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La furia delle immagini

La seconda rivoluzione digitale, caratterizzata dalla preminenza di Internet, dei social network e della telefonia mobile, e la società ipermoderna, segnata dall’asfissia del consumo, ci hanno catapultati in un’epoca postfotografica, nella quale abitiamo l’immagine nella stessa misura in cui essa ci abita. La postfotografia ci mette di fronte alla sfida della gestione sociale e politica di questa nuova realtà frutto di un’onnipresente iconosfera. Le immagini circolano in rete a folle velocità, non sono piú presenze inerti, e la loro incessante energia cinetica le rende attive, furiose, pericolose La postfotografia diventa cosí un contesto di pensiero visivo che certifica la smaterializzazione delle immagini e dei loro autori, dissolvendo le nozioni di originalità e proprietà, di verità e memoria.

(source: Bol.com)

Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?

C’è una storia d’amore importante, durata un anno e osteggiata da tutti, il primo grande amore e la sua fine. Perché Antonio è nero e per i genitori di lei il ragazzo sbagliato. E poi c’è la famiglia di Antonio, gli amici, la scuola e altri attimi del cuore. Ci sono incontri, amori, momenti che fanno crescere, istanti indimenticabili. “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?” è la vita di un ragazzo raccontata di getto, inseguendo le emozioni, passando da un’immagine all’altra. Pagine cariche di sentimento, frasi che colpiscono il cuore e destinate a essere scritte e riscritte. Un racconto fatto di momenti singoli, come singole canzoni, che insieme fanno la playlist di una vita.
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Fuori a rubar cavalli

Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.
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### Sinossi
Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.

Fuorché l’onore

Estate 1982: lasciati alle spalle i due casi d’inizio estate (Il principe dei gigli e Casta Diva), il vicequestore Norberto Melis si trova in un pittoresco borgo della Liguria insieme all’agente Lambiase per un congresso organizzato dal ministero degli Interni. Quando tutto finalmente finisce, l’albergo viene invaso da scrittori e funzionari editoriali convenuti per un’importante manifestazione culturale. Che, però, ha inizio con un colpo di pistola. Chi ha ucciso il celebre autore in quella che ha tutta l’aria di una esecuzione? E perché? Coinvolto giocoforza nel caso, Melis, che per poco non è stato testimone oculare del delitto, si trova così alle prese con un mondo fatto anche di piccole invidie, bassezze, viltà. Ma è proprio tra i colleghi del morto – come tutti i letterati, persone più portate alle parole che ai fatti – che va cercato il colpevole? Davvero le ragioni dell’omicidio stanno in quel groviglio di maldicenze, di competizione ambiziosa e di antipatie che, sotto l’apparente stima reciproca, segna quel piccolo universo chiuso su se stesso? Non starà, invece, nell’ombra del passato la spiegazione di quella morte brutale? Fra personaggi delineati ora con sapiente ironia, ora con partecipata pietà, in una Liguria dove le solitudini e i silenzi dell’entroterra contrastano con l’immagine turistica colorata e vivace della costa, l’autore accompagna il protagonista pagina dopo pagina, intuizione dopo intuizione. E Melis, qui coadiuvato da un Lambiase dalla parlata incontenibile e fantasiosa, procede lentamente verso la verità. Che è, come sempre, dolorosa e complessa. Tale da lasciare l’amaro in bocca.
(source: Bol.com)

Il fuoco sacro di Roma

Il più importante archeologo italiano racconta il rito del fuoco pubblico che ha coronato la fondazione di Roma.

A Roma la dea del fuoco pubblico era Vesta. Il suo culto è stato istituito probabilmente da Romolo intorno alla metà dell’VIII secolo a.C. Due secoli dopo Roma incoraggia su questo fuoco pubblico un mito fondativo più cosmopolita: sarebbe stato portato nel Lazio da Enea, che lo avrebbe salvato da Troia in fiamme. Il fuoco dei Romani è stato spento e riacceso dalle vestali ogni primo giorno di marzo nel corso di 1150 anni. Le sei sacerdotesse, strappate da bambine alla famiglia, dovevano conservarsi illibate per almeno trent’anni. In compenso veniva loro riconosciuto un rango elevatissimo ed erano le sole donne che a Roma possedessero una piena capacità giuridica. Andrea Carandini e la sua scuola hanno ricostruito il santuario di Vesta e parte del circondario, contribuendo in modo fondamentale alla comprensione del centro sacrale, istituzionale e culturale della città-stato. Grazie a uno scavo durato un trentennio è stato possibile analizzare la radura o lucus di Vesta, i luoghi di culto dei Lari, di Marte e Ops, di Giove Statore, e conoscere le capanne e le case delle vestali, dei re e dei massimi sacerdoti della città-stato. Raccontare la storia di questo cuore urbano a un vasto pubblico è la ragione del libro. Non sarà più possibile una storia di Roma che ignori le scoperte di questo scavo condotto alla pendice settentrionale del Palatino.

(source: Bol.com)

Fuoco nero

1. Il reverendo Martin Luther King è stato brutalmente assassinato, e nelle città è scoppiata la rivoluzione. L’odio covato tanto a lungo incendia gli animi e le strade. In una Washington dilaniata dalla discriminazione razziale e da un’incontrollabile violenza, un ragazzo di colore, Derek Strange, ha appena realizzato il suo più grande sogno: è diventato un agente di polizia. E onesto, imparziale e crede fermamente che attraverso la legge le cose possano cambiare. Suo fratello Dennis non è della stessa pasta, la sua è la legge della strada, quella per cui ogni giorno è una scommessa e si racimolano i soldi spacciando droga, con piccoli furti e qualche rapina. Quando Dennis viene trovato con la gola squarciata in fondo a un vicolo, Derek si mette sulle tracce degli assassini, ma ben presto si accorge che la morte di un ragazzo nero non è poi così importante e che forse la legge a Washington non è uguale per tutti. Derek è di fronte a un bivio, ma il desiderio di vendetta prevarrà sul rispetto della legge, e il fuoco della rivolta sconvolgerà anche la sua vita.

Fuoco freddo

Jim Ironheart, un tranquillo insegnante, è “costretto” da un inspiegabile impulso a recarsi nell’Oregon per salvare un bambino in pericolo. La giornalista Holly Thorne assiste al gesto eroico, impressionata dal coraggio e dalla destrezza del giovane. Quando poi costui rifiuta di farsi intervistare, rimane colpita dalla sua modestia e decide di saperne di più. Qualche tempo dopo, viene informata di un’altra analoga impresa, questa volta a Boston. Su un giornale compare anche la foto del salvatore: è Jim. Convinta di avere tra le mani lo scoop della sua vita, la cronista si lancia all’inseguimento dell’uomo, scoprendo che negli ultimi tre mesi ha compiuto ben dodici “interventi” in altrettante città. Di quali strani poteri è dotato?

Il Fuoco Di Sant’antonio

Il libro descrive la storia di Sant’Antonio Abate, il grande taumaturgo ed il fondatore del monachesimo cristiano. Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i fedeli, egli praticò l’ascetismo nel deserto ad imitazione di Cristo e le sue tentazioni demoniache descritte nella biografia scritta da Sant’Atanasio hanno costituito il tema favorito di molti pittori ed ispirato ‘La Tentation de Saint Antoine’ di Gustave Flaubert. Padrone del fuoco e protettore degli animali, viene spesso raffigurato con accanto una fiamma ed un maialino, ragione per cui è anche chiamato ‘Sant’Antonio del porcello’. Egli era il santo prediletto dai contadini ed inoltre patrono dei cestai, dei porcai, dei ceramisti e di molte altre professioni, ma era famoso soprattutto per le sue capacità curative sì da divenire il santo taumaturgo per eccellenza. Pertanto, dal Medio Evo al XIX era invocato per curare le più dolorose piaghe che affliggevano l’umanità, soprattutto quelle più devastanti che furono chiamate ‘Fuoco di Sant’Antonio’. Questo termine includeva molte malattie completamente diverse tra loro, ma che avevano in comune solo un dolore intollerabile. Tra queste, l’ergotismo, l’eresipela e l’herpes zoster sono i tre disturbi più importanti riconosciuti nei secoli. Ancora oggi, in Italia, l’herpes zoster è comunemente chiamato ‘Fuoco di Sant’Antonio’. Di questa affascinante mistura di religione e medicina, di arte e tradizioni si legge in queste righe.
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### Sinossi
Il libro descrive la storia di Sant’Antonio Abate, il grande taumaturgo ed il fondatore del monachesimo cristiano. Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i fedeli, egli praticò l’ascetismo nel deserto ad imitazione di Cristo e le sue tentazioni demoniache descritte nella biografia scritta da Sant’Atanasio hanno costituito il tema favorito di molti pittori ed ispirato ‘La Tentation de Saint Antoine’ di Gustave Flaubert. Padrone del fuoco e protettore degli animali, viene spesso raffigurato con accanto una fiamma ed un maialino, ragione per cui è anche chiamato ‘Sant’Antonio del porcello’. Egli era il santo prediletto dai contadini ed inoltre patrono dei cestai, dei porcai, dei ceramisti e di molte altre professioni, ma era famoso soprattutto per le sue capacità curative sì da divenire il santo taumaturgo per eccellenza. Pertanto, dal Medio Evo al XIX era invocato per curare le più dolorose piaghe che affliggevano l’umanità, soprattutto quelle più devastanti che furono chiamate ‘Fuoco di Sant’Antonio’. Questo termine includeva molte malattie completamente diverse tra loro, ma che avevano in comune solo un dolore intollerabile. Tra queste, l’ergotismo, l’eresipela e l’herpes zoster sono i tre disturbi più importanti riconosciuti nei secoli. Ancora oggi, in Italia, l’herpes zoster è comunemente chiamato ‘Fuoco di Sant’Antonio’. Di questa affascinante mistura di religione e medicina, di arte e tradizioni si legge in queste righe.
### Dalla quarta di copertina
Il libro descrive la storia di Sant’Antonio Abate, il grande taumaturgo ed il fondatore del monachesimo cristiano. Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i fedeli, egli praticò l’ascetismo nel deserto ad imitazione di Cristo e le sue tentazioni demoniache descritte nella biografia scritta da Sant’Atanasio hanno costituito il tema favorito di molti pittori ed ispirato “La Tentation de Saint Antoine” di Gustave Flaubert. Padrone del fuoco e protettore degli animali, viene spesso raffigurato con accanto una fiamma ed un maialino, ragione per cui è anche chiamato “Sant’Antonio del porcello”. Egli era il santo prediletto dai contadini ed inoltre patrono dei cestai, dei porcai, dei ceramisti e di molte altre professioni, ma era famoso soprattutto per le sue capacità curative sì da divenire il santo taumaturgo per eccellenza. Pertanto, dal Medio Evo al XIX era invocato per curare le più dolorose piaghe che affliggevano l’umanità, soprattutto quelle più devastanti che furono chiamate “Fuoco di Sant’Antonio”. Questo termine includeva molte malattie completamente diverse tra loro, ma che avevano in comune solo un dolore intollerabile. Tra queste, l’ergotismo, l’eresipela e l’herpes zoster sono i tre disturbi più importanti riconosciuti nei secoli. Ancora oggi, in Italia, l’herpes zoster è comunemente chiamato “Fuoco di Sant’Antonio”. Di questa affascinante mistura di religione e medicina, di arte e tradizioni si legge in queste righe.

Fuoco di passione

Fiera e indipendente, la giovane contessa Charlotte von Wolfram non ha alcuna intenzione di accettare il fidanzamento con Simeon St Ange, conte di Wesmorlyn, imposto dalla famiglia. Il loro primo incontro a Londra è infatti un disastro: lei pensa che Wesmorlyn sia bigotto e arrogante, lui che Charlotte sia troppo bella e selvaggia per diventare sua moglie, dopo che si è dato tanto da fare a riabilitare il nome della famiglia. Ma poichè Charlotte è impegnata nella ricerca di una persona che le sta a cuore, Simeon si sente in dovere di aiutarla. E in un gioco di segreti scoprirà che la passione e l’impulsività della giovane lo attraggono oltre ragione, rischiando di mettere in grave pericolo anche il loro nascente amore.

Il fuoco dal profondo

Dopo anni di apprendistato tesi alla ricerca di una vita interiore capace di andare oltre i confini della percezione sensibile, tra l’antropologo Carlos Castaneda e lo sciamano yaqui don Juan si è ormai creato un solido rapporto maestro-discepolo. Entrato a far parte del seguito dello stregone, Castaneda viene introdotto a un’antichissima conoscenza – patrimonio dei veggenti e suddivisa in consapevolezza dell’essere, agguato e intento – il cui possesso permette di mettere a fuoco la mente con una forza e una chiarezza fuori dal comune. Sotto la guida di don Juan, Castaneda intraprende l’itinerario per diventare ”guerriero della libertà totale”, scoprendo come raggiungere la padronanza della propria mente e ampliare il proprio campo di percezione, fino a cogliere non solo il lato esteriore del mondo ma l’essenza stessa delle cose.
(source: Bol.com)

I fuochi di Valyria. Le Cronache del ghiaccio e del fuoco: 11

Nella sanguinaria epopea della guerra dei Cinque re, Stannis Baratheon è impegnato in un’estenuante marcia nel gelo contro il traditore lord Bolton, mentre un inquietante vuoto di potere circonda il Trono di Spade a causa della prigionia di Cersei Lannister, ancora presa negli artigli di un risorto fanatismo religioso. Mai prima d’ora il continente occidentale è stato tanto duramente devastato e mortalmente indebolito, così da diventare facile terra di conquista da parte di nemici vicini e lontani. Nelle Isole di Ferro, il sinistro Euron Occhio di Corvo si prepara a lanciare una nuova invasione dal mare, mentre a Dorne, la marca più meridionale del reame, un principe solo all’apparenza in declino ordisce una cospirazione volta a un nuovo, imprevedibile ritorno dell’antica dinastia. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen, orgogliosa e coraggiosa regina dei draghi, si piega a un subdolo matrimonio di convenienza nel nome di una pace incerta, senza con questo rinunciare al suo sogno di tornare sul trono che fu di Aegon il Conquistatore. Finito suo malgrado nelle mani lorde di sangue degli schiavisti di Yunkai, città nemica giurata di Daenerys, l’indistruttibile nano Tyrion Lannister è costretto a giocare il tutto per tutto per sopravvivere a un assedio disastroso. Nel frattempo, all’ombra della titanica Barriera di ghiaccio nell’estremo Nord del reame, il giovane Jon Snow, coraggioso lord comandante dei Guardiani della notte, concepisce una temeraria strategia…
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Funerale in blu

Due giovani donne vengono trovate morte nello studio di un noto pittore. Una è un’oscura modella di dubbia fama, ma l’altra è la moglie del chirurgo di origine austriaca idolatrato da Hester, il dottor Kristian Beck. Quindi, è normale che Monk s’interessi della vicenda e cerchi di aiutare la bella lady Callandra, segretamente innamorata del noto specialista, che intende fare tutto il possibile perché Kristian non venga accusato dell’omicidio della moglie. Dai sinistri slum di Londra agli eleganti caffè di Vienna, Monk e Hester indagano sulla misteriosa Elissa Beck, convinti che la sua morte possa essere spiegata dai troppi enigmi della sua vita.

Fulmini sull’87° distretto

A Richard Genero non piace uscire per la città di notte. Di notte a un poliziotto succedono le cose peggiori. Lui si sente soltanto un po’ più sicuro quando è con Carella. Uscire di notte però non gli piace lo stesso perchè in fondo Carella non è Superman. Ma non può evitare di farlo, e così quella notte è uscito con Carella per andare ad interrogare il guardiano notturno di un cantiere. E quando esce dal cantiere, davanti a Carella, vede quella cosa orribile: un corpo penzolante da un lampione. E’ il corpo di una donnache oscilla nell’aria mite di ottobre. E’ soltanto il primo di una serie di delitti tutti uguali, che sembrano portare una firma temuta dagli agenti dell’87° distretto, quella del Sordo, l’imprevedibile criminale che ogni volta fa tremare i poliziotti

Full of life

“È la storia di un uomo e di sua moglie, di come diventano genitori di un bellissimo bambino”: questa – per usare le parole di Fante in una lettera alla madre – l’idea portante di “Full of life”. Ma, come in tutti i romanzi del grande narratore americano, è molto difficile riassumere le invenzioni, l’ironia, le meraviglie della sua scrittura: si può solo goderne il divertimento e la forza che la ispirano. Pubblicato nel 1952 e qualche anno dopo adattato per il cinema (con tanto di nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura), è il libro più comico e autobiografico scritto da John Fante, il suo ultimo romanzo prima del lungo silenzio durato oltre venticinque anni. E dunque ecco John e sua moglie Joyce alle prese con l’arrivo del loro primo figlio, l’improvviso attacco di una schiera di voraci termiti alla loro casa di Los Angeles, il soccorso di papà Nick, il “più grande muratore della California”, e ancora una serie interminabile di piccole disavventure e litigate, tra lacrime, sorrisi, crisi mistiche e formidabili bevute di vino. Introduzione di Paolo Giordano.
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