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Gioco d’azzardo

Una ragazza scompare alla vigilia delle nozze, senza lasciar traccia di sé. Un uomo che “sa qualcosa sul suo conto” viene ucciso poco tempo dopo. A questo punto interviene Donald Lam (non senza Berta Cool, s’intende) e ben presto si rende conto che il “caso” è uno dei più bizzarri e oscuri della sua carriera. Tenue il filo conduttore, pochissimi gli elementi… un taccuino da stenografa, una fotografia, LA matrice di un biglietto di teatro, qualche ritaglio di giornale. Ma Donald non si sgomenta per questo. Col suo cervello, fertile di trovate, col suo fiuto da segugio, anche un vago indizio basta per lanciarlo sulla buona pista. I suoi metodi non sono ortodossi, già lo sappiamo, ma quando si tratta di far trionfare la giustizia si può ben dire che il fine giustifica i mezzi.

Giochiamo ancora

”Forse è cominciato tutto con quel tema alle elementari. Cosa farò da grande? Io volevo scrivere ‘il calciatore’, però mi sembrava troppo. Cosa avrebbe pensato la maestra? Così scrissi che mi sarebbe piaciuto diventare elettricista come papà. E dissi che avrei anche voluto fare il cuoco, oppure il camionista.” Non ha avuto il coraggio di scrivere il suo sogno in quel tema, Alessandro Del Piero. Ma ha poi trovato il coraggio di viverlo davvero, e lo vive ancora. Tutta la sua straordinaria carriera, in fondo, ”è” quel tema. La storia del ragazzino più piccolo e timido del paese, San Vendemiano, Treviso, che diventa uno dei più grandi giocatori al mondo. Adesso, dopo vent’anni di Juventus, Del Piero non esce dal campo, ma è pronto a giocare un’altra partita: il suo mondo interiore è intatto, i suoi valori non sono cambiati. Del Piero capace di colpi da artista ispirato. Del Piero che risponde con stile ai colpi della vita. Del Piero che si allena con l’entusiasmo di sempre e si sacrifica per i compagni di squadra. Del Piero che pensa sempre alla prossima sfida. Che ha voglia di giocare ancora. In questo libro coraggioso e sincero, per la prima volta il campione racconta uno per uno i dieci valori che lo hanno sempre guidato. Dieci: la cifra della sua vita. Talento, passione, amicizia, resistenza, lealtà, bellezza, spirito di squadra, sacrificio, stile, sfida sono i punti di riferimento che Del Piero vede guardando allo specchio il suo volto e la sua storia irripetibile. Ma lui la ripeterà: è un passaggio, è una linguaccia, è il sorriso di un bimbo con una palla. Così quel vecchio compito di italiano, finalmente, può essere scritto con le parole giuste: ”Da grande voglio fare il calciatore, da grande voglio giocare a pallone. Perché è un mestiere bellissimo. Perché è un sogno”.
(source: Bol.com)

Giochi maliziosi, vol. 2

**Dopo aver ceduto alla passione, scoprono che… che i loro genitori si stanno per sposare!**
*
-Perché non sei venuto alle prove?
-Le prove? ribatte senza guardarmi, occupato a salutare la mia vicina di sinistra.
-Ieri. Le prove del matrimonio. Se fossi venuto non ci saremmo ritrovati in questa situazione imbarazzante.
-Quale situazione imbarazzante?
Gli rivolgo uno sguardo incredulo.
*Sta dicendo seriamente di fare come se niente fosse? *
-Ho come l’impressione che l’episodio del Dinah’s Garden non piacerebbe affatto agli sposini.
-Non abbiamo fatto niente di male. Siamo maggiorenni, vaccinati e non c’è nessun legame di sangue tra di noi.
Trituro le posate. Ha ragione, in fondo, ma ci si può non curare fino a questo punto delle convenzioni sociali?
-Quindi non vedresti nessun inconveniente a ricominciare?
-Tu sì?
*Sta bluffando. *
Il suo sorrisetto e lo sguardo scoppiettante mi sfidano. Alzo il mento. Anche io so giocare a provocare!
-Allora baciami. Ora.
Si piega verso di me, le sue pupille scure sono inchiodate alle mie. Lo fisso, determinata a non cedere per prima.
*Non oserà mica. *
*
* * *
Appena arrivata in California, Carrie cede al fascino di Josh, un bad boy tatuato dal sorriso ammaliante e un corpo da favola. Nessuna promessa, nessun legame, solo una notte di sesso con un partner incredibile! Ed ecco che il soggiorno negli Stati Uniti comincia bene per la giovane francese! Solo neo in questo quadretto perfetto: deve assistere al matrimonio di sua madre… che l’ha trascurata durante tutta la sua infanzia. Tranne che, senza saperlo, Carrie ha passato la notte con il suo… futuro fratellastro maggiore! Il matrimonio della madre potrebbe trasformarsi in un vero incubo…
Tra passione, sentimento e segreti, i due amanti dovranno lottare per difendere la loro felicità!
***Giochi maliziosi*, volume 2 di 6.**
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### Sinossi
**Dopo aver ceduto alla passione, scoprono che… che i loro genitori si stanno per sposare!**
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-Perché non sei venuto alle prove?
-Le prove? ribatte senza guardarmi, occupato a salutare la mia vicina di sinistra.
-Ieri. Le prove del matrimonio. Se fossi venuto non ci saremmo ritrovati in questa situazione imbarazzante.
-Quale situazione imbarazzante?
Gli rivolgo uno sguardo incredulo.
*Sta dicendo seriamente di fare come se niente fosse? *
-Ho come l’impressione che l’episodio del Dinah’s Garden non piacerebbe affatto agli sposini.
-Non abbiamo fatto niente di male. Siamo maggiorenni, vaccinati e non c’è nessun legame di sangue tra di noi.
Trituro le posate. Ha ragione, in fondo, ma ci si può non curare fino a questo punto delle convenzioni sociali?
-Quindi non vedresti nessun inconveniente a ricominciare?
-Tu sì?
*Sta bluffando. *
Il suo sorrisetto e lo sguardo scoppiettante mi sfidano. Alzo il mento. Anche io so giocare a provocare!
-Allora baciami. Ora.
Si piega verso di me, le sue pupille scure sono inchiodate alle mie. Lo fisso, determinata a non cedere per prima.
*Non oserà mica. *
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* * *
Appena arrivata in California, Carrie cede al fascino di Josh, un bad boy tatuato dal sorriso ammaliante e un corpo da favola. Nessuna promessa, nessun legame, solo una notte di sesso con un partner incredibile! Ed ecco che il soggiorno negli Stati Uniti comincia bene per la giovane francese! Solo neo in questo quadretto perfetto: deve assistere al matrimonio di sua madre… che l’ha trascurata durante tutta la sua infanzia. Tranne che, senza saperlo, Carrie ha passato la notte con il suo… futuro fratellastro maggiore! Il matrimonio della madre potrebbe trasformarsi in un vero incubo…
Tra passione, sentimento e segreti, i due amanti dovranno lottare per difendere la loro felicità!
***Giochi maliziosi*, volume 2 di 6.**
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Giocare d’azzardo

Agata, esile, malinconica e chiusa in sé stessa, vive nel ricordo di un passato che ha segnato la sua vita. I lunghi anni di solitudine, però, non l’hanno inacidita, anzi hanno affinato la sua sensibilità e solo assopito la sua femminilità. Scott, ex giocatore d’azzardo, alto e atletico, affascinante quanto irriverente, nasconde un cuore tenero e una vulnerabilità insospettabile. Durante la guerra tra nordisti e sudisti è stato colpito negli affetti più cari. Un uomo e una donna che, nel Kansas del 1880, dapprima acerrimi nemici, diventano, poco alla volta, grandi amici. La dolce innocenza di un bambino apre i loro occhi e i loro cuori e, grazie all’amore che li unisce, Agata e Scott supereranno ogni pregiudizio e difficoltà.

GILLIAN SI SPOSA

Gillian non è come le altre ragazze della Londra di inizio Ottocento.
Effervescente, frizzante, spontanea, dice tutto quello che pensa e combina guai diplomatici a raffica.Sarà forse per questo, o forse per la sua stupefacente chioma rosso fuoco, che a un ricevimento fa colpo sull’ombroso conte di Wassex, Noble Britton.Affascinante e ricchissimo, Noble ha un figlio a carico e una pessima reputazione.Circolano infatti molte voci secondo cui avrebbe assassinato la propria moglie cinque anni prima.Quel che è certo però è che ora sta cercando una madre per il figlio. E Gillian, con la sua esuberanza e il suo spirito, sembra proprio perfetta.Anche l’attrazione che Noble prova per lei ne è la prova, perché per la prima volta vuole una donna come non gli succedeva da tempo.Gli basta vederla per desiderarla e per sentire ardere una passione che credeva dimenticata.Gillian lo ricambia con lo stesso ardore.

Il gigante sepolto

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l’origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti – il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re – e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l’aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig. Giungono infine in vista della meta, e qui li attende la prova più grande: saggiare la purezza del proprio cuore. Per il suo settimo romanzo Ishiguro torna ai temi a lui da sempre cari – la fallibilità e il ruolo della memoria, la dimensione onirica e quella nostalgica dell’esistenza, il dolore della vecchiaia e della perdita – ma lo fa qui scegliendo una forma inedita e quanto mai sorprendente. Calando la sua storia sul terreno del fantastico e attingendo a una varietà di suggestioni storiche e letterarie diverse, dal Beowulf della tradizione anglosassone al Caronte di quella classica, dal Lear shakespeariano fino alla missione di Tolkien, Ishiguro imprime tanta più forza al suo dilemma: se i nostri eroi sapranno debellare la nebbia della dimenticanza riappropriandosi dei preziosi ricordi; se insieme a loro ogni britanno e ogni sassone, ogni umano di ogni tempo, recupererà contezza dei torti subiti e inflitti; se il gigante sepolto della storia sarà rianimato, e riarmato, e restituito alla sua integrità, come giustizia vuole, che ne potrà mai essere della pacifica convivenza fra gli individui e i popoli?

Gideon A Rapporto

“Borgman è troppo importante”, continuano a ripetere a Gideon quelli di Scotland Yard.
“Lascia perdere, se no ti trovi degradato da un giorno all’altro. E’ troppo importante.”
Gideon è convinto che Borgman abbia ucciso sua moglie, quattro anni prima, ed è deciso a trascinarlo davanti ai giudici. Ma Londra è grande, e il comandante del Dipartimento Investigativo criminale non può permettersi il lusso di occuparsi solo di un omidicio commesso tanti anno prima. Perciò Gideon si trasforma in un giocoliere: in una mano si palleggia furti d’auto, morti violente, corse ippiche truccate, e chi più ne ha più ne metta, mentre con l’altra cerca di assestare il colpo definitivo al caso Borgman. Gideon non molla. E alla fine, importante o no, Borgman dovrà pentirsi di essersi trovato sulla sua strada.
J.J. Marric (pseudonimo di John Creasey) nasce a Southfields, in Gran Bretagna, nel 1908. Autore molto prolifico, frequenta tutti i generi ed eccelle nel filone del police procedural per il realismo degli ambienti e dei personaggi. È tra i fondatori della Crime Writers Association. Muore nel 1973.
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### Sinossi
“Borgman è troppo importante”, continuano a ripetere a Gideon quelli di Scotland Yard.
“Lascia perdere, se no ti trovi degradato da un giorno all’altro. E’ troppo importante.”
Gideon è convinto che Borgman abbia ucciso sua moglie, quattro anni prima, ed è deciso a trascinarlo davanti ai giudici. Ma Londra è grande, e il comandante del Dipartimento Investigativo criminale non può permettersi il lusso di occuparsi solo di un omidicio commesso tanti anno prima. Perciò Gideon si trasforma in un giocoliere: in una mano si palleggia furti d’auto, morti violente, corse ippiche truccate, e chi più ne ha più ne metta, mentre con l’altra cerca di assestare il colpo definitivo al caso Borgman. Gideon non molla. E alla fine, importante o no, Borgman dovrà pentirsi di essersi trovato sulla sua strada.
J.J. Marric (pseudonimo di John Creasey) nasce a Southfields, in Gran Bretagna, nel 1908. Autore molto prolifico, frequenta tutti i generi ed eccelle nel filone del police procedural per il realismo degli ambienti e dei personaggi. È tra i fondatori della Crime Writers Association. Muore nel 1973.

Il Giardino di Cenere

L’undicesimo, attesissimo titolo della saga di Ulysses Moore, un grande successo in Italia e all’estero!

Il giardino di cemento

«Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire». Chi racconta è Jack, un ragazzino sporco, foruncoloso, tenuto in disparte dalla famiglia; suo padre è un uomo fragile, irascibile e ossessivo, che un giorno decide di costruire un giardino roccioso: si mette al lavoro, ma muore di fronte all’indifferenza di Jack che non chiede aiuto. Julie, sorella maggiore, prime magliette scollate, primi amori tenuti segreti. Sue, due anni meno di Jack, sgraziata, sempre pronta a ritessere i difficili rapporti di famiglia. Tom, un bambinetto vivace, tutto preso dai suoi giochi e dai terrori scolastici. Infine la madre, slavata, sempre affaccendata in cucina oppure sprofondata nel letto di malata. Un balletto di «enfants terribles», figli di una «cattività» familiare segnata da un esasperato sadismo.

Il giardino delle pesche e delle rose

Il vento ha ricominciato a soffiare. Vianne Rocher lo sa: è un segnale, qualcosa sta per succedere. Quando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, capisce che ormai niente può opporsi a quel richiamo. Vianne non ha altra scelta che seguirlo e tornare a Lansquenet, là dove tutto è cominciato, il luogo dove otto anni prima aveva aperto una chocolaterie. Qui, adesso come allora, nel paese che si raccoglie intorno alla chiesa domina un’atmosfera chiusa e bigotta. Eppure c’è qualcosa di nuovo. Il profumo delle spezie e del tè alla menta riempie l’aria, donne vestite di nero camminano veloci, a capo chino, per le viuzze; a rivaleggiare con il campanile, dall’altra parte della Tannes, si leva ora un minareto. All’inizio la convivenza fra gli abitanti e la comunità musulmana era stata tranquilla e gioiosa, ma un giorno le cose sono cambiate e sono iniziate le incomprensioni, le violenze, il fuoco. Il curato Francis Reynaud vuole a ogni costo salvare il suo villaggio e tornare all’armonia di una volta. E ha capito che solo una donna può aiutarlo, Vianne, l’acerrima nemica di un tempo. Solo lei potrebbe portare la pace, solo lei potrebbe capire gli occhi diffidenti e impauriti delle donne che si celano sotto il niqab. Ma soprattutto, solo lei può comprendere l’enigmatica e orgogliosa Inès. Ma non è facile leggere la paura e sconfiggere le ipocrisie e le menzogne che serpeggiano tra le due comunità. Eppure Vianne sa come fare, sa come arrivare al cuore delle persone. E, poi, forse, insieme a lei ci saranno gli amici di una volta; o forse no, perché c’è un segreto che l’attende. Inaspettato, come il vento che l’ha riportata qui. Joanne Harris, con impareggiabile maestria, ritorna nel paese di Chocolat e ci racconta una storia piena di magia, sensualità, segreti oscuri e pregiudizi in cui il confine tra apparenza e verità è molto sottile.
(source: Bol.com)

Il giardino delle bestie. Berlino 1934

Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934.
Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all’università di Chicago, con una certa notorietà per i suoi scritti sul Sud degli Stati Uniti e la sua biografia di Woodrow Wilson.
Fervente democratico jeffersoniano, a suo agio soltanto negli ambienti frugali della sua piccola fattoria di campagna, Dodd ha una moglie, Mattie, e due figli: William Jr – Bill – e Martha, la prediletta. Ventiquattro anni, i capelli biondi, gli occhi azzurri e un sorriso radioso, Martha ha un’immaginazione venata di romanticismo e un atteggiamento così civettuolo, da avere già acceso la passione in molti uomini.
La vita di questa famiglia americana, a detta di tutti felice e unita, muta radicalmente nel giugno del 1933. Mentre siede alla sua scrivania all’università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino.
Dodd è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosevelt. Certo, ha conseguito un dottorato a Lipsia e conosce il tedesco, ma nulla più.
Tuttavia, per Roosevelt è un ambasciatore perfetto per un paese che, tra la crisi economica dilagante e un altro rovinoso anno di siccità, rappresenta per l’America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a voler saldare.
Ed è così che, al loro arrivo, William e Martha Dodd si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all’aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.

Il giardino delle bestie: Berlino 1934

Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934. Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all’università di Chicago, con una certa notorietà per i suoi scritti sul Sud degli Stati Uniti e la sua biografia di Woodrow Wilson. Fervente democratico jeffersoniano, a suo agio soltanto negli ambienti frugali della sua piccola fattoria di campagna, Dodd ha una moglie, Mattie, e due figli: William Jr – Bill – e Martha, la prediletta. Ventiquattro anni, i capelli biondi, gli occhi azzurri e un sorriso radioso, Martha ha un’immaginazione venata di romanticismo e un atteggiamento così civettuolo, da avere già acceso la passione in molti uomini. La vita di questa famiglia americana, a detta di tutti felice e unita, muta radicalmente nel giugno del 1933. Mentre siede alla sua scrivania all’università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino. Dodd è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosevelt. Certo, ha conseguito un dottorato a Lipsia e conosce il tedesco, ma nulla più. Tuttavia, per Roosevelt è un ambasciatore perfetto per un paese che, tra la crisi economica dilagante e un altro rovinoso anno di siccità, rappresenta per l’America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a voler saldare. Ed è così che, al loro arrivo, William e Martha Dodd si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all’aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.

Il giardiniere notturno

Il corpo di Asa Johnson è nascosto tra i cespugli di un giardino pubblico. Già a un primo sguardo la causa della morte risulta essere un unico colpo di pistola alla testa, per il resto il suo corpo sembra non aver subito violenza. Questo è il macabro spettacolo che Dan Holiday, ex agente della polizia di Washington, si trova di fronte durante una passeggiata nel cuore della notte, fatta solo per schiarirsi le idee. Non può che essere una nuova vittima dell’assassino che vent’anni prima chiamavano “il giardiniere notturno”. Il suo modo di procedere era lo stesso: vittima minorenne, di colore, che veniva sodomizzata, freddata con un colpo di pistola e poi completamente ripulita, come per purificarla dalla violenza subita. C’era anche quel particolare inconfondibile: i ragazzi avevano tutti nomi palindromi. Holiday aveva lavorato al caso con T.C. Cook, la leggenda del dipartimento. Ora le loro vite sono completamente diverse. Dan ha lasciato la polizia e fa l’autista per ricchi uomini d’affari. Cook è in pensione da qualche anno, ma il fatto di non essere riuscito a mettere le mani su quello spietato serial killer ancora lo tortura. Dopo il ritrovamento del ragazzo i due si rimettono in contatto con Gus Ramone, il terzo uomo che si era occupato dell’indagine, che è ancora in polizia, e ricominciano da dove avevano lasciato. La loro è una corsa contro il tempo.

I giardini dei dissidenti

Due donne straordinarie: Rose Zimmer, conosciuta da tutti come la Regina Rossa di Sunnyside, nei Queens, è una comunista irriducibile, che s’impone a tutti, vicini, famigliari e membri del partito con l’intransigenza della sua personalità e l’assolutismo delle sue convinzioni. E sua figlia, Miriam, precoce e determinata, lei pure imbevuta di sogni utopici e col desiderio spasmodico di sfuggire all’influenza di Rose per abbracciare la controcultura del Greenwich Village. Sono donne che stregano gli uomini della loro vita. Imperfetti e romantici, i personaggi di Lethem si perdono dietro ai loro ideali improbabili in un’America in cui il radicalismo è sempre visto con sospetto, aperta ostilità o indifferenza. La storia statunitense di più di mezzo secolo (dal comunismo da salotto degli anni Trenta fino alla nascita di Occupy Wall Street) scorre tumultuosa nelle pagine di Lethem, in un intreccio inestricabile di privato e pubblico, di desiderio e senso del dovere. Un romanzo d’amore. Un romanzo sulla famiglia. Tutto questo e ancora di più si racchiude armonicamente nei Giardini dei dissidenti, l’atteso, straordinario ritorno al romanzo di uno dei più grandi scrittori americani.

Gianni Caproni (E-Book Vol. 3)

Ha fatto volare non solo aerei, ma anche sogni. La figura di Gianni Caproni, il più geniale protagonista dell’epopea regina del XX secolo – la conquista dei cieli -, è finora rimasta quasi nascosta dal fascino dei suoi straordinari velivoli, che ancora detengono imbattuti record e primati tecnologici. Questo libro riporta in primo piano l’umanità di una figura poliedrica, di un artista prima che un ingegnere, di un pacifista costretto a creare armi micidiali, di un innamorato della natura dedito al progresso dell’industria, di un patriota idealista che voleva abbattere i confini del
mondo.
Una vicenda immersa nella storia del ‘900, a diretto contatto con i suoi attori, da Mussolini a Churchill, da D’Annunzio a Eisenhower, eppure attualissima nella parabola del primo vero impero “globale”, esteso dalla provincia di Varese fino all’Asia e al Nord e Sud America, ma infine stritolato da una crisi con profonde analogie a quelle fatali a tante imprese italiane. Dalle Dolomiti alle Ande, passando per Malpensa. Dall’aquilone al jet, attraversando la pittura e il cinema. La sfida di un creatore di quel futuro che oggi siamo noi.