43761–43776 di 66978 risultati

Per Isabel

“L’importante è cercare, non importa se si trova o non si trova” Come definire una storia come questa? A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico, ma forse sfugge a ogni possibile definizione. Tabucchi l’ha sottotitolato “Un mandala”, ma a ben vedere, con criteri tutti occidentali, si tratta in fin dei conti di un’inchiesta, una ricerca che sembra condotta da un Philip Marlowe metafisico. Ma con la metafisica, in questa ricerca spasmodica e pellegrina, si sposa un concetto tutto terrestre della vita: sapori, odori, luoghi, città, fotografie che sono legati al nostro immaginario, ai nostri sogni, ma anche alla nostra quotidiana esperienza. E allora? Nella sua nota Tabucchi suggerisce di pensare a un monaco vestito di rosso, a Hölderlin e a una canzone napoletana. Potranno forse sembrare degli ingredienti incongrui. Ma forse è meglio non cercare la congruenza in uno dei più stravaganti, visionari e insieme struggenti romanzi che la letteratura italiana ci abbia mai regalato. Il romanzo postumo del grande scrittore.
(source: Bol.com)

Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani

Emil Costantin Sabau è un tredicenne rumeno immigrato illegalmente in Italia. Vive a Torino, affidato a se stesso e alla sua voglia di resistere e affrancarsi da un destino avverso. A fargli compagnia, solo l’amico del cuore, Marek, e l’eroe prediletto, Tex Willer. Nonostante sia accolto in casa da un giovane e ricco architetto, ben presto Emil decide di partire e di andare alla ricerca del nonno paterno, un artista di strada che gli scrive lettere vivaci in una strana lingua meticcia, e che è stato visto, l’ultima volta, a Berlino. Durante il suo viaggio attraverso i confini dell’Europa, Emil incontra e si scontra con nuovi compagni di strada, districandosi tra speranze e illusioni, e cercando, giorno dopo giorno, una nuova collocazione nel mondo. Sullo sfondo di grandi questioni internazionali, ma con lo sguardo rivolto alla quotidianità della vita, Fabio Geda scrive con empatia e leggerezza un fresco e moderno romanzo di formazione. Una narrazione che fa ancora sperare nel futuro.
**

Per guarire un cuore infranto

Delusa da una relazione amorosa andata storta, Dulcie per consolarsi partecipa a una dotta conferenza. Nel corso di questo simposio conosce l’affascinante e un po’ vanesio Alwin Forbes. Tra schermaglie, colpi di scena, inviti a cena e omaggi floreali, Dulcie riuscirà a convincere il goffo Alwin di essere la donna per lui.
**

Per decreto del re

Inghilterra, 1005 – Mentre vaga tra le rovine del suo castello messo a ferro e fuoco dai Vichinghi, Katrin di Courtenay si imbatte in un affascinante guerriero che ha il compito ingrato di riportarla alla corte del re suo zio, e proprio con lui durante il viaggio conosce per la prima volta la passione. Ma il loro amore ha vita breve, perché il sovrano, sordo alle suppliche della giovane, la costringe a sposare un uomo di sua scelta: Rafael, Barone di Belmaine e fratello del potente Conte di Argent. Così, senza quasi sapere come, la bella Katrin si ritrova contesa tra i due fratelli. Desiderata da entrambi, ma destinata a Belmaine, è attratta dal futuro marito e deve costantemente difendersi dal cognato. Fino a quando riuscirà a mantenere il delicato equilibrio tra la sopravvivenza e la felicità?
**
### Sinossi
Inghilterra, 1005 – Mentre vaga tra le rovine del suo castello messo a ferro e fuoco dai Vichinghi, Katrin di Courtenay si imbatte in un affascinante guerriero che ha il compito ingrato di riportarla alla corte del re suo zio, e proprio con lui durante il viaggio conosce per la prima volta la passione. Ma il loro amore ha vita breve, perché il sovrano, sordo alle suppliche della giovane, la costringe a sposare un uomo di sua scelta: Rafael, Barone di Belmaine e fratello del potente Conte di Argent. Così, senza quasi sapere come, la bella Katrin si ritrova contesa tra i due fratelli. Desiderata da entrambi, ma destinata a Belmaine, è attratta dal futuro marito e deve costantemente difendersi dal cognato. Fino a quando riuscirà a mantenere il delicato equilibrio tra la sopravvivenza e la felicità?

Per cosa si uccide

Inizio d’estate: con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l’ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, “sciure” e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. “Una città – sostiene l’autore – che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio”.

Per amore, solo per amore

L’amore tra un abile artigiano, aitante e amato dalle donne, e una ragazza di incomparabile dolcezza. I loro nomi sono Giuseppe e Maria, il loro figlio si chiamerà Gesù. Senza scostarsi dalla tradizione cristiana e dai testi neotestamentari, Pasquale Festa Campanile dà un resoconto di grande efficacia su un rapporto di coppia al di fuori del mito, restituendoci, in particolare, la figura di Giuseppe come quella di un uomo vivo, di grande concretezza e sensibilità.

Per amore di una nobildonna

Inghilterra, 1824. Per salvaguardare il futuro dell’amatissimo nipote, Lady Artemis Dearing è disposta a tutto. Perfino a sposare Hadrian Northmore, fratello dell’uomo che ha causato la rovina di sua sorella. Così propone al gentiluomo un matrimonio nell’interesse del bambino, senza sospettare che la convivenza con lui la porterà a cambiare idea nei suoi confronti. Hadrian, da parte sua, la considera una gentildonna fredda e arrogante, anche se non può fare a meno di provare una forte attrazione per lei. Sentimento che crescerà fatalmente quando Artemis si rivelerà un’inaspettata alleata nella battaglia di tutta una vita…
**
### Sinossi
Inghilterra, 1824. Per salvaguardare il futuro dell’amatissimo nipote, Lady Artemis Dearing è disposta a tutto. Perfino a sposare Hadrian Northmore, fratello dell’uomo che ha causato la rovina di sua sorella. Così propone al gentiluomo un matrimonio nell’interesse del bambino, senza sospettare che la convivenza con lui la porterà a cambiare idea nei suoi confronti. Hadrian, da parte sua, la considera una gentildonna fredda e arrogante, anche se non può fare a meno di provare una forte attrazione per lei. Sentimento che crescerà fatalmente quando Artemis si rivelerà un’inaspettata alleata nella battaglia di tutta una vita…

Per amore

Lottie Gardner è una scrittrice free lance sulla quarantina e in crisi. Dopo anni di incontri clandestini ha finalmente sposato Jack, ma il matrimonio tanto sognato sembra aver spento la passione. Così l'improvviso ricovero della madre in una casa di cura offre alla donna l'occasione che cercava per tornare a Cambridge, Massachusetts, la cittadina della sua adolescenza. Quell'estate arrivano anche Cameron, l'immaturo e scapestrato fratello di Lottie, ed Elizabeth, l'amica di vent'anni prima, anche lei in fuga da un matrimonio ormai esaurito. Basta un nulla per accendere la passione, mai sopita, tra Cameron ed Elizabeth, mentre Lottie viene assalita dai ricordi. Sarà un drammatico incidente a dare una svolta alle loro vite.

Penso dunque sono: La filosofia prêt-à-porter

Per tutti quelli che pensano che la filosofia sia il tipico problema di chi ha la pancia piena; per tutti quelli che neppure sapevano cosa fosse, prima di vedere Blade Runner, per tutti quelli che ancora se lo chiedono e persino per quelli che non se lo sono mai chiesto (non immaginando neppure ciò che si sono persi): ecco il libro per ricredersi. Perché della filosofia non si può fare a meno se non vogliamo restare la mosca intrapppolata nella bottiglia. Perché è impossibile da definire ma facile da amare, purché si provi il brivido di essere al mondo. Non una faccenda barbosa ma piuttosto un luna park, sovraffollato di greci e tedeschi, dove le domande contano più delle risposte e nessuno si tira indietro di fronte a parole come ordine, caos, libertà, anima, felicità, Dio, tempo e, persino, essere. Pensiamo e dunque siamo. Il resto, gira e rigira, è chiacchiera.

Pensione Tersicore: Delitto a teatro per il commissario Martini

Delitto a teatro per il commissario Martini…
Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell’omicidio di un attore dal fascino ambiguo, la sera del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà come sempre a individuare l’assassino…

Il pensionante

Élie Nagéar non sapeva neanche come si chiamasse esattamente l’uomo che aveva ucciso a colpi di chiave inglese sul treno Bruxelles-Parigi. Sapeva solo che aveva con sé dieci mazzette di banconote, e che era olandese: tant’è che la sera prima, quando quel grosso personaggio ridanciano aveva cominciato a offrire champagne alle entraîneuse del night club, Sylvie lo aveva soprannominato Van der Coso. A Bruxelles, Élie contava di vendere certi tappeti bloccati alla doga­na, ma l’affare era andato a monte, i soldi stavano per finire, e Sylvie aveva cominciato a trattarlo in modo sprezzante. Così, senza quasi rendersi conto di quel che faceva, aveva comprato la chiave inglese e aveva seguito l’olandese sul treno delle 00.33. Quando è tornato a Bruxelles, è stata Sylvie a prendere in mano la situazione e a decidere dove sarebbe andato a nascondersi: nella pensione per studenti tenuta da sua madre a Charleroi. A poco a poco, la casetta con le tendine bian­che e i mattoni anneriti dalla polvere di carbone è diventata per Élie una sorta di bozzolo caldo e protettivo, da cui vorrebbe non uscire mai più. Ma che cosa accadrà quando la sorella di Sylvie, o qualcuno dei pensionanti, o la stessa affittaca­me­re, che prova per lui una tenerezza quasi materna, comincerà a sospettare che l’assassino di cui parlano i giornali è proprio lui? O quando la polizia deciderà di interrogare Sylvie?
(source: Bol.com)

Il pensiero greco da Anassimandro agli stoici

Una straordinaria anti-storia della filosofia greca antica
«La storia della filosofia non può più essere fatta come la storia della pura e nuda filosofia. Chi dal v secolo d’Atene tolga, a mo’ d’esempio, un Eschilo, un Pericle, un Euripide, un Fidia, fa come chi da un libro tolga tutti i termini concreti per lasciarvi solo gli astratti (…).
Quando si credeva di poter dedurre tutto da un unico principio, si poteva anche credere che a tutto bastasse la filosofia; oggi questo non è più possibile».
Con queste premesse Diano, al pari di Colli, si avventurò nell’affascinante esplorazione del lato oscuro del pensiero greco, fornendo un’originale storia del pensiero dai presocratici agli stoici, passando per Platone e Aristotele, presentati in una luce del tutto nuova.

Pensieri proibiti

Vivevo per le storie che mi raccontava Joe, per potermi immaginare al posto delle donne che possedeva.
Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco. Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato. Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?

Pensieri lenti e veloci (Saggi)

Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali «veloci », che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più «lenti», che ci aiutano a ragionare.
**
### Sinossi
Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali «veloci », che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più «lenti», che ci aiutano a ragionare.

Pensieri lenti e veloci

Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali ‘veloci ‘, che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più ‘lenti’, che ci aiutano a ragionare.
(source: Bol.com)

Il pellegrino dell’odio

Mai l’abbazia benedettina di Shrewsbury ha visto riversarsi nel suo grande chiostro e nelle sue sale così quiete una tale folla di devoti. Mai come in questo radioso giorno di giugno dell’anno del Signore 1141 la cupa ombra della guerra traq re Stefano e la regina Maud sembra lontana, dissolta dai bagliori del reliquiario d’argento in cui riposa santa Winifred, patrona dell’abbazia. La festa per il quarto anniversario della transazione del corpo della santa a Shrewsbury è infatti al culmine, e i pellegrini convenuti da ogni angolo d’Inghilterra depongono sullo sfolgorante altare le loro preghiere: per un miracolo, per la pace o, più modestamente, per una vita tranquilla. Eppure non tutte quelle suppliche sono sincere e non tutti i fedeli sono innocenti: c’è qualcuno che maschera di devozione un animo in cui alberga soltanto un crudele desiderio di vendetta. Tuttavia se le parole e i gesti possono ingannare, non altrettanto riescono a fare gli occhi, soprattutto per scrutarli è fratello Cadfael, acuto lettore del cuore umano e dei suoi arcani meandri, ma soprattutto pronto a rispondere ogni volta che il delitto bussi alla porta di quel luogo di pace e di fraternità che è la sua abbazia.