui personaggi di **Marco Malvaldi** e ce li fa amare come persone. Aldo, il socio di Massimo «il Barrista», sta perdendo la memoria a breve e Gino Rimediotti ha perso la voce per la rimozione di una placca in un’arteria e non ha ancora preso confidenza con la protesi che gli consente di parlare. Per fortuna in tutti loro è rimasta intatta la curiosità per i fatti di cronaca locale e la pulsione a impicciarsene. Il fatto scatenante è il ritrovamento sulla riva dei Sassi Amari, alla passeggiata del Saracino, del cadavere di una giovane, la 24enne ucraina Olga Harasemchyuk, identificata dall’uomo che l’aveva assunta come badante della madre.
Una volta tanto il caso non è di competenza del vice questore Alice Martelli, bevitrice compulsiva di cappuccini preparati da Massimo, suo fidanzato da un anno; così i due piccioncini potranno partire per la vacanza in Portogallo. Ma noi lettori non siamo così ingenui da credere che un’indagine possa proseguire per molto in assenza dei protagonisti. Infatti, eccoli costretti a ritornare per colpa dei vecchietti che non sono stati con le mani in mano. Sono andati a interrogare la signora assistita da Olga, portandole in dono un cheesecake al frutto della passione mandandola in coma diabetico. I Nostri si affacciano sul mondo delle badanti straniere e sulle dinamiche che lo governano.
E’ l’aspetto più innovativo del nuovo romanzo di Malvaldi: i vecchietti, e noi con loro, devono cercare di interpretare i codici per decifrare i messaggi di una comunità diversa dalla nostra. Fino al punto di arruolare il compagno Mastrapasqua che, avendo lavorato in Ucraina per conto dell’Eni, è in grado di comprendere le parole che si scambiano ai giardinetti le colleghe di Olga, tutte concordi nell’indicare come autore del delitto Evgenij Bondarenko, l’ex marito violento che continuava a perseguitare Olga, che loro dipingono come una persona irreprensibile («un incrocio fra Maria Montessori e Budda») mentre dalle analisi risulta che la morta faceva uso di cocaina. In compenso, sempre secondo le badanti, «Evgenij è uno che si sarebbe trovato male anche nell’Isis perché sono troppo pacifisti».
E’ un caso di sampling bias, cioè è un errore di campionamento, che Malvaldi ci spiega con un esempio pratico, in una piacevole diversione di cui gli siamo grati: d’ora in avanti in società faremo la nostra porca figura. Se volete saperne di più leggetevi il romanzo. Poi però compaiono delle scritte su un’infilata di ville: accanto alla frase «Dio è grande» ce n’è una in arabo che tradotta in italiano significa «cuscus di agnello e verdure», copiata dal menù di un ristorante etnico per far credere che la minaccia venga da un mondo che fa paura.
I discorsi sui menù e sul loro contenuto sono un basso continuo nel romanzo, a iniziare da quello del «Bocacito». Otello Brondi, detto «Tavolone», lo chef, non ha perso una puntata di «Masterchef» e il risultato sono proposte come il «tiramisù al contrario»: maccheroni cotti nel caffè zuccherato, poi saltati in padella con la crema del tiramisù e serviti caldi con scaglie di cioccolato. Per proseguire con la minestra preparata da Olga alla sua assistita, che non è un brodino ma «un clistere per bocca». Non manca una vena sardonica, nei ripetuti accenni ai festeggiamenti per la squadra del Pisa «promosso in serie B con 5 giornate d’anticipo», mentre è vero l’esatto contrario.
Marco Malvaldi è uno scrittore in prosa che ama la grande poesia; qui Massimo usa «Scrivere un curriculum» di Wisława Szymborska per consolare Alice, triste perché le sue indagini hanno avuto l’effetto collaterale di interrompere il progetto di riscatto di una persona per bene. Quanto al titolo, è tratto da una battuta di Alice: «Un lavoro d’indagine vero, sul campo, è molto più simile alla battaglia navale».
### Sinossi
Pineta, estate; sulla spiaggia viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Il corpo è stato alcuni giorni in mare e viene riconosciuto da un piccolo malavitoso locale di nome Marino come Olga, la badante ucraina della propria madre. Al BarLume fervono dei lavori di rifacimento e i vecchietti sono costretti a spostarsi nel parco pubblico. Ma anche da lì trovano il modo per aiutare la commissaria nell’indagine… 

Un bastardo per vicino

Basta donne che si lasciano sottomettere senza protestare!
La protagonista di questo romanzo è Elena.
Bella, sensuale e forte.
Il protagonista maschile è Eric.
Bello e bastardo e non sa cosa sia l’amore.
Elena è triste perchè il suo uomo l’ha lasciata per un’altra.
Eric è pieno di vita, sensuale e deciso ad attirarla nel fuoco dell’Inferno.
I loro sguardi si incontreranno attraverso una finestra e la passione divamperà immediatamente, fino al sorprendente finale.
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### Sinossi
Basta donne che si lasciano sottomettere senza protestare!
La protagonista di questo romanzo è Elena.
Bella, sensuale e forte.
Il protagonista maschile è Eric.
Bello e bastardo e non sa cosa sia l’amore.
Elena è triste perchè il suo uomo l’ha lasciata per un’altra.
Eric è pieno di vita, sensuale e deciso ad attirarla nel fuoco dell’Inferno.
I loro sguardi si incontreranno attraverso una finestra e la passione divamperà immediatamente, fino al sorprendente finale.

La bastarda degli Sforza

1463. In una Milano splendida e in subbuglio dopo l’ascesa al potere di Galeazzo Maria Sforza, tiranno crudele e spietato ma anche amante delle arti e della musica, nasce Caterina, figlia illegittima di Galeazzo, la quale fin da bambina dimostra qualità non comuni e uno spirito ribelle: impossibile imbrigliarla nell’educazione che sarebbe appropriata per una femmina, ama la caccia, la spada, la lotta.

Una sola regola sua nonna Bianca Maria riesce a inculcarle nell’animo: la necessità, per una nobildonna, di pagare il privilegio della sua nascita accettando il proprio destino, qualunque esso sia, per il bene del casato cui appartiene, anche a costo di tradire la propria natura. Per questo, quando è costretta a nozze forzate per salvare il ducato da una pericolosa guerra scatenata dal papa Sisto IV, Caterina subisce il matrimonio e, con esso, gli orrori perpetrati dal marito, che si rivela tanto violento quanto pavido e imbelle.

Quando però, dopo la morte improvvisa di Sisto IV, loro protettore, si troverà coinvolta in una serie di feroci scontri tra gruppi di potere e opposte fazioni, il suo palazzo assalito e distrutto, la vita sua e dei figli in gravissimo pericolo, ritroverà lo spirito battagliero e il coraggio indomabile di un tempo e combatterà come e meglio di un uomo, lasciando un segno così indelebile nella vita di chi la ama e di chi la odia da guadagnarsi l’appellativo di Tygre.

Sulla scia de La sposa normanna, il ritratto di una donna forte, guerriera e padrona del suo destino, l’affresco della Milano quattrocentesca negli anni dell’ascesa di Ludovico il Moro, la storia di un mondo del passato che ha inciso profondamente nel presente.
(source: Bol.com)

Basta un istante per ritrovarsi

Sara è una sognatrice, una persona che ama trascorrere il suo tempo creando poesie. Ha una vita tranquilla e appagante, fino a quando un giorno esce di casa ignara di ciò che le capiterà. Salendo sull’autobus che la condurrà a un colloquio di lavoro farà un incontro inaspettato. I suoi occhi si scontreranno con quelli di un giovane attraente e bellissimo. Quel ragazzo, Nicola, la inviterà a un concerto locale. La sua vita non sarà più la stessa non appena metterà piede nel bar. Lì scoprirà che Nicola è il chitarrista di una band molto quotata in città e scoprirà che il sexy e affascinante cantante è il suo gemello. 
Sara si ritroverà così a provare una forte attrazione per Dennis. Occhi blu come la notte, tatuato e sexy da morire. Ma con un passato complicato alle spalle. Tra i due nascerà un amore potente, ma la loro felicità non durerà molto. Qualcosa cambierà i loro destini. Riusciranno a ritrovarsi? E l’amore riuscirà a curare ogni cosa?

Per contattare l’autrice:
[email protected]
Oppure su facebook Megan L. Collins.

Basta scappare: Una Fantasia erotica gay

Brian è appena tornato dall’Afghanistan dove ha servito orgogliosamente con i Marine. Sentendosi soffocato dalle cure e dalle attenzioni dei suoi genitori, i loro amici e vicini di casa, scappa al bar locale per farsi qualche drink. Mentre è là incontra un gruppo di amici, dei ragazzi che conosce sin da quando erano bambini, incluso Eric Ferguson. Brian è sempre stato innamorato di Eric, ma è convinto che lui non lo sappia, che nessuno lo sappia. Mentre guidano per la campagna, Eric dà voce alle sue frustrazioni nei confronti delle scelte di Brian, principalmente per via del fatto che è sempre scappato via da tutto sin da quando si sono diplomati al liceo. Riuscirà Brian ad affrontare la verità e a smettere di scappare?
Questo è un racconto breve esplicito di circa 5,400 parole. Contiene linguaggio grafico e tematiche sessuali. È prodotto per adulti interessati a questo genere di materiale, per la lettura in luoghi dove la sua vendita non violi nessuna legge locale.
Estratto:
“Non mi puoi incolpare per ciò che tu non sei stato abbastanza coraggioso da ammettere.”
“Io?” Eric rise, un suono simile ad un’esplosione di aria a lungo tempo ferma. “E che mi dici di te? Quando mai hai avuto il coraggio di dire la verità a qualcuno?”
“Cosa vorresti dire?”
“Sei scappato. Sei sempre scappato via…”
“E tu?” Brian scoppiò, esplodendo verso Eric. “Che cosa fai tu? Ti nascondi dietro delle scuse!”
“Non più.”
Erano in piedi, faccia a faccia, entrambi della stessa altezza, con la stessa corporatura. Due ragazzi texani che avrebbero potuto esser fratelli, tranne per il fatto che uno aveva dei lunghi ricci biondi e l’altro un taglio militare scuro. E poi si toccarono. Brian non avrebbe mai ricordato chi si era mosso per primo, ma in un secondo netto le dita di Eric furono strette nel materiale ancora umido della sua maglietta mentre con la mano lui afferrava il dietro della testa dell’altro.
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### Sinossi
Brian è appena tornato dall’Afghanistan dove ha servito orgogliosamente con i Marine. Sentendosi soffocato dalle cure e dalle attenzioni dei suoi genitori, i loro amici e vicini di casa, scappa al bar locale per farsi qualche drink. Mentre è là incontra un gruppo di amici, dei ragazzi che conosce sin da quando erano bambini, incluso Eric Ferguson. Brian è sempre stato innamorato di Eric, ma è convinto che lui non lo sappia, che nessuno lo sappia. Mentre guidano per la campagna, Eric dà voce alle sue frustrazioni nei confronti delle scelte di Brian, principalmente per via del fatto che è sempre scappato via da tutto sin da quando si sono diplomati al liceo. Riuscirà Brian ad affrontare la verità e a smettere di scappare?
Questo è un racconto breve esplicito di circa 5,400 parole. Contiene linguaggio grafico e tematiche sessuali. È prodotto per adulti interessati a questo genere di materiale, per la lettura in luoghi dove la sua vendita non violi nessuna legge locale.
Estratto:
“Non mi puoi incolpare per ciò che tu non sei stato abbastanza coraggioso da ammettere.”
“Io?” Eric rise, un suono simile ad un’esplosione di aria a lungo tempo ferma. “E che mi dici di te? Quando mai hai avuto il coraggio di dire la verità a qualcuno?”
“Cosa vorresti dire?”
“Sei scappato. Sei sempre scappato via…”
“E tu?” Brian scoppiò, esplodendo verso Eric. “Che cosa fai tu? Ti nascondi dietro delle scuse!”
“Non più.”
Erano in piedi, faccia a faccia, entrambi della stessa altezza, con la stessa corporatura. Due ragazzi texani che avrebbero potuto esser fratelli, tranne per il fatto che uno aveva dei lunghi ricci biondi e l’altro un taglio militare scuro. E poi si toccarono. Brian non avrebbe mai ricordato chi si era mosso per primo, ma in un secondo netto le dita di Eric furono strette nel materiale ancora umido della sua maglietta mentre con la mano lui afferrava il dietro della testa dell’altro.

Basta piangere!

«Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L’Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C’erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un’opportunità.» Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, «che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un’assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d¿amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L¿altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?». I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c¿erano state. Hanno assorbito l¿energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell¿era digitale, scrivevano lettere e non mail o sms, ma proprio per questo hanno conosciuto il tempo in cui le parole avevano un valore. Basta piangere! rievoca personaggi, canzoni, film, libri e oggetti di un’Italia che si accontentava di poco: Yanez e Orzowei, il mago Silvan e le piste per le biglie, i Giochi senza frontiere e la Febbre del sabato sera, i miti dello sport e della musica, le mode effimere e i cambiamenti profondi. Attraverso il racconto degli ultimi decenni, Aldo Cazzullo ricostruisce l’inizio della crisi e il modo in cui se ne può uscire: i quarantenni, anziché beccarsi come i capponi di Renzo, si uniscano per cambiare il Paese. E i ragazzi smettano di piagnucolare per qualcosa che ancora non conoscono e che dipende soprattutto da loro: il futuro.

Il barone

Ultimo erede di una delle più antiche e nobili famiglie siciliane, Bruno viene chiamato da tutti “il Barone”. Coinvolto negli affari dei principi del petrolio e delle grandi multinazionali, è tra gli uomini più potenti e affascinanti del mondo e la sua vicenda si intreccia con quella di tre donne bellissime e lontane componendo un affresco di rara suggestione. Un superbo, insolito romanzo, ambientato in un mondo in cui la ricchezza e il prestigio valgono più della vita.

Un barattolo mostruoso

La signora Ross, che dava le spalle a suo figlio, aveva appena pronunciato l’ultima parola quando la porta d’ingresso si aprì, e la zia Kathryn, una donna grande e grossa con lunghi capelli neri, si materializzò sulla soglia.

Sgattaiolando davanti alla mamma, Evan poté vedere il coltellaccio che la donna aveva in mano. E il sangue che colava copioso dalla lama.
(source: Bol.com)

Un barattolo mostruoso N.3

**SENTÌ L’ULULATO LACERANTE DELLE SIRENE DIETRO DI SÉ.**
Sentì grida rabbiose. Sentì i tonfi rapidi di molti passi. Lo stavamo inseguendo.
“Dove posso nascondermi?” si domandò, angosciato. “Dove sarò al sicuro? A casa? No. Quello è il primo posto dove mi cercheranno. Dove? Dove?”

Un barattolo mostruoso N.2

**INDIETRO! STATE TUTTI INDIETRO!**
La bocca di Trigger si spalancò e l’enorme lingua del cane leccò la guancia di Evan. I capelli color carota di Evan si ricoprirono di appiccicosa saliva di cane.
— No… ti prego! — gridò Evan. — Ho solo dodici anni! Sono troppo giovane per morire”
Il ragazzo riprese ad urlare, ma i denti di Trigger lo strinsero alla vita, togliendogli il respiro.

La Baracca Dei Tristi Piaceri

«Stava lì, l’aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l’uniforme impeccabile… Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: “Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d’ora in poi farai la puttana per cani e porci”». Così racconta l’anziana Frau Kiesel all’ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all’interno stesso dei campi di concentramento, con l’ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l’omosessualità tra i deportati. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani – che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall’umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.

La bara vuota

Paolo Mori è un giovane dottorando universitario in giurisprudenza che, come molti altri, sgomita per farsi un nome e una posizione come penalista. La sua vita modesta e tranquilla viene improvvisamente stravolta da una serie di avvenimenti che lo catapultano in un’indagine su un orribile duplice omicidio proprio mentre si sta già occupando della scomparsa di una bambina di otto anni avvenuta molti anni prima e sulla cui tomba ogni anno, misteriosamente, viene deposta una rosa. Portato suo malgrado ad affrontare eventi più grandi di lui, Paolo sarà costretto a giocare una partita a scacchi contro un nemico invisibile: la paura. Una partita dalla quale non potrà tirarsi indietro perché dal suo esito dipende la sorte del suo migliore amico e, forse, la sua stessa vita…
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### Sinossi
Paolo Mori è un giovane dottorando universitario in giurisprudenza che, come molti altri, sgomita per farsi un nome e una posizione come penalista. La sua vita modesta e tranquilla viene improvvisamente stravolta da una serie di avvenimenti che lo catapultano in un’indagine su un orribile duplice omicidio proprio mentre si sta già occupando della scomparsa di una bambina di otto anni avvenuta molti anni prima e sulla cui tomba ogni anno, misteriosamente, viene deposta una rosa. Portato suo malgrado ad affrontare eventi più grandi di lui, Paolo sarà costretto a giocare una partita a scacchi contro un nemico invisibile: la paura. Una partita dalla quale non potrà tirarsi indietro perché dal suo esito dipende la sorte del suo migliore amico e, forse, la sua stessa vita…

Bar sport 2000

Dopo più di vent’anni il mitico Bar Sport e i suoi magnifici eroi hanno subito le trasformazioni del tempo: la proverbiale pasta Luisona è scomparsa, nel Bar Veramente Fico adesso espongono brioche invisibili a occhio nudo; tra gli avventori nessuno ha più una colorazione naturale, e si possono ammirare le abbronzature color albicocca o vitel tonné maschili piuttosto che i color biscotto dei fard e dei Caraibi femminili; nuovi elementi, tra cui spiccano i tristemente noti cellularisti, abilissimi nel rispondere al trillo nelle situazioni più impervie. E poi le evoluzioni delle creature perenni da bar: l’uomo invisibile che passa ore davanti al bancone tentando di farsi servire un caffé, l’incazzato da bar, le vecchiette dell’angolino… Annotation Supplied by Informazioni Editoriali

Bar Sport

Ci sono bar e bar e poi c’è il Bar Sport che tutti li accomuna e li fonde in un solo paradigmatico universo, in una sola grande scena di umanità raccolta sotto la fraterna insegna come intorno a un fuoco, intorno al calore di un’identità minacciata.Stefano Benni, con il suo Bar Sport, ha aperto la porta su un mondo che per tutti è diventato un luogo, anzi il luogo familiare per eccellenza. Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la “Luisona”, la brioche paleolitica condannata a un’esposizione perenne in perenne attesa del suo consumatore. Il Bar Sport è quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (proprio così, con due n) che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quella del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere) e delle allucinazioni estive.Vagando e divagando Benni ha scritto la sua piccola commedia umana, a cui presto aggiungerà un nuovo capitolo. Ebbene sì, Bar Sport è vivo, è ancora vivo..

Il Bar Delle Grandi Speranze

DAL PREMIO PULITZER CHE HA SCRITTO OPEN CON ANDRE AGASSI, un bestseller intramontabile che vi lascerà “con un sorriso sulle labbra e una fitta nel cuore” (Kirkus Reviews). Figlio unico di madre single, J.R. cresce ascoltando alla radio la voce del padre, un dj di New York che ha preso il volo prima che lui dicesse la sua prima parola. Poi anche quella voce scompare. Sarà il bar di quartiere, con l’umanità varia che lo popola, a crescerlo e farne un uomo. Appassionata e malinconicamente divertente, una grande storia di formazione e riscatto, di turbolento amore tra una madre e il suo unico figlio, ma anche l’avvincente racconto della lotta di un ragazzo per diventare uomo e un indimenticabile ritratto di come gli uomini rimangano, nel fondo del loro cuore, dei ragazzi perduti.

Banditi, Criminali E Fuorilegge Di Roma. Storie Di Assassini, Rapinatori E Ribelli Nella Città Eterna

Uomini e donne votati alla violenza, faccendieri dediti al raggiro, gelidi killer, rapinatori esaltati, delinquenti disperati, ribelli solitari, potenti senza scrupoli, doppiogiochisti e spie: sono i fuorilegge di Roma, assassini, banditi e criminali che hanno macchiato di sangue le sponde del Tevere. Yari Selvetella torna sul luogo del delitto, quella Roma criminale dove inquietanti paesaggi umani corrodono le certezze dell’Urbe, e punta dritto al centro dei misteri, frugando tra i sogni e le miserie di chi se ne fa artefice. Sono favole nere, leggende popolari, miti metropolitani costruiti laddove il vero è inverosimile e la realtà, a tratti, incredibile e tremenda. Il libro copre un arco temporale che va dagli albori del XX secolo fino ai giorni nostri; un intero secolo di biografie criminali note e meno note: da Pietro Acciarito, l’anarchico che nel 1897 attentò alla vita di Umberto I sulla via Appia, fino a Luciano Liboni, il “lupo solitario” braccato e ucciso al Circo Massimo nella torrida estate del 2004, daI Gobbo del Quarticciolo a Johnny lo Zingaro, dal Roscetto di Trastevere ai “bravi ragazzi” della Magliana.