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C guida alla programmazione

Il linguaggio C è il punto di riferimento per la realizzazione di software per gran parte delle piattaforme hardware in uso e un passo quasi obbligato nel percorso di formazione di uno sviluppatore. La sua importanza è tale che per molti C è noto come “il C”. Una sua particolarità è essere un linguaggio di alto livello che integra caratteristiche dei linguaggi di basso livello. Da questo deriva la sua efficenza in ambiti come le telecomunicazioni, il controllo di processi industriali e il software real-time, ma anche la sua complessità e la difficoltà di apprendimento soprattutto per chi non padroneggia i fondamenti dell’elettronica dei calcolatori.
Questa guida vuole aiutare anche i programmatori meno esperti a familiarizzare con le caratteristiche del linguaggio in maniera graduale ma rigorosa, accompagnando parti teoriche a esempi pratici e snippet di codice che aiutano a fissare l’attenzione sui dettagli più rilevanti. Tutto il testo è basato sullo standard ISO C11.
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### Sinossi
Il linguaggio C è il punto di riferimento per la realizzazione di software per gran parte delle piattaforme hardware in uso e un passo quasi obbligato nel percorso di formazione di uno sviluppatore. La sua importanza è tale che per molti C è noto come “il C”. Una sua particolarità è essere un linguaggio di alto livello che integra caratteristiche dei linguaggi di basso livello. Da questo deriva la sua efficenza in ambiti come le telecomunicazioni, il controllo di processi industriali e il software real-time, ma anche la sua complessità e la difficoltà di apprendimento soprattutto per chi non padroneggia i fondamenti dell’elettronica dei calcolatori.
Questa guida vuole aiutare anche i programmatori meno esperti a familiarizzare con le caratteristiche del linguaggio in maniera graduale ma rigorosa, accompagnando parti teoriche a esempi pratici e snippet di codice che aiutano a fissare l’attenzione sui dettagli più rilevanti. Tutto il testo è basato sullo standard ISO C11.

Bye Bye Blackbird: La seconda indagine di Axel Steen

Axel Steen, l’ispettore più spregiudicato e irriverente del corpo di polizia danese, è tormentato da ricordi che non vogliono lasciarlo in pace. In un’estate particolarmente calda, una denuncia per stupro ha riaperto un vecchio caso di omicidio mai risolto: una ragazza di diciotto anni, strangolata e ripescata in un laghetto di Ørstedspark, l’area verde più hot di Copenaghen. Un caso che per Axel è diventato un’ossessione e che, quattro anni prima, gli aveva rovinato il matrimonio ed era quasi costato la vita a sua figlia. Pochi confronti, trascurati nel tempo per incuria della polizia e diffidenza delle vittime, gli bastano per mettere in relazione tra loro diversi episodi di violenza analoghi: il bilancio è di dodici anni di stupri e un assassinio. Potrebbe essere il caso più importante che l’anticrimine abbia mai avuto per le mani. L’indagine lungo i labirinti bui dell’alternativo quartiere di Nørrebro, sulle orme di un criminale seriale, diventa per Axel una questione di sopravvivenza. Spinto dal desiderio di riparare qualcosa di sbagliato, si getta in una frenetica caccia al colpevole con la rabbia – e i metodi non necessariamente allineati – che delinquenti e colleghi conoscono bene. Uno sbirro che fuma hashish, con la costante paura di morire, che vuole mettere un punto a quelle orribili storie di abuso e abbandono, sperando di riportare l’ordine. Per le strade e dentro di sé.

La bussola di Noè

«*La mia scrittrice preferita.*» **Nick Hornby** «*Un’autrice che rappresenta il meglio della letteratura americana di oggi, una squisita cronista della vita di tutti i giorni. I suoi personaggi fanno a un tempo rabbia e tenerezza, sono tradizionali eppure eccentrici.*» **The Observer** «*Anne Tyler dimostra una creatività instancabile: sembra non esserci fine alla quantità di storie che riesce a inventare.*» **London Review of Books** «*La Tyler si è fatta cronista attenta e affettuosa di un’America piccola piccola, e bisogna darle atto di una straordinaria bravura.*» **La Stampa** A sessant’anni Liam Pennywell – un uomo «in tono minore» con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie, e un unico amico – è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d’ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell’intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, non particolarmente femminile ma dolce e paziente, molto più giovane di lui, che lo colpisce per il suo ruolo di «ricordatrice di professione»: fa da assistente a un anziano signore fungendo per lui da «memoria esterna». Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre con incredulità che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati, e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti. Alternando impietose punte di ironia a osservazioni illuminanti, Anne Tyler ritorna ai suoi affezionati lettori con un romanzo intenso e delicato, in cui racconta la rinascita di un uomo che si accorge di avere ancora una vita davanti da passare con le persone che ama. «*Non esiste forse oggi uno scrittore americano migliore di Anne Tyler. Quando un autore è di questo livello, è impossibile trovare dei termini di paragone.*» **Los Angeles Times** «*Non è solo brava, è straordinariamente brava!*» **John Updike** «*Il piacere dei romanzi della Tyler: un miscuglio di pathos e ironia, di personaggi nevrotici o sbiaditi, di tragedie e di quotidianità.*» **l’Espresso** «*Semplici tragedie quotidiane. Stupidità del vivere, forse, ma scritta con una prosa che ci emoziona e ci incanta. Ogni volta.*» **D di Repubblica** «*Una voce innovativa nella scena letteraria americana.*» **Corriere della Sera** ** ### Sinossi «*La mia scrittrice preferita.*» **Nick Hornby** «*Un’autrice che rappresenta il meglio della letteratura americana di oggi, una squisita cronista della vita di tutti i giorni. I suoi personaggi fanno a un tempo rabbia e tenerezza, sono tradizionali eppure eccentrici.*» **The Observer** «*Anne Tyler dimostra una creatività instancabile: sembra non esserci fine alla quantità di storie che riesce a inventare.*» **London Review of Books** «*La Tyler si è fatta cronista attenta e affettuosa di un’America piccola piccola, e bisogna darle atto di una straordinaria bravura.*» **La Stampa** A sessant’anni Liam Pennywell – un uomo «in tono minore» con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie, e un unico amico – è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d’ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell’intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, non particolarmente femminile ma dolce e paziente, molto più giovane di lui, che lo colpisce per il suo ruolo di «ricordatrice di professione»: fa da assistente a un anziano signore fungendo per lui da «memoria esterna». Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre con incredulità che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati, e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti. Alternando impietose punte di ironia a osservazioni illuminanti, Anne Tyler ritorna ai suoi affezionati lettori con un romanzo intenso e delicato, in cui racconta la rinascita di un uomo che si accorge di avere ancora una vita davanti da passare con le persone che ama. «*Non esiste forse oggi uno scrittore americano migliore di Anne Tyler. Quando un autore è di questo livello, è impossibile trovare dei termini di paragone.*» **Los Angeles Times** «*Non è solo brava, è straordinariamente brava!*» **John Updike** «*Il piacere dei romanzi della Tyler: un miscuglio di pathos e ironia, di personaggi nevrotici o sbiaditi, di tragedie e di quotidianità.*» **l’Espresso** «*Semplici tragedie quotidiane. Stupidità del vivere, forse, ma scritta con una prosa che ci emoziona e ci incanta. Ogni volta.*» **D di Repubblica** «*Una voce innovativa nella scena letteraria americana.*» **Corriere della Sera**

Bussola

Con questo romanzo-fiume Ènard ha vinto il Premio Goncourt nel 2015. Bussola è la storia d’amore tra Franz, uno specialista dell’Oriente, e Sarah, anch’essa studiosa delle civiltà orientali, un amore che dura anni e si snoda attraverso Europa, Iran, Siria e Turchia. Ma è anche la storia di un altro amore tormentato: quello tra l’occidente e l’oriente. Un amore raccontato attraverso le centinaia di storie di coloro, donne e uomini europei, che nel corso dei secoli hanno dedicato le loro vite (e spesso le hanno perse tragicamente) all’inseguimento di questa passione “impossibile”. Énard racconta le vite avventurose e appassionate di scrittori, avventurieri, musicisti, viaggiatrici che si sono lasciate ammaliare dall’ esotismo e dalla sensualità di luoghi come la Persia, Costantinopoli, Palmira; luoghi di questa passione divisa tra miraggio e illusione da una parte e vite reali e ben concrete dall’altra. Cos’è stato l’orientalismo? Un miraggio del deserto favorito dai fumi dell’oppio, dai profumi delle spezie e dalle mire coloniali dell’Europa, o un vero incontro tra culture diverse ma complementari, l’una bisognosa dell’altra, alla continua ricerca dell’Altro che ci completa?
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Il burattinaio

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine. Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria “ospita” in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Buona ripresa

Che cosa puoi fare quando la vita ti pone davanti ai tuoi limiti e hai tanto, troppo tempo per ripensare al passato, che ti appare una somma di errori e occasioni mancate ormai senza rimedio? Ecco a voi Jean-Pierre, sessantasette anni vissuti cinicamente e un presente da ricoverato per un incidente che non ricorda. Essere «il bacino della stanza 28» non migliora certo il suo carattere e Jean-Pierre ne ha per tutti: medici, infermieri, altri ricoverati e parenti che lo vengono a trovare… Eppure, è proprio quando la notte è più buia che l’alba si avvicina, e anche in ospedale, dove le ore sembrano durare dieci volte di più che nel mondo esterno, si può capire quello che conta davvero, si può ricominciare ad amare il mondo, anche se sempre con qualche riserva, perché, comunque, se si è stati scorbutici per più di mezzo secolo, non si può cambiare completamente…

La buona logica. Imparare a pensare

Si parla sempre più spesso dell’importanza di imparare a pensare, cioè a ragionare in modo corretto per risolvere problemi anche semplici ma non intuitivi. È questa la condizione che rende davvero “buona” la scuola, perché consente di trasmettere non solo conoscenze ma anche strategie, che funzionano indipendentemente dai contenuti e sono dunque applicabili a contesti diversi. L’obiettivo degli autori è risvegliare la nostra capacità di riflettere in modo non automatico, allineando in una cassetta degli attrezzi i meccanismi del pensiero che sono alla base di tale capacità. Ideato come un’agile guida per chiunque voglia apprendere come argomentare in modo critico, il libro è rivolto anche a quanti devono affrontare un test di selezione, essendo focalizzato sulle strategie mentali con cui risolvere gli esercizi di logica proposti nei test.
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Un buon presagio

La incontriamo in un piovoso mattino d’aprile, nel bugigattolo dove legge l’aura a signore fragili di nervi, dispensando loro consigli e previsioni. Di lei non conosciamo il nome, sappiamo solo che è una giovane donna intraprendente, scaltra, cresciuta da una madre bizzarra e spesso assente, e che fin da bambina è stata abituata a vivere di espedienti, a escogitare ogni giorno un modo per tirare avanti. Quando nel piccolo locale entra Susan Burke, bionda, bella, occhi azzurri e ben vestita, da una analisi veloce la nostra “sensitiva” si convince che si tratta dell’ennesima signora benestante e infelice, in cerca di emozioni forti. In realtà Susan è lì per chiedere aiuto: nella vecchia casa dove vive con la famiglia si verificano fatti inquietanti. Fiutato l’affare, la truffatrice si propone per una “purificazione” dell’ambiente domestico a base di spargimenti di sale, erbe da bruciare e formule pseudomagiche. Nel varcare la soglia della sinistra casa vittoriana, però, si rende conto che qualcosa davvero non va, e l’incontro con il figliastro di Susan non fa che confermare le sue impressioni. Miles è un quindicenne indecifrabile, dal comportamento disturbato e violento, capace con le sue storie di creare nuove realtà. Ma sono davvero soltanto storie, le sue? In presenza di Miles nulla è come sembra, verità e invenzione si sovrappongono e si mescolano fino a confondersi.
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Il buio oltre la siepe

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con  bravura eccezionale.
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### Sinossi
In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con  bravura eccezionale.

Il buio nell’acqua

«Come Elena Ferrante, Louise Doughty ha la capacità di narrare con straordinaria efficacia la disperazione sentimentale.»«Corriere della Sera» – Isabella Bossi Fedrigotti«Doughty è maestra nel costruire la suspense. La scrittura è intensa, visiva, potente.»«The Guardian»«Louise Doughty è qui al suo meglio… bravissima nel raccontare una passione sessuale che diventa forza di cambiamento e di redenzione.»«The Times»«Un romanzo eccellente che è tante cose insieme: l’analisi di un carattere, uno sguardo sui diritti civili americani, una riflessione sulle conseguenze della politica estera, una storia d’amore e un ritratto dell’Indonesia inquieta del Ventesimo secolo.»«New York Times Book Review»«Un libro per i lettori di John Le Carré e Graham Greene, e per tutti coloro che amano i quesiti morali estremi. »«The Spectator»Louise Doughty, l’autrice del fortunato Fino in fondo, con questo nuovo romanzo ci fa fare il giro del mondo. Perché il protagonista, Harper, va e viene dall’Olanda alla California, al sudest asiatico, prima come vittima di una madre instabile, poi come spia e mercenario.All’inizio lo troviamo nascosto sulle pendici di una montagna, a Bali, in attesa di sapere se o quando un sicario si avventurerà fin lì per ucciderlo. Sa di non potersi fidare di nessuno, nemmeno del servitore premuroso che potrebbe rivelarsi un carceriere prezzolato. Quando vince la paura e decide di scendere fin sulla costa mimetizzandosi fra turisti e abitanti indaffarati, conosce una donna, Rita. Se non proprio un colpo di fulmine, l’incontro è un’immediata, reciproca attrazione che culmina in una notte di sesso. Lo scoppio di passione però si rivela subito per qualcosa di più. Passa poco tempo prima che Harper capisca che anche la taciturna Rita nasconde un passato tragico. Come il suo.Il racconto delle vicende di Harper sul campo è una spy story, o, se vogliamo, un thriller alla maniera di John Le Carré e Graham Green, dove è la psicologia del protagonista, più che non l’azione, a interessare l’autrice. Che dimostra un talento eccezionale nel ritrarre sia un uomo dal passato ambiguo e complicato, sia una donna vittima di una tragica situazione familiare. La storia d’amore tra i due è tenera e appassionata, ma sono paura, rimorsi e rimpianti ad accenderla e mantenerla viva. Come nei romanzi di guerra, oltre che nei thriller, l’amore che nasce nell’immediato pericolo ha un’intensità particolare, assume connotati di suspense pari a quelli dell’azione vera e propria.Come sempre nei romanzi di Doughty, è solo nelle ultime pagine che viene rivelato qual è il «vero» segreto, quale rimorso ossessiona il protagonista rendendolo, se non proprio indifferente, almeno rassegnato alla minaccia di morte che incombe su di lui. Un segreto nascosto nell’«acqua buia» del titolo.

Il buio fuori

In una capanna al limitare del bosco, la giovane Rinthy dà alla luce un bambino. Il padre del bimbo e fratello di Rinthy, si libera del neonato abbandonandolo in riva al fiume. Certa che il figlio sia vivo, la donna parte alla sua ricerca per le strade di una terra desolata. Il padre, a sua volta, rincorre la sorella per le stesse strade, mosso da un’uguale certezza di ritrovarla. Al loro girovagare si intreccia quello di una malvagia «trinità» che sfiora via via le misere esistenze di una serie di personaggi tingendole di sangue. E quando i protagonisti si incontreranno, l’epilogo avrà tratti d’inimmaginabile crudeltà. Alle imprese scellerate degli uomini fa da contrappunto la leggiadra perfezione della natura, come se a crearla fosse stata una divinità diversa da quella che sovrintende alle cose degli uomini.

Bugie, verità e sorprese

Luca dopo l’incidente che ha avuto, decide di mettere in vendita on-line la sua bicicletta. È praticamente nuova, ma sa che non la potrà più utilizzare.
Camilla è in cerca di una bicicletta usata, poiché non può permettersi l’acquisto di una nuova.
Si conoscono così, in modo virtuale: lui vende la sua bicicletta e lei la compra. Quello che sembrava un incontro occasionale si trasforma pian piano, per i due ragazzi, in una bella amicizia o qualcosa di più. 
Si raccontano l’un l’altro segreti fin’ora non condivisi con nessuno.
Fino a quando, nonostante i timori di Camilla, decidono di incontrarsi. 
Lì la ragazza scopre che Luca non è stato sincero con lei riguardo al suo aspetto fisico, e si arrabbia con lui. 
Decidono quindi di mettere fine alla loro amicizia, con grande dolore da parte di entrambi. 
Ma il destino li farà rincontrare. 
Saranno in grado di perdonarsi e tornare a essere amici? E quel qualcosa in più?

Bugie pericolose

Stella Gordon non è il suo vero nome. Thunder Basin, in Nebraska, non è la sua vera casa. Questa non è la sua vera vita… ma dopo aver assistito all’omicidio dello spacciatore di sua mamma, Stella è stata immediatamente inserita nel programma di protezione testimoni. Stella però non ha nessuna intenzione di vivere lontano dal fidanzato, per di più in un posto dimenticato da Dio e dagli uomini. Risultato: fa di tutto per irritare chi dovrebbe proteggerla e, più in generale, chiunque incontri. Visto che non si tratterrà laggiù un minuto più del necessario, che senso ha farsi degli amici? Il ragionamento fila più o meno liscio finché non conosce Chet Falconer che è giovane, dannatamente attraente e, più di ogni altra cosa, detesta le bugie.
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Bugie nascoste

Brant.
A vent’anni era già miliardario. Siamo stati insieme per tre anni. Mi ha chiesto di sposarlo quattro volte. E quattro volte gli ho detto di no.
Lee.
Fa il giardiniere – quando non è occupato a farsi le studentesse. È bravo con le mani e con tutto il corpo… L’ho inseguito per quasi due anni…
Avanti. Giudicatemi. Non avete idea di cosa comporti il mio amore.
Se pensate di avere già sentito questa storia, vi sbagliate.
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### Sinossi
Brant.
A vent’anni era già miliardario. Siamo stati insieme per tre anni. Mi ha chiesto di sposarlo quattro volte. E quattro volte gli ho detto di no.
Lee.
Fa il giardiniere – quando non è occupato a farsi le studentesse. È bravo con le mani e con tutto il corpo… L’ho inseguito per quasi due anni…
Avanti. Giudicatemi. Non avete idea di cosa comporti il mio amore.
Se pensate di avere già sentito questa storia, vi sbagliate.

Le bugie hanno la pancia tonda

Come chiunque altro lavori nei media a New York, l’editor Liz Buckley tira avanti a cupcake, caffeina e cocktail. Ma a trentun anni può dirsi soddisfatta del suo lavoro a Paddy Cakes, un’esclusiva rivista patinata che si rivolge a genitori moderni e ultracompetitivi, disposti a spendere migliaia di dollari per il passeggino del loro prezioso pargolo. Se c’è una cosa di cui però è stanca è di fare un milione di straordinari per occuparsi del lavoro lasciato indietro dalle colleghe con figli. Così, quando un banale malore da stress in ufficio viene scambiato per nausea mattutina, Liz decide di stare al gioco e annuncia di essere incinta. Un piano folle? Probabile, ma sente di meritarsi un permesso di maternità, un po’ di tempo per sé, per sistemare tutti gli aspetti ancora imperfetti delle sua vita. E così, di giorno nasconde una pancia finta sotto eleganti vestiti prémaman e di notte scorrazza per la città tra karaoke trascinanti e cenette alcoliche. Ma per quanto tempo può durare la finzione? Man mano che la data del “parto” si avvicina, per Liz diventa sempre più difficile mantenere il segreto, tanto più adesso che sembra profilarsi all’orizzonte Quello Giusto. Di certo non avrebbe mai immaginato che una pancia potesse suscitare tanti sentimenti e riflessioni sulla vita, il successo, la famiglia e la natura del vero amore.
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### Sinossi
Come chiunque altro lavori nei media a New York, l’editor Liz Buckley tira avanti a cupcake, caffeina e cocktail. Ma a trentun anni può dirsi soddisfatta del suo lavoro a Paddy Cakes, un’esclusiva rivista patinata che si rivolge a genitori moderni e ultracompetitivi, disposti a spendere migliaia di dollari per il passeggino del loro prezioso pargolo. Se c’è una cosa di cui però è stanca è di fare un milione di straordinari per occuparsi del lavoro lasciato indietro dalle colleghe con figli. Così, quando un banale malore da stress in ufficio viene scambiato per nausea mattutina, Liz decide di stare al gioco e annuncia di essere incinta. Un piano folle? Probabile, ma sente di meritarsi un permesso di maternità, un po’ di tempo per sé, per sistemare tutti gli aspetti ancora imperfetti delle sua vita. E così, di giorno nasconde una pancia finta sotto eleganti vestiti prémaman e di notte scorrazza per la città tra karaoke trascinanti e cenette alcoliche. Ma per quanto tempo può durare la finzione? Man mano che la data del “parto” si avvicina, per Liz diventa sempre più difficile mantenere il segreto, tanto più adesso che sembra profilarsi all’orizzonte Quello Giusto. Di certo non avrebbe mai immaginato che una pancia potesse suscitare tanti sentimenti e riflessioni sulla vita, il successo, la famiglia e la natura del vero amore.

Le bugie della scienza: perchè e come gli scienziati imbrogliano

Chi avrebbe mai sospettato che la frode scientifica fosse antica quanto la scienza stessa? Col tempo sono cambiati solo i “moventi” delle frodi: una volta si truffava per ambizione, per invidia, per motivi ideologici e politici. A partire dagli anni Cinquanta, quando la scienza è divenuta un’attività ampiamente finanziata dai governi, si è diffusa invece la truffa scientifica per interesse privato o di gruppo, e per reprimere la quantità crescente di questo nuovo tipo di truffe si sono mobilitati, oltre agli studiosi più onesti, storici della scienza, uomini politici, magistrati e ‘fraudbusters’ di professione. Ne è nata una vera e propria caccia al falsario, qui ampiamente documentata, che ha mietuto talora vittime illustri.